i post di Eleonora di luglio 2007
dicevamo...
ci sono giornate che cominciano con un mah perplesso e finiscono con un mah desolato. semza altre parole perchè le abbiamo finite. giornate, mesi, anni in cui corri corri corri come un cricetino sulla ruota, e con la stessa soddiafazione. la polvere ruvida, secca di cantiere ti entra nel naso e ti fa lacrimare, o forse non è la polvere, o forse bo. sono quelle giornate in cui la domanda è una, sola: ma è tutto qui? ma tutto qui cosa? tutto. l'aria fresca dell'alba, ci pedali attraverso, la senti nel naso, nella pelle, nella bocca, nella testa. non schiarisce i pensieri, ma rende più chiaro lo sfondo su cui si proiettano e si amplificano. ma vorresti che quell'alba non finisse mai, che non finisse quell'equilibrio sottile, quella nebbiolina che forse nasconde, promette qualcosa o forse no. l'equilibrio... il pianto e il riso, il giallo dei campi e l'azzurro del cielo, la danza e il silenzio, la nebbia e l'amiata sbiadito. odore di magnolia, di pane, a volte di mare lontano ma, giuro, di mare, di ragnatele, di terre assetate. giorni in cui vorresti avere un tempo che non passa, una strada infinita da percorrere, su cui srotolare i pensieri e riarrotolarli ordinati, lisciati, puliti. che non basta essere stata il giorno prima al centro del mondo, del tuo mondo, in una festa di luce, di mattoni e di tufo, colori, silenzio, tamburi, di ritmi incalzanti sfumati nel pianto. che non basta vedere vigneti stesi al sole, ondeggianti come un bucato infinito, fino a quel punto dove la terra incontra la luce. datemi da bere che ho tanta sete, di toccare, rotolare, annusare, ascoltare, leccare, di sentire la testa girare, el mani stringere e tremare, i muscoli infiammarsi e formicolare. datemi un'altra collina, un'altra salita, un'altra curva da vedere cosa c'è dietro, una strada sassosa bianca di sete. ancora albe da pedalarci dentro. Inspirare ed espirare.oggi è andata così. ma domani va meglio eh. scrollata la polvere di dosso, domani parleremo del palio, della cantina del signor renzo, dei giardini. domani. basta che ci sia un'altra collina, un'altra salita, un'altra curva. buonanotte popini. ogni tanto capita.
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aiutoooo
allora, in questi giorni funziona così. quello che leggete oggi l'ho scritto ieri; detto altrimenti, scrivo adesso stesa sul letto quello che leggete domani. questo comporta due ordini di problemi: il primo è che dovete fare a meno dell'oroscopo, dato che non ha senso a giornata finita, e del resto questi giorni è insulso pure quello, e comunque lo leggo, nel senso che vedo parole, lettere ma non capisco quello che leggo. il secondo problema francamente non me lo ricordo neanche più e se non mi facesse una fatica sovrumana avrei proprio corretto l'impostazione del periodo. dicevo: e lo scrivo con un occhio aperto e uno chiuso, dopo essermi trascinata sui gomiti a casa, aver strisciato fino al frigo, aver constatato che è impietosamente vuoto, aver considerato l'idea di nutrirsi ciucciando del grana padano congelato, aver ripiegato su due tazze di kiwi e crusca. oh, pe' èsse bella fori ho da èsse pulita dentro.
ma qual'è la cagione di cotanto devasto? i soci. pausa. cosa significa? l'architetto con cui collaboro progetta delle case "popolari" (tra l'altro molto ricche, curate, ponderate, questo lo devo onestamente dire) per una cooperativa edilizia. per avere la casa ti fai socio e ti metti in lista. aspetti ics tempo e la casa piano piano arriva. in questa settimana 30 soci, con mariti mogli figli congiunti e cucuzzari vari vengono a decidere, sulle murature al grezzo, dove mettere termosifoni lavelli prese telefono tv frigo eccetera. il caso (chiamiamolo così) ha voluto che di interventi peep ce ne siano due, che stanno procedendo pressochè in sincrono, ragion per cui i soci da 30 diventano 60, distribuiti in due settimane. uno spasso, gente. paragonabile al gusto che dà un transit nelle gengive.
si inizia la mattina alle nove. si finisce la sera alle venti. un pool composto da due architetti e mezzo, il direttore di cantiere, il capo cantiere, l'idraulico, l'elettricista (tutti ciociari a eccezione di noi architetti), operai curiosi, al servizio di: checche troppo entusiaste, checche indecise, checche deluse, mariti intontiti e mogli col frustino, figli preadolescenti che svengono, mariti secchi secchi secchi, sordi e rassegnati, famiglie allargate di nove persone per un bilocale (e ciascuno deve esprimere con dovizia di particolari e di motivazioni il proprio punto di vista), rompicoglioni logorroici, rompicoglioni polemici, rompicoglioni tuttologi, rompicoglioni aggressivi, pronti senz'altro a menare le mani.
un variopinto e folcloristico campione di umanità, un catalogo delle possibili declinazioni del genere umano che lascia senza fiato; un diabolico combinato disposto di quanto di più perverso esista in circolazione, dotato di braccia, gambe e purtroppo di bocca, preso e sguinzagliato a bischero sciolto per il cantiere.
il primo impatto è stato devastante, complice anche un chicken deluxe al polistirolo e schiuma poliuretanica di mac donald con cui mi sono dovuta nutrire a pranzo. e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, al de llà del fatto signò che la sera me viene da parlà ciociaro pur'ammè; scritte in preda a crisi di identità, tedio leopardiano e visioni mistiche, le leggete nel post di ieri. poi ci ho dormito su. poco, tra l'altro. e questa mattina, dopo un paio di dozzine di shottini rum e pera, ero pronta per ricominciare.
alle nove puntuale il carrozzone inizia a muoversi. "allora signò, dove la volemo mette 'sta bbbagiù?" - "architè, che dice, 'r citofono lo volemo mètte de qqua? oppure penzi che la signora ce vole mètte 'r videocitofono ner qual caso lo mettemo de llà?" - "non lo so architetto, secondo lei io penso che ce lo voglio il videocitofono?" - "signò che dice? nove elementi da seiciendo, oppure sette elementi da ottociendo oppure non so quanti elementi da cientosettantaquattro? signò, penzaci bene (ti prego nonlodirenonlodirenonlodire): è la decisione de 'na vita" - "architè che dice, centeddieci? centevventi? centeqquindici? Vogliamo fà centeqquindici?" - "architetto scusi, qui dalla piantina che lei ci ha dato rislutavano tremiladuecentocinquanta micron, ho misurato ora e vedo che sono tremiladuecentocinquarantacinque, che storia è? Mio marito è di là che sta misurando il bagno col microscopio a scansione ottica, preghi iddio che almeno quello torni" - "allora, signò, che vuoi fa'? metto tre deviatori, due deviatori e un invertitore, tre invertitori, due invertitori virgola cinque e zero virgolacinque deviatori? signò, te me lo devi dì" - "ecco, quasi finito... qui, accanto alla tredicesima presa LAN del salotto, avrei progettato di mettere il pulsante per il decollo dello shuttle; mentre di qua, accanto al carica batteria dell'uccello elettrico, il pispolo per lo sganciamento del lem. mentre qui...ah no la presa per il minchiofrullosbattitore è di là. ok. finito. ah no...e l'accumulatore per l'interpolatore favalitico differenziale?".
