i post di Giordana di novembre 2007
VIETNAM la gente ti
VIETNAM
la gente ti invita a mangiare quel poco che ha...seduti per terra o su piccoli sgabellini, ti chiedono se hai l'amore..se hai bambini e ti insegnano a mangiare le pietanze, ovviamente squisite.
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DREAMS scultura vietnamita a
DREAMS
scultura vietnamita a Huè
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www.giordanaquerceto.com
mentre continuo a mettere foto e post nel mio sito www.giordanaquerceto.com che vi invito calorosamente a visitare e a memorizzare tra i vostri preferiti...
qui continuo a farvi sorridere, mettendo un video molto breve ma super simpatico.
A MAURO E PIERO CON MOLTO AFFETTO
Il cameraman è mio fratello, gli altri due sono due suoi carissimi amici. Si trovano a Praga per le vacanze estive
si vede che uno di loro ha dato una prova atletica esorbitante, volendo rifare il gesto atletico e riprendendolo con la camera...però...
http://www.youtube.com/watch?v=iJTq8_sJDRM
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IL MIO VIETNAM
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ora 20.00 locale (14.00 in Italia e in Spagna)
sono finalmente uscita dalla room dell'hotel in cui mi sono rintanata da 3 giorni. Per mettere ordine nella valigia, nelle scartoffie, tra le foto, negli gli scritti e un pochino nell'anima, ma anche perchè, llueve que Dios la manda.
arrivata nella hall, ho visto tutti gli ospiti circoscritti nella stessa piccola area, davanti ad un televisore. A Huè, una bellissima città vietnamita dove sono stata 3 giorni fa, è stata dichiarata l'emergenza nazionale. era tutta allagata. Immagini raccapriccianti dei danni provocati dall'alluvione. A soli 400 Kilmetri da qui.
Ero scesa per la cena, volevo ordinarela e farmela portare in questa immensa stanza dalla quale scrivo, ma il caposala, mi ha pregato di mangiare per una volta giù. Chissà perchè. ho accettato. Ai vietnamiti non bisogna mai rifiutare un invito gentile.Ha messo il mio tavolo accanto a quello di un ragazzo che stava per cenare, anche lui solo. Non gli ho chiesto nulla, era pure carino, italiano o spagnolo credo...ma non mi andava... in un altro momento avrei cominciato con where are you from e bla bla....
ad un certo punto uno dei camerieri si è fatto aprire una bottiglia di vino da uno dei clienti seduti ad un tavolo non distante dal mio, un tipi con le braccia tutte tatuate, seduto con una bionda di mezza età anche lei. ho sorriso della cosa.
dopo il mio pollo a curry, sono passata nuovamente davanti alla recepcion e ho detto alla ragazza che lavora qui, 15 ore al giorno, che aveva uno stupendo aodai. Me ne sono fatto fare uno su misura, di seta, appena mi sento più leggera mi farò fare una foto, mentre lo indosso.
sono serena, e la mia vita va esattamente come io vorrei.
alleluia.
IL MIO VIETNAM
HANOI
Sono arrivata ad Hanoi il 29 ottobre alle 21.30. Il suo nome fu scelto dall'imperatore Tu Duc, nel 1831 e significa città sull'ansa del fiume
All'aereoporto, il timbro sul passaporto, mi provoca un sussulto diverso. Provo la sensazione che mi aveva assalito in Australia l'anno scorso. Finalmente ero in un posto che avevo tanto desiderato. Finalmente ero sola. Non avevo quasi nessun contatto in Vietnam. Avrei fatto tutto da sola.
Dico al vietnamita del pick up che I need cash. Mi indica l'ATM.
Quando entriamo in macchina, lui mi spiega che Hanoi dista 30 kilometri e ci vorrano 45 minuti per arrivare. Dopo 10 minuti gli indico lo stereo, lui lo accende e dice is vietnamit music. Izokkei.
