i post di Eleonora di dicembre 2007
aggiornamento
ciao cittini belli! finalmento posso scrivere un paio di righe e riposare gli arti inferiori seduta in un internet cafe' gestito da un pakistano.Negli ultimi sono stata letteralmente travolta dal mercato immobiliare londinese, in particolare per quanto attiene agli affitti...diciamo che nello scorso post ero stata un po' troppo ottimista - ma del resto al momento avevo ragione di esserlo: peccato che il giorno successivo (quando ero andata a confermare l'appartamento) l'amabile marc mi ha comunicato candidamente che il prezzo era piu' alto di 20 sterline a settimana e che si era scordato di dire che non comprendeva la concil tax, che ammonta a circa 60 sterline. Tutta colpa del proprietario ovviamente, che aveva alzato il prezzo proprio il giorno prima, e lui povero non lo sapeva. Be' da allora e' stato un patimento continuo, un infinito giro delle sette chiese a vedere case o in culo al mondo, o sudicie, o troppo care, o con landlords inquietanti/laconici/indecisi/maniaci della pulizia (una sciura ha preteso che mi togliessi gli stivali appena varcata la soglia di ingresso...a suo rischio e pericolo, ovviamente). anyway...mi si dice che sono le forche caudine da cui e' necessario passare, quindi cerchiamo di prenderla per il verso giusto. uno degli alloggi che dovevo vedere (un bedsit in questo caso: ovvero stanza con letto, cucina in camera, doccia anche ma con shared toilet...una via di mezzo tra uno studio, cioe' un monolocale e una room) era in Baker Street, vicinissimo a Regent's Park! e chi come me e' stato cresciuto con i romanzi di conan doyle potra' capire l'emozione...non so come sia dentro (e la nota dolente difatti e' sempre questa), ma l'idea di abitare vicino a sherlock holmes e watson mi ha fatto quasi sentire a casa, come idea intendo, un filo che mi collega a casa, a me, alle mie cose...mi sono rivista ragazzina a leggere Uno studio in rosso, Il segno dei Quattro, La valle della paura...sembra passata una vita da allora. E' passata una vita da allora. Tra l'altro sono i pochi libri che mi sono portata dietro, questi di Conan Doyle, assieme al mio antidepressivo per eccellenza: Il pendolo di Foucault. Comunque, questo bedsit lo fanno vedere solo a ora di pranzo, quindi temo che avro' delle serie difficolta' a vederlo, purtroppo...per ora mi sono acccontentata di vederlo da fuori.
ma cosa ha fatto l'architettessa in quesi giorni? dopo essere arrivata con 5 ore di ritardo all'aeroporto di stansted, ha preso possesso della cuccia in ostello (bed n. 13, speriamo porti bene, in condivisione con altre 15 persone...no non il letto ma la camera...pensavate a un orgione galattico eh?). cena con sorella e ragazzo della sorella e collasso sul letto. all'istante. i giorni successivi come detto alla ricerca dell'appartamento, salvo in alcuni momenti topici (i pasti generalmente) in cui il mio percorso si incrociava con quello della mia sorellina e del suo ragazzo, che mi hanno accompagnato e sono ripartiti ieri notte
.
ieri sera cena con i dirimpettai di blog e gli altri ragazzi che scrivono sul blog...ci sono arrivata strisciando sui gomiti, in condizioni poco dignitose per un'architettessa (pantaloni bagnati fino al ginocchio, capelli moscissimi, rimmel colato....insomma, generalmente non sono cosi' repellente eh!), ma e' stata una serata carina.
la mattina di oggi e' iniziata con un tentativo di rimorchio da parte di un 21enne, a colazione, un ragazzetto rumeno implume ma che tra una ventina d'anni non dovrebbe essere male...mi ha detto che mi ha approcciato perche' sembravo sua cotanea, che dio l'abbia in gloria.
domani trasloco in un altro ostello, piu' vicino allo studio e spero meno caotico....perche' cittini, l'architettessa inizia a lavorare lunedi'!!! certe volte tendo quasi a dimenticarmelo, presa come sono da ste case.
comunque...domani si raccolgono le idee e le forze e lunedi' si comincia...mentre nella serata e' previsto il sopralluogo in un altro studio, che tutto sommato non promette malaccio; e poi forse martedi' un altro. mi spaventa pernsare che se non ho concluso nulla in questi tre giorni in cui non lavoravo, cosa potro' combinare lavorando fino alle sei? comunque, mi consola sapere che questa croce l'hanno portata tutti e tutti sono sopravvissuti.
vi saluto per adesso cittini, spero che abbiate gradito il nuovo logo e il nuovo nome, anche se credo che nei prossimi giorni lo perfezionero'.
vi saluto e mi riimmergo nella ricerca. un caldo abbraccio a tutti!!!!
