Architetto e occupazione

messaggio inserito giovedì 16 settembre 2010 da lloyd

lloyd : [post n° 241029]

Architetto e occupazione

Leggo sempre con molto interesse i vostri post, in particolare quelli relativi al lavoro. Ultimamente ho preso la decisione di provare ad aprire uno studio, ma continuo comunque a guardarmi intorno e a cercare altre possibilità. Quello che mi sorprende dai vostri messaggi è che ci sono colleghi che sono riusciti a trovare un lavoro diverso da quello "canonico" di Architetto. Ma come avete fatto???
Io scandaglio regolarmente le offerte di lavoro sia in rete che sui giornali, ma le possibilità sono irrisorie: se scartiamo i soliti posti da "servo" per fare disegni sottopagati o presentare mobili il sabato e la domenica, c'è il nulla totale. Io stesso ho cercato di propormi per lavori "diversi" laddove cercavano laureati in materie umanistiche o scientifiche, ma sono sempre stato scartato perché ero "un tecnico" oppure perché ero "un umanista".
Come ingegneri gestionali non ci vogliono, come tecnici ci snobbano, come manager marketing ecc. non ci considerano...
Pensate che addirirttura ho perso un lavoro da 1700 € lordi al mese come tecnico per una compagnia di assicurazioni perché ero un Architetto e non un Geometra. Mi spiego meglio, non sono stato scartato perché ero impreparato, o avevo un brutto CV, ma bensì perché il lavoro era da Geometra e quindi io come Architetto dopo qualche anno avrei avuto obiettivi "più alti e consoni alla mia professione". Non si fidavano e temevano che dopo poco tempo li avrei abbandonati per andare a fare l'Architetto.
Io invece su quello stipendio ci avrei messo la firma!

