Federico the constant relocator

domenica 27 dicembre 2009

Happy CSSmas!

AUGURI A TOUT LE MONDE

ovunque vi troviate. Io sono a Viareggio, e non ha smesso di piovere che oggi. A Bologna la neve probabilmente si sarà sciolta infine.

Ho passato giorni agonizzanti su CSS e HTML, anche se ah, che soddisfazione quando finalmente la barra di navigazione funziona ed è come la volevo io!

Sto costruendo il mio proprio sito web ed ho deciso di farlo da solo, certo with a little help from my friends ma nemmeno tantissimo- grazie duron!

La curva d'apprendimento è ripida ma l'ho affrontata e ne sono quasi uscito indenne, a parte alcune salve di madonne e un lieve esaurimento da posizione fissa davanti allo schermo. Presto il mondo vedrà il risultato di cotanto sforzo... ma niente di che infine, solo un piede nella porta per dire ci sono, ed è importante, anche per una rivalutazione di chi sono cosa so fare cosa voglio fare nei prossimi 5 anni.

my domain...

sorrisone

 

sabato 31 ottobre 2009

patience is a virtue

Scusate cari, oggi quasi per caso rileggevo i vostri post e penso che ce ne siano almeno due che meritano una risposta, e la aspettano da Luglio...

Davide! Grazie della fedeltà, sono contento che tu sia a Londra. Per quanto riguarda il razzismo verso la tua consorte non mi preoccuperei più di tanto. Nel senso, il razzismo c'è per i neri i bianchi i verdi i dritti gli storti, ma con un minimo di pellaccia è possibile resistere senza tanti problemi, in Italia come altrove. Ovviamente dipende dal luogo in cui ti trovi. Londra è una metropoli e la diversità è data per scontata, eppure purtroppo anche lì gli episodi di xenofobia e intolleranza sono all'ordine del giorno. Credo che tutto l'occidente sia in una fase di polarizzazione: da un lato i diritti civili vengono portati finalmente sul tavolo di discussione e si fanno passi avanti, dall'altra forse proprio per questo le reazioni contrarie esplodono, spesso in modo violento, e si fanno sentire. Dobbiamo navigre queste acque.

Riguardo all'arrangiarsi, purtroppo è vero anche quello che dice stefania, e il senso di schifo in Italia c'è ed è palpabile se non sei proprio completamente insensibile. Il buon esempio di nuovo arriva dall'alto, e tutto il resto segue.

La chiave per far quadrare i conti oltre che per avere un minimo di soddisfazione è fare molte cose (insegnamento, libera professione, altro...). Scordiamoci i viaggi le vacanze e gli extra, almeno io sto dentro al mese preciso preciso.

Ogni tanto mi chiedo come sarebbe stato se fossi restato a Londra. Sicuramente sarei più ricco ma anche molto molto più stressato, e le estati al mare hanno il loro peso sulla bilancia. E' questione di pesi e misure, di cosa uno reputa importante. Tutto nelle giuste proporzioni piuttosto che troppo di una cosa sola.

troppo sole

 

venerdì 30 ottobre 2009

is it a bird? is it a plane? it's DAYTIMER!

Ah sì è vero, l'orologio. Grazie Anna! Mannaggia, meriterebbe oltre che una menzione ufficiale in questa sede anche un po' di racconto di come è venuto alla luce, la collaborazione con Will e tutto il resto, solo che adesso sono distrutto: stamani alle sei meno un quarto il tassista era già sull'uscio per portarmi a London Bridge sul il treno delle 6:21 firstcapitalconnect per Gatwick. per ora mi limito a mettere un paio di immagini e il link al sito ufficiale degli orologi Alessi

Ci sono diversi siti su cui è in vendita, oltre che nei corners Alessi in tutto il mondo. Google it up if you like it!

E comunque commentate in libertà.

La prossima puntata narrerà la storia dell'orologio poligonale, delle sue molte sfaccettature poliuretaniche e del suo bel display OLED prodotto da Seiko.

Per adesso vi basti il fatto che è un orologio per tutti, costa relativamente poco ed è la risposta anglo-italiana allo swatch: meno standardizzazione e più poligonizzazione.

