partite IVA: i punti di vista della Fornero, degli autonomi e del CNACCP

messaggio inserito venerdì 30 marzo 2012 da redazione p+A

[post n° 287271]

partite IVA: i punti di vista della Fornero, degli autonomi e del CNACCP

Sulla questione della differenziazione tra autonomi "genuini" e finte partite Iva, ecco il punto di vista di Dario Di Vico, giornalista che esprime le ragioni degli autonomi, del ministro Fornero, che si è pronunciata sulla questione e del CNACCP, che ha avanzato alcune proposte.
Leggi la notizia:
[p+A news: Riforma-del-lavoro-e-punti-di-vista-Fornero-gli-autonomi-e-il-CNACCP]
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io credo, e spero, che si stia creando una tempesta in un bicchiere d'acqua, nel senso che probabilmente l'intento del governo è di dare un'arma alle finte partite iva, utilizzate in realtà come dipendenti..altro è che io, come dice il giornalista, scientemente abbia deciso di avere la p.IVA anche con un solo committente...dubito che lo stato abbia i mezzi e voglia trasformare inopinatamente, senza specifica segnalazione degli interessati, tutte le p.Iva con un unico cliente, in dipendenti a tempo indeterminato..se così fosse saremmo nella dittatura, non in uno stato democratico e forse liberale
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Anche perchè un vero libero professionista/monocommittente non guadagna 500 euro al mese, a meno che non sia masochista.
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Infatti! Questo tentativo di far emergere i finti liberi professionisti, in realtà dipendenti, è l'unica cosa buona che il governo abbia fatto nei confronti della categoria dei (più o meno liberi) professionisti. Niente altro che tuteli i più deboli nei confronti del malcostume e della corruzione dilagante a cui ci siamo abituati.
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Al Ministro Fornero ed ai suoi colleghi vorrei chiedere come si coniuga il principio della concorrenza con la sempre maggiore discrezionalità concessa alle P.A. per l'affidamento dei servizi di architettura e ingegneria. Dallo scorso anno la soglia per gli incarichi fiduciari è stata innalzata a 40.000, 00 Euro. Siamo in Italia, non in Inghilterra. Sappiamo come funziona la "fiducia" da noi.
Nel mio paese ,'Amministrazione comunale ha indetto una procedura ristretta per l'incarico di restauro e musealizzazione della torre costiera S. Giovanni. L'incarico sarebbe stato affidato all'impresa che aveva fatto il maggior ribasso, se l'Ordine degli Architetti, sollecitato dal gruppo che voleva a tutti i costi ottenere l'incarico, non avesse eccepito che il RIBASSO ERA ECCESSIVO. Così il Dirigente dell'UTC ha deciso di annullare la procedura e procedere ad un incarico fiduciario. Guarda caso l'incarico è stato affidato al gruppo che si era rivolto all'Ordine eccependo l'eccessivo ribasso.
Insomma, cara Ministro, Lei può predicare tutta la concorrenza che vuole, ma ci vorrebbero delle leggi semplici, chiare e capaci di arginare le astute mosse e gli accordi poco trasparenti di alcuni professionisti.
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Brava Sonia, continua anche tu a sognare un mondo incantato in cui tutti noi saremo assunti, felici e contenti... Proprio non ci arrivate eh?? A QUESTI NON GLIENE FREGA NULLA DI NOI!!! VOGLIONO SOLO FARCI PAGARE PIù TASSE E CONTRIBUTI!! illusi che siete...
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Se può interessarvi, discussioni su questo argomento si trovano sul sito di Ivaseipartita.it , un gruppo di architetti e ingegneri di tutta italia che sta cercando di ragionare sul tema delle finte p.iva. Abbiamo anche risposto alla lettera del presidente del CNAPPC al ministro, in cui si tentava di far passare una tesi "negazionista" sul numero delle finte partite iva. Vi invito a leggere la lettera sul sito di AWN e a partecipare alle iniziative di Ivaseipartita.
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Io credo che per ristrutturare una catena si debba cominciare rompendo un anello difettoso (false p. iva). Contestualmente è necessario tuttavia favorire le regolarizzazioni in modo tale che gli studi non chiudano. Ma questa catena può tenere solo se.... C' E' L A V O R O ...se non c'è lavoro perchè l'economia è ferma, perchè si va avanti solo a pastette politico clientelari, perchè non ci sono investimenti soprattutto dall'estero ....qualsiasi riforma diventa solo sale sulle ferite perchè NESSUNO è disposto a perdere quel che ha, che sia un professionista affermato o un operaio di Melfi.
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La maggior parte degli architetti con partita iva lavora per UN SOLO committente. La maggior parte lavora PRESSO questo stesso committente con l'ACCORDO di essere presente tutti i giorni e con orario da dipendente (o di più).

Questo tipo di lavoro ha una definizione: DIPENDENTE.

Se lo studio di architettura non si può permettere di assumere un dipendente, allora che non obblighi l'architetto che lavora per lui ad essere PRESENTE TUTTI I GIORNI e di fatto a NON POTERSI OCCUPARE DI ALTRI COMMITTENTI. cosa che invece contraddistingue il lavoro con partita iva, cioè

INDIPENDENTE.

E' ora di mettere fine a questo meccanismo. Non è vero che a tutti va bene questo trattamento. Soprattutto se per svolgere il lavoro da FINTO AUTONOMO non ti puoi cercare altri clienti e se VIENI LASCIATO A CASA sei senza tutele e alla canna del gas. punto.
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Terminato l'ultimo contratto a termine, dopo una serie infinita di contratti a termine e in prossimita' della pensione, ho deciso di iniziare la professione di consulente del lavoro con relativa iscrizione all'albo. Ho trovato un committente che mi avrebbe permesso di sopravvivere in attesa di essere collocata in pensione. Premetto che sono nata nel 1952 e quindi pesantemente penalizzata dalla riforma delle pensioni. A questo punto il mio lavoro autonomo, piu' oneroso che redditizio, e' comunque la mia unica fonte di sussistenza. E' realmente lavoro autonomo perche' mi limito alla consulenza e non puo' essere assolutamente inquadrato come lavoro dipendente. Bene, ora il Governo decide che non ho piu' diritto neanche a questo perche' costringe chiaramente l'azienda che mi da lavoro a rivolgersi a qualche altro studio che abbia ben piu' di un committente. Non mi sono rimaste neanche piu' parole.
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Devono stabilire un distinguo nel merito del vincolo che lega il vero autonomo monocommittente dal falso autonomo. Il problema è che in assenza di elementi certi il falso autonomo è ricattabile come un disgraziato... ...e forse è proprio quello uno dei punti su cui lavorare, ovvero su rapporti che dove fa comodo sono di insubordinazione diretta, dove non fa comodo, invece, sono di libero e spontaneo apporto professionale.
Cosa apporti? Una prestazione intellettuale, mettila come ti pare.
La domanda è: Oggi, una prestazione intellettuale quanto vale, se vale?
Se non stabiliscono dei minimi, non si va avanti. Se il firmatario prende incarichi per una miseria non può pagare stipendi lordi da 3000 euro al mese nè assumere, nel 90% dei casi.
Tutto sarebbe fattibile se vi fosse mercato e lavoro, purtroppo così non è, ma credo che le tutele maggiori debbano averle innanzitutto i più deboli.
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