i post di Simone di maggio 2007
data stellare 02.05.2007
Signori, è con sommo piacere, e un po di emozione, che posso comunicarvi...che le formiche si sono arrese! La guerra è finita!
Dopo una serie di scontri sanguinosissimi, con numerose vittime da una parte e dall'altra, stamattina possiamo confermare il loro ritiro dal fronte. Attendiamo a breve una comunicazione ufficiale e la loro richiesta di armistizio.
La guerra è stata dura, priva di alcun tipo di reciproca-tolleranza, sfociata dopo una serie di tentativi vani, in uno scontro all'ultimo sangue. Dopo aver tentato le soluzioni filo-ambientaliste (silicone per chiudere i buchi e il glassex per modificare i loro equilibri olfattivi), dopo aver fatto ricorso alle inutilissime trappole (ho una serie di mini pala-eur sotto il lavandino ancora adesso), le ho guardate l'altra sera. Le ho guardate mentre, in fila, incolonnate, procedevano, lavorando gomito a gomito per un bene comune, lungo la difficile strada evolutiva. Stavo per desistere, poi ho pensato alla guerra fredda, ai segreti di stato, alle religioni, al denaro, al terrorismo, alle guerre con milioni di vittime per gli interessi di pochi, a George W. Bush e ho fatto con loro quello che Dio avrebbe dovuto fare con noi se ci avesse amato veramente: le ho sterminate. Ho usato, mi dispiace ammetterlo, un veleno che ho dovuto impiegare in dosi talmente massicce da far cadere alcuni della tribù, vittime dell'inesorabile fuoco amico.
Ma alla fine, abbiamo vinto. Ora, per dirla all'americana, che abbiamo esportato la democrazia alle formiche, posso costruire quell'oleodotto per quella società di cui sono il maggiore azionista!
Come avrete capito, in questo non-ponte mi sono divertito parecchio con la caccia all'insetto e tutta una serie di faccenduole domestiche con cui non vi annoio oltre il dovuto...
Ok, chi è lo spiritoso che ha detto "Tanto, ormai..."?!
A quanto pare, il pugno di mail nella mia casella, da l'idea che la mia odissea personale, al secolo Tesi di Laurea, vi interessi parecchio, piccoli guardoni... ok, proseguiamo nel racconto.
Dove eravamo rimasti? Al prof che scopriva che ero un suo laurenado... eh già, perchè il mio relatore ha letteralmente "scoperto" che facevo parte del clan. Dopo avergli anticipato la cosa alla fine del quarto anno ("Vorrei che fosse il mio relatore" dissi io speranzoso "Ne sono lusingato" rispose lui con un tono con cui noi normalmente diciamo "E' pulito!" al semaforo) mi presentai con tonnellate di materiale. Diversi amici, sotto tesi o laureati, mi avevano anticipato il corso degli eventi
"Vedrai che ti frenerà un po. All'inizio si parte sempre sportivi, pieni di voglia di fare. Tranquillo, passerà..."
"Il freno del professore?"
"No,la voglia di fare"
Il professore, contento di vedermi, come lo è un attore porno quando scopre, il mattino del primo ciak, uno sfogo sospetto non mi fece parlare. Constatò come fossi pieno di foto (72, vorrei ricordare) e di rilievi (pdf -> dxf), mi mollò due libri da leggere.
Eh?!
2 libri?
Sì sì, sono 2 libri
Ma... ma che libri?
"delirious new york" di koolhaas e "lezioni americane" di Calvino
Rimasi un po perplesso. Oserei dire "scoraggiato". Ma, pensai, qui si fanno le cose per bene. Non è un laboratorio di progettazione, dove in 3 mesi serve un progetto finito! NO! Qui ci vuole pazienza e ricerca. Mi misi di buzzo buono e divorai i due libri. Tornai alla carica, immaginando una tavola rotonda col professore, dove si parlava di architettura, di emozioni, di pensieri, di segni significativi. Con uno svogliato "ah, già finito?!" mi mollò il numero di telefono di una collega dicendomi "mettiti d'accordo con lei per i turni". Prego? Già, perchè le revisioni si fanno a rotazione secondo turni a organizzazione interna. Organizzazione interna? Sì, nel senso che NOI decidiamo quando andare da lui. Per la serie "Fate come cazzo volete, io non ci voglio entrare".
Primo galvanizzato pensiero: autogestione. Crede nelle nostre capacità di giudizio
Secondo pensiero un po meno galvanizzato: ma non è che non ci vuole tra le palle?
Optando per una ben più realistica "seconda opzione", presi contatto con gli altri dannati e in silenzio occupai il mio posto nel limbo dei laureandi.
Ohhhhhh, poco dopo il fiume Acheronte, poco prima della famosa porta d'accesso alla città dolente, Dante aveva raffigurato il limbo come un luogo in cui i non-battezzati, passavano l'eternità sospirando di dispiacere per non aver potuto vedere e ammirare Dio (in soldoni). Se il buon Alighieri avesse studiato alla facoltà di architettura, avrebbe dipinto il suo limbo in modo un po diverso: tutti carichi di tubi, cartelline, pc portatili, borse, in piedi, in fila, fuori da una porta chiusa, sospirando e bestemmiando tutto il creato. Sì, direi che più o meno sarebbe stato così. Ovviamente la porta non sarebbe rimasta eternamente chiusa, noooooo! Ogni tanto da lì sarebbe uscito un professore sostenendo una delle seguenti:
a. torno subito
b. il tempo di mangiare un panino
c. oggi non posso, tornate tra 3 mesi
d. ah, era per oggi?
La ricerca è pazienza, mi suggerirà qualcuno di voi... sì, ok... ma non pago 2 rate l'anno di tasse universitarie per essere paziente, no? E non mi sembra che lorsignori siano molto pazienti quando consegno un documento in ritardo o pago un po più in là la suddetta rata, no?
Detto questo... La prima revisione è assimilabile, in termini più o meno metaforici a CAPORETTO. Non vuole parlare di libri. No. Libri? Che libri? Ma co-come... quelli che mi ha dato da leggere? Ah... e che libri ti avevo dato da leggere? ...oh non importa. Vabbè, che vuoi? Co-come che voglio... tesi... laurea... professione... eh, e di che parliamo? Ma porc... ecco le foto, ecco i rilievi, ecco quello che vorrei fa... EH NO! I primi mesi è ricerca! Se ti vedo con la matita in mano entro i prossimi 6 mesi, ti spezzo tutte le dita! Fila in biblioteca a studiare! Ok, cerco qualcosa in particolare? Il prossimo! Professore, scusi, cerco qualcosa in particolare? Per favore, sto facendo revisione!
Anche qui, un piiiiicolo momento di sfiducia.
Ma mio padre conferma: la ricerca è importante! Dovrai concentrarti e seguire un iter di ricerca molto serio!
Ah! Grazie papà. Sapevo di poter contare su di te. Allora vado in biblioteca a spaccarmi!
Bravo!
...Papà?
Dimmi
Mi oriento su qualcosa in particolare?
Per favore, sto facendo revisione!
Arrivato in biblioteca, ti atteggi i primi 10 minuti (ahah, io faccio la teeeeeesiiiiii). Per poi scoprire che il limbo ha aperto diverse succursali da queste parti. Noti qualcuno che ha tra le mani materiale dei mercati generali
(sibilando) ciao
(sibilando) ciao
fai i mercati generali?
No, l'area dell'ostiense
ah! io faccio i mercati
progettazione?
riuso!
Bello!
Grazie! (o cacchio... mi ha detto "bello"... devo ricambiare in qualche modo... che posso dire, senza essere banale?!) ...bella anche l'area dell'ostiense (bravo... no, complimenti, proprio bravo...)
...grazie
Seeeeenti, ma tu stai cercando materiale? (eh no, in biblioteca ci sta perchè la cucina è buona)
Sì
Io sono al primo giorno di "caccia". Ma non so che pescare... verso cosa mi dovrei orientare?
Per favore, sto facendo revisione!
Il lavoro chiama... ragazzuoli, il dramma continua. Non vi arrendete! Resistere, resistere, resistere! Un abbraccio immenso a tutti!
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data stellare 03.05.2007
Partirò male e probabilmente dirò la cosa sbagliata. Ma visto che il blog è mio e sono il responsabile unico di quello che viene scritto, allora ho deciso di farlo. Quindi, esprimo la mia solidarietà a Andrea Rivera. Non voglio aprire un dibattito e non raccoglierò un discorso orientato in tal senso. Voglio semplicemente far presente che trovo giusto quello che ha detto. Si può essere d'accordo. Non si può essere d'accordo. E' un paese democratico QUESTO, ERGO, ognuno è LIBERISSIMO di pensarla come vuole.
"...Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. E' giusto così assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla, ma c'erano due ladroni"
Ripeto: considivisibile o meno. Ma sui meri fatti, sui conti della serva, è tutto vero. Punto.
A chi obietterà che Welby è una mela che è VOLUTA cadere lontano dall'albero, perchè ha fatto la sua scelta, mi sento di rispondere che è assolutamente vero. Ma almeno, lui ha spento la SUA vita. Al contrario degli esempi citati da Rivera, che di vite ne hanno spente parecchie e non loro.
A chi obietterà che non era il giorno, perchè era la "festa" del lavoro, che non era il momento dopo le minacce di bagnasco, mi sento di rispondere che è assolutamente vero. Ma accusarlo di terrorismo mi sembra altrettanto inopportuno, stupido e fuori luogo.
La chiudo qui, perchè non voglio per nessun motivo aprire un dibattito in tal senso.
Detto questo... la parentesi del numero chiuso stenta a chiudersi! Ho ricevuto qualche mail privata e un altro paio pubbliche in cui si enumerano i vantaggi del blocco all'ingresso. Ragazzi avete le vostre ragioni. La realtà descritta da giovanni, in particolare, risulta quasi irreale, talmente è bella. Ma evidentemente, nel suo caso, l'ateneo ha voluto praticare il numero chiuso rispettando il principio di cui abbiamo già parlato: blocco l'afflusso per garantire una qualità dei servizi. Ripeto il mio punto di vista: a queste condizioni, posso capire e comprendere. A fatica, visto che è un'università pubblica, ma in linea di principio, posso starci. MOLTO MENO nel caso dei super-atenei, dove viene (o veniva, almeno fino a poco tempo fa) imposto il blocco alla laurea quinquennale usando la RIDICOLA scusa della qualità del servizio (sottolineo RIDICOLA) per poi non imporre alcuna limitazione alle nuove lauree triennali come arredamento d'interni, grafica etc etc (specie nel periodo in cui cicciavano come il prezzemolo nel bidet)
Cosa dobbiamo dedurre da questo comportamento signori?
A pensar male si commette peccato, ma spesso ci si azzecca: io vedo le lauree triennali trattate come una "serie b" dai loro stessi insegnanti (nella stragrande maggioranza dei casi, titolari di cattedra al corso quinquennale), che forgiano il corso quinquennale col principio a loro caro della casta chiusa, per poi caricare "cani e porci" dall'altra parte, perchè servono i soldi delle iscrizioni e delle rate universitarie. Quindi mi bocciano all'esame di ingresso alla quinquennale? Nessun problema, entro con una semplice iscrizione a arredamento di interni e poi l'anno prossimo rifaccio il test e mi faccio convertire gli esami!
Vedi che buoni i signori dell'università, che danno 2 possibilità? UNA SEGA! Lorsignori, in questo modo, incassano 2 immatricolazioni e 2 tasse di iscrizione al test di accesso a studente, avendo la facoltà UGUALMENTE AFFOLLATA. ET VOILA'! Il delitto è servito... Bisogna aggiungere altro? Signori complimenti. Per collegarmi al discorso di Rivera, se all'epoca ci foste già stati, Gesù Cristo l'avrebbero crocifisso da solo, perchè l'albo sarebbe intervenuto per salvare due quote di iscrizione... sempre che i suddetti avessero passato l'esame di abilitazione, ovvio...
La storia della tesi non vuole finire... ho due anni e spiccioli di insulti, beghe e dispettucci da raccontare... perchè proibirci questo piacere? Andiamo avanti! Una volta capito il meccanismo della ricerca, inizia a far gran raccolta di riviste. Constatato che su quelle riviste, la metà era pubblicità, e l'altra metà architetti che avevano pagato per farsi pubblicare il progetto, mi orientai verso roba più seria... non mi recavo in edicola con quella frequenza dai tempi d'oro di "Gin Fizz", "Le Ore Mese" e altre riviste... ehm... "adolescenziali"... Nelle monografie trovai un senso. E' vero anche che di tanto in tanto mi piacerebbe spellare leeeeeeeentamente i redattori, perchè me ne fotto di 1 foto a 4 dimensioni col grandangolo di una sedia mentre apprezzerei di gran lunga una pianta e/o una sezione in più ogni tanto, ma fortunatamente l'america non ci ha regalato solo una pessima cucina, l'uranio impoverito e bay watch (a proposito di turbe adolenscenziali): con internet, infatti, ci si procura facilmente il materiale richiesto e con un po di fantasia, siamo in grado di ottenere tutte le piante che ci servono. Lo studio si fece piuttosto intenso. Mi ripromesi di passare quei 6 mesi senza matite per le mani, avendo la netta sensazione di andare in quinta col freno a mano tirato. Ovviamente, il mio amato relatore in quei 6 mesi non si fece vedere, sentire, trovare etc etc.
Ero stato sei mesi con le manine legate dietro la schiena, studiando opere, facendo mio ogni dettaglio spaziale, cercando una poetica, un linguaggio, cercando QUALCOSA da DIRE. Decisi come agire. Non avrei raso al suolo tutto. Anzi! Avrei mantenuto tutti quei padiglioni in cemento armato, avrei conservato ogni grammo di ignobile calcestruzzo romano degli anni 70. I mercati generali dovevano essere converiti in città del teatro. Così decisi di trattare l'intero complesso come una città stratificata, sezionando edifici, aprendo strade, piazze, riaccostando i corpi, allontanandoli, creando scorci, esplosioni prospettiche etc etc. Il tutto, facendo perno sugli edifici storici, immutati come il più antico e sacro monumento della città. Poteva funzionare. Avrebbe certamente funzionato. L'unico "buco" era quello spazio vuoto sulla destra, vicino ai binari. Il grande padiglione moderno sarebbe stato disintegrato, lasciando spazio a una struttura moderna. Se avevo la città del teatro, LI' sarebbe sorto il palazzo del teatro.
Ora, pensate... tutto questo... e nemmeno un allucinogeno!
Mi recai alla revisioni. Erano trascorsi quasi 7 mesi. Avevo dei risultati in mano. Il professore ne rimase affascinanto: russò solo un paio di volte. Mi cambiò di 2 gradi l'inclinazione di una piazza ellittica (REALMENTE AVVENUTO) e mi sposto di 2 metri sulla destra una piazza circolare (REALMENTE AVVENUTO) senza alcun motivo se non un "Prova un po a..." concludendo con un "mmmmmh sì. Meglio". L'ultima volta che avevo usato un criterio così scientifico, avevo appeso un quadro e avevo chiesto a mia sorella se era dritto...
"Beh" pensai "Per un complesso di quasi 8 ettari non è andata male"
"E qui?" Mi domandò con lo stesso tono con cui Torquemada domandava "Rinunci all'eresia?"
Il punto dolente
Qui ci deve essere il mio palazzo del teatro. Una grrrrrrande sala che sintetizzi i vari laboratori, gli spazi dell'accademia, della scuola di scenografia
Mmmmh... qui ci vuole una grande teatro
Ci deve essere l'eco...
Sì. Qui metterai un grande teatro
Ho come l'impressione di aver già vissuto questa scena
AHAH! Che ideona che ho avuto! Il palazzo del teatro!
Ohhhhhh! Ma che genio professore! Ma che braaaaaavo! Mi irradi! Mi irradi!
Ok, va e fallo!
Pr-prego?
Sì, procedi!
O-ok... ma speravo che ne potessimo parlare, prima
Che vuoi parlare?! AHAH! Noi siamo uomini d'azione! Va e fa il tuo dovere!
E andai. Signori, che voi ci crediate o meno, trascorsi su quel "palazzo" il restante anno e mezzo.
Ma per oggi chiudiamo qui
Tenete duro ragazzuoli! Non molliamo di un millimetro!
