i post di Simone di novembre 2006

martedì 21 novembre 2006

Data stellare 21.11.2006

Ci vorrebbe una bella sigaretta qui. Per riordinare le idee...
Ma devo tenere duro: è da questo fine settimana che non ne tocco una e ce la posso fare. Ce la devo fare.
Dopo 13 anni di militanza convinta, dopo 13 anni di appostamenti ai distributori notturni, di feroci battute di caccia per trovare quelle maledette sigarette francesi che non ha MAI nessuno, di lunghi interminabili tiri dopo il caffè, o di quelle rapide boccate nervose mentre si parla di politica/calcio/donne/gioco/professione... dopo tutto questo... si smette! Basta, si chiude, da oggi se ne fa a meno! Non è giusto, fa anche MALE (almeno a stare a sentire la mia incipiente otite) ma si deve smettere. Perchè? Dio mio, non mi fate domande difficili. S'ha da smettere. Se vogliamo vedere i nostri nipoti (quantomeno per obbligarli a lavorare perpagarci la pensione...), se vogliamo avere vivere senza QUEL colpetto di tosse sospetto, senza fare le scale e reggersi la milza a due mani, avvertendo distintamente sul petto il peso di una stecca di bionde... allora stop.
Ultima e poi basta.
Magari questa qui che mi ero scordato di avere sulla scrivania.
Vabbè, ora si pranza... c'è il caffè
MA POI STOP
eh... ma c'è quella riunione...
e poi il 28 ho l'esame di stato...
momento sbagliato eh?!
O VIA! Si smette! Adesso, al lavoro!

...
...
...
No, niente ultimo tiro... muoviti!

Eccomi qui... Tastiera nera, monitor nero, scrivania di un raccapricciante laminato tipo-legno chiaro (odio queste fisse filo-scandinave), telefono nero. Messa così, sembro impiegato in un'impresa di pompe funebri... Invece no: un fondo di assistenza sanitaria. Parcheggiato qui, in attesa di fare l'ennesimo colloquio di lavoro, per l'ennesima occasione "mancata".
Partiamo da un concetto cari colleghi: senza l'abilitazione non serviamo a nulla. E' come il diploma di liceo classico... da SOLO è l'alternativa ecologica della diavolina.
Bel colloquio, CV interessante, piace andare in cantiere eh? bene bene, belle esperienze, sì... ah... non è abilitato?! Peccato... Allora metto il suo CV nel mio schedario invisibile e se dovessimo aver bisogno le scriverò con la mia macchina da scrivere invisibile. Non chiami lei, chiameremo noi...
NADA, NIET, NISBA, NIHIL, NULLA! Certo, a breve mi prenderò l'abilitazione (a breve... vabbè, passatemela per buona!)... ma ho come l'agghiacciante sospetto che non cambierà nulla... sempre le solite orribili, incredibili, ripugnanti offerte di stage...

"Dobbiamo valutarla"
Giusto
"Non sappiamo con chi andremo a lavorare e non possiamo darle un "popo" di stipendio al buio"
1000 euro al mese, nel più principesco dei casi, "popo" di stipendio? E poi non usi quel tono: ho la laurea mica la mononucleosi!
"Investiamo su di lei"
Con la macchina? Ma poi scusi... ma io avrei fatto l'università. Ma di quanta altra formazione ho bisogno?
"Ma non siamo mica schiavisti noi! Noooooo, non siamo come quelli che sfruttano i giovani! Noi nei giovani ci crediamo. Un bello stage con inserimento nell'azienda al termine"
Quest'ultima è la migliore delle balle... "inserimento in azienda"... ma ne parleremo poi più compiutamente.
"Per il momento 200 euro per 6 mesi. Lordi"
Scusi, ci deve essere un errore... voi siete quelli del "cercasi schiavo catene-munito", giusto? Io mi ero presentato per il posto da progettista!

Ma andiamo avanti...

Oggi è un lunedì meraviglioso, di una settimana bellissima, di un novembre in cui ancora giriamo in maglietta (pant pant... caldo...). Forza gente, tutti al lavoro!

Il viaggio è appena cominciato...

 

Aggiornamento

Ho ricevuto un'offerta di lavoro. Verso la fine della settimana mi daranno la versione "formale". A quanto pare, far girare il mio CV più o meno come i bacilli della peste nel 1600 potrebbe essere servito...

Da quanto ho sentito non sarebbe il "massimo", ma per il momento, almeno, mi riavvicino al mio settore e abbandono questa cassa di assistenza sanitaria... ma c'era un'altra offerta che avevo puntato. Mi sarebbe toccato cambiar città, ma chi se ne frega! Se mi fanno fare l'architetto, trasloco anche in Groenlandia!

Richiesto ottimo inglese, e ci siamo

Conoscenza di interior design e ce l'ho. Più che approfondita!

Curiosità. Sono curioso come uno gnomo!!!

E via discorrendo.

Telefono. Un cortesissimo signore mi risponde, mi spiega tutto, sembra interessato. Chiede il CV, facendo presente che una volta visionato, sarebbe interessato a vedere dei miei lavori, ma prima il CV! Ok, spedisco tutto in tempo record... se ci siamo sentiti alle 12.20, alle 12.19 il mio CV è sulla sua scrivania (e non ho sbagliato...).

Ma anche qui

Anche stavolta

il buio...

Io vorrei fare una domanda a chi cerca lavoratori in generale... Ma che diavolo vi costa mandare una mail, telefonare, faxare, piccionare un "GRAZIE, MA CON LEI CI FACCIAMO LA COLLA?!"

