i post di Giordana di giugno 2007
Flight Itinerary - CONFERMATO
dietro le persiane l'estate che avanza prepotente, nelle ore più calde l'aria a tratti non delinea bene i contorni degli edifici.
Sarà un'insinuante crisi personale che prende piede a poco a poco che mi fa pensare di abbandonare delicatamente e senza troppi dolori, questa città così sensuale? Sarà il peso incombente dell'organizzazione al momento sciatta e virtuale, del viaggio?Passeggio per paseo Maragall e l'aroma forte delle spezie dei rivenditori di sawarma, solleticano le mie narici, e allo stesso tempo, sento il profumo dei mercati della frutta di shanghai, me li immagino disordinati e aromatici, chiudo gli occhi per un attimo, inclino la testa, e penso: .... 4 mesi, solo 4 mesi.
la dolce attesa di questo viaggio conserva un segreto intrinseco, che urla ai quattro venti, la descrizione di destini diversi e inimmaginabili, con parole incomprensibili. Mi fa pensare alle maniglie delle grandi porte, quelle di legno intarsiato, antiche, che nel tempo, conservano il tremito di una mano, l'emozione che si prova prima di portare a termine il gesto di aprire...
ma prima di tanto sognare, tanto partire, tanto studiare, farò tappa Napoli, per il matrimonio di un amico e per respirare quell'aria partenopea che già da 8 mesi, mi manca...
Ascolto " La isla bonita"
e il corpo insinua movimenti ondulati per un uomo misterioso che non esiste e che tarda ad apparire....che disegni sentimentali ci sono per me tra le stelle?
Flight Itinerary - CONFERMATO
| Partenza - Barcellona (BCN) a Napoli (NAP) | ||
|---|---|---|
| Giovedì, 28 Giu 07 | Volo XG1102 | Partenza Barcellona (BCN) a 10:20 e arrivo a Napoli (NAP) a 12:15 |
| Ritorno - Napoli (NAP) a Barcellona (BCN) | ||
|---|---|---|
| Domenica, 01 Lug 07 | Volo XG1103 | Partenza Napoli (NAP) a 13:25 e arrivo a Barcellona (BCN) a 15:20 |
[link]
sono tornata. ieri. da
sono tornata.
ieri. da dove? non lo so, esattamente, pero da un posto speciale, magico, un posto la cui unica pecca, è stata il permanerci troppo poco tempo.
ma come sempre dico,le sensazioni, le emozioni, non importa che siano furtive, brevi, mezze nascoste, no, l'importante è SENTIRLE.
4 things about me
- ho cambiato lavoro, stop ai cantieri per un sano ritorno alla progettazione. Mi ci hanno costretta ma va bene così. Pulizie di primavera, in 20 gg, 5 persone fuori dall'impresa... Sto collaborando con degli amici ad un piano particolareggiato, in una zona vicino Barcellona, tutte le mattine.
- l'altra mezza giornata dovrei impiegarla diligentemente, nel terminare cose lasciate a metà, tipo riprendere a studiare per la patente, el carnet de conducir.
- E organizzare il viaggio. La check list, preparata 10 gg fa, dice che questo mese, vanno studiate le lonely planet dei paesi orientali, contattare le case editrici per avere lettere di presentazione, contattare gli studi di architettura, di Cina, Giappone, Vietnam, Australia.
le difficoltà piu grandi le trovo col Giappone, mi servono gli indirizzi di :
TEZUKA ARCHITECTES
SEJIMA+NISHIZAWA/SANAA
KENGO KUMA
TOYO ITO
TADAO ANDO
FUMIHIK MAKI
è primavera, ma sembra estate. Ho preso il caffè in una delle mie sette tazzine verdi, (la settima fu comprata perche ce n' è sempre una che si rompe...) comprate a Napoli 10 anni fa, esattamente in quella che da qualche settimana si è scheggiata....
I miei cicli di umore sono alternati come sempre. Come sempre, in questi periodi dell'anno, non dormo molto. Oggi ho appuntamento col mio medico, le spiegherò, quello che mi succede ancora una volta, euforia alternata a disperazione, ansie di inspiegata origine, un dolore all'altezza del cuore, (non per sventure sentimentali, no...no...)e uscendo, terminerò per strappare la ricetta di Diazepan, che lei puntualmente mi scriverà....
ore 16.30
uiiiiii quante mail della serie, mi dispiace tu stia così...., ho scritto male questo post sembra che sto da schifo, invece sto benissimo, solo che ho delle punte all'ingiù, raccapriccianti...ma mi ci sono abituata.
a bien tot.
[link]
arrivare a 33
arrivare a 33 anni per poi scoprire la voce del Boss, in versione romantic, è un sacrilegio.
I'm on fire.
At night I wake up with the sheets soaking wet
and a freight train running through the
middle of my head
Only you can cool my desire
I'm on fire
Al laboratorio sanitario, nel passeig de la Pau, a pochi metri dallo studio EMBT, lei non c'era. c'era una gradevole ragazza con l'accento spiccatamente catalano che si sforzava di parlarmi in spagnolo.Le mostro immediatamente il mio netto stupore, nel non essere stata avvisata, che la mia dottoressa, quella che mi segue da 5 anni, e sa tutto, non c'era, e che sarei stata attesa da una sostituta.
le racconto, ...il suo interesse serio e professionale, me la fa diventare subito simpatica.
in sostanza, mi fa "io el diazepan, non te lo do, perchè crea assuefazione e tu saresti un soggetto a riskio"
terapia alternativa per stabilizzare l'umore: CITALOPRAM DAVUR 30 mg e io poi, perche mai dovrei credere che con 17 lettere mischiate tra loro e due piccoli numeri, riesco a cambiare questo cazzo di umore? no ditemelo.
bada che fa effetto solo dopo 4 settimane, mi fa.
e a che cavolo mi serve?penso. tra 4 settimane la mia vita può essere cambiata a 383 gradi e non ne avrò bisogno.
ore 19.03
tra meno di un'ora la farmacia di turno qua sotto casa, chiude. E domani starà chiusa, come tutte le domeniche. quella aperta sarà troppo lontana per arrivarci a piedi sotto il sole.
e lunedi sarà un'altra settimana...giusto?