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data stellare 07.05.2007
Ohhh, dunque... abbiamo fatto sega venerdì, quindi mi tocca recuperare un pochino.Iniziamo a rispondere a un paio di mail... per quello che riguarda Monia da Padova: sì, ho seguito il ritorno di Biagi in TV e non sai nemmeno QUANTO ne sia felice. Ho trovato queste prime puntate eccezionali. Piene di contenuti, ma allo stesso tempo trattate con la leggerezza e l'assenza di rancore che solo un uomo con la coscienza pulita può usare. Inoltre, aggiungo, che non metterei Biagi nel calderone dei "levatevi dalle palle, largo ai giovani". Ci DEVONO essere sempre delle figure di riferimento all'interno di una società. Persone di grande esperienza, di grande lucidità, che sono state capaci di ricavarsi un angolo da cui contribuire attivamente senza rallentare o ostacolare il processo di sostituzione generazionale; ma anzi, aiutarlo. Penso a Enzo Biagi, come ricordo con affetto e ammirazione il grandissimo Indro Montanelli e, perchè no, anche Vittorio Gassman. Ricordo una versione di latino del liceo (il solito 4 e mezzo): a una qualche manifestazione ateniese, un anziano cercava posto. Uno spartano si alzò per cederglielo e tutti gli ateniesi attorno scoppiarono in un fragoroso applauso per onorare il gesto. Lo spartano disse sarcastico "Allora gli ateniesi sanno cosa è giusto. Semplicemente non lo fanno". Ecco, per Biagi e tutte quelle figure che ancora possono insegnarci molto, direi che il posto, va tenuto. Sempre.
Meno per loro cialtroneria, la generazione a noi antecedente, incastrata in mezzo ai nostri testicoli e che si è arpionata, nel migliore stile della classe politica italiana, alle poltrone. Questo simpatico gruppetto di cariatidi, che da insegnare ha veramente poco, è affetta dall'inguaribile morbo dell'incompiuto: NON hanno finito la rivoluzione del '68, NON hanno finito il femminismo, NON hanno portato a casa tanti risultati. Hanno lottato contro un sistema, si sono ribellati, hanno gridato la loro voglia di emancipazione. Col risultato che una volta compiuti gli anni per entrare a far parte del sistema, l'hanno occupato militarmente. Dovete sapere che per me l'università è stata una tortura. Per chi non lo è stata? Ma per me un po più di altri: da bravo figlio d'arte, avevo un padre in costante mania di competizione (notare: LUI l'aveva, io me ne sbattevo allegramente). A valle giulia, le sessioni erano: Gennaio, Luglio, Settembre. E il mio augusto papino, PUNTUALE come il cannone del gianicolo, a DICEMBRE, GIUGNO e AGOSTO iniziava le cazziate
AHHHHHHHH! NON FAI NEMMENO UN ESAME!
E' difficile farli fuori sessione
IO DAVO UN ESAME OGNI 15 GIORNI
Secondo questo tuo ardito calcolo, ti saresti dovuto laureare in circa un anno e mezzo...
PERCHE' NON FAI GLI ESAMI
Se tu avessi ancora circa 15-20 giorni di pazienza...
Ci sono voluti circa 5 anni. Poi, in una delle rarissime chiacchierate senza urlare, mi spiegò che LORO nel '68 avevano combattuto per i diritti dello studente lavoratore, per l'abolizione dell'obbligo di frequenza e la possibilità di fare gli esami anche secondo le esigenze degli studenti.
Ottimo padre, ti spiego: i tuoi coetanei, proprio quei simpatici signori che allegramente definisco in questo blog CIALTRONI, una volta incoronati "baroni" dal sistema accademico, si sono battuti per l'obbligo di firma, per blindare gli esami alle LORO date, e rispondere allo studente lavoratore "Sono cazzi tuoi". Santo cielo, sono uno dei più fieri sostenitori dell'utilità e della necessità dell'essere del '68. Ma nella generazione che ha combattuto per i diritti di studenti e lavoratori, una certa percentuale ha preferito ragionare in termini di "Se non puoi sconfiggerli, alleatici". E sono stati bravissimi a divenire i nuovi regnanti. Risultato? Ci trattano da imbecilli, perchè solo LORO sanno che vuol dire combattere, solo LORO sono sempre al passo, solo LORO sanno della vita e delle sue cose... ho assistito e partecipato a conversazioni FOLLI, dove mi veniva dato dell'incompetente perchè non capivo quello che dicevano. Come? Sentite questa... sono stato preso a forbice. Due signori. Uno mi domanda:
Hai un sito interno?
Che ho? Rivolgendomi all'altro
Ma dai! Un sito interno! Mi fa quest'altro
Un sito interno? Domando ancora più perplesso. Un sito ftp? Un sito tipo www?
MA NO! Un sito interno dove ti posso mandare dei documenti!
AHHHHH! LA POSTA ELETTRONICA!
E tutti e due con aria di superiorià, che mi guardavano col sorriso di circostanza che un'infermiera ha col suo assistito cerebroleso. Perchè LORO sono al passo coi tempi e capiscono di nuove tecnologie. Mica io, che non ho il sito interno... Che poi, a volerci ragionare... non siete 2 imbecilli... no. Visto che la dicitura "sito interno" è palesemente forgiata sul momento, uno è un imbecille, l'altro è falso, perchè non avevi la benchè minima idea di cosa fosse un sito interno, ma per non passare da scemo, hai avuto quella sparata PRIMA e quel sorrisetto DOPO. Ma passando oltre certe uscite geniali (tipo: bello questo programma. Dopo me lo scarichi? ...da leggersi come "installare"), non voglio sparare a zero: so benissimo che NON TUTTI sono così, che ci sono bravissime persone anche dall'altro lato dello schieramento etc etc... Piuttosto, torniamo a bomba: la mia tesi di laurea. Molti dei miei problemi, nascono proprio quando ho a che fare con i signori della passata generazione (tra cui il mio augusto relatore, che dio gliel'accresca...). Il problema più grande della mia tesi? Un signore chiamato Koolhaas. Perchè quando questo architetto ha ricevuto l'incarico di trasformare i mercati generali, ha firmato, senza saperlo per carità, la condanna a morte della mia tesi. DA QUEL MOMENTO, ogni progetto che portavo era, letteralmente, CACCA. Relatore e assitente arrivarono in un paio di occasioni, a chiedermi di fare un progetto più simile a quello di Koolhaas. Io ero completamente paralizzato su quell'edificio. Otto ettari di complesso FINITO, con le tavole pronte per essere stampate, e quel maledetto edificio completamente FERMO. Dovevo laurearmi a Luglio. A giugno il professore mi spedisce dall'assistente
Così ti potrà seguire in modo più continuo
Mi disse (lui era troppo impegnato in altri magheggioni). E mi spedì da questo signore... il quale, a un mese dalla discussione della tesi, si prese la santa briga di incasinarmi in ogni modo possibile le cose. Prima mi fece una piazzata che non finiva più perchè a revisione non mi presentavo sempre con tutte le tavole (perchè non si ricordava una mazza, quello che doveva seguirmi in modo più continuo), quindi perchè usavo un formato di carta sbagliato (a4 e a3, anzichè a1... ma per un progetto che non dovrei approfondire oltre la scala 1:500? Un palazzo che deve essere appena accennato nella distribuzione interna, a fronte di 8 ettari di complesso? A FRONTE DEI SOLDI CHE MI VORRESTI FAR SPENDERE OGNI SETTIMANA PER STAMPARE AL PLOT SERVICE?!), quindi, dinanzi all'impossibilità di sciogliere questo nodo gordiano del palazzo (non aveva ne idee, ne la voglia... anche un bambino lo avrebbe capito), mi ammollò da guardare il film Alexander.
Perchè lì c'è una visione dei giardini pensili di babilonia estremamente importante, che potrebbe aiutarti
Ma è un complesso di sale teatrali, che stramazza c'entrano i giardini pensili?
Ok, affittati 'sto mattone... 175 minuti di film. Per due fotogrammi.
Per mantenere le dovute proporzioni, è come essersi ammazzati per avere il numero di Meg Ryan, chiamarla, convincerla a venire da SOLA a casa vostra, e poi chiederle di farvi il roastbeef allo zafferano. E invitarla a uscire da casa vostra alla fine del pasto. Le femminucce possono sostituire la Ryan con uno a scelta tra Pitt, Cloney e Deep.
A febbraio il professore mi aveva dato l'ok. Avevo l'unico blocco del "palazzo del teatro". Ero arrivato alla fine di giugno e non avevo NULLA. Oh beh, certo... avevo collezionato circa 3 progetti COMPLETI. Ma ai due signori la cosa non andava bene. No. Il mio assistente si era messo di traverso, chiamava il professore e gli continuava a ripetere che non ero pronto. E lui, sentita una sola campana, neanche voleva vedermi. Anzi, era notevolmente scocciato che gli telefonassi "Sono problemi vostri, risolveteveli".
Poi qualcuno di voi, ha ancora il coraggio di mandarmi le mail per domandarmi PERCHE' sono COSI' incazzato col sistema accademico.
Lo stress stava arrivando a livelli cosmici. La data della discussione si avvicinava e non vedevo la luce. Sotto la costante pressione dei miei amici, decisi di buttare via tutto per almeno una sera. Fanculo tutto! Professore magheggione, assistente cialtrone, tesi del cavolo, e soprattutto i FOTTUTI MERCATI GENERALI DI VIA OSTIENSE! BASTA! OHHH! CHE FAMO STASERA? CINEMA? OTTIMO! SI VA!
Mi siedo in sala! AHAH! Stacco la spina! Non voglio più saperne nulla! Che andiamo a vedere? Ocean's Twelve?! Ottimo! Mi piace! Luci in sala, parte il film... e dove organizzano il colpo i 12? Quali locali saranno mai quelli abbandonati, sporchi, in cui loro parlano con la planimetria?
...il padiglione numero 2 dei Mercati Generali di Via Ostiense.
Piansi.
Ma in silenzio, per non disturbare chi stava vedendo il film.
Che sensibilità, eh?!
A domani ragazzuoli, coraggio: è ancora lunedì!
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data stellare 08.05.2007
Iniziamo ricordando il mio indirizzo per la posta "privata". Se avete problemi con i cookies, non riuscite o non volete postare il vostro intervento nel pubblico, avete più semplicemente intenzione di fare di me il vostro oggetto di attenzioni sessuali, potete scrivere a sim_too@hotmail.com
Mi accontento anche di semplici molestie!
Detto questo, rimbocchiamoci le maniche! C'è parecchio lavoro da fare qui a studio, ma allo stesso tempo non voglio lasciarvi senza post quotidiano! Alcuni di voi (su tutti Emanuela dalla "splendida" facoltà di Roma. Scusami Ema se non ti rispondo in privato, ma non so più a chi dare i resti questi giorni! Prometto che lo farò a breve!) mi scrivono per raccontarmi le loro vicende accademiche.
Quando a suo tempo sostenni che l'università è fucina di cialtroni, qualcuno cercò di divorarmi vivo, sostenendo la purezza e il candore delle nostre facoltà. Evidentemente era qualcuno che viveva in una realtà rosea o era un barone travestito da fanciullo.
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Scusate, ma mi è venuto in mente il mio relatore, vestito con un grembiule blu fino al ginocchio, i calzettoni bianchi, le scarpe lucide e un enorme fiocco sotto il collo. Ho avuto un orribile brivido lungo la schiena.
Dove ero rimasto? Sì, dunque: la tesi è sintesi. "'zzo vuol dire?", mi domanderà la mia folta schiera di affascinanti, eppur rudi, lettrici? La tesi è il momento di sintesi di un'epoca. Non un percorso di studi, non di un quinquennio... no! Di un'epoca. Dietro la tesi si nascondono i VOSTRI ultimi anni di vita, i soldi dei VOSTRI genitori (in alcuni casi VOSTRI e basta), le VOSTRE aspirazioni, le VOSTRE ambizioni e non solo. Che altro? La LORO cialtronerie, i LORO vocaboli pescati a caso, la LORO svogliatezza. Spiego: quanti di voi si sono sentiti dire:
Ma io faccio solo tesi "divertenti". Mi scusi, pensava che l'avrei fatta piangere?
Preferisco avere con lo studente un rapporto "particolare". Ma la bibbia non punisce esplicitamente la sodomia?
Dobbiamo trovare un titolo "esotico". Tipo "I mercati generali di via ostiense col mango"?
A questo sommiamoci i casi più incredibili di svogliatezza, mancanza assoluta di voglia di fare, di impegnarsi. Ho conosciuto tantissimi relatori nella mia carriera accademica. Vuoi perchè mi facevano saltare 4 ore di lezione per fare revisione ai loro laureandi, ignorando bellamente noi del corso (ma farlo in un'altra ora, no?!); vuoi perchè ho dovuto valutarne un paio prima di scegliere (e visti i risultati...). Ma se il professore vi tratta come dei giovani discepoli per i primi mesi, da quelli successivi, passata la gioia e l'entusiasmo del nuovo giocattolo, verrete dimenticati e lasciati in pasto ai loro assitenti da riporto. Figure losche, leccaculo di ogni risma, esseri vagamente umani che hanno subito ogni tipo di violenza durante il loro periodo scolastico e sono ansiosi di vendicarsi. Detto in soldoni: vermi a cui è stato dato potere. Certo, esistono anche assistenti bravi, affidabili, corretti, premurosi. Ma i professori non sono preoccupati: a breve riusciranno a farli estinguere. Non dimentichiamoci il nodo fondamentale della nostra facoltà, la trappola nota come "gusto".
Che significa? Avete mai provato a discutere un'opera di architettura con un professore, durante una pausa sigaretta, un pasto a mensa o in giro per la facoltà? Se vi azzardate a dire "non mi piace"... Non mi piace? Un architetto dice non mi piace? Ma non imparate nulla qui dentro? E il giudizio critico che fine ha fatto? Cosa è, un cremino, che non ti piace? E via discorrendo.
Quando vi presentate alla tesi per una revisone, piazzate lì un progetto e lui che vi risponde?
Non va
In cosa?
Non va
Ecoooooo
Non ci siamo
Dottore, c'è tracciato! Non lo abbiamo perso!
No, non ci siamo
MA IN COSA, PER DIO?!
Non mi piace
Ecco... sintesi perfetta. A LUI non piace. Paggetto che entra in un grande salone. Ha uno scettro in mano, lo sbatte per terra due volte e poi urla agli astanti in trepidante attesa "Al professore non piace" e rientra dalla porta a doppio battente finemente intarsiata.
Io sono sicuro che alcuni di voi non saranno d'accordo, ma io dietro ci vedo la sintesi. La perfetta sintesi di anni di sopprusi, ingiustizie e sostanzialmente CAZZATE. Cazzate per un'università organizzata male! E' mai possibile che non venga in alcun modo stimolato lo "stile" dello studente? Per 5 anni (tesi inclusa) hanno cercato di OBBLIGARMI a copiare dalle riviste. Da quelle maledette fottutissime riviste. Mi hanno ripetuto tante di quelle volte "fatevi l'abbonamento" da farmi venire il dubbio che ci prendessero i soldi anche loro! E' ovvio che la mia conoscenza del campo deve essere "superiore"! Devo aver visto decine e decine di opere, devo conoscere il modo di affrontare le diverse spazialità per poter dedurne uno mio. Ma FAMMI LE LEZIONI CON LE DIAPOSITIVE, PORTAMI IN VIAGGIO CAZZAROLA! NON SPACCIARMI MATERIALE CARTACEO DI CUI POI NON PARLIAMO ASSIEME! Ma no! In tanti anni di università, le diapositive le ho viste a un solo corso, con uno dei professori MENO menteccati (non "intelligente", "disponibile" o "bravo". Meno mentecatto!). E quando facevi revisione?
"Ah! Voi non capite un cazzo! Non potete avere un stile vostro! Dovete copiare dalle riviste!". Realmente sentito.
Bel lavoro coach. Instillami nel cranio l'idea che non sono buono a progettare. Fammi comprare giornaletti ormai divorati dalla pubblicità e con pochi scatti (nemmeno uno schizzo o una pianta!) fatti al tramonto di una casetta della lego retro-illuminata con lo sfondo di un cielo tropicale palesemente posticcio. Mica mi viene il dubbio che il progettista si sia dovuto ungere il giornalista per settimane prima di poter avere quelle 3 foto in croce... Non ci siamo! Non ci siamo! Se mi devi impartire un'istruzione universitaria, caro il mio professore, devi essere lì! Non puoi stare tutto il giorno in giro per i cazzetti tuoi e presentarti il giorno dell'esame, regalare un po di 30 a buffo per poi svanire nuovamente (per poi riapparire magicamente il 27 del mese)! Vuoi sostenere la superiorità del decostruttivismo? PARLANE CON ME CAZZO! SONO IL TUO DISCEPOLO! Non puoi entrare in aula, guardarci schifato, mettere al lavoro gli assistenti, fare due peti e poi uscire dall'aula pensando "questi 4 stronzi mi tocca rivederli tra 3 mesi! Che due palle!". Il trucco per passare i 5 laborari di progettazione? Semplice ragazzuoli: capite a che corrente appartiene (o gli piacerebbe appartenere) il professore. Quindi vi documentate sul maggiore esponente di detta corrente. Vi comprate una monografia. La sfogliate tutte le sere per il primo mese di corso. A lezione, durante i "seminari" (quella buffonata per cui si viene divisi in minigruppi per "parlare di architettura" sotto lo sguardo attento di un assistente che dovrebbe farsi vedere le adenoidi, tanto russa durante il dibattito) dite un po di cazzate su QUEL genere (per farvi notare) e poi attaccate a progettare in QUELLO stile. Lo passate al primo appello. GARANTITO. Io ci ho provato per 5 laboratori a presentare un MIO progetto. Tranne al 3°, dove trovai un professore illuminato, gli altri mi risposero "Non puoi progettare. Devi copiare dalle riviste". Ho capito la corrente del cialtrone, l'ho seguita e ho preso 30. Sempre. Inquietante, vero?