e piègati, allùngati, stirati, sali, scendi, dove sono le chiavi della baracca chiedile a vincenzo volentieri se mi dite chi è vincenzo, sali, rincorri il socio che si sta per tuffare a volo d'angelo nello scannafosso, scendi, ecco una firma qui, allungati, salta, altoquantocosì?, timbra, stampa, smoccola, allungati, piegati, di qua ancora la scala non c'è dovete fare il giro, scendi, di quanto lo facciamo sporgere?, cambia la cartuccia e quella vecchia sotterrala, qui in che senso si apre la porta?, scendi, allungati, è arrivato il socio delle sei?, sali, mi ridate le chiavi?, scendi, stampa, timbra, ma il letto da che parte lo volete?, sporgiti, piegati, alto così va bene?, scendi, chiudi, collasso.
a domani!
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aiutoooooo
eccomi qua, signò. pensavate che sarei soccombuta, soccombita, soccombta... insomma: pensavate che soccombevo eh? nonnonnò cari, anzi ci sto pure prendendo gusto. però stasera tocca esse breve signò, che tengo sonno. l'oroscopo oggi, anche se retrospettivo, merita un mela C mela V: "in ambito lavorativo dovrai occuparti di una questione delicata e che richiede molta riservatezza da parte tua, cerca di assumere un atteggiamento impegnato e serioso". all'istante si è tramutato nella mia testa in grande puffo che dice sottovoce a puffetta "cerca di assumere un atteggiamento impegnato e puffoso".dicevamo...stento io stessa a crederlo, ma le cose stanno davvero iniziando a divertirmi. innanzitutto al terzo giorno (oggi) sono stati chiariti alcuni punti essenziali:
a) io non sono la fidanzata del mio collega perito, nè l'amante giovine dell'architetto, nè del capocantiere nè dell'elettricista nè dell'idraulico. non sono nemmeno l'arredatrice o la signorina che ci dice i prezzi. sono lì per lavorare. sono addirittura un architetto. e non ci crederete, ma apro pure la bocca e dico cose sensate.
b) abbiamo trovato colui che deteneva la copia ufficiale delle chiavi della baracca, vincenzo, che oggi si chiama robbè.
c) abbiamo financo trovato un luogo dove ammoscare le cartucce finite della stampante, dopo aver provato a sotterrarle, scioglierle nell'acido, ingoiarle, gettarle assieme alle travi a ginocchio delle scale, infilarle a tradimento nelle borse dei soci. non ci crederete ma, dio mi scotenni (questa te mancava eh simò), vi giuro che è vero. il direttore di cantiere, il geom. carlo xxx (affettuosamente: a' ca') ci raccontava stamattina che per un lavoro di alcuni mesi fa, sempre qui nei paraggi, avevano scavato per una sottofondazione di una chiesa e avevano trovato delle ossa, dei teschi, delle croci, di quelle che si mettono sulle bare, ma pure belle eh architè. non sapevano dove metterle, ma a un certo punto dovevano pure sbaraccare il cantiere. per farla breve, questo fardello imbarazzante è divenuto itinerante e se lo stanno passando come testimone; quando il cantiere che lo possiede chiude, passa ad un altro. ora è lì da noi, nella scatola con la scritta "cose che abbiamo ma che non si deve sapere assolutamente che abbiamo". la cartuccia evidentemente è stata buttata lì. me pare pure loggico signò.
domani festa. le danze si riaprono lunedì. ora mi schianto una puffdormita come non se ne sono mai viste.
sciao sciao popiniiiiii!!!
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mario luzi
Questa terra grigia lisciata dal vento nei suoi dossi
nella sua galoppata verso il mare,
nella sua ressa d’armento sotto i gioghi
e i contrafforti dell’interno, vista
nel capogiro dagli spalti, fila
luce, fila anni luce misteriosi,
fila un solo destino in molte guise,
dice: "guardami, sono la tua stella"
e in quell’attimo punge più profonda
il cuore la spina della vita.
Questa terra toscana brulla e tersa
dove corre il pensiero di chi resta
o cresciuto da lei se ne allontana.
(...)
Tanto afferra l’occhio da questa torre di vedetta.
Mario Luzi - Dalla torre
La foto che vedete è stata scattata in un caldo pomeriggio di inizio luglio 2006. Poche ore dopo abbiamo festeggiato l'Italia campione del mondo.
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quasi quasi siamo salvi
ULTIM'ORA
qualcuno di voi diletti figliuoli è interessato ad una fiammante fiat panda fire del 1993, bianca, euro 1, giuro mai lavata, in eccellenti condizioni ad eccezione delle cozze che crescono sotto ai sedili anteriori? dai su fate un'offerta...sono eventualmente disposta a considerare una permuta con una ka arancio.
ma buongiorno popiniiiii!!!! oggi penultimo giorno del primo round di soci. il secondo round, con i soci della stessa cooperativa ma dell'altro intervento, a fine luglio. dopodichè stramazzeremo al suolo come porco morto cade. ultimamente si vedono a giro per il cantiere, vieppiù numerosi con il trascorrere dei giorni, alcuni esemplari di socio pentito. arrivano quatti quatti in macchina, dove stazionano una decina di minuti, temperatura dell'abitacolo 50°C, prima di prendere il coraggio a quattro mani (o si dice a due mani, boh).
allora scendono e aspettano davanti all'ingresso del cantiere; prima un po' lontano dal raggio di visuale, poi si appropinquano e mogi mogi aspettano fuori come dei pastori maremmani depressi. al 90% sono maschi. con le mani dietro la schiena percorrono a passi lunghi lo spazio tra la baracca e l'edificio in costruzione; accartocciano nervosamente una pallina, un cubetto, un francobollino di carta, palesemente individuabile con il corpo del reato. un progettino riveduto e corretto nel fine settimana, sotto lo sguardo furioso della moglie munita di scudiscio, che prima di legarli la caviglia alla scrivania gli ha fatto scrivere 500 volte "io non voglio vedere la partita sul satellitare dalla vasca idromassaggio sorseggiando una birra prelevata dal frigobar adiacente alla vasca stessa". il problema fondamentale sta nel riuscire a smazzolarsene tre quattro cinque assieme. ma grosso modo siamo riusciti ad arginarli.
oh, e fin qui ci siamo. prendendo spunto dalla mia dirimpettaia giordana e dalla sua classifica (a cui mi sono pregiata di partecipare), ho stilato una sorta di scaletta delle peggio stronzate che ho sentito in questi giorni, e ve la sottopongo prima di soccombere definitivamente al coma.
