Università!

messaggio inserito mercoledì 27 agosto 2014 da Lisa

Lisa : [post n° 346468]

Università!

Salve a tutti, ho 18 anni, a giorni inizierò l'ultimo anno di liceo scientifico e dovrei sciogliere l'università da frequentare dopo la maturità. Il mio dubbio sarebbe principalmente tra architettura e ingegneria (poi c'è la mia famiglia che vorrebbe io facessi medicina ma quella è un altra storia e comunque non ho intenzione di ascoltarli).

Le mia paure per quanto riguarda architettura sono principalmente due:
- vendendo da un liceo scientifico non ho assolutamente la preparazione di base per affrontare la facoltà (e tanto meno per il test d'ingresso sul quale però forse ci si potrà lavorare ). La mia domanda è: partendo con una preparazione scientifica come la mia è possibile riuscire ad avere risultati frequentando una facoltà di architettura?
- la mia professoressa di filosofia è solita farmi terrorismo psicologico con delle frasi del tipo 'architettura produce disoccupati'. È solo terrorismo o é una frase che corrisponde alla realtà? e ancora, per quanto riguarda uno sbocco lavorativo all'estero: c'è qualche possibilità?

Un ultima cosa: frequentare all'estero vale la pena (nel senso che apre più porte anche magari in Italia)? Conoscete qualche buona università estera (preferibilmente nel Regno Unito o in paesi di lingua inglese o comunque università dove si insegni in inglese)?
sono consapevole di aver posto tante domande ma il vostro aiuto sarebbe molto gradito!

Grazie mille :)
Lisa :
ovviamente intendevo *sciegliere e *venendo. La fretta!!!! Scusate
d.n.a. :
Ora si scateneranno i soliti, assolutamente no architettura, e assolutamente si..tanto per cambiare..

per quanto riguarda la preparazione del liceo, ti direi per esperienza che non avrai nessun problema, a dispetto di quel che si dice, ad architettura serve una base di preparazione scientifica, dalla quale non ci si può esimere. ho visto ragionieri, liceo artistico, linguistico, classico, scientifico alberghiero, e più o meno, tutti avevano i punti in cui brillavano e in cui erano dei somari. sei la per imparare alla fine.

onestamente e oggettivamente architettura, sopratutto negli ultimi tempi genera disoccupati, a discapito delle percentuali di almalaurea.

col senno di poi, per le prospettive di lavoro, tra ingegneria e architettura, avrei scelto ingegneria, ma forse non sarei riuscito a uscirne, e quindi sarebbe stato un diverso futuro..

ad architettura devi entrare con la mente aperta a 360 gradi, e con la passione necessaria, senza la quale non ci arrivi alla fine del percorso.

