Lottizzazione con vincoli tipologici, un caso italiano.

messaggio inserito venerdì 30 marzo 2012 da Edoardo

[post n° 287246]

Lottizzazione con vincoli tipologici, un caso italiano.

Giusto oggi sono andato con il capo inznir (ingegnere) a discutere in un comune lo smantellamento progettuale di un nostro progetto di lottizzazione già approvato e concertato. Il motivo? Il cliente ha venduto ad un costruttore il terreno col progetto approvato, ma questo progetto va stretto al costruttore che non sa neppure cosa vuol fare, ma sicuramente non vuole paletti, pur rimanendo nella capacità edificatoria consentita.
Ecco che io mi chiedo: A cosa serve questo virtuosismo concertativo apparente se appena arriva l'amico di turno i comuni sono pronti a derogare sulle regole imposte per definire il piano?
Perchè vogliamo sembrare svizzeri quando tanto le cose "si mettono a posto" sempre all'italiana? Comunque alla fine tutti contenti: lo studio si intasca il parcellone ed il costruttore si fa le sue villozze col SUO architetto. Meno contento io che dovrò integrare il PPIP trasformando i miei fabbricati in cubi, e le tipologie in aree... ...ma si sa: progettare è un lusso per pochissimi eletti.
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L'ennesima stecca di villettine a schierina nella campagna... Ahhhhhhh ma io li aspetto al varco: vedrai come si godono la villetta in mezzo alla campagna con vista fabbrichetta, adesso che la benza costa 2 euri al litro...
Si, sono bastard inside, lo ammetto ;-)
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Non è una stecca... ma una bistecca, anzi un calamaro, visto che la disposizione dei lotti è ad anello con un "polmone" verde al centro, a detta dell' inznir.
Io penso tuttavia che se quella fabbrichetta, come tante altre, riaprisse... ci sarebbero più soldi non solo per gli "ignoranti" di campagna e gli architetti macellai come me, ma anche per coloro che vogliono la vista sui Due Torroni e per gli architetti eruditi al loro servizio. ;-)
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Touche Edoardo: comunque non godo della vista dei due Torroni, ma della chiesa di San Luca. Vale uguale? E anche io ormai sono di campagna, visto che abito fuori dal centro storico ;-)

Comunque io mi siedo sul metaforico fiume, e aspetto...

Mai capito come fanno i villettieri a dire che "abitare nella villetta in mezzo alla campagna è così rilassante" quando:
1) Per essere al lavoro alle 9 devono uscire di casa alle 7:30 e passare circa un'ora nel traffico (e altra mezzora nella ricerca di parcheggio e nell'accompagnamento a scuola della prole).
2) Uscendo dall'ufficio alle 18, arrivano a casa alle 19.30.
3) Devono avere due macchine in famiglia, se lavorano entrambi (ma anche se la moglie è casalinga, come fa a muoversi se abita in mezzo al nulla?).
4) Corollario dei punti di cui sopra, per mantenere macchine&benzina devono vendere un rene (quello che non hanno ancora venduto per pagarsi la villetta).
5) Per andare a comprare qualsiasi cosa (anche il giornale) devono muovere la macchina... per la spesa c'è solo il centro commerciale... quindi niente chiacchiere col barista sotto casa, o con il giornalaio di fiducia.
6) Pochi amici che vengono a casa tua: ogni invito deve essere accuratamente pianificato.
7) week end consacrati alla cura del giardino (rigorosamente con prato all'inglese anche in agosto) e alle pulizie di casa (queste villette sono molto grandi, in genere).
8) Costi di gestione e bollette iperbolici: acqua per irrigare il prato, gas o pellet per riscaldare tre piani di casa... luci sia interne che esterne, magari anche sistema di allarme...

