i post di Eleonora di giugno 2008
sabato
ma buongiorno cittini vicini e lontani! e buon giugno, il mio mese preferito!! un inizio mese sonnacchioso a dire la verità, per i fortunelli fortunelli che stanno nel belpaese e che si stanno godendo il lunedì festaiolo.
domanda: cosa si fa quando si ha la...ehm...benedizione si svegliarsi spontaneamente il sabato mattina mentre sta ancora albeggiando, erano le 4.47 per essere chiari? l'insonnia, che definirei più un risveglio precoce e che amabilmente tende sempre di più a coincidere con il levar del sole, è in effetti la delizia degli ultimi mesi; che ho tentato di marcare stretto a suon di melatonina ma con risultati evidentemente fallimentari. dicevo, cosa si fa dopo essersi girati e rigirati un paio di dozzine di volte, e aver scaricato la posta dal cellulare, e aver sempre dal cellulare guardato le previsioni del tempo e sempre dal cellulare aver cercato la traduzione in inglese di "malto", "avena", "amido" (segue spiegazione, forse)? si fa che nell'ordine: ci si alza, si fa la doccia e ci si increma, si prepara il te, nel frattempo si dà una spazzatina per lo più simbolica, si tende la lavatrice, si puliscono i fornelli e il forno a microonde, si prepara un minestrone in quantità che avrebbe sfamato l'impero asburgico (mi è venuto un minestrone da standing ovation), ci si connette a internet e si cerca la ricetta dei falafel, e già che ci siamo si dà una sbirciatina al sito dell'erbolario dato che il compleanno dell'architettessa si avvicina...e dato che in sincrono stavo anche raccogliendo i pensieri per far la spesa mi è venuta un'idea molto new age. la lista dei desideri! sono partita annotando su un foglio di testo la roba dell'erbolario, fortunatamente (per le mie e altrui tasche) i desideri sono destinati a rimanere tali dato che le bocce sono più capienti dei 100ml che posso portare in aereo. nel frattempo scrivevo la lista della spesa, e altro che mi serviva...quello che ne usciva fuori era la lista dei dei desideri. perchè dovevo dire devo comprare le zucchine, la salvia e il coriandolo quando potevo dire oh quanto desidero zucchine salvia e coriandolo. tornata a casa con le borse della spesa ho depennato (ma nn cancellato, attenzione) via via virtualmente gli acquisti, che nel frattempo si erano trasformati in desideri realizzati. con tanto di data. e ogni volta che aprirò il file potrò compiacermi dei tanti desideri realizzati. e ce ne sono ancora, aspetto solo il negozio giusto e notizie ehm, dall'alto.
ora, ci tengo a precisare che nè il risveglio all'alba nè quest'alzata d'ingegno sono figli di un'assunzione incontrollata di stupefacenti...sarà la primavera. o l'età, ricordiamo che tra 17 giorni (per voi che leggete domani, 16) l'architettessa farà il suo ingresso ufficiale nel club dei trentenni. nel frattempo mi coccolo quel tenero 2 davanti al 9...
il pomeriggio è proseguito con una visita molto sportiva al victoria & albert museum, dove ho imparato a fare le statuine di legno dorate e decorate, a modellare le statue in bronzo con la tecnica della cera persa e a realizzare ninnoli in oro e diamanti, grazie a una serie di filmatini di cinque minuti. questo museo sterminato, che avevo sempre guardato con un misto di apprensione per la paura di affrontarlo, si è rivelato una scoperta piacevolissima. soprattutto, per quello che mi riguarda: la sezione del medio oriente, il ferro lavorato, i gioielli (mavà?) e le due cast courts: due enormi ambienti popolati da calchi in gesso di brani architettonici e scultorei famosissimi, che ognuno di noi ha nel dna quasi senza saperlo. se dovessimo essere forzatamente critici potremmo definirlo un'accozzaglia kitsch (o comunque si scriva), ma comunque impressive, come si dice quassu'. capita quindi di trovarsi in una specie di fitta selva surreale, dove la colonna traiana è a pochi centimetri dalla croce celtica di monasterboice, da un pezzo di navata della cappella di rosslyn e dal portale della cattedrale di santiago di compostela. peccato che la seconda cast court fosse chiusa e visibile solo dall'alto: c'erano tutti i masterpiece dell'architettura e della scultura italiana, pulpiti di nicola e giovanni pisano, la cantoria di donatello sorvegliati dallo sguardo un po' torvo a dire il vero (concentrato, insegnano gli storici dell'arte) del david di michelangelo.
