i post di Eleonora di giugno 2007
ma chi è questa nuova??
preambolo...ma avete visto che bella cappellessa blu che ho??? non pensavo che avrebbero scelto questa foto, effettivamente nell'altra ero parecchio più belloccia. innanzitutto un grazie alla redazione di pA e alla quella santa donna della daniela, che ho tartassato un giorno sì e l'altro pure con mail del seguente tenore "ciao daniela scusa se ti disturbo... è pronto il blog?", "oh ma sto blog!" "ma che par di zebedei, è pronto sto popò di blog?" "guarda che se non mi prepari il blog entro ora ti rigo la macchina e ti foro le gomme,compresa quella di scorta"...non è vero naturalmente ('nzomma...) e del resto è andata bene così...dato che mi piace pensare a questo blog come un regalo di compleanno
devo dire che più volte ho pensato a come cominciare questo "diario", mi ero preparata anche una serie di discorsini anche abbastanza carini e dal senso discretamente compiuto...ma mi piace aprirlo con la frase che accoglie chiunque arrivi a siena da nord, da firenze; porta camollìa reca incisa la frase "Cor Magis Tibi Sena Pandit"..."Siena ti apre un cuore più grande (di questa porta)". un caloroso benvenuto a tutti quindi :-)
ma chi è l'architettessa della fotina? è una cittina che nel lontano 1997 (oddio scusate ho un attimo di sconforto...uusshhh...ora mi ripiglio...eccoci), varcava la soglia della portineria del polo di santa teresa, con una acconciatura discutibile (cotonata, per intendersi...ecco, ora ve l'ho detto), jeans blu e scarpe da ginnastica, un invicta nero e fucsia (vi prego non sfottete o se dovete farlo fatelo piano) e tutti i suoi modulini di iscrizione bellini compilati. in famiglia la decisione era stata accolta con un fragoroso plauso,una ola da stadio direi, dato che gli ultimi mesi della terza liceo avevo ventilato l'ipotesi di iscrivermi a medicina; ma i miei giovanili entusiasmi erano stati brutalmente frenati da mammà che pronunciò parole che ogni tanto (ahem...spesso) sento rimbombare nel mio cranio come un ritorno di audio: "ma eleonora, non lo sai che un dottore non ha orari? che lavora anche il sabato e la domenica? la notte addirutturaaa...ura ura... (<-- sarebbe l'eco)". oh, ecco: io non ero così sprovveduta da pensare che l'architetto facesse orari normali, semplicemente all'epoca non ci pensavo...e comunque sotto sotto non avrei voluto fare il medico...non degli esseri umani...ma degli edifici, del costruito, di quel meraviglioso patrimonio storico, architettonico, artistico che i miei genitori mi avevano abituata fin da piccolissima a frequentare, a vivere. l'emozione di entrare in un edificio antico e sentire il freddo bagnato e l'odore umido di terra, di tastare le pietre, di vedere quei muri ciccioni e irregolari e rigonfi di intonaco, come una torta coperta di crema, rotolandomici contro; la percezione di come siano diversi due mattoni posati l'uno di fianco all'altro, e come cambia colore ai capitelli di travertino la luce durante il giorno; lo stupore nel notare certi dettagli curatissimi che sono sempre stati lì, da secoli, sinceri e semplici come il materiale di cui sono fatti e che in pochi hanno visto, perchè troppo distratti o poco curiosi. e l'idea di restituire a questi edifici la voce chiara che col tempo possono aver perso, di fare in modo che altri, in futuro, possano sentare le emozioni che ho sentito io. per questo ho fatto architettura, per questo sono architetto. o perlomeno, anche per questo. ma torniamo sulla terra...
