PUA: buone intenzioni, cattive attuazioni?

messaggio inserito mercoledì 6 aprile 2011 da Edoardo

[post n° 259311]

PUA: buone intenzioni, cattive attuazioni?

Anche se demodé per via della crisi, tocca fare i conti con queste "novità" urbanistiche, che pochi padroneggiano, P.A. comprese.
Da quanto evinco dal PSC e dal RUE delle zone dove opero, si tratta di piani urbanistici da attuarsi all'interno di ambiti previsionali individuati dal PSC intercomunale.
Fin qui tutto bene, ma mi chiedo: "La perequazione urbanistica alla base delle convenzioni necessarie all'inserimento dei PUA all'interno del POC (Piani operativo comunali) è una trattativa equa e trasparente oppure può portare a favoritismi di ogni sorta?" Inoltre c'è da considerare che le aree di intervento spesso non coincidono con i limiti di proprietà, anche per un discorso di S. minima, col risultato o di un blocco a monte in fase di accordo tra i privati, o di una ridefinizione degli ambiti contemplata sì dal POC, ma alquanto pericolosa in fase di attuazione per le ripercussioni sull'assetto degli ambiti circostanti.
Un privato che ha la possibilità ed i mq per presentare un PUA nel suo terreno, ad esempio, può essere costretto dal Comune a coinvolgere anche il confinante per realizzare le opere da cedere, verde e similia (plurale neutro) e ritrovarsi a dover "chiedere" ad un vicino se vuole presentare il PUA con lui.
Certe aree (proprietà) di intervento poi, non necessariamente saranno coincidenti con gli ambiti, e magari verranno sfavorite a scapito di altre A PIACIMENTO dell'amministrazione comunale...
Insomma, con le rivalità e le pastette tipiche italiane prevedo che vi saranno dei bei pasticci.
Almeno io la vedo così.
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Nel Gran Ducato di Toscana, nel mio comune abbiamo nel nuovo regolamento urbanistico le aree di decollo e le aree di atterraggio.
Le aree di decollo sono formate da vecchi edifici fatiscenti o industrie dismesse e gli ambiti di atterraggio sono terreni edificabili, con determinati vincoli, con le volumetrie delle aree di decollo individuati lungo il perimetro urbano dei centri abiatati.
Il problema quale è?? E' che i proprietari che vorrebbero far "decollare" il loro volume sono diversi da quelli che hanno la "pista" di atterraggio, che stranamente sono andate proprio a ricadere su terreni dei soliti noti.
Ora, alcuni ambiti di decollo verranno comprati ( a peso d'oro) da chi ha l'ambito di atterraggio, ma in alcuni casi no perchè ci sono volumetrie importanti e grossi interessi, in pratica il "pilota" e "la pista di atterraggio" si devono mettere daccordo; praticamente impossibile.
Quindi la futura pianificazione ed espansione dei centri abitati ma soprattutto la riqualificazione di aree dismesse all'interno di essi è in mano a questo tipo di trattativa tra privati e comune.
La paralisi è garantita.
Non solo, il comune ha avuto la bellisima idea di indicare, non solo i parametri urbanistici delle nuove edificazioni, ma anche la posizione inderogabile dei nuovi edifici e vi assicuro che grandi master plan non li devono avere mai fatti in comune.
Quindi conoscendo un minimo i problemi della progettazione, tra vincoli, fasce di rispetto, consorzi di bonifica, provincia ecc. se ne vedranno delle belle....o peggio ancora non si vedrà proprio nulla come nel 1994 che a P.R.G. approvato si blocco l'edilizia perchè era talmente stringente e incasinato che nessuno riusciva a costruire niente e nel 1995 fecero subito la variante a furor di popolo.
Io allora non pensavo nemmeno di fare l'architetto ma secondo me oggi ci sono le stesse condizioni per bloccare nuovamente tutto.
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il problema fondamentale è che le A.C. non hanno più entrate... rispetto a 15-20 anni fa sono drasticametne calati i trasferimenti statali, gli è stato ridotto ICI prima casa (lo stato dovrebbe versare ai comuni la mancata entrata ma, non avendo fondi, ne passa meno di quanto è il valore e con tempi molto incerti) l'edilizia è in crisi....
le regioni, che hanno 'potere' di legiferare sul territorio hanno fatto (o stanno facendo) leggi urbanistiche che coinvolgono i privati nella trattativa per poter eseguire opere e urbanizzazioni.... io conosco la situazione lombarda ma non è molto differente nel resto d'italia
il problema, poi applicando sul territorio queste norme di 'contrattazione' pubblico-privato, è il giusto compromesso tra le esigenze pubbliche e quelle private... chi amministra (a volte) non capisce quali sono i limiti delle richieste (i limiti che permettono, banalmente, l'utile a chi fa un intervento) e chi investe, spesso, vuole 'pagare' il meno possibile alle amministrazioni (meglio niente...)
La nuova 'era' dell'urbanistica dovrebbe essere la 'contrattazione' e il 'coinvolgimento' delle parti ma, purtroppo, manca, spesso, la capacità di dialogare tra pubblico e privato (e non sempre è colpa del pubblico)
bye bye
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