tornando a casa sul bus mi è venuta in mente una cazoncina delle elementari, e l'ho anche canticchiata eh..."c'era un panda suonatore in una banda lui suonava il tamburo col suo amico canguro..." uno scivolone all'indietro di vent'anni. capita.
...cosa si fa la domenica mattina quando si ha la ehm, benedizione di svegliarsi spontaneamente alle sei e mezzo? si scrive questo post che rovescero' nelle vostre vite domani dal pc dell'ufficio...statemi bene cari bambini, io vado a inventarmi qualcosa per arrivare all'ora in cui aprono i negozi....
[link]
domenica
L'avevo aspettato per tutto l'inverno e finalmente ci siamo. Domenica, sotto un cielo sunny intervals per dirla con la BBC, mi sono fatta un giro all'Inner Circle a Regent's Park, tra migliaia e migliaia di rose fiorite, dai colori e dai profumi piu' spettacolari. Fiori cosi' carichi di petali, cosi' carichi di pura vita da domandarsi come l'esile gambo li sorreggesse...la vita che esplode con una carica di energia che ogni volta mi lascia senza fiato: un bel carciofo maturo, una donna agli ultimi giorni di gravidanza, una magnolia carica di fiori. (Si', deve essere senz'altro la primavera che mi fa svarionare cosi').
Le foto naturalmente sono state fatte con il solito telefonino del menga. L'architettessa possiede anche una macchina fotografica che ha abilmente sottratto al principe "consorte", ma ha il problema che le pile vanno caricate e questo anche l'architettessa un l'ha capito. Piccolo preambolo per dire che ste foto al solito fanno schifino, e le ho pure ritoccate con photoschioppe, ma suvvia, fatevele piace'.




Bene, potete tornare alle vostre sudate carte :-)
[link]
around london
cittini cari, buondì e buon inizio settimana..la mia sarà una settimana corta, dato che venerdì è previsto il rimpatrio per onorare con i dovuti crismi il 30esimo (sigh) genetliaco dell'architettessa. ricorrenza che a onor del vero cade il 19 ma siccome son tirchia (anche di ferie) ho deciso di chiedere solo il venerdì.
è domenica mattina, sono le 10.03, il tempo è splendido e incredibilmente ho aperto gli occhietti a un'ora consona a un giorno festivo: le sette. mi sto per così dire costringendo a rimanere in casa almeno la mattina, dato che dormendo poco e stancandomi abbastanza, poi, più che la stanchezza, nel corso della settimana mi sale l'acido e il giramento di co****ni. soprattutto la settimana appena trascorsa non è stata esattamente rilassante sia in termini fisici che mentali: oltre ad aver corso a destra e a sinistra per motivi personali/casalinghi, venerdì ho avuto la prima consegna seria, di un lavoro che seguo solo io con il socio anziano, il che significa sostanzialmente che seguo solo io. in realtà più che una consegna si è trattato di preparare tutta la documentazione da mandare alle ditte per fare le offerte, un piccolo appalto diciamo. il tutto nella fattispecie sono, oltre ai disegni, alle missive formali e ai moduli da compilare da parte delle ditte, quella che viene definita specifications of works, che è un misto tra capitolato generale e speciale d'appalto, relazione tecnica, contenente alla fine la descrizione sommaria dei lavori - diciamo un computo metrico senza le quantità, che le ditte devono prezzare. il tutto condito da appendici, schede tecniche, foto...insomma altri nomi e forme leggermente diverse, mischiate e amalgamate in altri modi, ma cose