i post di Giordana di ottobre 2006
Alba domenicale
Alba domenicale
Sveglia alle 6.30, per fare un’immersione. La settima. tra le 6 precedenti 5 sono australiane.
Autobus per Lloret de mar alle 8.15
Zigzagando in internet, ho trovato un diving center di Lloret, scritto, risposto, prenotato.
Tutte le persone che conosco e che fanno dive, o erano fuori questo finesettimana o erano impegnate, ed io avevo una voglia implacabile di scendere sott’acqua.
Il centro è carino in se, è un po’ incasinato perché si mischiano negozio, recepcion del centro, spogliatoi, docce, tutto negli stessi 50 metri quadrati.
Javier, il direttore è un grassone con un accento francese di tendenza araba, però mi diranno dopo, che è di origini catalane.
Ti trattano come uno di famiglia, come lo shampoo nelle docce, contenitore formato famiglia con 10 figli. Eh si, qui in Spagna i formati dei prodotti per l’igiene sono assolutamente extra large e non mi pronuncio, perchè il 10% dei miei lettori è spagnolo. hihihihi.
dai scherzo.
L’immersione l’ ho fatta da sola, con un tipo, che si chiama Efra, ma come fa uno a chiamarsi così? Il resto della peña, scendeva a 25 metri e io ancora non posso andare giù a quella profondità, visto che sono ancora scuba diver. Comunque come tutti gli istruttori di dive che ho conosciuto, anche lui era un bel ragazzo. Eh..si, devo dire che l’ambientino, andava scoperto un po’ prima…però vabbè meglio tardi che mai.
Lo spettacolo del fondale devo dire, una vera sorpresa, tra 2 canali rocciosi, abbiamo gironzolato, io nella più totale tranquillità, tra branchi di pesci coloratissimi e foltissimi
Al ritorno nel centro Efra mi ha scritto un complimento sul diario delle immersioni, sulla mia condotta, nonostante la forte corrente (a proposito, un tipo si è perso per la corrente forte, lo ha recuperato la guardia costiera, un imbecille che non ascoltava l’istruttore, glielo ha detto 10.000 volte di stare tutti insieme e di scendere con la corda…) verso le 13 siamo rientrati, e io con l'autobus sono andata da Willy, a Blanes.
Avevamo preso appuntamento per pranzare da lui, visto che una volta tanto ero in costa brava.
Ha cucinato in costume, con quel corpicino che se non fosse come un fratello per me, direi che è sciupato senza una donna da 3 anni, le insalate erano fatte con la rucola e il basilico del suo giardino, e mentre cucinava, io ero sull'amaca, assaporando un sole tiepido, filtrato dalle verdi foglie degli alberi. Nell'aria la melodia dei suoni afro-cubani di Nubenegra e l'allegria di una bellissima bimba che gioca per casa .
indimenticabile giornata.
il resoconto degli altri 20 giorni del viaggio in australia è in procinto di essere pubblicato, tenete pazienza please!!!
in questi giorni le riviste parlano tanto del progetto di Ghery sulla bottega dei vini e della biblioteca di Foster a Berlino. ne parlerò nei prossimi post e poi racconterò la visita all'opera di Sydney. inoltre qualcuno si starà chiedendo avendo lasciato la VODAFONE e avendo chiuso il cantiere di restauro, per aver terminato i lavoti, cosa io stia facendo a barcellona da quando sono rientrata dall'australia e dè con immenso piacere che una di queste sere ve lo racconto....
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foto del mio desktop,
foto del mio desktop, attualmente....

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A volte mi chiedo
http://thomasmayerarchive.de fotografo d'architettura
da vedere.
RAFAEL MONEO Y FRANK GEHRY: MUSICALITÀ A CONFRONTO
A volte mi chiedo come potevano piacermi da piccola il gelato al cioccolato sul cono e quello al limone, insieme. Con la stessa curiosità mi chiedo come mai, oggi mi piacciono sia Rafael Moneo che Frank Gehry. Architetti completamente opposti, la sobrietà ed eleganza di uno, l’estro e la sfrenatezza dell’altro.
Le opere di entrambi, secondo me, hanno in comune la musicalità. Provate a far scorrere sul monitor le foto delle opere di Moneo sulle note del pianista Yann Tiersen e percepirete immediatamente la sintonia..
Elogio a la luz, diretto da Juan Martin de Blas, è un documentario che inneggia le opere di Rafael Moneo, (emule: io odio scaricare films da internet, perché amo il cinema e come tale spendo volentieri i soldi in dvd o entrate al cine, ma di documentari di architettura e storia, ne ho davvero tanti, non posso fare a meno di scaricarmeli, anche perché è difficile trovarli)
Le immagini delle opere di Gerhy, vanno accompagnate con una musica svelta e vivace, proprio come sono scattanti le curve che cantano le sue scultuarchitetture.
L’unico documentario di Gehry che ho, non ha musica in sottofondo (sacrilegio), e per di più è in francese…sul Musée Guggenheim de Bilbao.
La mia indole in ogni caso, mi porta a dire, che sulla famosa torre se dovessi gettare uno dei due, butterei Moneo e resterei con Gehry.
Ed è, parlando di lui che normalmente mi agito e mi inquieto. Provo a buttar giù due linee sulla sua ultima chicca spagnola:
Botteghe Marques de Riscal Elciego, nella regione Rioja Alavesa.
La religiosità e il folklore di un paesello come Elciego, si respirano nelle ringhiere in ferro battuto dei palazzi antichi, negli scudi barocchi e nelle stradine di pietra…è qui che la follia del genio Gehry, si è scatenata.
