i post di Giordana di maggio 2008
I AM IN LA
I AM IN LA HABANA CUBA.
ebbene si siore e ssiori siamo giunto all ultima tappa di uno straordinario viaggio intorno al mondo, sono infatti nella mitica CUBA!!! Dormo a casa di una coppia di anziani, amici cari di un ingegnere cubano, che guarda caso era seduto con me nell aereo.
Juana, la signora mi ha fatto un caffe con la macchinetta italiana, ed era sublime come a casa!!!
HABANA.....
Ed e la citta piu bella!! gli edifici hanno la pittura scrostata, lo stato non interviene, le strutture sono tutte decadenti, ma camminare per le strade dell LA HABANA E UNA SENSAZIONE UNICA. sembra di stare in un film, girato in una epoca ovviamente nella quale non ho mai vissuto.
Ti senti vuoto e per forza di cose se sei vuoto sei anche leggero. una leggerezza naturale. senza mercedes e BMW, FERRARI e macchinoni, la gente non ostenta nessun lusso e non ti guarda con pregiudizi estetici. una citta sogno. una citta libera, pero se vogliamo prigionera della sua liberta per tanti altri motivi, di cui parlero nel libro...
e adesso scusatemi ma vado nella piazza della Rivoluzione a godermi la manifestazione dei lavoratori, i quali vengono mandati dalle prioprie imprese a manifestare.
primo maggio a LA HABANA, MASSY CI PENSI??
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Eccomi. Capelli alla rinfusa,
Eccomi. Capelli alla rinfusa, pelle abbronzata e notevoli chili di più, mancano due giorni e si torna a casa. È stato bello chiudere il viaggio RTW a CUBA.
Splendide ragazzine mulatte con calzettoni spessi bianchi fino al ginocchio, camicette bianche di una taglia più piccole e minigonne plissettate blu, inguinali, vanno a scuola, enormi auto russe d’epoca con motori truccati e colori sgargianti sfrecciano sulle strade senza semafori, vecchi sidecar con la vernice scrostata e perfettamente funzionanti vagano incerti nei quartieri neri, echeggianti definizioni sulla rivoluzione di Martì, Fidel e del Che, fanno mostra di se, su enormi cartelloni stradali, bambini che pene all’aria orinano felici su di un marciapiede, architettura coloniale, nobile e ben scandita dagli stili classicheggianti canta le note stonate di un bel passato, attraverso le facciate fatiscenti e con intonachi cadenti.
Si è confusi zigzagando per l’Havana, ci si può distrarre con mille essenze, corpi e concetti.
Probabilmente ho bisogno di un approfondimento storico sui fatti accaduti 50 anni fa e prima ancora. Il socialismo come tutte le correnti politiche estremiste ha seminato vittime e qui ha fatto scendere il PIL del 75%, nonostante questo i cubani, adorano Fidel Castro.
In ogni caso non mi prolungo in un cammino dove senza dubbio potrei inciampare e mi crogiolo e diletto a ripensare ai bellissimi momenti di questi ultimi giorni. Innanzitutto ho mangiato più aragosta in una settimana che in tutta la mia vita, e con lo stesso principio ho ballato più salsa in questi ultimi giorni che in tutta la mia breve esistenza
;-))). Le immersioni fatte a Maria la Gorda sono state fantastiche, sembrava di essere in un documentario. La visibilità era perfetta, corrente zero e la compagnia incredibilmente piacevole. Appena scesi l’effetto primordiale è quello di immergerti in una favola blu. L’azzurro che circondava il tutto era pazzesco. Abbiamo visto corallo nero, gorgonie immense, spugne lilla, simpatiche ed enormi caracul, barracuda, pesci pagliaccio er altre specie di pesci tropicali.
La gita al cayo Levisa, consiglio di Sara, dettato con tanta enfasi che non ho potuto evitare di farci un salto , è stata memorabile. Le foto parlano da se. Il caribe cubano, probabilmente ha acque cristalline come la Polinesia francese. La cosa che fa rabbrividire è che per motivi che non ho ancora capito, fino a 2 settimane fa, (nuova legge con Raul) i cubani non potevano accedere a questi incantevoli posti. DITTATURA MAFIOSA.