Dentro lo stereo c'è una cassetta, anche in Cina, i tassisti avevano nell'auto le cassette.Deve piacergli parecchio canticchia e ogni tanto alza il volume. Mi guardo intorno è tutto senza grazia, una baraccopoli. Penso alla guerra e ai B52 che hanno martoriato questo paese. Che sta recuperando la sua dignità.
Mentre l'auto scorreva liscia su una strada bagnata, pensavo ai libri che avevo letto e mi immaginavo le belle campagne vietnamite, semplici, con le risaie verdi, i contadini vestiti con abiti scuri e con i loro cappellini a cono di paglia intrecciata. Mi figuravo quelle casette sgarrupate sul terreno battuto. Ma come mai gli americani attaccavano questo popolo semplice che altro non aveva che dei ridicoli fucilotti. E su di loro piogge di napalm, attivando dei semplici bottoncini.
Che orrore la guerra. Che orrore voler soffocare i diritti umani e le convinzioni politiche. Un unico paese diviso a metà, una parte con alleati americani e l'altra con alleati sovietici. La più grande catastrofe bellica di tutti i tempi.
Povero Vietnam.
Al blue sky hotel mi danno una stanza al 4º piano senza ascensore, promettendomi di cambiarmi l'indomani. A letto senza cena, stanca ma felice.
Il giorno dopo è iniziata la grande avventura. attraversare la strada primo dilemma. un inglesino fuori all'hotel, mi fa vedere come si fa. si attraversa come se le moto che sfrecciano non esistessero. saranno loro a schivarti.
Hanoi è una città rumorosa, inquinata e molto, ma molto, sporca, per i canoni europei, certo.
Seguendo fedelmente un itinerario della lonely planet, mi sono incamminata verso il Lake Hoan Keim, il lago più grande della città.
Ed è un continuo percorrere strade monotematiche. Nel XIII secolo si formarono 36 corporazioni, ognuna con la sua attività in una strada diversa.Le famose 36 strade, oggi giorno diventate una cinquantina, si chiamano tutte hang, che significa merce, quindi hang Gai è la strada della seta, per esempio, e la strada dove era situato il mio hotel hang ga, strada del pollo. Insomma
ogni strada ha il suo prodotto: ad esempio nella strada del ferro, ci sono ovunque decadenti laboratori, gli operai che saldano e che tagliano con la fiamma ossidrica, per la strada, sui marciapiedi. Si sente incessante il battere dei metalli, per mano dei fabbri, con i loro vestiti nero carbone e le mani mezze distrutte.
Poi ad esempio c'è la strada delle funi e delle stuoie, che ci faranno con tutte ste stuoie? E con le funi? fabbricanti di scatole di latta, si alternano a negozi di specchi, e per terra c'è sempre qualcuno che sta cucinando col suo fornellino.
A ridosso del marciapiede, in basso c'è lo scolo delle acque, dai buchi che lo alimentano, spesso, mi hanno detto si vedono uscire, ovviamente, dei topi. Ho avuto il terrore di vederne, per tutto il tempo ma non ho avuto questo disgustoso piacere.
Le abitazioni sono quasi tutte di due o tre piani e hanno una ampiezza in facciata, date la legislazione locale, di 2,5-3,5 mt. Come massimo. Sono tutte strettissime e ovviamente piene di fili elettrici ricadenti che le INdecorano.
foto: venditrice di banane fritte.
I monumenti e i siti archeologici della città di Hanoi, sono interessanti, però hanno firte carenza nella manutenzione, soprattutto sono neri di smog. Come la cattedrale neogotica di San Giuseppe, che si trova nel quartiere vecchio. L'1% della popolazione vietnamita è cattolico, più o meno 1.000.000 di credenti.
Arrivata al lago Hoan Kiem, lasciata alle spalle la folla di cyclò e di xe om, che si mischia spesso all'odore acre delle fritture in strada, e rinunciando a comprare le cartline almeno 10 volte dagli ambulanti che si avvicinano, attraverso il ponte rosso, si giunge al tempio di Ngoc Son, che già solo per il fatto di essere recinto dall'acqua e ombreggiato dalle fronde degli alberi circostanti è un bel posto dove trovare un po' di pace nel kaos più totale di Hanoi.
Per tutta la settimana in giro ad Hanoi, sono stata sulle moto bay, i mototaxi privati che per un eurito ti portano dove vuoi tu, e mi si sono incrostate le narici con lo smog, e la sera mi sanguinavano un pòchino. Si sfiorano con le ruote ogni 5 minuti, è un'avventura ogni vola, da crepacuore direi. Se sopravvivo in Vietnam, sopravviverò ovunque. Quello della guida dei vietnamiti, è vermanete un capitolo a parte, come direbbe Mirko, sono letteralmente antiguida. Ho avuto anche una impercettibile herpes agli angoli delle labbra , forse per aver bevuto con questi bicchieri mal lavati. Ma è sparita subito. Ho mangiato di tutto, anche le banane fritte nell'olio puzzolente e nerognolo, che ovviamente si vendono per strada. Non mi è successo nulla. Non ho preso neanche l'enterogermina.
FOTO: recinto della tomba dell'imperatore TU DUC
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SAIGON ora locale 20.47
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SAIGON ora locale 20.47
dall'aereoporto all'hotel, dall'hotel al ristorante e dal ristorante all'hotel. Rigorosamente in moto. primo viaggio in taxi. secondo in mototaxi e il terzo ho scroccato un passaggio sempre in moto a una ragazza vietnamita. Guidava bene e i suoi capelli sapevano di lavanda, appena lavati..
Saigon è grande e apparentemente più trafficata e più pulita di Hanoi.
doccia aromatica fatta, mail d'amore spedite, e tra 15 minuti arriva una massaggiatrice in stanza. Un piccolo capriccio, per questa schiena che porta in giro x il mondo too much kilos!
Ho cenato in uno dei ristoranti consigliati dalla lonely planet. Mi hanno dato il tavolo vicino a quello di un ragazzo giapponese che stava da solo. prima che arrivassero le portate già stavamo nello stesso tavolo. per fortuna lui aveva chiesto carne e io pesce, abbiamo mischiato tutto, perche in questo posto, ti portano una brace al tavolo, per arrostirci le pietanze su, (ovviamente e senò per che cosa?)e quindi...io ho mangiato dal suo piatto, lui dal mio.... Gli ho detto che adoro il Giappone e che fino a 50 gg fa ero li. Ho spiattellato le mie 4 parole in giapponese e gli si sono illuminati gli occhi.
bello viaggiare da soli.
Domani arrivano Carsten e Stephan, starò con loro.
è bello anche viaggiare in compagnia.
è bello viaggiare.
chi viaggia vive due volte. non mi ricordo chi l'ha detto, però è vero.
ok ciurma. preparo le luci e la musica per il massaggio.
bye.
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ARCHITETTURA BIOCLIMATICA IN MALESIA DI
KEN YEANG
Chiacchierando con gli architetti della Fidenco ad Hanoi, di architettura bioclimatica, consultammo insieme una monografia di Ken Yeang, uno degli architetti asiatici più produttivi che ci sia in circolazione in questo momento. veramente interessante.
Immediatamente ho spedito la mail per sapere se potevo intervistarlo, mettendo di sguincio, un paese non previsto come la Malesia, nel mio megatrip.
Sua, è la sede dell IBM, Subang Jaya, vicino Kuala Lampur, in Malesia.
L'edificio, che si chiama MENARA MESINIAGA, è stato descritto più volte come il primo edificio, facente parte delle new categoria di " grattacieli bioclimatici". In esso sono affettuati rifiniture attente ed eleganti e allo stesso tempo una vera e propria strategia globale, per diminuire il consumo energetico.
All'interno alberga tutto l'apparato di mercanzia tecnica dell'impresa. lo complementa un'area di servizi e di attenzione al cliente che include: sala di dimostrazione dei nuovi prodotti, auditorio con capacità di 130 persone, aule, camere per il riposo, caffetteria e addirittura un'area con varie sale per le orazioni.
In un paese come la malesia, dove i livelli di temperature e di umidità sono molto alti, con un regime di venti alquanto scarso, si sta cercando di sperimentare appunto, nuove strategie per godere di un clima stabile attraverso lo studio del rapporto interno -estero sempre correlati con quinte di una fitta vegetazione-
Ken Yeang è il pionere di questa sperimentazione.
Hanno già accettato l'intervista per lunedi 26, ma mi sa che scrivo ancora, voglio chiedergli di fare una visita guidata all'interno dell'edificio.
accetteranno?
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sono le 7.00. qui a Saigon. tra un po passa l'autobus per l'escursione sul delta del Mekong. Tremendo posto da me sempre desiderato nei miei viaggi di fantasia. Niente antimalaria, giusto per contraddire i medici e fare le stesse cazzate di tutti i viaggiatori scoscienzati.
10 minuti fa....nella mia posta di hotmail, leggo da una carissima amica
" mi sono ripresa da due operazioni gravi, ma adesso non c'è più cancro nel mio corpo e sono molto felice"
y yo aqui dando vuelta al mundo.
ragazzi vivete, vivete la vita, e cercate di farlo intensamente, non ci hanno mai detto che abbiamo altre vite, potrebbe realmente essere l'unica.
adesso nel mio pc:
Eppure Sentire Elisa.
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la mia vira sociale
la mia vira sociale e intensamente occupata!!iuuuuuuuu per cui ho vermaente poco tempo per scrivere. la Cambogia e'veramente il terzo mondo, ma alla bellezza degli occhi di tantissimi bimbi scalzi per la strada si aggiungono spettacolari tramonti come questo e un aarchitettura coloniale francese elegante e raffinata.
Il mio hotel qui a Siam Reap e situato in una strada non asfaltata, per di pu piove ogni tanto e c';é moltissimo fango.
dalla mia finestra vedo i pastorelli scalzi con le mucche e difronte c; e un bellissimo fiumiciattolo. con una spettacolare quinta arborea.
ieri finalmente e nato il titolo del mio libro, con l aiuto di SEAN, un canadese conosciuto in una cena a Saigon e invitato anche lui ad una altra cena a Phnom Penh, ci siamo rivisti per casualitá.
Anche qui, nel terzo mondo mi sono messa ad organizzare cene e festicciole, ( che te lo dico affa) domani raduno con tutti quelli conosciuti a Saigon, Halong bay, e Phnom Penh, qui a Siam Reap.
Domani corono uno dei miei sogni di viaggio. ANGKOR WAT. il complesso di architettura sacra, piu grande del mondo.
sono strafelice.
e questé.
ps: ovviamente non ho internet in camera e le tastiere cambogiane, hanno i numeri consumati!!! nun se ver nient!!questo per giustificare ancora di piu gli errori...
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Estoy en cambogia,
Estoy en cambogia, en Siem Reap y estoy alojando en el Siem Reap RIVERSIDE GUEST HOUSE.
En la habitacion, en cima de la mesita de noche, esta un papel con la " CHILDSAFE HOTEL POLICY", la cual se divide en dos partes: la primera Siem Reap Riverside WILL y la secunda parte Siem Reap Riverside WILL NOT.
Es explicativo ya bastante citar solo algunos de los puntos de la primera parte:
- - ensure that all its staff have received ChildSafe training and respect the ChildSafe policy
- - ensure its staff keep their "eyes wide open" to protect the children;
- - in case of a situation of child abuse or thatcould lead to a child being abused, immediately inform the police and the relevant authorities.
- - in case of a situation of child abuse or thatcould lead to a child being abused, intervene and keep the child safe untill the relevant authorities have been contacted.
Se dicen muchas cosas sobre los niños asiaticos y sobre la pobreza que hay en esos paises, y claro sobre a lo que puede relacionar estas dos cosas. Yo realmente he visto que los niños, por lo menos en los paises donde he viajado hasta ahora, Japan, China, Vietnam, y ahora aqui en Cambodia, son muy protegidos.
Ayer he vuelto en una casa de acojida para niños huerfanos. El dia anterior solo habia pasado, mirado y hecho unas fotos a los niños, però ayer no dejaba de pensar en ellos y he vuelto.
La responsable, me invita en su despacho, me pide un documento, una procedura bajo la cual, pasa todo el mundo que quiere estar un poco con lo niños, y lo encuentro logico y bien hecho. La chica es cambodiana, vuelve con la fotocopia en una mano y mi documento en la otra, yo ya estoy llorando un rio.
"no te preoccupes, yo tambien sentì, lo que sientes tu ahora, llora" me dice y me pasa un papel higienico de color rosa.
Me siento, in un sofà limpio y acojedor, cojo el boli con el cual tengo que rellenar el modulo de "guest" y le digo
"I don't have children and they don't have parents. It is sad." Y mueve la caveza en adelante " I know"
Queria irme, no queria que lo niños me vieran con los hojos enchados y con tantas desesperacion, queria volver despues de 20 minutos, però la chica me ha dicho, que en el pequeño teatro estaba para empezar un pequeño espectaculo de lo niños.
He llorado allì tambien, en el teatro, però es que tenia que hacerlo. Luego se me ha pasado, he salido al jardin donde jugavan todos. He conocido Hunt, un chico ingles de mi edad, nos hemos presentado, el me ha preguntado si estaba allì, porquè me habia mandado alguien o por mi cuenta. El, como yo, habia entrado espontaneamente. Habia traido small balloons, globos, però los niños en lugar de llenarlo con los pulmones, los estaban llenando de aigua. Hemos jugado, llenado y roto cantidad de globos, hemos hecho fotos, por que le encantava luego mirarse en la pequeña pantalla de la camera.
A la hora de la cenita, a las 5 de la tarde, he hecho comer un par de ellos. Increible, aunquè sabian comer solos, querian ser ayudados y te davan la cuchara en la mano. Arroz con caldo de carne y algunas verduritas, nada de especial, of course, y luego bananas para todos.
Hunt y yo, hemos visitado las habitaciones donde duermen los nños, y se me ha calientado el corazon, porquè la cameratas de las niñas, estaba llena de peluches y fotos y cada cama tenia las sabanas de diferentes colores. Por la ventana entrava el sol y las de mas sensaciones ahora mismo no se descrivirlas, porquè desde que he empezado a escrivir este post, se me han llenado los hojos de lagrimas otras ves. Serà mejor ir a comprar 30 helados y volver allì a verlos, mientras tienden los brazos, que quieren que los cojas. A la tarde, pondrè las fotos de los niños, ( en mi web page) de momento ya esta bien asì.
Mi viaje, mi estupendo viaje, tiene sus lagrimas. Buenas.
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good bye kindom of
good bye kindom of cambodia
tappa non prevista la MALESIA. Un salto a Kuala Lumpur, per intervistare un grande esponente dell architettura bioclimatica, Ken Yeang.
Saluto con una stretta al cuore la Cambogia, questa terra fatta di bimbi scalzi dai grandi occhioni neri, dal pane caldo francese, dal profumo di caffé per le strade, architettura coloniale, dalle famiglie intere sui motorini, dalla vegetazione verde e frondosa e dai mille specchi d-acqua.
questa terra con i suoi numerosi templi, la storia che si respira in ogni pietra, e in ogni radice di albero che sovrasta le antiche costruzioni, tra le quali leggeri, passano i monaci buddisti con i loro abiti color arancio.
la Cambogia, che bella scoperta.
aereo alle 8.30. sveglia alle 5.30 hmmmm
e quest'é.
kuss
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Good morning Kuala Lumpur
Good morning Kuala Lumpur
eccoci raga. oggi 37 gradi a KL non glieli toglie nessuno, joeeeerrrr!
