i post di Eleonora di maggio 2008
primavera...non pervenuta
cari cittini vicini e lontani...brutto effetto essere spariti dalla prima pagina. urge correre ai ripari. anche se oggi non mi leggerà nessuno perchè voi lettori italiani, fortunelli fortunelli, siete in vacanza...che si dice, che si dice in quel di loveridge road? sabato sembrava primavera inoltrata. mi sono accorta per la prima volta che esistono anche delle strade laterali a kilburn high road, meta prediletta dei miei sabato mattina low energy. e che le strade laterali sono piene di alberelli segalitici in fiore e di foglioline verdi tenerelle, e che le case hanno quei colorini pastello generalmente associati all'universalmente noto notting hill. lieta di questa novella scoperta, ho gioito intimamente e festeggiato l'evento con un bagel di tesco. per le scale del mio palazzo si respirava quell'odore tipico di giorno di riposo primaverile...profumo di albero in fiore, aria fresca e frizzante che entra dalle finestre, bambini (particolarmente rompicogl..ehm, esuberanti) che giocano nei giardinetti privati dei flat, bucato steso fuori ad asciugare, pappa buona casalinga.
nel pomeriggio la lunga passeggiata verso il centro mi ha portato ad attraversare regent's park, dove la gente si era rovesciata (mi compiaccio della scelta del termine perchè rende 'idea) all'inverosimile, assetata (comprensibilissimamente) di calore, di sole, di risate. i bimbi col monopattino, mine vaganti alti 50 cm casco compreso, si catapultavano ultrasoniche in mezo alla cospicua e multicolore avifauna del parco. i narcisi hanno lasciato il posto alle margheritine, che hanno coperto i prati come un tappeto bianco...su questo tappeto un branco enorme di ragazzi under twenty improvvisava balli latino americani. domenica, giusto per ricordarci che siamo a londra , ha piovuto quasi tutto il giorno...e sostanzialmente non ha più smesso. anyway, i bollettini meteo che giungono a giorni alterni da belpaese, diramati dal servizio meteorologico paranazionale (i diletti genitori dell'architettessa), non sono migliori. spero che da qui al week end 17/18 maggio il tempo si rimetta perchè voglio prendermi la prima razzata della stagione. nel corso della mattinata sfavata di domenica, mi sono deliziata con l'acquisto di tre libri al negozio della charity, per un totale di 85 centesimi. ecco, questa cosa dei negozini della charity ve la devo dire, perchè in italia non se ne vedono. ce ne sono tantissimi di tutti i tipi, dalla ricerca contro i tumori, alla protezione animali, all'aiuto per gli anziani...tutta roba di seconda mano ovviamente, dai libri alle tazze, alle borse ai vestiti. non è vintage, è solo second hand, ma spesso capita di trovare delle cose veramente carine a pochissimo. e si guadagnano punti paradiso :-P... insomma, ho fatto la scorta di libri per i lunghi fine settimana piovosi: un libro di dan brown che in italia non so se è uscito (digital fortress), un fantasy un po' pacco ma con un pacco i pagine e un romanzo che dal titolo mi ha catturato subito, the chemical wedding...amore, alchimia, poesia, impulsi pagani. il sorteggio ha decretato che si iniziasse con dan brown.
la primavera, benchè non supportata da evidenza meteorologica, si manifesta subdolamente sulla mia persona, omaggiandomi di una fame non normale, della sveglia di default attorno alle cinque e delle raffiche di starnuti tipiche di una sana e familiare allergia al polline delle graminacee. e deve aver risvegliato gli appetiti anche di qualche amabile bestiola che vive in casa, dal momento che mi ritrovo il corpo cosparso di bubboni.
i giorni, le settimane, i mesi passano così veloci che a volte mi lasciano senza fiato...sono passati più di cinque mesi da quando sono atterrata con il mio valigione, in una londra che nel ricordo fumoso dei primi giorni è stanchezza, confusione mentale, sensazioni contrastanti...è la londra di tutti, quella della metropolitana, del biglietto giornaliero, delle cene a soho, della scoperta di primark. una londra tanto lontana dalla mia londra, sdraiata tra west hampstead e kentish town, una londra che si conquista giorno dopo giorno e, letteralmente, passo dopo passo. e di cui sono gelosa e, diciamolo, anche fiera. in questi cinque mesi ho percorso centinaia e centinaia di chilometri a piedi...la solita strada che sale e che scende per andare a lavoro, la passeggiata che da casa porta in centro...ma spesso, sono i chilometri percorsi senza una meta precisa, i più memorabili. quelli percorsi pensando metà in italiano e metà in inglese, quelli che ogni passo è una sorpresa e ogni bivio una decisione. la collina di hampstead heath, brick lane, belgravia, southwark, ...tutte facce cangianti di una città caleidoscopica che è nuova a ogni passo, ogni fine settimana. mi sembra di vivere una lunga e meravigliosa vacanza a cavallo dei trent'anni (eh sì a giugno saranno trenta primavere...un mi ci fate pensà), in cui il lavoro che faccio non solo mi piace, ma è la scusa e il mezzo per essere qui e godere di tutto questo. anche se piove, sì.