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alive!
ma buonasera cittini! STILL ALIVE!!! ebbene sì, son sopravvissuta alla grande alla mia prima giornata di lavoro :-)
ma andiamo con ordine, cominciando dalla giornata di ieri, che è iniziata malissimo: il trasloco dal vecchio hostel (dove, lo ricordiamo, condividevo la camera con altre 15 persone, le loro valigie scarpe calzini pacchetti di patatine spille per capelli asciugamani bottiglie di vodka amabilmente distribuiti sul pavimento in ordine sparso) dicevo il trasolco dall'hostel, che di per sè costituiva comunque un evento gioioso, è avvenuto sotto la pioggia scrosciante...l'architettessa si è trovata la domenica mattina, per fortuna con la tube deserta, con zaino borsa e due valigie e in bocca la mappa per raggiungere l'ostello a girellare per le amene viuzze di belsize park...deserta sotto la pioggia e con il peso delle valigie equivalente al mio peso....insomma via, mi sono fatta il primo piantino per la strada, tanto non c'era nessuno, e considerando che le notti precedenti avevo dormito forse 5 ore e avevo girato per londra tutto il giorno...insomma ci stava tutto il piantino liberatorio che mi sono concessa; quando sono molto stanca sono, come diceva la mi' nonna, come il "pentolin delle lasagne-qundo ride e quando piange". comunque il traslco di ostello è stato un balsamo per il mio umore. cosicchè dopo essere collassata un'oretta sul letto sono uscita per andare non mi ricordo bene dove...in effetti una delle cose più sorprentendenti è questa, che mi sembra di aver vissuto una sola lughissima giornata da quando il 27 sono arivata: faccio fatica a distinguere i giorni, cosa ho fatto, dove sono stata, cosa ho visto...e la notte dormendo così poco, effettivamente è come se quasi non fossi mai andata a letto. una stanchezza da paura, oggi ho sbadigliato come un ciuco tutto il giorno.
la giornata è iniziata non proprio bene, e la notte non è stata delle migliori: come i più vispi di voi avranno capito, sono una che si preoccupa poco e che non si fa alcun tipo di sega mentale. bene, stanotte il pensiero fisso che mi ha tormentato è stato questo: dato che il mio cellulare (nonchè sveglia, agenda, orologio eccetera) non riusciva a connettersi alla rete, avrà funzionato la sveglia la mattina? praticamente mi sono svegliata ogni 45-60 minuti per essere sicura che mi sarei svegliata in tempo. alle sei e mezzo, vispa come un bradipo mongoloide, mi alzo dal letto e raggiungo la prima doccia che trovo al piano, mi denudo completamente (con e difficoltà logistiche che comporta ogni singola azione, anche la più idiota, in un ostello) e nuda come un verme apprendo che la doccia non funziona; mi rivesto e mi accampo in quella adiacente. tempo totale: 20 minuti. per la colazione ho dovuto aspettare 25 minuti che lavassero le tazze per poi riempirla con un beverone marrone, che da queste parti chiamano caffè. la giornata però è bellissima, c'è il sole il cielo azzurro.
