lunedì 3 ottobre 2005

Saluti a tutti! Torno

Saluti a tutti! Torno ora sul blog dopo 20 giorni di silenzio giustificato in parte dall'impossibilità di trovare un computer in mezzo alle vette cinesi e in parte dovuto alla fretta dei preparativi per il ritorno in terra italiana.

Non vi voglio annoiare con un lungo racconto del viaggio che da Kunming ci ha portato fino a Chengdu percorrendo più di 2000 km in mezzo a strade dissestate, meglio mostrarvi alcune delle centinaia di fotografie che ho scattato con la mia digitale(grazie amici per il regalo di laurea!!). Solo ora che sono ritornato in possesso del mio computer sono in grado di inserire immagini.

A tutti buon viaggio!

Dallo Yunnan verso il Sichuan

Come vi ho già scritto il viaggio è partito da Kunming, capitale dello Yunnan dopo una cena a base di zuppa bolente locale utilizzata per bollire al tavolo una dozzina di ingredienti crudi.

 

Il viaggio notturno su un bus con letti a castello ci ha portato a Lijang, città dell'eterna primavera. Il fortunato connubio tra latitudine ealtitudine offre un clima primaverile costante per tutto l'anno attirando così numerosi turisti e giovani ippie che decidono di fermarsi in questo tranquillo centro per mesi e mesi.

 

 

La città si espande in una vallata sopra i 2000 metri di quota ed è attraversata da decine di canali che forniscono acqua per lavare vestiti e stoviglie. La luce del sole filtra attraverso le foglie riflettendosi nelle acque movimentate creando vivaci giochi cromatici sulle pareti degli edifici.  Città e natura convivono ammorsate l'una all'altra. Le chiome degli alberi si appoggiano ai tetti delle case che costituiscono l'argine dei canali. Di notte l'atmosfera si scalda  grazie alle lanterne rosse che illuminano le pareti di terra cruda invitando ad entrare nei ristoranti attraversando i ponti di legno.

In giornata da Lijang ci siamo sportati verso Suhe, un centro vicino. L'ingresso al paese è ora a pagamento e intorno al centro storico sono state costruiti in serie decine di edifici che cercano di rispettare le tradizioni edilizie locali. La città si apre al turismo offrendo prodotti artigianali locali come tessuti tinti a mano e lasciati ad acciugare al sole.. Se mai foste interessati all'acquisto di una pelliccia di una delle ultime 12 tigri rimaste in terriorio cinese questo paese fa per voi!!! Molto esotico!!!

 

In tutto questo paradiso montano distante 10000 km dalla mia terra natale trovo in una piccola corte dove una vecchietta sgrana una pannocchia di mais una cosa a me molto familiare:

PROSCIUTTO!!!! (non di Parma)

 

La notte siamo ritornati a Lijang e abbiamo conosciuto una coppia di ragazzi che ci ha invitato a campeggiare nella loro cascina sulle rive di un bellissimo lago distante una ventina di Km.

La strada che portava in questo casolre era una carrettiera in mezzo a coltivazioni di mais e girasoli..il tassista dopo avere guidato un quarto d'ora in questa via polverosa e piena di buche , spaventato dall'oscurità ha bloccato la macchina in mezzo ai campi e lasciandoci appiedati!! Nemmeno la luna ci faceva compagnia, tuttavia i nostri ospiti ci hanno con sicurezza scortato per un'oretta fino alla cascina dove

 

abbiamo montato il nostro Igloo in soffitta.

 

 Qui il cane dei nostri amici ha passato una buona mezzoretta annusandoci

 

dall'esterno della tenda decidendo infine di addormentarsi

appoggiato alla mia spalla!

La mattina ci siamo svegliati con un panorama incredibile...avevano ragione i nostri due amici ad insistere perchè dormissimo da loro!