Un po di rispetto signori.

E' fondamentale.

E' dovuto.

Buon proseguimento!

 

mercoledì 22 novembre 2006

Data stellare 22.11.2006

YAAAAAAAAAWN... sbadiglio... Si comincia! Stamatina, venendo in ufficio, ricordavo gli annunci più stravaganti cui ho risposto in questi mesi, cercando, in base al linguaggio, alle richieste, di inquadrare i datori di lavoro...
La jungla insidiosa del mercato del lavoro va affrontata con attenzione.
Dovete sapere che anche nell'offrire lavoro ci vuole esperienza. E se non sei capace, rischi di inanellare degli insuccessi incredibili, nella ricerca di un ragazzo/a da sfruttare! E' quasi comico "beccare" questi novelli schiavisti: hanno le classiche pretese da chi ha aperto da poco o hanno la convinzione che a breve sfonderanno. Vivono con l'idea dello studio all'americana, con i nomi sulle porte, una divisione gerarchica piuttosto forte, dove il vertice è composto dai "soci" e la base dagli "operatori CAD" (notare il parallelo con il "faraone", la sua corte e gli "schiavi"). Ovviamente l'idea delle paghe è più simile a quello di un'industria di palloni da calcio...
Gli annunci normalmente sono su questo stile:

Studio di progettazione cerca architetto max 30 anni, laurea minimo 110/110, con almeno 5 anni di esperienza nel settore pubblico e 5 nel settore privato, perfetta conoscenza lingua inglese, perfetta conoscenza cad, 3d studio, photoshop, grande disponibilità, totale dedizione al lavoro, capace di redigere esecutivi, capitolati d'appalto, computi metrici, fascicoli del fabbricato. Si valutano Curricula (anzi: curriculum, ignorando il plurale latino, o peggio: curriculums... all'inglese!). Asternersi privi requisiti. Il possesso di auto/moto sarà requisito preferenziale

Già da qui ti rendi conto che hai a che fare con un pivello. Al di là del dato per il quale dovresti essere laureato, avere 10 anni di esperienza e 30 anni di età (non posso fare nomi per ovvi motivi, ma vi giuro che mi sono imbattuto anche in paradossi di questo genere)... ma diamogli fiducia! Può aver scritto una bozza che poi ha sovrascritto male... chiamiamolo. Dopo 75 squilli risponde una voce scocciata. Chiedi informazioni, pensando tra te e te "Dio mio, che segretario maleducato si è trovato questo tipo!" salvo poi scoprire che è il titolare e l'unica persona che lavora in quello studio. Immediatamente parte una romantica descrizione, dove si decantano le eccezionali virtù dello studio, la sua immensa compentenza in ogni settore che Dio ha creato, capace di urbanistica, design, arredamento, progettazione, riqualificazioni edilizie. Quindi si parla del lavoro:

Contratto?
Santo cielo, contratto? No, troppo "formale"! Collaborazione esterna. Full time.
Prego?
Sì, certo. Collaborazione esterna full time. 8 ore. Poi se ci sono le consegne, senza piantar grane, si sta fino a tardi, sabato, domenica...
Adeguando il compenso immagino
No. Il compenso è sempre lo stesso
Ma allora che c'è di esterno in un collaboratore che VIVE a studio? Vabbè... almeno mi potrò occupare di progettazione!
Ah no! Io sono il titolare. Io progetto. Tu digitalizzi i miei schizzi!
Ma allora non le serve un architetto, ma un caddista!
Noi non crediamo nella rigida separazione dei ruoli... disegnatore, caddista, architetto... no, noi abbiamo un ambiente dinamico, giovane!
Mhhh... al di là del delirio di onnipotenza che l'ha portata a usare il "noi", immagino di dover interpretare questa ultima frase, rileggiandola così: "Non me ne frega nulla se facevi tu i progetti e Renzo Piano li firmava solo. Io qui dentro ti faccio lavorare e ti carico di responsabilità come un architetto, ma ti pago meno quello che mi viene a fare le pulizie 2 ore a settimana!". Vabbè, sono disperato: il direttore della banca mi dorme in casa e la moglie telefona a tutte le ore del giorno e della notte per sapere quando torna. Di che paga parliamo?
Beh, prima c'è il periodo di prova!
Ah... mi faccia capire: chiedete dei requisiti che sull'enterprise Picard mi assumerebbe immediatamente come vice capitano e voi chiedete PURE la prova. Capisco... ma voglio venirvi incontro: è giusto! Dove sapere con chi avete a che fare. I periodi di prova, per LEGGE sono al 100% dello stipendio. Quanto è lo stipendio?
Il "contributo" iniziale sarà di 200 euro lordi al mese. Non sarà una vera e propria prova: uno stage con rimborso spese. Poi, al termine dello stage parleremo dell'ingresso in azienda.
Uno studio di una persona e ha il coraggio di chiamarla azienda, eh?! Ma vi rendete conto di come ci fregano?! I CCNL (CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI DEL LAVORO) prevedono che una persona in prova, debba essere retribuita ESATTAMENTE QUANTO UN DIPENDENTE ASSUNTO! E loro che fanno? Per non pagarci, si inventano lo STAGE! Il bello è che lo chiamano comunque PERIODO DI PROVA. Ma in termini fiscali è solo uno stage... Ok, dal vocabolario del cittadino:(http://www.pbmstoria.it/dizionari/dizcittadino/lemmi/420.htm):

Stage: termine francese che significa "tirocinio". Viene usato per indicare un periodo di tempo di addestramento trascorso in un ufficio, per imparare nella pratica il lavoro che vi si svolge.

