i post di Simone di dicembre 2008
Soddisfazioni e licenziamenti
Simone passeggia. Fa su e giù per una strada romana. Non è una strada qualsiasi, no. E' una strada romana. Degli antichi romani, forse? No, dei romani moderni e quindi in condizioni peggiori. Sanpietrini mezzi rovinati, grosse radici degli alberi sporgenti, i blocchi di travertino del ciglio mossi e con i loro pericolosi spigoli in fuori. Simone passeggia su e giù, fa sempre lo stesso percorso. E prende a calci una scatola di cartone. Quando è arrivato alla fine del suo percorso, gira attorno alla scatola e riprende a calciarla pacatamente. Così. Su e giù. Per ore, con calma, senza fretta, odio o astio. E mentre fa questo, ha il cellulare in mano
Licenziato
Come scusa?
Hai capito bene. Mi hanno licenziato
Ah
Eh... te l'avevo detto, no? Erano mesi che c'era qualcosa di strano nell'aria. Stamattina mi chiamano e mi dicono che non ci sono buone notizie per me...
Bel casino
Eh, lo so Bix...
Stop. Mettete in pausa il video. Simone rimane con la bocca aperta, il contesto si paralizza, la scatola rimane a volteggiare a mezzaria.
Bix e Neo. Succede qualcosa? Il telefono di Simone compone automaticamente questi due numeri. Se non c'è campo, ci sarà piccione; se i piccioni sono morti, ci sarà un falò con la coperta umida; se non funziona l'accendino una lantera è nei pressi; se non funziona la lantern... E BASTA! IL CONCETTO E' CHIARO! Dicevamo...
Neo è l'anima razionale, è l'amico che ti ascolta per ore senza aprire bocca, cui spieghi tutti i dettagli di una complicatissima trattativa, cui racconti ore e ore di colloqui e poi analizza in tre parole "Conta quello che c'è scritto sul contratto. Tutto il resto è caciara". Chiami Neo quando vuoi sintesi, rapidità di esecuzione.
Bix è l'anima laida. Il pirata, il mercenario, l'ambizione allo stato puro, il super-ego, il controllo assoluto. Chiami Bix quando vuoi sentirti bene, quando vuoi suggerimenti su come conquistare il mondo convincendolo oltretutto che VUOLE essere conquistato, magari con due o tre schiaffetti sadomaso sulle natiche.
Ok... e adesso? Emigri come previsto dal piano B?
Bella domanda... Ho una paio di questioni aperte, qualche mezza offerta all'orizzonte... magari resto ancora un anno, al massimo un anno e mezzo. Poi parto
"E' deciso dunque!" C'è un tono di entusiasmo nelle parole di Bix. Non perchè esulti per il mio licenziamento, figuriamoci: Bix è un fratello. E nemmeno perchè si toglie di torno la mia ingombrante presenza... Bix ragiona in modo lucido e razionale: se Simone si trasferisce in Francia, questo significa che Bix, la prossima volta che viene in Francia avrà un alloggio gratuito.
Come ti ho detto: prima sbrigo un paio di mille cose qui
Certo... comprensibile. Ma non c'è modo di rimanere?
Eh che ti vuoi rimanere? In Italia, poi?! Dovrebbe arrivare un'offertona... in Italia... per un architetto... LA SMETTI DI RIDERE SGUAIATAMENTE?!