Insomma tutto va bene per non darci lavoro... a seconda delle situazioni diventiamo o troppo umanisti o troppo tecnici oppure ignoranti...
Willi :
Infatti a ottobre vado via dall'Italia...mi mankerà solo il Milan!
Isil :
Guarda Lloyd alle prese con le tue stesse perplessità ultimamente mi stò divertnedo con un piccolo esercizio...su un foglio mi segno tutti i possibili lavori ke potrebbe fare l'architetto.....una sorta di grafico delle possibili occupazioni..e sai di cosa mi rendo conto? ke ci sono molte possibilità......ma niente di concreto nè di immediato! l'unica strada che ti viene offerta se vuoi spacciarti come architetto è quella della libera professione, dove per campare devi sbattertyi a destra e sinistra senza sicurezze ne guadagni, altrimenti cancella la tua laurea dal cv.....più vado avanti più trovo ostacoli.... per es l'ultimo sul percorso...se vuoi torvarti per dirti un part-time qualsiasi che ti mantenga parallelamente alla libera professione non puoi essere iscritto alla cassa architetti, perchè lo statuto lo vieta, devi iscriverti alla gestione seprata con un considerevole aumento delle aliquote per la contribuzione continuando a versare ad inarcasa il contributo integrativo ..(no comment)...... Fico vero!e chissà quali altri ostacoli troveremo per strada...non è per vedere tutto nero ma è così.... e quindi o uno fugge, o si arrangia come credo facciamo tutti.... Si delinea un immagine del libero professionista architetto del tutto incomatibile con lo stato delle cose. Bisognerebbe farla davvero una riforma delle professioni.......ma purtroppo sono convinta che non basterebbe.................
desnip :
Non posso che dirti di affidarti al destino!
Io ero nelle stesse identiche tue condizioni, nel senso che ero disponibile a fare qualunque altra cosa dignitosa, ma mi scartavano perchè avevo una laurea in architettura! finchè, per pure e semplice caso ho trovato a fare la cosa che ho sempre sognato. Dal punto di vista economico, però non è sufficiente, tanto che parallelamente continuo ad avere il mio studio. Però era esattamente quello che volevo. solo che non posso dirti fai così o colì: è solo questione di fortuna!
lloyd :
Ok, ma una buona dose di fortuna è naturale e ci vuole per qualsiasi professione. Il punto è che se ti laurei in Ingegneria la gente sa cosa sei e cosa puoi fare, non accade così in Architettura.
Isil la lista è lunga, è vero, ma quanta gente la conosce?
Nel mondo del lavoro, in Italia, la figura dell'Architetto non è affatto delineata. Per molti siamo solo degli arredatori, per altri professionisti incapaci, per altri ancora una figura indefinita che fa spendere soldi con materiali costosissimi. Ma se esci da questi cliché non c'è nessuno che pensi a un Architetto per fargli fare un lavoro da Gestionale, Manager ecc.
Alfonso2 :
Ciao Lloyd, eccomi qua. Io sono architetto e manager. Attenzione a dire manager perchè in Italy vuol dire tutto e niente. In sostanza sono capoprogetto in una commessa che lavora per commessa (parlo di commesse dai 5M € in su). Ho letto con piacere il tuo post perchè è con delle considerazioni come le tue appena laureato sono scappato dagli studi per vendermi in azienda.
Come ho fatto? Rinnegando la laurea in architettura e facendomi un c..o tanto. Ma tanto. Ora ho 31 anni e ti assicuro che non tiro in ballo la laurea se posso. Per tutti sono un ing in italia e all'estero titoli non se ne usano. Certo che durante la laurea evitavo casabella come la peste per leggere il sole 24 ore, non ho perso tempo alle mostre di architettura per spenderlo imparando l'inglese. Non è stato facile e ne ho dovuti ingoiare di rospi ma alla fine non sono ancora un dirigente ma non posso lamentarmi.
Devi scusarmi ma il tuo post mi ha veramente ispirato simpatia. Mi sa che tu cerchi quello che io ho cercato 6 anni fa. Mi dispiace non postare il nome dell'azienda che presumo molti conosceranno ma se non sbaglio i nomi sono vietati. Attenzione che la mia è la scelta di una persona che durante l'università ha capito che non amava la propria facoltà e ha deciso di gettare le basi per fare tutt'altro. Mi è andata bene ed ho avuto fortuna, il mio è un lavoro da ingegnere gestionale/meccanico. Auguri per la tua scelta.
Edoardo :
Massimo rispetto per l'iter personale di Alfonso, ma il cuore del problema è proprio questo: per avere "successo" da architetti bisogna essere degli architetti falliti.
Ma è normale? Attenzione, l'aggettivo "architetto fallito" non vuol dire "fallito", tutt'altro.
Io questa cosa non la accetto, a costo di avere difficoltà in futuro.
Ma non siamo tutti uguali.
desnip :
con tutto il rispetto per la carriera di alfonso, ma ci sono un sacco di architetti che hanno amato gli studi che hanno scelto e non rinnegano affatto di essere architetti nè si vergognano di dirlo.
Persone come lloyd o come me in passato, stanno solo attraversando un periodo in cui cercano anche qualcosa di diverso pur di lavorare e di avere un'autosufficienza economica.
desnip :
p.s.: per alfonso: ma se ti fa schifo tanto questa professione, perchè bazzichi questo sito?;-)
ikko :
per desnip, scusa ma che lavoro fai adesso?
desnip :
La giornalista, ma sempre nel settore, quindi un lavoro cmq attinente.
Alfonso2 :
In pratica vi siete risposti da soli. Io lo so di essere un architetto "fallito". Di fatto tutti gli esami di composizione, storia, ecc. mi servono solo per cultura personale. Io non mi vergogno di essere architetto ma preferisco non dirlo perchè con il lavoro che faccio ho già subito battute e pregiudizi vari. Il sito lo frequento perchè devo essere informato qualcosina sul mondo dell'architettura e oggi sono in ferie. Poi come ho scritto mi sono reso conto durante gli studi che forse avrei fatto meglio a fare ingegneria ma non volevo buttare un paio di anni fatti. Ho raccontato la mia esperienza. Massima stima di Edoardo ma io non riuscivo ad accettare stipendi troppo bassi. Ma è una mia considerazione.
KITTY :
faccio un lavoro per cui mi bastava il diploma di geometra.
Lavoro in un'impresa di costruzioni e mi occupo di sicurezza e controllo qualità.
L'ho avuto tramite il solito metodo...qualcuno che conoscevo sapeva che il mio titolare cercava, di fatto solo perchè quello prima di me andava via.
Ma contrariamente ad alfonso non è il laovro della mia vita...per ora va bene così, tra qualche anno mi andrà stretto (a volte mi sta stretto anche ora)
carrie :
x desnip

proprio in questo periodo mi stavo informando un po' per cercare lavoro in qualche giornale di architettura. Hai qualche suggerimento da darmi in merito? Vale la pena tentare questa via o data la crisi è un buco nell'acqua?
grazie in anticipo
matteo.s :
Pure io, come Alfonso2, sono impiegato in una grande multinazionale che si occupa di ristrutturazioni di grandi edifici terziari.
Sono il responsabile finanziario, mi occupo di ogni aspetto economico finanziario di ogni commessa che entra.
Stendo i budget, stendo la parte contrattuale in cuio sono inseriti i pagamenti, stendo i contratti con i nostri fornitori e monitoro i vari SAL, devo avere sempre sotto controllo ciò che entra e ciò che esce.