Lo so che è bellissimo quel momento creativo durante il corso, in cui il progetto inizia a uscire da solo dalla vostra matita, ma dovete capire che per la maggior parte dei professori, seguire, capire e eventualmente correggere un VOSTRO progetto è un perdita di tempo. Sommare, aggregare, fare un misero puzzle di architetture già di successo, è per loro un risparmio di tempo notevole. E i seminari... sono utili, quando c'è un moderatore capace di intervenire, spiegare, illustrare, condurre il dibattito su un terreno di cui è padrone. Altrimenti, abbandonati a noi stessi, non siamo altro che bambini delle elementari che si interrogano su cosa stracazzo sia un anello vibrante per il piacere di lui e di lei (è vero che anche io l'ho scoperto l'altro giorno perchè lo vendevano al supermercato... durante la fila non avevo nulla da fare e mi son letto il retro del cartoncino. Leggetelo ragazzuoli, è da morire dalle risate!)
E per la mia tesi è stata la stessa cosa! Secondo sua maestà e il suo viscido leccaculo, avrei dovuto prendere un po di riviste, fotocopiare la parte di progetto che volevo, e copiarla. In sostanza non avrei MAI e POI MAI dovuto progettare, ma semplicemente mettere insieme varie architetture di successo, di grandi (più o meno) progettisti. Ora, con tutto il rispetto, ma mantenendo le dovute proporzioni è come sostenere che un correttore di bozze, a forza di correggere i testi di grandi scrittori, diventi così un grande scrittore. Volete sapere come si è sbloccato il "palazzo del teatro"? Ve lo dico subito! L'assistente ha disegnato lui personalmente (mi dispiace di avergli fatto buttare l'ispirazione del 2005) il palazzo. Chi era l'archistar del momento? Fuksas con la sua nuvola. E come era il mio palazzo? Un'enorme vetrina con dentro una serie di sale appese per aria, a forma di nuvole. Moooolto originale. E tu saresti un assistente al corso di progettazione? Io non ti affiderei nemmeno i calzini da lavare... Ma come mai si ribloccò? Perchè finita l'ispirazione (tutto sudato), mi disse di terminare la disposizione interna e dimensionare il tutto. Altro stop. La settimana dopo non tornavano più le cose, non gli andava bene il SUO STESSO PROGETTO. Con episodi imbarazzanti quali
Ma chi disegna 'ste stronzate?
Ma veramente quello è tuo...
Ah... Eh, ma a guardarlo bene, funziona!
Di che parli? Di sicuro non del tuo cervello o della tua attrezzatura di piacere...
Non è così che si crea una classe di progettisti. E più in generale, parlando dell'università tutta, non è così che formi una classe dirigente.
Ma poi pensi... ma perchè questi signori dovrebbero addestrare una classe di progettisti, una classe dirigente che li scacci via? Perchè lo dice l'evoluzione? Siamo sempre lì signori miei: non ne hanno interesse. Vogliono lavorare. Vogliono lavorare fino a 70 anni e oltre. Vogliono godere, vivere alla grande. E questo vuol dire bruciare completamente, schiavizzare senza possibilità di scampo una o due generazioni sotto di loro... oh beh, pazienza! Chi se ne frega se il mondo andrà a scatafascio per le cazzate che ho fatto IO... sarò già morto quando tutto inizierà!
Loro si tengono il mercato... e noi? Noi che facciamo? La fila in edicola per comprare la rivista...
Torno a lavoro ragazzuoli! Vi stringo tutti fortissimo!
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data stellare 09.02.2007
Diario del Quasi Arch. - Aggiornamento -
Mi sento di dover intervenire in questo dibattito sul numero chiuso, nuovamente aperto.
Ritengo che la selezione all'ingresso non sia la soluzione. Certo, qualcuno degli astanti, provenendo da una realtà piccola e funzionante, sostiene l'idea che se se aprissero le cataratte, l'invasione sarebbe tale da impedire alla macchina di funzionare in modo così puntuale.
Ripeto quanto già detto: su QUESTO punto posso essere d'accordo. Ma altrove? Dove non c'è un discorso di qualità da preservare?
"Lo facciamo per salvaguardare una situazione già di suo estremamente complicata e affollata"
Mi dispiace, ma è solo un punto di vista! E' solo un aspetto del problema. Perchè le nostre facoltà, se si evitasse di trascinare le tesi per 2 anni, riguadagnerebbero molti mq occupati dai poveri disgraziati che attendono di laurearsi! Secondo il mio modestissimo e discutibilissimo parere, la selezione va fatta DENTRO. Non agli "estremi" dell'università. E circa il discorso dei 18, degli esami di progettazione. Io inizio già a non ricordare con esattezza il mio voto di laurea a distanza di un solo anno (forse dipende anche un po dal rincoglionimento...). Questo perchè FUORI, a meno di concorsi o selezioni molto particolari, non stanno troppo a badare a queste cose. E' più importante COSA sai fare. E l'oggettività del voto... ricordo che uno dei motti preferiti, in periodo di sessione era "l'esame è quasi tutto culo". C'era la pagina che non avevi studiato e ti veniva chiesta, il 30 dato a chi non aveva fatto una mazza se non un argomento e gli era stato chiesto QUELLO etc etc. E' già complesso dare un voto "oggettivo" in questi casi. FIGURIAMOCI quando di mezzo ci passa un progetto! A noi viene categoricamente proibito ragione in termini di gusto, perchè dobbiamo avere l'analisi critica, dobbiamo ragionare e tutte 'ste cacchiate. Poi ci becchiamo 18 perchè il professore ci dice che il nostro progetto a lui "non piace".
Chiudo rispondendo a L... non sono pochi quelli che vedono dietro al mio intervento un eccesso di ricerca del complottismo. Figuriamoci, nelle mie "sparate", talvolta esagero e vedo ombre dove non ci sono. Però rimango dell'idea che, anche commettendo peccato, a pensar male ci si azzecca. E' vero anche che qualche professore (i pochi che costruiscono, in genere) è talmente convinto di essere il super-macho dell'architettura, che ti spaccia il suo stile come l'unico possibile. Ma è anche vero che trovi facilmente chi semplicemente non ha voglia, chi è talmente perso dietro ai fattacci suoi che vede gli studenti come un fastidio necessario per arrivare allo stipendio etc etc
Dio ce ne liberi e scampi! Ma esistono anche quelli bravi. Io sparo a zero spesso e volentieri, ma non dobbiamo dimenticarlo mai: i professori che ti seguono, ti aiutano, ti fanno crescere anche e soprattutto FUORI l'università di sono. Il problema è questo: sono la minoranza! Sono una disgraziata minoranza, con pochissima voce in capitolo...
Detto questo, torno a lavoro!
Buon proseguimento!
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Ok, la chiamerò la "rivolta di ferrara". Nell'intimità della mia casella di posta e nella promiscuità del canale pubblico, ottengo appoggio e solidarietà da praticamente ogni angolo d'italia (curiosamente dai mega e grandi atenei), ma da Ferrara ricevo mail di persone quasi scandalizzate che ci tengono a puntualizzare quanto loro abbiano vissuto bene la realtà accademica (qualcuno lo dice scherzando e giocando, qualcuno me lo fa notare con una punta di acidità). Questo non fa che confermare l'indagine del sole 24 ore che da diversi anni pone la facoltà di architettura di ferrara ai primi posti assieme a roma 3 (due piccole ed efficientissime realtà).
Qualcuno addirittura (ebbene sì) DUBITA possa esistere una realtà come quella che ho descritto, attribuendomi una fantasia notevole o comunque un'enfasi eccessiva...
Signori, per voi che mi date del miscredente, vi invito a farvi un giro in alcuni grandi atenei. Mi saprete dire. Ma non venitemi a dire che non vi avevo avvertito.
Perchè le realtà sono COSI' differenti? Qualche amico nordico provava ad avanzare la teoria romana: più si è vicini ai luoghi di potere, più lo schifo e l'inciucio sguazzano. Questo è parzialmente vero. Ho ricevuto diverse mail anche da Milano, Torino, Genova, però, che mi fanno pensare a un completamento del teorema: più soldi ci sono in ballo, più lo schifo e l'inciucio sguazzano. Eh già, perchè quando c'è la possibilità di arruolare più studenti possibile, quando è tutto un discorso di certi atenei che si contendono i soldi dallo stato ignorando bellamente la QUALITA', questo disgustoso teatrino da me descritto diventa improvvisamente possibile, reale. A chi rivolgersi, mi domanda qualcuno di voi. Provate a domandare a qualcuno in alto...
Professore, ma queste storie di laboratori pilotati, dove viene stroncata la creatività dello studente?
Bah, piccole realtà che non ci riguardano. Forse qualche professore ha indotto con più forza del dovuto un determinato stile, o forse ha dovuto imbrigliate gli studenti vulcanici, sotto il profilo delle idee; ma comunque qui produciamo professionisti eccellenti
Oh mio Dio... sembrava una risposta seria! A momenti ci cascavo anche io! In realtà la cosa andrebbe interpretata così:
Bah, mi sembra assolutamente normale! Mica hanno l'esperienza che abbiamo NOI professori! Loro devono imparare e stare zitti! Se non abbiamo sfondato NOI, come sperano di potercela fare LORO? Gli studenti con capacità di produzione superiore? Non c'è problema, li mazzoliamo per benino, stroncando ogni loro voglia creativa con revisioni stupide e ripetitive, sino a spegnere in loro ogni volontà di ribellione
Ecco.. suona decisamente più onesto, non trovate?
E ancora...
Ma non trova che 60-80 anni, come fascia di età dei professori sia un po altina?
Ma noi siamo apertissimi ai professori giovani! Anzi, li incoraggiamo (senza mai chiarire COME li incoraggino... forse intende "al suicidio")! E' vero anche che la nostra politica è sempre stata quella di favorire l'esperienza di professionisti che possono dedicarsi completamente all'insegnamento, piuttosto che abbandonare gli studenti agli impegni di giovani architetti, che oltre alla didattica, lavorano anche a studio.
Sto diventando davvero bravo... mi sto persuadendo da solo. E oraaaaaaa VERSIONE REALE!
Ma chi se li schioppa i giovani professori! 'Sti sbarbatelli che vengono a insegnare QUI al posto nostro! TZE'! SOLO NOI abbiamo fatto architettura. E SOLO NOI possiamo insegnarla. Quanti anni hanno 'sti fringuelli? 35? 40? Ma mettiamoli a fare altri 20 anni di tirocinio, che questi giovani di oggi non hanno la stoffa che avevamo NOI alla loro età!
Ma non ci fermiamo qui. Non possiamo! C'è anche chi si sfoga per le nuova tassazioni e le drammatiche procedure legate alla partita iva. Purtroppo, qui, il mio aiuto è minimo. Il problema è però sempre lo stesso: nel tentativo di beccarne uno, ne falciamo una cinquantina. Il principio, quando si è andato a metter mano a queste robe, era la creazione di un sistema più rigido, tale da evitare o comunque rendere facilmente identificabile il possibile evasore. Nel complicare la pratica, inoltre, si cercava di scoraggiare l'apertura delle P.Iva a buffo, per impedire ai cialtroni di usare questo strumento per evitare di assumere. Il risultato non è decisamente dei più felici. Anzi. Ma PARE, almeno stando alle voci interne alla tribù, che le richieste di partita iva stiano diminuendo. Sempre e comunque a vantaggio dei contratti a progetto. Dalla padella alla brace.
Attendiamo pazienti un'adeguata riforma del mercato del lavoro. Non ci prenderanno per stanchezza. MAI.
Adesso... dove eravamo rimasti con la follia delirante della mia tesi? Ah sì... alle nuvolette del palazzo del teatro. Facciamo un piccolo passo indietro. Il progetto su cui avevo poggiato le mie belle speranze di Luglio, era piuttosto semplice: un grande corpo a pianta rettangolare che scavalcava i binari della metro B, andando a ricucire Garbatella e Ostiense. Sopra i binari, una piastra di parcheggi; nel complesso dei mercati, una sala immensa, polivalente per spettacoli a 360° più altre due minisale, ricavate da un gioco di somma e sottrazione di solidi. Insomma: una gran bella caciara. Amante da sempre delle passerelle Piranesiane, il mio progetto era un continuo sovrapporsi di rampe, ingressi, uscite, ascensori. Il tutto rigorosamente trasparente, perchè il flusso dei visitatori fosse tangibile, vivibile. Può non piacere. Può piacere. Non era un problema, QUESTO. Erano le farneticanti follie dell'assistente, che da ora, per amor di brevità chiameremo il Griso, per il suo smodato servilismo, la sua repellente funzione e la sua ignobile fuga nel momento del bisogno del padrone. Noi ovviamente gli auguriamo la stessa fine. Rivedere i promessi sposi, chi non ricorda... Voglio darvi un aiutino: peste bubbonica. Il griso, dicevamo, andava inventando ogni tipo di scusa. Cui ribattevo fieramente, ottenendo però solo nuovi e farneticanti impedimenti.
Dobbiamo rivedere i dimensionamenti. Questa sala è troppo bassa.
Nessun problema. La alzo
Tzè! Tu pensi che basti questo?
E' troppo bassa. La alzo. Che altro dovrei fare? Le do due colpetti sul culetto e le dico "cattiva, cattiva"?
Tu devi finire la tesi che sai progettare un teatro
E questo come influenza l'altezza della sala?
E poi gli accessi? Non vanno!
Fammi indovinare: gli accessi sono troppo accessi
Dove sono i bagni?
Eccoli
No, lì non vanno
Neanche il tuo cervello sta bene tra le natiche, ma non ti ho creato problemi, no?
E via discorrendo. Rottomi i cabasisi, feci il progetto PUNTO. Piante, prospetti, sezioni. E mi presentai alla revisione. E lui, come ebbe il coraggio di giustificarsi, dinanzi all'ennesimo non luogo a procedere?
"Non riesco a leggere le tue piante"
Prego? Non riesci a leggere le mie piante? E tu saresti un assistente di progettazione? Io non ti farei assistere nemmeno in un pollaio abbandonato!
Vorrei far presente che il problema non derivava dalla grafica sbagliata, dall'assenza dei pennini, degli spessori. No. Semplicemente il principe degli imbecilli mi usa come scusa "non so leggere la pianta". Interessante. E, se mi è concesso, vostra suprema cialtroneria, come esercita la professione? No non me lo dire, fammi indovinare! Sei di quelli che tracciano due curve, fanno fare il culo ai propri schiavi e poi si limitano a mettere una firma?
Le cose sono, molto stringatamente, due:
1. non sei capace di leggere delle piante. ERGO sei il peggiore dei professionisti e dovrebbero radiarti. E' come se un avvocato non capisse una sentenza, un ingegnere non sapesse una cippa di matematica, un geologo fosse convinto che la crosta terrestre è sorretta da dei nani vestiti di rosso (coltissima citazione che spero che Leo Ortolani apprezzi)
2. stai inventando delle scuse.
Visto il legittimo dubbio legato al punto uno (nessun professore, per quanto imbecille, seleziona assistenti COSI' palesemente incompetenti), devo dedurre che ne stai facendo una questione personale.
La cosa viene confermata UNA SETTIMANA PRIMA DELLA DISCUSSIONE. Tavole stampate su carta normale (ma il formato elettronico pronto per la stampa definitiva), tutto finito.
E il griso se ne esce: No. Non ci siamo. Torniamo agli schizzi.
Avrebbe dovuto dirlo anche l'ostetrica che ti ha fatto nascere, una volta vistoti in faccia! Come sarebbe a dire, torniamo agli schizzi?! A una settimana dalla tesi?! No, spostiamo tutto a Settembre! Il 5 settembre c'è un altro appello e noi, mettendoci sotto, troveremo la soluzione.
Delusione mortale. Delusione cocente. Nessuna possibilità di uscirne. Ero a pezzi. Prendo armi e bagagli e torno a casa, praticamente distrutto. Tutto da ricominciare.
Prima di chiudere, vi faccio una domanda: pensate che a settembre mi abbia fatto laureare? Bravi... perchè? Perchè sua cialtroneria è andato in vacanza fino al 31 agosto e il professore si è rifiutato di ricevermi perchè avevo un assistente e dovevo fare riferimento a LUI. E lui, tornato bello fresco il 31 agosto mi domanda semplicemente "Come speri di fare una tesi in meno di una settimana?!".