[link]
10 giugno, manca davvero
10 maggio primo scudetto
10 il numero di maradona
10 giugno: siamo tornati!
10 giugno, manca davvero poco a san juan, data in cui in spagna si celebra la venuta dell'estate...e io, finalmente ho dei bei momenti.
in queste serate fresche a tratti afose, barcellona, sembra ancor di più, sembra piena di mistero, di segreti nascosti in ogni pietra, in ogni luce che soavemente sprigionano i lampioni modernisti, in ogni portone di legno intagliato e curvilineo, in ogni cartello scritto in catalano, in ogni taxi con la luce verd, disposto a portarti, dove ti attende la tua dolce notte.
[link]
Le valigie stavano tutte
Le valigie stavano tutte sotto al letto della stanza dei baci, (così chiamata per i vari Cartier Bresson e Dosneau alla parete che ritraggono baisers.) dove dormivano due mie ospiti. E poi parliamoci chiaramente una valigia dà nell’occhio. Quando la biondina, sui 20 anni, mi fermò per strada, chiedendomi se avevo voglia di partecipare ad una promozione fotografica, mi spiegò che mi avrebbero truccata e pettinata, mi avrebbero fatto delle foto e poi, nel caso mi fossero piaciute le avrei potute comprare. Verso i 20 anni, mi girò spesso per la testa, un’idea del genere, ma un book costava tanto e poi, no nacque mai la reale possibilità.. Mi raccomanda : viso pulito e capelli puliti e 3 cambi di vestiario. Presentarsi con mezzo guardaroba schiattato in un trolley, non era veramente il caso. Per cui due borse grandi di carta rigide, racimolate dall’armadietto, dove riposa la bombola del gas di cucina, grazie all’ordine materno di qualche mese fa, sarebbero andate bene. Due non una. È domenica mattina presto, (le 9.30 A Barcellona rappresentano la domenica mattina presto) e mi sento due occhiaie tremende, visto che alle 3 della notte stavo ancora parlando al telefono con Roma. E anche tenendo conto della voglia di Diazepan dei giorni scorsi, delle 4 ore notturne quotidiane degli ultimi tempi, dell’anarchia più totale adottata nell’alimentazione... insomma nà vitaccia.. Metto nelle borse, quello che mentalmente avevo organizzato il giorno prima, e in più l’unico paio di sandali tacco 100 che ho. Aaggiungo nella mia borsa preferita di Alviero Martini, come sempre, Ipod, chiavi, telefono, soldini e soldoni, per pagare la mia nuova avventura, cosciente, della mia propensione all’essere fotogenica. Top bianco, gonna bianca e mocassini, faccia acqua e sapone e capelli ben legati, stretti stretti… sulla soglia di casa, squilla il telefono è Xavi, mi fa. "senti stavo pensando, se non sei mai stata in questo studio, e non conosci nessuno, perchè non mi dai l'indirizzo e il telefono, sono un pò preoccupato, o vuoi che ti accompagno? faccio in un momento...
no guarda davvero, sono in perfetto orario, prendo un taxi, l'indirizzo è questo e bla bla... grazie per esserti preoccupato per me.
Una volta entrata nel taxi, il tassista mi fa notare che non ho chiuso bene la porta, la riapro e la richiudo cileccando, una ves mas. Ci riprovo ancora e la chiudo bene. ...."La mañana se tiene che desayunar bien!" mi fa il tipo, grassoccio ma simpatico, che è al volante. Gli rispondo che latte scremato e cereali integrali, vanno più che bene, sa, è per la linea…. immedesimandomi ancor di più nella parte. Prende Aragòn e poi scende per la calle Bailen, alla radio Kate Bush....tutto bene tranne il cognome, e penso a Roma...e alle birre con il faccione del guerrigliero americano, incollato sulle bottiglie, che si vendevano venerdì a campo dei fiori.... Siamo in pieno example, a due blocchi dalla sagrada famiglia. Al numero 122 si trova, lo studio fotografico Daylight. Sono le 11, guay, per le fottutissime cose che mi interessano, spacco il minuto, diobbono. Il nome dello studio sul citofono è piccolo piccolo, si avvicina una ragazza con le chiavi e le chiedo se va allo studio, “no, però vivo di fronte”.Mentre saliamo le scale, le chiedo se sa come lavorano quelli di Daylight, e mi dice che li conosce solo come vicini, però c’è sempre un bel via vai. sulla porta, mi accoglie una ragazza, la cui fisionomia, mi fa sfuggire la sua etnia. Pelle scura, capelli biondo-dorato, una t-shirt grigia le cade da un lato scoprendole la spalla, e mostrando una bretellina nera e un paio di jeans, le fasciano una bella 42. Mi da la tipica scheda da compilare, come mi sarei aspettata, dove non firmo l’autorizzazione all’utilizzo delle foto, per pubblicità dello studio. Ad aspettare con me, una ragazzina sui 16 anni, accompagnata dai genitori..penso: col target ci siamo, andiamo bene. Li invitano ad entrare nella sala trucco, alla quale dò una sbirciatina. Presto mi rendo conto che l’addetta al maquillage è sola, e mi tocca aspettare il turno della baby, accompagnata dai suoi. Ci sono ovviamente foto dappertutto. Dlla sinistra del sofà rosso sul quale mi trovo, sfogliando riviste e ascoltando il mio Ipod, proviene una luce porpora. C’è un faro acceso e il filtro colorato, accentua ancor di più l’ ambiente cool. Chiedo a miss spalla da fuori, chi è il fotografo e mi indica la seconda stanza a destra. Entro e vedo un bambino sui 20 anni, che lavora al pc. Sei tu il fotografo? Si, “eres muy joven” gli tiro addosso senza scrupoli, chiude secco ma sorridendo: tu tambien. Si chiama Erik.
ritorno al sofà e dopo un pò....