A differenza di Alfonso2, io NON rinnego i miei studi in architettura, se dovessi scegliere nuovamente io RIFAREI gli stessi studi. Inoltre sono andato a diverse biennali, ogni anno non mi faccio mancare il salone del mobile (fiera e fuori salone) e quando posso vado al Cersaie.
Tutti mi conoscono come Architetto (d'altronde lo sono, essendo iscritto all'albo), non mi reputo un architetto fallito e vado fiero del mio ruolo, nel mio piccolo tengo alta la professionalità della nostra professione.

desnip :
Per carrie: l'unico suggerimento che posso darti è di fuggire dallo specchietto per le allodole di giornali che offrono praticantato non retribuito "ai fini del conseguimento del tesserino da giornalista".
Niente di più falso! Per essere riconosciuto, il praticantato deve essere retribuito, tanto che tra i documenti da presentare per l'iscrizione all'ordine, occorre la copia della busta paga o delle fatture emesse.
Alfonso2 :
Matteo.s bravo. Io come ho scritto ho scoperto che non amavo la facoltà durante gli studi. E da li cerco di non specificare di essere arch perchè col mio lavoro ho già avuto parecchi problemi. Meglio che la gente (e i clienti) pensino che sia un ing. Se lavori in una multinazionale sai di cosa sto parlando, a meno che il tuo ruolo non richieda, o possa richiedere studi in architettura. Ciao
carrie :
x desnip
grazie mille per il suggerimento. Se ne hai altri sono ben accetti :)
Edoardo :
Per esempio... ...a me interessa fare una professione con una componente creativa-progettuale e, se non è possibile come da 2 anni, in cui si è fermato tutto, comunque rimanere in un ambito che mi permetta di farlo in futuro. Se devo fare 1+1 senza nessuno stimolo, mi annoio e scrivo 3, se devo trovare un'idea per un progetto, anche difficile, stò sveglio la notte e rendo al 100%... e se devo scrivere 1+1 per un progetto mi sforzo e magari scrivo 2.
Non riuscirei a fare un lavoro commerciale perchè non ci starei con la testa, sarei pericoloso... ...ma è un mio difetto, basta saperlo.
lloyd :
Ragazzi quante risposte, devo aver toccato un tasto dolente... ;)
Credo che Alfonso abbia centrato il problema: quando dice che non si presenta come Architetto perché potrebbe essere frainteso, dimostra quanta stima goda il nostro titolo nel mondo del lavoro, ossia quasi ZERO.
Io non ho rinnegato i miei studi, mi piace l'Architettura, ho amato la mia facoltà, ma... se tornassi indietro probabilmente farei ingegneria perché da un punto di vista professionale è un titolo più affermato e spendibile. Sono anche dell'idea che un buon Ingegnere se ha passione può recuperare il gradino culturale che lo separa dall'architetto, facendo studi supplementari. Insomma credo che tutti siamo consapevoli che per conoscere la Storia dell'Architettura o dell'Urbanistica non sia proprio necessario frequentare un corso. Con tutta la mole di testi e volumi presenti nelle biblioteche e con una buona dose di passione si può fare l'autodidatta. Del resto quanti di noi hanno seguito tutti i corsi di storia, dal primo all'ultimo giorno? Semmai ci siamo rifugiati tutti su appunti e testi studiando la notte ;)
Quello che mi fa rabbia è che si parla sempre di riforma delle professioni, ma mai nessuno che s'interroghi sulla figura dell'Architetto, il cui profilo è creato non dagli Ordini, ma dalle Facoltà.