E il mio palazzo del teatro è rimandato di un'altra sessione... prossimo appuntamento: novembre...
Provai a urlare, scagliare la matita sul tavolo, dissi esplicitamente che DOVEVO laurearmi, che non potevo tirarla alle lunghe, perchè non aveso nessuno alle spalle che mi coprisse una permanenza così ingiustificatamente lunga all'università (falsissimo, ma a quel punto le provo tutte, no?).
Il signorino, figlio di professore universitario, figlio di un architetto che da tempo immemorabile realizza opere di notevole rilievo, nel suo studio al centro, allarga le braccia, e sospira "Nemmeno io avevo nessuno alle spalle". Avrei voluto. Dio SOLO SA QUANTO AVREI VOLUTO fargli presente QUALI e QUANTI attorni porno di colore avrebbe dovuto avere alle spalle, ma troppo scolvolto da una così eccelsa forma di bastardagine, presi armi e bagagli e tornai a casa senza proferir favella.
Tutti a lavoro ragazzuoli! Il dovere ci chiama!
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data stellare 10.05.2007
Ci sono episodi di Star Trek che non mi fanno impazzire. Quando si tratta di conflitti con i Romulani, o delle guerra Cardassiane non c'è problema. Ma quando iniziano i "pipponi" sul ponte ologrammi o alcune avventure nel passato, non impazzisco. Cielo, le vedo, è sempre star trek! Vado avanti, sapendo che DOPO ci sarà un nuovo episodio che mi piacerà sicuramente. Questo per giustificare il rapido excursus di questi giorni sulla mia tesi e sull'università. Chiudiamo momentaneamente la parentesi... a chi fosse interessato a sapere come finisce... oh beh, l'enterprise alla fine si salva sempre, no? Anche io mi son laureato... tutto sta a sapere COME. Diciamo che QUESTA STAGIONE la chiudiamo qui. Più avanti, quando mi sarà tornata un po di ispirazione, ricominceremo da dove ci siamo interrotti.Torniamo a parlare di lavoro. L'altro ieri sera, ho seguito Ballarò. Puntata interessate: si parlava, tra le altre cose, dei figli d'arte. Io ho sempre vissuto in modo ambivalente questa mia natura: figlio di un professionista che non esercita più, da cui però, mi è stato possibile imparare tanto sulla professione. Un po come Luke e Obi Wan... Con la differenza che conosco mia sorella e mio padre non è un ex grande attore di teatro.
...almeno credo. Oh beh, chissene! Andiamo avanti. Il suo "studio" è sempre stato abbastanza cucciolo, a conduzione familiare e con pochi personaggi a bordo. Quando mi sono avvicinato al mondo dell'architettura già ufficialmente lo studio non esisteva più, ma era relegato nell'appartamento sempre chiuso di uno zio (anche lui con questa insana abitudine... di fare l'architetto non di lasciare sempre chiusi gli appartamenti). Abbiamo lavorato un po. Non moltissimo. Con mio padre sempre con un piede tra la libera professione e incarichi all'interno di aziende private. Finchè un bel giorno non ha ricevuto una proposta decisamente allettante, e ha chiuso il discorso. Saltuariamente mi molla qualche "sola" (alla romana), di amici suoi che non pagano ma permettono di rimanere in esercizio. E di tanto in tanto, conoscere dei personaggi assolutamente fenomenali. In questo modo sono cresciuto con un piede avanti (esperienza e innegabile vantaggio di un figlio d'arte) e un piede dietro (nessuna base, studio o attività professionale di parte su cui CONTINUARE a costruire). In questa posizione decisamente scomoda (ma sempre meglio che a raccogliere saponette nelle docce, certo) ho affrontato la trasmissione dell'altra sera. Ho sentito dire un paio di cose interessanti da destra e da sinistra (giusto per chi mi accusa, di tanto in tanto, di manifesta faziosità):
1. Il mercato in questo paese NON esiste. E se c'è, è fatto male. Ottima considerazione. Temo non occorresse scomodare un professore universitario: era sufficiente chiedere a uno dei numerosi architetti costretti a fare gli impiegati come la pensavano circa le possibilità che QUESTO paese ha in serbo per loro.
2. Chi sarai, che farai, dove e come lo farai, dipende molto da quale parte della barricata sei nato.
E su questo vorrei spendere due parole... Chi ha già sbattuto il nasino contro il muro dell'Italia, sa bene che la realtà più diffusa è questa. Nasci "bene"? Sei già diversi metri avanti. Oh certo, poi ci sono l'ambizione, il desiderio personale, le capacità e anche le occasioni. Ho sempre detto che lo studio col grrrrrande open space, la segretaria che vi aspetta sorridente fuori dalla porta dell'ascensore col caffè, i lauti stipendi etc etc sono piuttosto rari. Esistono (mi dicono)... ma per la rarità con cui ci si presentano, andrebbero protetti dal wwf (e spesso NON sono in Italia). E per il resto? Per il resto... un ricchissima percentuale di cialtroni. Un meschino essere che non fa architettura, non la sa fare, che campicchia tra un cliente e l'altro (e tutti molto poco raccomandabili), che non ha mai gli stessi collaboratori (periodicamente lo mandano tutti a quel paese) e che mette questo genere di annunci:
Studio di progettazione cerca architetto max 30 anni, laurea minimo 110/110, con almeno 5 anni di esperienza, perfetta conoscenza lingua inglese, perfetta conoscenza cad, 3d studio, photoshop, grande disponibilità, totale dedizione al lavoro, capace di redigere esecutivi, capitolati d'appalto, computi metrici, fascicoli del fabbricato. Si valutano Curricula (anzi: curriculum, ignorando il plurale latino, o peggio: curriculums... all'inglese!). Asternersi privi requisiti. Il possesso di auto/moto sarà requisito preferenziale
Poi c'è il piccolo mondo degli onesti. Quelli che mettono in regola i loro dipendenti, che li pagano, che gli fanno un contratto.
Avviso ai naviganti: io considero "contratto" ESCLUSIVAMENTE i tempi determinati E i tempi indeterminati. In occasioni eccezionali, ALCUNI contratti a progetto (ma dipende più dal datore di lavoro, dalla sua onestà, che non da questa ignobile forma di schiavitù legalizzata). Gli stage, i tirocini, le collaborazioni a partita iva a 800 euro lordi al mese e tutte 'ste cazzate non le prendo nemmeno in considerazione. Chi le offre non meriterebbe di essere preso in considerazione. Meriterebbe un sacco di altre cose, ma poi la buoncostume ci fa chiudere bottega.
Le chiacchiere, dicevamo a monte, stanno a zero ragazzuoli: se nasci bene, è meno probabile che si approfittino di te. Perchè si ha uno studio in cui rifugiarsi alla fine dell'università, perchè è meno facile che qualche cialtrone si approfitti di noi (non perchè siamo più svegli, ma per non infastidire papino) etc etc.
Poi ci sono delle figure ibride. Ne abbiamo già parlato, ma oggi sono in vena di riassunti e comunque è bene rinnovare loro il nostro disprezzo: gli "A". Sono quelli che NON PROVENGONO DA UN CONTESTO INERENTE I LORO STUDI, ma per un'ottima situazione familiare non hanno (o non avrebbero) bisogno di lavorare. Entrano nel mercato del lavoro, spinti a calci dai genitori che non ne possono più di avere questi imbecilli in giro per casa tutto il santo giorno, e pur di fare qualcosa, accettano stage gratuiti, tirocini a 250 euro al mese, rimborsi spese occasionali, collaborazione a partita iva a 500 euro/mese lordi. E spappolano il mercato. Ecco... questi andrebbero linciati molto più degli altri. Perchè sono quelli che rispondono "eccomi" quando il cialtrone ci urla "vattene pure! sai quanti ne trovo al posto tuo?!". Sono quelli, per riportare l'ardita metafora di un amico, cui puoi riempire il piatto di merda e, stanne tranquillo, loro la finiranno TUTTA. Sono quelli che "tengono duro" anche difronte alle peggiori carognate. Quelli che quel posto se lo tengono a tutti i costi, perchè altrimenti i genitori li sbattono fuori. Santo cielo, poi esistono i poveri disgraziati che accettano queste robe perchè NON c'è NIENTE ALTRO. Onore e gloria a loro... ma gli altri?
Le considerazioni su questa professione, o almeno sul suo lato economico, non si fermerebbero qui. Molti ragionamenti andrebbero fatti a monte e a valle. Si dovrebbe parlare della casta chiusa imposta dall'abilitazione, si dovrebbe parlare dell'ambiguità legislativa che vede gli architetti contendersi il lavoro con i geometri e gli ingegneri senza mai chiarire in modo netto e preciso chi può fare che etc etc
Ma per oggi abbiamo già parlato molto... non riesco a scrollarmi di dosso questo sonno orribile e mi aspettano la bellezza di 2 cene a casa dei miei genitori questa settimana...
Per il momento, tanti auguri a mia sorella per il suo compleanno e un abbraccio a tutti i ragazzuoli che con tanta dedizione, tutte le mattine, si impegnano per leggere le mie cavolate!
Buona giornata a tutti!
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data stella 11.05.2007
Ahhhh! La bellezza del pranzo a casa! Sono stato decisamente fortunato con l'ultimo impiego che ho trovato: distante un pugno di fermate da casa, ho la meravigliosa occasione di tornare a pranzare a casa. La società di costruzioni ha orari piuttosto elastici, grande flessibilità e questo mi permette di andare abbondantemente oltre l'ora di pausa. Intendiamoci: arrivo sempre 10-15 minuti prima e esco 10-15 minuti dopo, per compensare quei 20/30 minuti. Ma i capi non sembrano particolarmente impressionati, nel bene o nel male. E quindi faccio il mio lavoro, potendo mangiare finalmente un piatto di pasta, anzichè i micidiali tramezzini romani.
...che poi, vorrei aprire una parentesi, rivolgendo una domanda ai baristi della capitale: ragazzi, cosa è questa mania che vi è presa adesso di mettere la maionese nel tramezzino prosciutto e formaggio?! No, dico, ma vi sembra gustosa infilata in un panino caldo?! Una volta era l'eccezione. Oggi è la REGOLA! Rispettiamo le tradizioni! Già di piatti tipici nel abbiamo pochini rispetto ai nostri vicini di regione... ci mancano pure le variazioni "fantasia"!
Chiusa parentesi. Ahhhh, il pranzo, dicevo. El ritual: all'una, una e dieci, una e un quarto mi alzo, a passi lenti e misurati esco dallo studio, chiamo un amico che (so con certezza) mangerà all'orribile mensa aziendale, facendogli presente TUTTI I GIORNI che sto andando A CASA A MANGIARE, mi prendo i vari "devi morire", "ma magari ti scoppia una gomma in curva", "ma perchè con tanti corpi celesti nella galassia, non te ne cade uno sulla macchina" etc, salgo in macchina, faccio quel pezzetto di aurelia che mi separa da casa. Poi bestemmio un quarto d'ora abbondante per trovare parcheggio in un bagno di sudore.
Anche qui: complimentoni ai cretini che a suo tempo, decisero di vendere il parcheggio condominiale ai vari discount, centri commerciali, parcheggi privati... se vi trovo lì in mezzo al casino con me, non osate dire nulla o vi do pure una sportellata! E una volta arrivato a casa? Ah, via la giacca, allento la cravatta, sfilo le scarpe per le morbide ciabatte. Mi dirigo in cucina, dove, in base ai turni, trovo tutto pulito dalla sera prima o uno ottimo profumino. Mi lavo le mani, accendo la tv in attesa di Beautiful (fa bene ridere mentre si mangia) mi butto sulle incredibili ricette di un noto programma della tv nazionale. Ma l'altro giorno, il dramma... accendo e trovo una ragazza. La presentatrice le domanda "Che lavoro fai?" e lei "bah sai, faccio grafica. Uso questo programma di grafica, autocad, e lavoro"
Fermate il tempo.
Bloccate tutto.
IMMOBILI HO DETTO!
Autocad?
Programma di grafica?
Tu fai la grafica con autocad?
Allora, mi sia portato uno degli autori del programma, in catene e dopo una notte di tortura.
Ciccio, se devi metterci dentro uno che fa il fighetto, che fa uno di questi lavori "giòvani", ti prego, almeno documentati. Non puoi dire una cazzata di questo calibro, no?
Tu che mestiere fai?
Oh sai, faccio il cuoco. Ho un catetere e tutto il giorno cucino.
E tu?
Io faccio il macellaio col mio calzascarpe.
E tu?
Il dirigente di una squadra di calcio col mio cellulare svizzero...
No, aspettate: esempio sbagliato!
Ma il problema, dove è? E' nelle competenze! Ho già fatto presente diverse volte come la gente non abbia chiaro COSA faccia, debba fare o possa fare un architetto. Capisco che molti non riescano a vedere la differenza tra architetto e urbanista (a dire il vero, ultimamente, ne ho conosciuti un po che non riescono a vedere NESSUN LEGAME tra questi due professionisti. Mi è stato detto "Questa non è una rotatoria. Ma che te lo dico a fare a te? Sei un architetto, mica un urbanista!". Ne deduco che nessun essere umano non laureato allo IUAV possa distinguere un frullatore da una rotatoria... Che poi... perchè la rotatoria? E l'incrocio a corce di sant'andrea? E' di competenza dei seminaristi? E il semaforo a raso? Dei barbieri?! Insomma: Premio intervento assurdo 2007). Ma da qui a non avere nemmeno idea delle competenze... Il dramma nasce dalla stessa legge. E' il principio della "non-retrocessione" che ci frega. E' abitudine, in questo paese, al momento di stabilire delle NUOVE regole, evitare che qualcuno PERDA qualcosa. Che significa? Semplice: dobbiamo definire i compiti di architetto e geometra, in modo che una categoria lavori e dell'altra non se ne abusi? Ok, è semplice. TUTTO ESATTAMENTE COME PRIMA. Tranne per il fatto che i geometri possono costruire SOLO opere di modesta entità (o una roba del genere).
Scusi, cosa si intende per "modesta entità"?
Si tratta di cose piccole ma non troppo
Quindi i geometri possono costruire cose grandi?
No! Grandi sì, ma non troppo!
Ma non può essere più chiaro?
Eh beh, mica posso fare tutto io, no?!
In sostanza: ognuno può continuare a fare come cazzo gli pare. Ma non dite più che questo "cazzo" non è regolamentato per legge, neh!
E all'obiezione: scusi dottore... ma noi architetti... allora l'università, che l'abbiamo fatta a fare? Ci prendevamo il diploma e ci risparmiavamo 5 anni ALMENO di tasse universitarie, la tassa di iscrizione, la tassa di discussione di laurea, la marca da bollo per ritirare il certificato, ALMENO DUE bollettini per l'esame di abilitazione, diversi milioni di euro in tavole, materiale didattico, notti insonni, il costo del carro merci su cui caricare tutta la famiglia il giorno della discussione della tesi etc etc...
La risposta?
Avete ragione! Allora, geometri! Un secondo di silenzio, grazie! Allora, è profondamente ingiusto che il vostro titolo non valga quanto quello di quegli arroganti degli architetti. Per cui abbiamo deciso che DA QUESTO MOMENTO IN POI dobbiate fare almeno un triennio di università, per potervi LAUREARE Geometri. I vecchi geometri? E che li rimettiamo a studiare? Noooo (risata da cardinale innamorato), non vogliamo affollarvi più del dovuto la vostra nuova università! (leggi: e dove lo troviamo uno scemo che va dai vecchi e gli dice, da oggi non potete più esercitare, dovete andare all'università?! Ma soprattutto, chi la paga, poi, la pensione di reversibilità alla famiglia?)
E' geniale! E' semplicemente geniale! Li illudo con la balla di un'istruzione superiore. Blocco l'afflusso di nuove leve per tre anni almeno, conservando il mercato per i più anziani. E prendo tutti per il culo inventandomi una ripartizione dei compiti che nemmeno paperino sotto l'effetto di una pasticca sarebbe riuscito a creare!
E gli ingegneri?
O cielo... gli ingegneri... ehm... ai geometri gli edifici modesti... e agli ingegneri? Ah sì! Ingegneri! Ci siete? Ok, da oggi potete costruire solo edifici timidi!
MA CHI LE SCRIVE 'STE LEGGI?! NONNA PAPERA E CICCIO?!
Qualche giorno fa, un ragazzo delle (mi sembra) belle arti, andava criticando (e giustamente, secondo me), il caratterino che certi colleghi hanno. Anche questo, è profondamente vero: troppi, secondo me, per il solo fatto di avere QUESTA laurea appesa al muro, sono convinti di essere novelli Prometeo, deputati a rubare il "bello" agli dei per regalarlo agli umani stupidi e inferiori (il prossimo che mi scrive: "Ma prometeo rubava il fuoco, non il bello!", PRIMA lo crocifiggo e POI gli spiego cosa è una metafora).