ho vissuto a firenze fino a poco dopo la laurea. appena ho potuto sono scappata, a siena. adesso ho con firenze il rapporto che si ha con un'amica stronza: ci si vede ogni tanto, si fanno le solite cose, due battute e poi ci si rimanda a quel paese. nel giro di poco, a volte anche di un paio d'ore. a volte l'amica stronza è ruffiana, perchè sotto sotto ci sa fare, e si fa bella, profumata, radiosa. ma non abbastanza da rimpiangere di aver preso un'altra strada. vedete, io qui abito in un paesino praticamente in campagna. un paesino dal nome di un certo spessore, monteaperti, forse a qualcuno dirà qualcosa, ma ci ritornerò. mi alzo prestissimo, alle sette prendo la bicicletta e inizio a pedalare su una strada di crinale che sale e che scende, e che adesso è una striscia grigia in mezzo a un mare giallo. che in inverno è una striscia grigia in un mare grigio. a marzo una striscia grigia in un mare di verde tenero e vellutato...in questi mesi ho visto cambiare il colore dei campi, degli alberi, dell'Amiata sullo sfondo; ho sentito cambiare il profumo, il sapore dell'aria. pedalo un'oretta e mezzo e mi riconcilio con il mondo, pronta ad affrontare segreterie telefoniche, ctb fantasma, ##RIF!!!, errori più o meno credibili di cui sembra patire il mio autocad (e word, e excell, e IE...), spillatrici senza spilli, mouse che sembrano non voler entrare in nessuno dei 35 pertugi che ti propone il culetto della tower del pc, colleghi esaltati e/o rompipalle ( quelli che alle sette e mezzo di mattina hanno già salvato l'emisfero boreale e entro mezzogiorno provvederanno a salvare quello australe).
sono tornata a siena a febbraio, dopo una puntatina a firenze, adesso lavoro in uno studio grande (vabbè tutto è relativo...), in campagna quasi; se mi affaccio vedo i soliti campi gialli e l'Amiata...è un po' la mia fissa, sapete, devo sempre sapere dove rimane, è un po' la mia stella polare. un giorno, presto, vi farò vedere cosa vedo dalla terrazza della mia stanza. forse adesso le cose iniziano a girare per il verso giusto. forse, e lo dico sotto voce, sono quasi felice.
scusate lo sfumato melenso ma il sonno mi fa svarionare, sono reduce da, nell'ordine: una cena diggiàmo di gala, offerta dal consorzio di imprese più importante di siena, cui è seguita una notte insonne, cui è seguita un'alzataccia alle cinque e tre quarti dato che sto seguendo un corso a pistoia sul restauro di giardini e parchi storici, e che si è conclusa con una lezione peripatetica en plen air (un caldo che si schiantava) di 4 ore a discutere della robinia pseudoacacia, del cupressus sempervirens, della stronodresietresuieialla proftourieins roijdjqwpslekella, e della ronfwexqronfwkkf3ronflella quasisemper(manonpropriosemper) rubescens, e dei relativi bacarozzi, controbacarozzi, funghi, agenti patogeni e schifezzerie varie da cui possono essere affette.
quindi perdonate l'ordine totalmente sparso con cui ho disseminato i miei pensieri, partoriti assistita da una trentina di moscerini con colori cangianti dal nero al verde e discretamente bellicosi, attratti soprattutto dalle mie ascelle. prometto di produrre qualcosa di meno sbertucciato nelle prossime ore. vado a nannina.
sciao sciao bimbi belli a domani :-)
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il post è servito
23 giugno ![]()
oggi mi pregio di iniziare questo post con un abbraccio e uno stritolamento sbaciucchioso alla mia sorellina, che compie 25 anni. esatto, quattro anni e quattro giorni di differenza. no, non credo che i miei genitori si accoppino solo un un certo periodo dell'anno. si, anche lei è parecchio belloccia. altre domande?
bene, allora mela C - mela V e vi servo espresso il post di ieri sera...
22 giugno...ora imprecisata che sfuma lentamente al 23 giugno
oggi giornata balorda, al 75% inutile e opprimente come quest'aria, grigia e immobile. giornata appiccicosa, di quella dove le cose ti rimangono attaccate addosso come una patella sullo scoglio. ma soprattutto oggi è stata una di quelle giornate in cui ho invidiato chi è nella posizione di poter dire esattamente quello che pensa nel momento in cui lo pensa. una sehsazione di estremo godimento. inizio a credere che il potere, in parte consista anche in questo. se esiste una dote di cui la natura mi ha scarsamente dotato (a parte la... ehm...prosperità delle forme) è la tolleranza. in questo senso la mia inerzia è pari a zero.