Altre lamine di titanio, come sempre. Ma stavolta di diversi colori, color prugna che tanto denota il colorismo del vino, argento e oro, brindano le curve, di questo gioiello dell'architettura contemporanea, che virano al mutare della luce del sole. l'intero complesso comprende un museo del vino, un hotel, una recepcion per le visite e una bottega. Un capriccio è stato definito. Può essere che così sia. Hanno detto che stavolta ha veramente esagerato nell’usare volumi rallegranti ma senza nessuna funzionalità. E se la sua funzione giacesse segreta, uscendo fuori solo per dare gusto all’occhio di chi guarda l’edificio?
E quando mister Gehry ripetutamente afferma che la sua maniera di fare architettura è una variante di fare scultura tutti tacciono, è con questa frase che i suoi edifici acquistano dignità, coerenza e un senso armonioso.
E poi mi chiedo:
la ricerca della finalità estetica può arrivare ad essere più importante della intrinseca funzionalità dell’edificio?
La risposta domani….
Ore 1.45 (sveglia alle 6.30) vado a dormire que ya toca jolines...
Sperando che la notte mi porti consiglio su che studio scegliere, tra quelli che mi hanno scelta, dopo avermi intervistato al colloquio. Ebbene si…siamo a questi livelli.
Quello che paga meno, ha lavori più interessanti. Quello che paga di più, spinge la baracca avanti, accettando esecutivi, molto spesso da mani esterne,mi immagino la confusione che ciò può creare...
anche se mi ha fatto un’ottima impressione. Entrambi ubicati in posti strategici e centralissimi per arrivarci da casa …
Mi sa che mi ridurrò alla monetina.
e guarda caso, la randoom dell'MP3 adesso mi dà, vita spericolata.
cielo azzurro tutto il giorno, senza nubi, senza tristezza. notte fresca e silenziosa. un autunno lontano ancora.
allegria.
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Australia: persone, luoghi, emozioni
Australia: persone, luoghi, emozioni, in un viaggio indimenticabile. (il racconto del viaggio continua)
QUEENSLAND
24 AGOSTO
Il nome Australia deriva dalla frase latina terra australis incognita, e significa quindi "meridionale". E in effetti il meridione più meridione. Se ci fosse Gabriele Marino il mio professore di figura disegnata al liceo, gli direi, che forse è vero che si è sempre a sud di qualcuno….
Continuo il racconto di questo paese che era stato scelto, per un viaggio disagevole, con cose complicate, percorsi tortuosi, immersioni rischiose e con tutto ciò che si può saldare alla parola avventura.. diverso dal solito viaggio scattando foto architettonicamente valide, nelle capitali mondiali…. si, in effetti, volevo fare questo viaggio per trovarmi, capirmi, fortificarmi.
sveglia alle 7, non avendo recuperato un equilibrio tra il giorno e la notte… una passeggiata di buon ‘ora con Peter, per le strade di Cairns e poi via in albergo.
Beauty, piccoli gesti di bellezza, (tipici di una donna che aspetta un uomo che le interessa)che le facciano crescere autostima e buonumore.. Cremine varie, sopracciglia, gonna stirata, un make-up leggero ma ben eseguito… trepidazione, mentre trascorrevano quelle ore nell’hotel, prima di andare a prenderlo all’aeroporto.
Poi di quel pomeriggio con Alessandro, non ricordo nulla dell’Australia, potevamo stare in qualsiasi altro posto del mondo (forse) ricordo solo le sue battute e le mie risate.
Facciamo una prima serie di foto al tramonto di Cairns, con lo sfondo di una spiaggia arida, con crepe spesse vari centimetri.
La sera, ricordo il mercato di notte, luci calde, come l’aria che ci circondava, l’odore delle pietanze cinesi, giapponesi e tailandesi, i colori stravaganti delle bibite esotiche, e dappertutto oggetti aborigeni, dipinti con la tecnica del puntinismo, con pitture acriliche su tela. Gli oggetti d’arte aborigena antica e tradizionale, in genere sono mescolati a quelli concepiti dagli artisti contemporanei., dando luogo ad ambienti, nei negozi, variegati e dinamici.
Il giorno dopo
25 AGOSTO
partiamo per una toccata e fuga a Cape tribulation. Difatti pernotteremo sola una notte. In internet, nei blog di altri ragazzi questo posto è dipinto, davvero, come paradisiaco.
Cape tribulation annida in una lussureggiante macchia verde (daintree) nel nord australiano , dopo Cairns. Tutta la zone della foresta di Daintree, come le altre zone dei tropici umidi a nord del Queensland, possiede delle specie vegetali uniche al mondo., e no tarderò ad accorgermene.
Il cammino è sereno, la quiete che nasce dal paesaggio, penetra l’anima. Il piccolo autobus non trasporta neanche 10 passeggeri.
Attraversiamo immense spiagge dorate, orlate di palme, piantagioni di canna da zucchero, con relativo solco parallelo alla strada, sul quale mi renderò conto, passa il trenino che raccoglie le canne divelte.
E ancora piantagioni di caffè, mi racconterà Ale, che queste terre sono quasi tutte di proprietà italiana.
Il paesaggio salta dalle chiare spiagge bagnate dal turchese del mare , al giallo ocra delle colture che sottostanno a un cielo azzurrissimo fino poi ad addentrarsi nel pieno della verdissima foresta, dopo aver attraversato il fiume.
Il nostro autista deve essere nuovo, ha uno strano accento, quasi arabo oserei, è isterico e non rintraccia i Lodges, perché il cammino è zigzagante e lui, povero in canna, possiede solo una mappa, mal redatta. Finalmente troviamo il Cape Tribulation Beach House & Resort, dopo i convenevoli alla recepcion, arriviamo in una casetta di legno come quelle che avevamo visto nel web, stupenda, da sogno, a pochi metri dal mare e circondata da piante tropicali immense.


