Emigrare?

messaggio inserito lunedì 23 maggio 2011 da sil

sil : [post n° 263282]

Emigrare?

Strabiliante report... a REPORT ieri sera. Davvero converrebbe emigrare all'estero nel nostro settore? chi ha qualche esperienza illuminante da condividere, positiva o negativa che sia?
grazie
Ily :
Sai Sil, mi hai preceduto di circa... 20 secondi, perchè sono andata nel forum proprio con la voglia di commentare Report di ieri sera.
Mia madre l'ha visto con me, e credo che finalmente cominci a rendersi conto di cos'è la nostra situazione (se glielo dicevo io non ci credeva, e diceva che era colpa dei miei amici che non si davano da fare).
La cosa che più mi ha sconvolta? Sapere che in Francia una commessa part-time 3 giorni a settimane prende uno stipendio altissimo, per la precisione 1300 EURO NETTI AL MESE, con i quali io mi sentirei più ricca di Bill Gates... E il fatto che li lo Stato ti aiuta davvero, a me sembra così assurdo che ti aiuti anche se non sei nessuno, o che ti prendano e comincino a pagarti fin da primo giorno. Ti giuro che mi sembra fantascienza...
Edoardo :
Di che ti lamenti Ily.. commessa e commessa... qui in Italia una "igienista dentale" può arrivare a prendere 9.000 euro al mese... un pò di ottimismo!!!
Paolo :
Io sto chiudendo tutto, p.iva, iscrizione all'ordine, Inarcassa. Fra un paio di mesi andrò a vivere a Londra, tornerò solo per le vacanze e per vedere i miei.
Ho esperienza nei cantieri, e non mi spaventa il fatto di andare a lavorare in un'impresa straniera.Qua non c'è futuro, e prima ce ne rendiamo conto, meglio è; altrimenti non ci lamentiamo più in questa bacheca e nei centinaia di blog su internet, sembriamo dei frustrati rassegnati, e pure un pò patetici.
sil :
@paolo
bisogna chiudere inarcassa per forza? nn puoi essere iscritto a riba ed inarcassa contemporaneam? sai a quale livello dell'iscrizione alla rtiba corrisponde il nostro titolo? Troppe domande? allora ne faccio un'altra, la piuù bella...come hai trovato lavoro a Londra???
Paolo :
Cosa hanno detto a report? Non l'ho visto...
sil :
@Ily se vai qui allora http://27esimaora.corriere.it/articolo/investire-negli-studi-dei-fig… ti si accaponerà la pelle ulteriormente...