immaginatevi la scena. l'architettessa della foto riunisce un gruppetto di gente che tollera poco. un san siro pieno, per intendersi. e passa in rassegna i convenuti. te, te e te, indicandoli col dito: mi stai sulle palle perchè non tiri su la tavoletta del water e hai anche poca mira. te: sei una mignotta. te, costaggiù che ti nascondi: te le legherei quelle manacce schifose: la smetti di parlarmi tocchicchiandomi? ma soprattutto te...vieni vieni caro vieni. tocca a te. il tuttologo. quello che deve spiegare a tutti come si fa, dal pan di spagna alla sostituzione delle spazzole del tergicristallo, dal trading in marginazione al punto in croce all'apertura dein chackra. e te lo spiega spaparanzato a gambe larghe sulla sedia, con un gomito appoggiato all'indietro sullo schienale, iniziando in genere i discorso com "no mavvvédi te unn'hai capito", "no ora ti spiego", "no ma ascolta, la verità è che". non ammette obiezioni, non ammette commenti, tollera a stento che tu respiri; esisti solo perchè hai due orecchi. guarda come insrtti nocivi noi donne poi, che notoriamente di cantiere nn capiamo niente, come del resto di tutte le cose veramente importanti della vita: calcio, playstation, telefonini, navigatori satellitari, kit di sopravvivenza...ah, a proposito, se vi capitasse di vedere una panda bianca che attraversa un campo di girasoli o guada un fiume o si inerpica su una strada bianca con pendenza 87° è facile che sono io con la dolce metà, perchè oh, lì il navigatore dice di passare e lì s'ha da passà.
quelli che l'italiano lo sfoggiano come una pelliccia di valentino a ferragosto: bella, e parecchio anche, ma che cazzo c'entra!?. perchè mi devi dire visualizzare invece di vedere? perchè mi devi scrivere in relazione totalitario invece che totale? (didascalia di una foto: "veduta totalitaria del prospetto" mi ha quasi intimorito) da dove l'hai tirato fuori quel minimalista invece che minima ?una collega una volta mi consigliò di recarmi all'archivio Xxxx, per accingere (anzi acciuingere) del materiale storico
e poi i medioman! che in cantiere ci arrivano volando con una tutina attillata vista pacco (eh eh...in genere va aguzzata la vista ;-) ) con mantellina, accolti da 12000 operai giubilanti; quelli (colleghi architetti eh) che in cantiere piegano i ferri dall'età prepuberale, e con una mano sola; quelli che bendati e in apnea (colleghi come sopra) tirano su in mezza mattinata 350 mq di cortina a mattoni, sotto lo sguardo estasiato dei 13000 operai di cuin sopra; e poi sempre bendati e in apnea, tirando su la gamba e con il braccio sotto il ginocchio ne listano i giunti. e poi si mischiano ai 14000 operai di cui sopra, che li portano in trionfo.
fiuuuuuu...ora sto meglio. ora tra poco posso andare a letto.
mi è stato obbiettato che non dovrei come dire, esplicitare in modo così palese i miei pensieri, perchè alcune persone potrebbero riconoscersi nella descrizione. non credo, ad ogni modo la risposta è questa. scoprirsi fino al gomito il braccio; appoggiarvi la bocca semiaperta e soffiare fortissimissimamente. dovreste sentire un prrrrrr di inaudita potenza.
bene diletti figlioli, saluto e riverisco. torno lunedì leggiadra come una libellula...
sciao sciao!!!!
ps: dovete sapere che io ho degli amici abbastanza vergognosi
, che intimoriti dalla risonanza che queste pagine hanno a livello interplanetario (sissì, c'hanno creduto) non se la sentono di postare un commentino...volevo rassicurarli che nn appaiono nomi e cognomi e la vera identità rimarrà il ns piccolo segreto....
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c'era una volta....
Buondì diletti figliuoli! Per parte mia ho iniziato la settimana con un buon proposito: mi è stato suggerito di curare di più l'ortografia. Ovverosia: maiuscole dopo i punti, siano essi semplici, di sospensione, esclamativi, interrogativi; spazio dopo la virgola ecc....Vi confesso che è per me uno sforzo sovrumano.
L'oroscopo di questa mattina, dopo avermi rovesciato addosso una serie di altisonanti presagi di sventura, mi invita ad essere ragionevole. La cosa dovrebbe riguardare tutti i nati sotto il segno dei Gemelli, per la cronaca.