Il sole riusciva a far filtrare a malapena, qualche raggio tra le foglie delle felci grandissime. L’interno della casetta è accogliente e lussuoso per essere dove siamo…nella foresta. Il legno dei mobili e delle porte è pregiato e ben definito, la spugna soffice delle asciugamani accarezza la dolcemente la pelle e il disegno del copriletto è sobrio ma fresco.
Ricordo che in quei due giorni a Cape Tribulation, sono stata un po’ in crisi. Non sapevo bene, perché mi trovavo lì così….. mi sentivo stordita, dalla velocità delle cose e il brusco decelerare, il susseguirsi degli eventi così colorati e vivaci.
Quel pomeriggio osservammo foglie, alberi, coralli, conchiglie, scogli, inseguimmo il sole che correva, e raccogliemmo noci di cocco, ma soprattutto Alssandroe, mi fece tantissime foto.

la sera, stanchi del viaggio e del pomeriggio passato ad esplorare la spiaggia, andiamo a fare una visitata guidata, notturna nella foresta di Daintree.
Ci viene a prendere al lodge, il solito piccolo autobus, raccogliamo altri avventurieri e in fine giungiamo ad una casupola ai piedi dell'entrata della foresta.
lì ci spiegano come dobbiamo utilizzare i fari, i momenti in cui dobbiamo far silenzio, ci si presenta e siamo gli unici italiani, pochi gli europei.
lo spettacolo notturno, con la vita della foresta è affascinante e stranamente, non ho avuto paura neanche per un minuto.
grandi uccelli, rane, girini, gamberi nel ruscello, enormi ragni e lucertoloni, sono i personaggi di spicco di questa serata insolita.
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il silenzio è dovuto
il silenzio è dovuto ai lavori in corso....
manutenzione, si cerca il guasto nel circuito celebrale...c'è sicuramente qualcosa che non va, e non so cos'è.
ieri sera: 14 fermate di metropolitana, parada Collblanc, per andare nel ristorante di un italiano, dove mi aspettava Irma... (la pizza non era buena e la parmigiana di melenzane era fatta con l'uovo!! ma dico io?? con l'uovo?? eh si alla calabrese...ma vaffanc.....
sono di una sensibilità sconcertante in questi giorni....ho sbalzi d'umore allucinanti
al ritorno altre 14 fermate della stessa linea e sono passata davanti a casa mia, come se non fosse la mia, proseguendo, ascoltando canzoni tristi nell'MP3, guardando i riflessi rossi e verdi dei semafori sulla strada lucida e bagnata.
questione di baricentro spostato? può darsi, penso a quello che sono stata, a quello che sono e tutto va bene. ma se penso a cosa sarò, vedo il vuoto totale.
non mi manca assolutamente nulla, prestigio sul lavoro, buoni amici, alcuni intorno a me, altri sparsi per il mondo, una famiglia che appoggia e assorbe tutte le mie pensate "geniali", una casa colorata e allegra, che s'inchina quando entro, mète esotiche sempre disposte ad accogliermi e sempre raggiungibili.
eppure. mi sento insoddisfatta.
in questo momento vorrei ironizzare sulla cosa e uscirmene con una delle mie battute ma credetemi non mi esce proprio.
oggi si fa ponte, perchè ieri era festa nazionale.
vado a godermi Barcellona, è uscito il sole. magari Irma e io ci beviamo la città in un succo di frutta naturale della boqueria...
oggi tornano Sara y Pablo dall'Australia non vedo l'ora di riabbracciarli.
Irma....Irma c'è sempre cazzo, c'è sempre, sono io un'amica valida come lei lo è per me???
e quest'è.
statevi bene.
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ingredienti
3 grosse melanzane, 250 gr di mozzarella, 700 gr di polpa di pomodoro in scatola oppure fresca,
2 spicchi d'aglio, 4 foglie di basilico, 50 gr di parmigiano grattugiato,
4 cucchiai d'olio d'oliva.
preparazione Spuntate le melanzane e sbucciatele. Tagliatele a fette di circa mezzo centimetro di spessore. Si tagliano generalmente nella lunghezza
ma, se non siete molto abili con il coltello, tagliatele tranquillamente
a rondelle, è un po' più facile.
Sistemate le fette di melanzane in un grande ciotola, salando ogni strato. Occorre in tutto un cucchiaio colmo di sale fino: meglio non eccedere.
Deponete sulle melanzane un piattino con un peso,
per accelerare il procedimento. Dopo un ora circa, strizzate le fette di
melanzane tra le mani per eliminare più acqua possibile e
asciugatele ulteriormente tra due canovacci. Ungete appena una grande
padella antiaderente con poco olio e fatevi cuocere le melanzane finché s
aranno dorate sui due lati. Versate un cucchiaio d'olio in un pentolino
e fatevi soffriggere gli spicchi d'aglio sbucciati e sminuzzati, senza far
prendere colore. Unite la polpa di pomodoro e, dopo 10 minuti circa,
quando la salsa non è più acquosa, spegnete la fiamma. Unite il basilico,
salate e passate attraverso un passaverdure.
Ungete una pirofila e disponetevi un primo strato di melanzane, sistemandole una di fianco all'altra, senza sovrapporle.
Non serve salare poiché le melanzane trattengono sempre un po' del sale della salagione.
Versate 2 cucchiai di salsa sulle melanzane e stendetela uniformemente con il dorso del cucchiaio. Cospargete con un po'di parmigiano, senza
eccedere.