Tocca a me. Presentazioni. La maquilladora è messicana. E mi dice che Erik, è americano, del Connecticut. E mormora: si è molto giovane ma è bravissimo. Lei invece è delicatissima. Mi tocca come se fossi di porcellana e mi trucca come se fossi un quadro. Zigzagando con i suoi minuscoli pennellini e tamponandomi con mille spugnette rosa, che cambiano colore a seconda del tipo e della quantità di fondotinta, di cui sono impregnate. Ovviamente esce fuori, lui, il re dei miei argomenti: il viaggio. Le chiedo se è pericoloso andare da DF a Cancun con autobus e treni. Risposta affermativa. Shit, se lo dice lei... Tutto fatto, mi lascia due minuti mentre raccogliere un attimo i capelli della baby, che è appena rientrata, in un elegante scignòn. Torna da me. Mancano solo le labbra. Come le facciamo? mi chiede. Non le facciamo, dico. Come no? Credo che sarebbe meglio non appesantire la cosa, e poi i rossetti non mi sono mai piaciuti. Ci accordiamo per un leggero lucidalabbra che lascia strascichi di colore...un tono su tono se vogliamo. Mi piastra, gira e rigira i capelli in 5 minuti, perché sa che Erik, sta per terminare e presto tocca a me. Il fotografo mi dice di appendere nello spogliatoio tutti gli abiti che ho portato, in modo da scegliere insieme quelli da indossare e soprattutto la sequenza. Inizio con un completo, che gli faccio notare, è sgualcito. Dice che non si noterà. È uno dei miei completi favoriti, del mio colore favorito, ricordo di tante serate indimenticabili; comprato alla Mango un pomeriggio di qualche anno fa, in cui io e Sandra, aprivamo le tende delle cabine dopo aver provato e alzavamo o abbassavamo il pollice, rispondendo agli sguardi interrogativi e complici, tipici di due amiche. Questo completo è molto me. Il verde militare è molto me. Secondo cambio, unico abito nero (tuta) un attimino elegante che ho. Comprato, udite udite nel lontano 1999 a via Chiaia, a Napoli. Insomma, lo spendere soldi per l’abbigliamento veramente non fa per me, la fede sapete qual’ è: viaggiare viaggiare viaggiare. In ultimo camicia bianca aperta e jeans blue, cravatta. Capelli bagnati, questi li ho chiesti io, anche se si notano poco. ….Smorfie, un po’ più avanti, inclina la testa, no no, non così, un po’ più a destra, one more, ok, one more, girati, una di spalle, sposta tutti i capelli a sinistra, vieni in avanti, un po’ in più, guarda me, guarda me, ok, one more, guarda in alto, inclina a destra, abbassa le mani, ok, una mas, una mas, toccati il braccio, si, ferma, ferma, perfetto, alza i capelli, si così brava, sorridi, ok, one more. Posso avere un caffè? Certo….fammene una con la tazza. Me ne fai una con il filtro porpora che ho visto stamattina? The Strokes fanno da cornice trasparente. Le ultime fotografie sono sempre in jeans, mi volto di spalle e mi cambio lì con lui nella stanza (20 anni, povera gioia) solo la parte di sopra. C’è un top, con il quale voglio farmene un paio, assolutamente. Fine. Scendo a comprarmi un panino, Erik, mi indica perfino, in questa domenica deserta barcellonese, dove trovo qualche bar aperto. Dietro il banco, con camice blu, la ragazza mi fa: De tortilla? Venga, vale. Coca-cola light, che rigenera e su per le scale un’altra volta. Ad aspettarmi c’è la tipa che ritocca le foto, davanti a un mac, schermo 20 pollici. È francese, bionda e maneggia il mouse con destrezza. Le dico, no grazie, io voglio le mie rughe da 33 enne, le macchie e soprattutto le occhiaie. Qualcosa ancora trapela, dopo il trucco e te credo…. Smanetta per farmele scegliere e me ne cambia qualcuna in bianco e nero. Figo, penso. Belle credo. Tanto per essere in tono col mio modo di essere pago metà delle foto in contanti e metà con carta di credito. La vita è bella perché è varia. Chiacchiero con Erik, ci scambiamo le mail a penna, nessuno dei due ha bigliettini a portata di mano, mi augura un ottimo viaggio. Scendo le scale, “flotando”. L’ego è a 3000 e il Diazepan è lontano.
che il fotografo era giovane, si capisce da come mi ha tagliato le mani....comunque l'album delle foto complete, si trova nel sito web, in costruzione, che sarà anche il sito ufficiale del viaggio! rimanete sincronizati e lo svelerò presto!
statevi bene
[link]
arieccoci...ragazzi devo cominciare a
arieccoci...ragazzi devo cominciare a fre spese per questo benedetto viaggio.
SONDAGGIO
- se fossi tu a partire, per fare interviste e reporteges fotografici, negli studi di architettura più prestigiosi del mondo, che PC portatile compreresti?perche?
- che macchina fotografica? perche?
- che programmi caricaresti? (si scrive così?) perche?
