Far East

giovedì 27 novembre 2008

1

UNO - Un frammento di ricordo e una mail

No, non è stata una gran bella idea dire quello che ho detto, e dire che avevo già provato la scena a casa…

Insomma, una spada giapponese sarà anche un bel regalo da portare in Italia, ci fai un figurone da Zio d’America che torna con i regali per i bambini, ma rischiare di essere bloccato dalla polizia no, mi sembra un rischio eccessivo.

Per fortuna mi sono chiarito subito con la hostess che mi guardava con quegli occhi sgranati, aprendo la valigia e porgendole la spada come avrebbe fatto un fedele Samurai.

E’ cominciato così il mio viaggio di ritorno di ormai due mesi fa verso l’Italia, quello che non ho mai raccontato perché volevo viverlo minuto per minuto, senza rischiare di fare come quei tizi che vedono Venezia attraverso l’obbiettivo di una macchina fotografica.

Eppure dovrò farlo prima o poi, perché è stato importante. Vedere la propria casa, le proprie cose, rivivere le proprie abitudini dopo un’esperienza così intensa, in un posto così diverso e per certi versi ostile, ti insegna sempre qualcosa. Ti fa capire tanto su quello che sei stato e su quello che vuoi essere.

Mettere in ordine i pensieri qui, seduto al mio solito posto nel mio solito studio, non è cosa facile, soprattutto dopo quello che è successo qualche giorno fa.

Ogni cosa a suo tempo.

Ora è tempo di scaricare la posta...

Hi xxx,
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Regards,
xxx


Già, settembre 2008....

(continua)

 

mercoledì 19 novembre 2008

INTRO

INTRO

 

 

 

Terminal 1, aeroporto di Hong Kong, Landau Island

 

 

Al banco del ceck-in c’è la solita fila ordinata. Un tizio aspetta nervosamente con il biglietto in mano. Ha i capelli cortissimi, barba di tre o quattro giorni, occhiaie pronunciate. Sicuramente non è in ottima forma.

Sono le 9 o giù di lì quando la hostess al banco alza la mano, a indicare che è arrivato il suo turno.

Il tizio si avvicina, porge biglietto e passaporto, poi farfuglia qualcosa.

 

Hostess: “Sorry?”

Il tizio con le occhiaie dopo essersi guardato intorno si avvicina più che può, guarda la hostess negli occhi e lentamente scandisce:

 

“I have a big Knife in my luggage.”

 

(continua...)

 

 

mercoledì 5 novembre 2008

Yes, he could

Mi affaccio dopo un po’ di tempo sul blog questa volta non per raccontare cose che a malapena interesserebbero mia madre, ma per dedicare questo piccolo spazio a quello che sembra sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti.

Forse esagero, ma mi sembra che questo sia un giorno fondamentale per tutti, americani e non.

 

Chissà se Martin Luther King tanti anni fa si era limitato a sognarlo un giorno così o davvero ci aveva creduto. E chissà se se l’era immaginato proprio così il primo Presidente afro-americano.

 

Oggi festeggiano tutti gli americani di serie B, quelli che del sogno americano hanno sempre solo sentito parlare. Festeggiano gli americani che non si sono mai riconosciuti in uno stato arrogante e onnipotente. Festeggia anche chi in piazza gridava contro Bush (il peggiore presidente delle storia degli Stati Uniti, è bene ricordarlo) e contro la sua assurda guerra e per tutta risposta si sentiva accusare di “antiamericanismo” e peggio di “vicinanza con i terroristi” da perone superficiali e giornalisti in malafede.

 

Effettivamente…yes, he could.

 

 

Good luck President Obama

 

 

giovedì 9 ottobre 2008

Compleanno a Rimini

C'è una canzone che mi ossessiona da qualche giorno, dalla sera in cui ho voluto vedere ancora una volta il mio mare prima di fare ritorno a Hong Kong.

E' una canzona che rappresenta bene il mio stato d'animo di allora, in parte anche di oggi.

