i post di Eleonora di novembre 2007
lo svarione è servito
ma buongiorno!!!!!! vi ricordate di me, si? allora vi sarei grata se mi ricordaste almeno come mi chiamo, dato che sul momento non riesco a ricordarmi manco dove ho la carta di identità. piccolo preambolo idiota per dire che la lenta e inesorabile marcia verso l'ingrullimento si è innescata e prevedo che l'intero processo di rincoglionimento si perfezionerà a breve. innanzitutto, le cose serie: circa la metà dei miei diletti lettori saprà, dalla mia viva voce o dalla casella email, che ho accettato l'offertona del terzo studio...quello bello, con lavori di restauro importanti (almeno sulla carta, poi un si sa mai, può anche essere che i soci escano dalla porta e rientrino dalla finestra). naturalmente la decisione è stata del tutto tranquilla, serena e senza ripensamenti: dopo tre ore e quarantacinque minuti è arrivata nella mia casella email un'offerta, sulla carta ancora meglio, dall'ultimo studio. e io, con un self control in perfetto stile anglosassone, ho scritto alla mia diletta vicina di blog, una mail disperata in cui imploravo delucidazioni in merito a come fare per annullare l'accettazione dall'altra parte e accettare di qua, o ancora peggio, come fare a dire di no di qua. nell'attesa che mamma rosy mi rispondesse sono stata colta da palletico, ho guardato la casella di posta dal cellulare (dato che stavo andando a milano) un paio di dozzine di volte, ho fatto pipì tre volte, mi sono tolta e rimessa il golf sette otto volte...il tutto in un'ora scarsa. ma ripeto, tutto con nervi saldi e invidiabile sangue freddo. e cosa ha risposto mamma rosy? hai fatto bene così, non ti fare imbambolare da uno stipendio più alto perchè lì ti faresti solo due palle come due cocomeri. bè non si è espressa esattamente così voglio dire, ma ci siamo capiti. morale della favola: l'architettessa dal 3 dicembre lavorerà nella zona di kentish town, a nord di londra, zona due, metropolitana northern line. dato che il messaggio subliminale rischia di essere troppo subliminale, mi rivolgo all'universo mondo per sapere se qualcuno conosce qualcuno che ha una camera doppia/monoloculo da affittare all'architettessa con la cappellessa, che si spera per quella data si ricordi delle proprie generalità o quanto meno abbia ritrovato il proprio documento di identità. che fa anche rima.oh, e fin qui ci siamo. andiamo adesso ad analizzare le contingenze che perturbano l'animo dell'architettessa.
anzitutto il lavoro: il conto alla rovescia è iniziato, il mio prezioso contributo allo studio dove lavoro adesso si concluderà il 23 novembre. esattamente, tra 16 giorni. che lavorativi diventano...un mi ci fate pensà. e siccome tanto la mia fulgida coscienza quanto il mio ragnateloso portafoglio lo implorano, lo scopo delle prossime due settimane e mezzo sarà concludere i lavori. fermo restando che i soci continuano a sbucare per ogni dove, chi per scegliere le mattonelle, chi per contabilizzare gli scaldasalivette, chi per sfogarsi, chi per deliziarti con le proprie pensate (uno di loro se ne è uscito che gli avevano regalato delle porte a scrigno, per cui giustamente voleva che gli venissero detratte quelle da capitolato che aveva già pagato...voglio dire, capita no, che ti regalino una dozzina di porte); dicevo i lavori che rimangono sono: abusivista, signora che non vuole cambiare niente, coppia di sessantenni con i soldi che escono dagli orecchi che rappresentano un combinato disposto dei due casi precedenti. con la differenza che il cantiere è in una zona in culo ai lupi, tra siena e grosseto. l'abusivista preme perchè vuole la variante (resta solo da capire quale delle 57 che ho predisposto); la sciura vuole che riorganizziamo non solo casa sua ma anche quelle accanto che non si sa mai che un domani le prenda lei (giuro); la coppia di sessantenni dopo aver scavato un po' dove e quanto gli pareva, così a sentimento, inspessito i solai così in modalità random, tappato finestre e demolito solai, vuole che presentiamo in comune la pratica, comprensiva ovviamente anche dello stato attuale...e quindi sono un paio di giorni che sto andando in creazione libera...pensavo di aver finito con l'università di fare rilievi creativi.
