i post di Giordana di febbraio 2006
Buongiorno a tutti e
Buongiorno a tutti e buen febbraio...sono le 5.30 e tra 15 minuti viene il taxi che mi porterà all'aereoporto. Vado a Madrid, in cantiere a Leganes, voglio essere lì presto in modo da tornare a una buona ora, per avere il pomeriggio libero e fare varie cosette...
il finesettimana a Bilbao è stato prezioso, bellissimo davvero e il ritorno alla Vodafone è stato traumatico, il ritorno a casa sola, deprimente.
Non so quanto durerà in VDF, non sento il piacere e il profumo dell'architettura, e l'ambientino......ufff lasaciamo perdere, un mormorio continuo... sto cominciando a tollerare poco...già vedo sulla soglia ...l ìnizio della fine.
spero poter scrivere oggi con tranquillità...
ps: x massi se vuoi mi informo su questa festa...altro non so dirti....
ps2: Maria, ho visto le foto.. col pancione sei dolcissima.
vi bacio tutti e 200!!![]()
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come si smette
ore 20.12 l'insegnante alla scuola di scultura, mi ha detto il prezzo della scultura da chiedere al mio cliente....uguale a quello che avevo pensato io.... equivalente a 6 mesi di corso....bhe in effetti se ci sta...
è che qui la questione non è di prezzo, è che mi sto lasciando portare dalla corrente, senza pensare al fatto che nel fondo non vorrei venderla, però il pensiero che qualcuno abbia una opera d'arte mia, in uno spazio suo...mi riempie....
ore 20.08 sto ascoltando una canzone sulla quale una grande sigaretta... ci starebbe tutta
come sopperire a tale mancanza....???
rimettendo la canzone? per esempio....
ore 14.40
questo post doveva essre scritto l'1 febbraio, (mi piaceva dirlo dopo 1 mese esatto) ma non è stato possibile, e mi sembra davvero il colmo, visto che non so ancora bene, se sia stato più difficile , resistere un mese senza farlo o il fatto di non scrivere di essere riuscita x vari gg a non farlo.....
insomma è dal 1º gennaio del 2006 che NON FUMO! (applausi!!! di più di più!!! ancora!!!! vabbè basta così...grazie grazie di cuore)
questo vuol dire che non ho neanche toccato una sigaretta!! neanche mezza...neanche un tiro...neanche nulllaaaaaaaaa
Ometto la parolina più, ( il non fumo più suona male) perchè mi conosco abbastanza bene, io e "lei" siamo molto amiche e non so se l'amore platonico durerà a lungo, senza dimostrazioni pratiche ......
bene dopo questo scoop... circa l'addio alle mie amate camel light, vorrei annunciarvi che stasera uscirò con l'unico compratore (per il momento) delle mie sculture, si va in un ristorante giapponese. e non ho la più pallida idea di quanto chiederli per la mia creatura....
x il resto chiudo baracche e baracchelle e oggi esco da VDF 15 minuti prima..... ma si...chi se ne frega!!!
un' abbracciooooooooooo senza i capelli che sanno di fumo...ne i vestiti!!! uauuuu
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l'ho venduta. sono un'artista.
scultura
l'ho venduta.
sono un'artista.
ufficialmente.
che vvuoi fa?
c'est la vie
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L’architettura pensata e realizzata
L’architettura pensata e realizzata in forma plastica……interprete non plus ultra del concetto dello spazio.
L’esposizione ARQUIESCULTURA, in bella vista nella più grande scultura architettonicamente funzionante, dei nostri tempi, è assolutamente meravigliosa. E non lo dico solo per i miei interessi personali che volteggiano tra le due arti…
L’icona dei foglietti illustrativi, rappresenta uno scorcio del Guggenheim di Gerhy e una scultura, Coupes Superposees, del dadaista Hans Arp, dove il gioco di forme curve e soprapposte è praticamente identico nelle due arti e in periodi completamente differenti della storia.
La mostra fu organizzata nel 2004-05 dalla Fondation Beyeler a Basilea e dopo Bilbao, albergherà nel Kunstmuseum Wolfsburg.
Dominano l’expo, 180 sculture e vari plastici di opere architettoniche di ben 60 artisti e 50 architetti.
La singolare novità di questa mostra è costituita dal confronto diretto di sculture originali, di artisti di spicco con plastici di edifici riconosciuti per la loro originalità in tutto il mondo, che vengono trattati come piccole sculture. L’avvicinamento delle due arti con tali elementi, permette di comparare direttamente le idee plastiche in entrambi gli ambiti.