mi incammino a piedi vero il lavoro, dove mi accolgono tutti festosi e sorridenti, soprattutto il socio anziano (con il gozzo più grosso, turgido e rosso che abbia mai visto in tutta la mia vita), che mi dice che è un vero piacere rivedermi....e visto il tono cordiale quasi quasi ci credo. vengo rapidamente veicolata verso quello che d'ora in poi sarà il mio pc,
mi viene comunicata la mia password (che ho dimenticato all'istante) e tempo due minuti mi ritrovo in mano un'altra tazza contenente la stessa sostanza marroncina che mi avevano propinato all'ostello. si inizia con dei disegni, dei dettagli costruttivi di alcune finestre con montanti di finta pietra, da correggere, aggiornare e stampare. mi sono sentita utile perchè, conclusi entro la mattinata, nel pomeriggio sono stati subito spediti via posta a non so chi...e mi hanno detto "grazie perchè dovevano essere fatti la settimana scorsa". il pomeriggio prosegue con il disegno di alcune piante di una extension di una chiesa; ho visto che il progetto di extensions va molto da queste parti, praticamente si prende una chiesa, o un complesso parrocchiale diciamo, e lo si estende appunto, per ospitare nuovi servizi quali bagni, cucine, refettori, spazi vari per il pubblico o gli utenti. operando in contesti storici e/o monumentali la "sfida" spesso consiste nel creare qualcosa che sia moderno ma al tempo stesso ben integrato con l'edificio preesistente. ad ogni modo, per adesso quello che ho fatto è stato il disegno di queste piante, magari in un futuro spero di essere coinvolta anche nella progettazione. infine, il gozzao meravigliao mi ha detto che aveva un altro lavoretto da farmi fare, per cui se entro la settimana volevo passare da lui ne suo ufficio se ne parla. alle cinque e mezzo sono venuti lì a dirmi "ma che fai ancora qui? orsù vai a casina!!". e hanno proprio toccato il tasto dolente....la casa...domani ne dovrei vedere un'altra dalle parti di Swiss Cottage (zona Nord Ovest, abbatanza vicina a dove lavoro) e forse mercoledì un'altra ancora dalle parti di Kilburn (sempre a nord ma leggermente più ad Ovest). ho chiesto in ufficio se potevo andare via un pochino prima per vedere quella di mercoledì e sono stati carinissimi, mi hanno detto, che dio li strabenedica, prenditi tutto il tempo che vuoi "dobbiamo assolutamente tirarti fuori dall'ostello". vero. sono stufa di andare in bagno con le chiavi della camera.
bene bellini, per oggi è tutto. crollo a letto come porco morto cade.
see you tomorrow, sciaoooooo anzi cheeeers, cittini!!!!!!!!!!!!!!!!
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ESISTOOOOO!!!
...piccola ma adatta a me. ebbene si, dopo tanto peregrinare Ulisse ha trovato al sua Itaca, una piccola Itaca nuova di pacca, con lavatrice, forno a microonde, miscelatore nel lavandino, wooden floor...e chi ha avuto a che fare anche solo per dieci minuti con l'ubiqua moquette inglese marrone sa di cosa parlo. e soprattutto, signore e signori, con un bagno tutto mio! si perchè da queste parti è molto in voga l'amena condivisione del bagno con illustri sconosciuti, che dimorano al tuo stesso piano (quando va bene...ho visto uno studio che aveva il bagno al primo piano). anyway, il problema della casa è sistemato. la zona non è ovviamente una delle più fighe di londra, ma a un certo punto mi sono detta che tutto sommato potevo accontentarmi. se non altro è sicura, almeno quanto lo è casa dei miei a firenze, dove ho vissuto 26 anni. sostanzialmente è una zona residenziale, molto ben servita dai mezzi e piena di negozini microscopici ed economici. nel giro di mezzo chilometro ho contato ben tre "poundland" che altro non sono che l'equivalente anglosassone di "tutto a un euro", con la dovuta conversione. e un numero impressionante di ristoranti etnici, dal cinese all'indiano al polacco. e per me, che camminare è come respirare, è anche fattibile andare a piedi a lavoro, pioggia permettendo... diciamo che in questi giorni l'ho fatto, ci metto poco meno di un'ora. che per me, anche quando stavo a siena, era normale amministrazione...certo là piove meno! e con i miei stivali mobbidi mobbidi...e chi m'ammazza a me. oltretutto si scoprono un sacco di cose, si sentono nell'aria una moltitudine di idiomi, di odori...ci si accorge come, nello spazio di un isolato, l'aspetto del quartiere cambia radicalmente.nei prossimi giorni vi delizierò con le foto, ora sto cercando di organizzarmi in tutti i