- che accessori non faresti mancare al tuo bagaglio informatico?
ragà partecipate per favore.sono in alto mare e devo comprare il PC, almeno per fine mese, per smanettarci almeno 3 mesi.
statevi bene
[link]
la notizia del giorno
la notizia del giorno è:
GIORDANA HA IMPARATO A FARE LE PLAYLIST SULL' IPOD!
i ringraziamenti volano fino al nord estremo dell'italia a fabioooooooo!!
sei un mito! grazie per l'S.O.S.
dovete sapere, che casa mia, è molto frequentata, perchè odio stare da sola e perchè sono italiana e vivo a barcellona, quindi è tana di tanti italiani, che non altro di meglio da fare che venire qui.... dove voglio arrivare? bhe visto che la casa è molto politica, tutto è di tutti, anche il PC. e...capita spesso che mi ritrovo musica scaricata che non so nemmeno da dove viene fuori. per cui quando nel lontano 2005, comprai questo capriccioso Pc, mi conviene chiamarlo così altrimenti si spegne dinuovo...., l'allora partner basco, che di tanto in tanto, faceva le sue apparizioni a Bcn, from Bilbao, mi configurò il PC (comprato a Bilbao e spedito), con tutti gli annessi e connessi. Tra le tante cosette che fece, mi aprì una cartellina, dove sarebbero finiti automaticamente, tutti i file, scaricati...da... Si può dire? emule, tutti da allora fino ad oggi.
Chiamò la suddetta cartellina CANZIONI. ma mi rendevo conto che una cartellina sola per tutta quella musica era troppo poca, si faceva un'insalata bestiale. per cui dopo di lui, un incognito, ha creato con lo stesso nome, bada bene, CANZIONI, una cartella situata in un altro posto, ma pur sempre collegata alle scariche musicali dell'emule. ma vedete se uno deve soffrire così. senza capirci nulla tra CANZIONI e CANZIONI. che non è la stessa cartella....
ad aprile mi hanno regalato un nuovo dispensatore di musica, il famoso modello apple: ipod. Le istruzioni spicciole, dicevano di scaricare immediatamente Itunes, il quale a sua volta ancora più immediatamente, ha ingurgitato toda la misica de mi ordenador. e così siamo rimasti fino a stasera, quando invece di ordinare questa tana, dalla quale scrivo questo misero blog, ho pensato di chiedere a qualcuno che mi stava parlando del suo ipod, come si facevano le "cartelline". Sono rimasta scioccata, in realtà, dopo aver perso il mio MP3, al ritorno da New York, sul boeing. Lì su, si era materializzato il mio sudore, rpima di andare in Australia, facendo cartelline new age, ritmo, italiani soft, italiano rock, soft, gim, pop, jazz, ecc... tutto perso. mi ricordo perfettamente che anche in quel caso, mi aiutò qualcuno: Sara. Era venuta per portarmi all'aereoporto, volavo su Franfurt e dopo su Singapore e dopo su Sydney. in quel momento le 27 ore di volo, cominciavano seriamente a preoccuparmi se non avessi ben caricato la mia musica sull'affarino.
Adesso dovrò rifare tutto, anche se un ipod nano forse, va caricato e csaricato varie volte, in 7 mesi di viaggio, altrimenti ascolti sempre le stesse cose, ma ....mi sa che proprio quello è il senso dell'ipod..vero?
a voi la mia prima nuova playlist. e buon ascolto da una aspirante, da sempre speaker!!!
- Original Sin INXS
- Personal Jesus Depeche Mode
- U2 SUNDAY BLOODY SUNDAY
- UB 40 Kingston Town
- The Beloved Sweet armony
- Snow Patrol Run
- The Cure Fire in Cairo
- Tears For Fears Shout
- Sting Desert Rose (with Cheb Mami)
- Shakira Wherever, Whenever
- Celine Dion That's The Way It Is
- The Cure Friday I'm in Love
- Norah Jones Somewhere Over the Rainbow
- Joe Coker You Can Leave Your Hat On
- Sick Puppies All The Same
- Aerosmith Dream On
- Bruce Springstin I'm On Fire
- Moonlight Shadow
- Cramberries - Dreams
- Lucky Lucky Twice
- Madonna True Blue
- Madonna - La Isla Bonita
- Zucchero & Mana Baila Morena
già so che se dovessimo ragionare tutti come il protagonista di Alta fedeltà, tipo dimmi che musica ascolti e ti dirò chi sei..perderei l'80% dei miei carissimi e bravissimi lettori. slurp.
lady oscar e dolce remì...non li potevo mettere in questa playlist....
[link]
ddd
TOYO ITO.
TADAO ANDO
KENZO TANGE
KENGO KUMA
[link]
Ho appena finito di
Ho appena finito di ingurgitare in modo animale i resti di salsicce e becon del brunch, fatto ieri mattina alle mie amiche canadesi e americane, e le uova sbattute appena fatte, affinche il tutto sia un autentico replay di ieri..
ho deciso che così va bene....copio e incollo.
ARCHITECTURE IN JAPAN
Per scrivere questo articolo sull’architettura giapponese, l’architetto Querceto, ha rinunciato a due sane giornate di mare e sole, ha studiato ben tre testi : e una rivista dedicata sull’architettura e la storia nipponica: Arquitectura in Japan, serie della Taschen, curata da Philip Jodido, un autore americano già citato in questo blog, e che io ammiro molto per la capacità di sintesi e rapida trasmissione dei significati architettonici che descrive, facendone un’attenta analisi. Secondo testo: Contemporary japanese architects, sempre della Taschen, ma stavolta l’edizione del testo in mio possesso è vecchiotta, risale al 1994, è curata da Dirk Meyhofer e gli scritti che affiancano quelli di quest’ultimo sono di un professore della facoltà di architettura di Tokyo: Katsushiro Kobayashi, un tipo che a dir la verità, analizza l’architettura del suo paese, con un occhio estremamente critico, e che non nego mi piacerebbe intervistare.Il terzo testo è un volume dell’enciclopedia italiana edita da Repubblica, la Storia, recentemente pubblicata e che io trovo alquanto affascinante per le schede aggiuntive, debitamente approfondite.La rivista spagnola è del 1991, un numero monografico di A&V, interamente dedicato all’architettura giapponese.Le correnti di pensiero, inutile dirlo, convergono profondamente su alcuni temi e divergono totalmente su altri. Per non appesantire troppo, questo scritto, ho deciso di riportare e commentare, solo i concetti oggettivi e i principi su cui si basava e si basa, l’architettura del Giappone.
