Importanza tesi

messaggio inserito mercoledì 1 febbraio 2012 da Modì

[post n° 282215]

Importanza tesi

Salve sono uno studente di arch. laureato alla triennale con un voto di 98 ora mi trovo alla magistrale ad aver sostenuto un esame da molti cfu con un voto molto basso che mi farebbe uscire con un voto di laurea inferiore al 100 la non accetazione del voto comporterebbe un aumento dei tempi della laurea , mi chiedo in ambito di ricerca lavoro quanto il voto influisce (non potendo contare sulle raccomandazioni di nessuno) ? e se volessi partecipare a master o stage o provare a entrare come stagista in grossi studi di architettura questo voto risulterebbe la mia pietra tombale ma soprattutto se volessi emigrare all'estero in ambito europeo sarebbe possibile trovare lavoro con questa valutazione?
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Io se devo scegliere scelgo una persona capace, a prescindere dal suo voto, anche perche certe volte vedo alcuni laureati con lode e non so come l'abbiano presa, per l'estero conta ancora meno, conta molto i, tempo che ci impieghi e l'esperienza lavorativa.
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A Firenze avevo un prof. famoso che si rifiutò di dare la tesi a due ragazze che impiegarono 5 anni. Lui aveva torto ma non credo sia un idiota. Un'amica voleva fare una tesi di restauro e dirottò con un prof./bazza con cui progettò una tuta da motociclista: 1 anno in meno.
Altri hanno copiato e sono andati a traino dei migliori: virtuosi?
Io un'occhiatina alla tesi, agli esami... ...la darei, anche per non fare distinzioni implicite tra chi ha la residenza davanti alla facoltà e chi si fa 2 ore di treno quasi tutti i giorni.
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il voto conta poco anche perche nessuno me lo ha mai chiesto a dire il vero, per come la vedo io meno stai allìuniversita meglio è ma poi la scelta è personale
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A non iscriversi si fa pure prima. Poi se hai abbastanza soldi ti puoi comprare sia la tesi che la laurea tra un pò... ...magari su GROUPON... ah ah ah!
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ma come siamo provinciali.......
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Non penso che abbia interessato il voto quanto il tipo di tesi, nel mio caso.
Il primo studio per cui ho lavorato cercava una persona che avesse dimestichezza con mappature, Normal, rilievi, materiali nell'edilizia storica,ecc. Quindi aver fatto una tesi di restauro ha giocato a mio favore.
Il voto (che comunque era alto) penso che sia passato in secondo piano al colloquio. Mi ero portata dietro degli estratti delle tavole di tesi e i siamo concentrati su quelli. Evidentemente li ho ispirati positivamente perchè poi ho iniziato a lavorare da loro la settimana successiva.
Comunque direi che anche un po' di fortuna non guasta (arrivare con la tesi giusta nello studio giusto e al momento giusto. Il voto conta in modo relativo).
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Io quando devo fare una cosa cerco di farla bene e fino in fondo, sia che si tratti di studio, di lavoro, o di spalare la neve. Per la mia condizione fare arch. in 5 anni avrebbe significato NON fare bene ciò che m'interessava. Ragionare col "senno di poi" come luca non è provinciale forse, ma molto superficiale.
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Permettetemi di sottolineare una cosa importante: prima di considerare il tempo che si impiega per la laurea, bisognerebbe capire anche i motivi.
Se uno è studente lavoratore, e si spacca la schiena per pagare tasse e spese universitarie e quindi il tempo da impiegare per studiare è meno della metà non vuol dire che è un fannullone, anzi è uno con gli attributi.
Molti nelle facoltà di architettura sono figli di e non figli di operai che magari non possono permettersi "il lusso" di mantenere un figlio/a all'università e soprattutto presso la facoltà di architettura.
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A detta di alcuni, archijunior, quei figli di operai non dovrebbero neppure studiare, poichè "siamo troppi". L'ordine mondiale storico vuole infatti che siano i meritevoli figli di papà a perseverare la stirpe (sono pure quelli più intelligenti perchè l'hanno nel sangue, è stato "dimostrato" nell'Ottocento". Essi sovente si laureano prima, con dritte paterne sia in termini di appartamenti COMPRATI nella città sede di studi, sia con apporto fisico imposto ai "collaboratori" nell'aiutare a fare i rendering ed i plastici per il figliuolo che "ce la deve fare". Ne ho visti, uno ha pure firmato un centro commerciale paterno, appena abilitato.
Ma io posso sottoscrivere col sangue che se uno è un mediocre, tale resta malgrado tutti i privilegi (onerosi) che si è trovato ad ereditare.
Con questo non voglio dire che un figlio di operaio è necessariamente una cima incompresa, oppure che un figlio di babbo necessariamente sia un mediocre... ...ma è doveroso mettere i puntini sulle i, altrimenti si fanno solo discorsi classisti e superficiali (imho).
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edoardo, se ti va approfondisci, ceto è che 5 anni di architettura dovrebbero essere sufficienti ........ a meno che non si abbia dei limiti.
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Non sono in grado di rispondere ad un post ambiguo come il tuo, luca. In questo sicuramente sento di avere dei limiti.
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Per modi