Questo vuol dire che dopo un periodo in cui ti viene insegnato il mestiere, diventi un lavoratore... Ma se dal CV risulto un lavoratore con esperienza, CHE MI VUOI INSEGNARE? E se anche tu trattassi una particolare pratica di cui non ho esperienza (esempio: il capitolato d'appalto), ma CI VOGLIONO 3 MESI PER INSEGNARMELA (tra l'altro il capitolato ce lo insegnamo all'esame di Estimo e Esercizio professionale, ma vabbè!)?! Avanti...

Quanto dura il periodo di prova?
3 Mesi
3 MESI?! Ma in 3 mesi si fa una FINANZIARIA per un paese di 60 milioni di abitanti!!! Andiamo avanti. La paga definitiva, finito il periodo di prova?
Eh, poi vedremo!

Questi cialtroni, dalle mille pretese e nessuna disponibilità, dopo un mese, (dopo una incredibile serie di buche da parte degli aspiranti schiavi, che fiutato il pericolo, scappano a gambe levate) rimettono l'annuncio abbassando notevolmente le pretese, ma NON aumentando l'offerta, il "contributo" o diminuendo il periodo di assurdo stage! Ovviamente, la chiacchierata telefonica, non cambia...
Ma chi abbocca? Chi ha davvero bisogno e è costretto a mandar giù il rospo?
Beh, una volta mi è toccatto accettare... e questo è il sunto di una delle ultime chiacchierate...

"Scusi architetto..."
"Dimmi caro, ma sbrigati che devo andare in cantiere"
"Cantiere?! Uh che bello! Posso venire? Sa, dopo 8 mesi non ho ancora nemmeno visto un operaio..."
"Ma stai scherzando? E se ti fai male? No no, lascia perdere. Lo faccio per te guarda... E poi i cantieri sono sporchi, tu stai qui e manda quei fax"
"Basta architetto! Io sono intenzionato a andarmene"
Poggia il cappotto (di Armani), si toglie la sciarpa (di Valentino) e ti mette la mano sulla spalla.
"Ma come, io ho investito tanto su di te, ti ho dato fiducia, nonostante non abbia un cent da spendere!"
"Ma non ho imparato nulla!"
"Ma come sarebbe a dire? Io ti sto facendo sgobbare tantissimo!" Qui va detto che non è colpa loro... soffrono del complesso di Miaghi, l'anziano maestro giapponese di karate kid: se mi dipingi lo steccato del giardino, automaticamente hai imparato a parare i colpi di bruce lee, brendon lee, tommy lee, del generale lee e guarda lee, ma dove? lee lee!
"Ma veramente è già tanto se mi allontano dalla postazione... anzi... a dire il vero starei ancora aspettando quei 300 euro che mi deve per quel lavoro"
I suoi occhi frugano lo spazio circostante rapidamente... in cerca di una via di fuga? Quindi affronta la morte con un sorriso
"Ma certo, ecco!"
Ti mette in mano una fascetta di pezzi da 50. Li conti rapidamente
"Ma sono 250..."
"Eh, il bancomat mi ha fatto prendere solo questi. Ma domani ti do gli altri"
e esce dalla porta come se lo studio stesse per precipitare in un burrone.
Inutile dire che quei 50 euro non si vedono MAI.

 

giovedì 23 novembre 2006

data stellare 23.11.2006

Stamattina volevo iniziare scrivendo una sorta di mini-serie, per raccontare in chiave ironica-comica-drammatica, le disavventure che spesso si incontrano quando abbiamo la fortuna di avere un cliente e un appartamento da ristrutturare...

Ma prima vorrei dire due parole (rendendomi così ancora più logorroico). Non sarà carino, non sarà elegante, non avrà stile. Ma ormai mi hanno stancato. Mi hanno veramente stancato.

 

Mi nonna, buonanina che aveva vissuto la guerra, quando vedeva noi bambini fare capricci perchè non volevamo mangiare "questo" piuttosto che "quello", diceva sempre "A voi, ci vorrebbe una botta di miseria!"

E allora...

 

A tutti i professionisti, le società, le aziende scorretti

A tutti voi che "producete" lavoro ma avete la coscienza sporca di decine e decine di contratti mai fatti, di giovani spremuti per i vostri scopi, per le bugie raccontate, per i diritti violati...

A tutti voi che non avete mai conosciuto la fame, il bisogno di pagare l'affitto, le bollette, la spesa, perchè mamma e papà erano ricchi e non voi bravi...

A tutti voi che i soldi non li avete MAI guadagnati per capacità, forza, merito, ma perchè ricchi di famiglia, perchè sposati o imparentati a qualcuno che li aveva, perchè vi siete costruiti la vostra micragnosa fortuna sulla pelle degli altri, non pagandoli, pagandoli male e cacciandoli quando vi chiedevano quanto gli spettava di DIRITTO, e siete consapevoli delle vostre assolute incapacità manageriali, della vostra disgustosa mediocrità che vi pone al di sotto del peggior venditore di fumo

A tutti voi, novelli sfruttatori, che ci raccontate balle circa la vostra voglia di investire nei giovani e che mantenete in vostro disgustoso impero facendo poggiare le sue basi sulla fatica altrui, lì dove voi non avete mai sprecato una goccia di sudore e poi avete anche il coraggio di definirvi "democratici" e di "sinistra", solo perchè riciclate la carta o una volta l'anno arruolate un universitario (pagandolo SEMPRE e CMQ una miseria)

 

a tutti voi, io auguro una BOTTA DI MISERIA. Di miseria vera.