Forse fare i copia e incolla dei testi è una cosa un po' adolescenziale ma chissenefrega...oggi è il mio compleanno e decido io  :o)

 

 

 

Teresa ha gli occhi secchi
guarda verso il mare
per lei figlia di pirati
penso che sia normale

Teresa parla poco
ha labbra screpolate
mi indica un amore perso
a Rimini d'estate.

Lei dice bruciato in piazza
dalla santa inquisizione
forse perduto a Cuba
nella rivoluzione
o nel porto di New York

nella caccia alle streghe
oppure in nessun posto
ma nessuno le crede.



E Colombo la chiama
dalla sua portantina
lei gli toglie le manette ai polsi
gli rimbocca le lenzuola

"Per un triste Re Cattolico - le dice -
ho inventato un regno
e lui lo ha macellato
su di una croce di legno.

E due errori ho commesso
due errori di saggezza
abortire l'America
e poi guardarla con dolcezza

ma voi che siete uomini
sotto il vento e le vele
non regalate terre promesse
a chi non le mantiene ".

Coro: Rimini, Rimini

Ora Teresa è all'Harrys' Bar
guarda verso il mare
per lei figlia di droghieri
penso che sia normale

porta una lametta al collo
è vecchia di cent'anni
di lei ho saputo poco
ma sembra non inganni.

"E un errore ho commesso - dice -
un errore di saggezza
abortire il figlio del bagnino
e poi guardarlo con dolcezza

ma voi che siete a Rimini
tra i gelati e le bandiere
non fate più scommesse
sulla figlia del droghiere".

 

 

venerdì 3 ottobre 2008

Dieci scuse per me posson bastare...

10

 

 

1- Scrivere una sorta di bilancio di questi sei mesi passati a Hong Kong sull'aereo che ti riporta in Europa a cui ti abbandoni a considerazioni sentimentali e condisci tutto con un po' di complimenti fatti a te stesso (perchè ti dici, ogni tanto fa bene...)

 

2- Una volta arrivato in Italia rileggere quello che hai scritto e trovare tutto insopportabilmente autoreferenziale

 

3- Guardare l'Isola dei Famosi (ebbene sì, è una perversione) e sentire più o meno le stesse cose dette da mezzi manzi che piangono come bambini perchè da ben dieci giorni sono lontani dalla mamma/fidanzata/amante del cugino che a loro volta parlano di sfide, coraggio, rimanere come si è/ dimostrare quello che si ha dentro, toni da romanzo cavalleresco insomma...

4- Chiedersi se forse non abbiamo raggiunto un punto in cui le parole vengono usate a caso senza comprenderne il significato

 

5- A quel punto mandare a fanculo l'isola, i famosi, la tv e le parole inutili

 

6- "Certo che però si potrebbe usare quella citazione di Moretti, quella a bordo piscina, con la giornalista"..."Sì ma che palle 'sto Moretti"..."Poi così sembri uno che vuole fare l'intellettuale e lo sai: non è bello e non puoi permettertelo"..."No?"..."No, ricordati che hai fatto i Geometri"..."Vero"..."E poi quella citazione ormai è stata sdoganata da Striscia la Notizia"..."Ah già. Fanculo anche a Striscia la notizia allora"

 

7- Riscoprire l'Italia, gli amici, genitori, cane, gatto e chiedersi per quale motivo dovresti aprire il computer che sta tanto bene lì dov'è

 

8- Divertirsi a guardare Firenze con gli occhi di uno straniero

 

9- Ritrovare l'emozione di indossare le tue pinne e scendere giù in verticale a ritrovare quell che avevi lasciato un anno prima

 

10- Tornare qui e avere la prospettiva di un nuovo lavoro.

Lavoro del quale parlerai, eventualemte, se tutto andrà bene. Se no, come al solito, troverai dieci scuse per non scrivere più sul blog per almeno un mese. Le parole non sono poi così importanti, si dimenticano in fretta...