Scusa... la sola idea di un'offerta in italia per un architetto mi fa scompisciare
Effettivamente... La situazione non è rosea: la crisi è a 360°. Il mattone non sarà mai abbastanza in crisi da avere licenziamenti di massa come nel settore metalmeccanico: troppi investimenti in alto per permettere una cosa del genere. Se fallisce l'edilizia, fallisce il sistema Italia. Ma gli architetti sono un bene sacrificabile... siamo considerati dei deliziosi orpelli... siamo la biancheria intima sexy in un rapporto sessuale: costosi, carini, duriamo circa 5 minuti e poi non hanno più bisogno di noi. La gente preferisce ripiegare sui mutandoni bianchi: non saranno carini ma costano meno... almeno dicono loro... e stringi stringi il risultato è lo stesso
"Devo essermi perso un passaggio... noi ingegneri saremmo i mutandoni bianchi?" Bix è un ingegnere. Non edile, fortunatamente: siamo in competizione distruttiva su troppi campi per rischiare il reciproco linciaggio professionale. Ma la competizione tra architetti e ingegneri ci ha contaminato molto tempo fa... e non riusciamo a farcela passare
I geometri... intendevo i geometri... Voi ingegneri in camera da letto nemmeno ci entrate! Troppo impegnati a installare questo nuovo plugin per l'mp3 player
Noi almeno sappiamo usarlo un pc
Non ha tutti i torti... il mio penultimo capo era convinto che gli indirizzi IP avessero i numeri civici... ma tagliamo la parte dello scambio di insulti tra professionisti: andrebbe oltre la normale capacità di sopportazione di un essere umano medio. Riprendiamo dal momento in cui il discorso torna ad essere interessante
Questo è il paese delle leggende metropolitane, è il paese che ti insegna che studiare, impegnarti, approfondire, fare Ricerca... è tutto tempo perso: l'importante è avere la botta di culo. Sei laureato? Evidentemente non avevi voglia di lavorare. Hai fatto 18 lavori? E' perchè non sei buono a tenertene uno. E proliferano le storielle, i racconti pittoreschi che fanno tanto paese delle fiabe... conoscerai SEMPRE qualcuno che ti racconta che quando ha fatto lo scrutatore ha trovato la fetta di prosciutto dentro la scheda con scritto
Prosciutto?
Dipende dalla regione... un calabrese ti parlerà di soppressata, un bolognese di mortadella... A Roma si sente spesso raccontare del ragazzo che ha l'incidente di moto, si alza, si toglie il casco e... c'è sempre qualcuno che giura di aver visto la testa del tipo aprirsi in due come un melone. Noi architetti, ad esempio, abbiamo il mito della casalinga designer
Megalomani... anche le Vostre leggende metropolitane...
Ci scherzi... prova a leggerti qualche forum di quelli dove queste signore si incontrano e riscrivono le regole della fisica e dell'edilizia... ognuna butta lì la sua esperienza personale interpretando il fenomeno in base alle sue parche, o porche se preferisci, conoscenze. Avrai chicche quali l'aria calda che va in basso, il fornello a te più vicino che brucia meglio perchè consuma l'ossigeno attorno al tuo corpo e poi il design... ahhhh... che meraviglia: ovunque tu vada a leggere, troverai SEMPRE la stessa storia. Una casalinga passeggia per la strada, quindi entra in un negozio di design. Dopo ore e ore di chiacchierate col proprietario, in cui lei da sfoggio della sua impressionante conoscenza, il proprietario le offre un lavoro perchè vede in lei la stoffa e la passione che i suoi architetti non hanno. Sì, il pezzo di carta c'è, ma 'sti fighetti universitari non hanno davvero il pathos necessario. Lei ovviamente rifiuta, perchè ama troppo fare il sugo con le cipolle, ma questo dimostra come passione e voglia possano fare più di qualsiasi cosa... persino 5 anni passati a dare esami nei periodi più improbabili dell'anno, stando dietro a matti di ogni solfa...
Bellino
Ogni volta che ci penso, dopo il senso iniziale di tristezza, mi viene da ridere... A parte il commerciante che chiacchiera ore e ore... Lei che fa, compra? No? E allora che vole? Ma può anche capitare il tipo gentile... ma te lo immagini?
Beh, non mi sembra che le vostre attuali condizioni lavoratire siano troppo differenti... no?
Ti odio...
Comunque hai ragione. E' un paese dove il primo fesso che capita ha la pretesa di insegnarti il tuo mestiere. Ma tu ora che farai?
Te l'ho detto: ho un paio di faccende da sbrigare. Forse riesco a mettere insieme qualcosa, ma sulla lunga distanza migrare sembra la prospettiva migliore
Ma come si fa a licenziare COSI'?!
Quello che mi fa incazzare non è tanto il pensiero che devo andarmene. So che c'è crisi e so che dobbiamo fare TUTTI dei sacrifici... ma c'è modo e modo di fare i sacrifici. Tre settimane fa mi arriva il capo e mi dice di scansionare e mettere in archivio una ricevuta di pagamento. Ho soprasseduto sulla voglia di spiegargli che mi sarei laureato, ma ho deciso di accontentarlo. Butto un occhio e cosa vedo? Una ricevuta per un pagamento di un vaso di cristallo. Tremila euro. No dico... hai i soldi per un vaso di cristallo da tremila euro e poi mi vieni a raccontare che IO ti costo troppo? Ah chicco, ma i sacrifici qui dentro CHI li deve fare per salvare la TUA società?