Andar via dall'Italia a volte vien voglia anche se uno un lavoro ce l'ha e gli piace. E' che qui, non solo sono a terra quelli che non ce l'hanno ma anche quelli che ce l'hanno, perchè mi vien da piangere a pagare le tasse per un paese che vede gli studenti come un peso anzichè una risorsa (er se magari ci avessero dato anche la possibilità di lavorare studiando non sarebbe stato male, quante università pubbliche statali ci sono che fanno corsi serali o corsi on line???).
La gente che vuole comprarsi la ferrari e pagarla come una panda di seconda mano e la bellissima architettura che c'è altrove e qui anche per tirare in piedi un prefabbricato devi risparmiare su ogni cosa.
sil :
@paolo
è stata una puntata a dire il vero più improntata sulla figura del ricercatore. Hanno spiegato come all'estero un dottorando possa lavorare per pagarsi gli studi (il caso che cita Ily della commessa che lavora per mantenersi gli strudi e per aver avuto accesso ad un prestito per studiare a tasso zero) anche se non esistono dottorandi senza borsa, mentre in italia se non ti danno la borsa non puoi nemmeno lavorare per "politiche di ateneo"... è quindi normale e logica conclusione che uno vada a fare il dottorato all'estero, specie se la borsa la danno a quello prima di te ammesso con riserva, perchè il 27 anni non è ancora riuscito a fare un esame di inglese decente, sapendo che la lingua dei dottorati è l'inglese. Ne ho viste di ogni qui e nelle università più blasonate.
francesco :
Ho visto la puntata con mia moglie ed è stata una conferma.
Io dico che è giunto il tempo di andare via; non solo perchè qui c'è una politica di ingiustizie gratuite e pianificate ma perchè mediamente abbiamo 30 anni e sarebbe tardi ricostruire una nuova vita incentrata sul lavoro che amiamo. Si, potremmo fare un'altro lavoro ma a quel punto avrebbe senso andare via per fare un altro lavoro? Io il mio mestiere lo amo al punto che spero di morire mentre ancora progetto. Andare via per poter realizzare il tuo desiderio credo valga la pena lasciare tutto quello che ti è caro dell'Italia.
Poi mi sbaglio, ma meglio un rimorso che il rimpianto di non aver tentato.
Alfonso2 :
Io ragazzi lavoro all'estero metà dei giorni di un anno. Sono tornato ieri sera da Londra e onestamente, sarò fatto male io, ma non mi sognerei di andarmene.
Ho lavorato tanto all'estero, e non a londra, ma in US e ASIA. Preferisco restar qui e guadagnare metà.
Quando esco la sera, la passeggiata per i campi del mio paese in questa stagione vale la metà esatta di quello che non guadagno.
dan_ark :
ma perchè anzi di lamentarci e scappare non facciamo qualcosa per cambiare l'andazzo generale..avete visto i spagnoli che stanno facendo in questi giorni... noi non siamo capaci, sappiamo solo lamentarci e dire vado, parto, torno...diamoci una svegliata...e arriveremo a fare gli architetti in italia e non i professionisti d'importazione...un saluto cari colleghi
Vichy :
Io anche l'ho visto (con la bava alla bocca)...
la cosa che più mi scioccava era che ti assumono subito a tempo indeterminato, credo che questa cosa sia talmente lontana da noi che io stessa mi chiedevo...ma non si spaventa l'imprenditore a legarsi così, senza conoscere subito?? quando mi sono fatta questa domanda ho capito che nolente o dolente ci stiamo abituando al sistema. Ed è triste come dice dan_ark, dovremmo essere noi a fare qualcosa...ma noi cosa possiamo fare? votare e sperare che le persone che votiamo ci rappresentino in parlamento, e vi dirò che per la situazione lavoro io sono molto delusa sia dai governi di destra che di sinistra, in fondo mi sa che la situazione globale sta bene a tutti??...e non mi inoltro nel discorso perchè dubito che si possano esprimere opinioni politiche.
Inoltre potremmo...fare la rivoluzione?? no ormai siamo troppo assuefatti noi stessi e cerchiamo di tirare avanti la baracca in qualche modo, in una vita che o ti aiutano i genitori, se non ti aiutano stai a casa con loro fino a 100 anni, oppure con l'arte dell'arrangiarsi...insomma siccome in qualche modo tiriamo avanti non credo abbiamo più quella forza che ebbero i nostri genitori...non so...
Scappare io ci ho pensato mille volte, e di sicuro se non fossi stata frenata dalle speranze del mio quasi marito chissà dove sarei...ma anche li devi avere fortuna, una mia amica stava facendo a londra brillante carriera, posizione, soldi....crisi...fine...una persona di grande livello, molto sopra la media...purtroppo non riesce più a trovare..quindi ho questa esperienza diretta che mi spaventa un po'.
Ovviamente se si va via non si deve tornare più...come fai? alle cose buone ci si abitua subito come dico io...

La cosa più triste in generale della condizione dell'Italia è che siamo una Nazione con anni e anni di storia, cultura, civiltà....insomma superiore per molte cose a molte altre nei secoli...se penso a come ci siamo ridotti...a zimbello di tutti...ma a vete sentito a Report che in Inghilterra studiano...per non diventare come noi!!!??? la gente ci invidiava e adesso ci prende come modello negativo???....

