Lavorare da soli si può?

messaggio inserito giovedì 12 maggio 2011 da Neo_Ninpo

[post n° 262482]

Lavorare da soli si può?

Ciao a tutti,

dopo tanti anni mettendo i soldi da parte ed avendo finalmente trovato un buco dove poter esercitare la Professione da solo, sto per fare il grande passo e mettermi in proprio.

Sinceramente dopo i tanti calci nel sedere ricevuti dagli studi per miseri 1000-1200euro al mese mi è venuta la nausea a lavorare con altri colleghi che tra invidie, gelosie, risatine alle spalle e roba varia tendevano quasi sempre a rovinarti la giornata....senza parlare dei titolari!!!

Ora vi faccio però questa domanda, può REALMENTE un singolo libero professionista lavorare da solo senza collaboratori o soci?
Facendo insomma quasi tutto lui da solo?

A voi le risposte! :)
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beh, considerando che la maggioranza dei liberi professionisti sono single e ce la fanno direi di si, basta avere lavoro..... la sottoscritta ce la fa benissimo per quanto riguarda la progettazione, poi la sicurezza, calcoli strutturali, catasto me li faccio fare da altri colleghi e va bene così perchè intanto hai un confronto. Anche per la progettazione di cose grosse (condomini, palazzina uffici...ai bei tempi andati) mi sono fatta aiutare da una collega ma soprattutto per avere una spalla per alcune decisioni. Insomma ce la puoi fare benissimo a mio parere
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aggiungo: la sottoscritta ce la fa ma sta tentando il salto indietro, ovvero andare a lavorare per altri perchè la libera professione è bellissima per certi versi, ma poi ti scontri con chi non ti paga, fa letteralmente i capricci, ti pianta causa, ci ripensa perchè ha finito i soldi. Ecco, nella libera professione c'è anche questo.
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concordo con siland, appieno. ce la puoi fare se ti fai aiutare da collaborazioni esterne specifiche e...magari una persona amica parente-zia in pensione-segretaria che ti fa recupero crediti...ma i rischi sono gli stessi. Diciamo che sei padrone del tuo tempo da un lato, ma anche padrone della tua fortuna. in bocca al lupo. Provaci!
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Grazie, mi avete tirato su di morale, ci metterò tutto l'impegno ed ogni volta che vorrò tornare indietro, penserò a tutte le delusioni avute facendo il CADdista nello studio dei mie EX Professori universitari, geometri, ingegneri "tanto sei architetto non capisci nulla di nulla".

Grazie :)
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Io il "grande" passo l'ho fatto nel 2008 a 31 anni dopo tre anni da dipendente sottopagato.
All'inizio è veramente dura, soprattutto se hai pochi lavori ora inizio a lavorare abbastanza, nel senso che ci tiro fuori uno "stipendio netto" decente, ci pago il mutuo ecc.
Prima prendevo 1100 lorde e non facevo certo il disegnatore, insomma un progetto lo seguivo dalla progettazione fino alla direzione lavori, purtroppo la paga in provincia era quella e dopo tre volte che ho chiesto un aumento me ne sono andato; il bello è che ci sono anche rimasti male.
Da soli è dura lo ammetto, i clienti pagano poco e quando gli pare, ma preferisco lavorare in questo modo che essere sottopagato e vedere il titolare in SUV e barca a vela perchè con quattro soldi paga tre persone.
Anche io sono da solo ma delego parte della progettazione ad altri: strutture, sicurezza, impianti, mentre per il catasto collaboro con un altra ragazza 50 e 50 in questo modo posso fare anche progetti più complessi.
Nello studio dove ero prima c'era un titolare e poi eravamo in tre a collaborare due architetti ed un geometra;progettavamo di tutto quindi l'essere da soli non è un gran problema l'importante e collaborare sempre con altre persone in modo tale da confrontarsi.
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certo purche' ti trovi un committente
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Ninpo ti faccio un enorme in bocca al Lupo.
Penso che, in mancanza di società serie e di strutture meritocratiche in cui poter fare carriera, la libera professione sia lo sbocco naturale per tutti.
Mi domando solo se tu abbia valutato in pieno a cosa stai per andare incontro, penso di sì, ovviamente.
Ti chiedo in proposito:
1) Hai dei soldi per coprirti almeno per 5 anni tutte le spese, anche private oltre che di studio?
2) Hai dei contatti sicuri per avere delle commesse almeno di livello medio con cui campare una volta pagati i tecnici?
3) Hai dei tecnici di cui ti fidi ai quali rivolgerti?