ma non finisce qui. in tutto questo dovrei trovare il tempo di prenotare l'ostello a londra (partenza prevista, sola andata! il 27 novembre), iniziare ad adocchiare qualche camera, fare un attimo mente locale su cosa fare della mia diletta partita iva (dato che commercialista, agenzia delle entrate, datore di lavoro dicono tre cose diverse...e immaginate un po' chi tira l'acqua al proprio mulino...)e della mia amata iscrizione a inarcassa, raccogliere le idee su cosa portare e iniziare a pianificare i festini d'addio...ma soprattutto da inizio settimana mi sto dedicando all'attività preferita del giovane architetto implume: il 50% delle mie energie è devoluto al nobile esercizio del tentare di riscuotere...con risultati così incoraggianti da farmi sentire l'eroina di un romanzo...una a caso rossella o'hara: ci penserò domani, dopotutto domani è un altro giorno.
che altro? e qui entrano in scena i miei. con la premessa che in questo frangente la mia dolce metà, nonchè ingegnere delle telecomunicazioni, è dall'altra parte della terra, esattamente a guangzou (china), è evidente che è il momento giusto per acquistare un pc in famiglia e chiedere delucidazioni a lui in merito. finora aveva funzionato bene: il babbo dice a mia sorella di dire a me di chiedere ad a. (la metà diletta) di cosa hanno bisogno, a. e io guardiamo, riferiamo alla sorella che riferisce al babbo che accompagnato dalla sorella si reca al rivenditore di fiducia. e qui il meccanismo si inceppa e si innesca il loop: hanno solo marche sconosciute, assemblate da loro, modelli assolutamente non contemplati da a. il panico. il babbo dice alla sorella che dice a me di chiedere ad a., che è solo a sette ore di fuso orario e che ha notoriamente la palla di vetro, se il pc di marca sconosciuta (ma con assistenza) è meglio di quello di marca nota ma senza assistenza. nelle prossime ore l'indovino dovrebbe esprimersi. e meno male che non vivo più coi miei: mia sorella mi ha riferito che le avevano dato l'incombenza di prenotare in un ristorante (oggi è il compleanno di mamma) dove la mamma era stata ma non si ricordava nè il nome nè l'indirizzo.
e in tutto questo io vorrei godermi gli ultimi giorni fra le mie colline, le mattine profumate di legna che brucia e marezzate dalla brina argentata, queste sere di un freddo familiare e vagamente rassicurante, che sa di natale, di un passato ovattato, di casa, di rifugio. quest'anno mi perderò siena sotto natale, le luci in banchi di sopra, piazza del campo ghiacciata, le bancarelle che vendono il miele in piazza della posta...i passi che nel silenzio dell'inverno rimbombano sulle strade strette lastricate, tra i palazzi alti di mattoni, che in tanti secoli hanno visto stranieri arrivare e ripartire...e senesi partire e a volte ritornare.
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la luna nera...
Bene, arrivo al punto senza preamboli. Stamattina non si parla dell'UK. Stamattina sono incazzata. Con l'Italia. Per una serie di ragioni che accumulatesi nel corso degli ultimi giorni hanno tracimato in questa splendida giornata accarezzata dalla brina.Si dà il caso che alcuni giorni fa mi sia arrivato per posta il giornaletto di Inarcassa. Dopo aver fatto le fusa ed essermi compiaciuta di fronte a quel bel "Dott. Arch." posto davanti al mio nome, ho scaraventato il giornaletto sul divano, in compagnia di vestiti, scatole, fogli eccetera. Ieri mattina, presa da una uterina necessità di ordine, apro sto giornaletto. Io spero di non aver capito, e vi sarei grata se mi riportaste sulla retta via, contribuendo ad alleviare la gastrite che è conseguita alla lettura. Parlo delle statistiche di Inarcassa. Parlo del fatto che in una di queste belle tabelline patinate e gradevoli all'occhio viene fuori un ritratto, molto meno gradevole, della condizione diciamo contributiva. E fin qui niente di nuovo. Mi sono anche resa conto con un certo sollievo che il mio fatturato annuo è perfettamente in linea con gli altri colleghi bambocc...scusate, architetti e ingegneri coetanei. Quello che mi ha mandato in bestia è la tabellina della pagina a fianco, che riguarda il fatturato annuo medio di architetti e architettesse (e ingegneri e ingegneresse). Dal 2000 al 2005, le architettesse fatturavano la metà esatta dei loro colleghi maschi. La metà esatta, lo ripeto per chi avesse avuto un leggero capogiro. E anche le ingegneresse. Io lo ripeto, vi sarei grata se qualcuno mi dicesse "Eleonora, guarda che non ci hai capito una mazza". Stiamo parlando dell'ultimo lustro, dei primi 5 anni del ventunesimo secolo. E' universalmente noto che effettivamente le donne capiscono meno, che senz'altro preferiscono stare a casa a stirare camicie, a passare la vaporella sui pavimenti e pulire il culo ai figli. Deve essere questo il motivo per cui nel commento alle tabelline non se ne fa parola assolutamente...perchè capite, è un dato perfettamente assodato. E' perfettamente normale. Del resto le architettesse sono quei puttanoni che vanno in cantiere con i tacchi a spillo; sono quelle che piantano le scene isteriche se le piastrelle per la cucina che hanno progettato sono disponibili solo con il disegnino delle pere e non con i melograni; e se hanno l'ardire di arrampicarsi su un ponteggio hanno senz'altro troppi ormoni maschili e assai probabilmente sono lesbicone. Lo so che non dico niente di nuovo, lo so bene...ho la fortuna di avere una madre che ha sempre lottato con le unghie e con i denti per affermarsi non solo come mamma e moglie, e che mi ha trasmesso il senso dell'indipendenza, dell'autonomia, il diritto di esigere rispetto come persona e come professionista prima di tutto. Per quale motivo se telefona qualcuno allo studio e rispondo io, dall'altro capo del filo si pensa che io sia la segretaria dell'architetto? E per quale motivo se risponde il mio collega perito, pensano di parlare con il collega dell'architetto? E per ora mi fermo qui.