 

Ok, ora mi sento meglio. Scusate lo sfogo amaro...

Veniamo a noi...

Ma perchè bastonare solo i datori di lavoro? Santo cielo, non siamo mica dei bruti!
Parliamo dei clienti...
Ovviamente, va detto che i "buoni" e i "cattivi" li abbiamo sia da una parte che dall'altra. Ci sono datori di lavoro corretti, che combattono con lavoratori un "tantino" scorretti, e viceversa.
Così per i clienti! Ci sono quelli che ti dicono "Vai! Credo in te" (probabilmente estinti) e quelli che, dipendesse da loro, dovresti lasciargli il timbro a casa, così si fanno le cose come gli pare, perchè tu non conti nulla, perchè loro hanno un feeling particolare col costruttore/proprietario dell'impresa edile etc etc...
Io ho un po di esperienza nel campo: ho lavorato da quando mi sono iscritto all'uni, per lo studio di mio padre (e sul lavoro con i parenti, parleremo adeguatamente in seguito) e per altri (architetti, geometri, ingegneri, imprese edili). Ho già affrontato il tema "cantiere" e me li sono trovati davanti i "clienti": figure mitologiche, mezzi uomini e mezzi piagnistei.
Il cliente, specie a inizio carriera, è il papà di un amico o di un'amica, un parente o un collega di un parente.
Alla presentazione è tutto uno strette di mano, pacche sulle spalle, inviti a cena (come se io la mia famiglia la mantenessi con gli inviti a cena... o Dio, certo: se mi presentassi con tutta la tribù a seguito, almeno il pasto lo avremmo svoltato!). I primi pensieri sono da impresario di Broadway: vetri colorati alle porte con le piombature, infissi legno-alluminio, invertire zona giorno e zona notte, ampliare il soggiorno, espropriare una stanza al vicino, costruire un ponte di barche per oltrepassare il reno ma solo per spaventare i Germani, consolidare le nuove conquiste in Gallia, mettere in senato dei nostri uomini. Stordito da tanta passione per l'edilizia, tu, novello Apollodoro di Damasco, fai presente che senza planimetria non si va da nessuna parte. Risatina compiaciuta del cliente che ti presenta una vecchia carta catastale col timbro "regio catasto" (probabilmente di incommensurabile valore storico). Fai presente che potrebbero essere cambiate lievemente le cose e forse è meglio se rilevi nuovamente l'immobile.