citando infine i classici, dico a te, come a tutti quelli che passano per questo forum, va dove ti porta il cuore... e in bocca al lupo ;-)
Ally :
Ciao Lisa! Allora provo un po' a rispondere, cmq quoto quanto scritto da d.n.a.
Per il liceo: nessun problema, anzi! Io ho fatto lo scientifico e ho trovato più difficoltà ad affrontare il liceo piuttosto che l'università
Al momento attuale: si, la facoltà di architettura produce disoccupati, anche all'estero; il discorso "estero" è però molto vario, a quanto pare la situazione occupazionale è generalmente migliore rispetto all'Italia ma non è più quella di qualche anno fa.
In genere gli ingegneri sono messi meglio; se nelle materie scientifiche te la cavicchi, potresti valutare la facoltà di ingegneria-architettura, non so se è il nome esatto e non so bene in quali città ci sia, però esiste :-)
Tieni presente che la laurea in architettura è orientata principalmente alla libera professione; questo richiede alcune capacità personali come il sapersi relazionare con clienti, fornitori, tecnici ecc, la capacità di essere promotori di se stessi e imprenditori, saper rischiare e reggere le incertezze e tante altre doti che non si imparano all'università, non da ultimo - tipo in tempi di crisi - la capacità di sapersi reinventare. Per i primi anni se va bene puoi andare a lavorare in qualche studio ma dopo i 35 / 40 anni (so che ti sembra tra un secolo ma - credimi - quando inizi a lavorare il tempo sembra accelerare) non ci sono molte possibilità al di fuori della libera professione.
Buona scelta!
biba :
Ciao Lisa, del tema che tu sollevi si è dibattuto varie volte su questo forum. Eccoti qualche link
[post n° 314942]
[post n° 342187]
[post n° 308659]
Comunque, per inciso, io sono una che se tornasse indietro farebbe medicina di corsa, mestiere pagato infinitamente meglio e riconosciuto a livello sociale decisamente molto più che architettura.
kia :
Adesso come adesso (ma anche prima...io lavoro dal 2004) la situazione lavorativa è abbastanza deprimente e ho sempre visto un peggioramento. Non so se possa essere un criterio di scelta, ma sicuramente non va trascurato. Poi però dipende da come sei te, il contesto lavorativo della tua città, se sei un genio dell'architettura e quindi riuscirai nonostante tutto a lavorare con soddisfazione, ecc.ecc.
kia :
" la mia professoressa di filosofia è solita farmi terrorismo psicologico con delle frasi del tipo 'architettura produce disoccupati'. ........è vero, ma detto da una prof di filosofia del liceo (manco dell'università...) sinceramente, io mi sarei stata zitta. Perché invece filosofia produce occupati? ah!ah!
DR COSTA :
ahahahahah concordo con Kia filosofia ti lancia nello splendido mondo dei call center a 300 €al mese.
Insomma tornando al post in oggetto; non puoi scegliere una facoltà solo ed esclusivamente in base a se troverai lavoro o no.
Sia ingegneria che architettura sono facoltà che ti "sfiniscono psicologicamente" con esami allucinanti che non riusciresti mai ad affrontare e superare se tu non fossi veramente motivata.
Ad ingegneria fanno tantissime ore di matematica e fisica, dove se sei un minimo portato per la materia (con sacrificio) li superi gli esami ma ad architettura ci sono materie che vanno dalla scienza delle costruzioni, alla progettazione architettonica, al restauro alla storia dell'architettura, alla matematica alla statica ecc.insomma si passa di "palo in frasca" e quindi devi essere bravo in più materie.
Ad oggi il mercato del lavoro richiede più ingegneri, ma non è detto che tra sei anni ne richieda altri; mentre di architetti ora il mercato è saturo ma tra sei chissà???
Il mio consiglio ( nel caso tu scegliessi di fare architettura) è: studia in Italia ma con un piede all'estero con programmi tipo erasmus (non so se esiste sempre), dovrai saper parlare inglese meglio dell'italiano ed impara anche il tedesco perchè francese e spagnolo li puoi impare facilmente anche dopo.
Magari fai un master all'estero a Londra a Parigi ecc., master che possono tramutarsi in un trampolino di lancio verso un lavoro in quanto all'estero il mondo univeritario è strettamente legato con il mondo lavorativo.
Questo perchè, se vorrai fare l'Architetto dovrai necessariamente andare all'estero, dove se sei davvero brava ti pagheranno per quel che vali e potrai fare carriera in qualche grosso studio in quanto in Italia il 90 % degli studi è composto da 1-2 persone che ti pagheranno con un tozzo di pane.
Questa è la realtà, ma siccome sei giovanissima (rispetto a me che ormai vado per i 37) è bene che tu sappia a cosa potresti andare in contro.
Non farti fregare dalla tua testa: "ma io sono brava, ce la posso fare ecc. ecc." l'edilizia in Italia è tutta una palude fatta di burocrazia, corruzione e sfruttamento.
Insomma scegli la facoltà che più ti piace ma preparati per lavorare all'estero, "L''italia non è un paese per giovani", ma solo per pensionati e dipendenti pubblici.
Quindi a meno che tu non riesca ad entrare nella casta dei dipendenti pubblici (non farti fregare dai concorsi, siamo il terzo paese più corrotto d'Europa) se vuoi vivere lavorare avere una famiglia, fare una vita dignitosa "scappa" da questo paese.
roby :
Apprezzo le risposte incoraggianti lasciate da alcuni...io personalmente non consiglierei questa facoltà neppure al mio peggior nemico. Sottoscrivo in pieno quanto ti ha detto la tua prof, la laurea in architettura allo stato attuale in Italia significa disoccupazione, basso salario, condizioni di lavoro indegne, impossibilità di autonomia finanziaria se non si è foraggiati da genitori/patner lavoranti, conseguente frustrazione. Certo, altro discorso sarebbe se tu fossi animata dal sacro fuoco dell'Architettura, ma da quello che scrivi mi sembra non ci sia una reale e innata passione per la professione. Comunque, per quanto riguarda la preparazione che ti ha dato il liceo: io ho fatto il liceo artistico e non ho avuto nessuna difficoltà a seguire i corsi, ho superato al primo colpo gli esami di matematica, scienza delle costuzioni e statica... Mi sono laureata nei tempi previsti ed ora sono disoccupata.
Spassionatamente: lascia perdere.
biba :
Ahaha! Certo che l'ottimismo è il sale della vita eh!! Quando si parla di prospettive lavorative, su questo forum l'ottimismo vola...!
Mi sa che siamo rientrati dalla pausa estiva più scoglionati che mai. Qualcuno per cortesia potrebbe postare un complesso quesito urbanistico a base di abusi edilizi, catasti taroccati, magari con in mezzo anche una successione e un bel vincolo paesaggistico? Così magari ci riprendiamo :-)
kia :
A parte la questione lavoro e condizioni di lavoro, vogliamo parlare di "riconoscimento sociale" della professione di architetto?! ma a saperlo avrei fatto home staging senza manco laurearmi
Edoardo :
Dipende tutto da:

1) Motivazioni
2) Mezzi
3) Attitudine
4) Conoscenze
5) Fortuna
6) Periodo Storico.

Un signore settantenne figlio di un costruttore e tesserato politico, riuscito ad emergere grazie a spinte e conoscenze in una nazione che politicamente promuoveva concorsi... ...ora ti direbbe che devi FARE, andare per tornare, che l'architettura è BELLA e GIUSTA.... un altro, molto più giovane, magari con identico talento, che lavora in un fast food seppur con un 110 e lode, ti direbbe che è una sciagura, una disgrazia.

La verità assoluta, a mio modesto parere, non esiste... e la verità relativa sta sempre nel mezzo.
DR COSTA :
Ma il signore settantenne non sarà mica il testone pelato di ffffffffffffff. ahahahaha
desnip :
Non mi toccate il mio settantenne preferito, ha ha ha!
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