sensi. per certi versi mi sento come un bambino che impara a camminare...un passino alla volta prendo coraggio e "oso"...tornare a casa a piedi, usare il microonde (ridete ridete, ma a siena non ce l'avevo!), comprare un scheda telefonica inglese, sperimentare le zuppe di verdura inglesi.e il lavoro? mi diverto, e sto bene con i miei colleghi. inizio anche a capire meglio l'inglese e le battute, che devo ammettere sono davvero molto british, cosa che non mi dispiace, dal momento che degli inglesi apprezzo il pudore, vero o finto che sia. sono tutti molto gentili con me, l'unico problema è che forse il mio inglese potrebbe assumere una leggera inflessione teutonica, dato che su sette architetti che siamo, tre sono tedeschi, anzi, tedesche. inoltre ho scoperto che l'architetto più anziano (quell con il supergozzo) si chiama Patrick, ed è canadese. Poi una delle segretarie è asiatica...insomma, come capita spesso a Londra, lo studio è un'entità multietnica. Un'altra cosa che mi ha piacevomente sorpreso è che ci sono be tre segretarie, ciascuna con il proprio ruolo...cosa che in Italia rappresentrebbe la fantascienza, dal momento che siamo abituati all'architetto implume-segretaria-sturacessi, tre al prezzo di uno. i lavori, come dissi la volta scorsa, sono molto interessanti; ho finito la preparazione di una presentazione ieri, una extension di un centro parrocchiale di una chiesa, che mi ha dato modo di capire come gli inglesi, molto più di noi (o di me?) vivono la religione e soprattutto lo spazio fisico della parrocchia e degli spazi annessi. ho capito che sta entrando un lavoro grosso, di un certo valore, e che per questo c'è un certo fermento, e questa è la good news....la bad news è che dovrà essere pronto per giugno...Patrick ha mimato la propria disperazione sbattendo ripettutamente la testa su un pilastro, mentre il gozzo leggiadro ondeggiava.ultima cosa, venerdì scorso ho partecipato al Christmas Day Out! ovvero la gita natalizia per Londra, con pranzo, organizzato (e pagto) dallo studio. Diciamo quindi che lo studio per cui lavoro è composto da tre filiali, oltre a quella di Londra ce n'è una a Cardiff e una a Wells. Una volta all'anno si riuniscono tutti, a rotazione in una delle tre città, per mostrare ai colleghi degli altri studi cosa ha fatto lo studio della propria città, quali cantieri ha seguito e quali i risultati. Quest'anno è toccata Londra, e il cantiere che abbiamo visitato è stato quello di St. Martin In-The-Fields, praticamente la Chiesa accanto alla National Gallery...io la conoscevo perchè ogni sera o quasi vengono fatti dei concerti, ci ero stata a sentire a lume di candela un paio di fughe di Bach da ragazzina, nel corso del mio primo soggiorno a Londra...ero appena maggiorenne, chi l'avrebbe mai detto che dopo 10 anni ci sarei tornata sotto altre vesti...a volte è curioso come i percorsi, anche personali, si intreccino attorno a se stessi. Insomma, il lavoro che lo studio ha fatto, ancora in corso comunque, è articolato su due livelli: uno prettamente conservativo, e riguarda la pulizia delle facciate, degli interni, opere di consolidamento, revisione del tetto; l'altro più invasivo, e riguarda gli spazi esterni e il sottosuolo: lo spazio adiacente alla chiesa, attualmente occupato da...nulla direi, è stato riorganizzato con la creazione di due padiglioni per ospitare servizi, bookshop e altro, occupando parzialmente appunto anche il sottosuolo.
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La giornata è proseguita con il pranzo in un ristorante di Covent Garden, dove tra le altre cose ho avuto modo di assaggiare il famoso pudding inglese, per l'occasione guarnito con crema di brandy...gente, non è affatto male! diciamo che, per chi è di Siena e dintorni, è un misto tra panforte e pancosanti...una goduria.
La corona di cartavelina arancione che mi vedete sfoggiare con un certo orgoglio proviene da dei cilindri di carta colorata e dorata, tipo caramellone cilindriche, che da queste parti vanno di moda sotto natale...
c'è tutta una procedura per aprirli, dettata dalla tradizione, ma per farla breve sti cilindri si aprono e dentro c'è la corona di svariati colori e un regalino: a me è toccata una lentina di ingrandimento, alla mia vicina una pistolina ad acqua...tipo uovo di pasqua natalizio, ecco. Orbene, per oggi è tutto. Saluto tutti e un grazie particolare a chi nn si è appisolato leggendo questo post fiume!!!!!