in chiusura, un notizia che riporto da building design. il sor normanno e le tasse: pare che foster, che ha la residenza (per l'esattezza a st. moritz) nonchè il proprio cospicuo capitale in svizzera, rischia il posto alla house of lords perchè "Swiss residency for tax reasons conflicts with seat in the Lords". laburisti e liberaldemocratici sostengono che decidere sulle tasse altrui e non pagare le proprie è un lusso che nessuno si può permettere.anche perchè pare che il sor normanno si sia visto due volte alla house of lords dall'aprile 2007... il portavoce di foster ha sostenuto che "Norman is not prepared to discuss his tax arrangements"... allora ecco, se ci fa la cortesia di avvertire quando è pronto sarei curiosa anche io di sentire cosa dice.
cittini, per oggi vi lascio. statemi bene e all'asciutto...
...E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella...
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spring in london
bambini belli buondi! oramai le mie comunicazioni sono ai minimi storici, ma questa volta ho un motivo assolutamente valido: è arrivata la primavera. oserei dire quasi l'estate, dato che abbiamo raggiunto picchi di 27 gradi, o almeno era quello che comunicava la sezione weather della bbc. l'architettessa, totalmente priva di guardaroba tardo-primaverile, si è ritrovata ad indossare pantaloni neri di vellutino leggero e maglioncino di lana sotto 25 gradi, con il rischio che le crescessero le cozze sotto le ascelle. sono andata a lavorare boccheggiando per metà settimana, contando i giorni e le ore che mi separavano dal fine settimana e dal primark più vicino a casa, dove sono approdata sabato mattina di buon'ora e sono riemersa sostanzialmente domenica nel pomeriggio. con la fame finalmente placata. se è vero che il caldo dà alla testa, potete immaginare la sanità mentale con cui ho varcato la porta del negozio, dopo aver fantasticato notte e giorno di scarpine aperte, gonne svolazzanti e la maglietta fina di baglioniana memoria. le ragazzette inglesi sembravano impazzite per il tripudio di colori di magliettine gonnelline golfini ma anche la sottoscritta si difendeva egregiamente.. per ora questa primavera repentina e ritardataria regge, durerà? no di certo, ma intanto si gode. andando a lavoro la mattina mi accorgo di quante sorprese riserva ancora questa città...profumi che pensavo di aver lasciato a migliaia di chilometri di distanza, l'erba nuova e sana che cresce letteralmente dalla mattina alla sera, il profumo dei gelsomini, del pane, delle creme antiscottatura (i britannici non li si coglie impreparati). e quell'odore indefinito che ha sempre avuto londra quando ci venivo in vacanza da ragazzina. e un sole, un sole così sincero a cui non ero più abituata. tanto che alla sera mi sento gli occhi stanchi per la troppa luce...sarà che sono quasi albina, e che stando qui lo ero diventata ancora di più.