Primo: calma ragazzi. Noi dobbiamo offrire ai clienti e all'umanità tutta, in un incarico di responsabilità unica, diverse possibilità di bello. Noi non regaliamo la perfezione. Noi suggeriamo possibilità. Siamo come dei sarti: il vestito va fatto su misure del cliente. Non nostre. Potrà essere bella quanto vi pare, la stoffa, ma a un cristone di un metro e novanta, la nostra 38, come starà? Ecco... pensare...
Secondo: non dimentichiamoci che fine ha fatto Prometeo. E io, non ho intenzione di passare l'eternità legato a una roccia del caucaso mentre un rapace mi mangia il fegato. Che detto tra di noi... già me lo mangio a sufficienza da solo quando vedo certi annunci o parlo con certa gente...
Perchè questo? Perchè per stare tutto il tempo col nasino tirato su in segno di disprezzo per richieste del cliente pensando "questo cafone non capisce una mazza", contribuite ulteriormente a lasciar credere che il geometra e/o l'ingegnere sono farmaci generici col nostro stesso principio attivo. Ovvero: fanno lo stesso, costando un terzo!
Su questo bisognerebbe lavorare! Sul rilancio della nostra figura professionale, non continuando a fare tavole rotonde sulle archistar con lo stesso tono con cui un fan sfegatato urla al concerto del suo idolo "sono nato nel suo stesso quartiere! sono nato nel suo stesso quartiere!" e organizzando mostre di monumenti funebri e lasciando vincere i concorsi per "giovani architetti e studenti" a cariatidi di 120 anni!
O, come cantava ligabue, "almeno io credo"!
A lavoro adesso pigroni! Vi stringo tutti!
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data stellare 15.05.2007
Quando ero piccolo (zum zum), giovine, ingenuo e facilmente suggestionabile, avevo trascorso un periodo di tempo relativamente lungo assieme a una ragazza che non riponeva le sue belle speranze nella conoscenza (no, non si scrive con la "i". sì, sono uno sborone). Possiamo dire, senza troppi fronzoli, che era ignorante come una capra. Bocciata un certo numero di volte nelle tappe fondamentali (un po di anni di liceo, la maturità etc) era rimasta con la terza media. Sosteneva che l'università era una perdita di tempo, poichè l'uomo deve cavarsela da solo. Passai qualche tempo a spiegarle che l'università era solo un ulteriore periodo di studio e non un sistema assistenzialistico per giovani e ricchi fancazzisti, quindi rinunciai dinanzi a argomentazioni inoppugnabili quali le mani sulle orecchie e la bocca che emette un continuo "nananananananananananananana".
Questa ragazza, che sarebbe stata una fiera illuminista, se avesse saputo COSA era l'illuminismo e fosse arrivata a separare la corrente filosofica dalla bolletta enel, intraprese una brillante carriera di baby sitter, poco prima che ci lasciassimo. Uno dei motivi che mi spinsero a partire per altri lidi, era l'insostenibile mancanza di voglia di automiglioramento, la sua ferma convinzione di essere perfetta così a 22 anni.
Per il lato che mi riguarda, ormai tutti sappiamo come è andata. Finita l'università, non senza qualche lacrimuccia, un lavoro che è meglio di tanta cacca oggi in circolazione, ma che comunque non riflette in alcun modo le mie ambizioni e lo stipendio che normalmente spetterebbe a un laureato.
Ma per lei? Voglio essere disgustosamente sincero. La signora, dopo avermi elegantemente elargito quello che, senza troppi giri di parole, definiamo dalle mie parti un "pacco di corna", svanì misteriosamente. Anni e anni dopo ricicciò attraverso mia sorella. Eventuali risentimenti si erano completamente affievoliti, ero al termine dell'università, già lavoravo. Tronfio dei miei risultati, mi preparai a ascoltare le sue vicende di vita, come un sovrano si accinge alla sua ora quotidiana di suppliche.
Rimasi a bocca aperta.
Dopo che il quartiere in cui si era trasferita era stato scoperto dalla borghesia con i soldi, la ragazza aveva preso possesso della liquidazione del padre e aveva aperto un solarium. Esattamente: spacciava abbronzature e massaggi. L'attività andava come un treno anche e soprattutto perchè, per sua ammissione, tutti pagavano in contanti anche i trattamenti più costosi e questo le facilitava di molto l'evasione fiscale.
Un anno di trattamenti, grazie. Quanto fa?
1200 euro
Eccoli (tirando fuori la fascetta di soldi)
Quanto ha incassato questo mese?
Quasi nulla signor finanziere. Può vedere le mie regolari ricevute...
E 1200 euro puliti, netti e esentasse che piovono nella borsetta. Quando l'attività andava come un treno, la pupa ha trovato un uomo con un quantitativo di soldi impressionante (bestia come lei, ma di famiglia disgustosamente ricca). Si è messa in maternità, lasciando alle sue collaboratrici senza contratto il compito di portare avanti un'attività che nemmeno il mostro di Rostov avrebbe fatto fallire e oggi trascorre le sue giornate nel giardino della sua villetta, crescendo nuove ripugnanti forme di sfruttatori sociali.
Mia sorella, che mi aveva riportato questo pacchetto di novità, studentessa di medicina, anche lei (povera illusa) convinta che i laureati dovessero essere la crema della società, con molta gentilizza raccolse la mia mascella caduta a terra (assieme a delle biglie di non meglio identificata natura) e mi domandò seria e diretta
"Ma perchè io, che mi sto sfasciando il sedere a medicina, non vedrò nemmeno col binocolo un guadagno del genere se non molto avanti con la carriera?"
al che risposi
"Ma perchè io, che mi sono sfasciato il sedere a architettura, non vedrò MAI nemmeno quando sarò molto avanti con la carriera, un guadagno del genere?"
Ora... non vorrei che fraintendeste. Io, in questo momento, non sono vittima di invidia. Non sonno nemmeno lontanamente invidiosetto.
Io sto proprio rosicando come un castoro.
Questo non è il sogno americano! E' l'INCUBO ITALIANO!
Mi potete raccontare tutte le balle che volete circa l'autodeterminismo, la capacità personale, la complicata gestione di un'attività commerciale...
al che io risponderò con una semplice domanda...
Dove?
Dove?!
Sì, "dove?"
Casomai, "perchè?"
No no, "dove?"
"Dove?" COSA?!
Dove stracazzo va un paese che da a un parrucchiere (non il proprietario del negozio, ma il "ragazzo") 1700 euro netti e a un laureato nemmeno 1000? Dove pensa di andare? Dove crede di arrivare un paese che prende a scarpe in faccia i ragazzi che hanno studiato?!
Quindi voi mi potreste iniziare a decantare le gioie della moralità, della legalità, della coscienza (qui la "i" ci va) pulita, della legge morale dentro di me e del cielo stellato sopra di me... al che io, oltre a farvi presente che il buon Kant 'sta roba se l'era fatta incidere sulla lapide e non abbiamo alcuna prova che chiedesse sempre la ricevuta al ristorante, tornerei a battere sempre sullo stesso punto (mettendo nel minestrone anche chi non ha studiato, ma si fa il culo tutto il santo giorno per 750 euro al mese LORDI): quanto ancora possiamo "tirare" questa macchina? Per quanto ancora possiamo elargire mini-stipendi, prima che il sistema collassi e vi sia una massiccia campagna di conversione all'illegalità, non come brivido del "male", ma come necessaria soluzione ai fini della sopravvivenza?!
Io vorrei sapere solo questo... Perchè, e vorrei che fosse chiaro, non ho nulla contro il parrucchiere, o l'estetista o chi per loro. Sono contentissimo che alcuni di loro guadagnino tanto da permettere loro una vita da nababbi... ma se foste stati COSI' CARINI DA FARMELO SAPERE PRIMA dell'iscrizione all'università, avrei agito differentemente. Se ve la foste piantata di urlare ai quattro venti "questo paese ha bisogno di laurearti" ma vi foste limitati a sussurrate "ci servono imbecilli che paghino gli stipendi dei grassi e annoiati professori universitari" sarebbe stata una cosa leggermente diversa...
Ma già sento l'urlo di risposta...
NO! Il paese non ha bisogno di ridondanti studenti di lettere, ignobili filosofi, sciocchi scienziati della formazione ed efebici architetti (ma perchè lui è ridondante e io efebico? Zitto! No, voglio essere almeno ignobile! Sei efebico e non rompi le palle, capito?!)!
Il paese ha bisogno di ingegneri! AHAH!
Guarda, principe dei cretini, che ti faccio parlare con un paio di amici, laureati con lode in 5 anni, che prendono 1200 euro al mese netti, nei mesi di grazia. E si sono sfasciati per trovare un lavoro.
Io chiedo semplicemente una cosa: onestà. Alla fine dell'università, alla fatidica stretta di mano, mi basta un "sei su scherzi a parte" o un coretto di scherno "t'avemo cojonatooooo, t'avemo cojonatooooo".
Mi basterebbe questo.
Io lo dico qui. Scherzando. Continuando con i vostri contrattini a progetto, continuando con i vostri 250 euro al mese, continuando con i vostri sfruttamenti da furbetti del quartierino, prima o poi la pacchia finirà.
E quando il petrolio sarà finito, quanto ancora camminerà la vostra macchina?
Tutti a far finta di lavorare (tanto loro fanno finta di pagarci, no?)!
Buona giornata ragazzuoli!
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data stellare 16.05.2007
Breve intervento, oggi, giusto per mettere un paio di puntini sulle "i"...
COSA E' L'UNIVERSITA'?
Dipende dai punti di vista.
Se lo domandate a un persona anziana, NON laureata, probabilmente la sua espressione si farà subito seria, probabilmente vi richiamerà all'ordine come se aveste detto chissà quale bestialità, parafrasando un vecchio adagio del tipo "gioca con i fanti, ma lascia stare i laureandi" (realmente accaduto)
Se lo domandate a una persona anziana, LAUREATA, vi squadrerà con sospetto e rispondendo affermativamente alla domanda "sei laureato?", vi stringerà la mano scuotendola vigorosamente, e con aria da vecchi amici vi ammiccherà "dammi del tu" (realmente accaduto)
Ora... se lo provate a domandare a un coetaneo LAUREATO:
Ah guarda, se potessi tornare indietro, lascerei perdere. Mi apro un bel solarium e vaffanculo a tutti! Ma chi me l'ha fatto fare? Un discorso di cultura eh? Ma smettiamola... passo tutte le giornata a guardare il soffitto mentre, pregno di cultura, cerco un lavoro e non lo trovo! (lo dico IO)
Idem con patate a un coetaneo NON laureato:
L'università? Posto per fighetti che non hanno il minimo contatto con la realtà. Ma che ti insegnano mai? No, la vita vera è qui fuori. Questi dottorini che escono non sanno nemmno allacciarsi le scarpe! (l'ho sentito dire personalmente)
E' come se improvvisamente fosse crollata verticalmente la reputazione del mondo accademico. Va anche detto che con cotanti professori...
Il calo di "popolarità" e di "attendibilità" sembra essere iniziato durante il periodo in cui i costruttori si facevano chiamare "ingegnere" ed è proseguito ai giorni nostri, quando lo stipendio dei "non laureati" ha raggiunto, superato e doppiato un paio di volte quello dei "laureati". Qualcuno ha ancora delle idee abbastanza bislacche "L'università è un posto che non serve a niente, ma chi ne esce diventa ricco" ma il senso è questo... Dal momento in cui è sufficiente metter su un tabaccaio (con tutto il rispetto, si intende!) per diventare NON DICO RICCHI, ma veder girare i soldi, ma chi me lo fa fare a pagare 5 anni ALMENO di tasse universitarie?
Eppure, lassù, qualcuno ancora va sostenendo che questo paese ha fame di laureati... beh sì, certo... effettivamente queste scale sono sporchette... chiama qualcuno a farle pulire... una donna? Ma che sei matto? Quella ci spara 8 euro l'ora! No no, chiama un laureato. Sì, fagli un contratto a progetto e dagli 5 euro l'ora. Andrà benissimo... non puliscono bene, ma risparmiamo parecchio!
L'altra sera, Super Mario Monti a "Che tempo che fa"... come mi risponde? Che il primo punto dove bisogna andare a agire per riformare un paese, è nella classe dirigente, QUINDI nell'università.
Forse il dottor Monti non è al corrente dei recenti avvenimenti, ma ci hanno sputato in faccia! L'università, oggi come oggi, è diventata prima di tutto bivacco figli di papà o fucina di disperati. Il mondo del lavoro non ci digerisce o se lo fa, lo fa male parecchio. Ci offre stipendi da fame, ci costringe a ripiegare su soluzioni "transitorie" (faccio l'impiegato qui giusto per un annetto! Il tempo di rimettermi in sesto) che poi diventano definitive (ma qui ho un contratto, non ho troppe responsabilità, la paga è meglio di quella che prendevo come architetto... ma chi me lo fa fare? Io resto qui!)... e il paese? Il paese dove va? Da nessuna parte, state tranquilli... in attesa che il mercato decida di poter accettare i giovani laureati, la vecchia classe dirigente rimane al potere. Abbiate fede. Non vi preoccupate...
Ma non è la vecchia classe dirigente che regola il mercato?
Ecco... dopo aver fatto questa domanda, mi torna in mente un vecchia barzelletta.
George W. Bush va in una scuola, per parlare con i bambini e migliorare la sua popolarità in ribasso. Sale in cattedra, parla di stronzate e poi decide di lasciare la parola a un bambino con la mano alzata. Questi si alza in piedi e fa:
Buogiorno signor presidente, mi chiamo Bob. Volevo farle qualche domanda:
1. è consapevole che l'iraq era una dittatura laica che non aveva alcun legame con Al-Qaida prima della nostra invasione, mentre adesso è di casa e rappresenta l'organizzazione più potente?
2. sa che l'organizzazione di Bin Laden è stata prezzolata e addestrata dai nostri servizi segreti, in quanto doveva contrastare la minaccia rossa in Afghanistan?
3. si rende conto che è noto a tutti che la società che si occuperà della manutenzione e del petrolio nell'Iraq "liberato" vede lei e buona parte del suo staff tra i suoi soci azionisti?
Il presidente sta per rispondere, quando suona la campanella della ricreazione. Tutti i bambini corrono fuori a giocare. Al termine del quarto d'ora, il presidente rientra in aula e da la parola a un altro bambino. E questi fa:
Buogiorno signor presidente, mi chiamo Tom. Volevo farle qualche domanda:
1. è consapevole che l'iraq era una dittatura laica che non aveva alcun legame con Al-Qaida prima della nostra invasione, mentre adesso è di casa e rappresenta l'organizzazione più potente?
2. sa che l'organizzazione di Bin Laden è stata prezzolata e addestrata dai nostri servizi segreti, in quanto doveva contrastare la minaccia rossa in Afghanistan?
3. si rende conto che è noto a tutti che la società che si occuperà della manutenzione e del petrolio nell'Iraq "liberato" vede lei e buona parte del suo staff tra i suoi soci azionisti?
4. perchè la campanella della ricreazione è suonata un'ora e un quarto prima?
5. che fine ha fatto bob?
Ecco... provate a domandare un'altra volta "Ma non è la vecchia classe dirigente che regola il mercato?"...
...vi sfido!
Basta ragazzuoli! Tutti a lavorare ora!
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datastellare 17.05.2007
Diario del Quasi Arch. - Aggiornamento -
Dimenticavo di rispondere a tutti quei ragazzi che, nella loro esperienza, mi hanno domandato se, avendone la possibilità, non avrei rifatto l'università. Ragazzuoli, siamo seri. Io ho una pessima opinione del sistema accademico nostrano. E' un sistema dove solo in rarissimi casi si lascia spazio al giovane, dove si sfrutta il lavoro altrui, dove capaci, determinati, preparati, vengono spremuti senza ritegno, permettendo (colta citazione) carriere senza talento e talenti senza carriera. Ne più ne meno del mondo del lavoro (sempre nostrano). Detto questo... è ovvio che la rifarei. Ma non per una nostalgia, per un freudiano desiderio di entrare a far parte della casta... ma per amore di questo mestiere agrodolce, per amore dell'architettura. E' proprio qui il problema! Anche io ho avuto un paio di professori veramente bravi. Uno su tutti, poi, che in un momento difficile mi ha aiutato, mi è stato vicino anche e soprattutto al di fuori della facoltà. Un uomo di una preparazione incredibile, aperto alle novità e allo stesso tempo disponibile al coinvolgimento. Ma di esami ne ho fatti 36. 2/36... 1 professore ogni 18... Ah, dimenticavo di dire che dei due, uno è ancora morto di recente... quindi la media si abbasserebbe drasticamente. Non è così che può funzionare all'interno di quella che dovrebbe essere la scuola della futura classe dirigente.
Ho deciso... domani ci infiliamo in un tema delicato: trattiamo della cialtroneria di quelli che sono usciti con noi dalla facoltà! Iniziamo anche a raccontare COSA produce un sistema che nella mia personalissima opinione, è completamente e totalmente sbagliato!