Ma veniamo a noi. Raccolgo volentieri l'invito di Sputnik; effettivamente già avevo intenzione di raccontarvi cosa succede qui a Siena dall'inizio del blog. E lo avrei suddiviso in due puntate, con un'appendice finale per la parafrasi e il commento.
Buon appetito.
C'era una volta un re, che regnava su un paese bellissimo. Il regno era diviso in tante contee; di una di queste era a capo il conte protagonista della nostra storia. Una mattina il conte chiamò al proprio cospetto il gran cancelliere. "Gran cancelliere", esordì "questa mattina ho preso lo specchio, e alla mia immagine ivi riflessa ho domandato: "specchio specchio delle mie brame, chi è il conte più illuminato del reame?" - "ma tu, conte" - "specchio specchio delle mie brame, quale è la contea più sostenibile del reame?" - "ma la tua, conte".
Il cancelliere aspettò pazientemente che il conte proseguisse, domandanosi cosa significasse esattamente il termine "sostenibile"."Allora ho pensato questo. La nostra contea è la più bella del reame, lo dicono tutti mica noi e basta, e voglio che si mantenga bella, e se possibile lo diventi ancor di più. Per questo, ho deciso che tutti gli edifici nuovi dovranno essere armonizzati tra loro" - "armonizzati conte?...come?" chiese il gran cancelliere - "eh, armonizzati, gran cancelliere. Che stiano bene l'uno accanto all'altro. E con quello che esisteva di costruito prima di loro". Rispose compiaciuto il conte.
Il gran cancelliere iniziò a passeggiare su e giù per la grande sala illuminata dalla luce del mattino, lisciandosi la lunga barba. "Quindi li vuole tutti per esempio di pietra?" - "bah...non saprei" - "li vuole tutti di mattoni?" - "mah, potrebbe essere" - "tutti intonacati?" - "eh ...anche" - "ma allora conte?" disse fermandosi e incrociando le mani dietro alla schiena "che facciamo?". Il conte si spostò sulla sedia, appoggiandosi sull'altro bracciolo. "Che facciamo?" ripetè con calma insistenzail gran cancelliere. "O cancellierino bello, ma che ne so? ovvìa giù, senti che si fa: ora ci penso per un po', poi si starà a vedere. Esigo però che non si costruisca nulla, nel mentre che ci penso, perchè se poi si costruisce disarmonicamente a come lo vorrò, che s'inventa?" - "considerazione pertinente, conte" disse il gran cancelliere riprendendo a deambulare "...ma con il dovuto rispetto signore...con tutto quello che avrà da fare...ci vorrà uno, due anni per decidere tutto perbenino, per scrivere gli editti, mandarli a giro per tutta la contea..." - "che mi venga un colpo cancelliere", lo interruppe divertito il conte, sbattendo rumorosamente una mano sul bracciolo "sei di gran lunga più ottimista di quello che pensavo!"- "conte, ma nel frattempo i nostri maestri architetti che faranno? se non potranno più costruire nuovi edifici, come vivranno?" - "mah, agli architetti di corte il lavoro comunque non mancherà...i miei palazzi, le mie magioni sparse per la contea, così come le sontuose chiese, dovranno essere riparate, di tanto in tanto" - "ma conte, e tutti gli altri architetti?" - "famo a capissi, cosino: mi sono perso il passaggio dove si diceva che era un problema mio" - "e i giovani architetti, conte? andranno via, andranno in altre contee e in altri regni" - "ma guardiamoci nelle palle dell'occhi: ma a me e a te che ce frega? cazzi loro!".
Le sapienti parole del conte riecheggiavano ancora nella sala quando un messo di palazzo annunciò l'arrivo di un ospite. (to be continued....)
Chi sarà l'ospite inatteso? E quali novelle recherà con sè?
Diletti figliuoli, per oggi abbozziamola qui. Saluto e riverisco. Sciao sciao!!!!
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il post è servito
Buondi popini belli!!! Aspettavate di sapere chi era l'ospite inatteso che interrompeva le dotte dissertazioni del conte eh?? Bè purtroppo pare che non sia il vostro giorno fortunato.
Questa mattina lo studio è pervaso da un dimesso odore di patate lesse. E' inutile che vi guardiate perplessi non c'è nessuna sottile metafora o colta allusione; c'è proprio odore di patate lesse.