 

 

 

 

 

Dopo la lunga camminata notturna in mezzo ai campi ci siamo svegliati un po' tardi perdendo così l'ulitmo bus per Zhong Dian. Salutati i nostri amici, ci siamo incamminati tra le cascine locali costruite in mattoni di terra cruda e di nuovo in mezzo ai campi di mais e girasoli.

 

 

 

La vegetazione cresce ALTA E RIGOGLIOSA nelle corti di questi allegri e tranquilli abitanti!!

 

Abbiamo velocizzato il viaggio pagando un pastore che ci ha scortato fino alla strada principale con con una sorta di ape cross cinese..dopo questo viaggio di 15 minuti sono apparsi i primi capelli bianchi!

Giunti sull'arteria principale, ci siamo resi conto che non avremmo potuto coprire la distanza di 200 km a piedi perciò abbiamo fatto autostop, trovando due simpatici orchi tibetani altri 1m e 90 cm con lunghi coltelli legati in vita alla guida di un camion che tornava a casa dopo avere trasportato bronzo a Kunming.

 

Nonostante l'aspetto preoccupante i due orchi sono stati gentilissimi: ci hanno offerto mele, hanno cantato canzoni tibetane per tutto il viaggio (5 ore!!!!) e una volta arrivati a Zhong Dian ci hanno portato all'asilo per presentarci le loro figlie.

 

 

Eccoci ora nella mitica ShangriLa descritta da Hilton nel libro Orizzonti Perduti da cui è stato tratto il film

Il governo dello Yunnan una decina di anni fa ha reso pubblico che dopo attente ricerche geografiche e antropologiche la mitica ShangriLa era stata localizzata proprio a Zhong Dian..

Diffusasi la notizia una turma di turisti si sono  fiondati in queste remote regioni al confine del Tibet sperando di trovare la città della pace interiore.. qualcuno si è rappacificato talmente tanto con sè stesso che ha deciso di fermarsi ed aprire un albergo..mica stupido visto che ShangriLa è un ottimo mezzo per attrarre turismo.. Non è strano che altre città rivendichino lo stesso nome come per esempio Yadingin in Sichuan. Noi per essere sicuri di trovare la quiete interiore le abbiamo visitate tutte e due!

 

 

 

Arrivati a Zhong Dian nel tardo pomeriggio ci siamo recati verso il monastero tibetano più grande di tutto il sud occidente della Cina. Siamo entrati nella sala della preghiere dove una trentina di gionvani monaci seduti a gambe incrociate stavano recitando delle litanie muovendosi avanti e indietro con il busto. Dopo mezzora una campanella ha cominciato a suonare e lentamente le litanie sono terminate. In verità non ci trovavamo in una sala da preghiera, ma in una sorta di refettorio dove ai monaci venne offerto del the caldo con burro di yak (la mucca pelosa). Vedendoci seduti da tanto tempo con loro ci hanno portato due tazze e versato questa prelibatezza.. come rifiutare un buonissimo intruglio marroncino puzzolente di rancido?? impossibile!!

 Perciò ce  lo siamo gustati lentamente prima di scappare più lontano possibile dalle cucine!

 

 

 

La giornata si stava concludendo e due giovani monaci dalla terrazza del tempi più alto soffiavano in lunghe trombe verso la valle per decreteare la fine delle preghiere.

 

Alla fine della giornata i giovani monaci sono sottoposti a interminabili interrogatori da parte dei più anziani. Una sorta di pressione psicologica fatta da uno o più monaci anziani che per più ore interrogano urlando i giovani riguardo alle nozioni imparate! Il tutto per fortificare l'anima! Impressionante!

 

 

Abbiamo chiesto di campeggiare vicino ai monasteri, ma uno dei monaci più anziani ci ha sconsigliato di farlo per ragioni di sicurezza e ci ha invitato a dormire nella sua cucina.. in cambio da bravo italiano mi sono proposto di cucinare per lui scoprendo a metà cena che si trattava di uno spirito divino reincarnato.