Per la prima volta una mostra riorganizza vari secoli, alla luce del plasticismo nell’ arte scultorea e architettonica, analizzando il dialetto delle forme e delle ideologie dei vari artisti. La cronologia è stata suddivisa in 10 capitoli
prologo Los antecedentes de la historia
Si alternano nella prima sala, , Gaudi, con un plastico della sagrada famiglia, sculture di Aristide Maillol e Rodin, plastico sezionato della piramide di Giza, un tipico tempio greco, fino ad arrivare a plastici riferiti al costruttivismo russo. Uno speciale filo conduttore, collega le ispirazioni plastiche delle correnti.
- Neoclassicismo: del XVIII al siglo XX
Il visionario Etienne-Louis Boullèe, con la sua enorme sfera e altre opere, marca il cammino neoclassicista, fino ad arrivare al suprematismo di Kazimir Malevich. Come omaggio a Boullèe, il fluo-artista, Gerhard Merz, inventa, solo per il Guggenheim, un monumentale fregio di luci.
- El trionfo sobre la escala
Nelle sale di questo capitolo, primeggia Costantin Brancusi, la foto del suo studio ne affianca un’altra che raffigura lo sky line di new york, la storia racconta che lo scultore gridò dalla barca che lo avvicinava a Manhattan: “ma questo è il mio taller!”, riferendosi alla verticalità degli edifici e al ritmo spaziale da essi composto. Sono in bella vista due sculture sue.
3. 4-5 Cubismo, De stil, Expresionismo, Lenguaje-alma-espacio: Rudolf Steiner y Ludwig Wittgenstein
Diventa motto della sala, che racchiude ben tre capitoli, la frase dello storico August Schmarsow: la scultura genera corpi, l’architettura genera spazi. Il plasticismo si fa ogni volta più costruttivo e tettonico, e stabilisce una connessione con il geometrismo rettangolare dello stile internazionale nell’architettura, come in Mies van der Rohe. E d’altra parte la architettura diventa sempre più scultura: Greg Lynn, Lars Spuybroek, Erich Mendelson.
6. La arquitectura quiere hacerse escultura y viceversa.
Sculture concentriche richiamano le forme della spirale di Wright in New York, Le Corbusier si distacca dalla cassa geometrica Villa Savoye (impeccabile il plastico) in quella decade definita da qualcuno “della scultura” e realizza la cappella de Ronchamp…nel frattempo in Spagna Chillida, ribalta il corpo della scultura nello spazio dell’architettura.
7. La escultura como vìa y lugar: del monumento a la instalacion.
Lode a Giacometti, considerato il padre della scultura che si esprime al massimo, che cammina, parla e si fa spazio all’interno della città. Particolarmente significative le istallazioni di Joseph Beuys, con il quale, il corpo sociale diventa plastica sociale!
8. 1970-2000 arquitectura minimalista y escultura paisajista
L’epoca nella quale l’architettura s’immerge totalmente negli esperimenti avanguardisti della scultura e comincia a privare di dettagli le idee e gli edifici.
Herzog & de Meuron, con la loro arquitettura minimalista, l’elementarismo di Peter Eisenman direttamente ispirato al Land art di Walter De maria, guidano questo capitolo.
9. La città escultural 1960-70 utopias urbanas como megaesculturas.
Interessantissimo tema, ahimè trascurato e né ignoro il motivo, solo fa capolinea una istallazione di Miguel Navarro “ciudad muralla”, quando si sarebbe potuto parlare del caso Amsterdam, come una scultura sull’acqua, o di Vienna e Parigi, ma forse è stato complicato, racimolare materiale inerente a questi PRG.
10. Box y Blob y el descubrimento del espacio virtual: el siglo XXI.
La disputa tra l’orientamento blob e quello box. A confronto le architetture con la tendenza alla forma rettangolare e le architetture dalla forma spaziale organica, incitate anche dalle nuove tecnologie.
Embryological Houses di Greg Lynn.
HENRY MOORE, HANS ARP, COSTANTIN BRANCUSI, GIACOMETTI, MONET, EDUARD CHILLIDA, JACQUES LIPCHITZ, RODIN, MAILLOL marcano la storia della scultura avvicinandosi timidamente ai plastici di architetture come Fallingwater, Villa Savoye, Arkitecten Gota, Guggenheim di New York e di Bilbao, Hong Kong and Shanghai Bank.
