Accanimento politico contro architetti e ingegneri

messaggio inserito mercoledì 21 luglio 2010 da redazione p+A

redazione p+A : [post n° 237552]

Accanimento politico contro architetti e ingegneri

L'Inarsind protesta per lo svilimento subito dalle libere professioni da parte della classe politica, che propone leggi non contestualizzate in un progetto di riforma organica.
Leggi la notizia:
[p+A news: Accanimento-politico-contro-architetti-e-ingegneri]

Duro comunicato dei Consigli Nazionali di Architetti ed Ingegneri al tentativo dei Geometri e Periti di ampliare i limiti delle loro competenze con un DDL esclusivo sulle loro attività.
Leggi la notizia:
[p+A news: No-ad-ampliare-le-attivita-di-geometri-e-periti-edili]
mario :
siamo alla follia!!!!!!!!!!!!!!
Roberto Candelori :
Non avete citato lo scandaloso aumento di inarcassa del 50% in quatro anni, come mai, il numero degli architetti diminuirà sensibilmente per questo motivo.
Clemente :
Che scandalo i nostri politici, invece di ridurre il loro sovrappeso sulle spalle di chi lavora, si preoccupano dei consigli di amministrazione degli altri! Se sindacati, consigli e ordini vari non saranno in grado di tutelarci, non resta che stracciare tutto, tessera elettorale inclusa, e migrare verso paesi più civili del nostro. Queste proposte di legge dimostrano ancora una volta dove stà realmente andando l'italietta, e non solo nel campo delle libere profesioni.
ilVero :
Questo Governo fa solo confusione per far vedere che fa e cosi' vincere le prossime elezioni.
Ma andate a casa!
Non servite a niente.Buffoni!
giuseppefvg :
I consigli degli architetti e degli ingegneri dicono cose giustissime, ma nessuno ne gliene frega niente perche' i geoemtri ed i periti sono piu' numerosi (voti). Gli architetti e gli ingegneri dovrebbero, invece che far note stampa che lasciano il tempo che trovano, indire uno sciopero intimando ai propri iscritti di non mandare avanti progetti pubblici, non fare direzione di lavori pubblici, non fare mandati di pagamenti alle ditte, non chiudere i lavori (sempre pubblici). Se riuscisse gli enti pubblici comincerebbero a protestare e qualcuno comincerebbe a capire . Ma il problema successivo che si presenterebbe sarebbe quello di dover prendere provvedimenti disciplinari contro un gran numero di iscritti. Se architetti ed ingg non sanno autotutelarsi e' causa loro perche' si fanno rappresentare da sedicenti dirigenti incapaci.
zikof :
gli architetti hanno abbandonato il settore privato perchè negli anni 70 80 faceva comodo puntare su lavori pubblici supartiti che contavano (PC in testa)e sulle università e sulle riviste...
dei privati non glienefregava assolutamente niente!!!

ora di che si lamentano????