 

¨

Per i buddisti l'anima vive nel corpo di un uomo fino alla sua morte quando cerca poi un'altro corpo. Questo spiega come mai il fine principale dei monaci sia curare la propria anima.. un atteggiamento molto più egoista di quello occindetale cristiano.

La notte è passata nella cucina e la mattina alle 5 siamo stati svegliati dalle preghiere dei monaci.

Visitati i templi siamo rimasti ad ammirare l'enorme Budda che riempiva l'interno della sala principale.

 

Dopo essere stati benedetti dal nostro amico dio abbiamo lasciato il tempio ci siamo spostati verso la città vecchia di ZhongDian dove abbiamo pasteggiato con delle fettuccine gelatinose probabilmente ottenute da una ribollita di farina di riso e colla di pesce che viene lasciata raffreddare in una bacinella finchè non solidifica e poi viene tagliata in striscie sottili che vengono condite a mo' di spaghetti! piccanti ma ottimi!

 

Dopo avere assistito ad un ballo tipico tibetano abbiamo trascorso la notte in una cascina nella città vecchia con tanto di doccia con acqua calda (finalmente!).. la mattina ci siamo svegliati alle 5 per prendere l'autobus che ci avrebbe portato a nord verso Xiang Cheng. Viaggio di 8 ore lungo strade dissestate.. non so se la cosa peggiore era la qualità delle strade o il karaoke techno-pop cinese ad altissimo volume! Qualche volta le condizioni della strada erano talmente critiche che abbiamo dovuto abbandonare il pullmino e procedere a piedi.

 

Quando il pullmino ha rotto il cambio poco distante da un paesino in mezzo alle valli sperdute tra lo Yunnan e il Sichuan abbiamo avuto l'occasione di dare un'occhiata alle attività pomeridiane della gente locale come il gioco del biliardo all'aperto o il taglio della testa di yak.

Dopo la riparazione on the road abbiamo proseguito il viaggio con il solo utilizzo della seconda marcia..questo conferma il detto che gli autisti tibetani sono i migliori al mondo!

 

 

 

 

Fatta tappa intermedia a Xian Cheng abbiamo alloggiato in una casa tipica tibetana.

Spero di avere un poco di tempo in futuro per parlarvi di questa architettura tradizionale costruita secondo intelligentissimi principi per il risparmio energetico.

 

 

 

 

Alcune di queste case hanno interni ricchi e colorati, altre ambienti poveri e funzionali.

Esternamente hanno tutte la stessa apparenza, ma in alcune abitano famiglie molto abbienti,  altre ospitano persone più semplici.

 

La mattina con una camioncino ci siamo diretti verso Daochang.. Le montagne sono venerate qui con grandi scritte in tibetano che danno il benvenuto ai visitatori.

La tipologia delle case qui è la medesima delle valli precedenti, cambia però la tessitura delle murature.

Le grandi pietre sono ricavate squadrando i massi diffusi sul fondo dell'ampi valle di formazione glaciale, le pietre più scure si trovano a scaglie sui fianchi delle montagne.

Un dettaglio: in alto a sinistra si vede lo scolo in legno di in probabile lavandino interno:

 

 

 

La sera tardi abbiamo raggiunto Yading, la seconda ShangriLa, e abbiamo pernottato in una stalla in un monastero tibetano a 3900 metri di quota.. la testa cominciava a dolere per l'altezza, ma la notte ha permesso al nostro fisico di abituarsi all'altitudine.

Il monastero è attualmente i restauro ovvero ricostruzione (non esiste molta differenza in oriente, ad esempio per "restaurare" un pezzo di muraglia cinese, la hanno abbattuta e poi ricostruita integralmente come prima).

 

Incredibile la maestria degli artigiani! Migliaia di piccoli budda in legno sono distribuiti sull'altare e sugli scaffali che ricoprono integralmente le pareti interne.