Altra questione. Stamattina sono andata ad informarmi per la chiusura della partita iva. E di striscio ho toccato anche gli studi di settore. La premessa è che, non avendo mai avuto nulla da nascondere, ho dichiarato la verità, senza lacchezzi, giochini vari eccetera. Non congrua per una cifra spaventosa, ma era prevedibile. Questa mattina l'impiegato con cui ho parlato mi ha fatto riflettere su una cosa. Al di là del fatto che rideva in faccia, e che ha avuto il coraggio di dirmi "siamo sulla stessa barca" (lui e il suo cappottino di armani di questocazzo)....mi ha aperto gli occhi: se io giovani architetti implumi sono massacrati, dilaniati dagli studi di settore...è colpa al solito dei vecchi tromboni, che negli anni precedenti hanno evaso l'evadibile e l'inevadibile. E a pagare il prezzo, come al solito, indovinate chi è. E immaginate con quali balzi di gioia scomposta accoglierei la notizia di dover pagare (anzi....come diceva il tipo, veder "recuperate"...) le mie tasse "virtualmente evase" per colpa dei tromboni di cui sopra, che per quella data si staranno godendo la pensione che generosamente contribuiamo ad elargire loro. E che chissà se noi avremo.
Ecco il paese che lascio...Non sono malata di esterofilia. Sono malata di disgusto.
E per oggi è tutto. Nei prossimi giorni parleremo di Londra, del cambio del nome del blog e delle novità.
ps. grazie a rosy e fili per la bellissima serata che mi ha fatto riscoprire la serenità e il calore di una cena tra amici; che mi ha riconciliato per qualche ora con la mia terra, e pure con preti!
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...MENO TRE!!!!!
UUUUUUHHHHH GENTE ALLORA CI SIAMO QUASI ( o come si dice dalle mie parti, GUASI)!!!!!
qui allo studio mi sto ciondolando a destra e a manca, distribuendo
baci e abbracci a più riprese a tutti i colleghi. e naturalmente
il solito copione: "ma casa l'hai già trovata? ma lavoro l'hai già trovato?ma lo sai che londra è carissima?poi ti vengo a trovare eh".
breve excursus dei lavori: l'abusivista ha proceduto ai tornei eliminatori
delle varianti da me proposte (sugli abusi da lui fatti) una settantina
grosso modo; in settimana prossima dovrebbe procedere alle semifinali e alle finali, per decretare la variante ufficiale. il lavoro per la sciura che non vuole cambiare niente è proliferato e si è espanso quatto quatto a macchia d'olio anche agli appartamenti vicini,
che chissà mai un giorno potrebbe prendere lei. per ingraziarcela ho
fatto un lavoro di fino, con una pianificazione delle varie fasi, da
stratega consumata. martedì e mercoledì ho rivisto per l'ultima volta
(incrociando le dita) i soci, che dio li
abbia in gloria, che venivano a contabilizzare (che tradotto significa
lamentarsi, scartavetrare gli zebedei, piagnucolare, recriminare) i
sanitari, rivestimenti e pavimenti. il titolare dell'impresa a fine
serata era il ritratto dello sconforto, e noi gli facevamo da
degno contorno. alcuni di loro (i più "rognosi" come dice il mio capo
che è una persona educata) si presenteranno sul piede di guerra
lunedì...bè purtroppo non ci sarò!