5 classificato - Il ragazzo bulgaro che, lamentandosi a ragione di una colonna di scarico fastidiosa nel salotto, ha ripetutamente fatto presente che "io ti capisco sai perchè io e te facciamo lo stesso lavoro, io faccio il calzolaio" rivolgendosi all'idraulico.
4 classificato - l'architetto con cui collaboro che, non sapendo che si trattava di loro, ha detto nel muso a due soci che "mettere la lavatrice nella cantina è una cazzata. ma s'era capito subito che quelli non capivano una sega"
3 classificato - la moglie che dice "e poi qui pensavo di mettere tipo uno stiancino, uno di quei materassini giapponesi, come si chiama maurizio?" - e maurizio "lo tsunami" con l'aria di chi la sa lunga.
2 classificato - dopo che l'elettricista aveva fatto presente la necessità di procedere ad un cambio di prese, da italiane e tedesche (c.d. prese schuco), la moglie che chiede sotto voce al marito "ma cosa sarebbero esattamente queste prese a ciuco?"
ma il coglione d'oro va senz'altro al
1 classificato - il socio, che dio lo benedica perchè ci ha allietato il finir della giornata, che puntava i piedi perchè nel bagno voleva, anzichè il tradizionale radiatore, uno spalmasalviette.
ora che il circo sta per finire devo dire fuori di retorica che questo multicolore spaccato di umanità mi mancherà, davvero, perchè alla fine mi erano simpatici....quasi come la diarrea.
sciao sciao popini a domani!!! ronf
e per finire in bellessssa...l'architettessa con la cappellessa blu a bordo della cinquecentina in un rovente venerdì fiorentino
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buono e cattivo governo
Ma buongiornoooooo cittini!!!!!!!!!
Ma...ma...ma io non posso credere che veramente nessuno di voi sia interessato all'acquisto di una, lo ricordiamo, panda bianca fire del 1993, euro 1, mai lavata, in condizioni eccellenti se escludiamo i grappoli di cozze che allignano sotto ai sedili!!!! e dai non siate timidi fate la vostra offertona. posso anche produrre, all'uopo, adeguata documentazione fotografica.
Ma veniamo a noi. l'oroscopo di oggi è sorprendente: sarò pervasa da un desiderio di andare lontano o comunque di dare un drastico cambiamento alla mia vita lavorativa e affettiva, forse qualcosa non mi soddisfa piu'. E sant'iddio io sono 29 anni nè più nè meno che sono pervasa, intrisa, colante, inzuppata proprio da desiderio di andare lontano e di operare un drastico cambiamento...e vabbè...mi consola la svolta new age finale, che mi consiglia di pensare positivo. E positivo penseremo.
Oh, e fin qui ci siamo. Veniamo a noi. Oggi mi scappa di farvi un pistolotto moralistico...NOOOOO fermi non fuggite, mica a voi piccinini...via su da bravi tornate qui. Prometto che sarò breve e pallosa. ALLORA!! Ho detto tornate qui.
Orbene, diciamo che il fine settimana scorso mi sono pregiata di accompagnare, in un caldissimo sabato senese, due amici taiwanesi della mia diletta metà a zonzo per la città. Che si fa che non si fa, dopo averli ridotti ai minimi termini facendoli salire in cima alla Torre, tra le varie cose andiamo a vedere il Palazzo Pubblico, dove c'è la Maestà di Simone, il famoso Guidoriccio da Fogliano, e nella stanza adicente l'affresco noto con il titolo convenzionale di Buono e Cattivo Governo. Una spettacolare, lucida, bellissima e didascalica rappresentazione di un manifesto politico. Incredibilmente moderna. Si sta una mezz'oretta a naso in sù, tentando di spiegare ai taiwanesi i concetti di Temperanza, Moderazione, Magnanimità...Bene.
Torno a casa e in capo a due giorni le mie povere orecchie sono subissate da informazioni di questo tenore: aumento dello stipendio dei parlamentari (ricordiamo che lo stipendio di un parlamentare italiano si aggira a 150.000€ l'anno), la notissssiona che i nostri parlamentari, che dio li strabenedica, percepiscono il doppio rispetto ai parlamentari inglesi e tedeschi e il quadruplo rispetto ai parlamentari spagnoli; dulcis in fundo, il video che circolava ieri su Repubblica dei brogli elettorali operati dall'Unione. Eccoci.
Quando Ambrogio Lorenzetti dipinse, fra il 1337 e il 1339, all'interno del Palazzo Pubblico di Siena il Buono e Cattivo Governo, la città era retta dai Nove. Scelti tra ricchi mercanti, banchieri, nobili. Duravano in carica solo pochi mesi perchè, udite udite, si voleva evitare che a qualcuno venisse lo sghiribizzo di andare oltre un certo limite. E dove si riunivano a discutere questi bordelli (ndb: in senese, ragazzi)? Ma nella sala affrescata da Ambrogio, in modo da prendere le proprie decisioni badando, oltre ai propri interessi, anche alle presumibili conseguenze del proprio operato.
Il discorso figurativo si divide in due parti. Cattivo Governo: la città rovina penosamente, sorvegliata da una sorta di cornuto trichecone strabico di nerovestito, circondato da Crudeltà, Tradimento, Frode.
La Giustizia, una obesa crisalide bianca, socombe in catene ai piedi dei quattro loschi figuri di cui sopra. La città come prevedibile, è il ritratto dello sconforto: disoccupazione ai massimi storici, gente bistrattata, malaticcia, fisicamente offesa, sudiciumaio. Insomma, un macello. La campagna fuori le mura, che dio ce ne scampi e liberi, un trogolaio.
Sulla parete davanti a questo disgustorama, la rappresentazione dell'operoso Buon Governo, dove nella città armoniosa la gente balla, suona, sono tutti gentili, amorosi, molto peace and love. Ogni palazzo è 'senese', ma nessuna piazza corrisponde a quella dipinta da Lorenzetti. Strutture architettoniche copiate dal vero, ma riunite liberamente, creano una Siena di fantasia e nello stesso tempo vicinissima alla realtà . I muratori all'opera testimoniano l'attenzione del governo dei Nove ad abbellire incessantemente la città, che brulica di persone operose e concordi. Sulla sinistra, si intravede il duomo, quello vero proprio; unica chiesa raffigurata, peraltro, in nome di una sorprendente laicità con cui si vive la vita cittadina.