andate a fare i radical chic da un altra parte!!!
buoni a nulla capaci solo di pensare minchiate
blackwithe :
Nessuno vuole cose stratosferiche: si vuole solo porre giustizia e riprendersi la DIGNITA' anche umana, nell'avere competenze su piccole cose (piccole costruzioni in c.a, casette in legno , porticati, gazebi,pergolati etc) e ricondurre le cose a come fanno moltissimi architetti -anche ingegneri- col catasto o col calcolo in c.a., le cui conoscenze e competenze DIRETTE sono ridotte ad una rosa limitatissima (forse il 30-40%%); infatti vanno per la maggiore ausili dei geomteri e calcolatori specializzati, sopperiti solo dalla firma sul lavoro FATTO DA ALTRI. Se non si vuole dare un minimo di sussistenza a questo Albo fatto di "diplomati" che sono il perno dell'italia che-per certi versi- per la loro abnegazione,per la loro passione e serietà godono rispetto sia nei grandi centri che in quelli picolissimi anche montani, è meglio abolirli gli ALBI cancellandoli anzichè umiliare e far patire la fame ad intere famiglie, ANZICHè togliergli ANCHE LA DIGNITA' Non scordiamoci che le maggiori imprese, i migliori comuni, le migliori aziende ed amministrazioni sia pubbliche che private sono RETTE, CONDOTTE E SOSTENUTE DA SEMPLICI GEOMETRI CHE HANNO LE PALLE. Non si venga a dire poi che non bisogna tenere il passo coi tempi visto che per fare una casetta in cemento armato di un piano o due, o addiruttura per farla in muratura armata -CON TUTTE LE TECNOLOGIE DI OGGI, SERVE PER FORZA UN ARCHITETTO O UN INGEGNERE, visto che poi farina del proprio sacco lo è nella minima parte dei casi. La cosa migliore sono le sinergie, le collaborazioni, le interazioni, perchè E' VERO che i geometri hanno da imparare moltissimo,tutto, dai laureati però anche vero che i diplomati con la loro versatilità, umiltà, la loro fame di conoscenza, la loro curiosità, il loro spirito di compensazione che li guida a migliorare ogni giorno sempre di più, la loro applicazione costante ai software più complessi, con corsi di specializzazione e master, HANNO DA DIRE LA LORO. Quindi ogni guerra tra poveri và contro lo sviluppo e la cresita umana.
geco :
X blackwhite
!!!
zikof :
x blackwhite

ma cosa ti sei fumato???
non si capisce un tubo!
se progetti come scrivi stiamo freschi!

cmq tutto sommato ho inteso...
sono abbastanza d'accordo..
giorgio :
Con le "palle" ci sono ingegneri.Ne ho incontrati in 40 anni solo però pochi.
Architetti ne ho incontrato, dal 1990 a questa parte,moltissimi (una salma),tutti uguali copiando il geometra non quello con le palle,ma quello appena "matricola".
Dopo 30 anni o 40 anni di intensa professionalità di geometra;esperienze di importantissimi cantieri oppure specialisti in topografia che cosa deve venire a dire l'architetuccio con la codina?
Giorgio Bulgarelli :
Siamo l'unico paese sviluppato dove competente —meglio sarebbe dire "incompetenze"!— professionali si accavallano e sovrappongo in modo cosí assurdo. Forse, sarebbe il caso di avere, anzitutto, ordini professionali seri a livello nazionale e distinguere, una buona volta, fra "titolo di studio" e "abilitazione professionale". In altri termini: 1. Gli ordini abbiano la forza e la volontà di riconoscere quali sono i corsi di laurea "abilitanti" senza abilitazione; 2. Sia consentito a tutti, indipendentemente dal titolo di studio, di sostenere —in assenza di un titolo abilitante— un esame di abilitazione su TUTTE le materie del corso di laurea; 3. Si attui una specie di "condono" —come avvenne quando furono istituiti gli albi degli architetti nel 1929— per accogliere fra gli Ingegneri e gli architetti i geometri e i periti con "dimostrata" esperienza e capacità professionale, dopo di che nessuno privo di laurea possa piú progettare, pena la reclusione immediata!
desnip :
geometri con le palle? Sui comuni o enti pubblici in genere, mai visto uno...
giuseppefvg :
gentilissimo Bulgarelli, hai commesso un errore iniziale : noi non siamo un paese sviluppato !!!. Sul resto le proposte meriterebbero una discussione non frettolosa.
ciao
giuseppefvg
geco :
La parola GEOMETRA ha la stessa genesi di geometria che, dalla composizione di due parole greche "geo" e "metros", rispettivamente, terra e misura, rivela la vocazione originale del geometra: quella cioè di agrimensore, ossia "misuratore della terra".

zighive :
UNA STORIA NON SCRITTA...(l’errore di noi architetti)

Ho 32 anni, sono diplomato geometra, laureato in Architettura e figlio di geometra con 43 anni di esperienza nel settore....Prossimamente studierò ancora ma non so se laurea, master o dottorato...vedrò. Intanto lavoro come architetto.

Detto questo, scrivo perché sono veramente stanco di discussioni tra le competenze, accuse e speso insulti reciproci...

Ritengo sia giusto chiarire un po' di cose.

Negli anni 50-60 ci fu una specie di spartizione non scritta delle competenze.
Agli architetti andavano i lavori pubblici ed eventualmente quelli privati, considerati intellettualmente significativi, per complessità ,pubblica utilità, sperimentazione o altro...
Agli ingegneri andavano le infrastrutture, gli insediamenti produttivi e le grandi espansioni edilizie soprattutto ad opera di privati. L’ Ing. Nottola vi dice niente?
Ai geometri le briciole, ovvero quel pulviscolo edilizio in contesti per lo più rurali, che al tempo i colleghi architetti hanno disprezzato e sottovalutato.
Diciamo chiaramente che fino alla fine degli anni ’80 ci sono stati conflitti di competenze, ma non di grande rilevanza.

"Giammai l’architetto si sarebbe scomodato per sottrarre misere casette al geometra quando vi era da dare il proprio contributo nella museificazione dei centri storici…! Nevvero???"

La spartizione si fatta andava tutto sommato bene a molti.
I problemi gravi sono sorti quando, nel 91-93 quando all’Italia occorse un aggiustamento strutturale. Con le manovre Amato e Ciampi e il conseguente blocco della spesa pubblica e degli appalti se ne andarono in fumo molti concorsi e piani e progetti di ogni tipo. A questi si aggiunga in una riga soltanto il profondo cambiamento dell’epoca che portò alla fine del comunismo, a tangentopoli e al crollo dei partiti di riferimento (soprattutto DC,PSI e PC) che spadroneggiavano nel gestire il rapporto tra università, concorsi-appalti, editoria e architettura “alta”.

Gli architetti che prima degli anni 90 praticavano (e praticano) la professione in edilizia diventavano spesso oggetto di mortificazioni intellettuali, accusati da parte di una certa élite accademica e della sua cerchia di seguaci di lucrare col privato di svilire il ruolo dell’architetto e del loro sapere . Questa educava (ed educa) i propri discepoli ad un approccio al progetto esclusivamente pubblico, disprezzando e ignorando le esigenze modeste delle classi più “deboli” ,ma comunque capaci di libera iniziativa (si veda piccola borghesia e proletariato benestante).
Questa premessa ha offerto ai geometri ampio margine di avanzata in un “territorio dell’architettura” e in una fetta di mercato che gli architetti non hanno saputo o voluto far loro, poiché considerata (a ragion veduta) intellettualmente mortificante.

L’oggi è sotto gli occhi di tutti, la spesa pubblica non può ripartire, i tagli sono all’ordine del giorno. L’Italia non può permettersi né oggi né in un futuro ragionevolmente vicino di avere un consistente mercato pubblico della progettazione e delle costruzioni come avviene in Francia o in Spagna.
Il settore di mercato che ha avuto la meglio negli ultimi venti trent’anni è stato l’edilizia privata, appunto dominio (meritato direi a questo punto…) dei geometri. Come a dire che il modello di città che ha avuto la meglio è stato, guarda caso, il modello della cosiddetta città diffusa…

Oggi che la fame batte sui denti di molti architetti… l’atteggiamento sta cambiando. Una parte della cultura architettonica comincia finalmente, volente o nolente, a considerare diversamente il settore dell’edilizia privata.
Da qui, l’acuirsi del conflitto di competenze che è principalmente un conflitto di mercato.

Esistono delle differenze culturali e professionali innegabili tra le diverse figure del progetto, ma spesso la sicurezza dell’edificio e la salvaguardia del territorio sono usate più come pretesto che come reale motivazione.

Cosa fare dunque? Conservare lo stato delle cose non è possibile, e non lo vorrei.
Massacrarsi per tirare fuori la solita legge bisognosa di due o tre revisioni nei prossimi vent’ anni? Nemmeno.

Una proposta alla prossima puntata.

To be continued…

zighive
maurizio :
Resta comunque un fatto ineluttabile: la figura del tecnico non laureato che esercita e ricopre incarichi -praticamente- uguali a quelli dei laureati (leggi geometra) esiste solo in Italia.
AcerGiovi :
x maurizio

come tante altre cose....che esistono solo in italia...
questo è un paese fatto tutto a modo suo...
Se non ci fsse l'europa a spingerci, noi non saremmo in grado di fare niente !!!