...e ora? a breve termine aspetto l'ora di andare via e di aver
salutato tutti per benino, previo festino. fine settimana all'insegna
dell'ammmmore, coccolata dall'ingegnere di ritorno dalla cina. lunedì a
firenze dai miei. e martedì volo sola andata per stansted. la mia sorellina amorosa e il suo ragazzo si sono offerti di farmi da sherp...ehm
di accompagnarmi a londra fino a sabato. gli ho preannunciato giornate
strazianti a giro per londra a prendere visione di flats e studios e
non si sono scomposti; hanno però barattato la loro disponibilità con
un tour a vedere "i cessi di harrod's", proposta che ho accettato di
buon grado.
...e ora? e ora sento dentro di me uno stridio di
sensazioni...mi rendo conto di quanto ci voglia "poco" per cambiare
radicalmente la propria vita...a volte mi sento come pierino che l'ha
fatta grossa! la cosa che più mi lascia perplessa è la sensazione di partire come per una vacanza...che
se da una parte forse non è lo spirito giusto, dall'altra mi sarà
senz'altro d'aiuto per partire più a cuor leggero. a proposito di cuor
leggero: ieri, davanti a una signora popputissima, stitica e con i
capelli gonfiati, ho fatto il grande passo, ho chiuso la mia tenera,
piccola partita iva, croce e delizia dei mie ultimi tre anni. e
devo ammettere che nonostante tutte le lamentele che mi sono onorata di
vomitare nelle vostre vite, ero orgogliosa di essere una libera
professionista...più di nome che di fatto (anzi più di fisco che di fatto), almeno per adesso.
queste mattine ho deciso di riprendere la bicicletta per andare a
salutare i dintorni di casa...i posti dove pedalavo di agosto
riempiendomi la bocca e il marsupio (a scanso di equivoci si tengo a
precisare ce non sono un canguro) di more fresche di rugiada. i campi
non sono più gialli, ma grigi screziati di marrone...la terra che
riposa, di una bellezza che toglie il fiato.
pensavo in questi giorni, pedalando su e giù per le colline, a quanto sia particolare, diciamo così, il rapporto con questa terra, dove sono nata, da cui ho tratto, come l'albero della foto, la mia linfa; ciò che ha attraversato il mio corpo in tutti questi anni, mi ha forgiato e mi ha fatto diventare la persona che sono. i bellissimi poderi, le coloniche arroccate sui poggi, i fienili diroccati...li posso quasi toccare con mano, appartengono al mio patrimonio culturale, alla mia memoria da quando ho memoria...le case dei nostri nonni, dei nostri avi, ma che adesso se non hai amplissime disponibilità economiche ti mettono un un angolo... guardare, sbavare ma non toccare. sei dall'altra parte...dalla parte delle case "popolari"...dalla parte dei soci.
mi accompagna la certezza che questi luoghi dai colori incredibilmente mutevoli come le stagioni, mi riaccoglieranno...è solo un arrivederci, ma voluto, voluto fortemente, per cui ho combattuto con me stessa, con le mie paure, con chi mi voleva smontare a tutti i costi. riuscendo solo arendermi ancora più convinta e consapevole della scelta che ho fatto.
adesso parliamo del nome del blog. in continuità con il nome del blog attuale pensavo di chiamarlo "Una senese a Londra - Sotto le Torri". e questo potrebbe essere il nuovo logo.
bene cittini, asciugatevi le lacrimucce che per adesso è tutto. ci risentiamo presto. vi abbraccio fortissimo tutti.
sciaoooooooo!!!!!!!!!!!
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ci sono!
ESISTO ANCORA!!!! e forse ho quadi trovato casa! seguirà a breve dettagliato resoconto di questa due giorni da leoni...
grazie della gentile attesa allora e rimante cortesemente in linea...
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Cittini! Sono Eleonora, laureata nel 2004. Toscana fiera fino al midollo, ho rimbalzato tra Firenze e Siena per tre anni, per poi cedere a una vocina che da troppo tempo mi chiamava lontano. E ora, abbandonata la città dove il rosso del mattone si sposa col bianco del travertino, da sotto la diletta Torre del Mangia mi sono spostata sotto al Big Ben. Una senese a Londra... o Londra alle prese con una senese?
Sotto le torri - una senese a Londra
linkario:
- I have a blog...siore e siore, Silvia M.
...la mia quasi vicina di casa kilburnese - Il mio personalissimo paese dei balocchi...organico
l'ultima delle mie fissazioni - con l'obbiettivo in spalla...
...tra toscana, londra, lombardia, vienna, campania, cina... - i Reali Parchi londinesi
....una goduria - ArchitettureInViaggio
In viaggio con lo Yemenita - il viaggio della mia vita
...che è ancora un sogno nel cassetto - Una delle mie fisse: le "passeggiate"
Gnamo gnamo si va a fare du' passi
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