A cosa è dovuto questo mirabile equilibrio, questa industriosa prosperità? Ma al barbuto vegliardo, al grande puffo gigante che siede attorniato, guarda un po', da Fede Speranza e Carità. A lato, la Giustizia, con una stadera in mano, una sorta di dea kalì che en passant mozza la testa a un birichino, che quasi quasi sorride. La Giustizia in trono è incorniciata dalla scritta: "Diligite iustitiam qui iudicatis terram" ["Amate la giustizia voi che governate il mondo"]. Notasssione pedissequa ma che mi premeva sottolineare. E sulla bilanciona che la Giustizia reca tra le braccia? Due angeli amministrano la giustizia, coronando il buono e mozzando il capo al cattivo di cui sopra, consegnando un forziere pieno di monete (che potrebbe essere, però, anche uno staio per misurare il grano), una lancia e un bastone (o un'asta per misurare), a due personaggi altolocati.
I due angeli mostrano subito come intendano la giustizia i reggitori del Comune di Siena: amministrano bene il denaro pubblico, distribuiscono onori e cariche o strumenti per misurare in modo corretto e onesto, ma anche puniscono in modo inflessibile. E la campagna, la campagna? Opulenta, prospera, operosa. I rampolli di buona famiglia escono dall mura per andare a dilettarsi con il giuoco del falcone; i bifolchi (ndb in senese: gazzillori) lavorano la terra (la terra delle crete, per intendersi, avara e amara), solerti, industriosi, zelanti. C'è pure un maialetto di cinta in primo piano. Il tutto sotto lo sguardo compiacente di un angioletto leggiadro e pocciuto che reca in mano una sorta di omunculus pallido pallido, impiccato. Qual'è il messaggio che ci vuole veicolare? Bordellotti, divertitevi con il falco e volendo anche con gli uccelli in generale...gazzillori, spaccatevi gaiamente la schiena...ma vediamo di non fare cazzate, tra tutti, che poi si fa i conti.
Orbene, complimenti vivissimi a chi tra di voi è arrivato fin qui a leggere!!!! Io mi sono quasi annoiata a scrivere quindi solidarizzo con voi.
In ogni caso il pistolotto per vostra fortuna me lo sono risparmiato, me ne sono resa conto rileggendo. Mi sono fatta prendere la mano da altro :-)
Sciao sciao popini, saluto e riverisco!!!
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PAICAP
Lunedi!!!!!!!!!!! forza e coraggio cittini...per i più fortunati, è pur sempre un giorno in meno alle ferie!!!
Orbene. Questo premesso, mi pregerei di intrattenervi brevemente raccontandovi un po' di un personaggio che mi ha incuriosito. Tale Icilio Federico Joni. Già il nome è un po', se si vuole, da burloni; Feder i Cojoni...una finezza da toscani, zozzoni per definizione quasi. Il Comune di Siena dedicò a questo artista una mostra a cavallo dell'estate 2004, al Santa Maria della Scala. Purtroppo la sottoscritta in quel periodo era affetta da una forma grave, in fase acuta, di tesi di laurea; il quadro sintomatologico presentava, tra le altre cose, agorafobia, monomania per l'oggetto della tesi, coma sociale.
Tra XIX e XX secolo Siena pullula di antiquari scaltri, collezionisti e critici creduloni, artisti abilissimi nell’imitazione. In questo periodo furono realizzati dipinti, in gran parte fondi oro, che ingannarono anche grandi storici e critici di storia dell'arte. Tanto che molte di queste opere sono ancor oggi custodite nei musei americani. Il genius loci del falso si chiamava Icilio Federico Joni.
Qui sotto, il nostro eroe in costume da paggetto medievale.
Joni viene al mondo in circostanze abbastanza disgraziate, nel gennaio 1866; il babbo era un militare sardo di stanza a Siena, che non potendolo riconoscere, si suicida. La mamma, giovanissima, lo affida alla ruota dei gettatelli dello Spedale di Santa Maria della Scala. Il lungo certificato di nascita è suggellato da una firma, perentoria e significativa: "CARAVAGGIO". Il falsario è subito associato, (per beffa del destino?) al genio irrequieto, iroso, in perpetuo conflitto con la società. Trascorsa un'infanzia difficile, si forma al mestiere di doratore in una bottega; e in seguito, con una frequentazione piuttosto irregolare, all'Istituto Senese di Belle Arti, in un'atmosfera purista. Subito viene apprezzato da alcuni antiquari di Siena e Firenze. In pochi anni raggiunge una significativa notorietà anche come restauratore, soprattutto di primitivi senesi, dopo che uno studioso insigne come Bernard Berenson era caduto come una cozza nel trappolone di alcune sue falsificazioni, candidamente propinatigli a più riprese. E fu proprio la frequentazione con Berenson, con cui in seguito divenne culo e camicia, il passepartout per entrare nel circuito dei ricchi collezionisti. I falsi di Joni, per intenderci, vennero attribuiti ad artisti del calibro di Duccio, Botticelli, Ghirlandaio...non imbianchini qualunque, ecco.
Ma a Icilio Federico Joni è associato uno dei misteri misteriosissimi della storia dell'arte, legato all'intreccio di iniziali che compongono il suo marchio di fabbrica, il suo logo, rimasto a lungo indecifrato; il misterioso PAICAP, a lungo ritenuto un acrostico latino, foriero di chissà quali filosofie, concettoni, esoterismi...in realtà un motto beffardo su cui il falsario aveva basato la sua filosofia, di arte e di vita: "Per Andare in Culo Al Prossimo".
Ovvìa bellini.
Grazie per l'attenzione. Spero vi sia stata gradita questa svolta cultural-storico-artistica di queste ultime due bloggate.
Un applauso di incoraggiamento per il prosieguo dell'industriosa settimana...sciao!!!!!
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fiato alle trombe
alla fine doveva succedere. dopo due settimane di soci alla fine sono soccombuta. e vi ho abbandonato...ma l'intervento numero due si è rivelato più complesso di quello numero uno, per una serie di fattori legati all'impresa, ai soci stessi che erano più ostici (diciamo così), all'organizzazione generale.
aggiungiamoci il fatto che comunque non ho mai voluto rinunciare alla pedalata mattutina, e il fatto che in cantiere iniziamo alle nove (fate due conti per capire a che ora mi alzo), che la sera prima delle otto e mezzo non finiamo mai...insomma, quando rientro a casa mi faccio una trasfusione di un paio di litri di sangue e in qualche modo raggiungo il letto. un grande applauso infine al genio che ha fissato la lezione conclusiva del corso di specializzazione sul restauro di parchi e giardini ieri alle tre, sotto il sole di firenze. quella è stata, se mai ce ne fosse stato bisogno, l'equivalente di una fucilata in mezzo agli occhi. per gli amanti delle emozioni forti, infilatevi in una lavatrice e selezionate il programma "molto sporco": la temperatura e il grado di umidità che apprezzerete sono pari a quelli di un pomeriggio fiorentino. e chiudiamo qui.
solleticata da una serie di post e interventi che ho visto a giro sul blog, mi permetto di servirvi espressa la storia della mia esperienza lavorativa e
scolastica, a costo di sembrare retorica, ripetitiva, autoreferenziale. la storia fondamentalmente di una ragazzina brava a scuola, e per questo complessata. in un contesto in cui spesso si parla di merito, questo è il mio breve excursus.
