A.A.A. PROSPETTIVE

messaggio inserito martedì 5 giugno 2012 da siria

siria : [post n° 291836]

A.A.A. PROSPETTIVE

Scrivo qui perché so di poter ricevere critiche e commenti utilisssimi allo stesso tempo.
Ho superato i 30 anni, architetto, dottore di ricerca e post-doc in Francia. Esperienza lavorativa non molta 2,5 anni ma non continuativi a causa della strada intrapresa.
A parte aver capito come funziona la ricerca qui in Italia rispetto al'estero, sto cercando in parallelo di non attendere solo le risposte per alcune borse di ricerca, ma di cercare un lavoro in uno studio professionale.
Ma in primis lascaindo un attimo da parte i salari, i non contratti e le false partite IVA, mi chiedo come e chi può essere interessato ad oggi a FORMARE una persona. Che non ha 30 anni di non esperienza ma di esperienza "altra".
In Francia almeno il salario, lavoro cambia grazie anche agli anni di studio (doc-post-doc, ...)
L'alternativa potrebbe essere quella di buttarsi ancora una volta nella formazione (escludendo la certificazione energetica, magari sicurezza cantieri....anche se non è il mio forte), ma aumenterei così i miei pochi anni di non-esperienza professionale.

Che fare quindi? Che strategia perseguire?
finky :
cambiare lavoro. Bisogna Prendere coscenza che tra laureati senior e junior, periti, geometri, caddisti, ingegneri, l'ambiente è saturo. tutti fanno tutto. Professionisti che svendono la sicurezza di un cantiere a 200 euro, certificazioni energetiche a 40 euro. I lavori emergenti sono quelli abbandonati 20-30 anni fa per inseguire il mito del posto fisso e della laurea che te lo garantiva. Quindi avanti con i panettieri, gli elettricisti, gli idraulici. Il falegname mi ha chiesto 30 euro per il solo fatto di essere venuto a casa a vedere cosa aveva l'armadio, a me danno del ladro perchè chiedo 1000 euro anzichè 500 (come fan tanti) per una D.I.A. completa per una ristrutturazione. Crisi o non crisi qualcuno ha fatto il furbo e continua a svendere scarsa professionalità con i silenzi degli ordini professionali e dei collegi che di certo non hanno l'interesse di sottolineare la loro inutilità
Edoardo :
E' vero, concordo, però io a fare i panettieri ci manderei quelli che speculano sulle rendite di posizione sottopagando la gente che lavora per loro. Non credo poi che certi mestieri siano così di facile accesso come, con presunzione, si scrive a destra e a manca. Ho un amico artigiano tuttofare, ogni tanto lo aiuto e mi rendo conto della fatica, della responsabilità e dell'impegno che richiedono certi lavori.
desnip :
Bravo Edoardo. Per una volta sono proprio d'accordo con te!:-)
jenny :
ciao! Il consiglio di cambiare lavoro, per quanto non sia del tutto campato in aria, mi rendo conto che possa essere poco gratificante per uno che ha investito tanto nello specializzarsi. A tal proposito una strada per rientrare nel giro degli studi (nel frattempo che invii cv ovunque) potrebbe essere quella di fare un master, se ne hai le possibilità economiche, dopo il quale almeno con lo stage (qui o all'estero) potresti aumentare il tuo bagaglio culturale e rimetterti nel giro. Sceglilo bene però! Altrimenti dovresti provare con borse tipo Leonardo. Dipende però tutto dalle risposte che stai aspettando, e del tempo che ti sei dato prima di iniziare a guardare in ogni città/paese.
Però non capisco perché, se hai deciso di intraprendere la strada della ricerca, ora vuoi fare l'architetto. E' ovvio che al momento ti si potrebbero proporre solo salari da neolaureato, almeno qui in italia, a meno che non sei fortunato ad entrare in qualche azienda.
In ogni caso non ho ben capito se vuoi rimanere qui o andare all'estero, ma in entrambi i casi (ricerca piuttosto che lavoro) penso che sia meglio proporti all'estero, se ne hai le possibilità economiche. Eventualmente torna quando avrai un bagaglio più completo.
siria :
Ciao!
Purtroppo la strada della ricerca dipende da tanti fattori. Certo aspetto delle risposte dalla Paris per dei finanziamenti, ma non sono scontati! soprattuto in settori come l'architettura e l'urbanistica che non sono così "alti" come materie scientifiche o umanistiche. Siamo un po' una via di mezzo che quindi non riceve lo stesso numero di borse e di finziamenti.

