i post di Simone di gennaio 2007

lunedì 8 gennaio 2007

data stellare 08.01.2007

Cristo ragazzi, che periodaccio.
Fatevi due conti: sto rimpiangendo il 2006!
Oggi si scrive da casa... in ufficio nuovo pare che l'adsl non ci sia ancora, quindi dovrete pazientare e sapere che leggerete un blog di seconda mano. Voi leggete domani, quello che io scrivo oggi... quindi leggete oggi quello che ho scritto ieri. Un po proiettato nel passato insomma. Eh sì, mi ci manca anche il mal di testa adesso...
Solo soletto, in attesa che una parte della tribù torni da lavoro e l'altra... oh beh, che l'altra torni e basta. Senza se e senza ma.
Era parecchio che non mi prendeva a scrivere la sera. Ma ne avevo tanta voglia. Un po per esorcizzare questa paura che mi ha preso ultimamente... un po chissà... magari proprio come facevo quando ero adolescente: per riordinarmi le idee.
Ma riassumiamo per chi non è nella mia testa e/o non è al corrente dei recenti avvenimenti: ho lasciato il terribile fondo, almeno per il momento. Domani inizio dall'altra parte. No, non è firenze. Purtroppo firenze non ha più richiamato. Vi aspettavate qualcosa di diverso? Beh, avevate TORTO. Ma non mi arrendo. Non lo si deve fare mai. Torno nel mio settore, con la matita in mano, con un regolare contratto (pagato poco, ma cacchio: UN CONTRATTO!), ma con tanta voglia di cercare ancora. Già... cercare. Mi va veramente? Voglio veramente ripartire? Dio, sono un graziato. Sono un fottuto fortunato. La vita mi ha perdonato tante di quelle cazzate che temo seriamente il conto che mi presenterà. O magari potrebbe finire come in un ristorante affollato, quando il cameriere si dimentica di te, e tu, che di possibilità di dileguarti ne hai migliaia... ma no... come il peggiore dei coglioni resti lì, torturandoti nell'attesa e pagando con il sorriso la tua birra e la tua capricciosa. Ma veramente come un coglione? O forse sei solo migliore di quelli che scappano? Perchè hai una morale. Perchè hai un'etica. Perchè credi che le cose possano andare meglio di così.
18 euro?! Cazzo, lo sapevo: era meglio telare...
Una stronzata ce la dovevo infilare. Ce le infilo sempre... fa parte del personaggio.
Ma sentite questa... sapete come sono fatti i giornalisti, no? Ti piazzano lì, all'ora di pranzo o di cena, un bel servizio. Roba seria, che risulta anche nei titoli e ti fa andare di traverso il boccone "RICERCATORI A 800 EURO AL MESE". E tu, dopo il provvidenziale Eichmann praticatoti da un parente/amico, pensi: "Questa me la godo!". Ci sono arrivati con solo 72 mesi di ritardo, ma ci sono arrivati!
Ti spari tutto il tg.
Ma proprio tutto.
Sì sì, pure lo speciale in cui Costantino scia (il tronista, non l'imperatore).
La rubrica di cucina. Una rubrica di cucina in un tg... mah... andiamo avanti...
Questo non lo voglio nemmeno sapere che roba è... avanti
Ecco! Il servizio parte.
Trenta secondi di servizio per dirci COSA? Che i ricercatori prendono 800 euro al mese. Ma sono talmente innamorati della loro professione che continuano. Alcuni mollano e tornano a una vita meno complicata. Altri fuggono all'estero, dove sono pagati bene, tenuti in considerazione, apprezzati per quello che valgono.
Dio mio... Ma questa storia l'ho già sentita...
Allora il punto qual è? Che quest'ultima generazione si è fatta prendere per il culo dai suoi genitori? No. Assolutamente no. Perchè qualcuno che ce l'ha fatta  della nostra generazione c'è. Qualcuno che col minimo dell'impegno ha sfondato. Ha preso possesso di una posizione. Ha guadagnato onori e titoli. E' la massima autorità nel suo campo.
L'intellettuale convinto? No...
Il santone speaker? Acqua...
E' quel cretino che sciava tre servizi prima. Costantino... è uno che senza un briciolo di cervello, tenendo il culo inchiodato su una sedia messa lì probabilmente dal peggior arredatore del millennio, in una delle trasmissioni più imbecilli, condotta da una delle persone più incompetenti, ha vinto. Ha sbancato ragazzi. Una palestra, un ristorante, soldi a palate. Tutto per tenere il culo inchiodato su una sedia messa lì probabilmente dal peggior arredatore del millennio, in una delle trasmissioni più imbecilli, condotta da una delle persone più incompetenti. E va su e giù dagli studi televisivi alla palestra, al ristorante. Sta lì e fa due pesi. Beve un gatorade. Poi doccia veloce, che bisogna aprire la serranda del ristorante. E tutta la sera a mangiar gratis, a stringere mani, a firmar autografi, a farsi fare foto. Poi a casa: dvd sullo schermo al plasma, in dolby, nella villetta immersa nel verde. A letto presto, che domani deve andare a prendere il bmw nuovo...
Io non voglio crederci. Io non posso pensarci... guardiamoci negli occhi. Sì, io e voi che leggete. E domandiamoci: lui così, con la terza media presa col cepu e forse un diploma preso con mitra e passamontagna.... e noi? ma quante palate di merda abbiamo ingoiato? Quante umiliazioni abbiamo subito? Professori universitari che ci hanno mandato via solo perchè era l'ora di pranzo. Tesi che sono durate anni perchè l'assistente VERME di turno non voleva farvi andare avanti. Insultati dal personale delle segreterie universitarie (con me, si son persino permessi di dire "io fossi in te non mi presenterei per questa borsa di studio"... ma una padellata di cazzi tuoi, no?! E poi che son 'ste confidenze? Mi dia del "VOI" e mi chiami "maestro"!). Siamo stati presi da piccoli e violentati nei nostri sogni. Ci hanno strappato via dalle mani la laurea fresca di stampa e ci han sputato sopra, sostentendo che non avevamo la "mentalità", pagandoci una miseria, rubandoci il tempo, la speranza, la voglia di combattere. Portandoci via la NOSTRA VITA con tutto quello che ci avevamo nascosto dentro, dicendoci che non facevamo nostra la mission. Con tutti i sogni che ci eravamo fatti... tutte le illusioni... Ci hanno chiesto, chiesto, chiesto. E non ci hanno mai dato un cazzo. Ci hanno insegnato a mentire, a sbagliare dando la colpa a un altro, a corrompere, a insultare,  ma non perchè fossero cattivi, malvagi spietati, ma perchè nelle loro immensa piccolezza non avrebbero saputo che altro insegnarci.
E chi di noi non ha voluto o potuto farlo? Via, nel dimenticatoio, come tutti quelli che hanno opposto una morale, un'etica a questo schifo. Io sono cresciuto nella balla che a un lareato andasse portato rispetto perchè aveva studiato. Mi hanno raccontato che se perdevi tempo sui libri, saresti stato ricompensato con lavori di alta qualità, con stipendi adeguati. Mi dicevano di risparmiarmi le piaghe sulle mani, perchè ci avrei dovuto girare le pagine. E non l'abbiamo fatto per i soldi. Quanto scegli l'università, i soldi "veri" non li conosci nemmeno. Lo abbiamo fatto per l'amore. Per la spinta che questo sentimento dava. Per... o beh, dai cazzo: un po anche per il soldo... ma alla base c'era VOGLIA DI FARE QUESTA PROFESSIONE.
E tutto quello che ci hanno lasciato oggi, cosa è? Servizi al telegiornale, in cui vecchi e incompetenti imbecilli, si interrogano su come salvare il mondo che hanno rovinato LORO, sostenendo che i giovani sono il futuro. Che sui giovani bisogna investire. Basta, signori, grazie: su di noi avete investito tanto... ho ancora i segni dei pneumatici.
Ma non sarà la facile ironia che ci restituirà la nostra innocenza. Non sarà la consapevolezzza di non aver buttato quegli anni all'università. No. Non saranno la palestra o il ristorante di quel palestrato senza cervello. Nemmeno la ritrovata forza, nel buttare giù queste righe. Neanche le note di "Delicate" di Damien Rice, in loop continuo... Le cose che ci han portato via, non le riavremo MAI indietro.
Noi possiamo fare solo un piccolo gesto. Roba da poco. Prenderci una piccola soddisfazione e andare a letto anche stasera, sapendo che domani mattina, avvolti nel cappotto e con la borsa sottobraccio, andremo ancora una volta a farci sfruttare, a farci insultare, a lasciarci prendere in giro, a non imparare nulla. Andremo, con la sciarpa che sventola nel vento freddo di gennaio e il sorriso di un condannato a morte, a sentirci dire che non abbiamo la "mentalità", a fare un lavoro per cui prendiamo mille euro al mese e se non ci bastano siamo noi che non puntiamo decisi il target. Ma sapendo, anche, che domani sera, andremo a letto con un peso in meno sullo stomaco. Perchè ci siamo presi una piccola soddisfazione. Perchè sappiamo che quando saremo sotto le coperte, non lontano da noi, un palestrato senza un briciolo di cercello, che ha l'unico merito di tenere il culo inchiodato su una sedia messa lì probabilmente dal peggior arredatore del millennio, in una delle trasmissioni più imbecilli, condotta da una delle persone più incompetenti, sta guardando con aria poco intelligente la serranda del suo ristorante. Una serranda di metallo grigio. Una serranda su cui qualcuno ha scritto "C'HAI ER CAZZETTO!"
...e buon 2007 a tutti!