Il contrasto tra l’organico e il geometrico, tra corpo e spazio, costituisce il leitmotiv della esposizione. Emozionante.Molto.
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racconto orientale
ore 13.31 mattinata tranquilla di lavoro, squilla il cellulare, è Oscar, strano non chiama mai, in orari di ufficio
"tengo dos malas noticias para darte"
ingoio aria
"la primera es que me he jodido la rodilla jugando al futbol"
e io" dejame adivinar, la segunda es que no vendrà mañana a barcelona y no nos vemos el concierto de DEPECHE MODE juntos"
e lui" pues esto."
segue un lunghissimo triste silenzio.
ore 00.25 Turchia-Libano-Messico-India tutto in una notte. Lezioni di yoga, danze indiane e magistrali acrobazie che si mescolano ai profumi e alle pietanze d’oriente, ho assistito ad uno spettacolo unico....
Quando Willy ed io siamo arrivati, all’entrata della Paloma, c’erano si e no 200-300 persone, Valeria e Manuela non si vedevano, in effetti erano le 8.15 e l’appuntamento era alle 9. Chiediamo cortesemente ad uno dei ragazzi che facevano il servizio d’ordine se, una volta a aperte le porte del locale, la fila si snelliva rapidamente per quelli che avevano i flyer …la risposta positiva ci entra nelle ossa come la voglia che avevamo di farci un panino….
Andiamo in un bar anonimo ma non maleodorante, ultimamente mi sta venendo la mania del puzzo di fritto e di troppo fumo, soddisfiamo le pancette e ritorniamo all’attacco alle 8.40.
Incredibile la fila adesso faceva il giro dell’edificio, c’erano mille e più persone, andiamo in fondo dove ci tocca. Dopo 15 minuti siamo già a mezza fila…mi raggiunge valeria, guarda che con i pass non c’è da fare la fila….
Entriamo, per chi non c’è mai stato, la Paloma è davvero di grande effetto. Willy mi stringe a se, e mi ringrazia per averlo portato in un posto così…Centenario teatro barocco, la Palma, ha mantenuto la sua composizione in parte inalterata, e la sua decorazione, varie volte restaurata, in buono stato. Gli ordini dei palchetti sono due, inferiore, al cui livello si giunge dopo una sola rampa di scale dall’entrata e quello superiore, di forma anulare entrambi, si interrompono solo per lasciare posto al sontuoso palchetto reale, disposto ovviamente di fronte allo scenario. Nel soffitto, giocano soavemente, accarezzando le decorazioni floreali in gesso e stucchi, ovali proiettati, dando l’idea del polline per forma e per colore. I palchi marginali sono rischiarati da sfumature di luci verdi, rosse e blu. Nel centro l’enorme sala, per l’occasione è stata adibita con materassini, ricoperti di stoffe dorate con arabeschi, sovrapposti a sgargianti tappeti orientali, che vista l’affluenza s’intravedevano appena…. E lateralmente con effimere bancarelle che vendevano prodotti algerini, peruviani, libanesi, stoffe, argenti e pietre preziose. Nell’aria il profumo dell’incenso alla vaniglia…s’impadroniva delle narici smaniose..
Disposti in maniera alquanto strategica anche un paio di chiringuitos, uno, quello messicano, era illuminato da una luce verde, proveniente dai tentacoli di un lampadario trasparente, vendeva lasagna azteca e nachos con guacamole, che dopo una fila lunga ma piacevole, mi sono arrivati tra le mani ed erano squisiti….l’altro accordo alimentare vendeva dolcetti libanesi e pakistani, alle mandorle, ai pistacchi e al cocco, molto profumati.
C’era gente dappertutto, sulle fasce laterali del teatro, nei palchi mediani, superiori e seduta sui materassini e sui tappeti, ragazzi stranieri, arabi, catalani, color cioccolata, giapponesi, capelli lunghi, cortissimi, rasati, rossi, biondi, blu, o semplicemente raccolti in uno scialle nero attorcigliato…
La prima attuazione è stata ad opera di uno studente di yoga, dal fisico decisamente ben scolpito, la seconda da un maestro di yoga. Quest’ultima consisteva in una vera e propria pratica di yoga, le ultime frasi me le ricordo “sciogliete il corpo, rendetelo leggero, mettete le mani una sull’altra, in posizione concava, e ripassate la coscienza,immaginate di essere la fiammella di una candela bianca, una piccola fiammella che va verso l’alto, fatelo due tre volte, magari prima di andare a letto…” se la ripasso oggi la coscienza non mi sento proprio a posto forse dovevo andare a lavoro invece di stare a casa, perché alla fine il raffreddore non era così forte….