Ad ogni modo la strada dell'architetto e della professione mi sembrava un tentativo obbligato, visto che ho studiato architettura e che alla fine sommando i mesi fatti ho 2,5 anni di esperienza in studi professionali. Solo che come avete ben scritto, il mercato è saturo e la mia richiesta era quella di capire se avevate dei consigli su dele "specializzazioni" strategiche che anche qui e non solo all'estero potessero per lo meno darmi un minimo di prospettiva.
Accetto quindi consigli.
Grazie ancora!!

Ily :
X Finky

Il problema è che ad esempio io so fare solo l'architetto. E per quei mestieri li o cominci subito dopo la scuola superiore (e quindi a 18-19 anni) oppure è troppo tardi. Chi di anni ne ha 30 che fa?!? Magari potrebbe riconvertire in lavoro il proprio hobby (se ne ha uno monetizzabile), ma la burocrazia ti sega le gambe.
Ad esempio io ho buone conoscenze di storia dell'arte e di storia, anche di cultura materiale, e potrei riciclarmi come guida turistica. Peccato che per farlo oggi ci vogliano ventimila corsi, attestati e certificazioni. Poi magari le guide "certificate" sarebbero meno brave di me, ma intanto io non potrei farlo... Oppure potrei dare lezioni private, ma anche li, dovrei lavorare in nero, pena il praticare tariffe completamente fuori mercato...
Ily :
Chi ha l'hobby della cucina ad esempio non può (per dire) comprare le mele da un contadino, fare la marmellata e le crostate a casa sua e poi venderle al mercatino equo e solidale la domenica, o in parrocchia dopo la messa: se ti becca l'ufficio di igiene sono rogne infinite. E via di questo passo. Il problema non è il riciclarsi, è la burocrazia che atrofizza qualsiasi spunto creativo. Idem fare collane o ricami e poi venderle: ci vuole l'iscrizione alla camera di commercio e blablabla, e so soldi...
mari :
Non credo che chi ha speso tante energie in dottorato e post dottorato abbia alcuna intenzione di cambiare mestiere. Non capisco perché non si possano dare consigli più utili. A scoraggiare Siria probabilmente provvederà già il solo confronto Italia - Francia.

Io mi sono trovata in una situazione simile (anche io dopo il dottorato). Ed allora mi sento di dirti che non è che tu non abbia esperienza. Un dottorato è sì formazione, ma anche lavoro e specializzazione. Per cui io partirei da ciò che si ha: bagaglio di conoscenza e esperienza di lavoro all'università, cosa che secondo me dà una marcia in più, rispetto a chi non ha esperienza. Una marcia in più nel senso che secondo me dopo un dottorato già si ha un approccio al lavoro diverso da un neolaureato (generalmente) nel senso che sai di poter affrontare tante cose in autonomia, perché la gestione e il risolvere problemi e questioni, molto spesso da soli, è tipico del dottorato.

Per cui parti da ciò, pensa a chi potrebbero essere utili le conoscenze acquisite. Magari sono pure conoscenze rare.

Ma non hai pensato di restare in Francia? In cosa ti sei specializzata?
siria :
Ciao mari,

hai ragione, la testardaggine è una mia caratteristica,
Ad ogni modo il dottorato italiano l'ho fatto in composizione architettonica, il post-doc francese in architettura e antropologia svolto a Parigi in un buon laboratorio; sono rimasta in contatto con loro e ho fatto delle collaborazioni di 1 mese e di 1 settiamana (ben pagate) in alcune loro ricerche, che lavorano sulla città, sul territorio e su come l'architettura "viene recepita" dagli abitanti. Quindi tutto molto bello ma molto teorico, o cmq poco spendibile in Italia.

Per farti comprendere questo laboratorio viene finanziato in parte dall'università ma in gran parte ognuno apporta delle ricerche e lì se ne discute in équipe. Quindi prima occorre trovare i finanziamenti.
Purtroppo però son dovuta rientrare in italia...

Quello che sto facendo è mandare i cv in studi a Paris e limitrofi e l'ho fatto anche in parallelo alle collaborazioni alla ricerca pagate dall'università (di 1 settimana e un'altra di un mese) che ho fatto lì.

L'idea del master di specializzazione non mi dispiace, stavo giusto cercando di capire cosa proponevano le uni francesi. Questo perché ahimé è difficile inserirsi in ambito europeo col nostro dottorato italiano, e con solo un post-doc all'estero.