Vichy :
Alfonso....io mi ricordo di te...
Cmq qui non si parla di guadagnare 3000 o 4000 e quindi anche io la penso come te guadagno meno e ho qualità di vita...chi non vorrebbe stare in Italia? patrimonio artistico, natura, si mangia bene, bel clima...ovvio!!!
qui parliamo di sopravvivenza,...non so se mi spiego, qui parliamo di una dignità che non c'è più!!!
di soglie di povertà con 900 euro al mese
di una casa che non comprerai mai, perchè non hai soldi e perchè non ti danno mutuo perchè non dai garanzie
di figli che non puoi fare perchè ti cacciano
di andare al discount a fare la spesa perchè ci sono le offerte e devi essere un ministro dell'economia per pagare affitto bollette e cibo...
che non ti puoi rompere una gamba o avere un mal di schiena che ti cacciano....
che vita è????
O scegli veramente di metterti con una chitarra alla metro vivere in un centro sociale e come viene viene...ma questo aspirare a una vita non dico borghese ma dignitosa e non riuscirci....guarda che è a dir poco terribile!!!!
Io non ho esperienze all'estero e di sicuro sarà pesante perchè non conosci nessuno, hanno un'altra cultura, non sei nella tua terra quindi cmq sarai anche un po' triste, ma almeno forse riesci ad ottenere un minimo di dignità.
Punti di vista per carità! prendilo come tale!
Vichy :
@ francesco...io anche amo il mio lavoro...ma non quello che ho scoperto essere il lavoro possibile fuori dall'università...io amavo quello che mi avevano prospettato all'università...qui il 50% dell'entusiasmo se ne è andato a farsi friggere. parlo per me!
vale :
è proprio vero Vichy! quello che si fa all'università non c'entra niente con il lavoro!
francesco :
@Vichy Si, quello che dici è verissimo, l'entusiasmo universitario è bem lontano ma il discorso è se vale la pena dannarsi per fare quello che ti piace indipendentemente dalla condizione italiana. Fare l'architetto in italia per un giovane che nn ha conoscenze significa diventare una bestia interiormente, camminare su tutto e tutti altrimenti sei fuori. Dovresti proprio dimenticarti dei concetti tipo qualità, senso civico, deontologia e rispetto per gli altri.
Credo che così facendo diventeresti alla stregua di un mercenario che cambia credo ogni qualvolta ce ne fosse interesse e/o necessità.
Io personalmente non voglio diventare così, ambisco a fare il mio lavoro in sana competizione con altri che comunque riconoscano il mio valore.

@dan_ark per imitare i spagnoli bisognerebbe avere un paese come la spagna. Il nostro paese è marcio talmente dentro perchè i marci primi di tutto siamo noi. Qui non si tratta di combattere solo contro uno stato di corrotti ed inadempienti ma anche contro un pensare comune della stragrande maggioranza degli italiani , che ormai è consolidato, radicato. Bisogna secondo me farli crogiolare nel loro brodino. Quando finalmente avremo bruciato ogni nostra risorsa (in senso lato) allora qualcosa cambierà FORSE. Io vorrei tanto che le cose cambiassero ma poi rifletto:
p.es. si fa una manifestazione per la Giornata Ecologica del Mondo e poi dopo l'evento scopri che la piazza che accoglieva tutti è piena di rifiuti abbandonati dagli stessi manifestanti. Ecco , questa è l'italia. Cobattere contro cosa allora?

Ciao a tutti e scusate lo sfogo ma sono alla frutta!
sil :
@dan_ark
nessuno qui si stava lamentando, volevo solo raccogliere pareri e costruttivi suggerimenti. Credo che ognuno sia libero di esercitare dove più gli piaccia a prescindere dalle considerazioni etiche dei colleghi.
DR COSTA :
Come nello straordinario film Nuovo Cinema Paradiso :

"Non tornare più, non ci pensare mai a noi, non ti voltare, non scrivere.
Non ti fare fottere dalla nostalgia, dimenticaci tutti".

Chi può ancora scappi da questo misero paese.
Kia :
Non tocchiamo argomento preparazione universitaria perchè il fatto che usciamo come usciamo con un pezzo di carta (laurea) ma senza una preparazione adeguata, cioè ignari del mondo REALE, è una delle cause per cui abbiamo ben poco potere contrattuale quando mercanteggiamo per uno stipendio. Detto questo darei una bella pedata in c**o a tutti quei prof. universitari che parlano di aria fritta probabilmente perchè a loro fa comodo dato che poi il neo-laureato finirà a lavorare anche presso il loro studio....Uhm!fastidiooooooooo!!!!!
Alfonso2 :
Ciao Vichy, hai ragione e capisco quello che dici. Il mio parere era solo riferito alla difficoltà che a volte si trova nell'emigrare.

Purtroppo oltre alla difficoltà professionale e linguistica, potrebbe esserci anche quella umana. Che non è cosa da tralasciare.
Io ho avuto molte difficoltà.
Poi magari qualcun altro al mio posto si sarebbe trovato benissimo, questo può anche essere, non lo so.