note. quando venerdì pomeriggio tardi sono uscita dallo studio mi sono sentita leggera e tutto sommato soddisfatta di me stessa, dato che tutto questo ambaradan lo avevo gestito io e si era arrivati alla fine. la parte più ostica è stata naturalmente inseguire e farsi "considerare" (avrei usato un altro termine poco adatto a una gentildonna...) da patrick, che ha la perniciosa tendenza a sguisciare via come un gozzuto anguillotto quando meno te lo aspetti, lasciandoti lì come una cozza con le tue scartoffie da firmare o un discorso a metà. questo per dire che, dopo aver macinato i chilometri anche ieri, stamattina sto cercando di orizzontalizzarmi sul letto e dedicandomi ad attività che non mi portino più lontana di mezzo metro dal letto stesso. due in particolare: scrivere il blog e compilare lo "staff appraisal". trattasi sostanzialmente di un questionario a risposta aperta, diramato dallo staff amministrativo dello studio, grazie al quale si può esporre, in modo opportunamente preconfezionato, il proprio sentire: cosa ti piace/non ti piace dello studio, e perchè? quali sono gli aspetti più difficili? e quelli che ti piacciono di più/di meno?che tipi di lavori vorresti fare? hai qualcos'altro da dirci? il 23 giugno alle 2pm, sono stata scheduled per parafrasare e commentare il questionario davanti ai soci e a nicky dell'ufficio di cardiff, la zazzerina più cotonata e retrò d'inghilterra: abbigliamento e soprattutto acconciatura che mi riportano ai tempi di "casa keaton" o "genitori in blue jeans". sto questionario mi sta indigesto come tutte le cose da compilare e me lo sto rimpallando da giorni, solo che il 18 devo rimandarlo compilato a zazzera jo.
in realtà in questa domenica mattina volevo anche raccontarvi la gitarella di sabato scorso, in diletta compagnia, ma lo dividerò in due puntate. un una londra semideserta la mattina alle otto, raggiunta a stazione di waterloo, siamo partiti alla volta di hampton court,
forse la residenza più splendida e vasta di tutti i palazzi reali inglesi. adagiata sulle rive del tamigi e circondata da 24 ettari di giardini, è associata soprattutto ad enrico VIII: i fantasmi delle sue numerose mogli si dice che tutt'oggi vaghino senza requie per le stanze degli appartamenti reali. le principali sezioni visitabili sono gli appartamenti di rappresentanza di enrico VIII, con la bellissima great hall, il cui soffitto a capriate intagliate e sontuosamente decorate è una delle cose più stupefacenti che ho visto finora in UK, e che ha meritato il torcicollo che ne è conseguito. qui gli attori di shakespeare si esibivano davanti a elizabetta I. sempre del periodo tudor sono le enormi cucine,
restaurate di recente: immensi ambienti con enormi camini anneriti, utensili, attori in costume che preparano piatti seguendo ricette del XVI secolo. infine, altre tre sezioni: i king's apartments appartenenti al re william III, i queen's apartments della moglie di william III, entrambi realizzati a cavallo del XVIII sec e pensati con finalità di rappresentanza e cerimoniali. le georgian rooms, mostrano invece l'aspetto più familiare e privato dela vita reale.
alcuni dettagli...

la selva di comignoli, uno diverso dall'altro, che mi hanno ricordato gaudi'

bene per oggi ho finito di tediarvi.
domani o nei prossimi giorni foto, curiosità e amenità. vado a compilare il questionarietto...sciao cittini, cheers!