L'oroscopo di oggi mi esorta non accanirmi in un progetto che non funziona e a cambiare subito direzione; al contempo mi consiglia di essere moderata. Oh beh questa è una vera fortuna sapete perchè la moderazione, assieme alla ragionevolezza e alla tolleranza sono i miei cavalli di battaglia.
Il risveglio non poteva essere più positivo. Io non mi interesso di calcio; una partita di serie A mi procura lo stesso smodato godimento di una martellata sull'alluce. Ma il telegiornale delle sei e mezzo mi informa che Treseghè (bbboni, lo so che nn si scrive così) ha appena ri-firmato il contratto, quadriennale, con la Juve, per la ragionevole cifra di 4.000.000 di euro; stavo per gridare allo scandalo quando il cronista mi rassicura: "a stagione".
Temporeggio, temporeggio...oh, insomma, ieri sera non ce l'ho fatta a finire la storiellina. Dopo essermi dedicata per un'oretta al nobile esercizio della stiratura di due lavatrici, sono stata adescata su msn da un vecchio amico di università; effetto collaterale del blog, mi è rispuntato sotto lo pseudonimo di "maschio bono". Cosa fai cosa non fai, mi ha fornito materiale edificante e prelibato per il blog odierno.
Innanzitutto, il boccone migliore lo preparo e lo servo, come una vicina premurosa, al mio dirimpettaio Simone. Il sedicente attraente amico, laureatosi nell'aprile del 2006, da settembre scorso presta volontariat...scusate, lavora presso lo studio tecnico di una nota casa di moda fiorentina. E più dir non vo'. E' contento, fa esperienza, e bla bla bla. Allora io, affetta da una forma acuta di stronzaggine, gli fo: "Eh, ma ti pagano bene almeno" - "Ma sai, effettivamente l'aspetto che mi lascia più perplesso sono gli stipendi".
Ma quanto, quanto era la cifra della sua perplessità?? 400 euro mensili. C'è da perplimersi in modo significativo direi.
Questo perchè praticamente da ottobre è rimasto incagliato in un loop contrattuale; sta facendo il mese di prova da nove mesi.
Ma, mi spiega, questo perchè hanno visto che non ha le capacità di fare il project manager, come capita ai fortunelli-fortunelli-proprio: 1100 euro mensili per farsi culo e controculo.
Eccellente. Ho cambiato pietosamente discorso e per quasi mezz'ora mi ha minuziosamente frantumato gli zebedei col racconto straziante una storia d'amore impossibile. Dopodichè mi fa: "secondo te sul lavoro è facile avere storie?" e io mi stavo per lanciare in una ragionata risposta (perchè, ricordate, sono ragionevole) e lui mi fa " da noi c'è un gran maialaio..." e poi chiosa: "poi non so...ti muovi per i corridoi e arrivano degli sguardi ammaialati", anche di natura omoerotica, ha precisato in seguito. (Giuro che sto facendo copia-incolla dalla chat di ieri)
Uuuhhh lo so che vi dovevo raccontare un'altra storiellina oggi, cerco di fare i compitini stasera.
Ma mi perdonate vero (disse con voce musicale sbattendo le folte ciglia che lasciavano trasparire profondi occhi azzurri)?
Salutis bacisque
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e la storia continua........
ORE 21.35
Qualcosa bolle in pentola....
MATTINA
Ma sciaosciaosciao popinii!!! Oggi mercoledì. Giorno di mercato. E' una giornata splendida, di quelle da standing ovation al padreterno.
Per chi si fosse appassionato alla mia situazione astrologica, oggi la parola d'ordine sembra essere ottimismo...ma mi piace interpolare con quello che ho sentito alla tv stamani, che mi promette la nascita di una storia d'amore nell'ambiente professionale...mi aggiro circospetta per lo studio...chissà chissà ch avrà l'ardire...
Ma veniamo a noi...allora un pochino mi leggete...ovvìa su, tanto lo so cosa volete da me.
Riassunto delle puntate precedenti:
Un illuminato conte di una sostenibilissima contea, nel corso delle sue narcisistiche farneticazioni mattutine ha una subitanea rivelazione. Ne informa tosto il gran cancelliere: tutti i fabbricati della contea dovranno essere armonizzati. Purtroppo il conte non è ancora addivenuto a capo del come concrteizzare la lodevole inziativa. Pertanto, esige che non si costruisca più nulla; e distrugge con una serrata e incontrovertibile dialettica le ottuse obiezioni del gran cancelliere. La sala risuona ancora delle safgge parole del conte quando...
