i post di Eleonora di settembre 2008
rieccoci
eh eh credevate di esservi liberati di me e della ehm..impegnativa carrellata di foto scozzesi. purtroppo i due associati in questo momento sono in vacanza e patrick dio solo sa dove e' a far scodinzolare il proprio gozzo.
pertanto, ho anticipato di 10 minutini la pausa pranzo per sottoporvi i seguenti scatti, in ordine integralmente e vergognosamente sparso:
- immagine un pochino piu' arruffianata di melrose abbey, negli scottish borders

- qui siamo alle orcadi, alzi la mano chi ha capito che e' un fotomontaggio...nel senso di piu' foto messe assieme. trattasi dell' "isola" di borough of birsay, minuscola, piena di scavi archeologici (ma nn di livello stratosferico), di scogliere a picco sul mare e raggiungibile solo durante la bassa marea
- questo ri-e' il tantallon castle, con l'isoletta che gli fa da pendant (si scrivera' cosi'?) e in una veste un attimino piu' accattivante...sotto, l'insenatura vicino al castello 

- abbiate pazienza ma mi sono scordata cosa e'! se mai l'ho saputo in realta', ci siamo fermati in questo paesino causa vescica che stava per deflagrare e abbiamo scoperto questo ameno complesso cimiterino/chiesina sempre negli scottish borders
- qui ci stavamo per imbarcare per le orcadi, quello che vedete e' la costa a john o' groats, il paese piu' a nord della scozia
- duncasby head, all'estremita' est della north coast, visto dal traghetto (chiamiamolo cosi' va', facciamogli un complimento) in rotta per le orcadi
- castello di urqhuart (un tempo sapevo anche come si scriveva), uno dei piu' fotografati del sistema solare...perche' e' il castello che si specchia su Loch Ness, che vedete sulla sinistra
- il tratto di costa nei pressi di skara brae (pronuncia skarabre') alle orcadi! trattasi di uno dei siti archeologici piu' importanti del mondo (fatto questo che bellamente ignoravamo), risalente al 5000 a.C. si visitano dal di fuori ovviamente della abitazione scavate nella roccia, con mobili, stanze e "arredamento" di pietra. come avete modo di apprezzare,la location e' spettacolare...
- il castello di stirling
- il paesino di culross, un gioiellino dal nome quasi imbarazzante, rimasto intatto dal XVII secolo...o meglio l'architettessa priva di cappellessa che mima un improbabile ingresso alla propria dimora
- st. andrews, culla del golf, e la diciottesima buca piu' famosa della storia...faccio la splendida ma sono stata imbeccata dalla tenera meta' che qui ha fatto le fusa per tutto il tempo...
- l'architettessa e la dolce meta' di cui sopra sul loch ness
- ancora loch ness con il castello di alcune foto fa.
Bene cittini, per oggi e' tutto. dovete ciucciarvi ancora una carrellata, la terza, di foto e poi basta!
alle prossime puntate rimando, in collegamento dall'interno della mia testolina, le ultime avventure e amenita' dalla perfida albione.
un abbraccione.
sciaoooooooooooooooo!!!!
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gli amici, quelli veri,
gli amici, quelli veri, della vita, vanno e vengono dalla mia minuscola cuccia in loveridge road. e con loro, i racconti della loro vita degli ultimi mesi si fondono e si mischiano con i miei pensieri e la mia vita londinese. tante situazioni diverse, ma forse nemmeno tanto: chi si aggrappa con l'anima e coi denti al lavoro poco soddisfacente e ancora meno retribuito, perchè almeno è un punto fisso nella propria vita non sempre rosea; chi ha il contratto che scade nel giro di un mese e poi dio solo sa che succede; chi ha è riuscito a mettere su casa, chi convive e vede il proprio stipendio piano piano aumentare; chi è al settimo cielo perchè ha avuto la cattedra a scuola e può chiedere un mutuo e pensare di aver un figlio. tante vite che spalancano una finestra dentro di me, con la prepotenza di un colpo di vento improvviso. e con prepotenza costringono a pensare e a ripensare. amici che coincidono con un lasso di tempo