Tagliate la mozzarella a fettine sottilissime e distribuitene alcune sopra la salsa. Lasciatele distanziate tra di loro. Vanno bene tutti i tipi di mozzarella,
ma è molto comoda quella per pizza, che rende meno acqua durante la
cottura e inoltre si taglia più facilmente. Procedete nello stesso modo
fino a esaurimento degli ingredienti. L'ultimo strato deve essere di salsa,
un po'più abbondante in questo caso, senza formaggio.
Versate l'olio rimasto sulla superficie e cuocete la parmigiana nel forno già
caldo a 200° per circa 45 minuti. |
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Il tempo passa.Soffermarsi ad
Il tempo passa.
Soffermarsi ad ascoltarlo è indispensabile.
Abbandonarsi al suo scorrere è la sconfitta dell'anima.
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ma vedi un
ma vedi un pò se io con tutte le cose che ho da fare, devo star qui a cambiar e ad incollare foto di parmigiane napoletane e calabresi...dei lettori...
che vi credete che in Spagna si cazzeggia come in Italia?![]()

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dal world trade center si vedono il ponte che porta al maremagnum, la torre agbar, l'edificio dressanes, e alle 7 c'era il rumore di un anave che si allontanava...il grigio perlato del mare e nel cielo azzurro sfumature di rosa.
Bella da far male Barcellona, mi sembrava di essere un personaggio dell'ombra del vento....
vado a cena con Sara, la vedo solo oggi dopo il ritorno dall'Australia, non vedo l'ora di riabbracciarla.
teresa se ne va in scozia
samuele se ne va a shanghai
qualcuno se ne ritorna in Italia.
qualcuno come me prova ad andare per una volta in direzione del vento...quel vento che morde gli angoli della città...però non ce la fa.......
nuovo taglio di capelli.....
- oggi mi ero ripromessa, di raccontare le avventure dei miei lavoretti da hostess nell'attesa che uscisse un posto di lavoro serio, come quello che alla fine ho trovato. Dopo aver brillato in ben 4 colloqui, in un mese, avendo inviato solo 2 curriculae, e essendo stata presa nelle 4 imprese/studi.
- ma purtroppo il letto chiama, sono le 2.00 e la sveglia è alle 7.00. e quindi racconto le peripezie dal giorno in cui sono tornata dal viaggio sino ad oggi, in un altro post.
- domani comincia una serie di cene, che si conclude domenica.
- quindi queste tarantelle simpatiche con gli architetti catalani, non so se avrò modo/tempo di raccontarvele in questi gg! VEDREMO
- statevi bene e ...........fatevi na bella parmigiana!!!
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..............comunque secondo me, una che mette tante foto col suo volto, nel suo proprio blog...è una che non è normale...o ha dei problemi...



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dal nostro inviato
dal nostro inviato speciale Piernicola
Biennale
Dopo aver percorso per due volte ogni singola installazione dell’Arsenale e quelle dei vari padiglioni nazionali ho avuto la sensazione che ciò che manca è proprio…l’architettura!
Si comincia con un lunghissimo corridoio dedicato alle trasformazioni urbane di alcune megalopoli messe l’una accanto all’altra, di continuo, Barcellona, Mumbai, Caracas, Los Angeles…dopo un po’ sembrano tutte talmente uguali da distrarti e passare oltre. Ricordo centinaia di proiettori che mandano immagini, cifre sulla mobilità, sulla popolazione, sulle favelas rendendo tutto un unico immenso pastone che se non prendi nota alla fine non sai più se hai visto il masterplan di tokio o quello di Buenos aires che forse il porto non ce l’ha.
E di questa sfilza di immagini fa parte la presunta città in divenire Torino-Milano che stanno per raggiungersi e anche Genova, forse messa lì per rendere omaggio al bellissimo (vero) progetto del waterfront di Piano (immancabile).
E la considerazione, un po’ amara per la verità, che non potendo più sradicare le favelas e dare abitazioni decenti ai loro abitanti, le città del terzo (?) mondo si attrezzano per portare lì qualche utile servizio, come una palestra, un pronto soccorso, visti qui come riduttori di emarginazione, delinquenza e degrado sociale.
Usciti da questa dimensione apocalittica e un po’ alla blade runner del mondo presente e futuro (non ho colto segni di speranza), si passa per incanto alle città ideali (e veramente solo ideali) di pietra in una sequenza così assurda da far perdere ogni riferimento spazio temporale.
Naturalmente esagero e probabilmente sarebbe bastato dire che il tutto è semplicemente folle: dal futuro prossimo venturo molto cupo al ritorno al passato più becero: qui infatti sono esposti i progetti per la ricostruzione dell’area di Punta Perotti a Bari e di altre aree dismesse del Sud Italia.
Questo è il regno delle costruzioni di pietra, delle facciate ottocentesche, del ritorno dell’architettura fascista, medievale, delle cupole e degli archi spingenti, dei disegni a china, delle ricostruzioni delle antiche città greche: rispetto alla sezione precedente un delirio!
O forse quanto auspicato dagli stessi urbanisti per risolvere i problemi delle città contemporanee? Non l’ho capito. Fatto sta che il concorso per Punta Perotti è di per se già morto rispetto alle intenzioni sulla riqualificazione dell’area di cui si dibatte in città.
Lasciata questa anomalia e attraversata la mostra (un po’ risicata) sulle stazioni della metro di Napoli che forse meritava maggiore approfondimento, visto che li’ almeno un po’ di architettura c’era (Perrault, Eisenman, Podrecca ecc.) si arriva al Padiglione Italia curato da Purini con la sua città ideale di VeMa (acronimo di Verona Mantova, fantasiosa denominazione del luogo dove dovrebbe sorgere).