Il secondo evento, è stao acrobatico, dal rosone centrale del soffitto del teatro spiccava fuori un anello di metallo, dal diametro adatto ad un acrobata, allo stesso anello vi erano allacciati due fasci di stoffa , sulle quali un ragazzetto, dai pantaloni dorati, si è divertito ad andare su e giu, magistralmente e con veri atti acrobatici, mentre giusto sotto di lui, c’erano incantate e spaventate le teste di noi spettatori!
Poi è stato il momento del Bhangra, la danza indiana del 1500. un misto di musica moderna, elettronica e ancestrali suoni indiani: eccoci di fronte fino al fenomeno bhangra esaltato dagli indiani Panjabi

una voce soave, la introduce ed escono i ballerini dai vestiti svolazzanti, con colori vivacissimi e turbanti bianchi. Lo spettacolo vuole essere una sorta di lezione di danza, e il pubblico accetta con entusiasmo l’invito…
che notte!
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Stasera Depeche Mode
10 FEBBRAIO 2006
DEPECHE MODE in concerto
PALAU SANT JORDI - BARCELONA
Ragazzi che vi devo dire, il post del venerdi verso le 14.00 è un'ispirazione costante.... il concerto di stasera dei Depeche Mode, si fa al palua Sant Jordi, opera di Arata Isozaki. negli istituti superiori rtecnici, in genere è un'apera che si fa studiare ai ragazzi, come ottimo esempio di architettura, che sposa bene, la struttura alla forma.


Depeche Mode
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estoy harta ya.... odio
estoy harta ya....
odio le banche
le carte di credito
le bollette
gli affitti
i contratti
i soldi
i PC
la burocrazia
le porte del metro
i biglietti del metro
la pillola del giorno dopo
le provette
gli ormoni da 2000 euro in farmacia
i voti comprati e quelli venduti
i voti in generale
le pagelle
le elezioni
i jeans firmati
i trattamenti di bellezza
le diete
le camicie stirate
i conti dei ristoranti
le ferrari
i cellulari
le armi
le divise
i telegiornali
la playstation
i documenti d'identità
le carte d'imbarco
oggi odio l'occidente......... tutto.....inteso come benessere.
ho voglia di verità, d'Africa, di missione, di tramonti, di alberi, soprattutto di bambini, tanti, 4-5 addosso...che hanno la necessità di quello di cui ho bisogno, di liberarmi io....affetto.
ho voglia di sentirmi importante, fondamentale per qualcuno, non per qualcosa.

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È notte fonda …
00.50
È notte fonda … antalgica…si condensano i pensieri come le goccioline di pioggia sui vetri, vanno e vengono piano piano senza “rumbo”, vorrei non “attorcigliarmi” come mi ha detto qualcuno oggi “non attorcigliarti, distenditi”, dovrei imparare a srotolarmi, aprire tutto, far brillare il sole, quello d’inverno che invade Barcellona, e farci entrare, in questa preziosa pergamena ancora tutta da scrivere,che è la mia vita, anche i riflessi e le sfumature dei colori di Parc Guell …..
Che si fa’ quando le conclusioni che si vorrebbero prendere non infondono certezze nemmeno a se stessi?
L’indecisione disgrega lentamente l’anima……….
gracias a quien sin querer me ha hecho conocer las
Trois Gymnopedies di Satiè ![]()
oooooo
![]()
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Miriam dice a Barney
ore 20.ho tanto dolore dentro, che non mi esce nulla di buono da scrivere, e la cosa più triste è che apparentemente sembra ingiustificato...
ahhh quel famoso mestiere di vivere che difficile è..
ore 21.21 ho cenato in piedi in cucina, pezzi di formaggio, quello della cassa natalizia di una delle imprese costruttrici che lavorano per Vodafone, cucchiaiate di miele, creakers e thè, tanto tè... oooo si cenare da soli, in piedi nella cucina, velocemente, senza pensare.....proprio come quelli che stanno male...