Se ti ricordi di me, ti ricorderai che non faccio l'architetto anche se ho studiato come tale. All'epoca o emigravo a fare l'arch. oppure cambiavo mestiere.
Ho cambiato mestiere e mi sono pure trovato a lavorare all'estero lo stesso. Scherzi della vita. Ad ogni modo sto meglio in Italia per le ragioni che hai descritto tu.
Vichy :
@Alfonso....capisco benissimo la difficoltà umana, deve essere proprio dura...ovviamente la tristezza è che come la giri devi rinunciare a qualcosa, tu al calore dell'Italia e tutte le nostre abitudini (pensa è difficile per un siciliano trasferirsi a Vicenza proprio come stile di vita mi immagino all'estero).
Mi dispiace solo che comunque dobbiamo fare una vita di rinunce, sia per chi resta che per chi va via...quando ci avevano promesso che "se studi" te la passerai meglio di genitori e nonni...mah!
Non volevo giudicarti e dire che era semplice, volevo solo sottolineare che uno a volte è così disperato, si sente così incatenato che farebbe di tutto e con incoscenza tipo scappare...ma capisco che non è tutto oro ciò che luccica e che la vita non è solo il lavoro ma rapporti umani.
Ora dove abiti??
Alfonso2 :
Vichy, mi dici qualcosa che conosco molto bene. Se ho passato notti sul tecnigrafo e domeniche sui libri durante l’università era per avere un futuro migliore – forte del pensiero che più uno si impegna, più ottiene soddisfazioni successivamente. Quando durante la laurea ho visto che le prime soddisfazioni avevano due zeri, gli stessi zeri che prendevo a fare l’operaio ho cambiato lavoro. Ma nel blog ce lo siamo già raccontati qualche mese fa.

Abito in provincia di treviso.
Ily :
DR COSTA

Dio, come non condivido la tua citazione!!!
L'essere umano vive di due cose:
a) I bisogni materiali: cibo, casa, vestiti ecc.
b) I bisogni immateriali: cioè i propri affetti. Affetti verso i propri amici, la propria famiglia, la propria città. Sopratutto chi, come me, ha avuto genitori e nonni della propria città, e porta un cognome tipico di dove è nato. Sono cose che non hanno prezzo: i ricordi, le radici, la sensazione di amore per la tua città. Una senzazione che ti riempie di gioia soltanto guardare la piazza della tua città.
Si sono sentimentale: ma che senso ha andare via, emigrare, rinunciare a tutto per che cosa? per uno stipendio dignitoso che ti consenta... di tornare in Italia tre volte all'anno? Per dover vivere secondo abitudini che non sono le tue? A qualcuno piace: e a quel qualcuno dico che faccia le valigie e vada!!! Se questo lo rende felice.
Ma il prezzo da pagare per mettere in pratica la citazione del nuovo cinema paradiso è troppo alto. Dimenticarsi chi si è. Del proprio nome: perchè il tuo cognome è parte della tua città, della storia della tua famiglia. Chiamarsi Esposito vuol dire: i miei antenati sono di Napoli.
Dio, come odio gli Italiani che vanno all'estero e poi parlano male dell'Italia.
Oppure, caro dottor Costa, parli così perchè più giovani colleghi emigrano, meno concorrenti abbiamo noi che restiamo?
Vichy :
beh Ily forse esageri un po':-)
nel senso fra il bianco e il nero c'è il grigio!
non è chi come me è andata via dalla Sicilia a 17 anni non è più siciliana oppure ho cambiato cognome o altro...per me e per molti altri andare fuori dalla propria terra è anche un modo per arricchirsi, conoscere gente e culture nuove (non per forza che ti piacciano)...io a Roma ho conosciuto persone di ogni dove, condiviso dei bei momenti, ognuno con il suo bagaglio e la sua esperienza, è anche bello aprirsi agli altri almeno a me piace tanto, anche solo viaggiare per confrontarmi eppure non rinnego di essere Siciliana, lo dico con orgoglio, lo sono sempre ovunque andrò, con i miei ho un rapporto bellissimo...e anche a me per certi versi manca molto la mia terra il mio mare ecc...ma ci rivado sempre e non ho nessuna intenzione di rinnegare nessuno...con spiccato accento siciliano anche se sono 17 anni che vivo fuori:-)!!
Ognuno fa le sue scelte di lavoro di vita ecc, anche io aspiro ad uno stipendio normale e ad avere dei figli magari, altri decidono di non averli in nome della carriera, altri preferiscono restare disoccupati nel proprio settore e cambiare pur di restare nel proprio paese...non c'è per me giusto sbagliato perchè sono solo scelte di vita e priorità diverse che cambiano per ogni persona!
Non ti arrabbiare!!:-) sei forte!
DR COSTA :
Per ILY:

Ily le citazioni non vanno prese alla lettera, ognuno deve vederci quello che più sente dentro di se.
Il bello di quella frase è che ognuno di noi nella vita deve fare delle scelte , perchè la vita non guarda in faccia a nessuno, se ne frega di quello che pensiamo, dei nostri progetti di vita, passa e basta.
Ci sarà sempre qualcuno che non dovrà mai scendere a compromessi e chi purtroppo lo dovrà fare.
Se in un paese non hai delle prospettive per il futuro ed hai la possibilità di emigrare o semplicemente cambiare città perchè non farlo.
E' un sacrificio enorme, ma credo non meno di chi resta a fare una vita di miseria e di insoddisfazioni.
Non è mica necessario sparire per 40 anni.
Per quanto riguarda la minore concorrenza, con me ti sbagli, perchè come ho sempre sostenuto in altri post, quello che serve veramente a questo paese è un vero libero mercato ed una vera concorrenza e non caste, numero chiuso, ordini, albi professionali ecc. che hanno il solo scopo di garantire rendite e diritti acquisiti.
Ognuno la sua partita dovrebbe giocarsela alla pari con gli altri non combattendo con favoritismi vari, siamo 120 000 architetti in Italia, che lavorino i migliori.
arch. :
io vorrei solo vedere il mio paese e noi giovani ribellarsi, non farsi più prendere in giro, avere coscienza e consapevolezza di quello che stiamo vivendo.. Non saremo la Spagna ma possiamo e dobbiamo fare qualcosa..la crisi non è finita e sarà sempre peggio..e la strada per la Grecia non è poi così lontana...
Scusate il pessimismo ma guardandomi intorno non vedo nulla di buono.
al :
La trasmissione REPORT di domenica scorsa ha, come al solito secondo me, messo assieme alcuni dati veri, uno falso e una serie di raffronti con paesi esteri, omettendo però alcuni elementi che avrebbero meglio inquadrato le problematiche trattate.
Ebbene non è assolutamente vero che in Italia ci siano pochi laureati; semmai ce ne sono troppi e di molte facoltà…non capisco infatti come sia possibile che il CORRIERE DELLA SERA e IL RIFORMISTA, non la Gazzetta dell’Oratorio, negli ultimi anni abbiano fatto articoli sull’eccessivo numero di medici, architetti, avvocati, veterinari, ecc, rispetto al resto del mondo, e la presentatrice invece abbia detto che noi, in “Italia abbiamo pochi laureati” …
E’ vero che all’estero c’è un sistema che aiuta gli studenti, però non ci sono i numeri di laureati che abbiamo qui (vedi sopra); quindi o nel ns paese ci sono menti eccelse e all’estero prevalentemente “braccia votate all’agricoltura”, oppure c’è un sistema di accesso all’università diverso..forse legato al merito, forse legato alle reali possibilità di mercato, fors’anche meno legato ad un modo di pensare tutto Italiano sul valore del “pezzo di carta” come elemento di elevazione socio economica, che poi ha distrutto l’università e i suoi titoli…se ci pensate bene le “pietre preziose” sono “preziose” perché ce ne sono poche e sono difficili da trovare..lo stesso vale per i titoli..pochi architetti, avvocati, medici, veterinari, ecc. in una società guadagnano tanto, sono ammirati e forse , anche un pò invidiati..se diventano la moltitudine, intanto mi viene il dubbio che siano poco preparati e poi comunque destinati al precariato e alla insoddisfazione perenne, come per tutti noi, chi più chi meno…
Ed infine, ulteriore considerazione che voglio fare, è quella legata agli aspetti macro economici; gli aiuti di cui ha parlato Report per i giovani costano…se da 50 anni lo Stato Italiano, rispetto a Francia, Germania, Inghilterra, attraverso l’impiego pubblico mette in atto una sorta di ammortizzatore sociale generalizzato, che, abbassando la produttività a livelli infimi, e assumendo mi si consenta ,“cani e porci”con concorsi truccati, con raccomandazioni politiche o clericali..se 30 anni fa si inventò, per fare ulteriore posto nel pubblico impiego, le pensioni baby che hanno generato, nell’ordine, 1) debito pubblico, 2) evasione fiscale, 3) lamentele odierne perché con quelle pensioni non si campa…se abbiamo il più alto numero di handicappati falsi che campano su questo ulteriore ammortizzatore truffaldino…come si può pensare che si riescano a dare le stesse certezze dei paesi nord europei ai giovani? E tutto ciò è una colpa di oggi, o di un modo di pensare e fare, tutto Italiano che va avanti da decenni???
Questo REPORT e la Gabanelli lo omettono sempre..l’importante è solo dare addosso al governo, come se poi chi oggi sta all’opposizione non fosse stato fautore della deriva che vediamo e che è rappresentata dai vs post e, penso anche dal mio..
Io penso che molti Italiani, come me che sono più vecchio di voi, sperassero che con l’Unione Europea si equiparasse tutto il sistema, non solo la moneta..al contrario, oltre la quotazione dell’euro, a Bruxelles si legifera sulla curvatura della banana, o sul diametro dei piselli, ma nessuno ha mai pensato di imporre a nazioni meno virtuose, come ad esempio Grecia e Italia, il modello nord europeo legato a impiego pubblico, efficienza, accesso universitario, controlli su falsi invalidi, ecc…ed infatti l’Unione Europea non esiste, come si è più volte dimostrato, se non per aspetti macroeconomici..e intanto sta per fallire la Grecia e la Germania ha già detto che loro non ci pensano proprio a porre rimedio a politiche fallimentari degli altri paesi…poveri noi…
francesco :
@ al

Io credo che tu o abbia visto un'altra trasmissione o non hai ben chiara l'idea del numero di laureati che abbiamo.
In Italia abbiamo è vero tantissimi laureati ma ben pochi se rapportato al numero di abitanti. E quelli che sono laureati sono sbilanciati rispetto al reale bisogno del paese. Questo intende la Gabbanelli. Poi se vogliamo essere sinceri va detto che la trasmissione non è certo esaustiva ma va preso in considerazione il fatto che dura solo due ore. Quale sarebbe l'alternativa, o si fa una trasmissione completa sotto il profilo dell'informazione o non si fa proprio? Allora dovrebbero chiudere tutte le trasmissioni no?
Dai, un po di analisi ed interpretazione!
Edoardo :
"Se vuoi aiutare un affamato non dargli un pesce ma insegnagli a pescare".
Questo proverbio cinese è una perfetta metafora secondo me di quale debba essere la vera "exit-strategy" per uscire da tunnel, ovvero promuovere il mercato e rilanciare l'economia per ri-creare domanda, ma una domanda sostenibile. Poi i giovani si aiutano da soli.
al :
francesco, qui su professione architetto, sono stati indicati in passato i dati riportati dal giornale dell'architettura marzo 2009, relativi agli architetti italiani, 136000, pari a circa 1 ogni 400 abitanti..la nazione che ci è più vicina, è la Grecia, con 1 ogni 800..se non erro la Francia ne ha uno ogni 2000 e l'Inghilterra 1 ogni 6000 abitanti..(fonte conferenza mondiale degli architetti di palermo del 2006)poi vedi tu..il corriere della sera ha scritto che gli avvocati iscritti all'ordine di roma sono maggiori di tutti gli avvocati francesi, e lo stesso dicasi per quelli milanesi, rispetto a tutta la germania..quindi spiegami quale fonte ufficiale scritta ti fa pensare che le fesserie dette dalla Gabanelli, relative al numero di laureati, siano vere..se poi mi invii la tua mail, ti giro i doc da cui estrapolo certe notizie..
francesco :
@al
Io intendo dire che il numero di laureati italiani in generale, in tutte le discipline, è basso rispetto a quello della media europea. Questo vuole dire la Gabbanelli. Ma tra l'altro non è che ci voleva lei per capirlo.
Per quanto riguarda il numero di laureati specifici in arch o giurisprudenza nn si discute, siamo troppi. Però va detto che nonostante il fatto che non tutti lavorano nello stesso campo siamo comunque in eccesso a causa della predominio geometra e non ultimo degli ing. Tutto qui.
al :
Francesco, io dalle notizie che ho so, in Italia mancano artigiani, elettricisti, idraulici, fabbri, badanti, infermieri, ecc..non certo laureati, ...o quantomeno, siamo sguarniti solo di alcune categorie di laureati, incentrate tutte nei settori tecnici, non umanistici..ad esempio ingegneria specialistica, prevelentemente elettronica..allora la tanto auspicata "corretta informazione" dovrebbe non parlare genericamente di laureati, ma definirne i settori, così le scelte, se si hanno le capacità, all'inizio del percorso universitario sono meditate, e non esclusivamente basate sul mondo dei sogni, che poi diventa un icubo...tu pensa che malgrado i numeri di architetti, avvocati, medici e veterinari che menziono, anche le università oggi hanno studenti iscritti in queste facoltà quasi in numero doppio rispetto al resto d'europa..però queste info non vengono veicolate, perchè non fanno comodo alla causa...e comunque finiamola qui, perchè se non perdi un po di tempo a fare ricerca sulle notizie che ti do, non sarò certo io a convincerti. Buona giornata