Qui molti studi emergenti propongono edifici per temi (residenze, ospedali, teatri) che in se’ non sarebbero neanche male (non tutti) ma che nel piano generale non sembrano prefigurare una città esattamente a misura d’uomo, quanto piuttosto metafisica, leggermente angosciante, per nulla gioiosa.
Alcuni episodi però sono molto belli, come l’Ospedale di Antonella Mari o il parco di OBR (se non ricordo male).
Il resto magari alla prossima puntata, ora pausa pranzo, oggi PARMIGIANA (senza uova)!!!
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Teresa, uno dei
Teresa, uno dei fiori più belli.....![]()
una volta un giovane sacerdote mi disse che gli amici, rappresentano il nostro giardino, e sono come i fiori. hanno bisogno di cure e coccole.
a Barcellona questo giardino prende sempre forme e colori distinti, ma vi sono alcuni fiori che sono i più belli, i più colorati e ci sono sempre.
sto per andare nella plaza della Virreina, ho appuntamento con Teresa. uno degli ultimi prima che lei parta per i 10 mesi scozzesi...lì in cima al mondo.
come regalo prima che lei parta, le ho comprato un corredino di mutande e calzini, si perchè lei è come me, non trova mai calzini e a volte finisce per mettersene due di colori diversi, proprio come me. Oppure li scambia perche fa le lavatrici senza criterio...
e mentre pagavo nel negozio calzedonia mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, come adesso.
poi le ho comprato EUREKA STREET di Robert McLiam Wilson, uno dei libri che a me hanno cambiato un pò la vita.
e ancora le ho comprato un cordoncino di cuoio e vi ho legato una delle pietre di di corallo, prese dalla spiaggia di Cape Tribulation, questa estate in Australia.
e adesso scarico un pò di lacrime qui a casa...per non fare il teatrino per le strade di gracia.....
vedi post 8 ottobre 2005 otra despedida
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Inizio la pagina di
mi sono appena svegliata..e sono le 13.21, raga che pacchia!!! ho riletto il post scritto ieri notte sotto l'effeto di simpatiche sostanze, e ci sono una barca di errori! però noto con piacere che ve lo siete sciroppato tutto. good!
tra una parmigiana e un taglio di capelli, i post del viaggio ecc... mi rendo conto che il blog non sa ancora esattamente come sono trascorsi gli ultimi mesi.
Inizio la pagina di oggi e sono le 22: 56, entre pitos y flautas, scrivendo quello che in mente tarderò almeno una ora…per cui il post cadrà nel 24 ottobre
Canzone in cuffia per iniziare a scrivere PRIDE, IN THE NAME OF LOVE.
Già so che verso l’una cambierò genere, anzi a questo punto oserei aprire un piccolo dibattito
Tipo: diteci che musica ascoltate la notte e così arricchiamo le nostre conoscenze musicali, vediamo se la parmigiana di melanzane veramente mantiene il primato dei commenti e della partecipazione al post…oppure no.
Stamattina mi è arrivato un mail che diceva riferendosi agli ultimi post e relativi commenti
“parmigiana 6 – biennale 0.” Troppo figo!!!
Any way.
Riepilogo professionale ultimi mesi:
da novembre 2005 ad agosto 2006
ho lavorato nella Vodafone come architetto. Disegnavamo i nuovi negozi e seguivamo tutti il procedimento dalle prime riunioni con i clienti, preventivi provvisori e definitivi, contrattazione delle imprese di costruzione. Sopralluoghi iniziali In tutta Spagna e direzione dei lavori in cantiere. Nello stesso tempo nell’inverno sono iniziati i lavori nel mio cantiere di restauro, un lavoro preso per aver vinto un concorso privato a 5, con un buon progetto di restauro. E nel free time ho fatto delle sculture che hanno avuto il loro esito, alcune vendute altre scambiate con altre opere di vari “artisti” della scuola. E mentre le mie esperienze di lavoro mi portavano su e giù per la Spagna, passavano e spassavano amici italiani in visita a Barcellona e mi dedicavo un po’ a fargliela scoprire nei suoi angoli più segreti… e a fargliela bere in pastosi bicchieri di sangria… A giugno visto che gli impegni lavorativi andavano scemando, mi iscrissì al BAC Barcelona Architecture Course, i cui docenti erano personificati da Nouvel, Tagliabue, Ferrater, Perrault, Chipperfield.
Nei mesi che vanno da gennaio a luglio, ho avuto un sovraccarico di lavoro incredibile, aiutata dal fatto che l’eliminazione del tabacco dalla mia vita, mi ha portato ad uscire meno le sere e quindi automaticamente mi ha fatto guadagnare mattine libere e non perse a dormire.
Poi arrivata l’estate viva, i lavori nel mio cantiere erano terminati e nella vodafone, campi direzionali da Barcellona a madrid, avevano procovato una interminabile pausa dei movimenti immobiliari e non entrando locali, nella VDF, non c’erano progetti.
Dopo aver passato gli ultimi 4 mesi, temporeggiando su internet e senza avere la benché minima soddisfazione professionale, a parte il corso di architettura, ho dato un calcio al lavoro che mi rendeva 2000 euro netti in busta paga. E mi piace scriverlo perché sono consapevole che è stato un atto di coraggio, pieno di ideali e con scarso accanimento verso i numeri economici.
Nel senso che ero pronta ad entrare a lavorare in uno studio di architettura e a prendere uno stipendio inferiore, perché quelle cifre, le raggiungi col tempo ma non in entrata, ti ci fanno arrivare ma moooolto lentamente.