Alti-bassi demografici.
Nel 1942 la città di Tokyi contava 6,9 milioni di abitanti. Nel settembre del 1945, i decessi e le emigrazioni, fecero calare vertiginosamente la popolazione, fino a contare 2.770.000 di cittadini.Nel 2005 la popolazione totale del Giappone girava intorno ai 127.417.244 abitanti, di cui il 10% residente in Tokyo. Case o conigliere? Viene spontaneo chiedersi…
Scempi.
Come nell’europa del post-guerra, anche in Giappone, sci fu la necessità di costruire in fretta e con poche risorse economiche. L’iter che provocò gli stessi scempi in Italia, lo conosciamo bene. Successivamente l’esplodere dell’economia del paese, dette piede ad una “implacabile logica commerciale” anche nell’investimento architettonico, dove si tenne ben poco in conto l’estetica. Al seguito di queste costruzioni frettolose e poco riflettute, si perse buona parte di quella bellezza di una tradizione vecchia di secoli.
WRIGHT
A questo punto devo inserire una piccola nota, curiosa per altro, ponendo sull’attenzione il fatto che i Giapponesi hanno il prurito nelle mani quando si tratta di demolire, (ma di questo parleremo in seguito.) non guardano in faccia nessuno. Infatti, riuscirono a demolire anche Wright. Non posso fare a meno di metter in chiaro questo dolente punto: “Sul sito, al di sotto degli otto piedi del suolo superficiale, c’erano da sessanta a settanta piedi di morbido fango. Il fango apparve come un elemento di fortuna, ottimo ammortizzatore per le terribili scosse. Perche non farci galleggiare sopra il fabbricato?una nave da guerra galleggia sull’acqua salata….”Erano le ideee dettate da Wright per l’imperial hotel a Tokyo. Demolita nel 1967 questa eccentrica struttura divenne famosa per essere sopravvissuta all’orribile terremoto del 1923, consolidando ulteriormente la reputazione di cui già godeva Wright.
LE 4 GENERAZIONI
Prima, durante e dopo questi scempi facevano capolinea, le famose generazioni di architetti giapponesi. C è chi parla di 4 generazioni, includendo nella prima con la figura predominante di Kunio Mayekawa, che aveva lavorato con le Corbusier e dal quale assorbì una notevole influenza (1905) Allievo di quest’ultimo e portatore delle stesse dottrine, Kenzo Tange, il primo architetto giapponese a me noto da anni, vedi centro direzionale di Napoli. Con questi due grandi architetti, si dice…si sia raggiunto un delizioso esercizio di integrazione tra una architettura moderna che stabilisce un fluido dialogo con il linguaggio architettonico tradizionale. Un esempio effettivamente rappresentativo è il ginnasio olimpico di Tange a Tokyo. La curva della copertura, che termina angolare verso l’alto, richiama fortemente quella degli antichi templi, ma è inserita in un formalismo nuovo e dinamico.
La seconda generazione è quella capeggiata da Kurosawa, Isozaki, Maki, appartenenti al gruppo metabolista.Relazionavano l’architettura con lo squama organico-cellulare, osseo, endocrino,, circolatorio, con i cicli metabolizzanti e lo sviluppo degli organismi degli esseri viventi. Un edifico di case unifamiliari, poteva essere identificato come un albero, dove il tronco costituisce il nucleo di comunicazioni verticali e istallazioni. I rami rappresentavano i corridoi di accesso alle case, che in questo caso, divise in cellule abitative, avevano a che fare con le foglie. Sulla base di queste utopiche idee, nascono la città elicoidale di Kikutake e la città aereo di Isozaki.La terza generazione secondo il mio punto di vista, corrisponde a quella divulgata nelle nostre facoltà 1 decade fa. Parliamo infatti della generazione , il cui leader è Tadao Ando. Tra gli altri, Riken Yamamoto, Toru Muratami, Shin Takamatsu.A differenza della precedente generazione che in balia della megalomania iniziale delle sue pianificazioni teoriche, basate su giochi di piani e volumi, tralasciava i dettagli per manifestare tutto il suo entusiasmo verso la composizione generale, la terza generazione, si accosta con maggiore attenzione ai problemi di piccola scala, Ma soprattutto pone l’accento su di una elevata sensibilità estetica.
Che Tadao Ando era un ex pugile, e che non ha nessuna formazione accademica, riferente all’architettura tanto meno, e che si formò come un autodidatta, e che nel 1976, si fece notare per una casa progettata per se stesso, son cose che si leggono molto poco sul suo conto.Dirà di se:“……L’architettura da me pensata, continua la tradizione compositiva moderna, come del resto la sua metodologia formale, con l’unica differenza che io procuro di enfatizzare il contesto geografico e naturale, così come l’eredità storica e culturale. L’intento è quella di personalizzare la modernità mediante la semplice ma potente estetica concettuale, propria del Giappone.”La quarta generazione è quella composta dagli eredi di un gran caos nel mondo dell’architettura e della costruzione.Team Zoo, Mozuna, Hasegawa e Takamatsu, esplorano nuovi cammini, elargendo il peso dei manufatti e delle ideologie antecedenti. Operano, disegnando un panorama alquanto variegato e con traiettorie molto singolari, personali. La somma di questi stili, attualmente sembra riscuotere più favori, rispetto a quella bipolarità tra il profilo giapponese e l’ombra straniera…
[link]
oggi non sono andata
oggi non sono andata al lavoro. motivo: in questi ultimi giorni l'insomnia ha toccato, livelli storici, e non so quale tensione si è intrufolata tra i muscoli della schiena. Il dormire sta diventando come il mangiare un opcional, di questo passo andiamo veramente male. tanto per restare in tema, c'è una macchinetta del caffè sul fuoco mentre scrivo...
ultime notizie. che non interessano molto....