- Fine dell'aggiornamento -
Una delle prime cose che dissi, iniziando a parlare dell'università, fu: è fucina di cialtroni. Qualcuno cercò di mangiarmi vivo perchè avevo toccato questo "paradiso terrestre". Effettivamente... è un po una sorta di riserva naturale dove professoroni sovrastimati e sovrapagati girano liberi assieme ai loro assistenti imbecilli. Ma, e ripeto MA... la storia che Paolo ci ha raccontato è meravigliosamente vera. Avevo già sentito parlare di contaminazioni del mondo del lavoro (inteso come contratti IDIOTI) all'interno dell'ambito accademico. Ci auguriamo tutti, ovviamente, che l'università cambi, che vengano pagati stipendi DECOROSI a chi una professionalità ce l'ha, che gli ordini inizino a comportarsi come tali, pubblicizzando le nostre capacità e stimolando nel privato la voglia di usare l'architetto e non la figlia della portiera per "farsi" casa. Accetto ASSOLUTAMENTE l'invito di Paolo, quindi! Primo perchè amo profondamente il caffè, secondo perchè ho sempre trovato profondamente giusta la regola che mio padre mi impose appena iniziai ad avere un giro di amici: questa porta è aperta per chiunque a qualunque ora; purché sia una persona con una conversazione interessante. Sono sicuro che con Paolo avremo una conversazione molto interessante! Mettiamola così: il primo giro, lo offri tu; quindi subentro io! ;)
Ma veniamo alla parte più dolorosa del blog: oggi parliamo male di chi? Ieri sera mi torna a casa il membro della tribù che ha iniziato a lavorare da poco. Sotto stress, comprensibilmente stanca, sottoposta alle prime angherie da parte di colleghe... ehm... diciamo poco "gentili", che son ben educato, va! Ora, queste stronze l'hanno presa di punta, semplicemente, perchè è l'ultima arrivata, perchè ha 10 anni meno di loro, perchè, perchè, perchè... siamo onesti signori: le femminucce, sono MOLTO, ma MOLTO più cattive di noi maschietti. Noi siamo distratti, magari agguerriti, ma tendiamo a non infierire. Da quando ho iniziato a lavorare, le cattiverie più meschine, crudeli, spietate e CONTINUATE le ho viste e sentite tra donne. E' inutile che mi veniate a raccontare che NOI uomini facciamo le guerre, NOI uomini abbiamo fatto l'inquisizione, NOI uomini abbiamo... su su su! Mettiamoci una mano sulle coscienze: noi ammettiamo di essere insopportabili quando siamo malati, e voi ammettete di essere molto più crudeli!
Ma torniamo a bomba: questa povera pupa, appena iniziato a lavorare, si trova a combattere contro situazioni incredibili, non per ultima il nuovo ufficio. Mi viene spiegata al volo la situazione: un architetto aveva presentato il progetto della ristrutturazione, e quindi ha fatto presente: "Una volta che vi hanno fatto i preventivi, chiamatemi. Vi seguirò passo passo". E loro? Beh, la collega anziana (in termini lavorativi, perchè ha meno di 40 anni) ha preso possesso del progetto e ha deciso di fare di testa sua. Caso vuole che conosca questa tipa (quando si dice che il mondo è piccolo).
Ora, piccola lezione di genetica...
Se facciamo unire una persona normale a una persona normale, cosa nasce? Con un'ottima percentuale, nascerà una persona normale.
Se uniamo un fisico nucleare a un persona normale? Una persona normale che potrebbe avere inclinazione verso la fisica nucleare (più che altro per una miscela di influenza, emulazione paterna, etc etc). L'inclinazione potrebbe essere anche verso la biologia, figuriamoci... ma seguitemi sulla linea di principio
Se uniamo un muratore e una portiera? Una persona normale che potrebbe avere qualsiasi inclinazione.
Se uniamo un architetto che odia venezia e un ingegnere che non sa fare ponti? Calatrava! EHEHEHEH! No dai, si fa per scherzare! Salutiamo l'arch. ing. Santiago Calatrava che ci segue sempre! (Sborone mode OFF)
Qual è il senso di quanto appena detto? Lasciate stare il valenciano... prima... esattamente: nascerà COMUNQUE una persona normale. POI subentrano traumi, inclinazioni naturali, studi, influenze, colpi di fulmine. Nel nostro caso è nata una nana da guerra, corazzata, convinta di essere un grande architetto perchè il padre faceva il muratore (giuro! Le motivazioni che mi portò furono: "mio padre era un muratore, QUINDI io capisco di architettura" al che risposi "ok, e io che sono figlio di architetto?" non mi chiarì mai questo atroce dubbio) con la territorialità di una portiera (con tutto il rispetto, ovvio!). Insomma, partendo da origini umili, poteva nascere un comunissimo lavoratore, come un genio. E' invece è venuta fuori un'impicciona scassamaroni (ripeto: lo dico con cognizione di causa). Risultato? In uno stanzone rettangolare luuuuuungo e con una sola finestra sul lato corto, la signora cosa ha pensato? Di mettere dei divisori OPACHI alti 2 metri. Ideale per la claustrofobia... praticamente i cessi degli autogrill, ma senza porte. La genialata? Le "torrette". Cosa sono le torrette? Gli americani, quando hanno sviluppato la teoria dell'open space, dovevano risolvere il problema legato al passaggio di cavi e canaline, per permettere a tutta la nostra moderna tecnologia di funzionare (elettricità, cavi di rete etc etc). E si sono inventati questi funghetti che escono dal pavimento. Le torrette sono comode fino a un certo punto: "nascendo" dal suolo, sono fisse e con loro l'intera postazione risulta, quanto meno, ancorata a un solo punto. Bene, disponendole in modo del tutto casuale, in quell'ufficio di furbissimi, sono riusciti a sistemare le scrivanie nei modi più assurdi, costringendo una lavoratore che deve uscire dalla postazione a passare per 40 (QUARANTA) centimetri, dando il culo del monitor e SOLO QUELLO a chi entra per parlare con l'impiegato (nascosto dietro suddetto culo) etc etc.
La professionalità, purtroppo, non è acqua. E anche il mestiere... una delle prime cose che si impara lavorando come libero professionista? I pagamenti non vanno MAI effettuati tutti assieme. Si paga ratealmente ANCHE E SOPRATTUTTO alla squadra, e l'ultima trache la si da a CHIUSURA EFFETTUATA. MAI e ripeto MAI pagare una squadra che vi sta finendo l'appartamento, PRIMA che l'appartamento stesso sia COMPLETAMENTE E INEQUIVOCABILMENTE FINITO. Altrimenti? Beh, altrimenti le strisciatine sui muri dei traslocatori, le rifiniture, tante piccole cose che in cantiere possono sfuggire ma che saltano subito fuori una volta che nella casa ci si inizia a vivere, non verranno MAI sistemate.
Ma come faccio a sapere una cosa del genere? Mestiere, esperienza. E se sei "inventato"? Uno che non è del mestiere? Farai questa bella cavolata... e lì è andata così: la geberit si incastra sempre, il bagno perde, il carico dell'acqua calda goccia. "Ma basta un idraulico!" direte voi. Sì... un idraulico che avete SALDATO e che ora ha più interesse a stare dagli altri clienti, quelli che ANCORA gli devono dare l'ultima trache... ci è voluto un mese per farlo venire in ufficio. E fino a quel momento? La povera gnometta della mia tribù ha imparato a smontare la mascherina di una geberit e a richiudre il galleggiante incastrato. Per amor di dio, fa esperienza, d'accordo... ma la professionilità, dove è andata a finire? Hanno imparato la lezione, mi direte voi... ehhhh no... come pensate che abbia conosciuto questa illustre rappresentante dell'architettura for dummies? Per lo stesso motivo, già qualche anno fa... aveva combinato un casino, il grande architetto, e erano dovuti correre ai ripari.
Con questo, cosa voglio dire (e chiudo)? Signori, dentro casa vostra potete ammazzarvi col gas, non saremo noi a dirvi come vivere. L'abito su misura è il vostro, noi siamo solo dei sarti. Certo che se volete cucirvelo da soli, non c'è problema, ma almeno, non abbiate la presunzione di poterlo fare per tutti. Anche e soprattutto per i poveri disgraziati che vivono e lavorano con voi!
Buona giornata e buon lavoro! Resistete: è giovedì!
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data stellare 18.05.2007
AH! Come vorrei parlare della puntata di Santoro di ieri. Come vorrei discutere con voi circa tutta una serie di bestialità che sono state dette... non per ultima la lezione da primo giorno di università, corso di caratteri distributivi degli edifici: "la casa è cambiata". Vorrei dirvi che la teoria per la quale noi ragazzi, visto che compriamo gli scarponi da trekking su ebay, non abbiamo bisogno di grandi spazi è una CAZZATA PAZZESCA. Voi non potete immaginare quanto vorrei urlare che non me la sento veramente di dire che sto comodo in 60 mq e devo continuare a lasciare i vestiti dai miei genitori, dall'altra parte di Roma, perchè non ho lo spazio per il cambio stagione... ma in fin dei conti i 12 mq che mi mancherebbero per vivere bene, mi sono stati decurtati perchè non ne ho bisogno! Sono i 12 mq che occupavano i miei cd, e visto che ora noi GGGGGGiovani abbiamo l'ipod, possiamo vivere anche in spazi da speleologo... cazzo gli frega a loro, che di 60mq hanno la sola cabina armadi (di soli vestiti neri, tra l'altro... chi li va visti con addosso un altro colore?!)?
MA, avevo promesso che oggi avremmo parlato dei cialtroni che escono dall'università. E ogni promessa è debito.
Il cialtrone in erba è eccezionale. E mi piace molto che Giovanni abbia tirato fuori il discorso dei viaggi! Per un architetto, viaggiare, non è importante. E' vitale. Altro che le riviste... lo spazio va vissuto. Scegliereste vostra moglie o vostro marito attraverso una foto? Magari con quel bel faro che oggi ti sparano in faccia per cancellare ogni difetto del viso... Certo che no. Ecco, l'architettura può essere vista nelle riviste. Ma per essere capita, va attraversata. E' una delle lezioni fondamentali all'università (ammesso di avere un professore decente che la spieghi): la nostra è forse l'unica arte che permette di vivere tridimensionalmente l'opera, fino al punto di attraversarla, abitarla, dormirci. E' quindi chiaro che il culetto non può essere depositato su una spiaggia di Rimini per l'intero mese di Agosto, ma deve essere portato a spasso quanto meno per l'europa.
"Eh, ma viaggiare è costoso! Io non ho i soldi". Per i furboni che provano a nascondersi dietro questo dito, vorrei solo far presente le titaniche dimensioni del loro deretano. Prova provata alla mano, 15 giorni di macchina e tenda, costano MOOOLTO meno di una settimana in una località di mare turistica, inclusi ingressi in discoteca, lettini in spiaggia a 5 cm dal mare etc etc.
Per amor di dio: c'è chi non può farlo veramente. Tanto di cappello e mie più sentite scuse. Ma per tutti gli altri, non avete scuse... e non sono accettabili entomofobia, agorafobia e simili.
Il primo viaggioa fini architettonici lo feci a luglio del primo anno, dopo il primo laboratorio. Trovai un amico VERO, facemmo il biglietto Inter-rail per francia e benelux e ci girammo la francia del sud, parigi e l'olanda.
Tornato a Roma impattai contro i miei compagni di università. Ci riconoscemmo subito, noi viaggiatori: abbronzature da muratori (con tutto il rispetto) o pallore cinereo. Ampio sorriso sulla faccia, schiena piegata dal peso della borsa (contenente un quantitativo spaventoso di foto). Gli altri? Abbronzati al punto di sembrare croccanti tronfi della propria ignoranza.
In particolare ricordo una compagna (laureata in 5 anni con lode) che mi chiese semidisperata in quarto anno, di farle la pilastratura di una villetta per un esame.
"Guarda che io con i calcoli non sono un mostro. Forse è meglio se chiedi a..."
"No, mi basta che disponi i pilastri"
"Non capisco"
"sì, questa è la pianta. Mi fai vedere dove devo mettere i pilastri e di che taglia vanno?"
"...taglia?"
"Sì dai, non fare lo scemo come al solito! La taglia!"
"XS, S, M, L..."
"Le dimensioni"
Ecco la signora laureata con lode. Come ha fatto? Santo cielo come ha fatto? Se dico che dall'inizio del quinto anno ha iniziato a lavorare gratis come caddista nello studio di un noto architetto romano che le ha fatto da relatore?
Eh Simone, direte voi, è andata lì e ha imparato.
Voi dite, eh? Sarà...
Parliamo di gente con cui ho avuto questi scambi:
"Ho visto l'unità di abitazione di Corbu a marsiglia"
"Ah, io sono stata a porto cervo"
"Questa estate vado a Bilbao"
"No, io sono fissa al Cocoricò"
"E quest'anno, Rotterdam"
"Troppo fredda la scozia per me!"
E' incredibile, direte voi... Beh, io trovo più incredibile che TUTTE le persone che mi hanno regalato queste perle, si siano laureate con lode. Trovo incredibile che TUTTE queste persone sono partite per l'erasmus con un anno di esami in arretrato e sono tornati che di esami ne avevano fatti QUATTORDICI. QUATTORDICI! Lo sapete la signora dei pilastri (come amorevolmente presi a chiamarla io dopo quella storia... sì, lo so, sono una serpe. Ma non ve la caverete adulandomi!) cosa ebbe il coraggio di dirmi? "Io scienza e tecnica le ho fatte con l'erasmus! Non ho capito nulla, ma erano tutti così generosi!" Immagino come la tua scollatura...
Perchè questi personaggi si laureano così bene? Ma soprattutto, perchè questi personaggi si laureano? Ah signori miei, che giovini ingenui che siete... perchè sono carne da cannone eccellente. Schiavi fedeli, addestrati, troppo stupidi per capire il raggiro. Sono "coltivati" dai loro relatori, da cui PUNTUALMENTE vanno a lavorare DOPO la laurea (se non hanno già iniziato prima). Certo, ci sono le lodi meritate. Ci sono quelli che vanno a lavorare dal loro relatore perchè è una brava persona. Inchinarsi dinanzi a queste persone (e al vostro culo sfacciato per aver avuto un buon relatore...). Ma pensate a tutti i buffoni, come li chiama giovanni, che avete incontrato... e provate a fare due più due. Dove lavorano adesso? Dove hanno lavorato per il periodo della tesi? Ecco fatto...
Oh beh, si è fatto tardi! Io torno a lavorare ragazzuoli, ma lunedì riprendiamo a approfondiamo l'argomento!
Buon fine settimana a tutti! Un abbracio immenso!
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data stellare 21.05.2007
Iniziamo con un GIGANTESCO in bocca al lupo a babi. Che ti possa andare non bene, ma BENISSSSSSSIMO! Ma sempre all'erta! E questo vale per tutti: sempre all'erta ragazzuoli. Anche i lupi sanno travestirsi da agnelli. Non innamoratevi del vostro datore di lavoro o finirete per confondere i primi segnali di cialtroneria per stanchezza, periodo difficile etc etc. Occhi sempre aperti! E siate sempre corretti VOI PER PRIMI!Per babi, poi, permettetemi il fuori pista, son particolarmente contento, perchè la seguo da un po, nelle sue vicende. Mi ha scritto per posta, ha lasciato messaggi qui... insomma: son veramente felice! Babi, ti auguro veramente il meglio! :)
Chi lo sa che magari a forza di leggermi, non porti fortuna? Bah, nell'ottica di un libro (visto che molti di voi continuamo a suggerirmi di farlo), voi diffondete la voce, che poi stecchiamo i diritti!
Ma veniamo a noi... il periodo difficile non si allontana. L'esame di abilitazione torna a farsi sotto, il lavoro inizia a essere monotono (e non posso crescere senza quell'idiotissimo pezzo di carta che attesta che "mmmmmmhsì, da oggi sei architetto" nonostante il test di ammissione, gli esami e la tesi e le varie esperienza accumulate fino oggi). Nell'attesa scaldo i muscoli... anzi, muscoli freddi che farà un caldo infernale... settimana prossima! Ah, ragazzuoli... paura?, domanderete voi. No. E' che mi son rotto le palle e non mi va veramente di farlo. Ormai, anzichè la cerimonia di ingresso in una delle caste più chiuse e meno esclusive del mondo, si sta profilando sempre di più come una tortura ignobile. Almeno fa piacere sapere che sarò in buona compagnia. A parte qualche nuova leva, siamo sempre gli stessi (perchè, vorrei ricordarlo, è la mia terza volta...). Ci si reincontra, si fanno due chiacchiere, è un piacere, via!
E' solo la rogna di constatare come, a una settimana, ancora non siano uscite sedi, elechi, commissioni... anche questa volta, insomma, esame all'italiana.
