Definizione di "progetto ruffiano".

messaggio inserito mercoledì 3 settembre 2014 da Edoardo

Edoardo : [post n° 346859]

Definizione di "progetto ruffiano".

Quali sono secondo voi gli "elementi" (nota parola usata in architettese) che rendono un progetto "RUFFIANO" nei confronti della committenza e/o della giuria/p.a. deputata a giudicarlo/approvarlo?
Intendo sia elementi costruttivi che elementi utilizzati negli elaborati di progetto.
Ily :
Secondo me qualsiasi progetto è "ruffiano", nel senso che IMHO il nostro preciso compito è accontentare i desiderata del Committente (certo, magari consigliandoli per non fare scelte azzardate)...
Quindi forse gli unici progetti non "ruffiani" sono quelli per casa tua e quelli per un mecenate che ti da carta bianca e budget illimitato.
Edoardo :
Sì, secondo me tuttavia ci sono in genere delle "ricorrenze" ben definite... volevo sapere se secondo voi esistono elementi ricorrenti atti a rendere il progetto "ruffiano". Per me soddisfare le richieste non è "ruffiano", semmai "ruffiano" è qualcosa che stimola desideri diversi nel cliente e/o serve per imporre le proprie idee vendendo sè stessi.. ovvero il colpaccio, il quid che fa vincere un concorso o convince a sforare il budget e scegliere te piuttosto che un triste tecnico tuttofare.
A meno che uno intenda per "progetto"solo un compito per eseguire in un dato modo una determinata cosa correttamente.
Per esempio a mio avviso è difficile fare un'angioplastica "ruffiana" o avvitare una vite in maniera accattivante o sentire gridare di gioia un cliente che vede dei ferri da 18 in un pilastro piuttosto che da 16...
arko :
cosa rende un progetto ruffiano...
mmm...
spetta fammi pensare...
ma certo: LA RACCOMANDAZIONE!!!

Una sola volta mi è venuto in mente di fare un concorso di idee...con il mio prof di progettazione...
manco a dirlo...vincemmo...
con un lavoro di molto inferiore ad almeno 5/6 altri con correnti...
poi vabbè..si venne a sapere che tra gli esaminatori c'era il cognato...
domenico :
Provo a menare giù qualche elemento ruffiano.
1. Progetto di uno spazio pubblico: inserire sempre nei render immagini di bambini che corrono felici, una mongolfiera, palloncini, artisti di strada, coppie di fidanzatini (giovani o anche anziani ma con anni ben portati) che si tengono per mano e sorridono. Ovviamente tutti vestiti primaverili.
2. Progetto di interni: per forza devi inserire un quadro accattivante, che può essere la faccia di una geisha (oh my god), oppure un paesaggio in stile National Geografic. D'obbligo un arredo d'autore a scelta tra Mies, Castiglioni, Fornasetti. E se la stanza è esposta per esempio a nord, obbligo è farci entrare lo stesso il sole, che la luce sul pavimento fa sempre cool. In più se vuoi spaccare, bisogna photoshoppare a bomba, e metterci una quantità di oggettini inverosimile su tavoli mensole e varie: fermalibri, libri, candele, cornici, tagliacarte, piattini, cuscini, vasi vuoti, vasi pieni (con la sanseveria vai sul sicuro), vasi con ciottoli di fiume, vasi trasparenti col pesce dentro, vasi d'autore, vasi. Praticamente se lo fai assomigliare a un negozio di complementi d'arredo hai vinto.
3. Il colore degli interni: pareti bianche e metà del lavoro è fatto. Ma il quid è.... I COLORI COLONIALIII... prova a mettere colori coloniali, e aggiungi bianco sporco, tortora, indaco spento, verde mela spento, etc+ una bella voliera (vuota è chiaro)+corda+ un elemento gold+un elemento vintage e stravinci. Avrai progettato un allestimento della Maison du Monde, ma almeno si torna con qualcosa di concreto a casa...
domenico :
Dimenticavo la lanterna bianca con la candela bianca dentro, mai accesa perché quelle non si accendono, sono d'arredo...
Ily :
Domenico

