dilemma esistenziale Italia o estero???

messaggio inserito venerdì 27 gennaio 2012 da davidef

[post n° 281757]

dilemma esistenziale Italia o estero???

buona sera, premetto che sono uno studente di architettura al quarto anno accademico. Ormai ho una percezione della laurea molto vicina, ancora un anno e il "traguardo minore" sarà raggiunto. Di pari passo inizio a riflettere (in verità già da tempo) sul futuro una volta uscito da questo limbo universitario. Premetto che durante un anno accademico si laureano almeno una trentina di studenti solo nella mia facoltà, immaginando così quanti siano i neolaureati architetti in Italia durante un anno. La preparazione degli studenti esteri risulta essere più "completa" rispetto alla nostra, hanno più conoscenza pratica, noi siamo puramente teorici e tutto ciò non ci aiuta, ci troviamo spiazzati una volta coinvolti nel mondo del lavoro. Le strutture universitarie sono imparagonabili, non abbiamo laboratori adeguati, anzi non ne abbiamo, i nostri professori sono privi di entusiasmo, che interpretano l'insegnamento come un peso piuttosto che un privilegio, piuttosto che una vocazione e una grande responsabilità e alcuni sono assolutamente "obsoleti".
Come ben sappiamo, la situazione generale del nostro paese, e non solo il nostro, è molto critica e immagino che ciò interessi anche il "nostro" settore. Detto questo, mi e vi chiedo, cosa è meglio fare una volta acquisita l'abilitazione ad esercitare la professione???rimanere in Italia essendo fruttato da studi e, pregando in bene, iniziare a guadagnare qualcosina dai 40 anni in poi, facendo salti mortali e sacrificando tutto e tutti, con l'unica speranza che una botta di C*** possa "aiutare" a vivere "meglio". Ovviamente escludo coloro che hanno conoscenze e sappiamo benissimo che nel nostro paese vai più avanti se conosci qualcuno di "importante" e non se sei il più bravo (vi assicuro che più ci penso e più mi avvilisco..sarebbe stato meglio studiare medicina..ma per fortuna, dico io, l'amore x la professione dell'architetto è troppo grande e prevale su tutto). Oppure fare esperienza per poi andar via..all'estero??magari anche in paesi come il nostro, ma dove almeno l'apertura verso noi giovani è maggiore, dove la tua ambizione è ripagata con la fiducia. Vedo che molti emigrano in Spagna (rimanendo in Europa), America Latina, India, Cina ecc.
Sono ben accetti i vostri pensieri, opinioni, consigli, testimonianze di esperienze all'estero ecc.
Grazie a tutti e ovviamente scusatemi per la mancanza del dono della sintesi
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Emigra...comunque all'estero le opportunità, malgrado la crisi globale, sembrano essere migliori..oppure con la laurea e l'abilitazione, inventati qualcosa che sia di nicchia, con un mercato non ancora inflazionato..inoltre, in relazione al quadro che delinei dell'università italiana, inizia a lavorare, anche gratis, prima della laurea, in uno studio, o meglio in un impresa di costruzioni, così recuperi parte di quelle conoscenze che l'università italiana non da.
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Valuta attentamente l'opzione estero, perché qui in Italia siamo ormai alla frutta.
Se hai voglia di metterti in gioco ci sono paesi con opportunità enormi, come ad esempio l'Australia, dove attualmente il governo ha inserito architetti e ingegneri tra le professioni più richieste.
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Tu vuoi fare l'architetto in Italia... chi conosci, quanti soldi hai? Tuo padre chi è, chi conosce?
Oppure vuoi emergere per merito?
Allora impara l'inglese alla perfezione, e un pò di tedesco.
Fai rete con quelli come te, anche per partire insieme, non ti isolare come chi, in estate a 20 anni faceva la cicala solitaria e si divertiva a guardare le formichine, perchè dopo è arrivato l'inverno. Svizzera e Germania (tedesco). Spagna ormai no, Francia inflazionata. Londra forse. Evita la Bassa Bolognese.
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"sarebbe stato meglio studiare medicina".... Perchè, pensi sarebbe stato diverso?
Mai sentito parlare delle baronie che ci sono a medicina?
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