Da Loveridge Road, London NW6 2DU, per oggi è tutto.
Vi abbraccio forte!
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casa e scarpe
cittini adorati, piano piano e organizzandomi mi sto rendendo conto che posso scrivervi anche a ora di pranzo, grosso modo...per cui oggi vi scrivo una cosina veloce veloce, sostanzialmente vi mostro casina, per adesso da fuori:
la mia, come e' facile intuire, e' quella con il cartello dell'agenzia. sto al secondo piano, ma la mia finestra da' sul retro
.
la seconda foto e' la famosa loveridge road, che al numero x7 (per la privacy) da sabato ospita la mia pregevole cuccia
la terza foto ritrae uno degli acquisti in assoluto piu' intelligenti dei miei ultimi 29 anni e mezzo...le 10 pounds meglio spese da quando sono qui...
bene cari per adesso e' tutto!
vi abbraccio forte
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londra e natale
strana a volte, la vita... pensavo tornando a casa, mentre l'odore del freddo, incredibilmente uguale, a londra come a siena, mi faceva compagnia e mi faceva sentire a casa. un anno fa avevo appena iniziato una delle numerose esperienze nel belpaese...per l'occasione avevo anche fatto ritorno all'ovile dai miei, nella firenze matrigna da cui ero scappata due anni prima. uno studio in centro, piccoletto, di un'architetta con cui siamo rimaste in buoni rapporti. non mi era dispiaciuto tornare a firenze per un po'...un ritorno all'infanzia, all'adolescenza, ai tempi dell'università...con il natale di contorno, e il mercatino a piazza santa croce, e le lucine di natale in via gioberti...e poi a febbraio l'occasione di tornare a siena, che non mi sono fatta sfuggire.
da allora nella mia testa, nella mia memoria londra è come il bolero di ravel, con le nottate per la consegna di un concorso, londra che si affaccia nella mia testa ma, come dice conte, è un'idea come un'altra, mentre arriva la primavera, arrivano altre consegne, e londra piano piano mette radici nelle mie cellule grigie, arriva il blog, arrivano i soci e il palio di luglio, e londra lentamente assume contorni più nitidi, mentre con la mountain bike attraverso l'alba lattiginosa e le crete, arrivano le vacanze, il palio d'agosto, le lunghe chiaccherate angosciate con la mia tenera metà, arriva un settembre di soci, di CV in inglese, di notti a rigirarsi nel letto, una fine ottobre gelata e il volo per stansted.
e il resto lo sapete.
e mi stupivo stasera, camminando di fretta e guardando il cielo di londra sempre pieno di aerei, di come a volte basti poco per cambiare completamente la propria vita. a tre settimane dall'arrivo mi sembra di aver vissuto tre anni...sono lontani i giorni in cui era qui la mia sorellina, che mi prendeva le mani per dire ti voglio bene; sono lontani i giorni di transumanza da un ostello all'altro, mentre sotto la pioggia parlavo da sola per darmi coraggio; le sere frenetiche di ricerca casa-risposta alle mail-ameno conversare con compagna di stanza malese logorroica-ricerca della strada per vedere la casa...adesso, e mi suona quasi strano dirlo, dato che sono appena dieci giorni, mi coccolo nella mia routine quitidiana. è incredibile, pensavo stasera, a quanto occorra poco, quando si è completamente sradicati, per rimettere radici...abito in questa casa, in questo quartiere da dieci giorni ma già per me è Casa...è casa l'ultimo incrocio dove c'è il cantiere con i ponteggi celesti, è casa il supermarket dall'altro lato della strada, è casa il ponte della overground, è casa il profumo misto di carote-arancia-cannella-banana che ho in casa.comunque...il lavoro procede bene, ho quasi finito il progettino che mi era stato affidato (un banco di prova, penso, per capire come mi muovo e con quale autonomia...che paura le telefonate per chiedere i prezzi alle ditte!!) e oggi, in attesa di alcuni prezzi, ho iniziato a lavorare, ad una chiesa di wren; praticamente la brutta copia di st. paul; dobbiamo intervenire sul sistema degli accessi.