Carino
Già... molto carino. Poi dicono che uno sbrocca e ha reazioni folli. Tipo l'altro giorno che un commesso di un supermercato, a milano, dopo essersi sentito rispondere che non poteva andare in bagno ha preso e tirato una cassetta di legno vuota al capo reparto
Una cassetta di legno vuota?
Già... 'sto fesso... Ma io dico... Ma sei matto? Quello ti nega di andare al bagno e tu gli tiri una cassetta vuota?! Ma che ti costa prenderne una di quelle piene, no?
Ora ti riconosco. Ma ti hanno mandato via, così? Senza nemmeno una buona uscita?
Simone allora sorride. Si ferma e guarda verso il basso, verso la scatola di cartone ai suoi piedi
Oh beh... magari una buona uscita no. Ma mi sono preso... come dire? Una soddisfazione...
Stringi l'inquadratura sulla scritta della scatola... ok, rimani immobile su "estremamente fragile" ancora per qualche secondo eeeeeee... STOP! Buona! Grazie a tutti!
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Buon natale!
Scrivere un blog comporta l'accettazione di un principio fondamentale: ti metti in piazza. Quindi diventi criticabile, attaccabile... ci sarà chi ti legge e ti approva, chi chiude a metà del post scuotendo la testa, chi addirittura ti scrive per farti i complimenti. Poi c'è chi non la vede come te e ci tiene a fartelo sapere.
Inutile dire che se lasci i post di congratulazioni, a meno di non voler instaurare un piccolo regime, così devi fare con le critiche. Ma sono anche dell'idea che chi non ti sopporta, può serenamente deambulare lontano dal tuo blog.
E' quindi inutile anche dire come questo mio post di oggi sia rivolto in particolare a stefano, che ha pensato bene di lasciarmi un suo pensiero in bacheca.
Non volevo creare un caso diplomatico, preferisco smembrare il messaggio, al fine di chiarire bene ogni punto e snocciolare ogni problema:
mi spiace per come sono andate a finire le cose con il lavoro.
ti ringrazio. Ogni forma di appoggio è gradita
Certo è che sei veramente un lamentone. Per come scrivi e per quello che racconti. Ti lamenti di ogni cosa, ma sembra (dico sembra) che ti piaccia essere dipendente o subordinato.
Non so se l'hai notato, ma il taglio del mio blog, gentilmente ospitato da professionearchitetto, è volutamente... come dire... "lamentone"? Nei miei scritti, descrivo il mondo del lavoro esasperando le situazioni al fine di ottenere il riso. I toni sono volutamente ironici, sarcastici e scherzosi, così da ottenere, da una storia negativa, un sorriso. E' come se entrassi a teatro per assistere ad uno spettacolo comico e sostenessi uscendo "eh ma qui si è solo riso e scherzato! Non si è parlato di cose serie!". Mi limito a farti presente che sei nel posto sbagliato...
Chiarisciti il fatto che se tale sei (anche se solo temporaneamente) sei un costo che deve produrre qualcosa, e come tale perfettamente sostituibile.
Il blog non si intitola "LA MIA STORIA LAVORATIVA", ne ho mai parlato di Simone come pezzo fondamentale del sistema Italia. Ho sempre parlato, CASOMAI, del LAVORATORE come elmento fondamentale. C'è modo e modo di vederla... io penso a PERSONE che meritano una giusta PAGA per poter VIVERE e contribuire a rimettere in moto l'economia. Altri come costi che producono e possono essere sostituiti al fine di arricchire un (già) ricco datore di lavoro che necessita solo di un altro bungalow alle barbados... son punti di vista
Se in più nell'ambiente lavorativo metti quella saccenza in terza persona che usi in queste pagine, devi essere realmente inospportabile.
Credo che tu sia estremamente contento di non avermi come collega... Io non mi pronuncio: tendo a non giudicare le persone solo dopo aver letto un loro scritto. Preferisco parlarci. Se può aiutare a completare il quadro, moltissimi dei miei ex colleghi sono ancora in contatto telefonico con me, andiamo spesso fuori insieme, usciamo... insomma, credo di risultare abbastanza simpatico. Ma se mai dovessimo finire a lavorare insieme, prometto di non rendermi troppo insopportabile con te. Promesso!