Tornando all'argomento iniziale. Ma per fare altro bisogna proprio cancellare dal CV il Titolo di Architetto???
Edoardo :
Non penso che un ingegnere possa acquisire quella sensibilità culturare che DOVREBBE essere appannaggio di un architetto. Alcuni ingegneri sono delle macchinette prive di cultura e tronfi della loro arroganza.
Altresì vi sono architetti che non hanno il senso della realtà, dei pavoni.
Infine, quello che fà la differenza secondo me, è la cultura profonda e personale, a monte degli studi, che viene dalla propria curiosità o dall'ambito in cui si cresce.
Scrivo questo forse perchè ho fatto lo scientifico e un anno di tecnica delle costr. (Lab) in facoltà e lavoro con ing., ma da bambino ho sempre vissuto circondato dall'arte e da una cultura umanistica.
matteo.s :
Io lavoro tantissimo con studi di architettura.
A volta devo appaltare a loro i lavori, a volta ricevo i loro disegni, capitolati e computi da utilizzare per stimare il nostro budget e stimare il nostro ricavo.
Cavolo, se non avessi fatto architettura non avrei nessuna conoscenza per vigilare i loro lavori.
Non potrei mai monitorare il lavoro degli studi se non fossi a conoscenza di come si fanno le cose.
E' fondamentale nel mio lavoro sapere come è fatto un pavimento sopraelevato (le componentistiche, le caratteristiche e le tempistiche di posa), altrimenti posso sia sbagliare il costo, sia sbagliare le quantità, sia sbagliare il prodotto, sia avvalermi di manovalanza inesperta a fare un tipo di lavorazione.
(questo è solo un esempio)