particolare o con una vita intera, con le loro visite riaffiorano ricordi, dettagli, situazioni, sensazioni...siano questi il primo lavoro a siena o la gita di terza liceo a parigi; l'esame di costruzioni o di quinta elementare. la macchina del tempo si attiva all'istante, e all'istante mi ritrovo alla scuola elementare gaetano pilati in piazza rosadi a firenze, al liceo classico galileo nell'aula più minuscola che esista nel sistema solare; o in una siena luminosa, bellissima, in un mercoledì di mercato a banchettare con il ciaccino del poppi. mi sembra di aver vissuto tante vite e trovo sorprendente che alcune di esse sopravvivano indipendentemente da me: non è egocentrismo, è la sicurezza, l'illusione che quando tornerò niente, di quello che amo di Casa, sarà cambiato...continuerà la lenta corsa, da fine giugno e metà agosto, verso il palio; il fico sotto casa continuerà a scaricare sul prato quintali di fichi che i condomini seguiteranno a ignorare; la strada che da monteaperti va a castelnuovo e che ho fatto centinaia di volte di corsa, in bici, a piedi... sarà sempre splendida, in ogni stagione, le crete d'intorno punteggiate di poderi che attendono, da decenni, nuovi (facoltosi) proprietari. e l'amiata, la mia stella polare...sabato scorso sono atterrata a perugia, e vedere la sua sagoma insieme ai colori accesi dei campi e la distesa delle crete, sarà che avevo dormito poco e male, ma non sono riuscita a trattenere la lacrimuccia. alla fine è questione di equilibri, l'ho sempre sospettato e lo sto capendo da quando sono qui. io e l'equilibrio abbiamo sempre avuto un conflitto non risolto. l'equilibrio tra la felicità e la soddisfazione di essere qui e il richiamo delle mie colline; l'equilibrio, che in altri tempi avrei definito compromesso, tra un lavoro non sempre eccezionale, sicuro, appagante e la gioia di svegliarsi la mattina e vedere l'amiata, avere i propri affetti vicini e le proprie cose (siano esse libri, vestiti, ricordi) a portata di mano. tornare a casa un fine settimana e aprire un cassetto a volte mi provoca degli sturbi non comuni: l'altro giorno ho trovato la pagella di quarta elementare. non è attaccarsi al passato o peggio ancora viverci...ma il passato è una delle sostanze principali di cui siamo fatti, e a volte trovo salutare riattingere a quella sorgente per ripercorrere tutta la strada che si è fatta finora...per capire che dove siamo ora è il posto giusto, e che quasi ogni passo che si è fatto ha avuto un senso. almeno in quel preciso istante e in quella precisa situazione....it did make sense. gli amici e le storie che approdano a loveridge road mi insegnano anche che, in un modo o nell'altro, forse c'è un modo di vivere/sopravvivere in italia; un equilibrio che alla fine, con fatica, si riesce a trovare, un angolino che, chiudendo un occhio, ci calza a pennello; io non ero pronta un anno fa e non lo sarei adesso, ma credo/spero che le cose cambieranno, dentro di me prima ancora che in italia. per quello purtroppo non basterà l'inizio del nuovo millennio.
in conclusione, vorrei incoraggiare una persona cara, che da troppo tempo stagna in una situazione fatta purtroppo di molteplici situazioni: in certi casi è più importante il mettersi in moto, il viaggiare in sè, della meta del viaggio. sei grande abbastanza per mandare rispettosamente a fare in c**o chi sai te e sentire che profumo ha l'aria una volta che la timone ha cambiato direzione. da qualche parte si deve cominciare: le cose trovano un nuovo assetto e per tornare al discorso di prima un nuovo equilibrio, meglio o peggio forse nemmeno importa in questa sede. l'importante è che sia diverso. pensa alle pedine di un domino cosmico...basta un alito di vento riconfigurare tutto. e io a quell'alito di vento che sai mi ci attaccherei di corsa.
bene cittini carissimi...al prossimo giro meno discorsi seriosi e ultimo round della campagna in scozia.
see you soon!!!!