Le chiarine di palazzo squillarono superbe nell'accogliere il messo principesco e tutto il cucuzzaro suo. Il corteo era invero assai sontuoso. Seguivano il messo alcuni paggi di corte recanti delle voluminose tele arrotolate. "Mi onoro di recarvi liete novell da parte di sua maestà il Principe" esordì cerimonioso il messo facendosi lentamente da parte "che si pregia di palesarvi, primo tra tutti i conti, il sudato risultato degli ultimi trascorsi mesi". Tosto le tele si spiegarono all'unisono, offrendo alla vista del conte e del cancelliere una meravigliosa rappresentazione, finemente colorata, del territorio principesco. "Queste sono le Tabulae Indirizzamentii " spiego con un gesto teatrale il messo, "instrumentum magnum di cui si è dotato il principe per tutelare le meravigile del territorio suo tutto, armonizzando con un partic..."-"Oh Cielo conte, ma allora lei è veramente il conte più illuminato della contea più sostenibile!" esclamò concitato il gran cancelliere rivolto al conte, incrociando le mani in segno di adorante venerazione. "Stavo giusto portando a canoscenza il cancelliere delle mie illuminate intenzioni, curiosamente del tutto analoghe a quelle manifestate dal princ.." - "Per l'amor di Dio conte, il principe si è tanto raccomandato: che non si costruisca più edifizio alcuno, a cagione del fatto che potrebbe arrecare nocumento alla realizzazione dell'instrumentum magnum!". "Capisco perfettamente cosa intende dire..." disse il conte incrociando le gambe e guardando lontano "e...mi dica: come li vorrà i novelli edifizi il principe? Tutti di pietra? Tutti di mattoni? Intonacati?". "Ma amoroso, ma secondo te io che ne so? Non lo sa nemmanco lui!" rispose stizzito il messo, allargando le braccia con fare teatrale. Si scharì la voce e proseguì. "Trattasi come può immaginare di un'opera lunga e laboriosa; le indicationes opprimono la coscienza del principe di una pesante responsabilità. E poi le indicationes andranno scritte su codici per essere divulgate, andranno preparati gli editti, diffusi per tutto il principato...."- "Ci vorrà uno, due anni per decid..." - "Che mi venga un colpo conte" lo interruppe divertito il messo, sbattendo rumorosamente le mani "lei è di gran lunga più ottimista di quello che pensavo!". "Ma...e i nostri architetti??" chiese di bel nuovo il cancelliere "Ri-cazzi loro!!" rispose preparato il conte. Poi si alzò dalla sedia e prendendo sotto braccio il messo "Dato che non abbiamo nessuna premura" gli sussurrò in fare confidenziale "mi onoro di offrire a lei e a tutto il cucuzzaro suo dei gustosi tarallucci accompagnati da vino sincero...ho scoperto che stanno proprio bene assieme e che di questi tempi non mancano mai sulle più sontuose mense dell'impero".
Nel frattempo a corte...
"Certo che io e te abbiamo fatto proprio un bel lavoretto" disse il re al reale gran cancelliere, contemplando le tele riccamente istoriate del Planum Generalis Regnii "ora resta solo da decidere come vogliamo gli edifizi: mattoni? intonaco? pietra?" continuò pensieroso, lasciandosi andare all'indietro sul trono. "Sua maestà, ci pensi con calma, non abbia premura; la responsabilità, per quanto degna delle sue regali spalle, è molta. Ma permettetemi di insistere sire; avremmo fatto meglio ad avvertire i nostri principi di non costruire novelli edifizi, nel mentre che ci pensiamo" - "Oooohhh guarda mi hai scartavetrato i regali zebedei con questa storia; vai, pigliati tre o quattro paggetti finocchi come te e andate a giro a novellare la faccenda". Ed il sire restò solo e pensieroso nella sala del trono, mentre il sole splendeva alto nel reame più sostenibile dell'impero...
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siena, 27/6, 19.07....