Tornando alle acque cristalline, c’è da dire che queste si fanno pagare a caro prezzo. Se la PolInesia era cara, CUBA è carissima. Esistono 2 monete il peso convertibile che ha il valore dell’euro (1,27) e il peso cubano, solo per la gente cubana, rapp 1:25.
Ho pagato le mie notti a Viñales, a poco prezzo, 15 euro, però la doccia la facevo versandomi acqua sul corpo con la bottiglia. La famiglia che mi ospitava non aveva i soldi per farsi fare un bagno con l’acqua corrente e si scaricava il water con i secchi. In tutto questo lo stato non interviene. Potevo scegliere per lo stesso prezzo di pernottare in una stanza con un bel bagno e aria condizionata, ma ero arrivata a casa di quella povera famiglia da parte di amici, e non volevo ne offenderli andandomene per la mancanza di comodità, ne dare soldi a chi già ne può guadagnare molti. Infatti esistono las casas particulares, di privati, che sono autorizzate dallo stato a ospitare turisti a cambio di tasse salatissime. Poi invece ci sono i poveracci che non avendo una casa con più stanze con bagni annessi, non posso chiedere questo tipo di autorizzazione allo stato e illegalmente a volte ospitano turisti che conoscono casualmente, per racimolare un po’ di soldi extra.Lo stipendio mensile di un cubano ammonta a 50 pesos convertibles, quindi se per 3 notti un turista gli da 45 pesos convertibles, hanno raddoppiato in poche ore il loro stipendio.
Stanotte è caduto in strada, un pezzo di cornicione nell’edificio in cui sto dormendo.
È complicata CUBA, io non la capisco bene. Non pensavo di trovare tanta tanta miseria.
Del resto l’igiene, la salubrità e la vivibilità in case “ non pericolanti” dovrebbero essere diritti dei cittadini no?
Anyway, stamattina vado a visitare una fabbrica di rum, un museo di belle arti e qualche monastero.
A bien tot.
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I CAME BACK AT
I CAME BACK HOME

Mentre scrivo ascolto All the same dei Sick Puppies, la colonna sonora del video free hugs. Mi piace da matti ascoltarla, rappresenta il mio abbraccio a tutti quelli che mi sono stati vicino in questa fantastica esperienza. Non so cosa sentire, o forse non so come esprimere quello che sento. Ce l’ho fatta, ho girato 18 paesi in una manciata di settimane. L’ultimo post, prima di partire, diceva che se non ce l’avessi fatta ad andare fino in fondo, sarei tornata a casa felice in ogni caso, perché non dovevo dimostrare nulla a nessuno, tanto meno a me stessa. Partivo per il gusto di farlo, non scappavo da nessuna situazione. Piango e non so perché, se è la paura del ritorno, confrontarmi in una società nella quale sono sempre stata una ribelle, se è la felicità di tornare a casa e abbracciare tutti.
Torno a casa dopo 8 mesi di viaggio intorno al mondo, non ho un lavoro, non ho quasi più risparmi sul conto, però in cambio ho un ragazzo che mi vuole bene e che prima non avevo e nella mente una serie di sorrisi che appartengono a persone distinte in ben 4 continenti e in più colori, sapori e odori, che nessuno mai mi porterà via.
Y quien me quite lo bailao!!!!que bien lo he pasado Dios mio!
Spero solo che la memoria non mi tradisca e mi accompagni nel secondo viaggio, che consiste nello scrivere tutto quello che è successo.