PA è in questo momento in volo verso Londra, ma almeno con un piccolo sogno al sapore di limone nella testa...speriamo passino in fretta questi gg.
A è arrivato da 2 gg in Toscana dall'Australia, ed è tutto così difficile...ma la voce è sempre allegra.
A. & S. sono sul boeing verso New York City, che abbracci quelli del nostro saluto e che accentini...totalemente americani!!!
Vedo S. dopo 4 anni? nemmeno mi ricordo più...è venuta da Torino e resta a BCN solo oggi.....non lo so ma muoio dalla voglia di abbracciarla.
L. è arrivata a Napoli, da Hitaca, da 2-3gg e lunedi si piazza qui a casa, a BCN, per un mesetto o piu ...che bello...me la devo lavorare a puntino...
E e R sono partiti on the road, alla scoperta della Spagna, direttamente da BCN...
i 4-5-6- pijos di BCN, han fatto passare un altro finesettimana senza chiamare..
la gente va e viene, il mondo gira tranquillo e la gente si adatta, facendo piccole giravolte..
Voglio che arrivi settembre presto, voglio non fare nulla, addormentarmi fino ad allora....
io ho 3 voli in 30 gg e attualmente un gran mal di testa.
Lollipop MIKA...
PERÒ PER FAVORE A MANETTA!!!
Fabio Cannavaro ha un altro titolo e la mia città (Barcelona) un'altra delusione.
[link]
ieri in un
Ieri in un grande negozio di hi fi e simili, cercavo un pc 13 pollici e non trovandolo son tornata a casa con i seguenti films:
L'odeur de la papaye verte Tran Annh Hung
Indochina Regis Wargnier
Spring, Summer, Fall, Winter, . . . and Spring Kim Ki-Duk
esotici e asiatici, dei 15 paesi che mi aspettano, il Giappone e il Vietnam, son quelli che nel mio immaginario, mi lasceranno a bocca aperta.
un senso di stupore totale, sorpresa e meraviglia, senza iguali, l'ho provato uscendo dal metro, a postdamer platz a Berlino e nelle immersioni in barriera corallina australiana. e voi? dove siete rimasti a bocca spalancata, dallo stupore'??
ore di sonno: 4.
cosa che vuoi che sia Ligabue
[link]
finalmente un post scritto,
Poema XI:
Molta follia è il più divino senno
A un occhio perspicace;
Molto senno, la più assoluta follia,
È la maggioranza
In questo, come in tutto, a prevalere
Approva e sei sano;
Obietta – sei subito pericoloso
E trattato con catene.
Emily Dickinson.
finalmente un post scritto, come tanti anni fa scrivevo veloci mail....in un internet point. Quello di Dressanes, sulla Rambla, per essere precisi, il ticket si fa automaticamente nella macchinetta, adesso. Tela marinera, come cambiano le cose. E per dirla tutta, il 50% dei tasti di questa tastiera non esiste, non si leggono le lettere. troppe pigiatine.
Che faccio io in un internet point? aspetto che si facciano le 18.15 per andare dalla dottoressa a farmi trascrivere un farmaco che unao specialista mi ha dato ieri. 4 visite in 3 settimane. lei che m vede in genere 4-5 volte l'anno.
un post scritto in internet point, è adatto a sfatare, quell'aureola di grande chica, che affettuosamente, molti dei miei amici e qualche lettore mi dà.
ma si. abbandoniamoci, in questo luogo così anonimo, affacciato alla fine di una rambla così affollatta in questo pomeriggio estivo di giugno. Chi se ne frega, tanto se non mi hanno cacciato fino ad ora, da PA per la scarsezza (scarsità???) di argomenti di architettura, dubito che lo faranno proprio adesso.
Ho molto rispetto per la parola depresso, che deriva dalla parola depressione. ho sofferto di questa cosa,in maniera seria nel lontano 98 per un mese, fu un freddo gennaio. E mi curai per altri 4.Quando andavo in farmacia con la ricetta per i medicinali e il farmacista gurdava il cerchietto in alto a destra con l'età, 23 anni, mi guardava e mi chiedeva, con un'aria turbatissima, è per te? , il si, non mi usciva, annuivo solo muovendo la testa. Mi capitava in tutte le farmacie in cui andavo...chissà che botta doveva essere.... quel farmaco. Poi la mia famiglia nella quale siamo tutti un pò squinternati, chi più chi meno, (si salva solo Zena) e la laurea mi tennero troppo accupata per ammalarmi nuovamente e in realtà non ce ne furono motivi. Poi 7 anni a BCN, che figata ragazzi, vivere qui. quanti colori, persone, studi, lavori, cantieri, mattoni, e candeline e primavere e ospiti e ballate, risate.poi........ un giorno...
Irene, la mia dolce psicologa, (che frequento da marzo) che fa slittare su e giù il pomo di adamo, quando le racconto cose particolarmente tristi o vede che davvero sto male, mi ha consigliato di parlare con Cristina, la mia psichiatra, da ieri alle 6.30, per farmi prescrivere qualche farmaco.
Ma si buttiamo nel cesso altri euritos, invece di risparmiare per il viaggio, ognuno si diverte come può...
gli scompensi del sonno, mi hanno alterato i circuiti celebrali. sembra che non ci stia con la testa. non ho concentrazione, sono lenta, nervosa e soprattutto, piango dappertutto, per strada, in metro. senza vergogna alcuna.