IL RILIEVO
Dio ragazzi, che meraviglia. Il primo impatto VERO col cliente lo si ha qui. Prima di tutto una lotta forsennata per partecipare! Il giorno del rilievo si presentano TUTTI: cliente col vestito "buono", consorte con collana di perle, nonna ultra-centenaria che non usciva di casa dalla grande guerra e ricorda distintamente quando in Italia c'erano i tedeschi (i lanzichenecchi, non i nazisti), cane, figlio scazzato che stava battendo ogni record con la PS2 ed è stato sdradicato dai genitori dal suo gioco (normalmente è la madre che lo costringe: spera che standovi vicino, il pargolo rimanga folgorato dall'architettura, decida di intraprendere la carriera e dia una mano alla mamma la prossima volta che a questa verrà in mente di spostare i divani. Darle una mano, nel senso di convalidare con la "scienza" le sue assurde teorie compositive e di arredamento, limitandosi a sollevare il divano, spostare il divano e poggiare il divano). Tutti RIGOROSAMENTE con il metro (qualcuno con quello di carta di Ikea). Piuttosto meravigliato (fa sempre impressione, a un professionista, lavorare con un pubblico talmente numeroso), prendi la tua borsetta da cui estrai l'inseparabile metro-laser ("Ohhhhhh" di ammirazione dei presenti, che ti fanno un po rimpiangere il non aver mai sensito quella mini-ovazione da nudo). I più evoluti hanno il portatile o il palmare, ma è molto difficile lavorare su questi strumenti, specie la prima mezz'ora, quando il display è tutto appannato perchè gli astanti ci alitano sopra (E LASCIATEMI SPAZIO!!!).
Ora, non so voi ma io, normalmente, le misure me le ripeto a voce alta. Non per teatralità, ma per ricordarle il tempo sufficiente di scriverle o riportarle sul portatile. E' incredibile cosa "diventano" 1 metro e 20, nel tempo che trascorre tra la rilevazione e l'estrazione di carta e penna!
Ma per il cliente è come assistere alla realizzazione di un abito su misura. Tu stai lì... tranquillo. Misuri. Leggi a alta voce:
"2 metri e 58" Vociare sommesso. Ti guardi attorno un po come il professore che ha sentito un commento durante una lezione
"1 metro e 39" Commenti del pubblico. Avrai deluso le loro aspettative? Una misura a ribasso... ma no, è solo per la suspance!
"3 metri e 74" Rumori in sala, quale gridolino eccitato. Sorridi compiuaciuto. Sei un piena Ouverture!
"4 metri" Applausi a scena aperta. Un nuovo meraviglioso successo che troverete in edicola in dvd in comode uscite settimanali.
Ovviamente la seduta di lavoro prosegue, con domande di ogni tipo (assolutamente non pertinenti e spesso assurde): "Ma qui mi ci entra l'armadio archité?" (ovviamente senza comunicare alcuna misura), "Questa di che colore la facciamo archité?" (cosa? La porta? La parete? La cucina? La nonna che avete poggiato all'ingresso appena entrati?) "Ma ha visto che panorama archité?" (Ma questo in cui ci troviamo, non è lo sgabuzzino cieco?) "Ma che questo è il bagno archité?" (Mi dica onestamente: quando è l'ultima volta che ha visto una camera da pranzo col bidet?) etc etc.
Una volta terminato il rilievo, avete davanti gli occhi la planimetria finita. PER AMOR DI DIO NON ANNUNCIATELO A VOCE ALTA! Ho commesso questo errore una volta... è stato come guardare la Gioconda al Louvre! Gomiti piantati nei fianco, tre teste davanti la faccia, gente che passa avanti con nonchalance.
La fissi per qualche minuto, cercando di intuire il passaggio delle travi e la disposizione dei pilastri. Dove potrebbe trovarsi la colonna degli scarichi? E perchè questo corridoio fa questo giro strano? Già forte di 30 minuti di esperienza, queste riflessioni le fai nella tua mente, al fine di evitare l'ennesima conferenza stampa, e punti deciso verso la camera da letto. Sei quasi sicuro che lì ci sia un pilastro. Ora, come si fa a rilevare la presenza di un pilastro in una parete? Certo, se non è in rilievo... chi l'ha domandato? Si è infiltrato qualche cliente tra i lettori? Si "bussa". Se suona "pieno", è un pilastro. Se suona vuoto, è un semplice tramezzo. Vi avvicinate alla parete. La guardate bene, anche controluce, per capire se la presenza del maligno è individuabile da piccole crepe (differente dilatazione termica degli elementi), o magari da un tramezzo posticcio. Io a questo punto, in genere, mi diverto. Noterete con la coda dell'occhio che tutti seguono i vostri movimenti, in modo perfetto. Un po come quei mimi di strada, capirci... Inizi a battere la parete. E' una miscela particolare, quella richiesta: tatto per la solidità del manufatto e orecchio per il rumore del colpo sul muro. Questo mix è fondamentale per individuare un pilastro. Una volta che avete iniziato (e ovviamente interrotto, fatta ripetere la domanda, spiegato cosa state facendo e ripreso), TUTTI si mettono lì con voi a bussare sulla parete. Bestemmiate, rinunciate e stabilite che quel pilastro lo troverete in pianta o in cantiere.
La seduta è conclusa. Fate la conferenza stampa di rito, rispondete a tutte le domande e poi riferite l'iter: vi serviranno circa 7 giorni per un primo progetto di massima. Una volta "chiacchierato" sul progetto di massima, si stenderà quello definitivo. A quel punto avrete tutti gli elementi per il computo metrico e potrete far "partire" i preventivi. Venite guardato come il salvatore! Vi vengono promessi, in un crescendo, bottiglie di vino, fiori, frutta fresca, un agnello, giovani vergini, un giorno festivo tutto vostro, sacrifici umani.
A QUESTO PUNTO, un architetto intelligente, parla del proprio compenso, facendo presente che dovrebbe avere un piccolo anticipo almeno per le spese iniziali... ma io non rientro nella categoria, e faccio passare in cavalleria pensando "mi farò pagare al prossimo incontro!", ora pensiamo al progetto...

 

sabato 25 novembre 2006

data stellare 25.11.2006

Cominciamo col mandare un abbraccio enorme a tutti i ragazzi che mi hanno scritto. Non siete soli ragazzi!
Ho letto, specialmente nel post di gemelli-trincea, tanto rancore... so cosa provi. Ho collaborato per un periodo con una piccola impresa edile. La faceva da padrona nel suo "quartiere": non si dipingeva una parete senza che venissero chiamati loro. Avevo stretto amicizia col proprietario (un autentico pezzo di pane), che in tutti i modi aveva cercato di farmi "entrare" nel giro, facendomi disegnare mobili, trovando soluzioni per gli interni e via dicendo. Due i finali:

1. dopo aver preso i disegni, i novelli "clienti" sparivano. Non ho mai saputo se in giro c'è qualche mio "figlio". Il proprietario della ditta non è mai riuscito (e preferisco pensare riusciuto... non voglio metterla sul piano della volontà) a farsi dare i "miei" soldi. Credo nella sua buona fede, perchè talvolta si è offerto di pagarmi lui la parte pattuita, impegnandosi a dare poi direttamente la caccia al cliente inadempiente (senza risultati).

2. si concludeva con un "sì bello, ma in questo quartiere lavora un geometra anziano che ha il "monopolio". Noi ci fidiamo di lui". Ovviamente il cliente svaniva con i disegni, dopo aver giurato fedeltà al vecchio tecnico. In questo finale, il figlio è il mio (con le dovute modifiche della moglie del cliente, che ha immediatamente vantato la totale maternità del progetto).

Ragazzi, purtroppo in questi giorni posterò un po di meno (come lunghezza e come frequenza), visto che Martedì e Mercoledì ho l'esame di abilitazione. Tutti gli abilitati, se possono, sprechino due preghiere per me e tutti quelli che saranno lì in trincea con me. Cercherò di postare la prosecuzione del rapporto col cliente appena posso (il protagonista sarà il "progetto" in un esilarante rapporto a 4: la bocca dell'architetto, il suo cervello, il cliente e sua moglie... spero piaccia! sorriso)
Anzi, se qualcuno potesse inviarmi nei prossimi giorni le 100 domande, sarei un bel passo avanti (sim_too@hotmail.com)!
Dita incrociate... vado a cercare un paio di esempi per la relazione tecnica!
...Dio mio... che acidità di stomaco fiore appassito...