Edoardo :
@al: Io se avessi dovuto studiare una materia che mi faceva schifo ora sarei disoccupato, quindi, per me, il discorso che dobbiamo fare tutti gli ingegneri elettronici o le badanti non sussiste.
W chi insegue i sogni, w chi ha la dignità di lottare, w chi soffre per costruirsi un futuro.
Hitler selezionava le persone in funzione della loro utilità bellica, gli altri dovevano andare nei campi di concentramento. Non possiamo accettare passivamente una società che ci preclude il futuro... ...ed i i segnali, i primi scricchiolii di un sistema lobbistico, nepotistico, clientelare, stanno già facendosi sentire. Forse anche a livello politico-sociale.
Il margine per fare qualcosa c'è... ...ma andrebbe contro gli interessi strutturati di qualcuno, che siano politici, compagnie petrolifere o caste di architetti poco cambia.
al :
edoardo, scusami ma non capisco..o ipotiziamo che dall'alto qualcuno garantisca il lavoro che sognamo di fare a tutti, o in qualche maniera una selezione va fatta...e questa la dovrebbe fare prima una scuola più difficile e meritocratica, come lo era una volta, poi il mercato, che però non può funzionare con richieste che superano di gran lunga le offerte..qui in Italia abbiamo un tecnico a famiglia allargata, tra geometri ingegneri e architetti...fatta la rivoluzione da qualcuno auspicata, poi che succede? nel '68 si pensò che tutti potessero diventare laureati e fare un salto sociale..il risultato lo vediamo intorno a noi..siamo tutti, chi più chi meno frustrati, e tanti che si eraNO illusi che con la laurea cambiasse qualcosa, sono costretti dalle circostanze a rivedere i propri programmi..poi se vi soddisfa dare la colpa ai figli di papà che hanno la strada in discesa, o al nepotismo, non cambierà mai nulla..è da millenni che alcuni figli decidono di seguire le orme paterne e hanno la strada più spianata..e lo stesso nepotismo esiste da sempre, fa parte della vita..ed è per questo che, quando gli studi erano molto più difficili, pochi erano quelli che riuscivano a fare il salto sociale, e con che fatica, ma poi con un gran risultato..
Babic :
Adesso vi racconto la mia storia, forse una come tante !
Sono figlia di un artigiano, che non ho neanche potuto conoscere perchè è morto ancor prima che io potessi camminare e parlare e di una casalinga.
Abbiamo vissuto con una pensione di pochi soldi e in una casa del comune, io e mia madre abbiamo fatto tanti sacrifici e sono riuscita qualche anno fa a laurearmi, purtroppo in architettura!
Ho studiato negli anni in cui si bocciava e si veniva rimandati continuamente per sostenere un esame di progettazione, poi ad un certo punto tutto è cambniato e anch'io nel mio percorso di studi ho avuto vita più facile! Ma voi tutti veramente sapete perchè oggi ci sono laureati giovanissimi in questa facoltà? Perchè l'università prende i finanziamenti per il numero di laureati che riesce a tirare fuori dalle facoltà alla faccia della preparazione! Sulle 3+2 stendiamo poi un velo pietoso!
Oggi dopo tutte le delusioni continuo ancora a studiare facendo sacrifici, mi sto specializzando e ho anche fatto un'eseprienza all'estero, dove ho cominciato di nuovo ad amare questa professione dove viene riconosciuta ed apprezzata! Ho avuto a che fare con architetti veramente preparati che disegnano ancora a mano libera e per cui il disegno acquarellato ha la sua importanza, propsettive, assonometrie e non solo render, persone che cercano ancora un linguaggio dell'architettura.