 

mercoledì 10 gennaio 2007

data stellare 10.01.2007

Pausa pranzo... finalmente!
Sono due giorni che trotto come un muletto. Da queste parti si lavora parecchio! E' vero che gli orari sono piuttosto elastici: si entra con calma e si esce con calma. Ma è anche vero che nelle ore comprese tra la calma dell'ingresso e la calma dell'uscita, c'è una tempesta in piena regola.
Ma mi piace. Il ritmo è alto, ma la sera esco contento. Stiamo lavorando su un grosso complesso e il mio capo non si è proposto come il classico: "tu non progetti, tu traduci in progetto le mie eccezionali evoluzioni teoriche". Ascolta le mie proposte, le prende in considerazione, cerca di adattarle in modo da renderle compatibili col progetto.
Ma bando ai facili entusiasmi: siamo ancora solo al terzo giorno. Magari ora è rosa e fiori, e tra un mese -come dice mio padre- "se mannamo affanculo pee scale".
A proposito di padri... mi è stato domanda diverse volte (tra cui una nel pubblico), come mai non lavori col mio augusto genitore.
Prima di tutto SI', confermo: mio padre è architetto.
Quindi...
...lavorare con i parenti non è una cosa facile. Specie se il "debutto" nella professione avviene mentre ancora avete la residenza sotto lo stesso tetto dei vostri. Mia madre, santa donna, mi ha cresciuto con un'idea fondamentale: non si parla di soldi, quando c'è un legame di sangue.
Profondamente giusto e sensato.
Giusto, per un principio fondamentale di aiuto reciproco tra fratelli, sorelle, genitori, figli etc.
Sensato, perchè avete mai litigato con un consanguineo? Ecco, metteteci in mezzo il denaro... BUM!
Partendo da questa premessa, considerate che lavorare con un padre è forse la peggiore delle esperienze possibili. Ma vediamo la cosa punto per punto...
Con un datore di lavoro potete:
- mentire. Vi serve un giorno di ferie? Avete combinato una cavolata che a breve coprirete? Potete farlo. Ma con papà? Veramente avete la coscienza per farlo? Smettetela subito di fare quel ghigno irrispettoso... ALMENO FINGETE!
- litigare. "Capo, lei mi sta sulle palle!" E via, sbattendo la porta! Oppure "Io ti denuncio ai sindacati!". Ok, chi è il degenerato che denuncerebbe il padre al sindacato? Più che altro, e lo dico per i cinici più agguerriti, sarebbe un darvi la zappa su piedi: se i sindacati lo mettono in mutande, in mezzo al marciapiede ci finite anche voi.
- spegnere il cellulare. "Ah, stasera non ho voglia di fare nulla! Partita, birra e poi mi sparo quel porno appena scaricato!" ...curioso che mi sia uscita questa frase di getto... vabbè, andiamo avanti: con un padre non si può fare. Siete a lettuccio santo che vi state sparando il vostro santo Star Trekkino (guardate che diventate ciechi... e non per la distanza dalla televisione! PERVERTITI!)... avete intenzione di andare a letto presto perchè siete distrutti... un po di relax perchè siete tesi... lui riuscità a piombarvi in camera da letto come una furia sul più bello urlando come un ossesso perchè non ha trovato QUEL pezzo di carta (che lui e solo lui ha maneggiato...). Vi fa passare una notte di inferno, vi insulta a 360° (TU mi hai perso il foglio, TU non hai il carattere, TU non sei organizzato, TU sei disordinato, TU trascuri il lavoro, etc etc) e il mattino seguente vi tirate su all'alba, correte a studio (dove la VOSTRA scrivania sarà linda e pinta e la SUA un casino indescrivibile) e trovate il foglio in cima alla pila più alta del suo tavolo... anche questa è fatta? No, perchè LUI ovviamente ha dormito benissimo e ora vuole lavorare, mentre voi, che eravate in piedi per l'adrenalina, ora vorreste solo DORMIRE. E quando vi vede stanchi, sputa fuori un incoraggiament randon:
a) Sei sempre stanco, però! (E' impegnativo lavorare in un gerontocomio, sai?!)
b) Ma non dormi bene? (Se mi piombi in camera come un ufficiale nazista durante un'ispezione nel ghetto di varsavia...)
c) Di che parlavamo? (Della depenalizzazione del reato di parricidio)
d) Sì, però devi imparare a staccare: quando torni a casa cerca di rilassarti (questa è sempre la migliore)
Già vi vedo: "Ma stai esagerando" "Ma tuo padre è matto, il mio invece..." Normalmente questi commenti li fanno quelli che NON lavorano col padre o non HANNO MAI lavorato col padre. E non stiamo considerando il "possesso"! Un datore di lavoro vi paga, ma in cambio richiede prestazioni. Un padre vi ha. Siete suoi. Senza alternativa... vi organizza la giornata, vi prende gli appuntamenti, vi scandisce la giornata trascurando alcune piccole questioni (l'assenza del dono dell'ubiquità, del teletrasporto, della borsa di Mary Poppins etc etc). Il mio era arrivato al punto che mi chiamava alla 16.00 urlandomi nel tel "Allora, ci sei andato a quella riunione delle 15?". Ovviamente aveva trascurato di dirmi che avevo una riunione alle 15... Insomma: un inferno!