 

domenica 26 novembre 2006

data stellare 26.11.2006

A quanto pare il mio intervento ha fatto breccia...
Lasciate che vi racconti una cosa "mia": al di là delle evidenti manifestazioni di follia infantile (a 4 anni andavo sostenendo che avrei fatto l'architetto della Lego... tutte le rotelle a posto non le avevo evidentemente), mio padre fin da piccolissimo mi ha detto "tu farai l'ingegnere". Lui tutt'oggi nega, ma io ho ricordi nitidissimi.
"Io farò il calciatore!"
"No, tu farai l'ingegnere!"
"Io farò l'architetto della lego!"
"No, tu farai l'ingegnere!"
"Io farò il professore di lettere!"
"No, tu farai l'ingegnere!"
A forza di lavaggi del cervello (a 90° e senza ammorbidente oltretutto) finito il liceo mi sono iscritto a ingegneria. Mio padre avrebbe dovuto intuire immediatamente che razza di casino aveva combinato, visto che a mezzanotte della sera prima dell'ultimo giorno di consegna dei documenti di iscrizione, ancora non avevo scelto QUALE ingegneria... e non per indecisione, bensì per mancanza assoluta di voglia.
Mi sono fatto i miei bravi 3 anni, ciondolando qui e lì, dando qualche esame ogni tanto giusto per non farmi rompere le palle.
Dopo 3 anni mio padre sbotta
"Non ce la faccio + a vederti così! Se vuoi cambiare facoltà, fallo! Se vuoi andare a lavorare, fallo! Ma fai qualcosa!"
Per me fu come sentirmi dire dal secondino "Ragazzo, c'è stata l'amnistia. Sei libero!". Iniziai un programma piuttosto feroce di selezione. Andai a seguire lezioni a economia e commercio, lettere, lingue. Alla fine mi trovai dalle parti di Valle Giulia. E scelsi.
Ovviamente il DNA doveva avermi detto qualcosa in quel momento, avendo avuto un padre, uno zio, un nonno architetti e svariati altri parenti prima che la facoltà di architettura venisse creata qui in italia...
Ho iniziato subito a lavorare come disegnatore CAD, dal primo minuto. Lo usavo piuttosto bene, perchè fino a quel momento mi ero divertito a progettare arene per Quake (famoso sparatutto) con un programma molto simile a autocad...
Insomma: la vita si era dannata per mandarmi dei segnali.
Li ho solo interpretati con un leggero ritardo...
Quale è la morale di questa storia? Che ognuno di noi ha una storia da raccontare. L'università, dico sempre, se non la ami, non la fai, non la finisci.
Se abbiamo finito architettura, abbiamo sputato sangue sull'esame di abilitazione (cosa che sto facendo anche oggi... O Dio mio... è martedì... mi sento male al solo pensiero...), è perchè noi questo mestiere lo amavamo.
Dove sbagliamo? Perchè non troviamo lavoro? Perchè ci lasciamo mettere così i piedi in testa?
Ci odiano? Sono tutte carogne? Sono cattivi? Siamo troppo buoni?
Il problema è sempre lo stesso: se qualcuno fa qualcosa è anche perchè qualcun'altro glielo lascia fare.
Noi abbiamo permesso che CHIUNQUE ci camminasse sopra. Quando l'idea di "sbottare" era tanta, c'era sempre qualcuno che ci diceva "Ma che ti metti a fare? Ma in fin dei conti ti serve per l'esperienza! E poi questo signore non è così male, ti ha anche fatto il regalo a natale..." Se poi ci saltava in testa di rivolgerci al sindacato "Ma sei impazzito! Guarda che ti rimane tipo fedina penale! E poi i sindacalisti sono tutti ladri! Sono i primi a mangiarci"
La volete sapere una cosa? ANDIAMO A FARGLI IL MAZZO! Questa gente è composta da piagnucoloni imbecilli, capaci di fare i grossi con i piccoli e i vermi con i grossi! I nostri DIRITTI li abbiamo e dobbiamo imparare a farli valere!
Vi racconto di un'amica... aveva fatto un lavoro. L'accordo era: ritenuta d'acconto, lavoro finito entro un mese, entro la fine del secondo ti pago. Ok. Lavoro consegnato, ricevuta della ritenuta consegnata. Passa il primo mese, passa il secondo, passa il terzo. La mia amica non era una tipa tutta infighettata con mamma e papà che pagano (tipo quella specie di bestia che hanno intervistato tempo fa a "Anno Zero": quanti anni hai? 30. Che fai nella vita? Niente. Come niente, lavorerai.. studierai...? No, no: niente, è che non ho ancora deciso. E mamma e papà ti hanno mandato a Rimini in vacanza. Sì... ecco: qui va uccisa la bimba di 30 anni e deportati i genitori), questa mia amica è una ragazza che paga l'affitto e si sfascia dalla mattina alla sera per la sua indipendenza. Il tipo non si faceva trovare al telefono, era sempre impegnato, sempre pieno fino alle orecchie e non faceva mai avere sue notizie. La mia amica era disperata e mi chiede aiuto. Ho un'idea: mettiamo in mezzo il sindacato. Chiediamo aiuto, ci aiutano a scrivere una mail. Nessuna minaccia, nessuna offesa... roba del tipo: "sono sicura che è impegnato, e mi dispiace disturbarla, ma poichè non ho ancora ricevuto il compenso pattuito per il mio lavoro, vorrei ricordarle che questo rimane di mia proprietà e pertanto vi diffido a farne qualsiasi uso, altrimenti sarò costretta a ricorrere ai sindacati per far valere i miei diritti di autore e lavoratore".
Dita incrociate. Spediamo il tutto alle 19.00. Il bastardo effettua l'accredito alla mia amica a MEZZANOTTE.
Una vertenza sindacale NON rimane sulla vostra carriera. Una vertenza sindacale può essere effettuata anche se avete lavorato per 1 solo mese in uno studio, senza avere un solo pezzo di carta che lo attesti. Nei processi di questo tipo, quando è la vostra parola contro quella del datore di lavoro, il giudice tende a favorire il LAVORATORE in quanto persona più debole.
Chi lo sapeva questo? Quanti sanno diversamente? Ragazzi, ho amici e parenti nel sindacato: i diritti che abbiamo (ve lo posso garantire) sono inimaginabili!
Allora, quando è così, si fa una DENUNCIA!
"Ma io non posso permettermi l'avvocato!"
Il sindacato ve ne offre uno gratis! Vi aiuta, vi assiste, vi protegge.
Lo sapete che se siete sotto contratto e andate a fare lo scrutatore al seggio elettorale, il datore di lavoro vi deve pagare i giorni che siete al seggio (oltre ai soldi che prendete dallo stato per il servizio) o in cambio vi può offrire i giorni di "riposo compensativo"?
BASTA CON QUESTI DISGRAZIATI! BASTA CON QUESTI STRAPEZZENTI! Trasciniamoli in tribunale, costringiamoli a darci il dovuto! Questa storia di imparare è una CAZZATA che ci propinano per sfruttarci! Loro pensano di cacciarci e risolvere tutto! E non dimenticate che il 90% di questi personaggi, quando ricevono la telefonata dell'avvocato del sindacato, risolvono al volo, pagando TUTTO E IMMEDIATAMENTE. Quindi la loro politica, nel mandarvi via è "Io ci provo, magari se ne va senza rompere troppo!".
E chiudo l'intervento con un: è vero che in Italia non c'è alcun rispetto per i laureati? E' vero che questo posto fa schifo, non valorizzano le vostre doti, non trovate lavoro nemmeno a morire? E' vero che vi sfruttano, vi usano e vi gettano? Allora la soluzione è: la fuga. Io ho un biglietto d'aereo pronto. Non sto scherzando: mi sono dato una scadenza. Ho 30 anni e lavoro come un mulo. Se non trovo nessuno disposto a farmi lavorare e darmi quello che merito, io emigro. E chi se ne frega se mi dovrò lavare la biancheria da solo e dovrò lasciare mamma, papà e amici. Domandatevelo una volta per sempre: è più difficile imparare una nuova lingua e vedere i propri genitori una volta all'anno o combattere per un posto in un call center e vivere da frustrati per tutta la vita?
E' un coraggio grande, quello che vi chiedo di prendere a due mani... ma darà i suoi frutti.
I sindacati e l'estero. Sono, per noi, l'unica e l'ultima soluzione.
Vi opprimono? Chiamate uno dei sindacati, quello più vicino alla vostra parte politica. Lasciatevi consigliare! E non dimenticate: questa balla del "se lo fai, qui nessuno ti farà più lavorare, perchè io conosco un sacco di gente!" E' falsa come una moneta da tre euro!
Scappiamo! Diamocela a gambe! Perchè queste sanguisughe vivranno finchè poveri e giovani studenti universitari si lasceranno sfruttare, sull'onda di mamma e papà che continuano a dire "Ti tornerà utile per il futuro!".
Detto questo... torno a studiare!
Un abbraccio a tutti