Any way
A luglio dicevo, “lasciai la vodafone” un lascito lo voglio definire perché in definitiva su soft e non me ne accorsi nemmeno io…
Es decir: a fine giugno in una riunione importante con i nuovi capi di Madrid, feci presente che se non ci fosse un aumento del carico di lavoro, nei prossimi mesi, io ci avrei pensato prima di rimanere nell’impresa. Dopo la vittoria del mondiale mi misi in malattia, accogliendo con un mese di ritardo, la richiesta del mio medico (si, lei a me) “ ma perché non te cojes unos dias para ansiedad e stress? Rifutai e dopo un mese le chiesi se la proposta era ancora valida. (3 settimane in cui mi hanno visto da parte della VDF, in perfetta forma fisica nelle strade di Barcellona)
Al ritorno, il licenziamento, sostava sorridente sulla scrivania e con una dolce fanciulla a spiegarmelo.
Ci fu un momento di sbandamento da parte mia. Me l’aspettavo ma non così presto…
Avrei potuto avere pazienza e aspettare che arrivassero altri mesi in cui saltavo da un cantiere all’altro della VDF in giro per le belle città innevate del nord. E non tirare tanto la corda, ma tanto non mi aveva mai entusiasmato giocare con i mobili-Lego della VDF. Vedi post primi di novembre 2005
Ma no, ogni giorno pensavo che non potevo fare altrimenti…avevo appena concluso il BAC, e dopo quelle conferenze così spettacolari, la voglia di fare architettura tirava mas dello stipendio. Fosse anche solo gratis, facendo concorsi, avevo voglia di progettare.
Il giorno stesso del licenziamento me ne andai al mare con Irma. Fu una mattina stupenda!
Vedi post agosto 2006
I giorni che seguirono ad agosto tra i vespri del mattino con i video di Cannavaro & company, e ospiti vari in visita qui a Barna, riuscii ad organizzare con moltissimo entusiasmo, un meritato viaggio dall’altra parte del mondo: in Australia.
I 25 gg attraverso Cairns, Brisbane, whitsunday, ayers rock, Melbourne e Sydney, sono stati meravigliosi.
E al momento a parte che nella mia memoria, sono anche impressi nella pelle con un tatuaggio che li rappresenta, un piccolo squaletto, che mi ricorda quello che in un immersione, nella barriera corallina, mi passó a meno di un metro. Del viaggio se ne è parlato e se ne parlerà ancora, perché non ho finito il resoconto…quindi oz-stop.
Ci siamo quasi dai un ultimo sforzo e arrivo ai giorni nostri.
Il 14 settembre alle 5 del pomeriggio sono rientrata a casa dopo aver preso per una settantina di ore ben 12 voli in 25 gg. Il calcolo è approssimato ma mi sembra davvero di essere vicina ai numeri esatti.
Avendo speso nel verde continente una cifra di soldi, fuor di luogo , senza fare grandi cose..tra l’altro…
Dopo aver sbirciato in internet posizioni e estratti conti, per sollevarmi, L’idea che ebbi prima di ogni altra, fu quella di non vivere di rendita nemmeno un giorno, fare quello che si presentava, prima di incontrare un impiego che mi piacesse veramente.
lavori saltuari e colloqui salutari, che innalzano l'ego
alle 9 del mattino seguente chiamo all’agenzia di hostess, che negli primi anni qui a Barcellona, mi ha tolto da situazioni difficili economicamente. Mi danno un mese di promozione con la compagnia ONO, compagnia di telefonia e internet.
Senza sapere di che si tratta accetto. Nel briefing del primo giorno mi spiegano che ONO si presenta ai possibili utenti attraverso bottiglie d’acqua in vetro chiaro, per sottolineare la trasparenza dei suoi costi.
Per 13 giorni abbiamo scaricato camion e camion di bottiglie d’acqua citofonato a non so quante famiglie, lasciando nell’androne bottiglie con le etichette di ONO. la prima settimana ci dettero un solo uniforme, bianco. per cui dopo i primi giorni, il pantalone era lercio. la mattina con l'MP3 che mi sparavo in cuffia, guardavo gli altri tutti belli e profumati nel metro e osservavo i miei pantaloni da scaricatore di porto, con i risvolti neri, perchè essendo grandi toccavano la strada, e pensavo che fino a 3 mesi fa ero ben truccata, con uno stiratissimo taller accompagnato da camicia ben inamidata, tra l'altro non stirata da me, e gestivo lavori importanti. Pensavo e sorridevo, anzi, sghignazzavo, per la fortuna che ho, nel sapermi reinventare vite, situazioni senza annoiarmi mai ed essendo ogni volta fiera delle esperienze fatte.
Ma ONO c’è in Italia? E le fanno ste cazzate?? Il 13º giorno ho chiamato e rinunciato al resto dei giorni.
Con un sms ad un amico e due curriculum e una telefonata, sono riuscita a fare ben quattro colloqui e mi hanno preso in tutti.
· Uno studio di architettura, con un nome almeno qui in Spagna, 1400 euro da scaricare tasse, orario flessibile, ubicazione da favola, quasi sopra la scuola di scultura.
· Un altro studio pagava meglio, 1600 euro da scaricare tasse, ubicazione rambla cataluña, perfetta da casa, lavori mediocri. Soprattutto progetti esecutivi di altri studi.
· Minim, cercatelo su minim.es, bella impresa di architettura d’interni, stipendio medio tra i due precedenti, prospettive professionali, contratto a tempo indeterminato da subito, orario da incubo, fino alle 20 di sera compreso il venerdi.
· Dulcis in fundo CLAR, una impresa costruttrice che si occupa di restauro. Ed è qui che non avuto dubbio.
il mio nuovo lavoro
La mattina in cui vidi l’annuncio in internet, della Clar, stavo abbastanza male, con la gola ed ero raffreddatissima, reduce già da 4 gg di antibiotico.