Ancora non lavoro con continuità, ho una famiglia mia, ma non grazie al mio lavoro e proprio per questo alle volte ci troviamo in grosse difficoltà, stavamo anche perdendo la casa che è di mio marito perchè con la crisi e con i rapporti di lavoro che ci aspettano oggi non riuscivamo a pagare più il mutuo! Abbiamo passato un anno d'inferno, mille cose da pagare e pochi soldi!
Io ancora non sono riuscita a passare l'esame di stato, altro scandalo tutto italiano ve lo assicuro!!!!!!!!
Eppure continuo perchè ci credevo e ci credo, ma so che il mio paese ha creato un sistema in cui quelli come me poco riescono se non nulla! Un paese che ti dice che bisogna tornare ai lavori semplici, per carità una società ha bisogno di tutto, ma come mai poi altri paesi europei si prendono i nostri laureati, forse lì c'è posto anche per il laureato!
Il sistema è marcio e nel profondo, io non ho lavoro mi arrangio ogni tanto, nessuno ti assume eppure se voglio continuare per provare........... , devo trovare i soldi per tutto compreso l'esame di stato, i testi, e forse anche i corsi per superarlo!!!!!Altro scandalo.
Io nell'istruzione ci ho creduto ho tirato fuori soldi che non avevo, ho dato allo stato dieci anni della mia vita, più tre della specializzazione in restauro, ebbene se ne è presi altri tre lui gratis perchè non supero l'esame di stato, ma quando arriverà il mio momento di mettermi in gioco?
Che cosa lo stato ha fatto o sta facendo per me?
Ho deciso di nuovo di provare questo assurdo inutile esame, poi andrò via, forse sfascerò la mia famiglia o forse riuscirò a portarmene un pezzo con me! Ma devo andare in un paese che mi dà la possibilità di vivere di cominciare a vivere e soprattutto per mia figlia che non voglio che cresca in questa realtà sconfortante.
Tutti i giorni per me non sono facili, sono profondamente depressa, questo paese mi ha tolto la voglia di vivere anzi me ne ha fatta venire la paura!
Svegliatevi ragazzi, io sto cercando di farlo per non lasciarmi morire!!!!!!!!!!!
Edoardo :
@Babic
Hai tutta la mia stima e la tua esperienza dimostra che non bisogna accettare la realtà ma seguire la propria strada.
@al
Del fatalismo non so cosa farmene, del lavoro "garantito dall'alto" nemmeno, visto che nessuno (soprattutto nel settore privato) ti regala nulla.
Liberando poi la discussione da stucchevoli considerazioni generiche sulle epoche migliori o meno, non possiamo non constatare che la selezione (qui ed oggi), difficilmente si può considerare tale.
Se avessi, io come altri, dato la colpa ai figli di papà ecc., come sommariamente hai affermato, non sarei arrivato fin qui, io come altri, ed avrei ben prima abbandonato la partita che, invece, va giocata.
Per questo chi ha voglia non di vincere a tavolino ma di giocarsela fino in fondo ha bisogno di regole uguali per tutti e rispettate da tutti.
Accettare passivamente e rassegnarmi non credo sia nel DNA di chi crede in quel che fa e sa quel che vale, e i post di molti giovani te lo dimostrano.
arko :
Sì vabbè, tutto quello che dite..ma se su 10 persone che intervengono qui 7/8 dicono I spagnoli invece di GLI spagnoli...foprse non è tutta colpa del sistema Italia ( o forse sì...)
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