scuole medie: ricordi molto confusi, praticamente inesistenti per fortuna; anche uno psicologo di infima levatura inviterebbe a riflettere sul meccanismo della rimozione. prima della classe, sono stata sfottuta, presa per il culo, maltrattata dal primo giorno di scuola all'ultimo, pe ril fatto che studiavo e ero brava. i professori, che dio li strabenedica, gettavano benzina sul fuoco, contrapponendomi e mettendomi contro a tutti gli altri. il risultato è stato che mi sono ammalata, in terza media, di quella malattia che una volta che ti è venuta non passa, rimane latente anche da adulti, che ti mangia dentro prima che fuori; e che mi ha portato a perder quindici chili da novembre amarzo.
ginnasio/liceo: idem come sopra, nonostante che dispensassi a larghe maniche a cani e porci versioni di latino, greco; che suggerissi a tutti alle interrogazioni; che durante le assemblee e davanti ai professori fossi veramente l'unica a alzare il ditino e la voce per difendere non solo me stessa ma l'intera classe. e tutto questo non a discapito della vita sociale, anzi. ma ormai ero marchiata. maturità col massimo dei voti. e mi chiudo la porta del liceo alle spalle, felice di cambiare di nuovo vita e di iniziare un'avventura nuova, quella che avevo fortissimamente voluto, da sempre.
università: mi era stato detto che ai diplomati con 60 veniva praticato, per merito, un consistente "sconto" sulle tasse universitarie. lo sconto è stato di
sessantamila lire. praticamente una fragorosa pernacchia sul grugno con tanto di sputo in faccia. una delle segretarie mi fa "ah, te saresti una di quelle che è passata con 60 eh? pensa che a mio figlio non gliel'hanno dato perchè eravate già in troppi". come se avessi qualcosa di cui sentirmi in colpa, di cui vergognarmi, da scontare. alcune settimane prima, avevo assistito alla finale di miss italia. centomilioni alla vincitrice, per avere un bel culo, un bel sorriso, delle belle tette. ma sono gli sponsor che pagano, mi dicono: e possibile che nessuno abbia mai voluto sponsorizzare, in sette anni di università il mio cervello? mai una borsa di studio, nonostante una media molto alta. è questo il problema, squisitamente italiano: che è un paese che non investe sul cervello dei propri giovani. università, come quella di tutti, fatta di esami sostenuti a fine luglio con una emperatura di 40°, di scritti superati dal 5% degli studenti, di nottate su nottate a chinare, a disegnare, a ripassare; di lezioni di geometria descrittiva seguite da 300 persone, di cui la metà in piedi. di attese di 3 ore per una revisione. e in tivvù cosa passa il convento? trasmissioni come quella della de filippi, dove dei ragazzi, nostri ex coetanei, sembra che si spacchino la schiena per fare i ballerini, i cantanti, gli attori. perchè loro hanno un sogno; e loro lottano duramente per realizzarlo. ma per vedere giovani che si spaccano la schiena, cari signori, basterebbe entrare in una delle nostre università, dove milioni di ragazzi, lontani dalle luci dei riflettori e dal trambusto mediatico si spaccano il culo in quattro. e magari lavorano dal primo anno di università.
esame di stato: alla seconda non ammissione all'orale mi presento alla correzione del compito. compito intonso, colorato, completo, finito. commissione imbarazzata che non sa cosa inventare. una delle commissarie per tutto il tempo (venti minuti di sano delirio) ha fissato il buco della serratura come se non lo avesse mai visto in tutta la sua vita. pur di non guardarmi nelle palle dell'occhi. alla fine il presidente mi fa "ma lei signorina con quanto si è laureata? ah, pure con la lode? eh, ma allora voi laureati con lode dovete abbassare la cresta eh, e poi lei quanti anni ha? solo ventisei...ma allora ha tutta la vita davanti" e questa è stata la spiegazione. l'unica. la mia cresta...nella mia testa, e chi mi conosce lo sa, ci sono solo tanti complessi. e quelli di inferiorità la fanno da padrone. ho visto mia madre piangere di felicità dopo la mia tesi; e l'ho vista piangere perchè degli stronzi per svariate volte non si erano manco degnati di prendere il mio compito in mano. i miei genitori, che sono sempre stati tanto orgogliosi di me e della mia sorellina, bravissima anche lei...e li vedo e li sento tristi, perchè a tre anni dalla laurea, dopo anni di gavetta, di stipendi più simili a delle elemosine, di lavoro privo del contenuto fondamentale, cioè la dignità, mi vedono ancora priva di una posizione reale, che possa davvero permettermi di vivere, di gridare con orgoglio che sono un'architetto. si, con l'apostrofo perchè sono donna. e che donna. e mi vergogno, mi vergogno perchè ancora non riesco ad essere completamente autonoma, mi vergogno perchè posso permettermi solo di comprare una panda scassata di 14 anni che cade a pezzi, perchè sono tre inverni che porto sempre lo stesso cappotto. ma mi vergogno ancora di più perchè vivo in un paese che premia chi ha delle belletette e non chi ha un bel cervello; che incorona chi si spoglia di più e non chi si impegna di più. ma sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re. e allora ridiamoci su, ridiamoci addosso, a gola aperta...
oh, ma in tutto questo, magra consolazione, molti di noi potranno levarsi qualche sfizio...con sentenza n. 27966 la Cassazione ha qualche giorno fa deliberato che il vaffanculo non è più un'offesa.
detto questo, vi saluto e torno in cantiere, sotto 38°C in mezzo alla polvere, a invidiare i ragazzi miei coetanei che non solo si fanno la casa, ma che si osno fatti anche l'audi A4. e che, contraddizione squisitamente italiana, hanno trovato il modo di intrufolarsi come acquirenti nelle cosiddette case popolari.
diletti figliuoli, vi saluto e vi auguro un buon fine settimana. vi abbraccio
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a domanda risponde
"credo solo che marcirai nell'inferno, per questo"
"io non credo all'inferno. credo alla disoccupazione. all'inferno no"
(bill murray e dustin hoffman in Tootsie)
questo è il nostro quartier generale in cantiere...
ma buongiornoooooo!!! sussù che tra poco è agosto e qualcuno di noi andrà in ferie!devo dire che questo luglio mi sta sfumando senza che quasi me ne accorga...ogni tanto gli getto un'occhiata fugace con la coda dell'occhio, per controllare che non sia già finito. e che non sia già agosto. come se ad agosto cambiassero le cose, poi. le giornate filano via veloci, tra pedalate mattutine, soci, cantiere...ogni giorno uguale all'altro. almeno questa è una garanzia. un punto fisso. non è un gran periodo, e i soci poveri soci ne hanno colpa fino a un certo punto. avete presente l'impressione che si ha nel mettersi addosso vestiti che non sono i propri? o truccarsi in un modo che non vi è consueto? o infilarsi in situazioni che non vi appartengono, che non sono nelle vostre corde, e domandarsi come ci si è finiti, fare a ritroso tutto il percorso che vi ha portato a quella situazione, come si vede in certi film.
ecco, io non mi trovo esattamente in questa situazione; ma non ci manca tanto. premettiamo due cose: io sono strafelice di essere in toscana, a siena, a monteaperti; sono strafelice di fare tre metri e di essere circondata dall'oro del grano maturo, di farne altri tre e di essere in piazza del campo. sono strafelice di prendere la mia bicicletta comprata a 50 euri all'ipercoop e di pedalare per tanto tempo ogi mattina, e di vedere fagiani, caprioli, scoiattoli. io sono molto fortunata: perchè ho una famiglia presente e in salute che mi vuole bene e che asseconda, pur non comprendendole fino in fondo, le mie ottuse e ostinate esigenze di autonomia, che mi portano a rifiutare come un mulo qualsiasi forma di aiuto che non sia puramente psicologico. sono fortunata perchè collaboro con una persona onesta e generosa, che quel "poco" che ha lo divide con me e con il mio collega. mi piacciono abbastanza i lavori che faccio, soprattutto per il modo in cui si affronta la professione. venire in studio quando c'è bisogno di fare qualcosa e per il tempo necessario (comunque praticamente sempre) e non perchè si è pagati per starci; fare tardi per lavorare in mezzo a cinquantenni appassionati come ragazzi al primo esame di progettazione; sapere di godere dell'approvazione e della fiducia di chi ti dà il lavoro. bene.
ma non mi basta, non mi basta più. ultimamente si naviga a vista. stamattina, a seguito dell'ennesima crisi di pianto/di identità, la mia metà mi ha detto: allora si fa così, scrivi quello che ti renderebbe felice e poi, tra un po', quando lo avrai ottenuto, si fa che sei contenta. procedo. non in ordine di priorità ma in rigoroso ordine sparso.
-lavorare lavorare lavorare. tanto. da avere la giornata piena. e anche la notte. da tornare a casa la sera e pensare io esisto perchè ho fatto qualcosa...io esisto e ne ho le prove. e tra esistere o non esistere per qualcuno, per qualcosa ha fatto la differenza. oggi come ieri come domani.
-mettere le mani, lavorare nel centro storico di siena, fondersi con il travertino, i mattoni, il tufo...entrando nelle viscere della città, da dove la città stessa è sorta...e da dove sono nata anche io. perchè se ognuno di noi ha il proprio onfalos, il proprio ombelico del mondo, da cui trae forza, vigore, vita... il mio è piazza del campo. da lì si parte e lì si torna. sempre. scoprire quello che altri prima di me non sono riusciti a scoprire, perchè la città è piena ancora di misteri, come tutte le città.
- mettere le mani, lavorare su alcuni monumenti insigni del globo, essere chiamata da un capo all'altro del mondo; praticamente vivere in aereo, per dare consulenze, dal canada alla terra del fuoco, dalle colonne d'ercole alle hawaii, perchè l'Architetto Eleonora Pini è universalmente riconosciuta come uno dei luminari nel settore
- riuscire a comprarsi una ka color arancio. e magari, tra tanto tanto tanto tempo, un'alfa GT nera e cattivissima. cittini, qucella macchina ha un culo....
-a proposito...svegliarsi una mattina e non vedersi più un culo enorme
-svegliarsi la mattina e ritrovarsi con una quarta abbondante
-avere una casina anche piccola in campagna, con un cane enorme e bavoso
- sapere che i miei genitori stanno bene, sono felici e si godono la vita girando per il mondo; e che la mia sorellina è felice, ha trovato la sua strada ed è soddisfatta finalmente anche lei della propria vita
- andare in islanda, un tour di un mese a ciucciare vita tra ghiaccio e fuoco
- scrivere il libro che ho in mente da uan vita
- avere tante api che fanno tanto miele solo per me
-andare a petra, riempirmi gli occhi, la mente, il cuore di quelle architetture di sabbia, vento e sole.
finito. per ora. torno a fare le fotocopie......
vi abbraccio cittini, scrivetemi che mi fate compagnia...cosa vi renderebbe felici? cosa vi farebbe sentire vivi?
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giochessa
ULTIM'ORA:
Pericolo scampato gente...ora qualcuno di voi mi manderà affanculo, ma sentite cosa aveva escogitato l'architetto per cui collaboro per questo fine settimana. Un suo cliente/amicodaunavita ha una villetta all'elba (isola di), che vuole dividere in due unità. L'amico di cui sopra è un puzzonissimo maledetto spilorcio, che non pagherà nulla. Mai. Garantito. Allora l'ideona qual'era? Andare al mare questo fine settimana, fare rilievino e progettino e in cambio, al posto della vile pecunia? Un soggiorno di due giorni (alloggio escluso vitto) all'elba. Slurp! Mi sono dimenticata di premettere che: uno: io vedo la mia diletta metà solo il fine settimana, dato che stiamo a quattro ore di distanza, e trattandosi di lavoro non poteva venire; due: io adoro il mare, una giornata al mare mi procura lo stesso scomposto godimento del chiudersi la mano nella portiera della macchina.
Meno male gente mi avreste ritrovato il lunedì incazzata come una biscia.
Mi pregio inoltre di novellare il mio più sincero inboccallupo al mio vicino, in odore di abilitazione. Aspettiamo per questa sera il discorso a reti unificate.
Ma buongiorno cittiniiiiii!!!!!!! Oggi il termostato di casamia segnava, alle 06.42 la temperatura di 29.2°C. La giornata più calda del millennio, probabilmente. E l'architettessa dove si reca nel primissimo pomeriggio? Bravi, a finire di liquefarmi in cantiere. E i soci provvederanno a liquefarmi gli zebedei... le cosiddette zone su cui per definizione, appunto, non batte il sole.
Mi allontano per un attimo le sudate carte per continuare sulla falsariga di ieri. Il gioco di oggi, cui siete invitati ad intervenire numerosi siore e siori, si chiama le altre/gli altri me.
In questo preciso istante:
- VIENNA Il soprano Eleonora Pini, una laurea in architettura alle spalle, sta riposando le membra e l'ugola all' Hotel Hilton dopo la prima assoluta del Flauto Magico al Wiener Staatsoper. La sua aria della Regina della Notte Der Holle Rache ha riscosso un successo strepitoso. Dodici minuti di applausi.
- OCEANO ATLANTICO La scrittrice Eleonora Pini, una laurea in architettura alle spalle, sta contemplando dall'oblo del boeing 747 le ultime miglia di oceano. Tra un paio d'ore atterrerà all'aeroporto JFK di New York, dove la attendono per la consegna del Pulitzer per il suo libro, ambientato tra le Crete, la Valdorcia e Siena. Scritto in un periodo di scarso lavoro all'inizio della sua professione di architetto, ha riscosso un successo senza pari, da un capo all'altro del globo.