Una volta in un progetto avevano inserito nel computo e nel disegno una normale lastra in cartongesso anche per la parete della doccia, senza evidenziare nessun accorgimento, tipo idrostop o similari, loro non se ne erano accorti finchè io non ho letto la voce.
Quindi nel mio lavoro è fondamentale, oltre sapere fare i conti, sapere di cosa si sta parlando.
Alfonso2 :
Non usciamo fuori strada. Sono il primo a dire che non serve un genio per laurearsi in architettura (se sono uscito io col 110 a venezia dopo quello che vi ho scritto) ma la cosidetta "forma mentis" serve se fate...gli architetti. Lloyd parlava di tutt'altra strada, che poi è quella che ho perseguito io. Io Lloyd non ho cancellato dal cv la laurea in ach, ma ho avuto la fortuna di trovare persone che hanno creduto in me nonostante ricercassero ing gestionali. Io non mi sono tatuato in fronte "rinnego l'arch" ma andate un pò in giro a vedere per quanti ruoli vogliono arch! Non ci sono manager in giro con la laurea in arch se non nei ruoli commerciali e molto raramente. Ci sono aziende di design che non vogliono arch nel commerciale. Capisco tutti quelli che dicono mi piace l'arch. Benissimo, ma qui stavamo discutendo della domanda di Lloyd. Perchè un laureato in economia può diventare CFO, un ingegnere COO, un ing gestionale PM e COO, un avvocato LM e un architetto niente del genere? Un motivo ci sarà, evidentemente la cosidetta forma mentis degli arch non è così apprezzata.. Un in bocca al lupo a tutti.
Edoardo :
Io credo invece che, se uno ce l'ha veramente, viene apprezzata eccome, il difficile resta farsi conoscere al di là dei pregiudizi succitati.
Io lavoro con gente completamente diversa da me eppure, quando entra un progetto, mi danno a me l'incarico.
La forma mentis da architetto non deve essere repressa perchè imho può essere anche un grosso valore aggiunto alle doti manageriali e penso che se uno ha la "sesta marcia" lo preferiscano ad uno che ne ha solo 5.
Buona fortuna anhe a te!
matteo.s :
Sinceramente non capisco in che ambiente tu lavori Alfonso, nell'ambeinte che frequento io la forma mentis di un architetto è invece molto apprezzata.
Conosco CEO, COO, PM, Directors laureati in architettura e non lo nascondono.
Sinceramente il ruolo del CFO con quello di architetto/ingegnere non c'entra nulla, la maggior parte di quelli che conosco sono tutti Commercialisti e non li invidio assoultamente.
desnip :
Invece la figura dell'architetto è ricercata anche in ambiti molto diversi. Quando ero appena laureata partecipai a un concorso dove Sviluppo Italia cercava una figura (che era quella che doveva selezionare le imprese), che poteva avere laurea in economia, sociologia o architettura! Indifferentemente! E la psicologa che ci fece il colloquio, quando le chiesi sfacciatamente il perchè, mi disse che era proprio per la "forma mentis" dell'architetto.
Detto questo, ciò a cui mi riferivo io è che, a un certo punto della mia vita, sarei stata disposta anche a fare la commessa, la cassiera, ecc., pur di lavorare, ma non mi prendevnao perchè avevo la laurea!
Vale 79 :
leggendo questi post mi riconosco molto nelle storie di Alfonso e MatteoS. Ho sempre voluto studiare architettura, e ho sempre avuto la certezza che non avrei mai fatto la progettista, senza trovare mai contraddizione fra i due obiettivi. Per 4 anni ho collaborato con una società di ing/arch, mi sono trovata bene, ma per fortuna mi è stata data la possibilità di coltivare un profilo atipico per un architetto, e ho capito che questo "in giro" veniva molto apprezzato, tanto che come dite voi difficilmente i clienti credevano fossi un archi. In seguito ho lasciato lo studio. e a 31 anni sono project manager in una società che si occupa di fondi immobiliari: ho dovuto imparare una marea di cose prima sconosciute, ma ora ho un ruolo di gestione e coordinazione che mi piace moltissimo e mi fa sentire tutt'altro che irrealizzata. L'importante è capire cosa si vuole realmente fare. Certo, come dice Alfonso uno il suo profilo deve crearselo, ma la soddisfazione di sentirsi dire finalmente "sei esattamente la persona che stavamo cercando" ti ripaga di tutto.
Alfonso2 :
Onestamente mi fa piacere leggere questi post. Sapere che ci sono architetti che fanno altro credo possa solo essere utile a chi frequenta questo sito. Matteo.s mi piacerebbe intavolare una discussione con te. Se leggi il mio vecchio post avevo scritto che un laureato in economia può diventare CFO (posizione che io non vorrei mai avere). Se tu hai visto COO e CEO archtietti è molto interessante e mi piacerebbe approfondire la questione. Se tu li conosci comunque è un ulteriore approfondimento di quanto stiamo dicendo in questi post: con fatica, studiando e imparando anche gli architetti possono ricoprire ruoli che naturalmente appartengono agli ing. Ovvio, se tu lavori nei restauri, credo che meglio di un architetto non ci sia.
Ad ogni modo credo che questi pst facciano piacere a Lloyd che così può sentire le testimonianze di arch. che lavorano in altri campi.
Pe Vale 79: la mia azienda mi ha già fatto frequentare un master in project management e adesso sto studiando per certificazione internazionale: qualche problemino con la laurea in arch c'è....ma con l'impegno si supera.
Vale 79 :
visti tutti questi impicci che racconti inizio a credere che la società per la quale lavori ce l'abbia un pò a morte con gli architetti!!! (scherzo ovviamente). Comunque confermi quello che dicevo prima, ci vuole molta tenacia, mettendosi continuamente in discussione, e penso fermamente che questa flessibilità nell'approccio sia alla base degli studi che abbiamo fatto. PS Secondo me siamo stati compagni di corsi: stessa età, anche io laurea a Venezia.
Alfonso2 :
Ciao Lloyd, scusa la domanda ma non sono molto pratico di forum, le varie risposte che hai ricevuto ti sono tornate utili? Come hai potuto vedere in 2/3 non facciamo gli architetti canonici. Ciao e in bocca al lupo
lloyd :
Ciao Alfonso e grazie per le utili risposte :)
In questo momento sono preso per la prossima apertura del mio Studio... o almeno ci provo e vediamo cosa succede ;)
Per il resto mi pare di capire che nessuno ti prenda per quello che sei (cioè Architetto) e che quindi sia necessario rinnegare la propria laurea per costruirsi una preparazione nuova. Cosa che non succede per un laureato in Ingegneria o Economia. Quindi il problema sono le Facoltà, che non preparano assolutamente una figura professionale adatta al mercato del lavoro attuale.
Purtroppo io non ho più tempo, né voglia per fare altri studi... se mi si presentasse un'azienda che dicesse "la preparazione te la do io con stage interni ecc." la prenderei seriamente in considerazione, ma fino ad ora non ho trovato offertte di lavoro di quel tipo.
desnip :
"mi pare di capire che nessuno ti prenda per quello che sei (cioè Architetto) e che quindi sia necessario rinnegare la propria laurea per costruirsi una preparazione nuova."
MA NON E' AFFATTO VERO!!!!
Il fatto che ad alcune persone sia capitato così e che abbiano dovuto costruirsi una carriera diversa, non vuol dire che ciò valga sempre e per tutti.
Alfonso2 :
Ciao Lloyd, spero che le risposte siano state utili. Attento però a quanto scritto da desnip perchè in effetti io mi sono costruito uno sbocco ma sulla base di una laurea. Se fosse stata in ingegneria sarebbe stato meglio. Ma è quanto capitato a me che non significa che valga per tutti. Tra me e te attenzione: io sono un caso particolare, nonostante il 110/110 non ho mai sognato. Al secondo anno sapevo che una volta uscito avrei dovuto disegnare casette a meno di botte di fortuna e mi sono adeguato. Mai disegnato niente senza uno schema statico. Ma ripeto è la mia storia. Un consiglio: dai un occhio agli username di questo forum: ci sono parecchi architetti che hanno tempo durante il giorno per parteciparvi. E magari sono quelli che a testa bassa credono "nel sacro fuoco dell'architettura". Ciao
desnip :
sinceramente, ma proprio sinceramente, non ho capito le tue ultime parole.
Cosa vuoi dire che chi crede "nel sacro fuoco dell'architettura" ha tempo di partecipare al forum?
Se pensi (ma posso anche aver capito male) che è perchè non lavora, allora sei un povero illuso.
Io partecipo attivamente al forum, perchè lavoro in proprio, sono libera, e anche questo è un modo per tenermi agigornata nella mia professione.
E in quanto allo scopo del lavoro, a cui ti riferivi in altro post, per il momento di soldi non me ne porta tanti, ma di soddisfazioni non ne hai idea!
Edoardo :
E pensare che dopo lo scientifico, dove avevo anche voti alti nelle materie scientifiche, dovevo proprio fare ingegneria... ...invece me la sono proprio cercata!
Vedendo l'ottusaggine e la limitatezza culturale di molti ingegneri poi, preferisco scottarmi col "sacro fuoco dell'architettura", a costo di soffrire un pò, piuttosto che avere il cervello chiuso in una gabbia di ferro.
Non capisco proprio uno che sceglie i suoi studi snobbando ciò che fà per anni, fino alla laurea, per poi vantarsi di aver sbagliato strada perchè questa, anche la sua quindi, è una strada da illusi romantici e anche un pò finocchi magari.
Alfonso2 :
Edoardo: perchè dopo due anni non avrei mai pensato di cambiare per poi buttare 2 anni di vita. Mi serviva la laurea che ho ottenuto in 5 anni. Alcuni ingegneri sono come dici tu culturalmente limitati, ma io non ero e non sono disposto a soffrire per la passione. E poi io l'ho detto, personalmente mi ritengo un architetto fallito e un manager discreto.
Io, ma è un mio pensiero soltanto mio, preferisco la mia vita di arch fallito che comunque ho appena acquistato il terreno per costruirsi la casa, della carriera che avrei avuto in studio dove fra un paio d'anni sarei dovuto andare a vivere in un monolocale (forse).
Desnip: non volevo offendere nessuno, scusami. Se Lloyd è la persona che credo sia, allora lui capirà cosa intendevo. In ogni caso non volevo offendere nessuno.