 

giovedì 30 novembre 2006

data stellare 30.11.2006

Ultimo giorno di novembre...

Ho "ricicciato" dopo l'estenuante esame di abilitazione. Un'odissea che consiglio a tutti... quelli che vogliono farsi un'idea di quanto sia paradossalmente stupido il sistema italiano.

Ma andiamo avanti! Dirò quello che penso a abilitazione effettuata!sorriso

La lavorazione de "IL PROGETTO" è a ottimo punto, non temete, arriverà presto ;)

Oggi sono tornato nella delirante cassa di assistenza. La solfa è sempre la stessa: un po di poveri imbecilli a lavorare come bestie (perchè cresciuti con una certa idea di rispetto e di produttività) e una vasta cerchia di inutili, capaci di passare mezza giornata a fumare e l'altra a pensare a quando andranno a fumare, spesso compromettendo il NOSTRO regolare lavoro. I capi che sono soddisfatti dei risultati (che NOI portiamo a casa... ma a quanto pare non vogliono "vedere"). E quando lavorano, perchè pressati e tenuti sotto il giogo, combinano pure cavolate, al punto che tutto il mese scorso abbiamo dovuto mettere una collega a correggere 1 sola settimana di lavoro di uno degli inutili... insomma: non servono a NULLA! CI RUBANO SOLO L'OSSIGENO! Ma almeno ho un lavoro (per quanto non c'entri ASSOLUTAMENTE nulla con la mia laurea...)!

Andiamo avanti...

le offerte di lavoro non fioccano e quelle che ho preso in esame non sono particolarmente interessanti. Vediamo un po...

...Si continua a offrire lo stage non retribuito. Dio mio, ma c'è gente che ancora ci casca? Ragazzi, LASCIATE PERDERE GLI STAGE! Un amico che seleziona personale (purtroppo in un campo dove non c'entro nulla, altrimenti mi sarei imbucato immediatamente), mi ha confessato che loro gli STAGE (a meno di essere fatti presso particolari società PARTICOLARMENTE SERIE, che in italia si contano sulle dita di una mano di un MONCO) NON LI CONTANO AFFATTO! Quindi non state facendo investimenti su di voi e sulla vostra preparazione se accettate un mese di schiavismo!!! RIUFIUTATELI!

E poi ...Collaboratori, collaboratori... Questa storia del "collaboratore" mi puzza sempre di più. Chiamano così QUALSIASI cosa. Ma di che cerchi un architetto no? O un caddista, no? No, meglio collaboratore, così lo faccio lavorare come architetto e lo pago come un caddista... che poi, poveri caddisti, anche loro hanno uno stomaco! Ma vogliamo pagarli?! Penso che se i disegnatori cad formassero un sindacato e scioperassero per due settimane, il mondo dell'architettura in italia chiuderebbe i battenti (cosa che mi auguro con tutto il cuore)...

e poi... LA SOMMA FREGATURA: la collaborazione a PARTITA IVA. Ci sarebbe da prendere per il bavero, sbattere sulla scrivania e finire con un pesante posacenere di marmo chi ci propone le collaborazioni a partita iva a 700 euro al mese... che poi, dico io: devo fare il libero professionista con la P.I.? BENE: entro e esco QUANDO MI PARE! No! Ho gli orari!

SI CHIAMA LAVORO DIPENDENTE, QUESTO, CIALTRONI! FATEMI IL CONTRATTO DA DIPENDENTE!

E qui, inauguro L'ANGOLO DEL VORREI...

Io vorrei proporre uno sciopero nazionale, di quelli con la gente in piazza ...

Vorrei depenalizzerei i reati di violenza contro persona che proponga stage/collaborazioni a partita iva... in fin dei conti, ma questa gente, come contribuisce al corretto funzionamento della città? Già con questo sistema EVADE i contributi, e quindi è un LADRO... chissà come svolge il suo lavoro, poi! Come si approfitta dei clienti... in fin dei conti il sistema dei "precedenti" esiste proprio per questo: inquadrare immediatamente i criminali... certo, c'è chi poi si redime, ma in genere DOPO aver pagato il suo reato...

Sto seriamente pensando di iniziare a raccogliere in una rubrica tutti i nomi dei datori di lavoro di questo tipo. Dirvi MANDATEMI I LORO ESTREMI VIA MAIL. Riempire DUE belle rubriche, di quelle a quaderno, piccoline con la copertina plastificata... Su una, a fianco di ogni nome, scriverei COSA hanno proposto o obbligato a accettare: stage di 1 anno non retribuiti, collaborazioni a P.IVA con "obbligo di frequenza"... Su un'altra, a fianco di ogni nome, scriverei l'elenco dei lavori cui le persone hanno collaborato. Le ore di lavoro, il compenso che probabilmente ha percepito il datore di lavoro dal cliente e quello dato ai "dipendenti"... E POI SPEDIREI UNA COPIA AL SINDACATO E UN'ALTRA ALLA GUARDIA DI FINANZA. Ahhhhh... ma ci pensate? Una bella denuncia alla guardia di finanza e una dal sindacato per danni...

Ma chiudiamo qui per oggi: ho da fare una montagna di pratiche (di oggi, perchè voglio SEMPRE chiudere la giornata in pareggio: non mi piace avere "arretrati". Che poi, quello che mi fa incavolare è che di ragazzi SERI ce ne sono tanti... se questi CIALTRONI se ne rendessero conto, non hanno idea di quanta produttività avrebbero, trattandoci DA ESSERI UMANI! Invece NO: SCHIAVIZZIAMOLI PER UN ANNO, poi se se ne vanno, NE TROVIAMO UN ALTRO...

Mando un abbraccio a tutte le ragazze che mi hanno scritto e salutato... per i maschi sarà sufficiente una VIRILE STRETTA DI MANO! linguaccia

un particolare abbraccio a steppi (dajeeee! Parti e realizzati piccoletta: qui sono tutti CIALTRONI! Un besito!!!baci) e un saluto a giordana, la mia "vicina" di blog: beata te che sei scappata in spagna, qui nello stivalaccio la situazione è sempre peggiore!out

 

musica...zapaterooooo, zapateraaaa... l'1% del tu' carisma me serve aqui!...musica

 

 


archivio:
i post di gennaio 2009
i post di dicembre 2008
i post di settembre 2008
i post di agosto 2008
i post di giugno 2008
i post di aprile 2008
i post di gennaio 2008
i post di dicembre 2007
i post di novembre 2007
i post di ottobre 2007
i post di settembre 2007
i post di agosto 2007
i post di luglio 2007
i post di giugno 2007
i post di maggio 2007
i post di aprile 2007
i post di marzo 2007
i post di febbraio 2007
i post di gennaio 2007
i post di dicembre 2006
i post di novembre 2006

 

 

statistiche degli accessi
Questi sono i diari del Dott. Quasi Arch. Simone.
La sua missione è quella di esplorare strani nuovi contratti, alla ricerca di nuove forme di lavoro e nuove possibilità, per lavorare là dove nessuno ha mai lavorato prima. (na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...)

Lavoro... ultima frontiera

Lavoro... ultima frontiera
gennaio 2010febbraio 2010marzo 2010aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009agosto 2009settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009

 

la posta:

Loading...

 subscribe to our feed