Giordana deve rientrare e rapidamente, non ha senso stare così. nessuno. Ho un sogno da realizzare alle porte, tra circa una novantina di gg dovrei partire per vedere il mondo com'è...sto lavorando a progetti interessanti con amici, stressati anche loro a dir la verità...ho un mucchio di cose belle da fare qui a Barcellona e qualche persona interessante con cui chiacchierare. ho un sacco di Ribera del Duero da bere, e musiche esotiche da ballare, libri da leggere, spiagge da consumare, 3 finesettimana in Italia in 30 gg. L'unico ragazzo che possiede i miei pensieri, ha appena fatto una piccola pazzia per me, ed era tanto che non ne facevano, ma che succede allora? una delle analisi fatte, dice che la mia iperattività miscelata alla mancanza di sonno, può provocare disturbi dell'umore.
non posso perdermi per motivi che non esistono. non mi manca Nulla. cazzo ho un blog, in cui mi leggono 400 persone al giorno.
Insomma mi piacerebbe rientrare nella mia vita come Celin Dion entra in that's the way it is, yeahhhh!
[link]
se è vero che
[link]
intento riuscito. dopo aver
13.30
intento riuscito.
dopo aver preso visione della foto, la delusione è stata tale, che avete abbandonato tutti il blog.
preciso che questa non è la mia camera!!!!!!!!
è quel buco trepperdue, da dove scrivo il blog. Inizialmente il mio studiolo, poi giuco forza, si è dovuto eliminare un tavolo e aggiungere un letto. Il migliore della casa!!!
e quest'è.
sole, caldo, san juan, turismo,gente, fuochi d'artificio, colori, file, gelati, cappellini, spiagge e tette all'aria. questa è BCN oggi.
io? qui nella tana a scrivervi.
niente luce per favor. persiane abbassate, Sade nell'aria e un appuntamento che giro e rigiro tra le dita...
[link]
il disegno era ancora
LA MATTINA
il disegno era ancora caldo, appena uscito dal plotter. una , due , tre frasi fuori posto. sollevo il disegno, di un 10 centimetri, lo guardo bene, e lo lancio elegantemente, sulla tastiera, senza dire nulla. Intanto squilla il telefono, sia quello dello studio che il mio cellulare. Lui si allontana, io metto stop alla chiamata, metto gli occhiali nel fodero, prendo la borsa e arrivederci e grazie.
Il sole sulla calle Marmellà, col parco difronte, picchia davvero, sono le 13. Chiudo dietro di me il portone, pensando che alla fine, viaggio o non viaggio, posso prescindere del loro stipendio. E mi chiedo come comunicare questa decisione all'altro socio....quello buono.
es igual.
es verano.... e ieri sera, i colori delle fontane magiche, che danzano su note liriche, si riflettevano nella parete di vetro del padiglione di Mies. La quinta di verde, fatta di alberi frondosi, lo separa dall'entrata del pueblo español, illuminato da una luce giallognola e antichizzante. Sempre più sento dentro me, che Barcellona è arrivata ad un punto ben definito nella mia vita. Un punto che allargato come un elastico presto mi porterà via.
8 mesi. 8 lunghi mesi mi separano da quella che è stata la città della mia infanzia e della mia gioventù. desidero questo abbraccio con le pietre e col sole di Napoli, come non mai. martedi e mercoledi voleranno come i miei pensieri stasera, lenti e veloci allo stresso tempo, e giovedi atterrerò dopo 8 mesi, a Capodichino. in lontananza, se mi concentro, riesco as ascoltare il dialetto dei napoletani, che lavorano in un aereoporto.
bello.
curioso, ma al momento non è uscito fuori nessuno che mi venga a prendere all'aereoporto, forse mi tocca un taxi. è che .....è così triste arrivare in aereoporti e che nessuno ti venga a prendere.
oggi qui c'è stata davvero l'estete, anche se tutti dicono che in Italia al momento è caldo torrido. bhe mi dispiace x voi....qui estate ventilata, e al profumo di mare.
AL TRAMONTO
sono affacciata alla finestra che parlo con il tono di voce un tantinello altino, con l'Italia, perchè dietro di me, nel salottino c'è gente che parla e non capisco bene, le voci si accavalllano. da giù un ragazzo, che sta al contempo smanettando nel portabagagli di un'auto strapiena, mi fa un cenno e aggiunge qualcosa, e non capisco, però lo guardo e intuisco anche se non sento che è italiano. Il classico italiano, carino, ben curato, in forma. per capirci, di quelli che qui non se ne vedono e non so dire menomale o purtroppo...
Attacco al cellulare e gli faccio "hablas conmigo?"
si, sei Italiana?
si.
e vivi qui?
si e tu?
io sto traslocando, adesso, ho preso casa qui, difronte alla tua.
bhe allora benvenuto!
non arriva alla trentina, penso.ma forse mi sbaglio.
lui continua a caricarsi come un mulo x svuotare l'auto, è solo e nessuno lo sta aiutando e aggiunge, "na vitaaccia"
ed io: " romano de Roma?"
"pecchè se sente?"
MORCHEEBA Rome wasnt built in a day
[link]
da oggi sono ufficilamente
da oggi sono ufficilamente un architetto libero.
la mia freedom, durerà almeno per un anno.
le attività con significato architettonico, a carattere libero. definiamole così, iniziano oggi, con lo studio della pianificazione urbana effettuata, 20 anni or sono, sulla playa de Barcelona. In borsa olii, cremine, Ipod. compagnia: non potevo volere di più.
ore 16.41 sono appena tornata dal mare. e specchiandomi ho notato sul viso qualcosa di anomalo. ho messo la protezione 50 su tutto il viso. meno che sul naso. Ho il naso rosso e il viso bianco!!! ma vi rendete conto?