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sedatemi
ovvero, svegliatemi quando finisce settembre...dopo avermi sedato. non c'è niente da fare, ogni anno settembre mi fa lo stesso effetto; sarà la secchiona che è in me ma quando finisce agosto mi si risveglia un leggero languorino che finché ero studentessa (dalla prima elementare all'anno della tesi) tentavo di placare facendo la fila in libreria per comprare i libri di scuola, l'agenda, l'astuccio nuovo, se proprio era un anno fortunato la cartella; preparandomi a gustare croci e delizie dell'anno scolastico. e secchiona sono rimasta, in latenza e purtroppo senza possibilità di sfogo a quanto pare, ma a settembre come dire, mi si risveglia l'istinto innato a decidere, a pianificare, a preparare, fondamentalmente a fare qualcosa. e scusate se siamo gemelli (ascendente vergine: curiosita', mille idee in contemporanea, volubilità + istinto all'organizzazione, e questo spiega alcuni lati nemmeno troppo oscuri del mio carattere...). lungo preambolo per dire che questo settembre non è stato diverso. la mia non è proprio fame, è voglia di qualcosa di buono, direbbe la signora di giallovestita con una cappellessa molto più importante della mia. dalla fine di agosto ho deciso, e poi cambiato idea, poi fermamente deciso e poi non si sa, di: cambiare lavoro, cambiare casa, cambiare taglio di capelli, comprare all'ikea uno di quei letti a ponte, comprare una bicicletta. delle decisioni di cui sopra le meno perniciose sembrerebbero il taglio di capelli e la bicicletta, ragion per cui mi sono prontamente autogiustificata per dilazionarne o sospenderne l'attuazione. l'acquisto del letto a ponte è stata un'infatuazione di breve durata, deciso nel corso delle prime quaranta vasche di piscina un sabato mattina; le successive mi hanno spinto a rivedere la mia posizione, pensando alle difficoltà pratiche di trasporto e montaggio. parliamo di cose più serie. premetto che naturalmente non ho alcuna ragione plausibile per desiderare di cambiare lavoro e casa. è solo, come dire, il brivido di rimettersi in gioco, quel sottile piacere che ti porta sulle montagne russe e ti rende segretamente felice quando a monopoli devi pescare i cartellini probabilità e imprevisti; il desiderio di ributtarsi nella mischia ora che mi sono piano piano assestata (ma non da ora) nella quotidianità e nella serenità, diciamolo, della vita londinese. sono passati dieci mesi, scivolati via senza che quasi me ne accorgessi; merito credo anche del lavoro che mi piace e della vita che mi sono ritagliata su misura, fatta di lunghe passeggiate, molta solitudine e tempo per me. ma chi mi conosce sa che sono sempre alla ricerca, sempre curiosa di vedere cosa c'è dietro quell'angolo e dietro l'altro ancora. la voglia di cambiare deriva proprio da questo...il rimettersi in discussione, la curiosità nei confronti dell'architettura e degli studi londinesi, unita alla considerazione (anche questa molto da secchiona) che se sono qui per un certo periodo per fare "esperienza"...più ne faccio e meglio è. non durerà per sempre, sono partita con questa idea e di questa idea sono sempre rimasta; e voglio che questo periodo qui sia "fertile in avventure ed esperienze", per citare kavafis. ma i buoni propositi per l'autunno soccombono miseramente dinnanzi alla mostruosa pallosità di dover rifare anzi aggiornare (che è ancora più palloso) il CV e il portfolio. e quando le giornate sono così belle...niente dà più soddisfazione che una passeggiata in centro, lungo il tamigi o attraverso regent's park, il che tutto sommato mi consola perché mi fa sentire meno secchiona. il cambio di casa si inserisce sulla stessa lunghezza d'onda...voglia di novità, di conoscere zone nuove della città, di sentire che aria tira altrove... eccetera. fondamentalmente vorrei rimanere qui a nord, ma magari avvicinarmi più al centro..zone tipo swiss cottage, primrose hill, le aree che fanno da corona a regent's park...residenziali, in un certo modo eleganti, quasi...quasi...(nondirlonondirlonondirlo) borghesi (...occristo sono una secchiona borghese è questa la dura realtà, vi diffido dal leggermi oltre); ma un rapido giro su gumtree fa desistere chiunque dotato di un minimo di raziocinio....fino alla mattina dopo, s'intende, quando ricomincio il valzer tra bd4jobs (per il lavoro) e gumtree (per la casa). cittini, che vi devo di'...meno male che oggi è il 30 settembre...
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Cittini! Sono Eleonora, laureata nel 2004. Toscana fiera fino al midollo, ho rimbalzato tra Firenze e Siena per tre anni, per poi cedere a una vocina che da troppo tempo mi chiamava lontano. E ora, abbandonata la città dove il rosso del mattone si sposa col bianco del travertino, da sotto la diletta Torre del Mangia mi sono spostata sotto al Big Ben. Una senese a Londra... o Londra alle prese con una senese?
Sotto le torri - una senese a Londra
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- I have a blog...siore e siore, Silvia M.
...la mia quasi vicina di casa kilburnese - Il mio personalissimo paese dei balocchi...organico
l'ultima delle mie fissazioni - con l'obbiettivo in spalla...
...tra toscana, londra, lombardia, vienna, campania, cina... - i Reali Parchi londinesi
....una goduria - ArchitettureInViaggio
In viaggio con lo Yemenita - il viaggio della mia vita
...che è ancora un sogno nel cassetto - Una delle mie fisse: le "passeggiate"
Gnamo gnamo si va a fare du' passi
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