(cmq ci sono anche ragionieri e periti...)
giuseppefvg :
perchè uno dovrebbe farsi 5 anni in piu' di studi universitari con spese notevoli, mancati guadagni ed entrare nel mercato del lavoro con ritardo di tale periodo in confronto ai tecnici diplometi se non fosse sicuro di avere qualche tornaconto ? Forse solo per un suo sfizio culturale ? Mi sembra assurdo.
Giuseppe fvg
Gxxx :
Dico la mia: I geometri e i periti non dovrebbero più progettare alcunchè...punto e basta.
Quantomeno ci si adegua all'Europa una volta per tutte.
Ai geometri ed ai periti si può lasciare l'importantissimo compito del rilievo, degli accatastamenti e, per esempio, della sicurezza nei cantieri...e compiti equipollenti: qui nessuno vuol togliere la DIGNITA' agli altri...ma semplicemente delineare x bene le competenze (leggi frutto di studio, cultura, merito ecc.....tutta roba che nel mondo civile ti viene automaticamente riconosciuta...e qui da noi c'è sempre chi urla alla dignità...alla discriminazione sociale....mavàààààààààà....!)
Se poi non si vuol tagliare fuori tanti padri di famiglia si potrà sempre architettare un esame x quelli che da 8-10 anni fatturano come liberi professionisti e comunque, anche per questi, limitarne il campo:...ma non mi venite a parlare di progettare "piccoli edifici in c.a." perchè sempre in zona sismica dovranno essere fatti...o di progettare un piccolo impiantuccio da 100 KW...o di restaurare una piccola chiesetta del'300...o di progettare un piccolo villaggetto x 600 villette....
Poi se proprio appartenete a quella ristretta cerchia di appassionati che negli anni s'è messa a studiare x esempio il calcolo strutturale vi faccio pure una domanda: ma perchè non vi siete presi una laurea?
Non mi venite a dire che costava troppo...che lo so io quante serate al pub (e successive nottate di studio) e quante rinunce ho fatto x pagarmi gli studi....

x giuseppefvg:
Sfizio culturale un corno!
Penso che uno dovrebbe farsi 5 anni in più per imparare qualcosa in più e non per scaldare ulteriormente i banchi (scusa ma la tua domanda parla da sola....)!
Pensa che per diventare Prof ma anche maestro elementare...devi farti due anni di corso (a pagamento), con tanto di esami e frequenza quotidiana obbligatoria...e poi finire nel calderone dei precari per almeno una decina d'anni...e tu mi parli di "mancato guadagno" x laurearti!??!?e pensa che il 90% di 'sta gente è composta da bravissimi ed onestissimi laureati!!!

Acergiovi :
ok comunque secondo me continuare la lotta cercando uno scontro frontale non serve a niente

io sono dell'idea di cercare di mediare.
in effetti devo dire che all'università io per prendere una laurea triennale ho fatto un padiglione espositivo e due musei...
di case non ne sapevo gran che...
e gli scientifici come meccanica razionale 1 e 2 sono decisamente astratti..

comunqure io cercherei una soluzione che intermedia altrimenti non si risolve niente..