Mio padre, oltretutto, oggi non fa più l'architetto come libero professionista (o meglio: lo fa quando vuole), quindi NIENTE STUDIO.
Ma anche se fosse, non ci scordiamo che è NOSTRO padre: ci ha tirato su, ci ha cambiato, fatto il bagnetto, ci ha insegnato a camminare, insomma, vorreste veramente lavorare con qualcuno che nei momenti più imbarazzanti della vostra vita, era LI'...
Ma è ora di chiudere... la nostra pausa pranzo è terminata... a presto ragazzuoli!

 

giovedì 11 gennaio 2007

data stellare 11.1.2007

Ancora una serata. Ancora voglia di scrivere.
Questa svolta "introversista" al blog raccoglie consensi e critiche. Non sono cambiato, tranquilli. Tantomeno ho intenzione di diventare una "lagna". E' che sono un po stanco, le cose procedono... E vanno riordinate.
Come al solito questo è un porto di mare: c'è gente che va, c'è gente che viene. E gente che deve tornare... e che aspettiamo tutti che torni il prima possibile.
C'è chi gioca, chi si riposa e chi vorrebbe giocare e riposarsi. C'è chi bestemmia perchè non riesce a andare a letto prima di mezzanotte, chi lava i piatti perchè ha fatto tardi e non gli andava, chi svuota la sacca della palestra e chi semplicemente, come me, cerca un po di tempo e un piccolo spazio per riflettere. Sono cresciuto in una famiglia che era praticamente una comunità: il principio fondamentale dell'ospitalità era "chiunque abbia una conversazione interessante, è il benvenuto". I risultati sono stati alterni: diciamo che all'inizio ha portato diversi desperados presso la mia dimora. Ma poi chi è rimasto... insomma: ne valeva veramente la pena. Ne è valsa sempre. Oddio... qualche eccezione, ma quelle son preventivate... o no?
Andare, venire, scrivere, disfare la sacca, svuotare la lavatrice... tutto va bene, purchè si resti in movimento. Mai fermarsi ragazzi. Mai. Non dobbiamo mai perdere la voglia. Non la metto su alta, dicendovi che dovete conservare la speranza, la forza, l'ottimismo... fanculo queste cose! Le perdiamo e le guadagnamo cento volte al giorno e poi... e poi ci sono momenti in cui VUOI essere stanco. In cui vuoi mollare tutto, anzi PRETENDI che vada tutto a rotoli. E' un po il gusto perverso di fare il castello di sabbia e poi distruggerlo. Magari per ricostruirlo, magari andare a farsi un bagno e lasciare che l'acqua si porti via tutto. Ci sono sere in cui vorresti solo che la doccia lavi via quello che hai dentro, in cui vorresti poggiare la testa sul lavandino e sentire lo scaldabagno macinare, in cui vorresti fissare la caffettiera che borbotta in eterno. E trovi che sia bellissimo. E  allora niente ottimismo, niente forza, niente speranza... a volta è bello solo così. Lasciarsi andare. Tanto domani si ricomincia. Tanto domani questo coltellaccio lo devo riprendere tra i denti. Save tonight, cantava Eagle Eye, come tomorrow... E sia così allora! Stasera no, ragazzi! Stasera siamo noi con quello che ci va di fare. Non ci saranno cialtroni che non ci pagano, e che alla domanda "ma quando tiri fuori 'sto stipendio?" rispondono "Ma come? Con tutti i panini che t'ho pagato a pranzo?!". No... e nemmeno merdosi datori di lavoro che prendono 1000 di compenso, si fanno fare 2 assegni da 500 e una volta tornati a studio ne tirano fuori uno solo dicendo "Ci hanno pagato 500. Ora dividiamo!". No. Non stasera. Magari domani. Anzi... sicuramente domani. Alle 9.00, puntuali mi raccomando. Col sorriso, pronti a frapporre un muro di gomma tra il nostro amor proprio e i loro insulti. Continuiamo a goderci quest'inverno caldissimo, segno di un mondo che la generazione prima di noi ha fatto marcire e che oggi non vuole lasciarci in eredità. Continuiamo a scrivere, leggere, giocare, disfare la borsa e, soprattutto.... rimanere in quella pizzeria seduti a aspettare il conto. Forse è questa la differenza tra noi: noi, quando si tratta di pagare, di assumerci le nostre responsabilità, ci siamo sempre. In questo siamo differenti... dite che noi rimaniamo a pagare e loro scappano? No... non avete afferrato: noi paghiamo... loro sono i proprietari della pizzeria. Sono loro che ci propinano una pizza e una birra a 18 euro. Sono loro che ci fanno aspettare ore per un servizio scadente. Sono loro che fanno 20 euro a persona e poi piangono perchè gli affari vanno male da sempre. Sono loro che trattano male il cameriere, umiliandolo davanti al cliente. Sono loro che sputano sul cuoco se la pizza non piace e stringono mani se invece piace. Sono loro...
Oh beh, sapete che c'è? Stasera è andata così. Da domani, io mangio cinese.
Buona notte a tutti!