 

La mattina prestissimo ci siamo avventurati verso il "lago del latte di mucca" per raggiungere la quota 4500.. l'intenzione era quella di pernottare in tenda sulle rive del lago per abituare il corpo alle altitudini e proseguire la mattina successiva per il "lago dei cinque colori" a quota 4900.

Il cammino è stato duro visto il mal di testa, ma delle magiche pozioni di medicina cinese ci hanno aiutato e dato energia per proseguire.  I paesaggi mozzafiati ci toglievano quel poco di ossigeno che era rimasto in quota.. L'ultima ora di cammino è stata molto dura visto il freddo e la neve sottile che continuava a cadere bagnandoci i vestiti e ghiacciandoci le mani! Arrivati al lago ci siamo riparati vicino ad un sasso sotto un telo spesso di plastica e nonostante lo spettacolo fosse incredibile ci siamo completamente dimenticati di scattare una foto.

Il freddo era eccessivo per potere campeggiare (cosa tra le altre cose stupidamente vietata in questo parco naturale) e la nostra attrezzatura non era sufficiente per dormire a temperature notturne probabilmente inferiori ai -10 gradi! A malincuore abbiamo deciso di tornare indietro verso il monastero..Dopo 10 ore di camminata, nella notte siamo arrivati al monastero sani e salvi!

 

Il giorno successivo siamo ritornati a Daochang, dove abbiamo trascorso la notte e ho anche conosciuto per la strada un monaco tibetano che parlava bene l'italiano, avendo trascorso 8 anni nel centro di cultura buddista tibetana a Milano.. il caso! La mattina con un Pajero privato ci siamo diretti verso Kanding attraverso gli sterminati altipiani del Sichuan a più di 4500 metri di quota! Sarò monotono, ma: INCREDIBILI!! Paesaggi stermati, valli di origine glaciale disseminate di rocce, profili montuosi frastagliati! Sembrano le immagini scattate da Beegle2 su Marte! Siamo passati per Litang, la città più alta del mondo a 4800 metri di quota.

Con questo viaggio da paura la quantità di capelli bianchi è aumentata spropositatamente, abbiamo compiuto in 6 ore un viaggio che solitamente richiede 2 giorni!!! Grazie Pajero!!

Sarà la spericolatezza del nostro autista, sarà per i paesaggi stupendi, abbiamo deciso di lasciare la macchina prima di Kanding e di prendere un'altro mezzo deviando verso nordo per Tagong, la tampa delle torri funerarie.

Il tempio qui ha più di 800 anni, ma è stato distrutto in buona parte durante la rivoluzione culturale una trentina di anni fa e ora è stato ricostruito.

 

Dietro il tempio 180 torri funerarie sono disseminate nel più bel cimitero tibetano della Cina.

 

 

 

Qui le montagne sono venerate con migliaia di bandiere riportanti preghiere e tra un versante e l'altro della valle è stata tesa una lunghissima fune a cui sono legati centinaio di voti colorati.

 

 

La mattina successiva ci siamo spostati a Danba risalendo con un piccolo bus privato un fiume violento e impetuoso.

 

 

 A Danba ci siamo fermati per due giorni ospiti in una cascina locale con tanto di campo di mais, alberi di mele, 2 mucche, 3 maiali, 2 galline, un cane e un gatto.. A mandare avanti l'intera cascina una signora anziana e sua figlia.. probabilmente gli uomini sono nelle città a lavorare in fabbriche o cantieri.

 

 

 

Vista la quiete del posto ci siamo fermati qui due giorni per ricaricare un poco le pile e per riordinare i ricordi che cominciavano ora ad accavallarsi. Il giorno dopo ci siamo spostati a Kanding dove abbiamo trovato tra le altre cose delle donne intente a confezionare ravioli di carne.. in barba a chi pensa che la cucina cinese sia così diversa dalla nostra e così inaccettabile da provare! 