Al punto 1) dimentichi il laghetto con le paperelle e il cielo azzurro con i cumuli modello panna montata (sai quando Heidi si butta dall'altalena e atterra su una nuvoletta? Ecco, sì, proprio quelli!).
Edoardo :
Progetto da concorso: migliaia di alberi, quasi una giungla; acqua; frangisole a più non posso, anche a nord e la ricorrenza ossessiva del "materiale che EVOCA la tradizione", magari su uno scarafaggio gigante.
Progetto per il privato di paese: il portichetto, assolutamente. Poi, staccata, la cucina "che mangio fuori" e il giardino "che non mi vedono"; scuri esterni, rassicuranti... e qualche cornicione per sentirsi borghese.
Progetto per il radical chic: parquet chiaro ovunque, vetrate scorrevoli, cucina a isola... e contrasti con elementi scuri anzi neri.
Infine gli elaborati da concorso.. a quanti di voi stanno sui maroni i DISEGNINI col SOLE? A me molto, più sono falso-infantili più sono concettuali. Et voilà tutti esperti di bioarchitettura, quasi astronomi per come tracciano diligentemente il percorso del sole. Poi l'aria con le frecce per indicare la ventilazione presunta. Ed, ovviamente, "the last but not the least", tutte le persone dei renders, felici, semitrasparenti... e quelle gran gnocche che spesso si vedono in primo piano.
Ily :
Ma l'APOTEOSI viene raggiunta nei famigerati LABORATORI DI PROGETTAZIONE, in cui i teneri virgulti/e non ancora rovinati dalle perniciose idee su cosa si deve assolutamente fare per essere un vero (inspirazione) AAAAAAAAAAAAAAAAAAAARKITETTO vengono istruiti da professori con l'ego ipertrofico sul corretto metodo di progettazione, che prevede:
1) La scelta di un'IDEA PROGETTUALE DI PARTENZA, possibilmente gradita al professore e particolarmente fumosa: si prestano egregiamente allo scopo ad esempio i frattali, la spirale logaritmica delle chiocciole, la macchia d'olio, le nervature delle foglie.
2) L'idea progettuale verrà accuratamente documentata con una tavola ad hoc, piena di immagini scaricate da internet, schizzi rienterpretativi delle suddette immagini e misteriosi ideogrammi pieni di bolle e freccette variamente colorate.
3) Successivamente, il tenero virgulto/a passerà - da allievo disciplinato e bisognoso dell'approvazione del Maestro - alla traduzione in pianta dei suddetti schizzi e diagrammi preliminari: la cosa potrebbe destare qualche perplessità nel solerte discepolo, quando il medesimo si chiederà come è fatta una macchia d'olio in sezione, e la cosa ovviamente resterà senza risposta (infatti la macchia d'olio, essendo bidimensionale, per definizione in sezione non esiste); oppure come è possibile produrre una casa (ahimè per sua natura di dimensione finita) a forma di frattale (cioè infinitamente replicabile in modo identico a se stesso).
4) Il discepolo più temerario e avviato sulla via della Saggezza Architettonica esporrà le proprie perplessità al professore, ricevendo in cambio risposte fumose e vagamente rassicuranti sulla coerenza formale del proprio progetto.
5) A questo punto, si passerà alla produzione delle piantine da esame, debitamente arredate: qui le perplessità aumenteranno, perché il nostro discepolo inizierà a pensare che forse una casa a forma di spirale non è proprio molto pratica, e sopratutto difficilmente arredabile con i mobili in commercio, i quali - o prosaicissima vendetta - hanno il brutto difetto di avere il fondo generalmente piatto perché sono pensate per banalissime stanze rettangolari.
6) Ovviamente, durante la produzione di cotanti capolavori dell'(inspirazione) AAAAAAAAAAAAAAAARKITETTURA non verranno tenuti in conto dettagli assolutamente irrilevanti come i regolamenti edilizi, la funzionalità, i costi di realizzazione e sopratutto l'inserimento nel contesto ambientale.
7) Alla fine il nostro tenero virgulto/a prenderà 30 e lode, ma comincerà a pensare che forse qualcosa non torna...
Edoardo :
Io ho fatto due primi laboratori di architettura sulla "riprogettazione urbana del tessuto fiorentino" Ily... quindi l'impatto fu opposto a quello da te descritto, altro che "inventiva"! ;- )
domenico :
Ily mi dispiace contraddirti, ma la macchia d'olio in sezione esiste. Basta tracciare una linea spessore 04 ed è fatta. E quando ti chiederanno "ma cosa è questa linea?", tu potrai orgogliosamente dire "è evidente, è la sezione di una macchia d'olio!!!"
Ily :
Beato te Edoardo!
Io ho ancora i traumi del primo laboratorio di progettazione (la casa frattale è mia).
Nel corso dei suddetti laboratori ho visto:
1) Casa frattale (progetto mio, faccio puting).
2) Casa a forma di trousse da trucco gigante.
3) Casa conica.
4) Casa a forma di macchia d'olio.
5) Casa a spirale.
6) Casa formata da tante cupole emisferiche modello base lunare collegata da "corridoi" trasparenti. Comodissima.

X Domenico

No mio caro, perché la macchia d'olio viene assorbita da carta, tessuti e quant'altro: quindi il tuo ragionamento vale solo sui materiali impermeabili.
Ily :
Dimenticavo la casa dello sportivo, in duplex, senza scale ma con solo la pertica per salire al primo piano.
Edoardo :
...e la moglie ballerina di lap-dance.
Ily :
Fecero anche la casa della escort con tanto di palo per lap-dance :D - giuro, che io possa diventare un'ingegnera se non è vero!
arko :
Ily, mi hai depresso.
quanto tempo abbiamo buttato via con queste salamandre con il portamine firmato...
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