[link]
Nel mio cuor, nell'anima
Nel mio cuor, nell'anima
c'è un prato verde che mai,
nessuno ha mai calpestato, nessuno
se tu vorrai yee conoscerlo
cammina piano perchè
nel mio silenzio
anche un sorriso pu fare rumore
non parlare non parlare non parlare non parlare
eh non parlare, eh non parlare
Nel mio cuor, nell'anima
tra fili d'erba vedrai
ombre lontane di gente sola
che per un attimo stata qui
e che ora amo perchè
se n' andata via
per lasciare il posto a te.
lucio battisti
[link]
nell'angolino giù a destra
nell'angolino giù a destra leggo: 2.14. C'è un silenzio insolito stasera, il cielo è coperto e non ha stelle, si saranno avviate tutte su via Partenope?Speriamo.
Bien. tra 8 ore c'è il mio volo per Napoli. Verso le 11, sarò più o meno, nel punto medio, tra casa mia e casa dei miei, nel punto medio tra Barna e Neapolis. E starò correggendo il mio itinerario di viaggio, per quanto riguarda le date e qualche volo del Giappone.
Giappone. Oggi pensavo alle teorie di cui leggevo qualche giorno fa, per scrivere l'articoletto sull'architettura nipponica. Una cosa che mi ha fatto riflettere è il principio ideologico, sul quale si fonda l'edificare giapponese: non un'architettura, solida ed efficace affinche duri nel tempo, ma un'architettura, dettagliata, decorata, bella nel suo momento, ideata senza pensare alla sua durata. La stessa teoria si potrebbe paragonare ad uno stile di vita. Arricchire la nostra vita rendendola bella, giorno per giorno, senza pensare al domani. Vi immaginate, senza ipoteca per la casa e senza accrescimenti di conti in banca? E tanti corsi di ballo, di pittura, di recitazione? Senza rate per la macchina, divorando libri in metropolitana? In effetti, ad 80 anni, potremmo ritrovarci con una casa di proprietà o due o tre, con un nutrito conticino in banca, ma senza aver fatto nulla di quello che in realtà desideravamo. Poi facendo le discipline che a noi piacciono, mi disse una volta un'amica, si conoscono tante persone con i nostri stessi interessi. Verissimo.
è un ritorno diverso, questo, rimango davvero pochi giorni di cui uno dedicato col cuore al mio amico che si sposa, ed un'altro dedicato a chi nelle ultime settimane, mi ha fatto sorridere, più di quanto io non abbia fatto, sommando i sorrisi degli ultimi mesi.
A tutti gli amici di Napoli che non vedrò, spero riusciate a capire. e poi a settembre ritorno per salutare tutti!
[link]
archivio:
i post di febbraio 2010
i post di gennaio 2010
i post di dicembre 2009
i post di novembre 2009
i post di ottobre 2009
i post di settembre 2009
i post di agosto 2009
i post di luglio 2009
i post di giugno 2009
i post di maggio 2009
i post di aprile 2009
i post di marzo 2009
i post di febbraio 2009
i post di gennaio 2009
i post di dicembre 2008
i post di novembre 2008
i post di ottobre 2008
i post di settembre 2008
i post di agosto 2008
i post di luglio 2008
i post di giugno 2008
i post di maggio 2008
i post di aprile 2008
i post di marzo 2008
i post di febbraio 2008
i post di gennaio 2008
i post di dicembre 2007
i post di novembre 2007
i post di ottobre 2007
i post di settembre 2007
i post di agosto 2007
i post di luglio 2007
i post di giugno 2007
i post di maggio 2007
i post di aprile 2007
i post di marzo 2007
i post di febbraio 2007
i post di gennaio 2007
i post di dicembre 2006
i post di novembre 2006
i post di ottobre 2006
i post di settembre 2006
i post di agosto 2006
i post di luglio 2006
i post di giugno 2006
i post di maggio 2006
i post di aprile 2006
i post di marzo 2006
i post di febbraio 2006
i post di gennaio 2006
i post di dicembre 2005
i post di novembre 2005
i post di ottobre 2005
i post di settembre 2005
i post di agosto 2005
i post di luglio 2005
i post di giugno 2005
i post di maggio 2005
i post di aprile 2005
i post di marzo 2005
i post di febbraio 2005
i post di gennaio 2005
i post di dicembre 2004
i post di novembre 2004
i post di ottobre 2004
i post di settembre 2004
Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
Giordana, next stop: Hamburg
linkario:
- NOTAS DE VIAJE
el blog de Lala, de vuelta en ASIA, siguiendo el corazon, la tranquilidad del yoga, la gente... - LIVE FROM HAMBURG
un blog freschissimo come chi lo scrive...naturalmente su Hamburg - barcellona alma mia
un ottimo blog su BARCELLONA - Actualidad arquitectónica en Barcelona
En Actualidad arquitectónica de barcelona podrás encontrar las últimas noticias, eventos, novedades y comentarios sobre el mundo de la arquitectura de Barcelona - IL MIO SITO WEB PERSONALE
news di architettura, gallerie di foto bizzarre, ricette afrodisiache e di sopravvivenza, recensioni letterarie, critiche cinematografiche, sbirciatine artistiche. - Silvia di qua e Silvia di là..
lavora a Londra, è vivace e determinata, blog vero e divertente - tripluca, vivere viaggiando....
luca è veramente uno dei miei miti, il mio RTW ha preso molti consigli dal suo manuale! - world-architects
Profiles of Selected Architects - nippoesperienze di Marina a Tokyo
marina a Tokyo - lasciare il lavoro x girare il mondo
le avventure di pietro. - gli italiani a Barcellona
da vedere, così vi chiarite le idee. - colleghi BRAVI
SCULTURA ITALIANA - il campione
NAPOLI-MADRID - angoli del mondo visti da Sara
CATALUÑA - l'arte di agustin
CALIFORNIA-MEXICO - Un napoletano a Dubai
EMIRATI ARABI
la posta:
