Chapeau, un parco sportivo per Les Bois

Un giovane team di architetti, alcuni trentenni, altri non ancora, si riconferma al primo posto in un concorso internazionale, e a distanza di solo 1 anno dalla precedente vittoria. Con il progetto "Chapeau" Michel Carlana, Luca Mezzalira, Curzio Pentimalli e Riccardo Sanquerin vincono il concorso per la progettazione di un parco sportivo a Les Bois nel Jura, in Svizzera.

È la seconda vittoria che li porta sul gradino più alto del podio, un anno fa circa i ragazzi si erano classificati al primo posto con la progettazione della biblioteca civica di Bressanone, dando prova non solo della loro bravura, quanto di un'evidenza che scaturisce dagli ultimi esiti concorsuali: la presenza di una giovane generazione molto talentuosa che soprattutto, in maniera molto matura e critica, sa relazionarsi anche con contesti difficili, inventando soluzioni raffinate e "garbate".

Il bando richiedeva la costruzione di una nuova palestra e la rifunzionalizzazione di una sala utilizzata nel passato per le attività sportive e di spettacolo, da trasformare - con il progetto - in un luogo deputato alle attività ricreative. La grande piazza su cui attesta il vecchio edificio è la Place des Petits d'Hommes, un immenso vuoto che deve cogliere l'occasione di rinnovamento per rafforzare la sua funzione sociale come luogo protetto ad uso dei giovani e della popolazione scolastica. Creare una sinergia tra gli edifici e le diverse funzioni in uno spazio coerente per giungere alla riqualificazione ambientale del grande spazio, è quanto, in sintesi, richiedeva l'amministrazione comunale.

La struttura urbana di Les Bois, caratterizzata da continui saliscendi e scorci inediti ha innescato, nel processo progettuale, una serie di riflessioni legate al suolo e al vuoto che esso interpreta. Il fatto stesso che l'insieme degli edifici che compongono il paese siano perfettamente calibrati nella trama edilizia ha reso ancor più delicata la scelta delle modalità di accostamento e di relazione con l'esistente edificio della sala delle feste. Fin da subito era intenzione del progetto riuscire a radicare la sala dello sport nel contesto secondo le logiche locali, collocandola defilata rispetto alla facciata della sala delle feste così da farla divenire una delle quinte "vive" della futura piazza des Petits d'Hommes.

Il progetto si propone in questo modo di comporre un nuovo spazio urbano attraverso un perimetro permeabile, qualche segno e un'attenta dislocazione delle attività in relazione tra loro e con lo spazio pubblico. Un portico, una sala che mantiene il suo ruolo principale, dei giochi, una scuola, tra questi attori una piazza. Lo spazio aperto viene concepito come un unicum che avvolge gli edifici di progetto su tutti i fronti. Integrando i campi sportivi con l'idea di verde pubblico si viene così creare un parco sportivo il cui scopo è quello di fare da catalizzatore sociale per le diverse generazioni.

Gli accessi da piazza e parco sportivo avvengono su più fronti e proprio questo aspetto fa sì che ne risulti un elementare ma articolato complesso edilizio privo di retri. Ciò viene reso possibile anche grazie ad un controllato sistema degli accessi, il quale permette di utilizzarne le diverse parti in maniera separata per assolvere a più funzioni ed eventi con tempi e modalità di volta in volta differenti. Ne risulta una gestione semplice ed adeguata delle esigenze di un luogo che mira ad essere flessibile e a creare una nuova centralità per Les Bois.

La progettazione di un edificio che ha per attitudine la costituzione di un luogo, deve confrontarsi con il difficile tema dell'immaginifico collettivo. I progettisti decidono di fare riferimento alle dinamiche di Les Bois, sia per quanto concerne le peculiarità geografiche che per quanto concerne le scelte architettoniche. Il nuovo edificio quindi, dovrà essere capace di interpretare il ruolo di una architettura autentica. Esso dovrà tutelare i caratteri del sito per mezzo della tecnica costruttiva, della materia e della stereometria: immediate conseguenze di clima, topografia e storia. Tutto ciò senza celare la propria contemporaneità, la quale diviene manifesto e punto di riferimento per gli abitanti.

Un tetto e un basamento, concepiti secondo le regole compositive che si rifanno alle costruzioni del paese, sintetizzati con lo scopo di rendere riconoscibile quel che per sua natura vorrebbe essere silenzioso. Ma senza schiamazzo alcuno. La collocazione dell'edificio ad una mezza quota rispetto al suolo esistente permette di raccordarsi direttamente con le quote esistenti. Allo stesso tempo è possibile nascondere parzialmente la grande volumetria della palestra che viene in parte interrata. Si garantisce così una massa costruita che non prevale su quelle circostanti, lasciando una permeabilità visiva e fisica che attraversa lo spazio per mezzo di piccole variazioni di quota del terreno esistente. Interno ed esterno diventano uno spazio unico, avente per soglia il tetto.

Progetto: Michel Carlana, Luca Mezzalira, Curzio Pentimalli, Riccardo Sanquerin.
Premio:
30.000 CHF (primo premio) con affidamento d'incarico

Committente/Ente banditore
Comune di Les Bois, Canton Jura, Svizzera

Sito: Place des Petits d'Hommes, Les Bois, Canton Jura, Svizzera

Dati dimensionali: 2700 m2 

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