[link]
rose e palazzi reali
sciao cittini!! l'ultima volta vi avevo lasciato in sospeso un discorsone su hampton court, promettendovi amenità a seguire. qual'è la storia, brevemente, del palazzo? fu costruito dal cardinale wolsey, un ribelle (cosi' lo definiscono le guide) cancelliere di enrico VIII, come dimora ecclesiastica. quando il re gli chiese per quale motivo avesse bisogno di una dimora così sfarzosa, il cardinale rispose che era per "dimostrare che nobile palazzo un suddito poteva offrire al proprio sovrano". la volpina risposta gli valse la caduta in disgrazia presso il sanguigno re e la conseguente requisizione del palazzo; un'altra versione della storia sostiene che il cardinale fosse caduto in disgrazia per proprio conto, e che il re si offrì di acquisire la dimora. fattostà che vi si trasferì nel giro di poco, apportandovi al contempo numerose modifiche ed aggiunte. per due secoli, fino alla morte di giorgio II nel 1760, fu la residenza della corte. nel 1689 william II incarico un tale wren di modificare le ali sud ed est e di aggiungere la banqueting hall. il palazzo è quindi, come spesso capita, il risultato di stratificazioni che si sono susseguite per almeno due secoli. oggi la maggior parte del palazzo ospita i "pensionati" della corona: fu proprio uno degli anziani residenti nel 1986 a causare uno spaventoso incendio, per la mania molto retrò di leggere a lume di candela...
l'altra grande attrazione di hampton court sono i giardini, dove ho un po' giochicchiato con la macchina fotografica...


qui si trova la great vine,
ovvero la vite più lunga e più antica del mondo, piantata si dice da "capability" brown tra il 1768 e il 1774, che ricopriva la carica di supervisore dei giardini e delle acque di giorgio II. i rami misurano mediamente 33 metri, il più lungo si dice 75; produce ogni anno 700 grappoli di uva nera d'amburgo, acquistabili per una ventina di pounds negli shops del palazzo...
il giardino pare che sia abitato da un cervo, che dovrebbe essere il discendente di quelli introdotti da enrico VIII, famoso oltre che per l'hobby della collezione di mogli anche per la caccia e i conseguenti lauti banchetti.
altra attrazione su cui vale la pena attardarsi è il famoso maze, il labirinto, di cui oggi non rimane che un misero pezzo di un qualcosa di enorme, in cui perdersi era garantito e al tempo stesso allucinante. trovare il bandolo della matassa ci ha tenuto impegnati per una ventina di minuti e altrettanti per uscire, dato che abbiamo voluto riprovare il brivido. in realtà devo ammettere che è stato quasi un piece of cake, un gioco da ragazzi; due anni fa all'interno del labirinto di schonbrunn dopo 45 minuti che giravamo a vuoto avevo francamente iniziato a pensare che ci avrebbero ritrovato fossili tra un paio di milioni d'anni.
bellissimo e profumatissimo naturalmente è anche il roseto.
come i più acuti di voi avranno intuito le rose ormai stanno diventando una specie di monomania per l'architettessa, vi ho ammorbato e vi ammorberò con milioni di foto di rose e fiori in generale, più adatti a un blog di botanica comparata che non di architettura.
l'altra cosa carina (e cara) di hampton court è il festival della musica, dell'opera e del ballo, che si tiene d'estate, io avevo capito a luglio ma vi ci siamo imbattuti sabato. fondato nel 1993 il festival propone artisti di fama internazionale, tipo josè carreras, van morrison...sul palco all'aperto della corte tudor; l'intervallo è particolarmente lungo per permettere agli spettatori di fare il picnic nei 20 ettari di giardino.
questo accadeva sabato. domenica ho trascinato la dolce metà, che in realtà non ha opposto resistenza, a regent's park nell'inner circle a vedere, e ridaje, le rose


(alzi la mano chi ne dubitava). pic nic pianificato da giorni, per cui l'architettessa si è alzata (attenzione, non svegliata), da brava massaia, alle sette per mettere a lievitare il pane alla zucca e la focaccia. ma ne è valsa la pena! mentre mezza italia era sommersa dall'acqua, ci siamo goduti 26 gradi di sole e la conseguente tintarella inglese...la sezione fiorentina del servizio meteorologico nazionale (i miei) hanno svelato l'arcano: l'anticiclone delle azzorre quest'anno ha piegato verso il nord europa, lasciando il sud a guazzo. non dico che quassù si schianti di caldo, si oscilla tra i 18 e i 26 gradi, ma diciamo che almeno per il momento mi sto godendo una quasi estate insolitamente calda e asciutta.
ed ecco l'architettessa pronta per il pic nic con la borsina blu delle susine...