Chiamai senza pensarci un attimo e impulsivamente sia io che lei, la tipa che mi rispose, prendemmo appuntamento per l’ora di pranzo, lì negli uffici della Clar, di fronte al mare.
Per una di quelle circostanze della vita, alle 14 negli uffici della clar, c’erano tutte le persone che decidono per una nuova assunzione e mi fecero il colloquio in 3. . All’ultimo colloquio, ci ero andata con le scarpe da ginnastica, mi si erano rotti i sandali e altre scarpe estive non ne avevo. Presentai il mio progetto di restauro appena concluso in luglio, parlai di me, dei miei entusiasmi professionali e dell’interesse sempre rivolto ai restauri e le reabilitazioni. All’improvviso durante il colloquio, avendo l’apparato nasale bloccatissimo, ho dovuto mettere la mano nella borsa prendere un fazzoletto e farmi una soffiatina di naso lì davanti a loro. Poi non vi dico, il cellulare non lo avevo spento e quindi nel mezzo del colloquio ha suonato, non vi dico la musichetta…. Ho chiesto scusa e pensavo di averlo spento quando ha risuonato una e un’altra volta ancora, quando poi l’ho spento per bene.
Insomma un colloquio fantozzzziano. La sera alle 8 mi hanno chiamata e mi hanno fatto l’offerta economica a parte telefono, (ragazzi dopo l’utilizzo del telefono della VDF, spesare le comunicazioni tra amici e i messaggi in Australia, col mio proprio credito, cominciava a farsi cosa cara….) pc portatile e auto (dovrò prendere la patente), e ticket restaurant, lo stipendio devo dire che non è male, superiore alla VDF, cosa che non avrei mai creduto.
Clar.es se volete sbirciare. Mi incorporo il giorno 2 novembre, ho dato 15 giorni di preavviso, a che cosa mi domando io? Vabbè c’è il viaggetto a Napoli di mezzo e poi devo far mente locale su certe cose.
il primo cantiere in Rambla
Quando andai a consegnare la documentazione per il contratto, negli uffici, visto che avevo un paio di mattine libere, chiesi di cominciare ad andare a vedere uno dei miei cantieri.
Venerdi sono andata a vedere i 500 metri quadrati che dovro restaurare e rehabilitare in 3 mesi e mezzo, per creare i nuovi uffici del comune di Barcellona, al numero 130 della Rambla.
Le parti dell’edificio antico da restaurare sono fantastiche, decorazioni in legno e in gesso, da recuperare un po’ ovunque, pavimenti dell’epoca modernista, con disegni floreali coloratissimi, e vetrate, mosaici.
Posso contrattare le imprese che voglio per lo svolgimento dei lavori!!! Stupendo!!! 450.000 euritos da gestire nel migliore dei modi, perché quello che avanza…..è dell' impresa!
Quindi oggi fino al giorno 1 sono in vacanza! 27-1 nov Napoli. E dal 2 comincerò a lavorare.
questo è quanto.
il blog è anche questo dilungarsi....
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ore 0.13 che
oggi immersione a Tossa de Mar!
ore 0.13
che strana la vita, ritrovi un'amica, cena a base di pesce, i dolci segreti degli ultimi mesi tra un brindisi e l'altro, con un vino bianco testimone e complice delle parole di donne.
e una luce calda che accarezzava le nostre risate.quanto tempo siamo state senza farlo. che bello ritrovarsi Elena, che bello.
e poi
nello stesso quartiere un'altra amica che fa la valigia... che triste.
oggi niente ore piccole, vado a letto presto e la sveglia delle 7 mi porterà ad alzarmi per andare a fare una immersione.
verso le 10 io starò scendendo sott'acqua e l'aereo per il regno unito, salirà su verso il cielo, e proprio come nei disegni io e Teresa ci allontaneremo.
ahi Teresita que tengas mucha suerte, eres una noble princesa, esperamos que nada en esta vida te cambie.
lo que mas me asusta, seria, que en agosto cuando volveras, yo no estarè en Barna.
o si.
no se, aun, el destino que dibuja para mi.
me dejarè mimar de una musica dulce, the promise, Michael Nyman.
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fai scoprire la notte
fai scoprire la notte barcellonese a un lettore del tuo blog...

Barcellona ore 21
plaza cataluña,
...lui che fa tardi... e io osservo il moto: la gente torna indaffarata a casa, esce dalla Renfe e prende la metro, comprano le sigarette nei chioschi sulla rambla, sgambettano sandali di cuoio e stivali di pelle, canottiere colorate e cappottini leggeri, "occhi andalusi e piedi venezuelani", criniere bionde e cascate brune, l i lampioni accesi con il cielo appena scuro, i semafori che trattengono fiumi di persone, le luci verdi più piccole dei taxi, le borse di Zara stracolme, pattinotari e mimi, musica etnica per tutti, voci asiatiche, aria di colore
Barcellona ore 22
calle balmes
è strada che dorme di notte,
i palazzi modernisti, i detti catalani cantati all'aria dolce di una notte napoletana, salut i força al canut, media pinta siusplau, bona nit alla cervezeria
Barcellona
hana bishi entre aragò i consell de cent
per un sushi ai quattro gusti e un Cunè di annata e piccoli segreti
brindisi a Barcellona, che rapisce, poi dopo rapisce e ancora rapisce....
Barcellona ore 0.30
calle balmes bar Il meditarreneo
con dos camas vacias, di Sabina, in una magistrale esecuzione di Albert che tra l'altro ci cimenta in un brillante dialetto napoletano cantando "tu vuò fà l'americano"
dos claras e dos gin tonic, tutt' o mond e paese...
