Paghi 1 prendi 2?

messaggio inserito venerdì 1 agosto 2014 da franz

franz : [post n° 345941]

Paghi 1 prendi 2?

Mi sono imbattuto in un tizio laureatosi in un corso di laurea di ingegneria edile-architettura, che perciò ritiene di potersi fregiare contemporaneamente sia del titolo di architetto che di quello di ingegnere (lo scrive pure sul biglietto da visita). Due lauree al prezzo di una! A me sta cosa non so se mi fa più ridere o piangere.
d.n.a. :
cacchio peccato che ai miei tempi non esisteva questa laurea.. altrimenti sarei stato anche io Dott. Ing. Arch mega direttore esecutivo alla Fantozzi!! come è umano leii!!

risposta seria. non si può essere iscritto a due albi contemporaneamente, quindi o sei architetto o ingegnere, mi risulta che la sopracitata laurea possa (non sono sicuro però) permettere di accedere sia all'albo degli architetti che a quello degli ingegneri. detto ciò sul biglietto da visita si può anche scrivere santo padre, ma il papa è solo Francesco, e quindi lascia il tempo che trova. almeno il soggetto è laureato, ci sono soggetti che sul biglietto scrivono architetto e manco son laureati.
pepina :
ispirata al link di GeoAlessio...ti ritengo la cosa molto 21st Century Schizoid Man
desnip :
In realtà non mi risulta che non si possa essere iscritti a 2 albi contemporaneamente... A 2 albi degli architetti o degli ingegneri no, ma ad albi diversi sì.
giulio :
Con la laurea si è dottori. Con l'abilitazione si acquisisce il titolo (arch ing prof avv. ecc). Ci si può iscrivere ad un solo albo professionale, quale sarebbe il vantaggio di piú iscrizioni?? ma si possono avere diverse abilitazioni. Quanto ho visto gli ingegneri/architetti hanno saputo prendere il peggio dei due
Ily :
Se da entrambi gli esami di stato può farlo.
franz :
Infatti il tizio sostiene di essere iscritto ad entrambi gli albi.
Ciò che mi indigna è che un corso di ingegneria possa diventare contemporaneamente anche di architettura semplicemente modificandone la denominazione e aggiungendo un esame di storia dell'architettura...e che qualcuno voglia fare il fenomeno sfruttando tale assurdità.
A questo punto perchè non unificare i due corsi di laurea, o abolire uno dei due, ed evitare ogni ambiguità?
desnip :
Perchè siamo in Italia.

P.S.: cmq se il tizio è iscritto ai 2 albi vuol dire che ha superato 2 esami di stato, che paga 2 tasse annuali di iscrizione, e che fa la formazione obbligatoria per 2 professioni.
Io, a uno così gli concedo pure di fare lo sborone.
ponteggiroma :
Sinceramente non vedo il motivo per cui prendersela tanto. Mia cugina si è appena laureata in questa facoltà e sta per fare l'esame di stato come ingegnere. Il piano di studi era impostato su una solida formazione scientifica quindi analisi, statica, fisica, chimica ecc... Ed in più molte materie attinenti l'architettura tra cui urbanistica, storia arch, e diversi progettuali. Trovo che dia un'ottima base tecnico scientifica per poter in futuro decidere il settore professionale che si intende approfondire.
kia :
probabilmente questi sono anche più validi di noi con la formazione che abbiamo avuto ad architettura....se penso ad alcuni corsi proprio del cavolo
Edoardo :
Fermo restando che a parità di formazione ci sono abissi culturali e personali tra un soggetto e l'altro... e fermo restando che chi ha fatto architettura ha una formazione accademica che nessun ingegnere può mai avere avuto mentre il contrario è assodato (ho qualche ricordo, e non parlo del liceo scientifico), credo che alla fine nessuno ti regala niente e quello che vali lo dimostri con l'interazione multidisciplinare se progetti, o con la specializzazione totale se fai l'ingegnere. Chi finisce per fare veramente il tecnico è bene sia un ingegnere, mentre chi può permettersi di fare il progettista è A MIO AVVISO meglio che abbia una formazione multidisciplinare vera, cioè una formazione che non vede il calcolo come fine ultimo (cioè non un ingegnere). Conosco ingegneri che non hanno il tempo di respirare per essere aggiornati, hanno una mentalità ben diversa... ed a mio avviso è una mentalità che non deve impadronirsi di un progetto architettonico o urbanistico ma essere di supporto. Diffido quindi di questi soloni che secondo me si sciolgono come meduse al sole quando vengono messi innanzi ai più alti livelli sia progettuali sia tecnici, perchè ormai innanzi al bivio bisogna fare una scelta, essere tutto è impossibile e lo afferma uno che lavora da anni con ingegneri e ha fatto laboratori di ingegneria a Firenze oltre ad avere una precedente formazione scientifica. Come corso di studi-marketing può essere efficace tuttavia, ma nella realtà "The song remains the same", come scrivevano i L.Z.
Edoardo :
Sì insomma, se uno si vanta di essere più bravo a cucinare perchè fa un sugo di carne poi ci mette pure le cozze... alla fine non sa nè di carne nè di pesce. La cosa però può funzionare in molti ambienti di Provincia dove tutti fanno tutto e i clienti non hanno papille gustative per capire la differenza, purchè "se magni tanto e se spenda poco". Sicuramente un tecnico che può fotocopiare un progetto di casa col portichetto può ben dedicarsi alla sua ingegnerizzazione... mentre se deve progettare (attività quasi estinta) un tecnico non basta e ci vuole una sensibilità che in pochi sviluppano dopo architettura... figuriamoci se devono incentrare la loro formazione su tecniche che appena si laureano sono già superate (tensioni ammissibili VS stati limite), o su software in continua evoluzione (SISMICAD). Insomma o carne o pesce a mio avviso, oltre un certo livello soprattutto.
protect :
d.n.a. sei male informato, se sostieni sia l'esame di stato da ing che quello da arch, ti puoi iscrivere contemporaneamente ai 2 .
d.n.a. :
Edoardo.. un mito!! :-D lo voto come presidente dei giovani architetti di P.A.

scusate, non per polemizzare, ma siccome non trovo la certezza legislativa sia della mia che della vostra posizione, (mi avete messo in serio dubbio) mi riferisco a protect e ily, esiste una leggina che dica si, ci si può iscrivere a due ordini professionali diversi contemporaneamente? grazie!
protect :
www.ordinearchitettivda.org/archivda/new/index.cfm?idmenu=51&pagina=5

All’atto dell’iscrizione, verranno richieste informazioni su eventuali iscrizioni ad altri Albo Professionali. Infatti, mentre non è possibile essere iscritti contemporaneamente a due Ordini di Architetti italiani, è possibile che un iscritto, ad es. a un Albo degli Ingegneri o al Collegio dei Geometri, sia contemporaneamente iscritto a un Ordine di Architetti. Lo stesso vale per iscritti ad un Ordine di Architetti estero.
desnip :
Ti risulta che in Italia ci siano diversi professionisti (illustri giudici, esimi medici, esperti avvocati e anche qualche architetto) che esercitano la professione di giornalisti pubblicisti? Ebbene quelli sono iscirtti a 2 albi: il loro e quello dei giornalisti.