 

 

Se a voi piacciono i cibi piccanti, il Sichuan è il vostro paradiso: qui esistono numerose differenti tipologie di cibo piccante: quello che ustiona la punta della lingua, quello che ti anestetizza il palato, quello che ti paralizza la mandibola, quello che fa formicolare le labbra, quello che brucia le narici, quello che ti incendia la gola. Quello che si sente prima che ti servano in piatto in tavola e quello che ti fa lacrimare gli occhi solo dopo che hai finito tutte le portate, quando ormai è già troppo tardi! Fortunatamente per me tutte queste differenti sofferenza si sono limitate ad interessare la parte superiore dell'apparato digerente!

Comunque se volete provare la sfida dovete raggiungere la capitale del Sichuan, Chengdu, dove potrete assaggiare il temibilissimo HotPot: un intruglio di acqua, olio di sesamo, centinaia di peperoncini e chicchi di pepi di ogni colore e pericolosità.. il tutto contenuto in una basia metallica incastrata in mezzo al tavolo sopra una fiamma che lo fa ribollire per tutta la durata del pranzo.. questo intruglio malefico serve per bollire e cuocere la carne, i pesci e le verdure che vengono servite a parte (sempre con l'inteligentissimo sistema asiatico "cook by your own").

A ChengDu abbiamo concluso questo viaggio avventuroso in mezzo alle mille sfaccettature della cultura tradizionale cinese e tibetana..

Dopo essere tornato a Pechino per una settimana dove ho fatto le valige e ho lasciato il mio appartamento alla volta di Shangai, qui ho visitato la città e mi sono svegliato con essa osservando sbalordito al sorgere del sole gli anziani che danzavano TaiChi e guidavano aquiloni di fronte alla selva di grattacieli e torri.. tradizione e progresso continuano a vivere assieme.

 

Torno ora in Italia innamorato della Cina, paese dalla cultura millenaria e dalla storia travagliata.

E' molto difficile per me ora tirare delle conclusioni riguardo alla società, alla politica, all'informazione, al sistema sociale.. nei prossimi mesi studierò un poco di storia asiatica per potere capire meglio questo paese e le sue manifestazioni,. ho già acquistato alcuni libri di pensatori cinesi illustri, e vorrei cercare libri che descrivano la storia dell'architettura, se avete consigli sono ben accetti!

Una certezza però ce l'ho già: non sono così diversi da noi e così incapibili!

A Dicembre, dopo l'esame di stato, tornerò a Pechino. Questa volta per cominciare a lavorare come architetto..

A presto

Fabio

 

 


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Riguardo alla Cina e ai cinesi se ne sentono di ogni tipo o meglio di ogni colore: chi li ritiene il pericolo giallo, chi la minaccia rossa o addirittura chi li immagina come formichine blu..indubbiamente un luogo con un passato nero! Ma noi giovani architetti che possibilità di lavoro abbiamo nella "terra del mezzo"? Cosa scopriremo in questo viaggio da Pechino, attraverso le campagne del sud, fino a Shangay?

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27/11/2009 valentina

Ciao fabio, sono valentina, laureata in architettura degli nterni...ho inzito a leggere il tuo blog un bel po' di tempo fa..ne ero affascinata.poi per una serie di strani motivi a maggio scorso sono partita per un mese per le cina..sono stata a pechino e anche in manciuria..posti indescrivibili.devo ringraziarti per le notizie che ho trovato nella tua pagina..il 798 è fantastico!!!

05/10/2009 linda

F, HB & babies

Ciao famigliola! Suppongo che col poco tempo che vi ritrovate il blog sia un po' piantato...cmq oggi rileggevo i vecchi post, e mi ricordavo di quando Fabio sei partito per quest'avventura solo e pieno di voglia di fare. E ora siete tornati...in quattro! Più efficace di così!!! Un grosso bacio. E spero a prestissimo.

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