il lavoro e i colleghi mi piacciono molto, sono tutti molto carini e c'e' un'atmosfera molto compagnona. sto ritrovando un po' del calore che avevo lasciato allo studio di siena. anche se probabilmente adesso ne ho una visione un po' edulcorata per via del natale...il pranzo a covent garden, sessioni di biglietti di auguri da firmare, pacchi di regali (soprattutto mangerecci) che arrivano, i "ci penseremo dopo le feste" (tutto il mondo è paese), eccetera. penso di aver fatto bene tutto sommato a partire prima di natale, questo mi ha consentito di vivere i primi tempi nella tranquillità ovattata e, perchè no, quasi familiare e rassicurante del natale... certo basta non andare a oxford street, che in questi giorni è nel pieno della delirante giostra natalizia. che tutto sommato può essere divertente...mischiarsi tra la folla e lasciarsi trascinare dalla corrente, e sentendosi al contempo è vero, un granello di sabbia sulla spiaggia, ma un essere pensante, vivo e "volente", perchè se sono a londra è soprattutto merito mio e del mio "coraggio".
e questo è quello che ho fatto sabato e domenica che erano due giornate freddissime ma molto belle, da trekking urbano per intendersi. e così, armata dei miei stivali, mi sono regalata una mega passeggiata penso di una dozzina di chilometri, da casina, attraversando il mercatino che c'è all'incrocio tra kilburn high road (dove girano suv di questo tenore)
e belsize road, attraversando abbey road (e chi conosce i beatles sa di cosa parlo), giù per avenue road fino al regent's park, dove non ero mai stata e che è stato una bellissima sorpresa, molto elegante, raffinato, mosso e naturalistico diciamo, pieni di scoiattoli (e di italiani che fotografano gli scoiattoli - io per prima non mi sono sottratta)
per il resto, aspettando il natale, la vita scorre sui binari dolcemente consueti: il padreterno (o chi per lui) continua a regalarci giornate fredde ma di sole, in studio continuano a chiamarmi alenora, il postino continua a rovesciare nella mia cassetta della posta le lettere per tale mr. christie, il precedente inquilino, che riceve una quantita’ di missive pari solo al ministero dell’interno, e io continuo a ingurgitare litri di te arancia e cannella, con sommo gaudio del mio sistema renale. mi sentirei a casa , se non fosse che qui si parla una lingua diversa, declinata in svariati modi (inglese canadese, inglese tedesco, inglese turco, inglese indiano, inglese neozelandese), …per fortuna che la persona che da due anni mi da’ la buonanotte contina a farlo nella stessa lingua…
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BUON NATALE!
buondì cittini!!! allora ci siamo proprio, alla vigilia del mio natale londinese. sono le sette e mezza, più o meno, sono seduta al mio minuscolo tavolino sorseggiando caffè (italiano) sto aspettando che faccia giorno.
a proposito di albe...
l'alba di una mattina a monteaperti, pochi giorni prima di partire
l'alba di ieri mattina qui a londra
poi lentamente mi preparerò per uscire, mi infilerò in un internet point dove posterò questo post natalizio, e poi via a piedi, forse in centro o chissà dove. mi ricorderò di questi giorni, del mio primo mese a londra, come una lunga bellissima camminata...da quando sono qui mi sveglio la mattina e mi sento quasi come un cagnolino che freme per uscire. il percorso è sempre il solito, quello che mi fa incrociare abbey road, attraversare regent's park, percorrere tutta baker street per ritrovarmi in oxford street.
chi mi conosce sa che per me camminare è la vita, e si rallegrerà apprendendo che qui ho trovato pane per i miei denti...certo le mie colline, le crete che ricoprono come una coperta di velluto cangiante i campi che riposano, sono un'altra cosa...mi dicono che sta nascendo il grano, timido e tenero come i capelli sulla testina di un neonato. "una peluria verde" come l'ha definita luzi.