 

venerdì 12 settembre 2008

il ritorno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 24 agosto 2008

Telegramma sulle olimpiadi

 

C'è caldo e in questi giorni sono più noioso del solito. Due motivi sufficienti per scrivere solo due righe sulle olimpiadi.

IN breve:

 

Cerimonia di apertura: Chocolate factory.

Niente di più, niente di meno. Anzi una cosa in meno sì: l'ironia.

 

Le olimpiadi e la politica: Da sempre le olimpiadi sono state usate dagli Stati per affermare la loro potenza politica. E' successo a Berlino, a Mosca, Los Angeles e ora a Beijing. E' poco "olimpico", ma è così. Purtroppo.

 

Lo spirito olimpico: Quello della nuotatrice sudafricana senza una gamba, altro che storie... Avremmo tutti da imparare da persone del genere.

 

Bolt: A proposito di spirito olimpico, viva Bolt e viva la Jamaica. E quanto è bella la strafottenza dei velocisti...

A rovinare lo spirito olimpico è ben altro.

 

Phelps: Un animale.

A vendicare i nuotatori italiani ci ho pensato io oggi con una colazione anglo-turca con pane, burro, marmellata, uova, nutella, formaggio, cetrioli, pomodori, salsiccia, caffè, succo d'arancia, salame, funghi.

Almeno in questo posso dire di averlo battuto...

 

Gli italiani: In tanti mi dicevano che quando stai lontano diventi per forza nazionalista. Ora ho capito cosa volevano dire.

Le poche volte che mi è capitato di vedere un italiano gareggiare ho fatto un tifo spropositato. Ma poi oggi, quanto è stato bello vedere Cammarelle che buttava a terra il cinese?

 

Le architetture: Il nido di uccello, ma soprattutto il water cube, mi hanno fatto venire una gran voglia di fare belle cose. Sognare non costa nulla...

 

One world, one dream. E sticazzi...

Sentivo oggi un'inervista a un intelletuale cinese secondo il quale in Cina si ha un concetto un po' particolare del termine "diritti umani". Si spiega solo così la leggerezza con la quale si pronuncia uno slogan del genere e al tempo stesso si nega una realtà tanto imbarazzante.

 

Le olimpiadi a Hong Kong: Chi le ha viste?

Nonostante HK fosse sede olimpica, qui la gente ha continuato a vivere la vita di sempre, fatta di lavoro e centri commerciali. Tanto la Cina qui è lontana...

 

Cerimonia di chiusura: se possibile ancora più kitsch di quella di apertura. Da segnalare un uso sproporzionato degli uomini lampadina.

 

Londra 2012: Spero siano dei giochi più sobri, creativi, gioiosi, se possibile ancora più emozionanti di questi.

 

 

Che tristezza però la fiamma che si spegne...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 20 agosto 2008

Chi salverà il mondo - 3

Chef è un tipo tranquillo, non sa che cos'è lo stress.

Chef ha qualche chilo di troppo, ma sembra non preoccuparsene.

Chef non è in competizione con il resto del mondo, perchè crede di non avere nulla da dimostrare.

Se suoni alla porta di chef senza prima fare una telefonata magari lo becchi in compagnia di una signorina, forse anche di due.

Chef sa parlare con i bambini, e solo chi si ricorda di quando era bambino sa che è una cosa rara.

Chef quando è contento canta. Quando è triste pure.

Chef non va a cocktails, cene etniche, eventi radical-chic perchè sa che prima o poi gli si avvicinerà qualcuno che gli chiederà "senti ma tu che fai?" per poi dirgli che il giorno prima era a un'inaugurazione a New york, "e certo che comunque i miei amici designer sono fantastici, hanno sempre queste idee originali. Se non fosse per loro mi sarei già trasferito a Calcutta dove c'è quella mia amica che fa oggetti che anche Brad Pitt ne ha voluto uno quando è andato a cercare un altro figlio da quelle parti."

 

Chef è uno dei miei miti.

 

Chef salverà il mondo.

 

 

"Senti ma dopo che fai?"

"Ho un appuntamento con due signorine".