bene cari, per ora è davvero tutto. saluti e baci e a presto. sciao!!!!
[link]
eccccoci
uuuhh allora alla fine e' successo davvero! OGGI COMPIO 30 ANNI
!!
mi avevano avvertito, prima o poi doveva succedere...sto cercando di prenderla con filosofia, la maggior parte delle persone che conosco ha piu' di trent'anni, qualcuno addirittura 30x2, rari casi di mia conoscenza 30x3...e vedo che tutto sommato, male non se la passano (con qualche eccezione per il 30x3 a onor del vero)...
oggi c'e' il sole, e domani pare che ci sara' anche in italia (e piovera' qui :-P)
avrei voluto fare un sacco di cose entro i trent'anni: alcune le ho fatte, altre non ci sono riuscita ma rimediero' nei prossimi trenta; e ne ho fatte altre ancora che non erano nei programmi, delle sorprese, dei regali che mi sono fatta durante il viaggio. il perseguimento del fine ultimo di tutto, ad ogni modo, la ricerca della felicita' (e/o della serenita') direi che ha ricevuto un ottimo aiuto da quando sono quassu'! e il mio soggiorno londinese a volte assume i tratti di una meravigliosa vacanza a cavallo dei trent'anni.
oggi festicciola veloce in studio (ho comprato due dolcini da m&s), stasera cena con pochi intimi (trent'anni a londra si fanno una volta sola e valeva la pena di festeggiare!), domani rimpatrio e cena coi miei e sorella (festeggeremo 4 compleanni, spalmati tra il 4 ed il 23 giugno...), sabato pranzo con alcuni degli amici piu' cari...UN GOZZOVIGLIO GENERALE INSOMMA.
tornero' a londra ingrassata di 4 chili, ma va bene.
bene, detto questo...iniziero' a fare qualcosa :-)
cheers!!!!!
[link]
archivio:
i post di febbraio 2010
i post di gennaio 2010
i post di dicembre 2009
i post di ottobre 2009
i post di giugno 2009
i post di maggio 2009
i post di aprile 2009
i post di marzo 2009
i post di febbraio 2009
i post di gennaio 2009
i post di dicembre 2008
i post di novembre 2008
i post di ottobre 2008
i post di settembre 2008
i post di agosto 2008
i post di luglio 2008
i post di giugno 2008
i post di maggio 2008
i post di aprile 2008
i post di marzo 2008
i post di febbraio 2008
i post di gennaio 2008
i post di dicembre 2007
i post di novembre 2007
i post di ottobre 2007
i post di settembre 2007
i post di agosto 2007
i post di luglio 2007
i post di giugno 2007
Cittini! Sono Eleonora, laureata nel 2004. Toscana fiera fino al midollo, ho rimbalzato tra Firenze e Siena per tre anni, per poi cedere a una vocina che da troppo tempo mi chiamava lontano. E ora, abbandonata la città dove il rosso del mattone si sposa col bianco del travertino, da sotto la diletta Torre del Mangia mi sono spostata sotto al Big Ben. Una senese a Londra... o Londra alle prese con una senese?
Sotto le torri - una senese a Londra
linkario:
- I have a blog...siore e siore, Silvia M.
...la mia quasi vicina di casa kilburnese - Il mio personalissimo paese dei balocchi...organico
l'ultima delle mie fissazioni - con l'obbiettivo in spalla...
...tra toscana, londra, lombardia, vienna, campania, cina... - i Reali Parchi londinesi
....una goduria - ArchitettureInViaggio
In viaggio con lo Yemenita - il viaggio della mia vita
...che è ancora un sogno nel cassetto - Una delle mie fisse: le "passeggiate"
Gnamo gnamo si va a fare du' passi
la posta:
