L'ufficio è a casa.

messaggio inserito giovedì 30 maggio 2013 da Archifab

Archifab : [post n° 318137]

L'ufficio è a casa.

Stò seriamente pensando di lasciare il mio bellissiomo ufficio in centro storico, per sistemare una camera dentro casa. La mia domanda è... comè lavorare da casa ? Si riesce ad essere concentrati sul lavoro? I clienti sono contenti se sono io che vado da loro ???
marialuisa :
Se hai già valutato tutti gli aspetti, sia concentrazione che ... quanto ti costa? Se l'ufficio che lasci è tuo, sicuramente ci guadagni stando a casa. Ovviamente i clienti devi anche poterli ricevere... Hai almeno un "anticamera" dove farli accomodare? In bocca al lupo!
Tes :
Ciao! Io lo faccio, lavoro da casa e mi trovo benone!in merito all'intervento di marialuisa per me non ci sono grandi problemi perche' in effetti non ricevo spesso clienti, ho risolto andando io sul posto oppure, nelle rare occasioni che si presentano, appoggiandomi a colleghi gentili!
pepina :
@Tes, Il mio ordine su prenotazione mette a disposizione delle salette per ricevere i clienti senza ricorrere a colleghi magnanimi!
Archifab :
L'anticamera non c'è e l'idea non era quella di farli venire a casa, ma di andare io da loro. Però la possibilità di appoggiarmi a qualcuno o in qualche locale adatto, non mi pare brutta.
Grazie comunque
Edoardo :
Se stessi a casa mi metterei in mutande (non sto scherzando). NOn sono virtuoso, in questo senso.
pepina :
@Archifab, io per i pochi lavoretti che ho avuto sono sempre andata a domicilio e devo dire che i clienti non hanno mai storto il naso! Anzi....
desnip :
Comè lavorare da casa ? Bellissimo, quando non hai appuntamenti puoi lavorare tranquillamente in tuta e pantofole!

Si riesce ad essere concentrati sul lavoro? Certo, in tuta e pantofole si riesce molto di più che in tailleur e tacchi!

I clienti sono contenti se sono io che vado da loro ??? Tantissimo!!!
ivana :
quoto pepina, se vai a casa i clienti sono contenti, tu un pò meno...perchè risparmi l'affitto ma aumentano i tempi. La soluzione migliore per me è appoggiarsi un giorno a settimana ad un altro studio ed accorpare gli appuntamenti, ed ogni tanto fare architetto a domicilio. ...bè per accorpare i miei un pomeriggio basta e avanza :-) PS se si sparge la voce che sei architetto a domicilio l'età media dei tuoi clienti sarà da gerontocomio!
pepina :
Sai che non avevo mai sentito la parola gerontocomio?:)
ivana :
@pepina beata te...e io non avevo mai sentito "cougar lady" di desnip... pensa che vita ... ;-)
pepina :
Si impara sempre, questo è il bello del forum! Buona giornata ivana!
ivana :
grazie anche a te!
kia :
@ivana
beh, non è male la clientela di pensionati!alla fin fine i soldi e le case da sistemare ce le hanno loro, mica gli sfigati trentenni col co.co.pro!!
marialuisa :
Cari colleghi io vi ringrazio, leggendovi mi state dando molto coraggio... Forse sono stata un pò imprecisa nell'esprimermi, io collaboro da anni in uno studio e in privato ho fatto pochi lavori ed i clienti li ho ricevuti a casa, dove si sono divertiti a sfogliare cataloghi, piuttosto che campionari di stoffe... Poi certo, una volta che si inizia io vado da loro... Adesso dovrei sistemare meglio casa, e con la crisi anche io devo rimettermi in gioco... Spero si rimanga in contatto!! Saluti a tutti.
ivana :
sì, ti offrono cioccolatini, pagano puntuali, e raccontano storie bellissime di quando erano giovani ed innamorati....però cercano di sequestrarti nel salotto buono ed utilizzarti anche come dama di compagnia! Ma non mi lamento...
kia :
io penso che la soluzione dello studio a casa sia inevitabile anche nel caso in cui magari si viene lasciati a casa, per l'appunto, dall'oggi al domani dallo studio per cui si è lavorato per anni. Difficile organizzarsi con uno studio esterno visti i costi. Io farò così penso....devono ancora tirarmi pacco qua in studio, ma vedo che c'è poco lavoro quindi meglio essere psicologicamente preparati all'evenienza.
pepina :
@kia e il patto di stabilità non ci aiuta....
Archifab :
Grazie a tutti per la partecipazione e la condivisione di esperienze.
Pensavo che rinunciare allo "studio" , come lo si è sempre visto, fosse come tornare indietro, come una sconfitta.
Adesso no. Non credo. E' una presa di coscenza che non toglie nulla alla bravura e alla capacità.
kia :
@archifab
allora, se stai a sentire i palloni gonfiati (=architetti della precedente generazione) se hai lo studio a casa sei una mezza calzetta (ho sentito frasi poco simpatiche da parte del mio titolare riguardo ad alcuni colleghi più giovani di lui che appunto avevano lo studio a casa propria). Ma io non me curerei più di tanto....anche perchè ora come ora anche i palloni gonfiati rischiano di chiudere....e quindi, chissenefrega!!!va bene lo studio anche sopra un albero.
Edoardo :
Quello che conta è la passione che ci metti, una bella scatola vuota è bella finchè non la apri.
Mila :
Non siamo nè la prima nè l'ultima categoria che ha la fortuna di poter lavorare anche da casa. Pensiamo agli informatici, ai traduttori, alle mille professioni che necessitano di un pc e internet o poco più. Io lavoro in camera, al momento, non è l'ideale ma l'obiettivo è avere almeno una stanza dedicata anche se in casa. Mio padre, quando iniziò a fare la professione (non architetto) lavorava e riceveva nello studio di casa. Poi a volte si appoggiava allo studio con cui collaborava. www.ufficioincasa.it/
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