"ah ok...".

 

 

 

 

lunedì 18 agosto 2008

chi salverà il mondo -2

Sembra incredibile ma esistono reality show in cui non è obbligatorio starsene  sulla riva di una spiaggia a far finta di pensare con gli addominali in tensione, minacciarsi a vicenda per una noce di cocco, strapparsi i capelli, esibire tette rifatte, accusarsi a vicenda di avere le tette rifatte, accusarsi a vicenda di esibire le tette rifatte, accusarsi di essersi vantati di esibire, davanti a quello che pensa sulla riva della spiaggia con gli addominali tirati, delle tette spacciate per naturali che invece sono chiaramente rifatte.

Il reality in questione va in onda 24 ore su 24 su Panda Channel.

Protagonisti del reality 2 panda. Cosa fanno?

I panda, semplicemente.

 

Nell'ultima settimana per esempio Ying Ying, che forse aveva i suoi problemi da panda a cui pensare, è rimasto quasi tutto il tempo sul suo letto di legno.lLe le ha provato in tutti i modi a scuoterlo ma non c'è stato nulla da fare. E dire che sino alla settimana scorsa Ying Yng aveva fatto una serie di scherzi anche abbastanza pesanti...

Spero di rivedere lo ying ying di un tempo stasera, quello che se ne stava su un fianco a mangiare foglie di bamboo, alla faccia delle tette rifatte...

 

In ogni caso anche panda channel salverà il mondo, e non solo quello dei panda.

 

 

 

 

sabato 16 agosto 2008

Chi salvera' il mondo - 1

G., che fa finta di non avere ancora scoperto questo blog, dice che Marchino e' appena arrivato da lui in Messico.

Gli parla delle sue ricerche che, a differenza di quelle fatte sino ad ora, non si basano ne' sull'infinitamente piccolo, ne' sull'infinitamente grande.

Marchino ora sta studiando l'infinitamente medio, e non si esclude che tra poco tirera' fuori una delle sue teorie.

 

Marchino e' un genio.

Marchino salvera' il mondo.

 

 

 

 

venerdì 15 agosto 2008

Lei non sa chi sono io...

Ho sperimentato un antidoto contro la sindrome che affligge ogni architetto dal pagamento della prima tassa universitaria sino all'esalazione dell'ultimo respiro.

Quella sindrome che ti fa sentire un po' superiore agli altri, che ti fa liquidare certe frasi con un sorrisetto ironico, che ti fa dire appena laureato "Io lavoro qui ma solo a certe condizioni. So quanto valgo e non ho nessuna intenzione di perdere tempo, ok?"

 

Prima cosa liberare completamente la mente, farne un foglio bianco. Poi andare da un amico/a, ragazzo/a e poi dirgli candidamente: senti dovrei progettare una torre in mezzo al nulla, una cosa alta 200 metri che abbia tanto acciaio quanto basta, il resto non so. Mi dai un'idea?

E' come chiedere qual e' senso ella vita a un bambino.

Il risultato e' sorprendente.

 

Quasi 20 anni fa in un'intervista Foster diceva una cosa di questo genere: " Da noi ognuno puo' dare il proprio contributo al progetto e ognuno viene ascoltato, anche se non ha niente a che fare con il nostro lavoro".

Non so se esagerasse o meno (spero di verificarlo presto), ma  questa idea di democrazia applicata all'architettura mi piace.

 

 

Ah, nel caso poi quest'idea dovesse essere l'idea vincente, ricordarsi di dividere il premio... 

 

giovedì 14 agosto 2008

14 agosto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Non ricordo esattamente quando ho deciso di venire qui a Hong Kong. In quel momento per me l'importante era partire. Per fuggire da un futuro già programmato e tremendamente rassicurante, dalla gente con la faccia rassegnata che si incontra da quelle parti, o forse solo per fuggire, viste le cose da pazzi successe poco tempo prima e delle quali un giorno forse avrò il coraggio di parlare. Mi chiamano Holden, e questo è il mio blog.

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