A volte mi chiedo perché la mia vita è cosi spericolata, senza tregua, così a volte estrema, così contro corrente e non trovo risposta, mi chiedo perché senza continui stimoli non so andare avanti….Ma va bene così, nonostante io abbia imparato a continuare a bere il latte in una tazza dove è appena caduto un insetto, a dormire sul pavimento in un corridoio di 50 cm di ampiezza, a farmi la doccia con un catino, a mangiare con le posate sporche di qualcun altro che non conosco, a soffrire freddo e calore a temperature indecenti, ad abbracciare un cobra e accarezzare un’aquila reale mentre si adagia sul mio braccio, a nuotare con gli squali, a fare immersioni nei cenotes, a cadere da una lancia in una cascata di 7 metri in New Zealand, a pensare di morire in un aereo domestico in Polinesia, che sbatacchia andando su e giù alla rinfusa, a vomitare per la puzza nei bagni pubblici cinesi, a rischiare la pelle e l’infarto sui motorini in Vietnam, a non poter respirare bene in Bolivia per i 3700 mt di altitudine, a tenere in braccio bimbi cambogiani che ti orinano addosso, a stare in un ospedale da sola nella disperazione più totale in Perù, a devitalizzare il mio primo e unico dente con un dentista che non parla quasi nulla di inglese in Thailandia, a passare Natale in ospedale con le flebo a Melbourne, a parte aver assorbito queste cose, ho imparato a non aver paura delle cose che non la meritano. Ma soprattutto ho imparato a volermi più bene e a stare sola con me stessa, che era quello che volevo.
Saluterò i cubani, pagherò la mia tassa aeroportuale e accenderò l’IPOD, selezionando qualche canzone nostalgica. Rotolerò durante la notte in tutte le fasi significative del viaggio, assaporando ancora una volta i magnetismi di un RTW.
Arriverò a Madrid e quando scenderò dal mio boeing, mi emozionerò, guarderò compiaciuta le hostess di Iberia ben truccate e ben pettinate, andrò nei bagni per una rinfrescata, indosserò la mia bella camicia pulita, fatta su misura dal sarto napoletano per le interviste di ArchitecTour, quella con le iniziali GQ sul polsino che tra poche ore stirerò, mi truccherò accuratamente per il grande momento.
Faro il cambio di aereo, che nel pomeriggio verso le 17, sorvolerà su Barcellona, guarderò la b che forma il fiume e senza accorgermene immersa nei miei pensieri, atterreremo al Prat. Abbraccerò Irma con tutte le mie forze e piangerò a intervalli con risate isteriche, fino alla porta di casa.
Con la camicia azzurra già sgualcita e il rimmel mezzo colato, girerò la chiave due volte a sinistra e entrando ringrazierò Dio.
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ho tardato tanto
IL RITORNO A CASA
ho tardato tanto a scrivere questo post perchè il ritorno è stato un'inondazione di doveri, ai quali, ovviamente avevo perso l'abitudine.
quando ho aperto gli occhi la prima mattina in camera mia, avevo stampato sul viso, un sorriso che rimbalzava da una parete all'altra e riempiva tutta la stanza. Dopo 12 ore dal ritorno, quando nemmeno tutti gli amici erano stati informati dell'evento, era già pronto nel mio destino barcellonese, un lavoro che mi avrebbe rubato 12-13 ore al giorno, per circa 7 giorni.
Per entrare ancor di più in quell'atteggiamento naif da idealista-viaggiatrice-romanticasognatrice, vedendo già nitidamente, la mia posizione di scrittrice che si bilancia tra una economia e l'altra, mi ci sono tuffata a capofitto.
CONDIZIONI DELLA LA CASA
Non ho avuto, quindi, nemmeno il tempo di vedere in che condizioni i ragazzi, mi avevano lasciato la casa. l'ho scoperto questo finesettimana. a dire la verità niente male, con tutti i conmfort al suo posto! birre in frigo, scorta di carta igienica, e tutti i detersivi nuovi!
a parte questo devo dire che mi posso ritenere fortunata perchè:
il ferro è tutto graffiato in quanto un chiodino fuoriesce dal tavol da stiro, dico io, toglilo invece di rivinare il ferro, che è nuovo...
la mia padella antiaderente, testimone di numerose cenette prelibate, oramai è dabuttare, perchè ci hanno grattuggiato con coltelli e forchette, ed è venuto via, a pezzi, lo strato antiaderente....
nel bagno un neon è fulminato e nell'altro bagno il lavandino ha seri problemi nel tragugiare acqua, se ti lavi i denti devi stare attento, perchè si riempie subito...la mia analisi: è mezzo otturato...