Ti invidio un pò perchè mi scoccia fare il dipendente anche se le mie opportunità si sono ristrette moltissimo ora.

Good luck!
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Sono anni che risparmio, mi sono fatto i contatti ovunque...ora adesso o mai più, basta falsi amanti dell'architettura o professori universitari che dicono ai figli "fate il dottorato e dopo venite a studio così a 65 anni avete due pensioni".

E noi a pulire anche i bagni....

Adesso basta :)
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In boccaaa al lupoooo per il grande salto! Facci sapere come vanno le cose.

P.S.: potete spiegarmi come avete fatto a farvi un giro di conoscenze lavorando per altri studi circa 50 ore a settimana?
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Alessia, io, per esempio, li avevo da prima... ...amici professionisti che mi commissionavano lavori e non avevano nessun problema a dire che ero io il progettista, presentandomi i clienti, facendomi conoscere nelle P.A. Considero inoltre i miei attuali datori come potenziali partners...
Ho domandato questo perchè se lavori in una realtà opprimente o hai dei contatti privati... ...o sei di famiglia, oppure ti butti (coi soldi).
Forse Ninpo li aveva prima, amicizie... mah.
Sta di fatto che, malgrado i contatti e i buoni datori che ho... ...è da tre anni che qui c'è la paralisi totale. Per tutti.
Questo è il problema, se c'è fermento, domanda, azzardare paga sempre. O quasi.
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I miei attuali datori di lavoro non possono per mentalità essere considerati partners. Qui per quanto mi riguardà potrò fare sempre e solo l'archisegretaria (le solite caste familiari). Ho posto quella domanda perchè stà divetnando un problema. Prima qualche lavoretto extra mi capita ora neanche quello e credo che la colpa sia molto dell'isolamento dovuto agli orari di lavoro. Dipende anche dal giro che frequenti (ammesso che si riesca ad avere una seria vita extra lavorativa). Insomma per come la vedo io è il cane che si morde la coda. E vedo sempre più lontano il salto che speravo, sbagliando, di poter fare in tempi brevi.
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ragazzi è dura per tutti..io ho cominciato come tutti a fare pratica in diversi studi, ma alla fine ho deciso di mettermi in proprio anche se ovviamente non è proprio così..nel senso che si ha sempre bisogno del confronto e dell'aiuto di altri professionisti...con grande difficoltà nel giro di due anni sono alla mia terza dia...diciamo che lavoro da solo ma è ovvio che un po' di lavoro me lo passa l'impresa con cui ho fatto dei lavori in passato, un po' di lavoro si spera arrivi da saltuarie collaborazione con altri studi o professionisti...lavorare davvero da soli credo sia impossibile..a meno che non si abbia alle spalle una vastissima esperienza
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IN BOCCA AL LUPO.
da soli è possibile ma dipende dall'entità dei lavori. ti consiglio di affiancarti con qualche amico fidato, sopratutto nei periodi di produzione del materiale. se scegli infatti di lavorare con i comuni, è dura produrre da soli il quintale di carta che serve ad ogni consegna. ma puoi affidarti a qualche esterno temporaneamente senza bisogno di avere una persona fissa con te (cosa per altro dovrebbero fare i professionisti....)
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Ciao a tutti, potrei fare un copia-incolla al messaggio del DR COSTA..sembra la storia della mia vita professionale..:-) con la differenza che il salto nel vuoto l'ho fatto 1 anno e mezzo fa a 32 anni e che prima uno stipendio da 1.100 lordi me lo sognavo...4-5 anni di esperienza nello stesso studio (devo dire ho imparato molto, almeno quello, massima libertà di gestione su qualsiasi progetto. ora mi sorge un dubbio: in fondo ho sempre imparato ad arrangiarmi, che la massima libertà concessami nascondesse in fondo un'incapacità del boss??no vabè, ora son cattivo!:-)), una serie di infinite promesse di alti guadagni...le lamentele per clienti che non pagavano...bla bla bla...i tempi cambieranno...etc. Sì però io e i miei giovani colleghi sfruttati a fare la fame e lui vacanze e week-end di qua e di là..macchine..moto....FINCHE' un bel dì mi son guardato allo specchio e mi son detto: le cose non cambieranno, sto disgraziato sta facendo passare la voglia di lavorare, ogni mattina mi svegliavo e dicevo "no, di nuovo da quello str...zo", il morale sotto i piedi..E COSI' gli ho detto CIAO CIAO (non certo all'improvviso, i preavvisi c'erano stati eccome)...echeccavolo..la baracca te la mando avanti io a te che non sai neanche cos'è autocad...MI SPIACE solo per gli altri che saranno venuti dopo di me..egualmente sfruttati immagino.
OGGI, dopo un anno e mezzo baraccato in 2 stanze a casa impossibilitato quasi a ricevere i clienti (la frase tipica era: "non si preoccupi vengo da lei a farle firmare tutto..non si disturbi a venire da me") sto per traslocare nel mio nuovo piccolo ufficio...alleluia!!Certo, come è noto è dura...i clienti pagano con anni luce di ritardo...si è sempre alla ricerca di lavoro...però l'anno passato è stato soddisfacente e quello in corso non è poi così male..si cercano sempre nuove collaborazioni...sprare che il clinete bussi alla porta è utopia..PERO' ora tutto ciò che faccio lo faccio per ME STESSO...e il mio umore è di nuovo alto!!x me non è poco!!mangiare amaro ogni giorno alla lunga era distruttivo...la frase "ne va della tua salute" non fu mai così azzeccata!!
p.s. il mio "capo" mi deve ancora 2.000 euri...i bookmakers pagano 1:1000000000 che li rivedrò :-))))
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Simone grazie :) mi hai dato l'ennesima spinta morale che serve per fare quel che ho sempre sognato di fare, il LIBERO Professionista
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dai, anche io ho una paura folle ogni giorno, ma credo sia la naturale evoluzione di ciascuno di noi per la nostra professione...e poi, scusa, c'è la bacheca che ci dà una mano!;-)
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provaci devi provare per poter valutare...a tornare indietro si fa sempre in tempo!! In bocca al lupo ;)
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Un in bocca al lupo a Neo-Ninpo. Se sei arrivato al limite massimo di sopportazione del lavoro in uno studio e hai come scrivi tu la nausea di questo sistema, allora forse è il momento giusto per provare a fare da sè.
Come scrive Lalla è la naturale evoluzione.
Poi se qualcosa dovesse andare storto puoi sempre ritornare indietro e cmque avrai fatto un'esperienza. La differenza tra noi con p.iva e Edoardo che ha un contratto (e quindi si muove con cautela...anzi nn si muove proprio), è che nn abbiamo niente da perdere e quindi se lavorare in uno studio altrui ci fa perdere la salute e l'autostima, tanti saluti senza troppi rimpianti.
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Siccome sono stato tirato in ballo, intervengo.
Premesso che per TUTTI noi l'ideale di soddisfazione professionale è la LIBERA professione, ritengo di sottolineare come essa spesso sia un ideale, non solo per chi non esercita, ma pure per molti che esercitano.
Non credo che ci siano virtuosi insofferenti più di altri e parassiti che, trovato il posto, perdono la loro identità di architetti.
Io pure non ne posso più di fare sub-edilizia in un paese, pratiche idiote per la minima cosa di bassa edilizia... ...ma sono tuttavia consapevole della REALTA' che mi circonda.
E' una realtà nella quale si vedono saltare in aria tanti studi e aziende che solo fino a 3 anni fa erano nate come funghi, con bei siti e progetti di case casette, capannoni... e non solo.