Tranquilli: mi stupirebbero solo se facessero tutto bene, senza incidenti e/o imprevisti. Allora sì, che sarei impreparato.
Oggi non scrivo molto (sempre e comunque 'cci mia...), visto che dovrei finire delle sezioni. Ma vorrei raccontarvi questo piccolo e disdicevole incidente col solito agente immobiliare. Visto che dentro casa la tribù, contrariamente a ogni previsione (e a seguito a una serie insperara di botte di culo) c'è una maggioranza "contratto" (ma con un ricca percentuale ancora di sfruttati, in nero e con contratti RIDICOLI), ci era salta in testa la folle idea "sondiamo il mercato" e diventiamo parte di questo inesistente e misteriosissimo club di italiani che possiede una casa (dicono il 90%... MAH) e sono entrato, di mia sponte, in un'agenzia. Ero ingiaccato e incravattato (di ritorno dall'ufficio), con borsa e tutto il completino. Guardo in vetrina una cosa che potrebbe essere fattibile (planimetria che si prestava a qualche zozzata architettonica) e entro.
Buongiorno
Ciao
Iniziamo malissimo. Come "ciao"?! Chi cazzo sei? Ci conosciamo? Mi dia del LEI e mi chiami MAESTRO! 'sta cosa per cui io di 30 anni e tu di 40 ci diamo del tu... perchè fa "gggggiòvane"?! Avemo mai magnato pasta e fagioli assieme?
Freddo e distaccato come so fare quando mi girano le palle, ho proseguito
Ho visto quello in via tot. Mi interessa. Quanto?
Allora, ha l'affaccio sull'interno del condominio, molto tranquillo, poi l'altro affaccio sul giardino, che poi conta come terzo piano perchè c'è la scarpata, e il posto auto...
L'ho interrotta brutalmente. Perchè mi fornisci informazioni non richieste? Ti ho chiesto dove affaccia il lato "a"? Ti ho chiesto dove affaccia il lato "b"? Ti ho chiesto se in questa bettola che spacci per casa c'è un lato "a" o un lato "b"? O forse volevo sapere un pian terreno a cosa corrisponde nella scala di conversione "agente -ladrissimo- immobiliare 2007"? Un pian terreno corrisponde a un pian terreno no?
Ho ribadito
Quanto?
Allora guarda, viene 430.000 trattabili
E pensa se non erano trattabili!!! Riassumiamo... mi stai vendendo un immobile a boccea a più di 4000 euro al metro quadro. Cioè io, a Boccea dovrei pagare oltre 8 milioni di lire al metro quadro un appartamento, secondo te... ah già: trattabili...
Per la cronaca: c'è scritto "buono stato". Che vuol dire?
Bloccata. Non te l'aspettavi? Ma come facevi a non aspettartelo? C'è scritto, no? Non ti ho chiesto se secondo te dall'ingresso passa un motore fuoribordo da 15 cavalli.
Beh guarda...
dajete... ma stavolta la mia espressione deve aver tradito ODIO perchè si corregge
...guardi, la casa è messa bene. Poi cucina e bagno sono stati rifatti da poco
Tanto è fuori da ogni possibilità, ma vuoi mettere poter sparlare di questi imbecilli nel blog? Io proseguo...
Ah capisco. No, la cercavo completamente da ristrutturare!
Con un'espressione di felicità malcelata che si riesce a leggere negli occhi di un tipo al tavolo di blackjack con un 21 tra le mani, mi fa tutta eccitata
Ma E' completamente da ristrutturare
Mi sono fermato lì. Ma la tentazione di affermare
ah, mi serve completamente giallo canarino
per sentirle rispondere
Ma E' completamente giallo canarino
...era forte. Avrei poi voluto continuare in un vecchio giochino che si faceva alle elementari...
mi serve mi serve mi serve... con dentro un mammut ibernato
...c'è il mammut ibernato!
mi serve mi serve mi serve... con una cassettiera di osso di cucciolo di foca (...mostro)
...c'è la cassettiera di osso di cucciolo di foca!
mi serve mi serve mi serve... che mi venga venduta da UNA BATTONA DA MARCIAPIEDE!
...
Con tutto il rispetto per le signorine, che reputo più serie e professionali di questa gente. Lungi da me giudicare una persona che cerca questo genere di compagnie... ma almeno, quando ci si va, si paga per trombare e si tromba.
Qui paghi per avere una casa e vieni trombato! Ci deve essere un errore!
Non esito un istate. Devo chiudere in bellezza.
Ah. Capisco
La squadro peggio che posso. Squadro la sua agenzia peggio che posso
Ripasserò. Casomai. Arrivederci
Arrivederci
AH! NON MI DICI "CIAO" ADESSO?!
Ooooh Dio ragazzuoli... che pazienza con questa gente!
Chiudo: il lavoro mi chiama. E non voglio farmi trovare, altrimenti poi tocca a me accecarmi!
Un abbraccio forte! Coraggio ragazzuoli!
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data stellare 22.05.2007
Anche oggi approfondiamo un tema piuttosto importante. "Da" ce lo fa notare nel suo post: gli studi cercano oramai persone che siano subito disponibili a cominciare il nuovo lavoro, ma non possono organizzarsi per tempo? Chi già lavora come fa a cambiare?Questa è un'ottima domanda. E, mi dispiace dirlo, non è un punto a favore di chi cerca un lavoratore.
Quello che mi viene in mente SUBITO è che hai una fretta boia.
Comprensibile.
Può succedere.
Un grosso concorso vinto, un'importante commissione, un pezzo importante dello staff che se ne va... mi serve qualcuno. Ma...
Perchè il "ma" c'è... mi viene ANCHE da pensare è che:
a. se hai troppo lavoro è possibile che quando il lavoro finisca, tu mi dia il benservito. Con questo ragionamento mi offrirai la solita merdosa partita iva e 700 euro al mese di compenso. E io ti rispondo di cacciartela profondamente su per il... avete capito, no?
b. se hai tutta questa fretta, come fai a regolarizzarmi? La stesura di un contratto, il tempo che mi devo prendere per pensare alla tua offerta, presentare il contratto stesso agli organi competenti... mi vien quasi da pensare che non abbia la minima intenzione di regolarizzarmi. Magari mi offrirai una ritenuta d'acconto o, peggio, un rimborso spese.
Con situazioni anche imbarazzanti:
Stasera si lavora fino a tardi!
Ma veramente io sarei uno stagista a 250 euro al mese
Ah, sei uno stagista, eh?! E come pensi di diventare un professionista se alle 6 vuoi uscire come un impiegato del catasto eh?! A lavoro e senza storie!
Questo discorso, per quanto duro e spietato, può essere facilmente compreso e condiviso. Sotto consegna si suda e si fatica tutti insieme. Il problema è che spesso e volentieri il cialtrone lo fa al telefono, da casa sua. Armiamoci e partite, insomma... (visto, poi, che gli straordinari non li riconoscono MAI)
c. se hai vinto un grosso concorso o hai ricevuto un appalto importante, è piuttosto improbabile che tu abbia bisogno di un architetto... è più probabile che cerchi un caddista. Allora, bastardo maledetto, metti un annuncio per caddisti... Questo è un giochino che ho subito e visto fare diverse volte.
In sostanza, se un cialtrone assume un architetto, anzichè un caddista, ha dei pro e pochissimi contro. Vediamoli meglio
PRO
1. lo puoi far lavorare con la scusa dell'esperienza (anche se non ne sta facendo) o ne sta facendo pochissima
2. lo paghi come un caddista, ma ha le competenze di un architetto, quindi LUI (il cialtrone) viene disturbato molto meno da giovani disegnatori che non sanno finire una sezione o non sanno come impostare un esecutivo
3. è "minacciabile" con le buone o con le cattive. "Dammi una mano, sono disperato! Ti prego! Siamo tra colleghi!" (buone) - "Te ne vuoi andare? E vattene! Ne trovo altri 100 come te" (cattive). Il problema è che è verissimo... ci saranno sempre altri 100 gonzi disponibili a lavorare per quelle miserrime cifre. Ma arriviamo fino a vere e proprie "estorsioni di lavoro": "Parlerò con i colleghi all'ordine e nessuno ti farà più lavorare in questa città!" (falso come una moneta da tre euro, ma impressiona molto i neolaureati alla prima esperienza).
CONTRO
1... bah, non me ne vengono in mente molti. A dire il vero, nessuno. Ah sì, forse che ogni tanto qualcuno degli schiavi si ribella e vi molla in mezzo ai casini, col lavoro a metà. Ma basta mettere un annuncio con su scritto "si richiede disponibilità immediata"...
A rafforzare quanto appena detto, c'è la cosiddetta "formazione". Per quanto possa essere un tecnico abile e capace, mi stai cercando in una fascia di età tale, per cui potrei aver bisogno almeno di una settimana, due, magari un mese di "formazione", in cui mi insegni le procedure dell'azienda, le pratiche più comuni, mi passi il lavoro, mi allestisci una postazione. Non vorrai certo dare un incarico di RESPONSABILITA' a qualcuno che dalla sua ha SOLO la laurea e esperienze scritte su un curriculum che non puoi verificare... Voi, onestamente, lo fareste? Senza accertarvi della veridicità di ALMENO LA META' di quello che il tipo che dovete assumere sostiene di saper fare?
Chi viene assunto stasera per lavorare domattina?
Uno che ha un'esperienza talmente conclamata da non necessitare nemmeno di un briciolo di formazione (manager di dimensioni galattiche, per capirsi) o qualcuno il cui lavoro è tutto sommato di bassa manovalanza. Che non richiede grosse basi... per cui sono sufficienti una buona conoscenza di CAD e la formazione fatta dall'università. Ovvero un architetto impiegato come caddista.
Questo è il nodo fondamentale ragazzuoli. Un'azienda SERIA, sa che si espanderà, ma (PIU' IMPORTANTE), sa COME, PERCHE' e QUANDO si espanderà. E si muove per tempo. La disponibilità immediata... che comporta? Comporta "fretta". Qualche settimana fa, qui dove lavoro, ho avuto una riunione con un capo filiale di un'agenzia immobiliare. Sommo cialtrone... doveva essere come minimo un barone, un gran maresciallo o qualcosa del genere. Ma ha detto una cosa che mi ha fatto profondamente riflettere. Certo, era riferito al mercato immobiliare, ma nel discorso di oggi, si inserisce alla perfezione. Quando abbiamo obiettato che nel book di presentazione degli appartamenti, poteva essere più comodo mettere più tipologie nella stessa pagina, ci ha risposto
"No. Ce ne deve essere uno solo. Perchè lì devono essere concentrati. Non devono distrarsi. Non devono avere IL TEMPO PER PENSARE AD ALTRO. NON DEVONO PROPRIO AVERE IL TEMPO PER PENSARE. Così fanno quello che dico io, e comprano"
Ecco ragazzi... proposta di lavoro con disponibilità immediata.
C'è altra gente che vuole il posto. Devi decidere. Adesso. Forza. Non sei interessato? Non vuoi la tua indipendenza? Non vuoi emanciparti? Non vuoi diventare padrone del tuo futuro? Accetta! Forza! Tira fuori le palle!
...CLACK
Scattata la trappola... non avete parlato di compenso. O magari lo avete fatto, ma non vi è stato specificato ne netto o lordo. E il contratto? Le tutele? Gli orari? Non ve l'hanno dette... avevano fretta... disponibilità "immediata"...
Fa impressione vederla così, vero? Certo, esiste chi la disponibilità immediata la chiede offrendo però un contratto con tutti i crismi del caso. Ma andarci col freno a mano tirato e dubitando di ogni loro singola parola, che male può farvi?
Vi fanno fretta? Son cialtroni.
Vi spingono chiudendovi ogni domanda con un "poi vediamo"? Son cialtroni.
"Tranquillo che è tutto ok" e non c'è un SOLO pezzo di carta che confermi? Son cialtroni.
Non vi fanno firmare nulla, ma domani puoi cominciare? Son cialtroni.
Non accettate. Per nessun motivo. Dinanzi a nessuna promessa che non sia su carta. E, se vi è possibile... diteglielo in faccia QUANTO son cialtroni! Giusto per poter uscire da quell'ufficio ESATTAMENTE COME SIETE ENTRATI; disoccupati, certo, ma con un gran senso di liberazione!
Vi stringo tutti ragazzuoli!
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data stellare 23.05.2007
E' già qualche volta che apro la casella di posta e trovo una mail di qualcuno di voi:
Simone, QUELLO è un cialtrone. Ho lavorato per lui. Ti assicuro che è una carogna. Come possiamo fare per farlo sapere a tutti ed evitar loro quello che ho passato anche io?
Questa è un'ottima domanda. Mario Silla inventò uno strumento che, secondo me, andrebbe ripristinano in tempi brevi: le liste di proscrizione.
Cosa sono, si domanderanno alcuni di voi?
Mettiamola così: dopo la guerra civile, alla presa del potere, il dittatore romano scrisse un elenco dei suoi nemici. Lo facciamo anche noi, quando magari, per un esame, scriviamo l'elenco dei capitoli che ci manca o il nome della materia, cechiandola una paio di migliaia di volta.
Ma perchè LUI lo fece?
Perchè voleva affiggerle al foro.
E perchè voleva affiggerle al foro?
Perchè alla lista aveva allegato una nota, non meno importante della lista stessa: chiunque figurasse nella lista, poteva essere ucciso in strada da chiunque, senza che questi fosse in alcun modo incriminabile. I beni del tipo potevano essere espropriati. Il suo nome infangato. E non era necessario un processo, delle prove... no... bastava il SOSPETTO.
AH, come funzionerebbe meglio il mercato del lavoro se si potesse redarre una lista di proscrizione dei datori di lavoro cialtroni...
Da questo punto di vista sarei un tradizionalista: niente riletture moderne, dovremmo applicarle nella formula Sillana...
MA, purtroppo, la legge non lo permette. Nell'attesa che qualcuno risolva il gap, noi come possiamo tutelarci da questi esseri vagamente umani, più simili a schifosi scafisti piuttosto che liberi professionisti (tié, senti che rima...)?
Il mio blog, quello di PierAndrea, gli Annunci Assurdi... hanno un punto in comune: denunciare i comportamenti ignobili che tanti datori di lavoro applicano. Perchè non esiste una versione PRO datore di lavoro, contro i lavoratore scorretti?
Per due validi motivi.
1. Perchè un lavoratore scorretto crea molte meno difficoltà e molti meno disagi di un datore di lavoro scorretto. Non è un discorso di fare o meno notizia, ma è semplicemente perchè un lavoratore è infinitamente più debole di un libero professionista che non paga gli stipendi e poi gira col BMW. Se qualcuno fa uno sgargo a un cialtrone... mettiamola così: tutti tifavamo Davide, no?
2. Non sanno usare il pc, quindi che blog se creano 'sti 'mbecilli?
Un rimedio VALIDISSIMO (e CONSIGLIATISSIMO) è il ricorso ai Sindacati. Sono temutissimi dai Cialtroni, proprio per la loro natura di essere scorretti e evasori.
Ma quando il sindacato mi risponde "Non possiamo aiutarti"? Quando sappiamo con certezza che Pinko Pallo è un cialtrone e non voglio che altri incappino nel trattamento disgraziato che è toccato a me?
Purtroppo la denuncia per diffamazione è dietro l'angolo.
Che mondo, eh? Uno ruba, si approfitta, è scorretto e se la vittima prova a urlare al mondo quanto questi sia un delinquente, si becca anche una denuncia...
Gli apache non hanno bisogno di prove, diceva Kit Karson. Quando sanno che uno è colpevole, lo infilano nella sabbia fino al collo e lo lasciano in pasto alle formiche rosse... QUELLO è un popolo civile!
Sottoscrivo
Saper leggere un annuncio di lavoro è FONDAMENTALE. Ma spesso e volentieri si cade comunque in trappola e si va a fare un colloquio. Ragazzi, è VITALE che ragioniate in questi termini:
FINCHE' NON FIRMO QUALCOSA, IO NON TOCCO UN MOUSE. Voi NON DOVETE INIZIARE A LAVORARE PER NESSUN MOTIVO.
Sì, tranquillo, domani ti preparo tutto!
Ok, allora inizio domani
Ma no, vai tranquillo, inizia anche oggi! Domani ti preparo il contratto
Quante volte avete partecipato a questi scambi?
Ehhhh, sai, quel rincoglionito del consulente del lavoro ancora non mi ha fatto il pezzo di carta. Ma tu lavora tranquillo eh?!
Come è morto Tranquillo? ...bravi!
Quello che vi dico è OLTRE quanto detto finoggi. E' oltre la capacità di leggere l'annuncio, è oltre il colloquio, le mezzore di ritardo, gli incontri in luoghi poco raccomandabili etc etc.
E' stato bravo a raccontarci le sue stronzate?
Ci ha ingannato sulle reali attività dello studio?
Chiedevano architetti ma cercavano caddisti ma tutto sommato... se po' fa?
Ok. Il contetto è semplice: SENZA UN PEZZO DI CARTA, IO NON INIZIO NEMMENO A RESPIRARE QUI DENTRO.
Ragazzi, non facciamoci prendere in giro!
"Ma quando mai si applica un ragionamento come questo?" Vi obietteranno
Quando si va fare benzina? Prima il pieno E POI pago! Certo, ma è pieno di telecamere proprio perchè è finita la fiducia!
Al ristorante? Prima mangio e poi pago! Certo! Ma se provare a andarvene senza pagare, chiamano i carabinieri o no?
Da che mondo e mondo IL CONTRATTO è alla base del reciproco accordo.
Ma perchè il cialtrone non ve lo fa firmare? Perchè vi fa iniziare a lavorare, poi lo vediamo, poi facciamo, colpa del commercialista, ma domani, domani, domani...?
Allergia alla carta? Consulente del lavoro pigro? La sua religione glielo impedisce?
No signori. Per il più banale dei motivi: tracce.
Ciò che è scritto, è legge. Ciò che è legge, va rispettato. Ma perchè mi danno 1000 euro in nero? Non potrebbero darmele col contratto? Perchè evadono. Perchè non pagano le tasse e i contributi su quei mille euro...
Se un pezzo di carta testimonia che VOI avete lavorato per LORO, potete fare vertenza attraverso i sindacati.
Ma perchè dovrei fare vertenza? Se lui ha la coscienza pulita non avrei motivo, no?
Devo veramente rispondere?
Ragazzi, dobbiamo elaborare un prontuario... non possiamo realizzare un ebay dei datori di lavoro, con i feedback e via dicendo (almeno ufficialmente non possiamo farlo...), ma un piccolo vademecum anticialtrone possiamo tirarlo su! Ragioniamone insieme e iniziamo.
Regola ZERO: Non inizio a lavorare finchè non ho firmato QUALCOSA
Chiudo con una risposta in extremis...
Perchè bisogna dare il preavviso, quando ci si licenzia? E cosa mi succede se non lo rispetto?
Il contratto a progetto, lo stage, la ritenuta d'acconto, persino la collaborazione a partita IVA, più eclatante dei simboli del LIBERO PROFESSIONISTA SENZA VINCOLO D'ORARIO, sono vincolati dai cialtroni secondo una postilla in quegli stracci di contrattini schifosi: obbligo di essere presenti in ufficio per 8 e più ore. Non si potrebbe fare, ma avete firmato... e adesso? Li freghiamo con le loro stesse mani... per darci POCO, ci inquadrano in basso, che più in basso non si può. Più il ruolo è di responsabilità, maggiore è il disagio creato dal licenziatario. Se siete dei mega dirigenti, non potete andarvene domani mattina. Come risolviamo i contatti? Le pratiche aperte? Gli appuntamenti? Serve almeno un mese di preavviso. Ma se sono il terzo shampista di riserva? Il mio ruolo può facilmente essere coperto da un nuovo assunto.
Sì, ma io ho un incarico di responsabilità!
Come sei stato inquadrato? Quanto vieni pagato? Non fidarti di quello che ti dice il capo... sei taaaaaanto importante, come faremmo senza di te? Sì certo, però poi siete un quarto livello, pagato 500 euro al mese... Il contratto prevede toto giorni? Si applicano QUELLI.
Ok, mi han fregato. Ho la collaborazione a partita iva o il contratto a progetto e benchè risulti stagista, devo dare un mese di preavviso. Che succede se vado via prima?
Come prima cosa consiglio SEMPRE una passeggiata al sindacato. Anche una telefonata, se trovate l'addetto gentile. Nella maggior parte dei contratti, andarsene via PRIMA comporta un "multa", cioè la decurtazione di una parte dello stipendio. Cioè, se me ne vado domani invece che il primo giugno, mi levano i soldi? Esattamente. Ma la parte più bella qual è? ...che pagandovi 400 euro al mese, ma quanto potranno togliervi MAI?! Chiamare uno dei sindacati per conferma! Con una della tribù l'abbiamo applicato (ridendo come bestie, vista la rabbia del cialtrone) e se ne è andata tranquilla e serena verso il lavoro che ha tutt'ora... Le han dovuto togliere (mi pare) il 50% dello stipendio per il mancato preavviso. Ora, facciamo due conti... 50% di 180 euro... Famo così: pagami le sigarette e siamo pari... anzi, ti devo pure il resto, CIALTRONE!
Detto questo, io vado a lavorare... mi tocca!
Buonagiornata ragazzuoli! Un abbraccio titanico!
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data stellare 24.05.2007
Ultimo giorno di lavoro prima del permesso-studio. Venerdì a casuccia a studiare, così come il fine settimana e lunedì. Quindi, martedì e mercoledì, scontro finale. Diciamo che non me ne frega un granché. Come già ampiamente illustrato, non mi emoziono... la totale e assoluta mancanza di voglia di fare dipendono esclusivamente dal fatto che è la TERZA STRAMALEDETTA FOTTUTISSIMA VOLTA.
Ma a parte questo, tutto ok.
FINALMENTE è uscita la commissione, ma non abbiamo notizie degli elenchi e della sede. Non mi meraviglio veramente più di nulla...
Oggi scrivo pochino, perchè prima di andare a casa, devo chiudere diverse praticuzze, controllare le sezioni a che punto sono... insomma, un po di "facite ammuina" e poi posso iniziare a imprecare privatamente contro il sistema accademico. Non credo che posterò nei prossimo giorni... ma voi tenete le dita incrociate per me e tutti gli altri poveri cristi che affronteranno quest'ennesima tortuta.
Sinteticamente:il dipendente-segretario. E' tipico dell'Italia, l'arte di arrangiarsi. Se questo costituisce punto di merito nella gestione di un problema, allo stesso tempo costituisce FULGIDO esempio di cialtronaggine nella gestione del personale. Con questo principio eccelso, chi sa fare l'architetto non viene messo a fare l'architetto; chi sa fare il grafico non viene messo a fare il grafico; chi sa fare il selezionatore del personale non viene messo a fare... avete capito, no? E chi ci mettiamo? Oh beh, un po mi ci metto io, domani lui, dopodomani di nuovo io ma poi la settimana prossima ci va quell'altro. Ma se siamo tutti troppo impegnati? O guarda, c'è mio nipote che è a spasso. Ma lo sa fare? No, ma almeno lo paghiamo poco, e poi sai come è mia moglie, no? Dai su, fammi stare tranquillo che son mesi che mi rompe le palle che devo prendere quel piccolo deficiente etc etc
Poi ci mettiamo l'aspetto vanaglorioso che ogni cialtrone ha insito: come hanno UNA persona a studio che non sia imparentata con loro (tecnicamente si chiamano "dipendenti") iniziano a sbrodolarsi, essere presi dai quarti di nobiltà, per cui praticamente NON LAVORANO PIU'. Se hanno una vena progettuale, si metteranno al tavolo e non alzeranno più, lasciando che VOI rispondiate al telefono, apriate la porta, lo stiate a sentire quando vuole raccontare una barzelletta (e RIDERE, CHIARO?!) etc etc; se è un magheggione svanirà LETTERALMENTE da studio, lasciandovi da soli, tempestati da telefonate cui rispondete sempre allo stesso modo:
No, l'architetto non c'è
No, non so quando torna
Non lo so se può chiamare sul cellulare, provi
Non ho idea del perchè non risponda al cellulare
No, non lo so se se lìè dimenticato da qualche parte
No, l'architetto non vuole non vederla
Sì lo so che è urgente
Può lasciare un messaggio
Sì, glielo do
Ma certo che glielo do
Glielo giuro su mia madre: glielo do
ME POSSINO CECAMME SI NUN JOO' DO!
Sì, mi dica... ok... sì certo
No, non ho idea di QUANDO la richiamerà
E quando torna (ammesso che si faccia vedere di tanto in tanto)? Gli date la pila di messaggi e lui fa disgustato "Ma che vonno questi? Che palle" Poi suona il telefono, gli passate la chiamata e lo sentite dall'altra stanza: "Carissimo, come va? Come? Tutto il giorno? No il telefono mi prende... ma che numero hai fatto? E' giusto... ah, 'ste cazzo di cellulari! So' quasi più ladri di quelli ar governo... messaggio? No, quei rincojoniti che lavorano qua nun m'hanno dato nessun messaggio"
Ricordo di un tipo, una volta. Ero alle primissime esperienze e mi nascondevo all'ombra di una collega da poco laureata ma di grande esperienza che mi aveva adottato (la chiamavo "mamma" scherzando). Il cialtrone la chiama, dinanzi a un cliente, ogni 3 minuti: Francesca, mi manderesti questo fax? Francesca ci faresti portare dal bar due caffè? Francesca abbi pazienza, ci potresti fare una fotocopia al volo? Così per tutto il tempo. Lei ogni volta rientrava in stanza, si rimetteva al lavoro per 2 minuti e poi di nuovo il trillo "Francescaaaa" e lei che per tutto il tempo bestemmiava fitto fitto. Finchè, qualche giorno dopo, il cliente ritorna. Il cialtrone non c'era e quello, beccando me, mi fa "Senta" che carino, mi dava del lei "Posso parlare un istante con la signorina Francesca?" Io, che avevo un certo pepe in eccedenza già all'epoca domandai candidamente "Ma chi? L'architetto Suocognome?" (l'anonimato DEVE essere garantito, ragazzuoli). Il tipo cerca di spiegarmi di chi sta parlando, e io gli rispondo ogni volta. Constatato che era la stessa francesca, da QUEL giorno, ogni volta che il cialtrone chiamava, sentivano il tipo che faceva: Ma no, lascia perdere. Non disturbare l'architetto. Ma le facciamo io e te le fotocopie... Il caffè ce lo prendiamo al bar...
Allora il pensiero è semplice e efficace: QUALCHE IDIOTA CHE DA UN PESO ALLA LAUREA ESISTE ANCORA!
Chiudo con due pensieri:
1. c'è chi mi obietta che se si dovesse aspettare la "firma", non si inzierebbe mai a lavorare a Milano. E' così anche a Roma. Ma se non ci tuteliamo IN QUESTO MODO, come possiamo poi combattere il fenomeno per cui, i tanto promessi contratti, non arrivano mai? Dobbiamo BLOCCARE in qualche modo questo scempio...
2. è stato costituito il comitato per la creazione del partito democratico. E' un evento molto importante, la creazione di un partito "unico" di questo livello. E attendiamo con ansia la creazione di un omologo anche dall'altra parte, quantomeno per far assumere alle schede elettorali un aspetto dignitoso e non quell'ignobile lenzuolata di 0,01%. Una cosa, però: NON CI SIAMO. Non ci siamo assolutamente. Non si può creare un soggetto politico del genere sostenendo il "guardiamo al futuro" e poi non c'è un solo personaggio sotto i quarantanni. Non si può parlare di riforme, modernità e poi non raggiungere ALMENO la parità di presenze tra uomini e donne. Non ci siamo davvero. Ho sentito tante volte rivolgere accuse a questa figura nascente su come verrà spartita la direzione (ah tu vieni dai DS? Allora ti aiuto. Ah sei della margherita? Ma potevi dirmelo subito, vieni vieni). E altrettante volte avevo sentito una risposta che mi era piaciuta moltissimo: aspettiamo che nel partito ci siano le nuove leve, ragazzi cresciuto nel partito democratico e non nei ds o nella margherita. Ma così facendo, mi dispiace dirlo, secondo la mia PERSONALISSIMA E DISCUTIBILISSIMA OPINIONE, non avete mandato all'ITALIA un segnale di rinnovamento. E se veramente contate e contiamo sul ricambio generazionale, qualcuno, prima o poi, se ne dovrebbe andare.
Ah, dimenticavo: "andare" nel senso di dimettersi, non morire alla scrivania, eh?! ...che poi facciamo come al solito!
Buonagiornata ragazzuoli! Un abbraccio grandissimo!
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data stellare 28.05.2007
Ha piovuto a Roma. Temevo tirasse giù quattro gocce, mandando a mille l'umidità e facendoci soffocare tutti orribilmente. E invece fa addirittura FREDDINO...
Domani l'esame di abilitazione. Terza puntata.
Insomma, le cose più "impegnative" si sono limitate a 3 no? Star Wars... 3 episodi, no? E la serie nuova non conta! O fa conto di per se, quindi 3 + 3...
Matrix... 3 episodi, no? Le coppe italia! L'inter ha vinto la prima, la seconda e infine ha perso alla terza... CRTL-I (comando per il negativo di photoshop, gnurantoni!) e nel mio caso bocciato alla prima, bocciato alla seconda... e?
Lo sapremo tra un po. Un bel po, conoscendo i tempi biblici del nostro paese.
Tanti i messaggi ricevuti da molti ragazzi sparsi un po per tutta la penisola. Chi fa gli auguri, chi grida vendetta e vuole la creazione della lista di proscrizione.
Cui sono favorevolissimo, mi venga un colpo!
Ma ora no... ora dobbiamo essere concentrati sullo scontro.
I grandi generali del passato, prima di una battaglia decisiva, consultavano gli aruspici, offrivano animali, cercavano di interpretare i segni...
Noi, vi domando io... come dovremmo interpretare questa pioggia? Che abbia lavato via le orribili macchie della trama di questo paese? Che ci regali un foglio candido, lavato con le lacrime degli angeli su cui progettare il nostro avvenire e passare l'esame di abilitazione? E questo fresco? Cosa vuol dire? Che sia la nuova forza che rinasce dalle viscere della terra stanca di tanti soprusi che torna per regalarci l'energia necessaria ad affrontare questa ignobile prova? Che questo fresco sia il nuovo slancio necessario per combattere in aule altrimenti roventi, invivibili, dannate?
O sarà mica che la sfiga ci toglie così l'ultimo alibi? Per la serie mo' non vi inventate cazzate: fa pure fresco...
Chissà perchè, il mio innato realismo...
In bocca al lupo a tutti i ragazzuoli impegnati nell'esame di abilitazione!
Vi abbraccio tutti!!!
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data stellare 31.05.2007
Ok, siamo tornati e tutto sommato ABBASTANZA indenni.
Per chi volesse saperlo: tema 2, quello dei muri alti 750 metri (almeno così diceva il testo...) in mezzo ai coconi e la traccia di Brunelleschi.
Ok, me le vado a cercare pure io...
Nei prossimi giorni cercherò di fornirvi qualche dettaglio in più, ma come sono tornato stamattina mi hanno accolto a braccia aperte e prospettato una seduta di lavoro SPAVENTOSA. C'è chi parla di venire a studio "un paio d'orette sabato mattina". La cosa, ovviamente, non mi eccita un granchè e cercherò di patteggiare per un'ora un più tutte le sera la settimana entrante. Non per rompere le palle, ma devo dormire qualche ora e recuperare... l'esame mi ha leggermente debilitato.
Ma oggi vorrei attirare la vostra attenzione sul TG1 di ieri sera... un clamoroso buco nella programmazione li ha portati a dover infilare a tradimento un servizio che fatto di più coi piedi non era possibile: i diplomati prendono più soldi dei laureati.
Ora... con calma... io NON MI ARRABBIERO'... Ma c'avete pure speso li sordi? No dico, avete anche pagato una società esperta di ricerche per 'sta stronzata? Bastava venire a chiedere qui nel blog, ve lo dicevamo noi tranquillamente! Anzi, vi diciamo di più, così la prossima volta che vi avanzano 30 secondi, invece di venderci l'ennesimo assorbente con le ali o spiegarci come si fanno le banane in casseruola, vi rivendete questa primizia: sapete chi sono le figure più pagate all'ora del mercato? A esperienza, vi posso dire che sono le (rullo di tamburi... AND THE WINNER IIIIIIIIIIS) le signore delle pulizie. Alcune arrivano a prendere anche 14 euro l'ora. Nei casi peggiori, si arriva a 5. Io, e mi sento un privilegiato, ne becco poco più di 7 netti...
Solo una domanda: ma chi ce lo fa fare? Ci ci costringe a pagare gli stipendi ai professori universitari? Si dice: "papà, famo 'na cosa: dai a me in una soluzione unica tutti i soldi che dovresti spendere in università e me ne vado a vivere da solo". Con quella cifra (oltre le tasse ci mettiamo su le tavole, il materiale didattico, i bolli, le ore di fila in segreteria per una domanda, la tesi etc etc) ci mettiamo tutti assiemee ci facciamo costruire un complesso di villette su un lungomare a scelta, con piscina privata, campi da tennis etc etc
Ma come viviamo, domanderete voi? Semplice: mettiamo su un'impresa di pulizie...
Scappo: devo evitare di venire sabato mattina!!!
A più tardi e/o domani!
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Questi sono i diari del Dott. Quasi Arch. Simone. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi contratti, alla ricerca di nuove forme di lavoro e nuove possibilità, per lavorare là dove nessuno ha mai lavorato prima. (na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...)
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