Ma buongiornoooo!!! Giovedì...gnocchi!!!! ...sussù che il giro lo boa lo abbiamo fatto ieri a pranzo e ora la settimana è tutta in discesa. Grande giornata anche oggi, leggermente meno limpida. Comunque un caloroso applauso al padreterno anche oggi. E l'oroscopo, l'oroscopo?? Da leccarsi i baffi: fiuterò con grande anticipo le occasioni vincenti e remunerative, sarò in grado di portarle a termine con successo ed alimenterò l'autostima. Piattto ricco mi ci ficco!!!
Oh, e fin qui ci siamo. Avete meditato sulla storiellina depressogena? L'avete masticata ben bene, fatto ruttino e digerita? Ottimo. La parafrasi e il commento li lascio a domani, che così poi è sabato, domenica, ci si distrae e lunedì già non ci si pensa più.
Oggi si parla di altro.
Alzi la mano chi di voi supponeva che, scrivendo da Siena, prima o poi avrei parlato di Palio. Bravi. Supposta esatta. Ma prometto che non vi tedierò a lungo...
Ieri sera ho preso parte a uno degli happening preferiti del senese, di quelli golosi...alla presenza tutta la crema della città, nel Cortile del Podestà è stato presentato il palio, inteso come drappellone; per i senesi, affettuosamente, cencio.
Quest'anno l'autore è un grafico-artista, Alessandro Grazi; la dedica è al volontariato. I contradaioli hanno accolto con grande entusiasmo (e lo sentivo anche lontano dalle telecamere, passeggando per strada) ques'opera ricca di stucchi, specchi, e altri materiali in rilievo, che lo rendono quasi tridimensionale. Di un bel colore rosso. Spesso, denso, pastoso. I cavalli rigidi che escono fuori dal profilo hanno un'anima realizzata con astine dei busti da donna.
Ma cos'altro, cos'altro è piaciuto al contradaiolo? Il fatto che un palio così si presta a essere interpretato, a fornire spunti per cabale, previsioni, aruspicine...per tutti quei segni tanto cari quando, vittoriosi e col senno di poi, si rileggono; e che in questi quattro giorni faranno sognare.
Personalmente hp apprezzato quasi di più il retro con l'immagine forte della testa di cavallo, coloratissima, come la festa."E' composto da fazzoletti, da energie, sono i rivoli di Siena e dei contradaioli. Me lo sono immaginato come una corrente ascensionale".
Il bianco che vedete in basso a sinistra è la spennacchiera, che serve a identificare il cavallo nella sua galoppata, soprattutto se il fantino cade; verrà dipinta con i colori della contrada vittoriosa.
Ma la vera figata è il DVD nascosto proprio sul retro, in alto a sinistra: ci sono articoli di giornale usciti finora, foto fatte durante la lavorazione, e della musica, ispirata alle note del campanone della torre riprodotte con la chitarra.
Ovvìa giù. Potete andare. Sussù che ora mi metto a nasellare le occasioni vincenti e remunerative, destinate al successo e all'alimentazione della mia autostima...
Un abbraccio bellini, a domani...e non fate i timidoni, scrivetemi!!!!
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la paranza....
Ma buongiorno cittiniiiiiiiii!!! VENERDIII!!! Anche a 'sto giro l'abbiamo sfangata. Innanzitutto vi devo ringraziare perchè, a una settimana dal blog, mi avete dato grosse soddisfazioni...grazie a tutti davvero.
Oh...l'oroscopo mi promette una giornata all'insegna della positività e dell'ammmmore, fatto questo che potrebbe rivestire un certo interesse, come capirete verso la fine del blog...In questo momento in Piazza si stanno scegliendo i 10 cavalli per il palio; all'una si procederà al sorteggio delle accoppiate cavallo-contrada. E allora sarà Palio davvero.