In ogni caso se avete delle dritte, delle critiche o dei suggerimenti per fare delle specializzazioni strategiche all'estero o qui in italia in grado di darmi una prospettiva, saranno bene accette!

Virgy :
non so quanto ti convenga cercare negli studi, se ne hai la possibilità è meglio continuare la carriera da ricercatore all'estero (non so come siano messi in Francia ma quasi sicuramente meglio che in Italia).
Volendo trovare un lavoro in studio (o società/impresa/immobiliare ecc) dovresti fare una ricerca mirata per la tua specializzazione ma non sarà facile. Proporti come disegnatore non te lo consiglio proprio, avendo 2,5 anni di esperienza ti proporranno 500 euro al mese, ammesso che trovi. Scusa, non so come sia la situazione, ma nel campo dell'insegnamento in Italia non vedi possiblità? mi sembra la strada più giusta per la tua preparazione.
siria :
grazie della risposta!
Quello che sto facendo è cercare dei finanziamenti, proporre dei progetti di ricerca in francia; ma i tempi di preparazione e di attesa ci sono. Nel mentre collaboro già con stipendio zero con l'università italiana, essendomi laureata a milano e dottorata a venezia. Ma entrambi i due atenei non aprono grandi prospettive.
(Per darti un'idea le uniche cose pagate dopo il dottorato sono state quelle fatte a Parigi)
Quindi siccome di fare ricerca per beneficienza o per hobby non gratifica oltre a non permetterti di reggerti un minimo sulle tue gambe, sto inviando cv a studi in IT e FR...
Ma nel mentre sto cercando di prefigurarmi una "prospettiva" anche in una formazione che mi permetta per lo meno di costruirmi per un futuro.

Virgy :
mah... è che io nei master non ho molta fiducia, almeno in quelli italiani. Quelli che conosco che li hanno frequentati (pochi in realtà) sono rimasti molto delusi per quanto riguarda le possibilità occupazionali. Cmq in bocca al lupo!
mari :
Ciao Siria,
Beh, un'esperienza fantastica quella di Parigi. Fare ricerca e discuterne in équipe per un progetto deve essere il massimo. Non sono molto informata su quanto la ricerca che hai fatto possa essere spendibile in Francia, quindi forse dico sciocchezze, ma immagino che lo sia e tanto. Ho sentito di vari progetti - tra cui per esempio la Confluence a Lione - in cui si faceva progettazione partecipata a livelli seri e dove il modo in cui la popolazione percepiva i nuovi progetti aveva un "peso" nelle decisioni. Quindi immagino che in società o in amministrazioni le tue esperienze siano più che spendibili.

Comunque io credo che una volta fatte esperienze, come quelle che tu hai descritto, penso sia difficile abituarsi al mondo poco edificante degli studi professionali italiani. Certo un pizzico di fortuna e tanta bravura possono indirizzare verso situazioni migliori; quanto all'università italiana io la terrei come ultima opzione.

Insomma passare dall'autonomia della ricerca e dalla soddisfazione che questa può dare ad una normale situazione da studio professionale italiano, è tosta. Almeno per me così è stato, dopo pochi mesi mostravo grossa insofferenza nonostante la mia esperienza di dottorato non sia stata delle migliori. Ma avere un tuo tema da portare avanti, decidere autonomamente, spostarsi in continuazione da una città all'altra e poi stare fissi in uno studio a risolvere "pratiche" e fare piccole progettazioni, in condizioni poco gratificanti.. beh non è il massimo. L'autonomia che ti viene a mancare e le condizioni poco gratificanti sono gli aspetti secondo me da tenere in considerazione.

E allora io ripensando alla mia esperienza, resterei in Francia tentando di inserirmi prima nella ricerca, poi presso amministrazioni e società in cui la mia esperienza sia spendibile e poi - se per un po' queste strade non si aprissero - allora vedrei di mantenermi in qualche modo e contemporaneamente cercherei una specializzazione. Mi pare di aver capito che lì specializzarsi è importante, almeno ho una cugina in Francia che mi dice così è. lei si lamenta di questo aspetto ma secondo me è positivo.

In bocca al lupo!

siria :
grazie dei consigii!
siria :
eccomi qui dalla mattina presto alla ricerca di un master!!!
grazie per aver compreso appieno la mia situazione, comprese le molte sfaccettature e le ambizioni nascoste!
alfio :
ciao.. io sono diventato panettiere dopo aver fatto il corso www.corsopanettiere.it
perchè prima nessuno mi calcolava..
bisogna dire che al giorno d'oggi bisogna essere qualificati e avere un esperienza per lavorare come panettiere..
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