- QAANAAQ (THULE), GROENLANDIA La geologa Eleonora Pini, una laurea in architettura alle spalle, appassionata di ghiacci e vulcani, sta smontando l'accampamento con i suoi collaboratori. Nelle prossime ore volerà ad Ushuaia, nella Terra del Fuoco, per cercare conferma della teoria su cui sta lavorando da mesi; che se si rivelerà veritiera, potrebbe condurre ad una svolta decisiva nella storia dell'umanità.
- GERUSALEMME L'architetto Eleonora Pini, chiamata dalle massime autorità israeliane a fare chiarezza in merito a una scoperta che potrebbe rivoluzionare il concetto stesso di cristianità, si sta truccando nella sua camera di albergo. Le trema leggermente la mano. Fuori, 45 gradi, la attende l'auto che la porterà nel luogo segretissimo, da dove verrà dato il comunicato al mondo intero.
- BOSTON La neurochirurga Eleonora Pini, una laurea in architettura alle spalle, ha appena concluso il progetto che l'ha vista lavorare per mesi a fianco di ingegneri informatici, psichiatri, neurologi. Il progetto, sul cui nome vige ancora il più stretto riserbo, consiste nella creazione di un potentissimo computer, all'interno del quale sono state caricate le scansioni del cervello di alcuni geni viventi del pianeta, ridotti a files. Un immenso database che permetterà la creazione di quello che fino a pochi mesi fa sembrava la trama di un romanzo di fantascienza: un'intelligenza artificiale che guarderà l'uomo come forma di vita inferiore. (va bene lo ammetto per onestà intellettuale...leggetevi Il progetto Trinity)
- SIENA L'architetto Eleonora Pini, sta smadonnando per compilare una fottutissima relzione paesaggistica, cercando di capire la logica che ha ispirato chi ha predisposto il modulo
Ora sta a voi!!! e daiiiiii!!!!!!! scrivetemi :-) a proposito....grazie Antonella!!!!
ufffffffffffffffffffffff....a domani. se sopravvivo. sciao sciao popiniiiiiiiiiiiiiiiii
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il volo
ma buongiornoooooooooooooooooooooooo!!!!!!! oggi mercoledì, giorno di mercato. l'oroscopo, da alcune settimane, continua a martellarmi che non sono contenta , ma che udite udite, "in ambito lavorativo, puoi risolvere la tua insoddisfazione cercando di cogliere al volo le occasioni".
allora, oggi volevo dirvi due cose, per iniziare. Poi si starà a vedere.
cosa numero 1. ripensavo al post di ieri e al commento di pat. dunque:
- se avessi studiato per diventare soprano, a quest'ora probabilmente sarei una frustrata, costretta a calcare le scene del teatrino di quartiere occupando le mie giornate a dare lezioni di canto.
- se avessi studiato per diventare geologa, sarei nella stessa identica situazione di adesso: sottopagata in qualche studio, clienti numerosi come le particelle di sodio nell'acqua non mi ricordo come, costretta a portare i borsoni quando si va a giro a fare le prove penetrometriche (e non facciamo battute...) o sismiche.
- se avessi studiato medicina per fare la neurochirurga, sarei stata trombata all'esame per la specializzazione in neurochirurgia per spianare la via a qualche trombone figlio del primario x.
Mi sono chiesta molte volte perchè ho fatto questa scelta. Una risposta la troverete nel primo post che ho scritto. Un'altra l'ho capita più lentamente, perchè forse era più intima, più mia. Ma che al tempo stesso viene da lontano. E non è nemmeno un caso che abbia proprio scelto il settore del restauro, pur essendo innamorata dell'architettura a 360 gradi. Tutti noi amiamo le nostre radici, la nostra terra, perchè da qui traiamo la forza, la ragione di essere. Perchè ci rispecchiamo in questo, nel lavoro faticoso che hanno fatto i nostri antenati quando hanno eretto la torre del mangia, o il pantheon, o la cupola del brunelleschi...e andrei avanti vita natural durante...Perchè amiamo i nostri nonni, i nostri genitori che ci hanno fatto capire e amare tutto questo. Perchè ci hanno cresciuto così e siamo così. Perchè esistiamo. E ho capito quando sono tornata ad abitare e a lavorare a siena che se posso appunto esistere, se posso trovare e ritrovare un giorno dopo l'altro la scintilla è perchè voglio fondermi con tutto questo, ci voglio passare attraverso e rotolarmici dentro, come la mattina attraverso l'aria fresca in bicicletta. E se posso sentirmi viva, utile e parte di tutto questo è perchè voglio che tutto questo sopravviva, continui a gridare la propria forza, la propria identità, il proprio splendore; che siano palazzi, piazze, chiese, pievi di campagna, poderi sperduti e rovinati ma non cancellati dalla mano del tempo. In altre parole, sento che posso veramente vivere questa terra lavorando qui...e la mia ragion d'essere è come un atto d'amore nei confronti di tutto questo. Che poi come detto sono le mie radici e in definitiva me stessa. Un flusso d'energia. E il cerchio si chiude...o si chiuderebbe. Capita però che l'energia che senti non riesca ad essere veicolata dove vorresti per una serie di ragioni che sappiamo e che non è questo il momenti di indagare, dato che stiamo volando alti e la terra è dura, soprattutto se ti ci schianti di botto. E pensi all'espatrio...e allora l'energia che proviene da qui, che ciucci ogni giorno quando ti guardi attorno, la vorresti veicolare altrove. Ma sempre da qui proviene, e sempre a questi luoghi sei riconoscente.
Non so se sono riuscita a trasmettervi tutto quello che sento dentro.
E per concludere...
Non sono che l'anima di un pesce
con le ali
volato via dal mare
per annusare le stelle
difficile non è nuotare contro la corrente
ma salire nel cielo
e non trovarci niente.
Dal mio piccolo aereo
di stelle io ne vedo
seguo i loro segnali
e mostro le mie insegne
la voglio fare tutta questa strada
fino al punto esatto
in cui si spegne
la voglio fare tutta questa strada
fino al punto esatto
in cui si spegne.
I. Fossati - Lindbergh
Ciao bellini a domani!!!!!
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AIUTOOOO
chiedo scusa ai miei fedeli lettori che si saranno dilettati a ora di pranzo con la lettura del mio blog...e avranno apprezzato il rincoglionimento ormai in stadio terminale, che mi ha condotto a scrivere il blog convinta che fosse venerdì...per i pochi che hanno avuto la fortuna di cogliere l'attimo, questo sarà il nostro piccolo segreto...per tutti gli altri, il blog lo riposto domani...
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...e ferie siano?
Ma ciaociaociao popiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! VENERDI'!!!!!!!! Per alcuni di noi, i fortunelli fortunelli proprio che andranno in vacanza da lunedì, c'è aria di festa da ultimo giorno di scuola...bottiglie di coca ammoscate negli invicta, vassoi di pizzette e ciaccini lasciati e fatti nascondere ai bidelli per poi essere prelevati all'uopo, gavettoni gusto fanta, scritte sulla lavagna che farebbero arrossire uno scaricatore di porto, professori che fingono di incazzarsi ma che costretti si ingozzano di bignè come tacchini. Ah...bei tempi.