PS il progetto mail, procede. Non vi preoccupate sorriso

 

martedì 16 gennaio 2007

data stellare 16.1.2007

Anche stamattina a lavoro!
Buongiorno a tutti ragazzuoli! Il ritmo di post è un po "rado" di questi tempi, ma le cose da fare sono tante... ma mi mancate baci
I cialtroni si son nascosti o si son mascherati bene: le offerte di questi giorni sono più controllate. Si parla sempre e cmq di paghe da fame, ma (secondo loro) "commisurate" alle proprie capacità.
Minchia quando devo saperle far male le cose per prendere 'sti quattro spicci...
Io vorrei veramente avere un cialtrone davanti, per potergli domandare direttamente, senza violenza, ma solo con pura curiosità tutta una serie di cose. E vorrei che mi rispondesse sinceramente. Magari poi ne scriviamo un libro di questa intervista e da lì trarranno un film: Intervista col Cialtrone, con Tom Cruise nei panni di un giovane architetto che diventa socio in uno studio di un anziano tecnico che dopo anni di carriera racconta a un giornalista tutti i giovani di cui si è nutrito.
Vi voglio fare una domanda... supponiamo che percepiate 1000 euro netti al mese. Comprereste una ferrari? Lasciate perdere robe del tipo "ma nemmeno te la fanno comprare". Supponiamo che per comprare una Ferrari a rate sia sufficiente entrare, prenderla e pagare fine mese la prima rata e così via. Ovviamente il prezzo è quello di una ferrari e la rateabilità sono quelle reali.
La risposta è ovvia: NO. Prima di tutto perchè nessuno vi vende una ferrari a mille euro al mese, secondo perchè, poi, affitto/mutuo, spesa, bollette... come le paghiamo?
Ecco signori, io vorrei domandare ai cialtroni... ma come potete comprare una ferrari con quello che DICHIARATE di guadagnare?
Perchè i casi sono due: o siete dei FOTTUTI EVASORI (cosa di cui cmq sono sicuro), oppure siamo idioti noi (anche di questo sono sicuro) che vi vendiamo una ferrari a 1000 euro!
Il bello di questa gentaccia è l'incredibile capacità che hanno di prendere il "meglio" e poi lamentarsene...
"Come va con quel collaboratore nuovo?"
"Bah..."
"Ha combinato qualche casino?"
"No..."
"Arriva tardi?"
"No, è puntualissimo. Anzi, arriva anche 10 minuti prima"
"Ti ha dato delle qualifiche false, pompate?"
"No no. Usa autocad divinamente, fa rendering incredibili, sembrano foto! Sa quello che c'è da fare con la dia, col fascicolo del fabbricato..."
"E' uno stronzo/antipatico/indisponente/musone?"
"No, è sempre allegro, disponibile, i colleghi lo adorano"
"E allora?"
Ecco... se fossimo delle macchine, a questo punto, il cialtrone potrebbe solo rispondere
"Non mi convince il modello" la classica scusa della "volpe" dinanzi l'uva troppo in alto.
Perchè uno che sa far sta roba, che gli vuoi dire? Ma loro OVVIAMENTE non possono dar questa risposta, per cui...
"Non ha la mentalità/Non coglie il target"
Ora... si capisce molto dell'interlocutore, anche dalla risposta. Chi si sente dare questa "soluzione" può rispondere

a. "Ma che cazzo stai dicendo?" Caso di persona sana di mente
b. "Eh, ti capisco..." Caso disperato di Cialtrone conclamato all'ultimo stadio