Edoardo :
Ok, Alfonso, se ti serve un architetto per la tua nuova casa chiamami, allora!
desnip :
Lo so che non volevi offendere, infatti non mi sono offesa...:-)
Solo leggermente risentita, per questo ti ho chiesto se avevo capito bene.
Tu hai fatto il tuo percorso professionale che abbiamo ormai compreso, ma non mi sembrava giusto far credere (anche involontariamente) ai giovani come Lloyd che per forza questa è una strada senza uscita, che essere architetti è qlcsa di cui vergognarsi, ecc.
Perchè, con tutte le difficoltà del mondo che stiamo vivendo in questo periodo, ma siamo in tanti contenti della scelta che abbiamo fatto e riusciamo anche a viverci.
Alfonso2 :
Desnip, se leggi i post che ho lasciato ho ripetuto più volte che è stata la mia esperienza. Ti ho dato ragione qualche giorno fa quando ho scritto: "Attento però a quanto scritto da desnip perchè in effetti io mi sono costruito uno sbocco ma sulla base di una laurea. Se fosse stata in ingegneria sarebbe stato meglio. Ma è quanto capitato a me che non significa che valga per tutti."
Come ho detto di aver esagerato a dire di rinnegare la facoltà ma mi è servito per acquistare credibilità, studiando cose nuove, in un settore non mio.
Non ti nascondo che mi fa piacere che ci siano ragazzi come te che credono in quello che fanno. Solo così possiamo pensare di rendere questo paese competitivo. Ciao a tutti.
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