i post di Giordana di ottobre 2007
I'm in Tokyo.
è mezzanotte e piove a Tokyo. è la mia ultima notte qui...domani si rifà la valigia, destinazione Kyoto!
c'è stato un piccolo imprevisto di viaggio. Non ero preparata agli addii delle persone che conosco poco a poco, e di quelle che ho conosciuto nei mesi scorsi su internet e poi sono state gentilissime con me qui. Marina e Nicola sono delle persone fantastiche, ho salutato prima una e poi l'altro perchè scendevamo a fermate di metro distinte tutti e tre.... e notare gli occhi lucidi in entrambi mi ha commosso. Di per se già sono troppo sensibile, poi se ci metti che noi tre siamo stati insieme quasi tutto il finesettimana, ci siamo confidati cose, raccontato storie e piccoli segreti, fatto mille foto, è normale che il distacco mi sta u pò stretto. Quindi quello di stasera è stato il primo ritorno nella dimora (provvisoria, come lo saranno tutte le altre) con tristezza. e siamo solo all'inizio, ce ne saranno tante ma tante di belle persone da conoscere ne sono sicura, e vai con le lacrimucce!!!
ore 10 am I'm in Tokyo.
UNA SERATA IN DISCOTECA NEL QUARTIERE DI SHIBUYA!!
dedicato a Paolo.....
Ci dirigiamo verso Shibuya, l'attuale piazza in cui è facile sclerare a Tokyo se non sei napoletano e se non se abituato al kaos. La piazza più trafficata della città.
Shibuya è impattante, esci dal metro e magari non ti aspetti di essere aggredito da così tante persone che circolano e da tanti neon colorati che le illuminano.
Io e Paolo entriamo in vari bar e in sushi bar, dove deliziamo il palato con autentiche mini opere d'arte. Dobbiamo raggiungere il Camelot, un disco-bar, ma sappiamo solo che si trova a shibuya e nient'altro. Ci hanno detto di chiedere, perchè e un posto famoso, ma le prime 10 persone non ne sanno nulla. Mi accorgo di un ragazzetto con i capelli tinti di rosso e un cappellino verde che ben mi fa sperare. Ci avviciniamo e gli chiediamo l'informazione, risposta affermativa dice che lo conosce e mentre fa per spiegarcelo, lo blocco e gli chiedo di accompagnarci, esita, insisto, un momento, due, e poi con i suoi amici ci incamminiamo verso il Camelot. Paolo mi guarda e mi dice che ho una faccia tosta senza precedenti, gli lancio unos guardo molto napoletano e gli faccio "ma cosa credi, che il giro del mondo si fa così?" e giro la mano destra su stessa in movimento rotatorio. yeeeeeeeeee
i giapponesi sono molto disponibili e in genere felici di esserti utile, perchè non approfittare?
tutto il mondo è paese, riusciamo a beccare delle riduzioni ed entriamo per 1000 yen ( 6,5 euro) con due consumazioni incluse, che risulteranno molto annacquate!
ambientino cool, moquette rossa alle pareti nei corridoi, luci viola e lampadari di cristallo. In una stanza di fianco alla pista ci sono i parrucchieri e una fila di ragazze che asepttano di essere trasformate a colpi di lacca. Figata. e il fotografo che ti ritrae prima e dopo...
ballare in pista, quando fai parte del 3 % di razza occidentale e assorbire i gran sorrisi di cui sono capaci i giapponesi è veramente delirante. Pop, commerciale e house, un mix per scatenarsi come di deve.
I bagni contrariamente a quelli delle discoteche di Barcellona, hanno l'aria condizionata a 3000 e non ti fai la sauna...quando entri il coperchio del water si alza automaticamente, spettacolo! In genere i water giapponesi, scopriro poi,hanno perfino la resistenza che riscalda il piano d'appoggio affinche non ci si geli al sedersi. Una amiriade di lucette ti fanno capire che sono veramente cessi dell'ultima generazione!
Finiamo mezzi brilli al piano superiore di un caffè nella piazza di Shibuya, da dove si vede bene la piazza che adesso è mezza addormentata, raccontandoci i momenti della serata in cui ci eravamo separati e ridendo del fatto che Paolo non è riuscito a baciare una giapponese, perchè lei gli ha detto che loro non si baciano mai in pubblico!!! che ridere, nemmeno in disco...
scendiamo, ci avviciniamo al taxi e spettacolo!!! la portiera si apre da sola! nemmeno a New York mi era successo...
altre notizie su Tokyo sul post di oggi:
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TOKYO ULTIMO GIORNO se
TOKYO ULTIMO GIORNO
se prendete una mappa della metropolitana di Tokyo, e tracciate le due diagonali del foglio, il punto di congiunzione coincide con Jimbochò, la fermata a due passi, dal Sakura Hotel, dove ho dormito per queste prime mitiche sei notti del mio viaggio. Volevo un posto centrale ovviamente ma non pensavo che l'avessi scelto così centrale...La città non ha un verò centro, i suoi punti nevralgici sono almeno 4-5 e dal mio hotel si arrivava ovunque in poco tempo.La metropolitana mi ha spaventata all'inizio ma poi paragonata con quella di Londra, posso dire che è davvero facile da usare e i dipendenti che vi lavorano sono tutti inglese parlanti e disponibili ad aiutarti. Stamattina eravamo in tanti a fare colazione, la giapponese e la koreana che c'erano in stanza con me, un'altra giapponese che vive in New Zeland (ha detto che mi aspetta) e Ryan un americano che vive a Seoul. Abbiamo passato un'ora tra mermellate, pane tostato, latte e caffè e bigliettini, indirizzi, mails e tante ma tante genuine risate! Poi ci siamo divisi. è davvero scocciante salutare chi ti fa stare bene, ma mi sa che è meglio che mi ci abituo già da adesso. Poi ho fatto la valigia, sono andata a Shibuchì a salutare Takashito e poi per mangiare mi sono addentrata in un vicoletto vicino alla stazione di Jimbochò, per scovare qualche ristorantino frequentato da soli giapponesi e dai sapori intensi. L'ho trovato e come sempre in questi giorni ho gustato una delle mitiche ciotole di noodles, con un brodo di pollo e verdure, servito col mestolino di legno. E poi arigatoo gozeimas, statevi bene che me ne vado a Kyoto.
non ho comprato assolutamnte nulla, solo una giacchetta di lana, perchè ha fatto un freddo che non mi aspettavo, condito da una fastidiosa pioggia. Però mi sa che un bel Kimono a Kyoto lo compro, chissà che la chiave della serenita giapponese non sia tutta nell'indossare questo mitico capo!
Ho visto architettura di un pò tutti i piu grandi architetti giapponesi e ne ho intervistati due, ma di questo parleemo piu avanti adesso vado a prendere un shinkansen!!
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I'm in Kyoto. ho
dal blog di Marina: |
Che incontri!--What a meeting!
L'ultimo fine settimana del mese di Settembre finalmente ci incontriamo e trascorro 3 giorni grandiosi in sua compagnia, ascoltando la storia di questa sua avventura, e altre storie...
Che ore splendide passate con lei!
Innanzitutto l'incontro alla stazone della mita-line: riconosciuta in mezzo a un milione, soprattutto per il suo guardarsi intorno alla ricerca dell'uscita A1 dove le avevo dato appuntamento,l'emozione, poi un abbraccio, come fossimo vecchie amiche,l'attesa per Nicola, altro amico rapito dalla magia della storia che Giordana porta con se, e via alle chiacchiere e al giro perla città.
Prima tappa Odaiba, la sua baia, la statua della libertà, il ponte sospeso.....ma non tanto emozionante come ci si aspettava, poichè la giornata grigia e piovosa coi suoi colori insignificanti toglie al posto tutta la sua magia.
Dopo è la volta del mercatino di Ameyoko, Ueno, dove impazziamo alla ricerca di niente in particolare e inseguiamo il profumo di patate dolci appena cotte.....e ci perdiamo tra le mura di un tempio nascosto in mezzo al verde del parco di Ueno, sorvegliato da eterne volpi in pietra e consumate dal tempo, raggiungibile solo dopo una passeggiata sotto una fila di torii - le porte del tempio - che si allunga sul selciato....
In serata ci avviamo verso l'ostello dove la nostra donnaventura ha fissato la sua temporanea dimora, e veniamo in contatto col mondo degli easy-travellers, ragazzi e ragazze alla scoperta del mondo armati di guida, macchina fotografica e zaino, mentre cerchiamo di far funzionare un registratore a batterie in vista della prima importante intervista del viaggio.
E in tutto questo ci si conosce sempre di più, ci si confronta, ci si rende conto di quanto sia pieno il mondo di persone eccezionali, persone non comuni, persone speciali, che se non le hai conosciute non potrai mai assaporare il gusto del sentirsi orgogliosi di fa parte delle loro vite, anche solo per un pò, e soprattutto di aver trattenuto con te parte delle loro esperienze.
Altro giorno, altra tappa: Yurakucho, Hibiya e Tokyo, giusto il tempo di riunirci nuovamente e trovare un bel posto tipico giapponese come vuole la bella Giordana, cercando di comunicare con gli osti in un mix di lingue tra spagnolo - che faccia tosta quella Giordana, ragazzi!- italiano, inglese e il mio tentativo di giapponese zoppicato, ma alla fine otteniamo anche l'ultimo boccale di birra anche dopo che la chiamata all'ultima ordinazione era passata da un pezzo....
Ridiamo e scherziamo, si fa tardi, finisce un'altra serata, e pensando alle ultime 48 ore mi ritrovo quasi quasi a piangere dalla gioia, ringraziando cielo, terra, acqua e fuoco per aver messo lungo il mio difficile cammino queste oasi dove poter riposare e rimettersi in forze.
E poi, come non ricordare la serata di Tamachi, quando sotto la pioggia troviamo una fantastica izakaya, dove magiamo una fantastica tempura, del fantastico sashimi e come se non bastasse riusciamo a ottenere anche un regalo, per la gioia di Giordana che finalmente inizia a ingrandire la sua personale collezione di souvenirs dal mondo.
Ma, c'è un MA. Prima o poi sarebbero arrivati. E sarebbero stati dolorosi. Esatto, arriva il momento dei saluti. Noi ci salutiamo a Tamachi,io e lei due salici piangenti, resisti, mi dico, ma poi in treno non ce la faccio, e una goccia tiepida e muta scivola via....con Nicola fanno un pezzetto di strada assieme, inghiottiti nel tunnel della mita line che se li porta via, lontano lontano, e raccoglie le loro ultime confidenze e raccomandazoni prima del sayonara, anche in quel caso velato un pò di tristezza...
I'm in Kyoto.
ho mandato varie mail al BudgetInn per riservare una stanza, ma erano risposte vaghe e non mi andava di mandare il numero della carta di credito per mail...
Risulta che anche i romagnoli (non milanesi) con i quali ho fatto la lavatrice a Tokyo stanno al BudgetInn.
Arrivo alla stazione di Kyoto e uso il sistema di sempre, fermo dei ragazzi, gli chiedo informazioni su dove si trova il posto che cerco, la butto a pietà e gli chiedo di accompagnarmi....
Arrivo al BudgetInn e non c'è posto. Spiego al tipo che per mail mi avevano detto di venire senza riserva che in qualche modo avremmo risolto. E dovete sentire in che modo.....
Chiama al vicino hotel e gli dicono che hanno posto a partire da domani (oggi) e che se voglio posso dormire nel living room...
io: come scusa nel living room?
BI: bhe loro a volte quando hanno tutto pieno consentono alle persone di dormire nel living room, aggiungono un letto.
io: senti, per favore chiamami qualche altro posto anche più caro per favore.
il tipo fa trecentomila telefonate ed è tutto pieno. E festa in questi giorni in Giappone.
Ok vada per la living room del Tour Club, a 3 passi dal BudgetInn, dove si trovano i romagnoli con i quali oggi vado a Nara.
Al Tour Club è tutto molto giappnese, devi toglierti le scarpe per entrare nell'hotel, le pareti sono scorrevoli con carta di riso e legno. La cucina comune è accogliente, tutto e molto pulito. Una australiana , un tedesco, una ceca e un canadese, mi fanno un'ottima accoglienza e mangio sushi comprato al supermercato insieme a loro.
Poi sono arrivati i romagnoli a far caciara e abbiamo preso appuntament x oggi.
Alle 23 la livin groom si chiude al pubblico, il tipo porta un futon, lenzuola pulite con disegni floreali molto giapponesi e buonanotte ai sognatori. Ho dormito "divinamente" e mi sento felice.
Ho fatto una splendida doccia e adesso vado a Nara, il vero Japan!
un'esperienza così ci sta tutto nel mio around the world.
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In quello che
l'architecTour che con tanto entusiasmo ha spiccato il volo da 10 giorni, non consiste solo nell'intervistare autorevoli architetti per il mondo, scoprendo quali proposte essi rivolgono all'attualtà nel mondo dell'architettura, per fomentare intercambi e lanciare ponti comunicativi. ArchitecTour è anche un viaggio che mira alla scoperta e allo studio di manufatti architettonici realizzati nei diversi paesi, sia in epoca contemporanea che moderna e medievale.
per quanto riguarda il Giappone, ( 1ª tappa) prima di lanciare uno sguardo alle bellezze degli edifici religosi, ho pensato di analizzare l'architettura contemporanea. Compatibilmente col tempo che riesco a ritagliare dalle mie visite ed escursioni, tra il blog (questo) e il sito (se Dio me lo fa funzionare) www.giordanaquerceto.com cercherò di dare ampio respiro all'architettura più importante di ogni paese che visito.
a bientot
Giordana
OMOTESANDO (TOKYO)
In quello che si può definire l'architecdromo del momento a Tokyo, alias il quartiere di Omotesando, si riuniscono le più grandi firme dell'architettura, per dare nuovi brillanti esiti al binomio moda-architettura.
Prada Store Herzog&deMeuron
Inaugurato nel giugno del 2003, a distanza di 4 anni, l'edificio è impeccabili condizioni, sia ll'interno che all'esterno, segno di una manutenzione delicata e attenta.. Il Prada Store di Omotesando rappresenta una nuova speriemntazione dei materiali, infatti i rombi convessi e concavi di vetro, sono congiunti da una speciale fibra di plastica. Il complesso alternarsi dei rombi gioca su distorsioni ottiche. All'interno la delicata mobilia sembra danzare sulla moquete bianca, che conferisce na leggerezza immensa agli ambienti di ogni piano, tipico degli store Prada.
TOD'D TOYO ITO
l'edificio che ospita il negozio TOD'S, opera di Toyo Ito, ricalca ancora una volta l'esperienza di lavorare alternano blocchi di cemento a superfici leggere in vetro. Vecchio gioco e nuova fantasia di chiara inclinazione naturalistica
COMME DES GARÇONS REI KAWAKUBO
A pochi metri dal prada store, sempre su Minami Aoyama s trova quest'opera di Rei Kawakubo, autore degli esterni insieme con Future sistem, gli interni invece sono curati da Takao Kawasaki.
Il primo impatto che si ha, è quello di essere avvolto in questo labirinto di pareti curve e inclinate, di color blu freddo. Con una innegabile eccitazione, all'interno si scoprono poco a poco le collezioni ben nascoste.
DIOR OMOTESANDO KAZUYO SEJIMA
Ritengo Sejima, una delle più autorevoli firme dell'architettuta giapponese conmporanea, sfortunatamente me ne sono resa conto solo una volta in territorio nipponico, altrimenti avrei cercato di fare una intervista anche con lei. In ogni caso le devo delle scuse, per un motivo che conosciamo solo io, lei ed un'altra persona.
uno degli edifici piu interessanti ad Omotesando è senza dubbio, quello da lei progettato per Dior.
La doppia facciata di vetro ricopre come un elegante vestito la sua struttura di acciao.Le pareti all'interno cambiano d'aspetto in coincidenza delle varie onde solari registrate.
ma la figata più grande e consentitemi il termine, è rappresentata dalle proiezione all'entrata, delle sfilate Dior. Queste vengono trasmesse su sottili elementi verticali.
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un anno seguii alla
utlimi giorni in Giappone
foto scattata oggi:
torii di Inari
un anno seguii alla RAI, quindi vivevo ancora in Italia, il WCER (World Congress of Ethnic Religions,) e capì che realmente non importa come si chiama il proprio Dio, Maometto, Budda, Cristo, ognuno lo può chiamare come crede secondo la sua cultura e la sua religione. Ci sono ovviamente delle basi di rspetto e amore verso il prossimo che dovrebbero seguirsi e unirci agli altri. Per questo ogni qual volta entro in un luogo religioso, non cattolico, mi inginocchio se posso e prego l stesso, anche se per pochi minuti.Nonostante questa pregorativa che fa diventare ai miei occhi tutto i luoghi di culto importanti allo stesso modo, i templi buddisti e scintoisti sono diversi. Ho visitato le moschee a Instambul, ma la sensazione che ho provato in questi giorni negli splendidi templi qui in Giappone è indescrivibile. Regnano un a pace e un'armonia uniche, in tutti gli ambienti, nonostante i turisti scorazzino qui e li in cerca della foto più bella. Le entrate monumentali, l'architettura, gli ori, i riti da effettuare prima dell'entrata e prima della preghiera sono bellissimi. Io adesso devo scappare perchè vado a vedere l'ultimo tempio fuori Kyoto, per poi viaggiare verso Osaka nel pomeriggio. ma appena carico le foto vi spiegherò anche i riti.
qui sono le 8.30 e in Spagna e in Italia sono le 1.30, la maggior parte delle persone a me care dormono.
dolci sogni.
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osaka ho conosciuto Takashi
Osaka venerdi 6
ho conosciuto Takashi su internet svariati mesi fa, cercai contatti italiani e spagnoli in skype, quando ero alla ricerca di un interprete per le interviste. Fino a un mese prima del mio arrivo Takashi non mi seppe dare la sua disponibilita per fare le interviste, perche era occupatissimo. Per l intervista a Tadao Ando nel Kansai, mi dette la mail di Tatsuo, che aveva conosciuto in Andalusia, quando entrambi vivevano li.
Attraverso Tatsuo sono arrivata a Kanae, la sua ragazza. Avrebbe fatto lei da interprete se l intervista a Tadao Ando ci fosse stata. In ogni caso fino a due giorni prima mi ha sempre scritto che quando arrivavo ad Osaka, dovevamo assolutamente vederci e che potevo contare su di lei per ogni cosa, indipendentemente dagli impegni di lavoro che potevamo avere insieme.
Da Kyoto ad Osaka si tarda mezz ora in treno, la stessa che tarda da Kanae, da casa sua alla stazione centrale, ma io non l ho avvisata, l ho chiamata direttamente dalla stazione di Osaka. Tanto pensavo, que mas da. Posso permettermi il lusso di attendere mezz ora in una stazione per un pochino di negligenza. ed eccomi li seduta per terra su due depliant accostati, con zaino e valigia e una bellissima giapponese che mi scatta una foto. ....per un momento mi ricordo dell ultima volta che sono stata seduta per terra in una stazione, a New York, Penn Station in attesa del treno per Philadelphia.
darsi appuntamento sotto la stazione centrale di Osaka, davanti ad un kiosko delle bibite e davvero tentare la fortuna. Dopo un ora, si avvicina Kanae. Due occhi neri a mandorla che mi sembrano i piu begli occhi di tutta l Asia, capelli neri liscissimi e .....menomale look molto Barcellonese. Camicia aperta sopra ad una maglietta, jeans e infradito. Grazie a l cielo, non anoressica, non slavata. del resto una che ha vissuto 2 anni in Messico non puo essere da meno....
Ci sorridiamo e ci abbracciamo, come se le nostre chat non fossero iniziate da tre mesi bensi da tre anni.
Depositiamo la valigia in stazione e andiamo a prendere un caffe per fare tempo mentre la tipa dell ostello, arrivi nell ostello appunto. che e gia strano che lei non si trovi gia nell ostello. Ci guardiamo stupite e ci facciamo distrarre dal caffe. Uno dei piu buoni, sicuramente per la compagnia. Mi sono sentita veramente felice, con le che mi chiede come si dice te quiero in italiano e mi guarda con quegli occhi cosi amichevoli...uno dei momenti piu belli qui in Giappone. Del resto dopo che Ando ha declinato il mio invito potevo pure restare a Kyoto, nella casa del grande fratello, (di questa non ho scritto ma lo faro nel riepilogo sul giappone)se sono ad Osaka e solo per vedere loro...Le spiego che Ti amo non si dice spesso, anzi si dice molto poco, solo a quello che credi sia l uomo della tua vita e ridiamo di gusto, del fatto che e una cosa che si crede spesso... e penso, cazzarola mi sono dimenticata il suono di queste 5 lettere...
usciamo dal bar, c e musica per strada, un concerto di 4 ragazzi sui 20 anni, e rock giapponese, figo!
tempo un ora e .....
Poi cominciano le rogne.
andiamo a prelevare e ben 2 banche rifiutano le mie 3 carte di credito e una quarta di debito. Panico. le dico senti se ti va di cambiarmi dei dollari, (i dollari di Oriana li chiamo io, lei mi disse di averne sempre addosso per emergenze) poi lunedi in banca te li ricambi a yen.
Prima di procedere, pero tentiamo con un altra banca ancora, e li si che la cassa automatica sgancia i nippobigliettazzi. Alleluia.
andiamo verso l ostello, un casino per trovarlo, il sistema giapponese non ha strade numerate e si basa molto sull intuito dei cittadini, per cercare i posti. Prendiamo un taxi sapendo di essere a due passi ma nemmeno il tassista si raccapezza. Finalmente si avvicina al taxi una tipa, e la proprietaria del lemmon house, il fatidico ostello, che avevo scelto solo perche vicino a casa di kanae.
Da una scala esteriore mal conciata, arriviamo al 4 piano di una torre, nessuna insegna, niente di niente ma come credeva che lo trovassimo?con poteri paranormali?
entriamo in questo buco, in cui ci sono 4 letti a castello, separati da 50 cm, un tavolo pieno di scatole di alimenti mezze aperte.
il bagno ha igienici di plastica marroni.
La ragazza parla spagnolo e dice "qui c e una ragazza ma adesso e a tokyo, questo letto e libero e qui c e charlie, mezzo americano e mezzo giapponese."
le faccio " scusa stai dicendo che io devo dormire qui da sola con un ragazzo?"
bhe si.
Colpo di grazia quando ho visto Charlie, canottiera, muscoli e tatuaggi. GRANDEEEEEE!
Sono le 8 di sera e io ho una testa di merda, per essere arrivata nell ennesima citta senza aver prenotato qualcosa di decente. Guardo Kanae e lei mi fa "! puoi stare da noi, dai andiamocene"
lasciamo la valigia nel miniappartamento con cesso terza generazione, che alza il coperchio da solo, televisione nella vasca da bagno e altri fatti che mo non sto a spiegare. beviamo un caffe ci "ripigliamo" un po e andiamo al famoso ristorante Ipudo a mangiare gyoza e ramen.
Sazie torniamo a casa e mentre aspettiamo Tatsuo che tornera verso l 1, ci vediamo un film. Prendo la custodia dei CD e guarda caso l unico film in spagnolo che ho portato e Harry ti presento Sally. Mitico, stasera ci vuole proprio una dose di questo film, che annovero senza ombra di dubbio, tra i miei preferiti e sogno ancora che qualcuno, prima o poi mi dica la stessa frase finale che Harry dice a Sally, prima di baciarla.
che giornata ragazzi.
Osaka sabato 7
a sorpresa, Kanae e Tatsuo hanno deciso di portarmi a vedere la chiesa di Luce, di Tadao Ando, nonostante disti 1 ora e mezza da Osaka, con due cambi di treni e un autobus. metterei volentieri una fotina, ma sono al pc di Tatsuo e se inserisco la card, non saprei destreggiarmi con i comandi giapponesi e loro due dormono!
Domani alle 9.30 ho l aereo per Pekino, altro giro altra corsa!
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Giappone Se avessi
Habemus movil!! ma non habemus internet!!
I'm in Bejing
bhe si ho un cellulare cinese, ma non ho una connessione internet, quindi mi collego pochissimo dallo starbucks e magari incollo testi scritti da casa. Si Sono in una casa vera!! di un italiano vero!
L'approccio con i cinesi e con Pekino è stata meraviglioso. la città è carina e i tassisti guidano peggio dei napoletani, che bello!! è come sentirsi a casa!
a ogni fermata dell'autobus, c'è un uomo che fa il distribuitore di passeggeri e col megafono dice : prima si scende e poi si sale, civilizziamoci! e poi ripete ancora:
prima si scende e poi si sale, civilizziamoci! e ancora e ancora per tutta la giornata....
ma di Pekino parlerò magari a fine giornata, o domani, quando tornerò in questo posto consumista nella città comunista, dove la connessione va a tre all'ora!!
Oggi dopo Kengo Kuma e Edward Suzuki, intervisterò due architetti italiani che esercitano qui a Bejing.
a bientot
ni hao
Al levarsi le prime luci dell'alba, quando Osaka dormiva ancora e il cielo era pieno di sfumature rosa,l'airbus attraversava la città piena di ponti e grattacieli e fabbriche, per portarmi nell'aereoporto del Kansai, progettato da Renzo Piano. Stavo lasciando il Giappone e la classica sensazione strana che mi assale quando lascio un paese che non so ben classificare, mi assaliva.
Patience dei Guns'N Roses nel mio Ipod, rendeva triste l'addio al mio primo paese visitato, dove tutto, veramente tutto è andato fin troppo bene.
Arigatò gozai mas.
Giappone
Se avessi dovuto fare 10 viaggi in 10 anni, un viaggio in Giappone non l'avrei fatto, come non sarei nemmeno andata in Cina. Poi per amore all'architettura e alla storia delle grandi civiltà, per completezza in un giro intorno al mondo, vanno senz'altro inseriti questi due paesi. Così diversi, così opposti, così nemici, ma ugualmente entrambi devastati dagli occidentali.
Nel 1853 gli americani si presentano sulle coste giapponesi, imponendo al Giappone l'apertura del mercato libero e minacciando il paese di far saltare tutto con due colpi di cannone , bum bum! E loro affezionati alle tradizioni di un popolo di spade e samurai dall'onore accentuato, si piegarono davanti all'impotenza delle navi di Perry.
Allora dinanzi a tanto sgomento, per far fronte agli occidentali, c'era da occidentalizzarsi. Sotto l'impero Meiji, il Giappone comincia la sua corsa verso quello "sviluppo differente" definito oggi giorno, uno sviluppo superiore, uno sviluppo più giusto. Fatto di interessi, stress, multinazionali, guerre e McDonald's.
In pochi anni ci copiarono di tutto, dalle stazioni ferroviarie (Tokyo = Amsterdam) ai codici penali, dalle uniformi militari alle navi da guerra. E questa corsa verso lo sviluppo alla maniera occidentale non si è mai fermata. Ed ecco che i giapponesi lavorano 12-14 ore al giorno e molti uomini, i cosiddetti salariman, vivono solo per il loro salario. Il tasso di suicidi è il più alto al mondo, la metropolitana espone gli orari nell'anden e avvisa, ci può essere un margine di ritardo. Il ritardo può essere causato alla raccolta di qualche cadavere.
Il Giappone è un paese dove la pace ha un significato forte, robusto, infatti parliamo dell'unico popolo, sottoposto all'olocausto atomico. Hiroschima e Nagasaki rase al suolo. Brutto. Da incubo, da dimenticare, ma non si può.
Il Giappone è piccolissimo, vedrai, mi aveva avvisata Kanae. E in più mettici che è pure un'isola. E' tutto stretto, ma pulito, con attenzione verso i dettagli. Come diceva Terzani, anche se ti servono una banalissima ciotola di riso, te la decorano con una bella ciliegia rossa. Ti senti sempre in un ambiente molto accogliente.
Nel fondo i giapponesi del kimono, dello yukata, del sushi, scintoisti, pensano che una passata di vernice occidentale, non gli farà perdere l'essenza di una civiltà antica, che vogliono e a volte pretendono di mantenere....
Nonostante queste premesse, che possono sembrare accusatrici verso un nazione che si è venduta (ma forse non aveva altra scelta?), credo che i giapponesi siano un popolo straordinario. La strategia del sapersi comportare verso il prossimo, l'innata gentilezza e le radicate tradizioni di continua reverenza lo caratterizzano da sempre.
STRANEZZE
- Non si fuma per strada, però nei bar si. Al contrario dell'Italia, in Spagna invece si fuma ovunque....esistono le zone per fumare con enormi posacenere. Da tre anni è proibito fumare per le strade perché le sigarette accese scottavano troppi bambini.
- Nella metropolitana esiste un vagone only women, per le donne che non vogliono avere spiacevoli esperienze di mano morta.
- Soprattutto a Tokyo non c'è un solo uomo che non sia incravattato e ingiacchettato, quando ho chiesto ad Hiro il come mai di questa cosa, lui mi ha risposto che un abbigliamento comodo allontana la concentrazione nel lavoro.
- Anche se non c'è molto sole, moltissime giapponesi vanno in giro con l'ombrello merlettato parasole. Adesso che ci penso a proposito di merletti, gli interni dei taxi sono decorati da merletti bianchi.
- Le donne: son tutte sull'anoressico andante, le gambe sono decisamente magre ma storte e si accaniscono a camminare sui tacchi, (spesso a spillo da 100 o giù di lì) rendendosi ridicole ( ma poi agli occhi di chi?). Ho notato che hanno tutte, delle meline perfette al posto dei seni, non so se è il tipo di reggiseno che usano, ma attraverso le magliette si notano queste due leggere protuberanze perfettamente circolari. Per notarlo io, vuol dire che è una cosa che proprio si fa notare parecchio da un occidentale. I maschietti non li ho guardati nemmeno di striscio...
- Nei ristoranti, ogni qual volta c'è un conto pagato alla cassa, la cassiera dice ad alta voce Arigatò gozai mas e tutti i camerieri in coro lo ripetono. Se in una cena sei vicino alla cassa, con questa che urla sei finito.
- Si inchinano, Dio mio quanto si inchinano. E poi uno per non essere da meno fa lo stesso.
ODORI e PROFUMI
- al Sakura Hotel odore di umidità nelle stanze e profumo di pane tostato e caffè nell'ascensore arrivando al lobby.
- Odore di incenso nei templi, forte ed intenso, a tal punto di farti entrare in dimensioni mistiche lontane dalla tua condizione di turista.
- Profumo di verdure cotte nel brodo dei ramen.
- Odore di pesce nelle strade di Kyoto. A ogni angolo delle strade si sente.
- Odore del deodorante alla mela verde, disgustoso, nel bagno dell'ostello di Kyoto.
le foto saranno sul sito appena possibile connessioni permettendo.
SAPORI
- Sushi, sushi e ancora sushi. Indimenticabile una serata con i 4 romagnoli nel sushi bar, alla stazione centrale di Kyoto, ci siamo fatti fuori 60 piattini in 4. roba da vergognarsi. Ma che buono. E la birra bonaaaaaaaaaaa!!
- Tempura- kyosa- ramen, tutta la cucina è buonissima, ma dopo 13 giorni mangiando riso, ci si stanca un pochino.
- Il sapore-insapore del thè verde caldo e senza zucchero, che mi hanno offerto Kengo Kuma e Edward Suzuki.
- Biscotti di Kyoto con glassa al thè verde.
TOP FIVE TEMPLI
Esiste una tradizione giapponese che riguarda un libro delle preghiere. In ogni tempio in cui si va all'uscita per soli 300 yen chiedi ai monaci di scriverti una piccola preghiera sul libro. A me il libro lo ha regalato Hiro a Tokyo. A destra scrivono il nome della città, al centro con caratteri grandi il nome del tempio, e a sinistra la preghiera e la data. In tutti i templi in cui sono andata ho rispettato anche questo rito.
La struttura architettonica di un tempio buddista si sviluppa prevalentemente su pianta rettangolare, con grandi pilastri sui due lati lunghi. La pianta sempre sul lato longitudinale, è divisa in due parti da pannelli fatti con carta di riso e legno. Una parte ospita il Budda, i guardiani, posizionati alle estremità angolari, le figure che allontanano gli spiriti cattivi e spesso altri Budda minori alla destra e alla sinistra del Dio principale. L'altra parte longitudinale è destinata ai fedeli, che in genere si inginocchiano su pedane di legno. La decorazione generalmente abbonda con gli ori.
I templi più belli ed importanti:
- 1- The golden papillon Rokuon-ji Temple a Kyoto
- 2- Temple Tokon-do a Nara
- 3- Todai-ji Temple a Nara
- 4- Asakusa Temple a Tokyo
- 5- Fushimi Inari area a Inari (Kyoto)
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Cina Si. Sono soltanto
Cina
Mi sa che una delle cose che mi ha provocato il panico in Cina è stata l'entrata alla stazione centrale di Pechino, tutti spingono con le loro valigie e mi sa che mi son fatta vari lividi alle gambe, menomale che c'era Giulietto con me...dopo 12 ore notturne passate in un comodo treno, sono arrivata a Shanghai.
La casa di Andrea è piccola ma bellissima.
Andrea col suo accento di romano per bene, con i suoi sissì e nonnò, e tutti gli altri difetti lessicali dei romani mi mette allegria. Chiacchiera e fa le smorfie all'italiana... Sono andata a far la spesa in un supermercato per occidentali e ho comprato tutte cose per fare un piatto thailandese. Una giordanata lo so... Il mio amico torna alle 21 e troverà una cena pronta.... spero.. e dopo cena film: lost in traslation in italiano. Ho voglia di una vita normale, cenare a casa e vedere un film sul divano. i locali di shanghai? ma chi se ne frega!tanto c'è tempo...
questo è il post scritto stamattina tra una canzone e l'altra, che parla di una bistrattata e olimpionica Pechino.... è lungo, se avete tempo bene, altrimenti la crocetta è in alto a destra.
Si. Sono soltanto nella seconda tappa di questo viaggio, e mi sto rendendo conto pian piano che quello che mi dicevano, sta effettivamente realizzandosi. Sto facendo l'esperienza più importante della mia vita. Sto conoscendo il mondo, la sua gente, la sua storia.
La storia della Cina, incupisce. È veramente triste. Se sotto la dinastia del Ming, si ebbero spettacolari costruzioni come il tempio del Cielo, la città proibita e la restaurazione della grande muraglia, sotto la dinastia de Qing si ebbero grandi dittature come quella del codino. Chi non lo portava veniva sottoposto all pena di morte. Curioso né? Intanto i cinesi senza codino morivano davvero
Tra le varie cediture Hong Kong all'Inghilterra, Taiwan al Giappone e Macao al Portogallo, guerre dell'oppio, trattati non rispettati, massacri, invasioni russe, invasioni giapponesi, si giunge alla fine dell'impero Cinese nel 1911, quando nasce il PCC. Nel 1949 a plaza Tian'anmen, Mao proclama la Repubblica Popolare Cinese, che porterà poi alla rivoluzione culturale iniziata nel 1966.
Un popolo di 1.300.000.000 abitanti. Tanta roba davvero. E dal 1980 i cinesi sono obbligati ad avere un solo figlio. Bhe sembra brutto, anzi lo è. Hanno dovuto vietare le ecografie, perché se la creatura era femmina si facevano troppi aborti. Oggi giorno come mille anni fa, il futuro di una famiglia vede nelle mani del figlio maschio il suo sostentamento. Però fermare la crescita demografica, studiando il caso, diventa assolutamente necessario.
Adesso se dico che la storia della Cina è triste è perché secondo me, qualsiasi forma di estremismo politico, anche comunista, può danneggiare un popolo.
Ok, il mio racconto inizia....
L'arrivo...
All'aereoporto di Pechino, Fabrizio è entrato dentro con il suo mitico VIPpass, e me lo sono incontrato alla fine di una scala mobile ancor prima di prendere la valigia. Ma è solo la prima di tante altre sorprese, si la Cina ti sorprende continuamente. Il cielo è azzurrissimo e c'è il sole, contrariamente alle mails di allarme arrivate dai miei, quando nella mail di mamma leggo " giordana, sono papà" significa che il fatto è serio...i tifoni vietnamiti li avevano spaventati a morte.
Un cielo distinto da come me lo ero aspettato, ma era solo per una scena di benvenuto, dopo infatti si sarebbe "grigizzato" per il resto della settimana.
Sullo skyline Fabrizio mi fa notare l'edificio di Rem Koohlas, in costruzione, che nella parte superiorè unirà le due torri. Arriviamo a casa di Giulio, lui non c'è perché è al lavoro, la casa è carina. Parquet, un divano rosso nel salotto, tende pesanti stile anni 60, una cucina color arance rosse e nella mia stanza un piumino sul letto, di colore verde acido. E la cosa più bella un'intera parete vetrata. Siamo andati a mangiare a casa di Fabrizio dove sono iniziate le presentazioni, sua moglie, una delle figlie e poi è arrivato Giulio, capelli lunghi, occhi azzurri spaziali e viso buono, come del resto tutti gli altri.
Il pomeriggio dopo aver disfatto la valigia e riordinato scartoffie varie, mi sono appisolata sul quel letto matrimoniale tutto per me e ho cominciato a guardare, attraverso la grande vetrata, le nuances di cui si vestiva, pian piano la città. Mi sono addormentata pensando di essere nella cara e immensa Cina, guardando un cielo rosato.
Piazza Tian'anmen
Nella piazza più grande del mondo, teatro di manifestazioni, rivolte, massacri, canti e dello svolazzare dei libretti rossi di Mao, non può non venire la pelle d'oca. Chiudo gli occhi e penso alle manifestazioni che ho fatto io, quelle per un mondo migliore, quelle con basco rosso e sciarpa rossa. Avevo 20 anni. All'improvviso ricordo la paura delle cariche della polizia e ricordo gli avvertimenti di chi mi stava vicino, " la testa, devi pensare solo a quella se caricano, le braccia sulla testa, senza aver paura" Io invece di paura ne avevo tanta ma cercavo di non farla uscire fuori, proprio come in questo viaggio.
La quantità impressionante di turisti cinesi che scattano foto all'impazzata mi fa tornare alla realtà. La piazza è piena di sculture di fiori, il cielo è grigio, e ci dirigiamo verso l'ingresso alla città proibita. La città imperiale, proibita alla plebe. Solenne, maestosa ma contro i miei ideali, per cui il distacco spirituale lotta con il trasporto da architetto che c'è dentro di me. L'estetica, l'architettura e la storia, meritano il loro rispetto, anche se vanno contro le nostre concezioni di vita. E scatto anche io foto alle decorazioni dai colori brillanti e ai tetti con le punte verso il cielo.
cibarie....cenette con Giulio e non solo...
Verso sera quando finalmente Giulio ed io possiamo stare un po' insieme, mi chiede come fece Takashi a Tokyo, dove preferisco cenare ed elenca una serie di ristorantini di varia etnia. Scelgo un tailandese, perché a intuito credo che la Thailandia, sarà una delle tappe preferite del viaggio e perché la sto aspettando con un'ansia particolare. Il Purple Haze da come si intuisce dal nome, è tutto color porpora, ci sono luci colorate e occidentali seduti ai tavoli. Le sedie sono tutte di differenti tappezzerie e hanno una quadrato svuotato sullo schienale. Candele e fiori ad accoglierci sul tavolo, ci sediamo e iniziamo a irrorare i nostri reciproci racconti con birra fresca, senza i bicchieri caldi di lavastoviglie, per fortuna. In realtà comincio a hechar de meno un buen Ribera del Duero, ma al ritorno la migliore bottiglia sarà stappata in mio onore, ne sono sicura!
Giulio mi parla del suo lavoro al dipartimento di aiuti internazionali, degli ideali e del megaposto di lavoro che aveva a Milano e che ha lasciato per seguirli...gli ideali. Gli ideali, i sogni, si dovrebbero coltivare un po' di più, perché dopo ti senti bene con te stesso. Mi descrive i cinesi, sono bravi ma ancora troppo chiusi, e mi parla delle scintille che ci sono nell'aria asiatica, scintille dovute agli entusiasmi per una progressiva crescita in tutti i campi. Giusto quello che in Europa da un po' non si respira più..Nelle altre sere siamo sempre andati in posti lussuosi e cari, ma per gli occidentali, ristoranti normali. Una sera dopo lo spettacolo teatrale dell'Opera di Pechino (di cui parlerò nel libro, mica posso scrivere tutto qui sul blog) siamo andate, al ristorante japo. Un'altra sera prima di una sessione di massaggi in uno splendido SPA, siamo andati in un posto taiwanese. La penultima sera al miglior ristorante italiano di Bejing e l'ultima sera pizza a casa davanti a due mitici film. Devo dire che l'unica cosa che mi spaventa in Cina, è il cibo, per questo tra le paste italiane della cameriera di Giulio, il purè di patate e le cotolette impanate della moglie di Fabrizio e ristoranti a rischio zero, mi sono coccolata. Avrò tempo e modo di smaltire.
La città: una Bejing a due facce.
La città si sviluppa di 5 anelli, (presente il GRA di Roma?uguali) senza i quali la circolazione sarebbe ancora peggio. Il traffico è un autentico problema. In costruzione ce ne sono altri due. Senza proprietà privata è più facile sventrare e fare parcheggi e edificioni grigi che svettano verso un cielo dello stesso colore.
Uno degli architetti italiani che ho intervistato in questi giorni, mi ha detto che prima dell'assegnazione delle Olimpiadi, quando la commissione direttiva venne in città, la circolazione delle auto, fu pilotata, le auto eleganti potevano andare ovunque, quelle vecchie e malandate potevano accedere solo a determinate zone. Questa piccolezza, chiamiamola così, mi ha fatto ricordare quando vennero a Napoli i G7. Questi sarebbero passati a Via museo e quindi si restaurò la facciata principale del museo nazionale che affacciava sull'omonima strada e non la parte laterale che dà a santa Teresa degli Scalzi. Ogni mondo è paese. Ma la realtà di Pechino ha veramente due facce. Quella che si vedrà alle olimpiadi sarà quella ufficiosa, quella messa a nuovo, lo stadio di Herzog & de Meuron, il Watercube di PTW, le torri congiunte di Rem Khoolas e il nuovo teatro di Paul Auster.
L'altra faccia è nascosta tra gli hutong e in altri quartieri poveri, molto ma molto cinesi. Gli hutong sono i vicoli che si sviluppano intorno alla città proibita, alla piazza Tian'anmen e a tutto il centro storico. A volte ci sono vicoli che hanno ampiezza 50 centimetri. A volte puoi vedere (l'ho fotografato) un impianto esteriore di aria condizionata sul muro delle baracche. Le biciclette sfrecciano tra i panni stesi, spesso rattoppati, i vapori acri che fuoriescono dalle pentole incrostate, idratano le piante della casa giardino che è davvero un tutt'uno. Poi ci sono i cinesi che hanno delle botteghe sulle strade principali, e ....nel retrobottega, se si aguzza la vista, s'intravede qualche coperta e qualche cuscino. D'estate poi dormono tutti allegramente per strada, materasso di 4 centimetri per terra e via.
I segni del comunismo si vedono nelle piazze, quando alle 8 di sera, in bicicletta arrivano le coppie, che dopo il lavoro, prima di rientrare a casa, si mettono a ballare il valzer, seguendo una musica che arriva chissà da dove. Anche in questo caso mi sono realmente emozionata. C'erano almeno 100 coppie. Il segno comunista appare quando alle fermate dell'autobus, sotto il vetro verticale sono esposte le pagine del quotidiano, così possono leggerlo anche quelli che non possono comprarlo.
Uniche cose negative
Le condizioni dei bagni, quelli del mercato e quelli di piazza Tian'anmen in particolare, mi hanno provocato dei fortissimi sforzi di vomito.
Il fatto che i cinesi raschiano la gola e sputano ogni due minuti è una cosa schifosissima. La pubblicità progresso cinese, in tv insegna che se si deve sputare, lo si faccia per favore in un fazzolettino e questo dopo si butta in una pattumiera. Sputano ovunque e spessissimo e io cammino per strada col terrore che mi arrivi qualcosa addosso. La buona volontà da parte del governo c'è, ma come si fa ad educare un miliardo di persone?
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FABBRICA 798 ieri nel
FABBRICA 798ieri nel post su Beijing, pieno di errori, il più grave il nome dell'architetto che ha progettato l'opera, è Paul Andreu e io mi sono confusa con lo scrittore, scrivendo Paul Auster, trapelava un velo di tristezza. Bhe non era quello che volevo esattamente trasmettere, era solo un post molto descrittivo e reale. Anche se ho dovuto comprare un maglione di lana, l'unica giornata in cui sono andata in giro con le maniche corte, è stata domenica, l'ultima. Sono stata nel posto piu bello di Pechino, la fabbrica 798. Un mix tra la città di Kristania a Copenaghen, piena di lamiere, graffiti e narchia totale, chi c'è stato può capire e le belle gallerie d'arte, alternate ad officine meccaniche, che fanno bella mostra di se a Chelsea, noto quartiere di NYC.
La fabbrica 798 fu costruita con i cospicui fondi dell'unione sovietica e sotto la consulenza industriale ed architettonica dei tedeschi, negli anni 50. Per vari decenni sfornò prodotti elettronici fino a quando la città di Pekino spostò il centro industriale in un'altra zona. Nel 2002 la comunità artistica pekinese ha preso possesso di questa grandissima carcassa industriale e dividendosi gli spazi interni, ha dato luogo ad una delle attrazioni più interessanti della città. Fotografia, pittura, scultura o installazioni video, nella 798 puoi trovarci veramente di tutto. Nonostante la lentezza con cui si sviluppano le forme artistiche in Cina, le installazioni erano innovative e nelle sculture si notava una autentica sperimentazione verso materiali in genere inusuali. Nella pittura invece uno dei temi predominanti era il MAO warholizzato e lo svolazzare della bandiera cinese.
GRANDE MURAGLIA
sabato mattina sono stata alla mitica great wall.
spettacolare ed emozionante. però c'era il miliardo e 3 di cinesi...ohh cavolo
tutto qui era. Ci sono andata con l'autista cinese, italiano parlante, di uno dei miei amici italiani, sotto giusto compenso. Avrà pensato che sono matta, mi sono fatta filmare mentre ballo, proprio come Matt e poi all'improvviso ho cominciato a fare foto alla mia compagna di viaggio. Certo una con qualche rotella in meno avrà pensato...
Il video di Matt come ben sapete rappresenta l'unione di tanti piccoli filmati, girati nei posti piu belli del mondo, in cui lui balla. Credo che il suo video sia un inno alla vita, una riconciliazione con il mondo, ammesso che ce ne sia bisogno.
il suo video:
http://www.youtube.com/watch?v=bNF_P281Uu4
i miei prima di essere montati in un unico video, a fine viaggio, sono parcheggiati in ogni caso su you tube. per il momento sono lunghissimi, 50 secondi, quando si farà il collage saranno di 7-10 secondi ognuno.
cercateli se vi va. quelli del Japan li ha montati un bellissimo lettore del blog!
Oggi mi sento strana come se shanghai non mi stimolasse abbastanza x andare a buttarmi tra gli odori e i colori cinesi. ma forse è solo la sensazione di prima mattina post-incubi. Eh si...ho gli incubi una ves a la semana fijo, joder!
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SHANGHAI bhe per quello
SHANGHAI and SERENDIPTY
bhe per quello che ho visto, tra Shanghai e Pekino, me quedo con Pekino. Rispecchia secondo me più la vera Cina. Shanghai è francesizzante in ogni suo punto, frivola e luccicante come un'audace prostituta buona.
io continuo a mangiare all'italiana, Andrea dice che non sono pronta (per mangiare nelle bettole dove va lui e che ogni giorno gliela meno con l'enterogermina)e quindi ieri ho mangiato gnocchi alla sorrentina nel ristorante LA BELLA NAPOLI.hmmm boni!
e comunque visto che ci siamo, devo proprio dirlo, la cosa più bella di Shanghai, fino ad ora è proprio il romanaccio che mi sta ospitando.
Andrea si è portato dall'Italia l'amido per stirare, glielo ha portato alla tipa della lavanderia e le ha insegnato a stirare come solo Dios manda, le camicie. perchèe per lui la camicia deve essre impeccabile. ma vi rendete conto che tipo è?
ma vi pare che io devo sopportare la visione in leggera lontananza, dal soppalco dove si trova il mio letto(occhi appena aperti, tra sogno e realtà) di uno a torso nudo che con l'asciugamano intorno alla vita, prepara il caffè? he si come nei migliori film...
poi si accorge che mi sono svegliata e si mette shorts e polo.
Al momento di scegliere la camicia e il pantalone, per andare a lavorare, mentre lo guardo sorridendo a braccia incrociate, mi caccia fuori tutto il repertorio di Califano e Funari, ne fa un mix in dialetto romano e mi fa ridere a crepapelle.
poi se ne va e continuiamno a prenderci in giro con gli sms....
ma dico: vi pare poco?
ps: è alquanto depresso perchè nessuno se lo è filato in questo blog...ripeto le sue opere d'arte sono su : http://www.flickr.com/photos/andreaincina/
ps2: andrea dice che devo fare serendipty per shanghai, perchè è divertente.
AAA: cercasi definizioni accurate del termine serendipty, questo Regno Unito che tanto legge il mio blog si faccia avanti! perchè nel web ce ne sono una marea, il significato è lo stesso ma ha infinite sfumature.
dai giochiamo a serendipty.
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L' edificio in
L' edificio in cui si trova l' appartamento di Andrea ha 22 piani e gli ascensori sono immensi, sulla moquette c'è scritto welcome. Carino penso. Entro in casa e la prima cosa che faccio è inserire la card nel laptop per vedere le foto, di una intera mattina trascorsa tra vicoli con panni stesi e cibi fritti, mercati chiassosi e castagne che scottano le mani.
Arriva la telefonata del mio amico per dire che anche stasera farà tardi al lavoro. Allora mi tuffo senza pensare a nulla, in un libro sulla meravigliosa storia di Shanghai. La lettura di questa città che mezzo secolo fa, viveva ancora gli strascichi di un passato pieno di avventurieri, ragazze di piacere, fumerie di oppio, gangster, stimola la mia curiosità e decido d assaporare queste notti shanghainesi. La malinconia si accentua mentre mi asciugo i capelli, ciocca dopo ciocca, sotto la mia grande spazzola e il calore del phon. Sto uscendo da sola, e sarà meglio che mi ci abituo. Ma stasera la tristezza e diversa. Dall'altro lato del mondo ho un fratello che compie 30 anni e io non sono li. Non ci sarò a natale, ne a capodanno, non ci sarò per i 60 di mia madre...non ci sono mai.
Alla recepcion dell'edificio, qui tutti i palazzi ne hanno una,un ragazzetto mi scrive in cinese l'indirizzo del posto dove voglio andare, per il taxidriver. Xintiandì. E Xintiandì sia.
Dopo 15 minuti nel taxi, e dopo aver ascoltato canzoni malinconiche nel mio Ipod, dò i 24 remimbì al tassista e mi tuffo in questa strada, affollatissima di occidentali e musiche, voci, rossetti, tacchi a spillo e camicie inamidate.
Sono entrata nel primo locale in cui la musica che si sentiva da fuori era accettabile, rock e pop. Una corona please, 50 remimbì, toma! Dos veses mi taxi. Le ragazze cinesi che mi vedono da sola alzano le loro bottiglie di birra e mi invitano a brindare, a cosa non si saprà mai, ma va bene così. Ballo. "Io ballo da sola."
Quando la band composta da allegri e colorati personaggi cinesi, smette di suonare, la corona è finita, esco in cerca di un'altra magia shanghainese. L'entrata del Luna, è nascosta, ma si sente uno scintillio di bicchieri che si toccano e sorrisi che abbondano. Entro e stavolta il rock è veramente alto livello. Vodka con orange juice, chiedo al cameriere di togliere un po' di ghiaccio e dopo 2 minuti di aggiungere un po' di Vodka. Enjoy mi dice e sorride. Dopo due canzoni, la band fa il break. Chiedo al mio vicino di guardarmi il posto, sul quale lascio il mio libro e al tavolo il mio drink. Esco digito lo 0039, dico a mio fratello che a Shanghai la mezzanotte è già passata, e che quindi già è il suo compleanno. Gli trasmetto l'euforia di una serata nata strana in solitudine e che tutto sommato mi sta rendendo allegra, vorrei essere lì, ma non glielo dico, è inutile.
Torno al mio posto, il tipo comincia a chiacchierare, americano penso dall'accento e invece no. È australiano e guarda caso di Melbourne. La mia città australiana preferita. La band riprende a suonare e il repertorio per la felicità di Bob è tutto AC/DC, INXS, Nirvana. Ballo, canto bevo e bevo ancora. Torno a casa che anche stasera non ho fumato, ho resistito e non ho buttato nel cesso i miei 22 mesi senza tabacco, ma la testa quella va per i cazzi suoi.
Delirio.
Bella Shanghai.
Stamattina arriva il messaggio di Bob.
Hi, do you have plans for dinner tonight.?
Bhe si, io stasera voglio stare con Andrea.
Ma lui lo sa?
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il sole accarezza i
goodbye shanghai
il sole accarezza i tetti delle case di Shanghai e le dà una luce magica, in questa domenica di ottobre, calda e fredda allo stesso tempo.
altro giro altra corsa, sto per lasciare la Cina, perchè Hong Kong, diciamola tutta non è Cina...
domattina ho l'aereo alle 12.
vado a svuotare e risistemare la valigia, con la solita, incredibile, stretta al cuore, delle pre-partenze.
le mega festa di ieri, 600 persone, 50% italiani, moltissimi architetti, meriterebbe un post, ma internet già mi ha preso 3-4 ore, credo possa bastare.
per oggi gia ho dato.
a bien tot.
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L' ebbrezza che
L' ebbrezza che provoca il suono dell'ennesimo timbro sul passaporto è un qualcosa di indescrivibile.
Altra tappa, altro taxi, altro pianto. Ci si sente persi a fare un viaggio così. Vaghi, giri, sorridi e non c'è niente di stabile, tutto questo ottunde i sensi. La pelle non conosce atmosfere, l'udito, la vista e l'olfatto sono continuamene storditi, da nuove percezioni.
Come se tutto ciò non bastasse ad allenare freneticamente i miei sensi, l'esperienza del viaggio Around the world, richiede tante altre concentrazioni. Volente o nolente, il mio inglese sta facendo passi da gigante, chiacchiero a lungo con anglo-parlanti e mi stupisco dei risultati. Per quanto riguarda l'informatica, editare un blog, una pagina web, effettuare ritocchi fotografici, organizzare documentazioni varie, inerenti ai differenti paesi, sono compiti che mi stanno facendo crescere abbastanza anche sotto questo profilo.
Lo studio accurato dell'architettura, delle differenti forme artistiche e del passato politico di ogni paese, circondato poi dal fare ordinario dei diversi popoli, le loro tradizioni, usi e costumi quotidiani, che involontariamente si assorbono, arricchisce molto più di quanto uno possa aspettarsi.
SHANGHAI GIUNGLA URBANA
Svettano verso il paradiso del progresso, slanciate torri di acciaio e imponenti grattacieli vetrati, con le sopraelevate che vi passano nel mezzo. Shanghai è una città elettrica, iperattiva, esplosiva, bulimica oserei dire.
Insaziabile divoratrice di tempo e spazio, Shanghai sogna di diventare pulita come Singapore, ricca come Hong Kong e forse grande come Tokyo. Una città senza storia antica, ma con una storia recente, gonfiata e snella allo stesso tempo, Shanghai che significa la città sul mare, era solo un piccolo paesino di pescatori, fino al 18º secolo. Adesso quel luogo sordido è diventato una delle più grandi metropoli del mondo.
Nelle prime decadi dell'800, eleganti velieri titillavano, le coste cinesi. Nascondevano ingenti quantità di oppio, erano gli inglesi con i frutti delle loro piantagioni indie. Alla loro miasmatica proposta, incentrata sul commercio nel succulento porto di Shanghai, l'imperatore Dao Guang, nel 1838, si oppose. Nacque così la guerra dell'oppio. Qualche anno dopo, nuovi maldestri capi militari, anch'essi britannici, mossero verso la Cina a suon di cannoni. L'imperatore dovette così piegarsi alla mafia occidentale e si firmò il famoso trattato di Ninchino, con il quale si sanciva l'apertura di 5 nuovi porti: Shanghai, Canton, Ningbo, Fuzho e Amoy. Nel 1948 i mercanti inglesi, furono affiancati da americani, francesi e giapponesi. Nacquero così all'interno di Shanghai, le cosiddette concessioni. Queste altro non erano che intere aree, che seppur ubicate in territorio cinese, erano gestite da una propria autonomia politica che differiva dal sistema cinese. Mentre ben presto americani, inglesi e giapponesi si unirono per formare la concessione internazionale, i francesi rimasero isolati, per cui il territorio si divise in 3 parti: la vecchia città cinese, la concessione francese e la concessione internazionale.
A quell'epoca Shanghai contava un milione e mezzo di persone, di cui 600 mila erano stranieri. Eldorado per gli affaristi e paradiso per gli avventurieri, la città sul mare, sempre più assomigliava ad una febbrile giungla umana.
Nei bordelli le ragazze cinesi, pettinate alla maschietta, profumate con colonie francesi e vestite all'ultima moda occidentale, aspettavano in file ordinate, di soddisfare i marinai appena sbarcati.
Nababbi ebrei, aristocratici russi in rovina, contesse decadute, spie giapponesi, pericolosi gangsters, si dividevano una città dove regnava già una mafia segreta: la Qing Bang. Capeggiata da un anziano e ignorante fruttivendolo, l'organizzazione si interessava di tutti i generi di crimini: controllo della prostituzione, spaccio di droghe, regolamenti di conti tra bande rivali, assasinii dovuti a morbosi motivi di gelosie sentimentali. All'alba coraggiosi giovanotti, per pochi dollari, si dedicavano all'emozionante raccolta di cadaveri per le strade shanganesi. Su questo pullulante tessuto cittadino, colorato di morti facili, personaggi tenebrosi e piaceri scadenti, crebbe il punto forte della Cina comunista e sicchè la città, da Shanghai voluttuosa si trasformò in Shanghai virtuosa.
La rivoluzione culturale iniziata intorno al 1966, ebbe i suoi massimi esponenti, a Shanghai, tra cui il Timoniere Mao e la sua donna, ex attrice ripudiata dalla vecchia Shanghai, che opportunamente seppe, prendere le proprie rivincite. Oggi resta ben poco di questo glorioso passato, ma non si può certo dire che Shanghai abbia venduto la sua anima al diavolo. Anzi. Passeggiando sul bond fanno bella mostra di se, gli eclettici palazzi, sedi di banche internazionali, dagli interni con pregiati marmi policromi, mentre nella zona della concessione francese, i viali sono riccamente decorati dagli alberi piantati 200 anni or sono e da questi si accede alle sontuose residenze dallo stile liberty. Lo charme francese che si installò a suo tempo non ha mai lasciato questa città, che a parte il luccichio brioso che anima le strade principali, mantiene nei vicoli colorati e poveri, una forte dignità
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I'm in Hong
I'm in Hong Kong and I'm happy.
dopo una rigenerante dormita, di quelle che quando si lavora certo non si possono fare, vado a sperimentare questa mitica piscina all'aperto di Hong Kong.
certo dai 10 gradi di Beiging ai 30 di Hk, è un bel cambio.
la canzone di Shanghai, (ogni città ne ha una per me in questo viaggio, poi vi aggiorno la classifica)
In my heart di Moby!
stamattina vi mando tutti sul mio sito. c'è un post scritto in stile shanghaiano.
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questa foto è stata
hong kong skyline
questa foto è stata scattata oggi.
la locandina que le den, era solo para callar. y ya ta. de todas forma para que nadie se sienta excluido, hoy mientras llegaba en cima a esta magnifica colina, toca el movil de un tio rubio con gafas de sol, abrazado a una delgadisima filipina que lo mismo explota en su tejanos....
y el tio " no mira es que estoy fuera de España, y ademas estoy liadisimo, llama a la otra oficina te doy el numero 9166777....
liadisimo claro.....liado a la tia.
hoy odio los ipocritas y mentirosos, mañana no se quien odiarè.
ESTE ES MI VIAJE, ESCRIVO Y PEGO TODO LO QUE ME VA EN GANA ESTA CLARO?
JOERRR!
en fin que HONG KONG es meravillosa. es un encanto de ciudad, y hoy me he vuelto loca fotografando el edificio de Foster. a todas las horas.
mi è venuta la fosterite acuta. hahahah
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luccichio psichedelico e disordne
ad un mese dall'inizio del viaggio già andiamo incontro ai primi piccolissimi problemi.
IL MIO TELEFONO È SCIVOLATO IN QUESTA FONTANA!!!
vedete l'insignificante foto nella piazza con azulejos y pavimentazione portoghese? per farmi questa banalissima foto, il mio cellulare è scivolato in acqua. Immediatamente me ne sono accorta e con uno scatto felino ho inserito il braccio intero nell'acqua, ho smontato istericamente tra una risata e l'altra, e asciugato il mio caro cellulare. Ero in compagnia, ironia dlla sorte a Macao la città portoghese, di due portoghesi di Porto. e ci siamo fatti delle immense risate sull'accaduto e i miei urletti dopo essermi resa conto di aver bagnato in una stupida fontana il mio amato telefono.
Nel 1998 mi regalarono il mio primo cellullare. da allora son passati ben 10 lunghi anni e io, contrariamente alla mania che contraddistingue gli italiani, non ho mai comprato un cellulare. me li hanno sempre regalati. Questo arcaico modello sharp, fatto sbloccare dai cinesi al mercato de LOS ENCANTES, in modo da farlo diventare trial band, mi ha seguito in quattro continenti. dall'Australia agli Stati Uniti, girovagando in Europa tra Italia e Spagna e adesso in Asia. Meglio almeno i messaggi d'amore di qualche fantasma sono perduti per sempre!
ATTENZIONE PREGO
vorrei che per favore i miei amici ialiani e spagnoli, mi mandassero su giordanark@hotmail.com i numeri di telefono, non chiamo spesso, ma per eventuali sms e pechè non si sa mai.
luccichio psichedelico e disordne sciatto vestono Hong kong di notte e di giorno, passerelle metalliche e futuristiche si alternano a vicoli chiassosi e pullulanti di vapori e tavolini unti, dove è obbligatorio fermarsi a mangiare un arrosticino di pollo con aggiunta di pepe nero, please (te lo chiedono sempre)- Gli honkonghini come mi avevano avvertito sono fighssimi. Gentili ed educati ti accompagnano a destinazione se chiedi una informazione, proprio come facevano i giapponesi.
Io sono a casa di Paola, ex compagnera de Piso di Barcellona, romana pure lei e che te lo dico affà.
Una donna in carriera, una persona brillante e pratica, una persona a cui devo molto. ma molto più di tutto, una persona solare.
next stop this morning MACAO. altro timbro sul passaporto....
e tenetevi forte perchè il viaggio vero vero..inizia lunedi con Vietnam, una delle tappe che aspetto come la Thailandia e l'Argentina con un'ansia speciale.
tra le autorevoli firme dell'architettura international, una firma british per una città mooolto british!
Sir Norman Foster!
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HELP!!! oggi ho
HELP!!!
oggi ho veramente un sacco di motivi per avercele girate.
ma mi voglio distrarre.
Gironzolando per mong kok, il quartiere con la più alta concentrazione di negozi di elettronica, mentre cercavo il cellulare trial band più economico della città, mi sono resa conto che è u sacrilegio, non comprare una buona camera qui. La mia macchina fotografica è una Nikon 6mp, 3x, ridicola per affrontare un viaggio, come quello che sto facendo.
allora ho 2 giorni per decidere cosa comprare e siccome sono incompetente, (ma dopo l'acquisto migliorerò) mi affaccio alla finestra sul mondo, che è il mio blog e dico:
HELP ME!!!CHE COMPRO??
CANON S5IS OPTICAL ZOOM 12X 8MP PREZZO 2850 HKD
CANON POWER SHOT G9 OPTICAL ZOOM 6X 12 MP 3980 HKD
SONY DSC-H5 OPTICAL ZOOM 12X 7,2 MP 3380 HKD
SONY DSC-H3 OPTICAL ZOOM 10X 8,1 MP 2990 HKD
HO BISOGNO DI UNO O PIU CONSIGLI ENTRO DOMANI, PERCHÈ POI LUNEDI VADO AD HANOI.
PLEASE!!!
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- Il Napoli straripa.
Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.
Paulo Coelho
primo mare del RTW.
Deep Water Bay HONG KONG
dedicato a chi va via e nello stesso tempo rimane. dedicato a me, quando non ho coraggio.
http://it.youtube.com/watch?v=vUq_MtjClMM
Il Napoli straripa. Oi vita oi vita mia.
grazie!
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HANOI 10PM PRESENTE CUANDO
HANOI 10PM
PRESENTE CUANDO TU AVION HACE 3 HORAS DE RETRASO Y TE PONES A CHARLAR CON LOS DE MAS DESAFORTUNADOS?
pues me ha pasado lo mismo.
hanoi? una autentica pasada. colores, flores, comida e gente amable en cada esquina...
conoces a alguien que te cae la mara de bien .
y el dia seguente en Hanoi te vas a cenar en un restaurante de puta madre, comiendo jamon iberico y bebiendo RIBERA DEL DUERO.
no tendria que escrivir por donde va la caveza...pero soy feliz...estoy viviendo mi sueño y me viene para llorar.
agradezco Dios de la suerte que me da...dia dia...
ps: david yo tambien quiero llegar allì cuanto antes. esperame como dice que haces..
ps2: francesca tu abraçada serà de las memorables. te quiero.
que bonito es vivir.
dios mios.
music: AUSTRALIA DE THE SHINS
SIIIII VIAGGIARE!!
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Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
Giordana, next stop: Hamburg
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un blog freschissimo come chi lo scrive...naturalmente su Hamburg - barcellona alma mia
un ottimo blog su BARCELLONA - Actualidad arquitectónica en Barcelona
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news di architettura, gallerie di foto bizzarre, ricette afrodisiache e di sopravvivenza, recensioni letterarie, critiche cinematografiche, sbirciatine artistiche. - Silvia di qua e Silvia di là..
lavora a Londra, è vivace e determinata, blog vero e divertente - tripluca, vivere viaggiando....
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