Questa storia dell'automobile ha più senso di quanto non sembri. Cerchiamo di vederla da un punto di vista imprenditoriale. Consideriamo, per motivi di semplificazione, un collaboratore come un mezzo. Una macchina. Una macchina offre delle prestazioni, e ovviamente "costa", in quanto necessita di manutenzione, carburante (nel nostro caso, uno stipendio). Se non "spendiamo" per questa macchina, cosa otteniamo? Fonde. Si rompe. Funziona male. Funziona male... come possiamo funzionare "male", noi che macchine non siamo?
Qualche tempo fa, a una cena, ho avuto la sfortuna di sedere vicino a un individuo (pezzo grosso della medicina romana) che sosteneva che i contratti a tempo indeterminato andrebbero aboliti a favore di quelli a tempo determinato. Perchè? Ma è ovvio: perchè il lavoratore, con un contratto "illimitato" si adagia sugli allori e perde di produttività. Mentre col tempo determinato mantiene alto il rendimento, sapendo di essere sempre sotto esame.
Ora... ho portato a casa diversi lividi quel giorno: molti dei presenti mi hanno dato calci e gomitate supplicandomi di non dire al signore cosa pensavo di lui e del posto dove poteva infilarsi questa sua teoria. E per quieto vivere ho taciuto.
Ma voglio scrivertelo qui, immenso cialtrone.
Sei un cretino.
Anzi, sei IL cretino.
Sei talmente cretino che alla tua morte meriti di essere esposto come unico esemplare di "brutta copia" del lavoro dell'evoluzione.
Sei talmente cretino che sul tuo citofono dovrebbero scrivere "E' tempo perso suonare qui"
Sei talmente cretino meriteresti di avere la testa a pera (Vai Pier Andrea, questa l'ho alzata per te!)
Perchè? presto detto...
Perchè solo un cretino si farebbe 10.000 km in macchina senza mai fermarsi una SOLA volta a cambiare l'olio o a fare benzina.
Perchè solo un cretino può considerare come "valido" un metodo che prevede lo sfruttamento di un lavoratore. Perchè, caro il mio principe degli idioti, quello che proponi ha un nome: "sfruttamento". Col tuo sistema da schiavista, non fai altro che costringere le persone al perenne precariato. Nessuna banca, oltretutto, concede mutui o prestiti a chi possiede un contratto a un anno.
Perchè solo un cretino che non ha mai sofferto un briciolo di fame può sostenere che in questo modo la produttività non "cala".
La differenza tra noi e le macchine è piuttosto semplice: una macchina, quando è al limite della rottura, può solo sfasciarsi. Un lavoratore preso male, se adeguatamente sollecitato, può arrivare a metterti le mani addosso. Lo stress, la mancanza di gratifiche e di certezze di una vita normale...
...e poi, puntualmente, una volta "risolto" col vostro cialtrone, una volta che tutto è finito, degli svaniti vicini, parlando di voi, pronunciano il solito adagio "Sembrava una persona normale. Salutava sempre"

 