In questo paese non conta nulla! Non sto qui a raccontarvi la mia storia perché non basterebbe post, forse io ci avrò messo di mio e avrò sbagliato su qualche scelta che ho fatto, ma ve lo assicuro questo paese ha un qualcosa di malato. Nessuno ha il coraggio di dire che schifo era quando ancora fino ottanta inizi novanta si seguivano le lezioni di progettazione? Quanti eravamo e in quanti ce la facevano alla fine dopo un percorso che era di media almeno di 10 anni, già allora avevamo la media più alta d'europa! Esami annuali, professori che bocciavano solo perché all'esame di storia sapevi tutto benissimo ma..... C'era quel ma.... Revisioni che il più delle volte andavano a finire a schifio e ricominciavi tutto il giorno dopo, per non parlare se gli esami venivano rimandati, se il prof. Ti dava buca alla revisione . E matematica? Che molti di noi chissà quante volte hanno ripetuto? E intanto il tempo passava , si spendevano soldi praticamente per tutto , compreso ripetizioni. Eppure non erano gli anni in cui investii per avere insegnanti alla stregua di quelli degli anni 60 70 , come Libera, Quaroni, ma certi mediocri che ci sono tutt'ora la maggior parte figli di.... Ve lo assicuro me ne sono capitati tanti! Comunque sto parlando della facoltà di architettura di Roma.
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Scusate ma non avevo terminato! Volevo dire che il voto serve a ben poco nelle condizioni in cui versa la nostra professione in questo paese! Spero solo che tu finisca abbastanza presto per poi andartene, visto come siamo messi! Un paese in cui non crede alla cultura e al diritto dell'istruzione, ma crede solo idi chi si e' figli o chi si conosce, penso che il voto sia l'ultima cosa ce andranno a guardare!
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Quoto J&B, il problema lo devi capire subito quando ti chiedono se sei Ottomano (dicesi di caddista che usa 8 mouse contemporaneamente con 8 software diversi), piuttosto che conoscere te per la vivacità culturale, l'intelligenza e ti chiedi: "Se sono qui per imparare perchè devo produrre disegni e basta?". "Perchè non c'è confronto? Non vengo messo in condizione di partecipare alle scelte?". Nello sport una squadra vede un talento e lo forgia per diventare un campione, così la squadra cresce e vince... da noi fai il raccattapalle perchè giocare è un privilegio. Ci vorrebbero studi come il Barcellona F.C. ...invece si impara guardando, non giocando... ...ma non è la stessa cosa che essere trattati da persone, ed adulte.
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Nel mio caso il voto non ha contato nulla (e mi sono laureata con lode), e neanche la tesi (mi sono laureata in storia e ho sempre fatto tutt'altro).
Io stessa se dovessi assumere non darei peso più di tanto nè al voto, nè al curriculum.
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Il voto conta tantissimo nei concorsi pubblici. Io ho preso 110 ma in molti concorsi/ affidamenti di incarico ho visto passarmi davanti chi aveva la lode , anche di molte posizioni. Se vuoi lavorare in uno studio non conta nemmeno essere laureati. Basta saper usare bene il computer
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nei concorsi conta la raccomandazione, io ho visto gente che il titolo dichiarato nel concorso lo ha ottenuto dopo l'assunazione www.youtube.com/watch?v=HFK1t9Zknh0
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