Barcellona ore 2.00
paseo de gracia
svolta da rossellò scendi e guarda la Pedrera...... e spiegagli che Gaudì i pilastri dellaa Pedrera li voleva sporgenti e invece il comune glielo proibì... in un primo momento...poi l'architetto si ribellò e disse " se non mi lasciate fare i pilastri come da disegno metterò una targa che attesta il cambio, in virtù della Vostra obbligazione...."
il ricatto funzionò, la Pedrera risulta proprio come Gaudì voleva.
scendi ed eccola là, casa Batllò, la favola fatta architettura, il mio interlocutore mi ascolta attento e rapito dalla leggenda del drago e di san Jordi, la pelle e le ossa-colonne dell'edificio...i colori, i turisti, la panchina, aria di una sacralità tutta catalana tra le pietre di don Antonio Gaudì, terra tua...caro collega e sempre così sarà....
Barcellona ore 3.00
rambla cataluña
la strada del business, e dei bei negozi ma a quest'ora , strada di due reginnette, straniere, minigonna inguinale e stivali bianchi, Barna è anche questa.....
Don Michè vi ho trattato o no?
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Comptine d'un autre été:
Napoli: dopo 10 mesi
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10 mesi senza tornare, è la prima volta chemi trattengo tanto tempo senza vederla...la mia Napoli
- ho voglia di andare a vedere la trasformazione di Alvaro Siza, del palazzo DFonnaregina, attualmente il museo MADRE
espongono:Rebecca Horn, Clemente, Paladino, Serra, Kapoor, Lewwit, quindi non mi piacerà, ma va visto. Fosse solo per l'allestimento del portoghese.
- poi mi farebbe piacere portare Sara nella cappella san severo a vedere il Cristo velato
- .....dicono che adesso a Napoli Ci sono le 'archistar', grandi firme dell'architettura come Dominique Perrault, Benedetta Tagliabue Miralles, Alvaro Siza Vieira, Oscar Tusquets Blanca, Boris Podrecca, e gli ingegneri e gli architetti della Metropolitana di Napoli e del Comune, alla Mostra internazionale dell'Architettura della Biennale di Venezia. Sono i padri delle prossime cinque stazioni della linea 1, che attraversa la città e chiuderanno l'anello da Secondigliano fino al Centro direzionale e oltre l'aeroporto di Capodichino.
- poi..ancora c'è una mostra di Bruce Nauman, quello dei neon per intenderci
- una mostra sui campi Flegrei a Castel Sant 'Elmo.
- e poi ancora spettacolo teatrale dedicato a Satie, in un teatro che si chiama, teatro Area Nord di Napoli... come passa il tempo, si aprono teatri e io non ne conosco i nomi....
"....Erik e Suzanne”, un omaggio alla personalità del musicista Erik Satie.
L’esplorazione della vita del musicista viene centrata sul periodo della sua relazione con Suzanne Valadon nella Parigi della Bohème artistica, luogo di incontro di una assortita koinè linguistica e culturale. La storia d’amore, visto che non se ne conoscono altre, tra il musicista e la pittrice. Il loro menage mescolato ai pezzi musicali e ai quadri, alle idee che si confrontano, alla straordinarietà delle loro vite”.
per chi non lo sapesse, la famosa Suzanne, è stata l'amante di tanti altri
artisti come Renoir, Degas e Toulouse-Lautrec trasse da quest’ultimo una efficace spinta decisiva per lo sviluppo autodidatta della sua arte.
- domenica mi aspetta una immersione dal significato archeologico!!!nelle acque procidane, scusate se è poco...
musica e web = progressi e conoscenze
tra le amicizie più dolci, che attualmente ho nel web, spicca quella con frankie-boy, una ragazzo che lavora nella polinesia francese, vivace, sveglio e simpatico. Oggi ci siamo regalati a vicenda dei brani bellissimi, e cercando in collaborazione, sul web, dei pezzi, siamo arrivati alla conclusione che "Comptine d'un autre été: l'après midi" è di Yann Tiersen.
se per caso vi risulta un concerto di questo splendido pianista, in una capitale europea...avvisatemi!
cinema
mi consigliate dei film interessanti in questo momento in Italia?
il blog nel mondo
Oggi il blog è stato letto nel Qatar, son dovuta andare a cercarlo sulla mappa, perchè non sapevo dov'era... e poi mi piacerebbe tanto sapere chi mi legge in Giappone...scusa potresti uscire allo scoperto e dirci cosa fai in Giappone, caro lettore???
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NUOVO RECORD
NUOVO RECORD VISITE!!
presidenza della facoltà di architettura, ore 14.49
ho notato che:
avete battuto il record di pagine lette (il vecchio era di marzo 2006) dall'apertura del blog fino ad oggi.
un brindisi a tutti voi che mi leggete, un grazie e una carezza!!!
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Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
Giordana, next stop: Hamburg
linkario:
- NOTAS DE VIAJE
el blog de Lala, de vuelta en ASIA, siguiendo el corazon, la tranquilidad del yoga, la gente... - LIVE FROM HAMBURG
un blog freschissimo come chi lo scrive...naturalmente su Hamburg - barcellona alma mia
un ottimo blog su BARCELLONA - Actualidad arquitectónica en Barcelona
En Actualidad arquitectónica de barcelona podrás encontrar las últimas noticias, eventos, novedades y comentarios sobre el mundo de la arquitectura de Barcelona - IL MIO SITO WEB PERSONALE
news di architettura, gallerie di foto bizzarre, ricette afrodisiache e di sopravvivenza, recensioni letterarie, critiche cinematografiche, sbirciatine artistiche. - Silvia di qua e Silvia di là..
lavora a Londra, è vivace e determinata, blog vero e divertente - tripluca, vivere viaggiando....
luca è veramente uno dei miei miti, il mio RTW ha preso molti consigli dal suo manuale! - world-architects
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