venerdì 19 gennaio 2007

data stellare 19.01.2007

YAAAAAAAWN... sonno... tanto...
Buongiorno ragazzuoli, come andiamo? Sempre pieni di cialtroni fino alle orecchie? Abbiamo grandi programmi per i prossimi giorni: iniziamo oggi col parlare del "contratti verbali" e delle paghe. Poi, direi, siamo abbastanza grandi per lasciarci andare a una vena malinconica ma pur sempre utile ai più giovani: l'università!
Ma nooooo, perchè? Che c'azzecca l'università? Questo è un blog sul lavoro, sui contratti che non ci fanno... e invece no, ragazzuoli: questo è SOPRATTUTTO un blog di "denuncia". E se non c'è da denunciare l'università italiana... con i suoi professori, i suoi assistenti... bravi, vedo dalla pelle d'oca che avete capito. E ora che avete capito, ditemi: quanto assomiglia al mondo dei cialtroni? ESATTO! Perchè i cialtroni peggiori si trovano all'interno delle università! Molti professori reclutano i loro schiavi, tra gli studenti, portandoseli a studio e facendoli lavorare GRATIS con la scusa dell'esperienza o dell'aiutino all'esame (puntualmente disatteso). Da questo punto di vista, sono gli SCAFISTI del mondo dell'architettura. Vi strappano dalle braccia genitori compiacenti (il tuo professore ti ha fatto questa offerta! MA ACCETTA IMMEDIATAMENTE! Ahhhh, che bella cosa che ti è successa! Quello poi ti fa fare carriera, magari entri persino all'università... MAMME!? STANNO SUCCHIANDO IL SANGUE AI VOSTRI CUCCIOLI ADORATI! SVEGLIA, PURE VOI!!!) per spremervi come limoni. Quando non avrete più nulla da dare, vi cacceranno senza un centesimo. Quando vi ribellerete, vi intimidiranno con minacce (non vi picchiano per paura delle denunce. Mica per altro...). Oltre, ovviamente, tutta una serie di riferimenti a professori che non vi faranno mai passare gli ultimi esami che dovete fare, al mondo del lavoro che vi rigetterà e "tanto vale che cambi città, perchè qui non lavorerai MAI PIU'". Se invece resisterete, vi si passeranno, facendovi rimbalzare da uno studio all'altro, da un architetto all'altro, pagandovi sempre di meno e in condizioni sempre più disagevoli. Ora, se non è da scafisti/papponi questo...
Ma ora veniamo a noi!
Pier Andra ha alzato: non posso esimermi dallo schiacciare.
Alla luce anche da quanto scrittomi in questi giorni via mail, è giunto il momento di arricchire il nostro "manuale per il riconoscimento di un cialtrone" con due nuovi e importantissimi capitoli:
"I contratti verbali & le paghe"
...potete spegnere le luci? Grazie... PROIETTORE!
(proiettata sulla parete la diapositiva di una stretta di mano)
Alla base della giurisdizione MONDIALE c'è il contratto. Nella sua versione meno "ufficiale", abbiamo il "patto". Si tratta, sostanzialmente, di un accordo tra due parti. Esiste in farie forme, non per ultima, quella basata sull'ONORE (non di rado "verbale"). In tempi non remoti, ad esempio, senza passare da quelle sanguisughe dei notai, per una compravendita era sufficiente una (udite udite) stretta di mano!!!
Ma veniamo a noi (slide di un ragazzo fuori dalla facoltà di architettura con le dita "v" di vittoria e sullo sfondo decine di altri ragazzi che fanno il gesto dell'ombrello all'università)
La fregatura più "grave" normalmente è alla prima esperienza. L'aspirante schiavo si avvicina al mondo del lavoro attraverso un sottile processo di esclusione: parentela. C'è sempre bisogno di carne da cannone, sosteneva il generale Von Paulus (sì, proprio quello che è stato polverizzato dai russi a Stalingrado...). E cosa di più versatile di un ragazzo appena uscito da architettura? Nemmeno col maiale ci si fanno tante cose: Sanatorie, Fascicoli del fabbricato, Rilievo, Computi metrici, Capitolati d'appalto... Tutte robe che con un minimo di spiegazione, possono essere fatte con una certa rapidità! Ogni lavoro, però, ha una "predisposizione" all'errore. Esiste, cioè, un margine di errore piuttosto alto che si abbassa notevolmente già alla seconda esperienza. E i cialtroni ci marciano... Ora, gli architetti sono un po come il prezzemolo: te li ritrovi ovunque... forse era meglio citare la gramigna (slide della gramigna)... Quindi esisterà SEMPRE un parente che conosce un professionista che vuole sfruttar... ehm... farvi fare esperienza. Già: "esperienza". E' la prima tecnica per fregarvi: devi fare esperienza. Normalmente vi viene venduta fino a che dal vostro viso non si evinca immediatamente il massimo grado di scoglionamento. A quel punto si inventano altra roba, ma questa è un'altra storia.
Vi presentate (elegantissimi, in genere) allo STUDIO. Notate come le prime volte, quando dite STUDIO la vostra voce si alza di un paio di ottave. Tranquilli, è normale orgoglio di esordio: più avanti lo bisbiglierete vergognandovi. I più pudici arrivano a chiamarlo "ufficio" e poi si guardano attorno con molto sospetto. L'impatto è atroce: struttura fatiscente, interni letteralmente vomitosi, puzza di cavolo per tutto il condominio. Dislocazione standard: media-periferia, possibilmente vicino la stazione (nel caso ve ne fosse più di una sul territorio comunale, la più malfamata). Mentre continuate a domandarvi "come diavolo sono finito nella Mosca dei primi anni '80?" (slide della Mosca dei primi anni '80... mica potevo fare tutta la lezione con la gramigna, no?) entrate. Corridoio. Abbandonate i sogni di gloria dell'ampio ingresso all'americana, con la segretaria che via saluta ammiccando tutte le mattine mentre vi gira lo zucchero nella tazzina di caffè. L'unico liquido color caffè lì dentro, cola dalle tubatura in bella evidenza e disegna macchie di Rorschach sulle pareti. E di ammiccante c'è l'orrido portiere (con un paio di incriminazioni per reali sessuali, cadute perchè la vittima si è resa misteriosamente irreperibile).
Buio.
Il primo pensiero "Ma tu guarda dove devo essere violentata/o"
Il cialtrone vi viene incontro con la mano tesa. Ampi sorrisi, come quelli del maestro di tennis al primo giorno di lezione, quando ancora dovete pagare TUTTO il corso biennale in una rata unica il giorno dopo. Vestito come Armani nei giorni delle sfilate parigine, profumato come Galliani allo stadio. Sguardo intelligente come quello di un leghista a una convention di filosofia.
Il secondo pensiero "Sarà certamente un errore. Questo signore così elegante e distinto non può di certo lavorare in questa topaia. E' un errore! Magari mi ha invitato in cantiere"
Puntuale come la morte: "Scusa il disordine siamo spostandoci in una nuova sede". Vero? Lo dicono sempre. Ho lavorato per gente, il cui trasloco era in corso da 22 anni. Impressionante quanto tempo impieghi uno scatolone a andare da un punto A a un punto B da solo... se poi ci mettiamo anche che NON ESISTE un punto B...
Saltiamo i preliminari (slide che passa rapidamente di due amanti che si accarezzano su un letto) e veniamo alla trattativa (slide di uno squalo trigre sorridente). Dopo aver invitato il topo a togliersi dalla vostra sedia (ricordiamo che siete alle prime armi: normalmente finisce che il topo vi invita in malomodo a prendere un'altra sedia e voi, obbedienti, eseguite) entrate nel vivo:
"Allora, che tesi hai fatto?"
Questa la so: Allora, ho preso in esame il complesso dei mercati gener...
"Ok, parliamo di lavoro"
La sapevo e l'ha capito! Ho già risposto bene alla prima domanda!
"Devo fare un rilievo. Un grande edificio di archeologia industriale che trasformeremo in una serie di loft elegantissimi per intellettuali e artisti"
fiiiiiiiiiiiiiico, come nei film americani!!!
"Il posto non è un granché adesso, ma noi riqualificheremo" Sorriso brillante.
Un naziskin sarebbe un più credibile sostenitore della non-violenza e della convivenza tra le razze. Ma noi siamo alle prime armi: abbiamo un amo di acciaio piantato nel palato (e chiamiamolo palato... e per favore: niente slide) e lui sta girando leeeeentamente il mulinello.
Siamo improvvisamente fulminati dalla nostra onestà (estremamente disdicevole): Arch, io non ho esperienza. Non saprei veramente come comportarmi.
Risata deliziosa da cardinale innamorato.
"Non ti preoccupare. Si impara strada facendo. E cmq ti aiuterò io i primi giorni"
Fantastico
"Per quanto riguarda il compenso..."
Qui ci sono due possibili reazioni. Quella di chi si lascia guidare e non osa avanzare pretese, e quella di chi inceve un po di coraggio se l'è già costruito.

Prima reazione. Noi zitti, lui parla
"Avevo pensato a 1000 euro!"
Saltate sulla sedia. Mille euro?! Per un lavoro di rilievo! Ma è tantissimo! Voi avete già speso metà della cifra, mentre lui ancora parla. Da bravi tonti non indagate minimamente sulle ore di lavoro necessarie, non avete considerato eventuali modifiche da apportare al di fuori del rilievo, se netti o lordi, come verranno riconosciuti etc etc

Seconda reazione.
"Io avevo pensato a 1000 euro" dite tutto d'un fiato
Assume lo sguardo dello squalo bianco quando qualcuno gli rovescia la birra
"Ti darò 850 euro lordi"
Ma veramente non siamo Suk Arabo. Io sono il professionista, io chiedo una cifra. Se non va bene, sciogliamo la seduta
"Ma io non posso darti quei soldi: non li ho!"
Perchè entra in un concessionario per comprare una ferrari se può permettersi un triciclo?
"Ti darò 800 euro subito e 200 tra tre mesi"
Pensi che sia ragionevole, che male che vada intaschi 800 euro e che si può fare.