Questa mezza estate, questa galoppata verso il solleone mi ha regalato uno vigoroso mal di schiena, imputabile alle bocchette del condizionatore che, ondeggiando soavemente, sparano sempre e comunque senza spirto di pietade alcuno sulle mie terga. E non mi posso spostare dai miei 1.80 mq perchè qui è tutto un giuoco di incastri. E io qui, sotto alla tramontana preconfezionata, ho da stare. Al mio collega ha invece regalato una novella reiterazione ossessiva alla bestemmia fiorita e ispirata. Ma mi ha anche omaggiato di un robusto rincoglionimento, che ha prodotto risultati del seguente tenore: nell'ultima settimana tento di aprire la porta dello studio con le chiavi di casa (e non credo sia solo il caldo e non credo sia il caso di scomodare freud e tutto il cucuzzaro suo), ho messo il telecomando della televisione in frigo e stavo andando in studio con il sacco della spazzatura depositato sul sedile anteriore del passeggero. Alchè mi sono ricordata l'antico adagio meglio soli che male accompagnati...a proposito di ferie e studio: le ultime voci, ingenuamente ottimistiche, di inizio luglio sostenevano che dal 28 (domani) potevamo considerarci in vacanza. Avevamo pertanto iniziato una lenta e inesorabile opera di sbracatura, che ci avrebbe condotto al 29 mattina alla deboscia globale. E invece stanno spuntando appuntamenti per martedì, incontri per mercoledì eccetera. Mah...sopravviveremo.
Questo era solo un salutino per sapere come state...e bè certo anche un bieco pretesto per interrompere il rimontaggio di un rilievo fatto ieri nel pomeriggio, in preda ad allucinazioni, accenni di svenimento, miraggi e visioni mistiche.E vi prego vi prego vi prego, datemi il colpo di grazia...dove andate in vacanza??
uuuuussssssshhhhhhhhhhh...torno a lavoro. Baci scomposti.
A lunedì bellini, sciaooooooooooooo!!!!!!
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ferie? non pervenute
ma sciao sciao sciaooooooooooooooooooooo!!!!!!! in quanti siamo rimasti sulle sudate carte? una decina? sì, era una battuta...la deboscia tanto sospirata è ancora di là da venire, a quanto pare. appuntamento anche domani pomeriggio per un rilievino al volo...anzi, peggio, un controllino di un rilievino. l'aria condizionata continua a perturbarmi, ma abbiamo raggiunto un armistizio con collega e "capo". dopo lunghe trattative ci siamo accordati su un onesto 24 gradi. nel frattempo attendiamo le ferie dedicandoci ad attività ludico-ricreative, quali la misurazione del giro vita dei componenti di tutto lo studio associato. con risultati clamorosi e per certi versi inaspettati, ma che proclamano impietosi la sconfitta a tavolino della prova costume.
ma veniamo a noi. cosa farà l'architettessa nelle cosiddette ferie? assodata oramai l'imbarazzante scarsità di pecunia, ecco i buoni propositi per le due settimane a venire, dato che le ferie succitate le trascorrerò a casina. liberamente ispirati agli appunti sulla mia agenda:
- rispolverare in modo significativo l'uso di Archicad
- preparare curriculum vitae in inglese (eh oh, un si sa mai)
- aggiornare il curriculum da seminare per gli studi di siena e provincia
- preparare il mio sito web (no non ci sono foto senza veli)
- riprendere a scrivere il mio romanzo
- lavare un giorno si e l'altro pure la panda (l'ho fatto per la prima volta sabato e vi assicuro che dà dipendenza...quel pistolone in mano che spara a una pressione di 10000 atmosfere...e giuro che non è invidia del pene)
ma per i fortunelli fortunelli proprio come me che passeranno le vacanze tra le mura domestiche, eccovi un piccolo manuale di sopravvivenza. dieci buoni motivi per essere felici (o meglio per non cadere in depressione) rimanendo a casa.
1) le città si svuotano, troverete comodamente posto per la vostra autovettura senza l'accompagno di coloriti santioni
2) potrete rivedere i vostri vecchi amici sfigati che sono rimasti a casa come voi
3) potrete andare a giro per le migliaia di paesini sperduti disseminati per ogni dove nel belpaese
4) chi ha la fortuna di avere un 35 come la sottoscritta, potrà trovare a prezzi accessibili, stagione 1984/1985, rimasugli di saldi nei negozi di scarpe
5) per chi si fosse perso puntate o intere stagioni di il commissario rex, sei forte maestro, amico mio, un medico in famiglia, l'avvocato porta, questa è l'occasione per colmare la lacuna; nei lunghi pomeriggi di canicola, le emittenti radiotelevisive propinano a chi sopravvive la crema delle stagioni televisive dal 1970 al 2000
6) potrete finalmente godervi l'inossidabile signora fletcher...e non sto scherzando, non mi toccate la lady di ferro portatrice sana di sfiga
7) potrete raccontare ai vostri nipoti e pronipoti di aver trascorso in città l'estate più calda dal decesso di cristo
8) potrete catafottervi delle file sulla salerno-reggio calabria o altrove
9) potrete godervi anche live le gare di liscio all'aperto e lanciarvi, partecipandovi in prima persona dopo una dozzina di mojitos...le più sane figure di merda che la sottoscritta ha fatto sono legate a opportunità del genere
10) potrete leggere il blog della sottoscritta (e scusate se è poco...)
ovvìa bellini vi saluto. scrivetemi che mi fate compagnia e scaldate questo povero pulcino arruffato dalla tramontana confezionata. baci sparsi :-)
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Cittini! Sono Eleonora, laureata nel 2004. Toscana fiera fino al midollo, ho rimbalzato tra Firenze e Siena per tre anni, per poi cedere a una vocina che da troppo tempo mi chiamava lontano. E ora, abbandonata la città dove il rosso del mattone si sposa col bianco del travertino, da sotto la diletta Torre del Mangia mi sono spostata sotto al Big Ben. Una senese a Londra... o Londra alle prese con una senese?
Sotto le torri - una senese a Londra
linkario:
- I have a blog...siore e siore, Silvia M.
...la mia quasi vicina di casa kilburnese - Il mio personalissimo paese dei balocchi...organico
l'ultima delle mie fissazioni - con l'obbiettivo in spalla...
...tra toscana, londra, lombardia, vienna, campania, cina... - i Reali Parchi londinesi
....una goduria - ArchitettureInViaggio
In viaggio con lo Yemenita - il viaggio della mia vita
...che è ancora un sogno nel cassetto - Una delle mie fisse: le "passeggiate"
Gnamo gnamo si va a fare du' passi
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