Ma allora sussù, svelti svelti come coniglietti. Iniziamo con il commentino. "Nuoti sommerso in un mare di cacca/non sai se d'uomo o pure di vacca..." diceva la nota canzone.I cinque/sei lettori che non si saranno appisolati nel corso della lettura della storiellina didascalica, avranno intuito che la situazione qui non è tra le più rosee. Siamo in una sorta di loop urbanistico, un perverso gioco di matrioske che sta conducendo ad un totale blocco dell'edilizia e dell'urbanistica. A Siena stiamo aspettando il regolamento urbanistico, che darà seguito ed attuazione concreta al novello piano strutturale, orgoglio e vanto (giustamente) dell'amministrazione comunale. Nel frattempo, in virtù delle note misure di salvaguardia, tutto è fermo, congelato. A quando il disgelo? I più ottimisti suggeriscono ottobre 2008. Nella stessa situazione versano i comuni vicini. Ed in ogni caso, la situazione non migliorerebbe: dalla Provincia stiamo aspettando il perfezionamento del PTC. Dalla regione si attendono notizie in merito al PIT. Tutti fermi, immobili, come in un incantesimo. Il meraviglioso modello della pianificazione a cascata proposto dalla L. 1150/42 (che compie quest'anno il tredicesimo lustro) trova qui il più fulgido esempio di perfezione, la più paradigmatica e compiuta applicazione.
E trascorso questo anno e mezzo? C'è chi giura che, per i pochi rimasti, sarà una vera età ell'oro...quando all'alba del gennaio 2009 i sopravvissuti spolvereranno la targhetta dello studio, toglieranno i cappottini al computer e riattaccheranno la spina...e allora inizierà il conto dei caduti.
E nel frattempo, nel frattempo? Oh, qui si apre un ampio ventaglio di possibilità.
a) canna del gas, cappio al collo, o per chi preferisce l'acqua, pietr....scusate, questo pezzo mi sembrava di averlo tolto dagli appunti...ma no no, non li mettete via, ci serviranno quando parleremo degli studi di settore (la luna neraaaa...).
b) dedicarsi a qualcosa per ingannare il tempo. Torneoni di calcio balilla, rubamazzetto, freccette...O per chi ha più spirito di iniziativa, inventarsi una nuova attività. Oh, a proposito, se mi volete venire a trovare tra qualche mese, basta che chiediate in giro; di banchetti di peracottari non dovrebbero essercene tanti in città.
c) i più creativi e ottimisti (e a loro, giuro, va tutta la mia ammirazione) stanno cercando delle falle del sistema, in cui intrufolarsi per sfuggire all'applicazione del piano strutturale. Quindi: edifici mobili, case sull'albero, gonfiabili, itineranti, deambulanti...
d) l'espatrio. Qualcuno forse si ricorderà di avermi visto bazzicherellare nella bacheca dei consigli, domandando che banda è per esempio in Irlanda. L'espatrio è uno dei progetti che più volentieri sposerei, se non fossi attaccata, in modo quasi doloroso, a questi
campi imbionditi dal sole; se tutte le mattine non mi venissero le lacrime agli occhi nel vedere l'Amiata all'orizzonte o l'orzo maturo.
e) ma c'è anche un'altra possibilità... l'età, il corpo, la maturità spingerebbero per farmi assaporare quanto prima le gioie della maternità..."Ma Eleonora, io di pargoli ne capisco quanto di fisica atomica quantistica, ma permettimi la metafora, perchè i lavori siano conclusi nel 2008, non dovresti procedere quanto prima alla consegna del cantiere?" Bè questo è esatto...per cui vi sarei grata se, dopo avermi dato una mano a legare il mio fidanzato alla spalliera del letto, tornaste alle vostre sudate carte...e l'ultimo chiuda la porta grazie...
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Cittini! Sono Eleonora, laureata nel 2004. Toscana fiera fino al midollo, ho rimbalzato tra Firenze e Siena per tre anni, per poi cedere a una vocina che da troppo tempo mi chiamava lontano. E ora, abbandonata la città dove il rosso del mattone si sposa col bianco del travertino, da sotto la diletta Torre del Mangia mi sono spostata sotto al Big Ben. Una senese a Londra... o Londra alle prese con una senese?
Sotto le torri - una senese a Londra
linkario:
- I have a blog...siore e siore, Silvia M.
...la mia quasi vicina di casa kilburnese - Il mio personalissimo paese dei balocchi...organico
l'ultima delle mie fissazioni - con l'obbiettivo in spalla...
...tra toscana, londra, lombardia, vienna, campania, cina... - i Reali Parchi londinesi
....una goduria - ArchitettureInViaggio
In viaggio con lo Yemenita - il viaggio della mia vita
...che è ancora un sogno nel cassetto - Una delle mie fisse: le "passeggiate"
Gnamo gnamo si va a fare du' passi
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