So per certo che chi non ha già un nome, anche a livello locale, e non sa fare TUTTO non lavora, cioè non mangia (a meno che non gli prestino i soldi). Mi ritengo adesso fortunato per non essermi, con un colpo di testa, messo in proprio a 28 anni, quando c'era tanto lavoro (grazie ai prestiti) e io progettavo come free-lance pagato per professionisti conoscenti.
Lo squilibrio attuale è figlio di quello precedente, infatti.
Onore a chi si mette in proprio, tuttavia, sperando per lui che sappia cosa fa ma penso che attualmente, seppur per certi versi simili al cinismo purtroppo, l'obiettività e la cosapevolezza dei propri mezzi (anche economici) debbano avere un peso ed una importanza enorme.
E sono io il primo a non desiderare che sia così, a partire per tornare, a indebitarmi fino al collo e poter tornare indietro se va male.
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Ciao Edoardo, nn ti volevo mica offendere sai? dico solo che se uno nn ha niente da perdere e ha messo via un po' di soldi per lo scopo e sente il desiderio di fare il salto, forse è giusto che assecondi questo desiderio.
Per carità poi nn so a che livello possa fare il salto, perchè uno mica è detto che debba affitare un locale per esercitare ma può farlo benissimo all'inizio a casa propria procurandosi intanto i programmi con le licenze. Quindi facendo un passo alla volta.
TRa parentesi, guarda che anche tu che hai tanto desiderio di avere progetti tuoi, pur essendo dipendente puoi aprirti una p.iva e versare all'inps gestione separata (e non come noi ad inarcassa) firmarti le tue cose.Non è che sei obbligato a fare il fossile in studio dai tuoi ing.
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Non credo d fare il fossile Kia: i fossili sono sempre organismi pluricellulari... ...io credo di essere diventato più simile ad un batterio... ...una forma veramente primordiale che sguazza nel suo brodo burocratico.
Una volta almeno ero uno di quei cosi... tipo un pesce con le zampette pronto ad evolversi e uscire dall'acqua, ma per uno strano scherzo evolutivo voluto da qualche speculatore finanziario, mi sono trovato ad involvermi.
Ho proposto ai miei capi, mentre facevo un'autorizzazione allo scarico per una notifica d'insediamento nell'ambito di una variante ad un capannone di 4 anni fa, se fossero interessati al concorso per un centro polifunzionale a Sappada (BL). Han risposto seccati: "Fallo! La domenica anzichè andare in mountain bike, fallo". Di P.Iva non se ne parla proprio. Morale: questo week end son stato 8 ore in bici.
Per tornare al tema evolutivo, auspicando che il nostro amico possa farcela, per spiccare il volo servono sempre le ali, ovvero bisogna essersi evoluti ad uccelli... poi, forse, per partire è necessario ANCHE sfruttare una bella corrente ascensionale, non bastano nè i buoni propositi, nè il talento (ali).
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Mi pare di averlo proposto pure io quel bando (nn tanto tempo fa vero?) ma mi hanno risposto picche.
Cmque tornando al discorso del "salto",chi nn ha un contratto, e quindi una certa stabilità e tutela, è in balia degli eventi (collaborazioni con studi vari) e deve arrangiarsi sempre e comunque da solo quindi tanto vale buttarsi ad un certo punto.
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se non si hanno clienti (almeno uno), inutile fare "il grande salto". A meno che non si abbiano le spalle copertissime, economicamente parlando. Tanto coperte da potersi permettere un certo agio durante la fase di "ricerca della clientela".

Eppoi bisogna anche considerare che qualsiasi collaboratore/amico/zio/parente che viene coinvolto nella progettazione a vario titolo, va comunque pagato. Se uno ha intenzione di fare "QUASI tutto da solo" vuol dire che di qualche aiuto ha comunque bisogno.

E non dimentichiamo le spese di "produzione". Stampare le tavole o affidarsi ad una copisteria di fiducia? Occhio che il cliente vuole i "rendering iperultramega fotorealstici". "Quelli belli". Quanto inchiostro mi costeranno?

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