Inutile dire che il gioco non vale la candela. I 1000 euro non li vedrete MAI. Sono sempre lordi, o a partita IVA (NON APRITELA, PER AMOR DI DIO! ...Slide della pietà di Michelangelo). Il lavoro di rilievo è in un orribile capannone industriale, in una periferia di quelle dove l'unica soluzione, urbanisticamente razionale, è deportare la popolazione e nuclearizzare e dove gli intellettuali e gli artisti non metterebbero piedi nemmeno se minacciati negli affetti più cari. vi porterà via circa 3 mesi ALMENO, con continue revisioni, riducendo il vostro compenso a circa 300 euro al mese (sempre lordi) e costringendovi a scadenze degne della piramide di Chefren. Se poi siete stati così sciagurati da accettare la "rateizzazione", sarete ancora più maltrattati: 250 euro oggi (eh sai, il bancomati mi ha fatto prendere solo questi), magari 100 tra un mese (storcendo il naso) con dialoghi che generalmente ricalcano questo:

Arch, ma famo che me paghi oggi?
Oggi?
Beh sai, l'ultima volta che ti ho visto con dei soldi in mano l'inter aveva vinto la coppa dei campioni...
Soldi?
Pronto? McFly? C'è nessuno?
Beh sssssì... dai... poi vediamo...
Non ti ho chiesto di prestarmi tua moglie per andare in un club privé, ti sto chiedendo la MIA PAGA
Vabbè dai, facciamo che domani ti dò quello che ti spetta

Notare il genio... non dice "ti do i tuoi soldi" o "ti do il tuo compenso". No... dice "quello che ti spetta". Ovviamente, con questa tecnica, il cialtrone si fa lo sconto, lima qualcosa per gli "errori", arrotonda per il ritardo (ma aveva detto che non avevo scadenze/ho consegnato lunedì e dovevo farlo mercoledì!), recupera dall'altra volta (ma che è? L'anticipo sulle conversazioni della bolletta?), i contributi (i suoi, mica i vostri...)... ET VOILA': 400 euro. In 9 rate. Versate in circa 1 anno e mezzo (slide di senzatetto che dormono in una baracca sul lungotevere). Notare che quasi sempre venite accusati di errori orribili, addirittura in certi casi, di aver fatto perdere il cliente al cialtrone (che se fosse vero, il cliente dovrebbe farvi un busto, per averlo sottratto alle grinfie di quell'idiota), portando spesso e volentieri la cosa a trascinarsi molto più a lungo, con decurtazioni sempre maggiori, minacce di citazioni per danni (non sono minimamente realizzabili, sia ben chiaro. Semplicemente vi spaventano per farvi svanire, cosicchè possano trattenere ulteriori parti del VOSTRO compenso). E poi, magicamente, svaniscono. Esattamente come il maestro di tennis, alla seconda lezione, quando avete pagato TUTTO il biennale in un'unica rata il giorno prima. Il bello è che questi CIALTRONI non tollerano questo tipo di comportamento dai loro clienti! Uhhhh, come si incazzano se il cliente sparisce senza aver pagato come dicono loro! (slide di Diabolik)
Cosa fare in questi casi? Semplice. Si rifiuta dall'inizio! O entrate nell'ottica che vi fate sfruttare la prima volta e poi arrivederci, o li mandate a quel paese fin dall'inizio. Non sono tollerabili altre soluzioni. Il problema, oltretutto, è che all'inizio, per fare bella figura, vi fate un mazzo così! Oltre al rilievo, sistemate un pc che non funzionava, fare un 3D dell'edificio (non richiesto, ovviamente) etc etc... passando dal "gradito inatteso" al "dovuto", per cui, ogni volta che c'è una magagna, venite chiamati e si aspettano che voi la risolviate!
Dovete procedere in modo semplice e diretto:

Mi dicono che sei un mago dell'informatica... ci sarebbe da sistemare quel pc!
Eh già. Ci sarebbe proprio da sistemarlo (NON E' VOSTRO COMPITO)
Che compenso vuoi?
1000 euro NETTI. Metà adesso e metà a fine lavori (o scadenzati come volete)
Sei anti-economico!
Trovatene un altro
Ma io non ho tutti quei soldi
Trovatene un altro
Ti do 800 euro lordi in rate da me stabilite
Trovatene un altro

Insomma, entriamo nell'ottica del concessionario di automobili! Chi comprerebbe una ferrari con un terzo del soli necessari in tasca, e cercando di convincere il concessionario a vendergliela con le rate che LUI STESSO decide? Solo un cialtrone! Eh però, ragazzi miei, noi gli abbiamo risposto di sì tante volte.
Nella religione protestante, esiste il concetto di "giusta mercede". Il lavoratore deve essere pagato per quello che vale e per la qualità del lavoro che svolge. Basta farci prendere in giro! Lo so che abbiamo bisogno di lavorare, che l'affitto si deve pagare, e così le bollette! Ma a 1000 euro in 3 mesi, che poi mille non sono, e 3 mesi nemmeno, non potremmo cercare altro? Almeno per la soddisfazione di dire a questa gente "fattelo da solo, CIALTRONE!". Almeno per la soddisfazione di essere pagati per quello che valiamo!
Non dimenticate la regola fondamentale: questa gente non vuole rotture di palle. All'inizio non siamo mai invadenti. Facciamo schifo tanto siamo sensibili alle esigenze altrui. Non chiamiamo per non disturbare. Non chiediamo per non infastidire. Non è così che avrete il vostro denaro. Dovete essere un martello. Chiamate TUTTI i giorni. A orari diversi, così da risultare imprevedibili. Non vi pagheranno MAI perchè vi spetta. Ma vi pagheranno pur di levarvisi dalle palle. E non lasciategli scegliere le scadenze! Non fatevi venire il culo pesante! Vengo io a studio! Allora domani sono lì alle 15.00 (slide di assedio con relativa città infiamme). Fino al punto che cederanno:
"Io a questo lo pago, perchè non lo reggo più! Almeno così me lo tolgo di torno!"
E' l'unica possibilità. E se vi minaccia?
"Ma che soldi e soldi!? Tu me li dovresti dare, perchè mi hai provocato un danno!"
Si fa due passi dai sindacati. E si chiede un consiglio. Non vi manderanno mai in pasto ai lupi, vi diranno, in modo semplice e diretto, se fare vertenza conviene o meno. Basta una passeggiata.
Armatevi di pazienza ragazzuoli. E' la vostra unica, vera arma (slide di un bonzo che cerca di strangolare un cialtrone, mentre tutto il tempio fa un tifo indiavolato per lui)

Diario del quasi Arch. - Aggiornamento
Ho ricevuto alcune mail a seguito di questo mio intervento. Ragazzi, è ovvio che non esistono SOLO le figure che ho descritto. Dobbiamo tener presente il "verso" dell'equazione:
datore di lavoro = cialtrone --> FALSO
cialtrone = datore di lavoro --> VERO
Questo che significa? Che non tutti i datori di lavoro sono disonesti, profittatori, carogne. Quello che io scrivo, va letto come la storia del menestrello: si sente, si ride, si ragiona. Ma tutto col cervello. Io mi permetto, nelle mie piccole esperienze, di fornire una sorta di mini-vademecum da utilizzare nel caso in cui vi trovaste dinanzi a una persona scorretta. E vale anche per certi di noi! Ho lavorato con colleghi che di voglia di lavorare ne avevan poca e per molti aspetti, per essere cialtroni, mancavano solo della possibilità di "dare" del lavoro.
Non voglio fare di tutta l'erba un fascio. Questo l'ho sempre detto, ma forse qualcuno non mi ha seguito dall'inizio e si può esser lasciato sfuggire questo distinguo. Come ho sempre detto che non è solo colpa loro che si approfittano di noi, ma spesso anche nostra che non ci opponiamo a questo sfruttamento. Domanda un saggio proverbio ebraico: chi è più ladro? Chi ruba o chi lascia il cassetto aperto? Tradotto ai tempi moderni: se qualcuno fa, è perchè qualcun altro lascia fare. Con questo non intendo minimamente "ridimensionare" quanto scritto fino a oggi, ma solo chiarire ciò che poteva essere frainteso.
Un abbraccio a tutti!

 

martedì 23 gennaio 2007

data stellare 23.01.2007

La situazione si complica... ogni mattina sempre più sonno. Sempre di pi.... ZZzzZzzZzzZzZz

SONO SVEGLIO!

Buongiorno ragazzuoli!
Interessante il dibattito che si è svolto nella mia casella di posta. Da una parte ho chi mi scrive:

"...ma ci hanno preso per scemi? Anche un bambino capirebbe che un simile datore di lavoro non esiste ma è solo una parodia. Nessuno prenderebbe sul serio una cosa del genere, e chi lo fa o è un frustrato o non ha il benché minimo contatto col mondo reale"

"Chi ti ha chiesto un chiarimento, è evidentemente un cialtrone. Devi aver toccato il tasto giusto e l'hai fatto sentire colpevole"

Ma anche

"Forse rallentare sarebbe più giusto: esagerare non è mai un bene!"

"Rischi di catalizzare tutta le frustrazione dei poveretti, diventando il punto di raccolta di disperati e incazzati"

Come scrisse un saggio: qualsiasi cosa tu dica, stanne certo, scontenterai qualcuno. La figura di "cialtrone" che descrivo è chiaramente una caricatura. Non esiste una SOLA figura che racchiuda TUTTO quello che scrivo e descrivo. Un simile personaggio sarebbe di tale malvagità e perversione da risultare una specie di Innominato Manzoniano dell'Architettura e del mondo del lavoro in generale (anche se qualcuno...)!
Il mio "interlocutore" è una somma di mie e vostre esperienze. E' l'esasperazione di un sistema comunque corrotto. Qualcuno mi ha fatto presente come rischi di cadere nella denuncia-spettacolo, di trascurare quanto c'è di buono in questo mondo, pregandomi di sottolineare che i cialtroni sono l'eccezione e non la regola. Insomma: parlerei solo se c'è qualcosa di cattivo di cui parlare, così da trasformare in spettacolo la notizia.
Ora... se una statistica mi dice che il 50% degli architetti paga le tasse e il 50% non le paga, cosa dovrei pensare?

a. Grazie a dio c'è in giro gente onesta

b. Daje all'evasore

Io, per come sono fatto, sono per la b. Non per mancanza di rispetto verso quel 50% che PAGA, ma proprio perchè questi signori fanno SOLO IL LORO DOVERE. Non posso andare in giro a stringere le mani a chi NON stupra, NON uccide, NON saccheggia. Ma posso giudicare e condannare chi invece lo fa. Non a caso, con ironia, spesso si sostiene che in un mondo perfetto non ci sarebbero giornali, televisione etc etc
Tutto questo è cmq a prescindere dalla presenza, grazie a Dio, di gente onesta. Magari non ne parlerò a sufficienza, ma i giusti e gli onesti ci sono (e cercate anche di capirmi: posso dire "i miei attuali capi sono persone oneste, corrette e giuste" senza passare per inguaribile leccaculo? Anche e soprattutto se è vero!). La politica di premiare i meritevoli è giusta e corretta, ma considero il "merito" come un qualcosa che va "oltre" le normali competenze. Non puoi essere premiato solo perchè fai quello che è il minimo richiesto dalla società civile. Devi fare qualcosa in più. E comportarsi bene con un lavoratore, in modo corretto, responsabile è il MINIMO. Non possiamo essere accusati di essere fuori dal mercato per questo. E, vorrei anche far presente a chi me lo ha fatto notare, che non siamo "un piagnisteo continuo" perchè stiamo lì "a elemosinare la pacchetta sulla spalla ogni 5 minuti". Ce ne strafottiamo, miei cari. Noi offriamo la nostra professionalità. Vogliamo essere trattati come professionisti. Se ci trattale "male", stati tranquilli che prima o poi ci ribelleremo e vi risponderemo "male".
E VMR è un esempio da prendere. Anche e soprattutto quando, anzichè lavorare come architetti o aspiranti tali, dobbiamo andare a scarrozzare deliziose vecchine che hanno l'unica colpa di non aver commesso un infanticidio quando ne avevano la possibilità (un bacio a nicole)

Un abbraccio ragazzuoli, buon proseguimento! 

 

 


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La sua missione è quella di esplorare strani nuovi contratti, alla ricerca di nuove forme di lavoro e nuove possibilità, per lavorare là dove nessuno ha mai lavorato prima. (na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...)

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