Skyscraper Competition: tra i vincitori un team italiano che reinventa la tipologia dei data center

al primo posto un grattacielo orizzontale a NY; al terzo un terminal per droni

Valeria Mercuri e Marco Merletti sono tra i vincitori dell'edizione 2016 del concorso lanciato dalla rivista newyorkese Evolo. La loro idea: un grattacielo pensato come ad una grande scheda madre che risolve in chiave ecologica la progettazione dei data center.

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Valeria Mercuri e Marco Merletti sono tra i vincitori dell'edizione 2016 del concorso internazionale Skyscraper Competition, bandito dalla rivista newyorkese Evolo per sollecitare nuovi modi di intendere il grattacielo e il suo rapporto con l'ambiente naturale e costruito. La loro idea: un grattacielo pensato come ad una grande scheda madre che risolve in chiave ecologica la progettazione dei data center.

Il team italiano conquista il terzo posto con il progetto Data Tower, ossia un grattacielo localizzato in Islanda con funzioni di data center. Un'idea che nasce dalla necessità di affrontare il tema ecologico per la realizzazione di tali infrastrutture, che per processare ed elaborare dati hanno bisogno di assorbire grandi quantitativi di energia. Pensare, dunque, ad un futuro green per i data center e al contempo immaginare una nuova forma per l'architettura che li contiene, è quanto hanno cercato di fare i due progettisti italiani. 

Con il loro grattacielo hanno voluto investigare nuove morfologie che superassero le monotone forme solitamente assunte dai data center. Così l'architettura da loro immaginata è concepita come un'enorme scheda madre tridimensionale. 

«I data center - affermano i progettisti - consumano molta energia e hanno un'elevata impronta di carbonio: i server assorbono molta energia elettrica e hanno bisogno di essere costantemente raffreddati per evitare problemi di surriscaldamento».  «La soluzione per il futuro - continuano - è ospitare data center laddove l'energia è pulita e a basso costo. Per questo motivo alcune aziende hanno iniziato a pensare all'Islanda».

Quanto al grattacielo, Valeria Mercuri e Marco Merletti lo immaginano composto da una facciata esterna dove sono fissati i sistemi hardware e un grande vuoto interno con funzione di principale canale del sistema di raffreddamento e di spazio per manovrare gli elementi che compongono il data center. Il sistema permette di trasportarli fino al piano terra dove si prevede possano avvenire le operazioni per la loro manutenzione.

Nella classifica - stilata da Matias del Campo, Thom Faulders e Marcelo Spina, membri della giuria e fondatori rispettivamente degli studi SPAN, Faulders e Patterns - ci sono due gruppi statunitensi che precedono  Valeria Mercuri e Marco Merletti, scelti tra 489 progetti ricevuti.

Al primo posto

Yitan Sun e Jianshi con il progetto New York Horizon

Il team statunitense immagina di creare un grattacielo orizzontale continuo intorno a Central Park a New York, una struttura alta 300 metri e che si sviluppa anche in profondità per circa 30 metri. Si tratta di una architettura destinata ad ospitare abitazioni in stretta connessione con il parco.

Al secondo posto 

Hadeel Ayed Mohammad, Yifeng Zhao e Chengda Zhucon con il progetto The Hive

The Hive è un grattacielo che funziona come quartier generale per droni di ultima generazione. Un terminal dal quale poterli controllare e grazie al quale poter offrire ai cittadini della grande mela servizi personali e commerciali.

Per visionare tutti i progetti menzionati e vincitori: www.evolo.us/category/2016

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