A presto, notte

x

p.s.: nel sangue di ciccio ciccionis non bolliva proprio niente. Much ado about bugger all. :)

 

martedì 27 ottobre 2009

London: a return

London again. Solo per una settimana. Era tanto che non venivo, un paio d'anni. Mi fa bene. Sono qui nel salotto di JJ guardando BBC4 un documentario sulla festa giapponese del fallo. Non e' male vedere un po' di televisione interessante con un respiro internazionale. Qui la guardo, in Italia non riesco, sinceramente e' una sbobba orrenda. Popolo di geni navigatori e arroganti bigotti. Io non odio la gente. A volte non mi piace il modo in cui si comporta, ma ci sono reazioni che accadono per la densita' eccessiva, non e' colpa di nessuno. Forse la mia relazione con questa citta' non e' finita. Vorrei tornare con una mentalita' diversa.

Raccolgo idee e preziosi suggerimenti dai miei amici e diligentemente li scrivo sul mio notebook come quando avevo sedici anni. Non ci sentiamo molto spesso ma quando ci vediamo e' come un discorso che si e' interrotto solo l'altro ieri. Che strano. A volte ci raccontiamo di essere sopravvissuti a malattie operazioni o disastri sentimentali, che tutto sommato sono la cosa meno grave.

Anche se non sembra che le cose siano cambiate poi tanto l'atmosfera e' diversa. La trovo migliore. La crisi ha fatto si' che la gente si sia appropriata del proprio tempo di nuovo. Odiavo quell'equazione perversa che governava la vita delle persone alla fine degli anni novanta. Anche chi la prendeva argutamente in giro finiva per soggiacervi: TIME=MONEY, MONEY=TIME

Difficile per me tornare a scrivere di lavoro in modo esplicito e meno astratto e criptico su questo blog anche se vorrei. Qualcuno anni fa ha usato le informazioni che io mettevo qui sopra per tentare di danneggiarmi, e la cosa mi ha scoraggiato dal farlo di nuovo. Le cose, le persone, i nomi. Ho deciso anni fa di cambiarle ed e' stato come un gioco. A volte pero' vorrei tanto chiamare le cose e le persone con i loro nomi, almeno alcune, quelle che dovrebbero essere chiamate col loro nome.

Il mio pensiero e la mia preghiera vanno al ciccione che domattina sapra' quale cosa si agita nel suo sangue. Qualunque essa sia io sono con lui, per la sua ingenuita' e il suo amore. Non deve e non puo' essere la lenta inesorabile corrosione, non si merita tanta sfortuna e tanta cattiveria dal mondo. No, non sara' quello. Tutto il resto non conta.

cuore

 

domenica 26 luglio 2009

KiLlEr sUmMeRrR...

oh incredibile, funziona ancora!

Il vecchio blogghista duro a morire. Un minimo di update sulla salute, visto che ho tediato il mondo coi miei problemi. In pratica tutto bene. Non è come prima ma è accettabile. Non sento più male, a parte da ieri che ho il torcicollo (dall'altra parte) perchè mi ha preso un'onda un po' giocosa e ha tentato di flettermi in un modo che non è piaciuto tanto alla mia schiena.

Quest'anno ho voluto provare le vacanze misto-lavoro, per vedere se e come funzionano. Devo dire che per ora sono abbastanza soddisfatto (e lamentati anche!). Il progettino di ristrutturazione di locale bar/ristorante a viareggio ha un suo perchè, e se nasce davvero sarà il mio primo bimbo interamente di mia mano. Non ci si deve aspettare chissà che. Sarà idiosincratico e non sarà pensato per piacere solo agli architetti, o farli parlare, o che.

Sarà quello che vuole essere, quello che i due platani guardiani ai lati dell'ingresso (imponenti, paurosi, con i rami ad angoli maestosi ed improbabili, come delle enormi ginocchia innestate le une sulle altre) vogliono e permetteranno che sia. E insieme sarà quello che è sempre stato perchè lì non ci può essere niente altro. Era il ristorante di mio zio in pineta, un piccolo nucleo in muratura circondato da una corolla di tettoie in gran parte autocostruite coi materiali più disparati.

I lavori ancora non iniziano, a parte minimi sgomberi. Ci sarà da aspettare un po'. Quindi ho tempo per organizzarmi bene, che mi piace.


Arrivate ad un certo punto tutte le estati esplodono, anche quelle apparentemente più noiose. Dalle premesse, questa sarà di fiamma.

Io, la mia relazione tumultuosa e a tratti sfinente, il mio strano modo di condurre la mia vita. I luoghi in cui sono, che sono sempre diversi da quelli in cui ci si aspetta che io mi trovi. Un momento di fregola ed ebollizione, come sempre d'estate, pronto di nuovo a sbagliare e pagare. Non tollero bene cosa mi tiene sotto, mi frena, mi rallenta. Non è facile, e se uno in aggiunta non riesce a capirsi bene col proprio partner, è ancora peggio.

Mah, forse mi sbaglio ma credo che dopo essermi svegliato dall'anestesia sono cambiato. Mi scoccia molto di più perdere le occasioni. Sarà che là nella dark room dell'incoscienza ho dato una sbirciatina all'orologio biologico, e credo di aver capito che è il caso di darsi una mossa, Dr.Benway is on his way (hurry up please, it's time). No hagas caso, vecchio caro william b. per sempre.

Al mare nel fine settimana anche a torre c'è il pienone. Sbarcano qui da ovunque, o come dice la canzone, piovono (halleluyah). Ci sono i mostri, i belli i marziani e gli abbrutiti come me, e le dune con i cardi violacei i ginepri e i fiori di camuciolo diventano un campo giochi posizionale, anche con postazioni. Forse la densità sta già diventando eccessiva, pavento un po' agosto. Io arrivo in spiaggia tardi e mi piazzo centrale. Entro in mare e lo frequento a lungo. E' rinfrescante e a tratti non molto pulito. Non ho ancora incontrato una medusa. Due giorni fa eravamo immersi in una tempesta di scirocco che ci ha fatto impazzire. Vagavamo su quella superficie increspata, su cui ogni traccia viene cancellata, spazzati dal vento come astronauti nudi con i mille spilli della sabbia sulla pelle e il mare che si solleva in ebollizione, una canzone di Fischerspooner in loop nel cervello (door train home) si sovrappone al rumore costante-sfinente del vento.

Da solo mi annoio e dopo un po' mi imbruttisco, nonostante lo shuffle e il libro di Foucault, che consiglio: la storia della sessualità in tre volumi. Sono al secondo da una vita e ammetto che lo leggo molto a rilento, e col sole a picco forse non è lettura adatta, ma ogni passo, purchè piccolo, verso la conoscenza, è tutto grasso che cola.

In questi giorni erano in visita da Milano Zorro e Avi, con cui sono stato bene. Z ha una tranquillità ammirevole e costante che rende la sua compagnia un balsamo per la mia irrequietezza. Il mio flirtare con Avi non lo disturbava e ci guardava serafico sotto il baffo con la sua tipica bonarietà innocente. Sono ripartiti stasera. Io sono rimasto con Cary che ha una fiacca storica e dorme sempre, anche se ci facciamo delle risate grasse e sguaiate sulle cose peggiori. Domani torno in collina, dove sono a casa. Mi toccherà muovermi in macchina, cosa che non adoro, soprattutto senza aria condizionata e circondato di altre capsule di lamiera roventi. Sicuramente sopravviverò.

Resto qui comunque. A bologna non ha senso tornare. When the heat dies down I'll be back in town.

 

lunedì 20 aprile 2009

turkey neck no more

Ecco fatto.

L'operazione, il decorso e il recupero. Mercoledì è ufficialmente l'ultimo giorno in cui devo portare il collare rigido (Schanz). Che dire, col senno di poi è stato tutto molto meno traumatico di quello che mi aspettavo. L'operazione in sè è durata poco più di 4 ore (!) perchè quando hanno aperto, oltre l'osteofitosi, è saltata fuori un'altra ernia espulsa, e pare che l'osteofita, il becco osseo sul bordo posteriore della vertebra cervicale C6, causa principale del dolore che mi ha reso la vita impossibile per gli ultimi 6 mesi ca., era bello grosso e ha richiesto un bel lavoro di fresatura per essere rimosso...

Stavolta ero preparato, anche se non mi ricordavo che quando arrivi in sala operatoria cominci sempre a tremare, forse non solo per quei 3-4 gradi in meno di temperatura rispetto al parcheggio operandi. Lo chiamo così for want of a better word, ma penso che abbia un nome tecnico, come tutte le cose ospedaliere.

Per intenderci, è quel non-luogo fra le colonne verdiazzurre dove ti tengono in attesa di entrare nell'operating theatre vero e proprio. Io ero già lì, puntualissimo, alle 8am di giovedì 2 Aprile. Beh, nonostante non potessi girare la testa più di tanto ho avuto modo di scambiare un'occhiata fra il fiducioso e l'incerto con la signora parcheggiata in attesa accanto a me.

Quindi ti sbarellano dentro e il solerte anestesista, dopo un paio di domande di rito (quanto pesi? io che mi peso ogni morte di papa non ho la minima idea) comincia a pomparti dentro, attraverso quel rubinetto aperto che ti impiantano nel braccio appena entri, e da cui passa di tutto di più, tutti quei narcotici che ti portano sulla via della resa. Ma sapevo che non erano quelli che ti danno la botta finale. Dopo pochi secondi qualcuno fuori dal mio campo visivo mi appoggia sul petto una mascherina puntata verso la mia bocca.

la mascherina emette un sibilo costante ed io penso "ci siamo". Il gas è completamente inodore e non sembra nocivo. Mi viene detto di fare tre bei respiri profondi. Eh, la solita fregatura. perchè ti dicono tre quando sanno benissimo che non arrivi a due? Forse vogliono sfilarti il tappeto da sotto i piedi senza che te ne accorgi, così arrivi al nulla più rilassato. Mah.

Ma io stavolta non mi faccio fregare. Ho preparato un'immagine mentale da mandare in onda al secondo respiro, in modo da arrivare di là come voglio io.

E' una cosa inconsciamente ispirata a qualche copertina dei daft punk, una cosa molto semplice: su un fondo di raso nero appena increspato, una scritta di swarowsky scintillante in un carattere un po' anni 70:


goodbye


Tutto qui.

Il nulla nero improvviso totale non-morte improvvisa segue da copione alla fine della seconda inspirazione.




Ad un certo punto, probabilmente verso le 3 o le 4pm, sento la voce di mio padre vicino al letto che parla di me con qualcuno, dicendo ecco si sta svegliando. Io riesco ad emettere solo qualche grugnito di assenso e vago dentro e fuori coscienza per un po'. Pare sia andato tutto bene. Beh, vivo sono vivo, anche se ho il collo immobilizzato in un collare rigido. La cosa non mi pesa, anzi. Il letto è comodo, la temperatura confortevole, non mi posso muovere ma non ne ho alcun desiderio in effetti. Ah sì, devo pisciare, cosa che rallegra molto gli infermieri: pare che sia buon segno.

Verso le 5 ci sono le visite: sia io che il mio vicino di letto siamo stati operati in mattinata, e nella stanza coi due letti all'improvviso c'è un casino infernale, una festa di parenti e qualche amico che vociano e parlano a voce più o meno alta celebrando il ritorno in vita di noi due. Io mi sento come alla mia festa di compleanno per i miei 12 anni, tipo, e mi aspetto che appaia any minute la torta con le candeline da spegnere. Non ho idea cosa mi abbiano dato (buona cara vecchia morfina? roba buona comunque) ma sono molto contento e mi sento un eroe. Nessun dolore di nessun tipo, nemmeno un mal di testa.


cuore


 

sabato 28 febbraio 2009

plateau

plateau

ovvero in stallo. stasi, vita sospesa in posizione non molto confortevole, nel mio caso specifico. La schiena fa male, non troppo. L'insegnamento mi rende e mi soddisfa. Idem. L'amore? L'amore funziona. Idem cum patatis. Non trovo altra parola più calzante per definire la situazione. C'è un fantastico pezzo di space dub degli Orb che dura 35 min. che si chiama plateau, su OrbLive93. Mi piacevano molto gli Orb negli anni 90, quel disco l'ho consumato. Era un continuum psichedelico che potevi ascoltare a partire da qualunque punto fino a qualunque punto. I pezzi si fondevano l'uno nell'altro, inglobando come nell'ambra frammenti di trasmissioni radio e televisive, canzonette e discorsi decontestualizzati e surreali in varie lingue. Il piacere del suono in sè, una wunderkammer sonora.

Mi sento come se stessi progettando i particolari di un progetto che non esiste.

Pochi minuti fa ho contemplato semiseriamente per la prima voltà la possibilità di iscrivermi su facebook. Poi ci ho ripensato. Adesso la sto considerando di nuovo. Magari trovo qualcuno nella mia stessa situazione e possiamo scambiarci idee ed opinioni. O si risolve in un ennesima perdita di tempo e in un bagno di inutlle mediocrità con conferme di aspettative deluse. Boh. Mi fa fatica.

Giuseppe, quella frase voleva dire che da alcuni punti del mondo ti senti molto lontano da tutti quegli altri luoghi del mondo dove nascono nuovi generi musicali, si osservano nuovi stili di vita, vengono mostrate al pubblico cose mai viste prima e ti godi l'illusione che la società si trasformi sotto i tuoi occhi in tempo reale. E' un'osservazione lapalissiana sotto una caramellatura di nonsense.

Very me, tendo a darmi molta importanza. Che palle, come faccio a reggermi, e soprattutto a rileggermi.

ma le tastiere istrumente musicale? che dire? spedire? forse tenere! o magari regalare!

fiore

 

domenica 8 febbraio 2009

the wild and the tame

della serie: things to think of when you can't sleep:

Very Controllable Form Generating Exercises Architects Like

Gli architetti hanno i loro limiti. Si pongono il problema della forma con una certa dose di preoccupazione, non come gli artisti. Vorrebbero inventare un generatore di forma libero ma hanno poi paura della libertà totale, hanno paura che saboti i loro programmi progettuali più tardi. Non sono in grado di usare un meccanismo dagli esiti totalmente imprevedibili Per cui alcuni, quelli che ricercano originalità e conseguentemente spesso aspirano ad essere riconosciuti dalla comunità come geni creativi, si inventano un sistema per generare permutazioni sempre nuove all'interno di un sistema chiuso, qualosa che dia risultati sorprendenti senza che la sorpresa si tramuti in spavento. In a word, TAME.


 

mercoledì 21 gennaio 2009

TIC TAC

TAC love

Soffro? penso? sogno forse. Ilaria del carretto immaginata da HR Giger con il naso di dante alighieri.

Della serie, visto che adesso questi esami arrivano su cd, usiamoli creativamente.

 

venerdì 16 gennaio 2009

Beh, buon anno, dai!

Eh sì dai bisogna fare uno sforzo per tirarsi su, dire o fare qualcosa. Anche se il 2009 non parte granchè bene. Ho problemi fisici, ho il collo di tacchino, come lo chiamo io. Sì, il mio collo è il problema. Pare che abbia perso la sua bella curva fisiologica, la sua leggiadra lordosi naturale che gli permette di restare elastico e sostenere con nonchalance il peso della capoccia. Questo perchè due dischetti si sono spaccati anni fa, e in aggiunta una curiosa forma di artrosi cervicale produce 'sti becchi ossei che si chiamano osteofiti e vanno a punzecchiare proprio là dove non devono, sulle radici dei nervi del braccio. Il sinistro, guarda caso, che per me è importante come il destro è per la maggior parte degli umani.

In pratica, soffro. Soffro da Giugno e mi sono persino stufato di lamentarmi. Quando il dolore si fa particolarmente acuto mi alzo dal letto la notte e mi metto a girare per casa, facendo degli esercizi, quelli che mi ricordo dalle recenti sedute di rieducazione motoria. Non so se funzionano, ma dopo un po' mi sento meglio, abbastanza da potermene tornare a letto e godere di alcune preziose ore di sonno ininterrotto. Quindi non mi lamento nè bestemmio, come facevo i primi tempi, quando il dolore sembrava un evento eccezionale e non una condizione stabile. Solo mi rendo conto che la sopportazione del dolore mi cambia. Sono sordo e cieco a molte, troppe cose. Il mondo attira sempre meno la mia attenzione, e non solo perchè mi riesce difficile girare attorno la testa o guardare avanti mentre cammino. Non mi si chieda di guardare il cielo poi, quello proprio no: vedo le stelle, sempre, anche di giorno.

I vari specialisti interpellati hanno espresso un parere ammirevolmente unanime: bisogna operare. A me piace conoscere i dettagli e ho chiesto, mi sono informato. Accesso anteriore, endoscopia, gabbiette e forse placche e viti di titanio. Inutile esternare la propria perplessità di fornte alla apparente brutalità primitiva della soluzione chirurgica: "Ma lei è architetto, dovrebbe capire; lei ha un problema strutturale, mi dica lei cosa farebbe ad un edificio con un problema strutturale, della fisioterapia?" Immagino che l'equivalente della fisioterapia per un edificio sarebbe, non so, un rifacimento delle facciate o l'aggiunta di frangisole. Il fatto che le persone non sono edifici rimane una questione accademica da un certo punto di vista, quello della neurochirurgia.