Miriam dice a Barney Panofsky:
"se pensi di lasciarmi, deciditi adesso, prima che sia troppo vecchia"
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17 venerdì, a Napoli
17 venerdì, a Napoli porta molto male...e nel resto d'Italia???
mi sono ripresa un pochino tranquilli....
stasera parto, vado a Bilbao, alle 22 il volo IB 1456 mi porta nello splendido aereoporto di Calatrava, che di sera, un pò come tutti gli aereoporti fa un certo effetto....se riesco ad esprimere i mie dubbi e le mie perplessità ad Oscar, `e lui mi capirà, magari ritrovo un pò di equilibrio. a dopo
ps: voglio sapere quanti di voi, hanno letto "la versione di barney" e quali sono i commenti.
besitos
santo cielo! laura è incinta!
quella che alle feste finiva sempre per scoparsi il più ganzo o il più figo, quella che mi mandava i messagini " vengo da te a cena e ci facciamo una cannetta?" quella che ha avuto tanti di quei ragazzi che dovrei campare altre 6 vite per equiparare le sue crocette..........
Laura piccola Laura mia, aspetta un bimbo....
e la muy cabrona com'era felice quando l'ho vista... oggi...
capelli neri e bella in carne...
ha detto che l'hanno concepito tra Natale e Capodanno, è che è figlio delle feste e dei bei momenti...
così sia Laura, così sia.
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qui a bilbao, ovviamente
qui a bilbao, ovviamente piove, anche se ieri c-era un bel sole, e la notte era fresca e piacevole.
che lusso scrivere un post nel letto.....
stanotte ho sognato che Madonna, mi chiedeva di farle da guida a Genova, dove avrebbe fatto un concerto a breve...ma che mi rappresenta un sogno cosi......
dopo settimane frenetiche, preoccupanti e un po triste l-ultima, mi sono fatta una cura di sonno, a fianco ad Oscar e facile....
ieri si puo dire che a parte un concerto di musica classica alle 13, e il pranzo in famiglia, abbiamo dormito tutto il santo giorno, dormito dormito.....
la sera in quelle che sono le stradine concavo=convesse di Bilbao, del centro storico, c÷era tutta la chavaleria, come dice Oscar....
puoi girare l-angolo e trovarti una stellina di 2 anni su un triciclo, fare 4 passi piu avanti e bere una copa de vino, a lato di neo terrorista de ETA, che magari da li a un paio d ore lancera una molotov in un cassonetto della spazzatura...illuminando e deodorando qualche arteria principale della citta, rivendicando l autonomia dei paesi baschi....
bevono tutti.....
poi c-e la plaza Nueva, incredibile ieri sera come era conciata, per intenderci, la suddetta piazza assomiglia a la plaza Real de Barcelona, tutti i centri hanno una piazza rettangolare, porticata su tutti i lati, con una fontana centrale, normalmente rotonda, ed enormi palme all-interno.
bhe ieri sera i lati erano gremiti di churmaglierie....con il proprio bottellon.
la filosofia o moda del botellon, e diffusa in tutta spagna. si origina piu o meno una decina di anni fa e consiste nel rispettare i seguenti punti:
- avere tra i 13 e i 25 anni
- comprare nel peggior discaunt della citta litri di bibite gasate e alcool scadente, va bene tutto, dal liquore alla mella, alla vodka al melone, martini, ron eccc.....
- portare jeans luridi con i quali si intenta lucidare le strade, giacche terminano giusto sotto il tallone e oltre, e piercing un po ovunque
- sedersi a gambe incrociate, mischiare in bicchieri di carta trasparenti, quelli da mezzo litro, alcool e bibite, e bere fino a que fuoriesca...tutto. e le strade preventivamente lucidate con i calzoni, tornino non solo ad essere sporche, ma anche maleodoranti.
- alternare al sorseggio, spesso rumoroso, qualche giro di benevola mariuana o volgarissimo fumo, pressato nel Marocco insieme a qualsiasi tipo di merda.
ognuno ha la sua generazione, le sue mode, i suoi metodi di sballo, i suoi pantaloni,
..........sono piu vecchia dei ragazzi della piazza di ieri, solo di una decina di anni e per carita anche io continuo a sedermi per terra in Rambla se e necessario, ma mi sento lontana miglia e miglia da loro....
raccontateci i vostri sballi e ricordate che l anonimato sul blog, si mantiene semplicemente, evitando di scrivere la mail...
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non si vende più
estacion de Atocha, opera di Rafael Moneo
passerò il finesettimana a Madrid. per la prima volta in quasi 6 anni decido di dedicarmi alla capitale!
non si vende più in Italia?
mi piace il blog esplosivo, ma non con "el mal rollo".