Per quanto riguarda la laurea in ingeneria-architettura sarebbe veramente la formazione professionale perfetta, se fatta come si deve.
Ma, sinceramente, conosco un paio di ingegneresse-architettesse e, dal punto di vista tecnico, sono anni luce da un ingegnere e neanche come architette sono granchè preparate.
d.n.a. :
grazie.. !! e luce fu!!
Edoardo :
Grazie d.n.a., anche se la forma con cui mi sono espresso è un pò caotica mi fa piacere ne condivida il contenuto. Leggendo anche i commenti di desnip intravedo una certa sudditanza psicologica nei confronti degli ingegneri. E' sbagliato penso... come è sbagliato sentirsi superiori. Se c'è una cosa che mi ha dato l'aver approfondito, nel corso degli studi, gli aspetti ingegneristici non è certo qualcosa che mi porta al top nel calcolo strutturale ma, conoscendolo in parte, è forse qualcosa che mi ha dato una forma mentis per considerare la tecnica nel progetto e potermi interfacciare con i tecnici di professione. Per questo sono scettico nei confronti di chi ha una formazione tecnico scientifica e crede di agghindarla con un corredo di esami "estetici" per vantarsi di essere sia ingegnere sia architetto. IMHO non ha la formazione di un architetto nè la forma mentis soprattutto... e la specializzazione tecnica per fare l'ingegnere se la deve sudare e forse la soffre più di un ingegnere "puro". Al contrario credo che uno con la formazione di architetto può comprendere i problemi tecnici e farsi tecnico seppur per ovvie complicazioni normative e scientifiche non ce la fa a rimanere al passo e dedicarsi con completezza alla tecnica. Ma questo è un problema che riguarda anche molti ingegneri che delegano o semplicemente fanno altro. Infine, non è la prosopopea di un titolo che rende capaci ma l'esperienza e la capacità di cooperare, con scambi ed apertura mentale. Per questo, anzi, ci vuole umiltà.
franz :
Vorrei aggiungere che il superlaureato in questione non è in grado di fare un computo metrico.
ponteggiroma :
certo perchè i neolaureati architetti sono in grado di fare tutto...
Potrei fare una lista di cd "architetti puri" ai quali non farei nemmeno fare il progetto di una cuccia per il cane.
Neolaureati e non
kia :
quoto ponteggi. Franz, non dirmi che da architettura sei uscito sapendo fare tutto. Il computo metrico estimativo al massimi sapevo che esistesse ma saperne fare uno appena uscita dall'università, direi proprio di no perché per farlo bene, come sappiamo, non basta mettere in fila le voci ma bisogna avere un minimo di pratica di cantiere....quindi i computi impari a farli sul serio quando hai già iniziato a lavorare o in uno studio o in una impresa.
franz :
Calma. Non ho scritto da nessuna parte che gli architetti sono più bravi degli ingegneri (o dei geometri, o dei periti edili, ecc. ecc.). Come non ho scritto da nessuna parte che il signore in questione è un neolaureato. Sarebbe meglio leggere prima di sbottare. Fatte queste dovute precisazioni è ovvio che non sto parlando del computo del MAXXI, ma, francamente, volete dirmi che usciti dall'università non sapevate fare un C.M. coerente, dove perlomeno i metri quadrati delle pareti da intonacare coincidono con quelli da tinteggiare? Accidenti io da uno che si spaccia per un doppio-laureato mi aspetto che sappia cosa sono i i documenti progettuali e come vengono fatti. Invece l'importante è il titolo che posso esibire, la parlantina, il biglietto da visita, fa niente se poi non conosco nemmeno le basi.
desnip :
Non sempre i mq da intonacare coincidono con quelli da tinteggiare....
kia :
@desnip
infatti....magari vanno piastrellati.....
Alle :
ma poi bisogna pure avere 2 partite iva?
Arch3B :
franz, il super-laureato in questione non ha nulla in più di qualunque altro laureato magistrale in architettura "tradizionale", qualunque laureato in un corso di classe adeguata, può sostenere entrambi gli esami di abilitazione, da architetto e ingegnere, anche se non ha mai messo piede in una facoltà di ingegneria, ne in un corso di ingegneria edile-architettura.
Stesso discorso per i laureati triennali ad esempio in arredamento di interni, restauro, aree verdi, coriandoli, etc... se la loro laurea è di classe adeguata, possono sostenere l'esame di stato da ingegneri civili e ambientali triennali, e in caso di iscrizione al relativo albo, fregiarsi del titolo.
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