Fatto sta che adesso in fondo in fondo non vedo l'ora di andare sotto i ferri. Quando poggeranno la mascherina col gas sul mento, sotto ci sarà un sorriso. Svegliarsi violato (come sempre ci si sveglia dopo un'operazione) ma privo di dolore, almeno di questo dolore, e riprendere a fare programmi. Ma sarà come prima? It takes a big leap of faith in medical science.

Nel frattempo si pone il problema di come riuscire a tirare avanti in questi mesi (due? otto?) che mi separano da quello che mi è stato presentato come l'atto risolutivo, l'unico, il vero. Terrò fede ai miei impegni? Sentirò più male di quello che sento ora? Sbattermi in giro aumenta la mia sofferenza, e per la strada mi sento vulnerabile come un ottantenne. L'unica cosa che posso tentare è l'agopuntura. Appena torno a Bologna cerco un buon agopunturista, almeno bravo come quella che avevo a Londra, spero.

cuore

 

venerdì 5 dicembre 2008

Va bè, va bè...

Va bè, va bè... diamo un taglio alle lamentele e tiriamo avanti. I corsi del semestre autunnale sono quasi finiti: ancora una revisione di product design e l'esame finale di history. Le ultime fatture del 2008 escono, foriere di soldi (pochi ed essenziali) che entrano. La vacanza a Berlino si avvicina, si avvicina il sempre temuto natale, sempre più finto con megafoni a porta galliera che isterici incitano a comprare al di là di ogni crisi e buonsenso.

Colto dalla sindrome di nonna papera, ieri mi sono messo a pensare che dolce potevo fare senza forno, non avendone uno (ancora), ed il risultato è stato oltre ogni più rosea previsione: un cheesecake da paura, con sopra uno strato della marmellata di uva fragola fatta da madame lekker. Sconvolgente, un condensato di bontà pura. Ne avanza ancora un bel pezzo nel frigo ma credo che fra stasera e domattina vedrà la fine. La ricetta viene da nigella, versione express. Che meraviglia, un dolce scolpito e pressato come un castello di sabbia: la forma che gli dai è quella che avrà alla fine, senza imprevedibili lievitature o accidentali debordamenti, con quel topping finale da spalmare con una precisione quasi dai-la-cera/togli-la-cera, un sensuale lacca di garanza su un sottofondo di dolce intonaco da casetta hanselgretel. Il sapore della composta di uva fragola, già favoloso ed espressivo di suo, a contatto collla materna lattosità del cream cheese+panna appena montata, supportato dal gusto casalingo quasi da colazione del biscotto digestive, viene amplificato a dismisura in una fruttosità travolgente, e uno non sa più se sta facendo colazione, finendo di pranzare, prendendo il tè o facendo lo spuntino di mezzanotte.

pranzo

Ciao katia, certo che ti capisco eccome! aspetto notizie... :) e nel frattempo ti e vi invito a leggere queste ormai vecchie notizie che parlano di recessione nel business dell'architettura in londontown. Della serie, dove una volta gli architetti prosperavano...

http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2008/nov/17/architecture-recession-credit-crunch

cellulare

 

giovedì 6 novembre 2008

Buongiorno. Oggi è giornata

Buongiorno. Oggi è giornata all'insegna di quello che non dovrei dire. Tipo che mi sono alzato alle 11. Adesso sono le due meno dieci ed ancora non ho fatto nulla di remotamente produttivo. L'insegnamento mi stanca e mi frustra anche un po'. Gli studenti (alcuni) si rifiutano caparbiamente di produrre, obliterando il mio ruolo di tutor. Vorrei che facessero di più ma non so come convincerli. Sono viziati ed apatici, preferiscono passare il loro tempo in attività improduttive ma con un fattore di interscambio personale più alto. Devono comunicare, dissolversi in un gruppo vasto, ogni sforzo di concentrazione individuale è al di fuori della loro portata e se imposto produce effetti inani, quindi tanto vale lasciarli fare quello che vogliono. Assecondarli come unica possibilità per ottenere qualcosa da loro.

Cosa significa avere ventanni? La paura, il sentirsi completamente persi nel mezzo di una tabula rasa che si estende all'infinito in tutte le direzioni, la superficie della terra ed oltre. La cultura pop che si ripiega su sè stessa come l'uroboros può dare un po' di sicurezza, alla fine.

Io pulisco casa e modello tazzine da caffè col das. Ho anche una sospetta ernia alla quinta vertebra cervicale. Maledetto rachide. Ecco perchè i continui dolori al braccio sx. Così adesso ho una nuova crocetta rossa sul corpo.