parliamo di lavoro. ciascuno di noi, in diverse fasi della propria vita ha diversi tipi di incubi: perdere il ciuccio, l'esame di quinta elementare, lo spettro dell'apparecchio per i denti, l'esame di abilitazione all'esercizio della professione di architetto e via discorrendo. il mio fino a pochi giorni fa aveva un nome ben preciso: ripon cathedral - reroofing south aisle, ovvero il rifacimento del tetto della navata sud. si principia con un rilievo da standing ovation, con misure cannate di 300 mm (eh eh, detto così fa ancora più effetto) in gronda e in alcuni casi, mi permetto di immaginare, inventate di sana pianta; a progetto praticamente concluso, viene diramato un nuovo rilievo, effettuato dall'associata tedesca e sicuramente più attendibile; si rifà daccapo il progetto; da quel momento inizia un increscioso valzer di dettagli richiesti, poi considerati inutili, poi riesumati, poi cambiati, poi considerati superflui, poi cambiati, poi rimodificati, poi accantonati, poi parcheggiati in un affollato limbo in attesa degli eventi...quali per la precisione? definire quanto vogliamo spesso l'isolamento termico (e le ultime notizie non mi piacciono per nulla dato che aumenterebbe di 115 mm, mi viene l'orticaria al solo pensiero), definire cosa vogliamo fare con l'attuale finitura ad asfalto, definire come vogliamo uscire dall'empasse del non aver previsto, a tempo debito, un tetto temporaneo. io me ne sto buona buona cercando di non farmi notare, e per fortuna in tutt'altre faccende affaccendata, dato che i lavori fioccano che è un piacere. a breve dovrei iniziare a lavorare su una extension di una casa di campagna e su un lavoro di stonework repair su alcune tombe monumentali in cimitero attorno a una chiesa...così lovely e squisitamente english.
e a proposito di lovely, questo fine settimana si rimpatria...sono quasi due mesi che non calpesto il suolo domestico, e vi confesso, non ne ho sentito la mancanza...sarà un brutto o un cattivo segno? però mi commuovo se penso alla cofana di pici cacio e pepe che mi aspetta, accompagnati dal vinello e preceduti dalla finocchiona...sissignori altro che "salami" o "pepperoni". e con questa caduta di stile vi saluto, che a loveridge road sta iniziando una nuova limpida giornata. sciaooooo!!!
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tristezza
non tutte le ciambelle riescono col buco. questo e' il riassunto lapidario di un fine settimana in italia, a "casa", con un tempo orribile, (omissis...)
anyway, la parte peggiore non e' certo stata questa. atterrata da due ore, ero all'ospedale a salutare, forse per l'ultima volta, la persona che mi ha cresciuto, e senza la quale oggi l'architettessa non sarebbe quella che e'. che mi ha insegnato a non prendersi sempre sul serio, a ridere perche' e' l'unico modo valido per prendere la vita senza subirla. che mi ha fatto capire quanto forti siano i vincoli di puro affetto, e quanto siano spesso piu'importanti e sentiti di quelli fatti di solo sangue e di parentela. e quanto e' difficile pensare di dover fare a meno della persona che forse piu'di ogni altra ho sempre portato, e con orgoglio, dentro di me.
questa e' senz'altro la parte piu' buia, e difficile, dell'essere lontana da casa.
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ciao
e' il 26 novembre del 2007. tra poche ore il mio volo solo andata per stansted mi portera' a londra. lei e' la persona piu' importante da salutare, oltre ai miei, mia sorella e al mio amore.

lei a' la persona che ho salutato per l'ultima volta sabato. da ieri non c'e' piu'.
molte persone che leggono questo blog la conoscono, e sanno di chi parlo; e conoscono me e margherita, e sanno quanto grande sia l'affetto che ci legava a lei, e cosi' fuori dai canoni convenzionali.
spero, e sono sicura, che dovunque sia continui a fare casino e a cantare a squarciagola per la tromba delle scale.
chiedo perdono a tutti per questo post patetico, soprattutto a coloro che cercano informazioni su londra e si sono imbattuti in un blog lacrimevole. non voglio trasformarlo in un necrologio o, dio ce ne scampi e liberi, in una lista di condoglianze.
ci risentiamo presto
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Cittini! Sono Eleonora, laureata nel 2004. Toscana fiera fino al midollo, ho rimbalzato tra Firenze e Siena per tre anni, per poi cedere a una vocina che da troppo tempo mi chiamava lontano. E ora, abbandonata la città dove il rosso del mattone si sposa col bianco del travertino, da sotto la diletta Torre del Mangia mi sono spostata sotto al Big Ben. Una senese a Londra... o Londra alle prese con una senese?
Sotto le torri - una senese a Londra
linkario:
- I have a blog...siore e siore, Silvia M.
...la mia quasi vicina di casa kilburnese - Il mio personalissimo paese dei balocchi...organico
l'ultima delle mie fissazioni - con l'obbiettivo in spalla...
...tra toscana, londra, lombardia, vienna, campania, cina... - i Reali Parchi londinesi
....una goduria - ArchitettureInViaggio
In viaggio con lo Yemenita - il viaggio della mia vita
...che è ancora un sogno nel cassetto - Una delle mie fisse: le "passeggiate"
Gnamo gnamo si va a fare du' passi
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