Ho viaggiato in aereo, nientepocodimenoche con una famiglia canadese in giro per il mondo per 5 mesi. Li rivedro (allarme accenti anche con la tastiera malese) mercoledi a Phuket in Thai, per cenare insieme. 3 bimbi (7, 10 e 13 anni) mamma 42 e papa 47. fantastici. round the world per 5 mesi! mitici. All aereoporto di Siem Reap invece ho conosciuto delle ragazze malesiane, con una di loro che ha studiato architettura per 2 anni, domattina faro un giro in citta x vedere qualche altro edificio interessante a parte le due torri. Si chiama Shirlie e senza che me ne rendessi conto, mentre ero impegnata con le mie 3 borse e una valigia, alla stazione degli autobus, quando siamo scese, ha comprato per me un coupon taxi (si qui funziona con i coupones), Mi ha pagato il taxi perche non avevo soldi malesi, Anyway potevo pagare in dollari....Incredibile.
Finalmente dopo tanti occhi a mandorla da 2 mesi a questa parte, si cambia razza! Indiani, pelle scura e splendide donne dal capo coperto, ghirlande di fiori per pregare in ogni angolo della citta...
Stasera ceno con Jim e Janet, una coppia di malesiani conosciuti in Vietnam, sposati da 30 anni e con figli della mia eta. Mooolto protettivi.Andremo in un ristorante malese. Parlano un inglese perfetto.
l ostello che ho trovato sulla lonely planet di una tipa all internet cafe, era come mi aspettavo. CUTRE CUTRE CUTRE. per 8 dollari a notte che ti vuoi aspettare?Ma in internet c erano solo hotels da 100 dollari a notte! Vecchiotto e mal andato, moquette mezza rotta nei corridoi, il bagno e in comune e la mia stanza e fatta per una puffetta. ma va bene cosi. Nella grande bi-sala comune a tutti c e un biliardo, due maxi televisori, una quantita enorme di film da vedere, giochi di societa, una bar-ristorante.Great!
vado a schiacciare un sonnellino. a voi tutti buona giornata!
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SAME SAME BUT DIFFERENT
SAME SAME BUT DIFFERENT
La Thailandia , dolce cara Thailandia.
Chi ha visitato almeno una volta il sud est asiatico, sa que questa frase ironica, è diventata la frase piu famosa da queste parti, negli ultimi 10 anni. Tutto deriva dal fatto che i negozianti o mercanti, che vogliono venderti un prodotto, a qualsiasi domanda si faccia, risponderanno sempre SAME SAME BUT DIFFERENT. le magliette con questa scritta, le ho viste in ogni paese del sud est asiatico. (ovviamente prima di lasciare la thailandia, ne comprerò una, perchè poi in fondo, può anche essere una frasetta con una sua filosofia...)
La thailandia delle ragazze giovani abbracciate ai turisti 50enni e dei bambini di 4 anni che vanno in giro da soli, vendendo ghirlande di fiori, è una realtà, cruda, ma è una realtà fatta di sorrisi e gente dolce.
Le spiagge, di questa bistrattata Phuket, mal consigliata da tutti, perchè troppo turistica, sono fantastiche, sabbia bianca finissima, piena di silicio, quindi sembra di galleggiare e l'acqua del mare, raggiunge sempre varie sfumature del verde..
Il tutto viene incorniciato, dal fatto che una birra al tramonto, in una località come questa, all'after beach che domina la baya e le spiagge di Phuket, ti fa realmente vivere la dimensione di una vacanza....
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Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
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lavora a Londra, è vivace e determinata, blog vero e divertente - tripluca, vivere viaggiando....
luca è veramente uno dei miei miti, il mio RTW ha preso molti consigli dal suo manuale! - world-architects
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