Una parte del'imbottitura del divano è stata smontata, e aspetto la venuta di mia madre, affinchè con molta pazienza lo rimetta a posto.
tutte le piante alte sono morte.
per non parlare delle cose che non trovo e che chissà dove saranno...
di tutto ciò non ho minimamente parlato ai due fanciulli ai quali ho lasciato il mio appartamento, (saranno al corrente della mia minima scontentezza da questo blog) perchè , considerando quello che c'è in giro..., ripeto, posso ritenermi fortunata di aver trovato quasi integra la mia casetta.
emozioni E PROGETTI
"non ti viene in mente di dire : se muoio domani, per lo meno ho fatto quello che volevo?"
mi chiede Sandra, un'amica catalana, che ha fatto un giro del mondo, molto ridotto rispetto al mio, ma in ogni caso sempre RTW. Sandra ha già scritto due manuali su come si viaggia, e se li è pubblicati da sola.
è sabato sera, davanti ad una scadente pizza al prosciutto le dico:
"Si, realmente un pensiero del genere si fa...."
Mi sento in ogni caso emozionata, e molto più paziente, tollerante e flessibile.. In un altro momento avrei già chiamato 3000 volte Daniel per gridargli tutta la bile scaturata dalla sua poca attenzione per le mie cose.
mi sento come in una strada scivolosa, scivolo di qua e di là, a metà tra compostezza e vaga elettricità, ma senza aver paura di cadere. Ho solo bisogno del mio nuovo equilibrio, che spero non tarderà a venire.
confidando nelle mia memoria e nei miei appunti di viaggio, nei prossimi mesi il mio lavoro sarà quello di scrivere. Mi sono data una scadenza, entro la quale se il libro non è completato, si scende in campo architettonico, comunque.
E non solo per una esigenza economica, ma per una necessità fisica. ho bisogno di progettare. scrivere il testo su architecTour, mi fara in ogni caso sentire architetto, ma se non c'è disegno e non c'è discussione e vendita ai clienti delle proprie idee, probabilmente non c'è, per me, soddisfazione personale.
tra una manciata di orette, decolla il volo della ryanair, per portarmi a Roma. la trafila seguirà autobus, fino a Termini, e treno fino a Napoli centrale. Mi fermo in terra partenopea 48 ore esatte per tornare sotto la gonna materna qui a Barcelona. L'emergenza è davvero grave, lo so. in questi casi, mi sa che una preghiera a San GENNARO è veramente quello che ci resta da fare. Perchè per eliminare 5200 tonnellate di rifiuti, ci vuole solo un miracolo.
e quest'è.
statevi bene
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"i veri viaggiatori sono
"i veri viaggiatori sono coloro che partono per partire: i cuori leggeri, coloro che hanno desideri simili alle nubi, e che sognano vaste voluttà, cangianti e sconosciute, delle quali lo spirito umano non ha mai saputo il nome.”
Baudelaire.
I giorni dopo il mio ritorno sono trascorsi tra una pioggia barcellonese e una napoletana, sono stati intensi e conditi da allegre novità.
Una piccola chicca è stata la pubblicazione di una mia poesia , in uno dei quotidiani più importanti del paese: LA VANGUARDIA
per i più curiosi:
navigando in internet, qualche giorno fa, ho scoperto una associazione culturale, promossa da soci italiani e catalani, abbassate il volume se ce lo avete al massimo!! e aprite il link
http://www.myspace.com/lacuevadelasculturas
http://www.lacovadelescultures.com/
li ho chiamati per sapere se la mia festa del 31 maggio, potevo celebrarla lì...e.....
colpo di scena mi mettono a disposizione sala e proiettore, per una miniconferenza con slittamento di foto, sul mio architecTour
Sabato sera siamo passate per l'associazione per vedere lo spazio e commentare i costi e mia madre ed io ne siamo rimaste affascinate!
bravi guagliù!!!
Dopo il meeting, ci hanno invitate alle 21 ad uno spettacolo di teatro.
per mettere a tacere lo stomaco, siamo andate nel Indian Palace, un ristorante indiano, nella calle Montseny, proprio a due passi dall'associazione.