La cultura italiana è provinciale per natura. Nella maggior parte dei posti poi l'atteggiamento è senza speranza.

love :\

 

 


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Mi chiamo Federico, laureato a Firenze nel 96, recentemente approdato a Bologna dopo 7 anni a Londra e svariati a Firenze. A Londra, in cui vado spesso, ho avuto una lunga parentesi da Will Alsop, e il sogno di quel continuum fra oggetti, mobili, architetture e masterplan continua a tenermi impegnato, insieme all'insegnamento e altre amene attività. A parte quando mi ritiro in isole di pigrizia autocostruite che tento di difendere strenuamente dall'avanzata delle truppe del profitto mio schifo tuo. Questo è il mio blog personale e mi assomiglia molto. Get ready for the ride...

Federico the constant relocator

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25/02/2010 Simona

Londra

Ciao Federico,
parto domani (DOMANI) per Londra.
Solito iter: laurea brillante a Firenze, 3 anni di lavori non pagati e totale mancanza nelle "competenze" che in Italia ti permettono di lavorare: amicizie, conoscenze, capacità e/o volontà di leccare parti barti basse nel furbetto di turno.
Ci sono studi/indirizzi/agenzie che potresti suggerirmi? E come è stata la tua esperienza?
Grazie.Ho una bella paura.

Simona

25/02/2010 Simona

Londra

Ciao Federico,
parto domani (DOMANI) per Londra.
Solito iter: laurea brillante a Firenze, 3 anni di lavori non pagati e totale mancanza nelle "competenze" che in Italia ti permettono di lavorare: amicizie, conoscenze, capacità e/o volontà di leccare parti barti basse nel furbetto di turno.
Ci sono studi/indirizzi/agenzie che potresti suggerirmi? E come è stata la tua esperienza?
Grazie.Ho una bella paura.

Simona

06/02/2010 lidia

info

ciao Federico, mi chiamo Lidia e volevo chiederti alcuni consigli su come promuovere degli ogetti di design (lampade, borse, etc.) a delle ditte senza che ti copiano le tue idee. insomma come ci si pone con delle ditte nel promuovere i tuoi ogetti di design tutelando i tuoi lavori.
ti ringrazio Lidia

07/01/2010 mi.

happy nu year

ciao fede, tornata ieri dal mio strepitoso viaggio in india che mi ha tenuto via dall'Italia per 21 gg...sentiamoci. Bacixxx

18/11/2009 montix

congrats

Complimenti per l'orologio, essenziale, moderatamente asimmetrico, sufficientemente contemporaneo da poter diventare un classico.
Ciao

29/10/2009 mi

cr

hey you! costant relocator...you don't stop for a long time in the same place, uh?
Enjoy Lo, I think it's always strugglenly (esiste?) beautiful.
xxx

28/10/2009 Anna

bello l'orologio!

http://www.dezeen.com/2009/10/28/daytimer-watch-by-will-alsop-with-federico-grazzini-for-alessi/#more-47851

Federico! Bello l'orologio! Complimenti!

Che strano era un sacco che non passavo di qui, e ti trovo a Londra.

hai saputo che Federico (l'altro) ha avuto due bimbe? in un colpo solo.

un abbaraccio!

Anna

06/10/2009 sa

unsaluto

ciao Federico nn so come ci sono capitata nel tuo blog...
ma una cosa è certa il mio stato di continuo cambiamento ho capito che nn mi fermerò certo per ora...
Nn so, forse nn sono stata chiara sto cercando nuovamente di rimettermi in gioco ma...
Un saluto e in Bocca al lupo...chissà Ciao Sara

28/09/2009 Chiara

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Ciao,
sono una studentessa all'untimo anno in architettura triennale e leggendo la tua esperienza professionale volevo porti delle domande se mi è possibile.
Come ben saprai al conseguimento della laurea triennale in Italia sei un architetto junior, ciò vuol dire che hai le gambe tagliate e puoi solo firmare progetti limitati, con l'aggiunta dei 2 anni puoi iscriverti all'albo degli architetti senior!
Io mi stavo informando per studiare a Londra, ma che tu sappia il master inglese mi abiliterebbe come architetto senior e quindi a non avere limiti?
Perdona il disturbo ma non so proprio a chi rivolgermi ora come ora!
Ti ringrazio
Cordiali saluti

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