uno che ha perso la pazienza! :
Le Courbisier.... non era neanche un architetto, qui il problema non è chi fa cosa o chi non fa, il problema è che certa gente non dovrebbe proprio circolare, che cambi mestiere perchè proprio non ce nè...
Che sia il mercato a dire chi deve farcela e chi no...
E geometri e ingegneri, non dovrebbero tirare neanche un linea, facciano il loro lavoro seriamente senza rompere i cosidetti, che se volessero potrebbero vivere di rendita. L'Aquila insegna no? Una scuola che crolla su se stessa è un esempio di progettazione ingegneristica impeccabile?
E gli ordini, dovrebbero tutelare, ma si sà che siamo il paese di quelli che guardano nel proprio orticello e poi sono fatti loro!!!!
Basta ordini, caste, uno si spacca il culo per 5 anni e devo pure sorbirmi quella pagliacciata dell'esame di stato. Ipocriti!
Manca un sindacato che tuteli i dipendenti, datori di lavoro peggio di sanguisuga.... Orari di lavoro infiniti.... E la P/Iva: se te lo puoi permettere mi assumi se no il progetto te l'ho fai da te...
E neolaureati pronti a subire tutto, ci sono situazioni bordeline da galera...
Per non parlare dei comuni... Da mettersi le mani nei capelli...
Basta tutta questa burocrazia, siamo il paese a mondo con più leggi di tutela paesaggistica, e con il maggior numero di abusi edilizi. C'è qualcosa che non funziona!!!!!!
E cosi che il nostro paese va avanti... centri storici sempre più decadenti del punto di vista estetico e città che non hanno ne capo ne coda dal punto di vista urbanistico.... Con 2 milioni di appartamenti vuoti, in tutto il paese, non si dovrebbe più costruire per almeno 100 anni.... Eppure si festeggia per l'Expo.
Si sà, però un vulcano in Sardegna fa comodo a tutti!!!!!
sal :
La figura del geometra esiste solo in Italia.
I geometri e i periti non dovrebbero progettare nulla.
E lo dice un diplomato geometra che ha sacrificato tempo e denaro per laurearsi in architettura (lavorando come geometra per pagarsi gli studi!).
L'odontotecnico, il fisioterapista e l'infermiere non operano. Occorre una laurea in medicina! Perchè il geometra e il perito possono firmare progetti di architettura e ingegneria edile?!?!?
desnip :
Non è esatto, purtroppo: in Italia ci sono tanti odontotecnici che fanno il dentista...:-(
maurizio :
@ desnip
...e tanti dietisti che fanno i dietologi, tanti fisioterapisti che fanno i dottori, tanti massaggiatori che fanno i fisioterapisti ed i dottori...
c'è poco da fare, siamo proprio il paese di pulcinella!
giuseppe :
cari colleghi architetti, la colpa di chi di noi si inacazza per il livello cui è stato costretto, la colpa (anche se...incolpevole) è solo nostra , cioè di far parte di una categoria del "c...o"; in cui la stragrandissima maggioranza cerca di salvare qual che puo' nel proprio orticello (legittimo),ma senza impegnarsi per una protesta piu' generale. In cui quella maggioranza non ribalta gli ordini che non hanno fatto niente in tutti questi anni. Io diverse volte ho cercato di coinvolgere colleghi per cambiare le cose, ma non ho ricevuto risposta. Diciamolo pure, sconfortati : noi non siamo una categoria e la stragrande maggioranza ha un livello di battaglia di civiltà praticamente eguale a zero ! So che non riuscite a contraddirmi !!!
Stefano :
Soluzioni:
1) riforma o abolizione della facoltà di architettura;
2) più architetti in parlamento (in Italia funziona così);
3) Collaborare, collaborare, collaborare.
Un saluto.
luigi :
Colleghi architetti, mi chiedo a cosa sono serviti gli esami scientifici, di anilisi 1 e 2, statica, scienza delle costruzioni, tecnica delle costruzioni ed i laboratori annessi.
Paragonare l'immensità dello spazio con la terra, mi pare superfluo; i geometri facciano il loro lavoro, noi facciamo il nostro.
Come categoria sarei ben lieto che i geometri avessero l'esclusività per gli incarichi catastali perchè è una loro specializzazione, lasciando a noi architetti ed ingegneri le altre competenze, come per la maggior parte dei paesi europei e non.
Sono daccordo con il collega Giuseppe nell'affermare che la colpa di tutto questo è semplicemente nostra, perchè distratti, a mio avviso, del cambiamento in atto.
E' arrivato il momento di farci sentire come categoria per riconquistare la nostra professione!!
In fondo, l'Italia non è ancora diventata una Repubblica delle banane.
luigi :
Dalla pianta di vite si raccoglie l'uva per il vino, dall'arancio l'arancia per il succo.
Diamo a Cesare le sue glorie!!
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