Elegantemente decorato da tapiz dorati alle pareti, il ristorante aveva un'atmosfera magica di altri tempi e luoghi. Nonostante la mia dieta sia rigidissima in questi giorni (previ al congresso, dove mi piacerebbe indossare i miei taller primaverili) ho accettato di concedermi una cenetta a base di agnello e pollo speziati e cotti con il Tandoori, il famoso forno indiano fatto di terracotta.
alle 21 è iniziato l spettacolo a la cova de les cultures
il brillante Ippolito Chiaiello, attore italiano appartenente alla scuola del mitico Dario Fò, ha mostrato alcuni spezzoni di suoi film e dopo ci ha letteralmente deliziati con alcuni pezzi del suo repertorio.
Sarà il mio turno come potete vedere nella programmazione, venerdi a la cueva de las culturas, cercherò di rendere omaggio alle terre che mi hanno ospitata per lunghi mesi.
la serata architecTour è fissata per il giorno 30 maggio ale ore 20.00 nella calle de l'angel a 3 minuti dal metro FONTANA.
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in queste notti, quando
In queste fresche notti barcellonesi, quando andiamo a letto, mia madre mi recita a memoria le poesie di Jacques Prèvert, l'out-sider della poesia.
Alcune me le ricordavo, ce le leggeva quando eravamo adolescenti, ma adesso a questa età hanno un'altro significato.

Sabbie mobili
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano già si è ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata al vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano già si è ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.
Paris at night
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.
- Sono andato al mercato degli uccelli
- E ho comprato uccelli
- Per te
- amor mio
- Sono andato al mercato dei fiori
- E ho comprato fiori
- Per te
- amor mio
- Sono andato al mercato di ferraglia
- E ho comprato catene
- Pesanti catene
- Per te
- amor mio
- E poi sono andato al mercato degli schiavi
- E t'ho cercata
- Ma non ti ho trovata
- amore mio.
questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo e cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando e buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d'occhio
Perché noi lo tenevamo d'occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l'abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt'intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E' il tuo amore
E' il mio amore
E' quel che e stato
Questa cosa sempre nuova
Che non e mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l'estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l'ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov'eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t'abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.
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Mi sa che sono
Mi sa che sono al 50%.
In che senso?
nel senso che a volte mi sento me stessa al 100%, ma altre volte, in pomeriggi come questo, dove il sole non s'è visto, dove mia madre prepara la sua valigia, perchè domani va via, il ripasso di tutte le foto fatte in viaggio per la presentazione di venerdi,mi sento al 50%.
l'altra metà forse si è sgretolata e persa, in questo favoloso viaggio che ho fatto. e vorrei correre a riprendermela, vorrei ripartire subito.
guardo indietro e mi vedo sui motorini in Vietnam con tutto lo smog che corrode le mie narici,, all'orfanotrofio che dò da mangiare ai pargoletti, con francesca a correre nelle risaie a Bali, con Giulio al mercato a Pechino a scegliere le sete, a Sydney mentre entro negli studi di PTW, mentre corro a Bondi Beach, mentre vinco al casinò a Buenos Aires, mentre accendo l'incenso nei templi buddisti in giappone, mentre salgo e scendo dal Surf in Indonesiaa, mentre preparo gli spring rolls al corso di Cucina Vietnamita, mi vedo mentre spengo le candeline sulla torta col faccino di Trixie, mi rivedo a Macchu Picchu con la pioggerellina..., e rivedo Pedro che mi fa le foto al salar de Uyuni, mi rivedo mentre intervisto Kuma, Browne, Yeang....
mi rivedo mentre nei numerosi internet point scrivevo questo blog, che dopotutto, dopo anni, è sempre qui a farmi compagnia, a dare un tintinnio a pomeriggi come questo, pallidi, di quelli infruttuosi, quelli silenziosi, quelli che hai il magone, ma non ci sono lacrime.
quelli che non sai come definire.
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Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
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- NOTAS DE VIAJE
el blog de Lala, de vuelta en ASIA, siguiendo el corazon, la tranquilidad del yoga, la gente... - LIVE FROM HAMBURG
un blog freschissimo come chi lo scrive...naturalmente su Hamburg - barcellona alma mia
un ottimo blog su BARCELLONA - Actualidad arquitectónica en Barcelona
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lavora a Londra, è vivace e determinata, blog vero e divertente - tripluca, vivere viaggiando....
luca è veramente uno dei miei miti, il mio RTW ha preso molti consigli dal suo manuale! - world-architects
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