Tira fuori le palle, valuta bene le opportunità offerte e quelle che ti puoi creare tu, magari insieme ad altri,
...non so perchè ma per un attimo mi è sembrato di essere in campagna elettorale... c'è voglia di crescereeeeee.... che siamo tantissimiiiiiii...
Preferisco pensare alle cose vere e di tutti i giorni. E poi, scusami se te lo faccio notare, ma non credo che tu conosca molto la mia storia personale, quindi temo che non sia nella posizione per invitarmi a tirar fuori i miei attributi e, nel caso siano già fuori, di quanto... Insomma, non credi di aver un filino esagerato?
ed evita di ammorbarci (chiaro che possiamo non leggerti, ma non aggiungi nulla alle pagine delle esperienze professionali di questo sito) delle tue turbe tardo-adolescenziali.
Hai retto abbastanza bene fino a questo punto, poi hai preferito usare un altro "timbro". Mi limiterò a sostenere che le uniche persone cui devo render conto di quello che scrivo, sono i ragazzi della redazione di professionearchitetto. E finchè nella mia casella non arriverà una mail con indicazioni circa i miei post, non credo che cambierò modo di vederla. Mmmmh... Quindi... Sì, credo proprio che ammorberò i miei lettori con le mie turbe tardo-adolescenziali. Il bello è proprio questo: posso farlo finchè voglio! E, cosa ancora più bella: non sei obbligato ad essere tra i miei lettori! Insomma: tutti felici!
Nessuno ti deve niente per natura, conquistati stima e "autorevolezza" nell'ambbiente professionale, anche guardando cosa vuol dire nell'ambiente che ben conosci tenere in piedi una struttura in uno studio professionale.
Nel momento in cui offro un servizio professionale, nel momento in cui da me è pretesa una prestazione professionale, PRETENDO di essere trattato come un professionista ed esser pagato come tale. Se mi offri paghe da saltimbanco, avrai un comportamento ed una professionalità da saltimbanco. E' talmente lineare che non richiede ulteriori spiegazioni. Tu mi devi qualcosa nel momento in cui lavoro per te. Mi devi soldi, rispetto, correttezza... ed in base al contratto, mi devi tfr, ferie, permessi, malattia. Non vuoi darmeli? Ok, nessun problema... non lavorerò per te. Se poi era un "tu" rivolto a Simone e non narrativo... Sembra quasi che la cosa diventi un attacco personale! Sicuramente sto fraintendendo! Non mi conosci, come potresti volermi elargire perle di saggezza non richieste circa la stima e l'autorevolezza che suscito in colleghi e clienti? Sicuramente ho frainteso io
Prendi quello che ti è successo come pretesto per cambiare registro e rimboccati le maniche.
Cambiare registro? Rimboccarmi le maniche?! Scusa Stefano, ma... "cambiare registro", in che senso? Che ne sai a che punto sono le mie maniche?! Smettere di chiedere cose che mi spettano di diritto, come una paga decente e iniziare finalmente a lavorare da schiavo sottopagato come impone oggi il comune costume? Francamente questa non l'ho capita davvero... La mia disoccupazione, fortunatamente, è durata meno di 3 settimane, quindi direi che il mio registro va abbastanza bene, così come l'altezza delle mie maniche...
C'è sicuramente bisogno più di gente per bene che di lamentoni, in ogni campo.
Questa la sottoscrivo. Ma ripeto: stai sbagliando teatro... E' probabile che ora mi arrivi un bel post pieno di "come sei andato in acido", "se te la sei presa così allora ho colpito nel vivo" eccetera eccetera... Sono serenissimo ma anche convinto che non sia il caso di riempire il blog e la posta del blog di una conversazione a due che abbia come centro il mio... com'era? "Registro". Quindi se vuoi controbattere al fine di costruire un dialogo, ti lascio la mia mail privata: sim_too@hotmail.com
Sono sicuro che troveremo un punto d'accordo. Di sicuro non sei qui per "flammare", provocare e cercare la rissa, vero?
Buon Natale, S.
Buon natale anche a te!
E, ovviamente, BUON NATALE A TUTTI RAGAZZUOLI!
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Questi sono i diari del Dott. Quasi Arch. Simone. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi contratti, alla ricerca di nuove forme di lavoro e nuove possibilità, per lavorare là dove nessuno ha mai lavorato prima. (na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...)
Lavoro... ultima frontiera