Beh, CONTENTI LORO... ;-)
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Per me è più rilassante ora vivere in un paese e lavorare in un paese... ...che lavorare in un paese e vivere in centro (Palasport - Riva Reno) quando dopo mezz'ora dovevo passare almeno 20 min. per cacciare l'auto da qualche parte oppure parcheggiare in divieto di sosta per il lavaggio strade ed uscire a mezzanotte sperando che qualche fighetto avesse liberato un parcheggio davanti al locale. E' chiaro che se trovo un contratto a tempo ind. come terzo livello commercio e servizi in un luogo serio che mi permetta di fare architettura, crescere e fare carriera, con orari umani e rispetto delle persone, sono disposto a ri-trasferirmi in centro e pagare pure un affitto girando in bici (non con la Kona Abra Cadabra però) e schifando le macchinone dei cattivi.
Ma tutto quello che dici non è così classificabile ed impacchettabile, permettimi di obiettare.
Mi ritrovo nei tuoi valori, ma sono tutt'altro che riscontrabili solo in città. La città non è più quella che abbiamo nella testa e nel cuore, è cambiata e sono d'accordo con te per rivalutare la ri-urbanizzazione. Ma i luoghi sociali sono anche, se non soprattutto, in Provincia ormai. Non tutte le realtà sono uguali, non tutti sono pendolari teledipendenti. La cultura è anche "fuori".
Realmente, credo che il mondo sia vario e questo sia il suo bello, percui consentimi di dissentire dalla tua visione. :-)
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Poi zappettare l'orto è gajardo... ho un amico ciappinaro-giardiniere che mi dà delle dritte notevoli, anche perchè crede nella fine (finanziaria) del mondo. A lui il concetto di de-crescita dei radical chic (che poi vanno al ristorante col Q7) gli fa un baffo: è "radical" e basta. Anzichè progettare "l'orto verticale"... ...comincio da quello "orizzontale", poi se esce qualcosa me lo magno pure.
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Hai ragione Edo, ma io penso di vivere la città ancora come la vivevano i nostri nonni, in un certo senso... Vivo e lavoro nello stesso quartiere, giro per il centro a piedi (considero un tragitto da porta San Felice a via Zamboni "4 passi", ad esempio), durante la settimana esco poche volte dal rione :-)))
I luoghi "culturali" che frequento attualmente sono la biblioteca, il bar per lo spritz e la palestra per gli allenamenti... e mi va benissimo così... Poi ogni tanto vado a teatro o al cinema... ma tutti posti del centro e che raggiungo a piedi ;-)
Per gli orti sono un po' negata e non ho il giardino, per la spesa c'è il mercato, i negozietti o il supermercato di quartiere vicino all'ufficio: praticamente vivo come in un paese, pur abitanto in (quasi) centro a Bologna :-).
E comunque vivere in un paese (nel centro di un paese) non è lontanamente paragonabile alla villetta a schiera in mezzo al nulla o alla periferia residenziale con solo il centro commerciale come luogo di aggregazione. Se vivi in un paese la spesa la fai a piedi, prendi il caffè al bar salutando i vecchietti che giocano a briscola, c'è la biblioteca, l'edicola e le botteghe per gli acquisti quotidiani, ti sposti a piedi o in bicicletta...
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Pensa tra 30-40 anni... ...quei vecchietti pensionati che adesso giocano a briscola al bar non esisteranno più, esisteranno solo i vecchietti-lavoratori a p.iva sine ad mortem... chi saluteremo? Nessuno, si salvi chi può.
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Edoardooooo...allora eri tu quello che girava come me in macchina alla stessa ora cercando parcheggio....io ci abitavo vicino al Palasport...dopo un'ora e mezza per cercare parcheggio, sostavo in doppia fila o accanto ai bidoni, salivo a prendere cambio, pigiamino e spazzolino da denti e andavo a dormire in zona Barca dal mio ragazzo. Ora mi sono trasferita, come si sta beneeeee...arrivo, parcheggio, salgo in casa! Yuuuhuuu!
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...e soprattutto la mattina non giro tutte le vie del circondario perchè non ricordo più dove ho messo la macchina la sera prima...
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Pensa meg, appartamento da VIP, col portiere, ma senza posto auto. Ora abbiamo il posto auto e non abbiamo più debiti, meglio così. Magari ci siamo incontrati, forse pure una mattina all'alba per prendere il treno delle 7.15 per FI e tornare la sera... mah.
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