[link]
MADRID!!! L'eccitazione
L'eccitazione previa ad un viaggio..normalmente mi prende di brutto, ma quella di un finesettimana a Madrid, non la capisco tanto....(sarà la camera dell'hotel a 4 stelle che abbiamo prenotato Oscar ed io, giusto davanti al museo del Prado?....forse .......in ogni caso è bello sentirsi così... )
capitale del paese che mi sono scelta... città in cui gli spagnoli si vestono con gusto....(sarà???) e dove la tortilla è alta 7 centimetri...,
dove la gente per strada socializza in due minuti e ti racconta la storia della sua vita....
vaghi ricordi di un bollente e afoso pomeriggio, nel giugno di due anni fa.....dove dissi ad una ragazza, (le avevo appena chiesto informazioni) che i madrileni erano fortunati e che avevano una bella città...al che lei mi fa
" vosotros tambien"
y yo sgomenta" y como lo sabes de donde soy?"
lei "catalana no?"
allora capii che il mio accentino catalano stava mostruosamente aumentando, oggi giorno Oscar me lo fa notare spesso...
MADRID DOLCE MADRID, ECCITATA ED ECCITANTE, FAVOLOSA E FAVOLISTA Y dualista...due di tutto
- due governi,quello per l'autonomia di Madrid e il governo della Nazione
- due squadre di calcio l'Atletic e il Real
- due cattedrali: Almudena e quella di sant Isidro al Real
- due palazzi reali quello d'oriente e quello della Zarzuela
.......dicono che a Madrid, tutti si sentono importanti e nobili, la luce accarezza, ma accentua i profili, avvolge la città in un manto di luminosità.
i catalani invece sbottano sempre su Madrid e precisano "ha un paesaggio sterile, arido, sabbioso, piatto e senza armonia."
ma non potrei non amarla, essendo stata la città del nostro (dei napoletani)re preferito Carlo III di Borbone.
il museo Thissen, con la nuova ampliazione e con i vari Corot, Courbet, Gauguin, Monet, Cèzanne, Matisse, Degas.
Il Prado l'unica cose che mi spinse dopo quella famosa riunione 2 anni fa, a restare nel centro un pò di tempo...le suole delle scarpe mi trascinarono lì, davanti al Signor Museo, entrai ma solo ebbi occhi e tempo per la pittura italiana e spagnola....
adesso scappo...udite udite, al suono di un dolce rondò veneziano, colorerò le mie guance e le miE labbra e via al ristorante "il golfo di Napoli", per il saluto ufficiale ad uno dei capi della Vodafone, fatto fuori dalla direzione di Madrid, su due piedi. per intenderci, colui che cercava i locali per aprire nuovi negozi.
come diceva il mio professore di figura disegnata, al liceo " si è sempre al sud di qualcuno"
![]()
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sta per arrivare il
sta per arrivare il taxi che mi porterà al terminal C, dove c'è il ponte aereo per Madrid, ho la visita in cantiere alle 10.30, ovviamente non arriverò mai alla ora, per giunta è stato aperto il 5 febbraio, il terminal 4, a Barajas, l'aereoporto do Madrid, e dicono che il tragitto più lungo per uscirne una volta sbarcato,...può tardare fino a 25 minuti....però il cammino è alleviato da bellissime hostess vestite di verde... ( e chi se ne frega!!!)
comincio a blindare casa...
scriverò un dolce post, se posso, dalla lussuosa camera d'albergo che ci siamo scelti io e il mio chiquillo...
statevi bene piccioncini...
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quando una
maggio=fiumicino
febbraio = barajas
questo blog, che nella sua breve storia, non ha mai avuto tanti lettori, come negli ultimi mesi, chiude baracche e baracchelle per qualche settimana, per motivi dovuti al mio recupero personale.
Poi ovviamente, è tutto dire..quel che scrivo, sono una contraddizione vivente, quindi potrebbe darsi che mi ritroverete presto...
statevi bene.
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He waits for her to understand | |
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But she won't understand at all | |
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She waits all night for him to call | |
But he won't call anymore | |
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He waits to hear her say | |
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"forgive" | |
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but she just drops her pearl-black eyes | |
and prays to hear him say | |
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"I love you" | |
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but he tells no more lies | |
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| |
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He waits for her to sympathize | |
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But she won't sympathize at all | |
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She waits all night to feel his kiss | |
But always wakes alone | |
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He waits to hear her say | |
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"forget" | |
|
but she just hangs her head in pain | |
and prays to hear him say | |
|
"no more | |
|
I'll never leave again" | |
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| |
|
How did we get this far apart? | |
We used to be so close together | |
|
How did we get this far apart? | |
I thought this love would last forever | |
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Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
Giordana, next stop: Hamburg
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