londra questi ultimi giorni è stata esattamente come me la immaginavo, come se la immagina forse chiunque, specie se cresciuto coi romanzi di conan doyle. a proposito: patrick, il boss, ha regalato a tutti una gift card (che non è altro che l'implementazione edulcorata di quello che i miei parenti teorizzano e fanno da quando ho il ben dell'intelletto: ti regalo i soldi così compri quello che ti va), dicevo una gift card da spendere a waterstones, la catena di librerie; logico che i primi a farmi compagnia, in lingua originale, dovessero essere sherlock holmes e watson: The Sign of Four. sono nel mezzo dell' inseguimento sul tamigi. dicevo, londra negli ultimi giorni è stata esattamente come la si legge nei romanzi di conan doyle, o meglio nei pensieri e nei racconti di watson, mentre la contempla dall'appartamento in baker street o da dietro i vetri di una carrozza...una nebbia spessa, gocciolosa, che rende vicine le cose lontane e lontane le cose vicine, confondendole e affogandole in un alone lattiginoso; la luce dei lampioni diventa densa e pastosa, mentre si spande proiettandosi su ogni singola goccia di nebbia. sono tornata a casa con i capelli umidicci, camminando sbattevo le palpebre e sentivo le ciglia bagnate...a casa mi sono guardata allo specchio e avevo il rimmel colato come pierrot, come "tanto" tempo fa quando ero una homeless...solo che stavolta non erano lacrime.
ieri ero stata invitata a prendere il tè da una mia collega tedesca, che abita con il ragazzo in una zona molto carina, residenziale, a nord. ho trovato un'atmosfera molto calda e friendly; mentre si faceva merenda con dolci inglesi, tedeschi e italiani (un pacchetto di cuor di mela comprato pare a peso d'oro), natalizi e non, è venuto fuori che anche lei e il suo boy amano camminare; e che attorno a londra come in tutto il regno unito ci sono migliaia di sentieri, in campagna, spesso a delimitare un campo e l'altro, mantenuti benissimo. questo per rassicurare uno dei miei lettori che si ricorderà senz'altro di essersi ritrovato nel luglio scorso in un campo di fave alte un metro e ottanta, dalle parti di asciano proprio perchè il sentiero era scomparso...mi hanno indicato un sacco di posti carini da andare a vedere, entro due ore di treno da londra, tanti giardini da visitare (altra passione comune), ho visto le foto delle loro escursioni...insomma è stato un pomeriggio molto piacevole.
tornata a casa mi sono sciroppata un paio d'ore di televisione, dove sul 60% dei canali matrone truccate, poppute e ingioellate (fra tutte la famosissima Nigella) insegnavano a fare il tacchino ripieno, ciascuna con la propria ricetta, ripienandolo appunto di: castagne, ginger bread spappolato, bacon, mele, cipolle, radicchio rosso, miele, solo per citare alcuni degli ingredienti. vi dirò, sarà che sono di bocca buona ma mi faceva una gola, soprattutto dopo che le vedevo spennellarlo all'esterno con una pappina di burro fuso e miele.
sta facendo giorno....sembra che oggi sia una bellissima giornata. inizio a prepararmi per uscire. e vorrei rassicurare amici e parenti che davvero, sto bene, non mi sento affatto sola e sono felice ...se mi cercate sono qui....
domani probabilmente mi regalerò un pranzo in un ristorante indiano, una lunga passeggiata e la messa alle tre a westmnister, non perchè sia particolarmente religiosa ma perchè dev'essere una vera figata!
...e da questa minuscola cuccia londinese per ora è tutto...invio nell'etere l'augurio di un meraviglioso natale a chi come me è in giro per il mondo, a chi non c'è ma vorrebbe esserci, a chi c'è ma non vorrebbe, e a chi sta bene dove sta!
vi abbraccio forte!!!!!!!!
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Cittini! Sono Eleonora, laureata nel 2004. Toscana fiera fino al midollo, ho rimbalzato tra Firenze e Siena per tre anni, per poi cedere a una vocina che da troppo tempo mi chiamava lontano. E ora, abbandonata la città dove il rosso del mattone si sposa col bianco del travertino, da sotto la diletta Torre del Mangia mi sono spostata sotto al Big Ben. Una senese a Londra... o Londra alle prese con una senese?
Sotto le torri - una senese a Londra
linkario:
- I have a blog...siore e siore, Silvia M.
...la mia quasi vicina di casa kilburnese - Il mio personalissimo paese dei balocchi...organico
l'ultima delle mie fissazioni - con l'obbiettivo in spalla...
...tra toscana, londra, lombardia, vienna, campania, cina... - i Reali Parchi londinesi
....una goduria - ArchitettureInViaggio
In viaggio con lo Yemenita - il viaggio della mia vita
...che è ancora un sogno nel cassetto - Una delle mie fisse: le "passeggiate"
Gnamo gnamo si va a fare du' passi
la posta:
