futuro incerto

messaggio inserito martedì 16 settembre 2014 da giuliana

giuliana : [post n° 347629]

futuro incerto

salve a tutti, sono una ragazza ancora non laureata iscritta all'università a ciclo unico di firenze . sono quasi giunta alla fine degli studi e mi si prospetta davanti una serie di strade da prendere e consequenziali dubbi : sono appassionata di restauro e giornalismo, mi incuriosisce il campo della sicurezza nell'architettura e,al contrario di molti miei colleghi, non mi appassiona il campo della progettazione.
Potendo ancora decidere dove effettuare il tirocinio (nella mia città o, grazie all'università, anche all'estero), potendo ancora decidere se intraprendere la strada dei master e potendo spostarmi anche all'estero ma con la volontà di tornare in questa Italia disastrata, cosa mi consigliate di fare ? avete suggerimenti su come avvicinarmi il più possibile alle cose che, almeno per adesso, credo mi interessino veramente senza allontanarmi troppo dal mio corso di studi ? pensate sia possibile in italia una strada alternativa al solito percorso di architetto progettista ?scusatemi per le domande un po' personali ma vedendo ancora il tutto da un'ottica troppo studentesca vorrei suggerimenti da chi è già nel mondo del lavoro
Arch&Cons :
Ti parlo della mia esperienza: iniziare nel settore del restauro e costruirsi un curriculum, a fatica, è possibile con molta, molta ma molta fortuna però se si resta disoccupati (ed al giorno d'oggi è più facile a farsi che a dirsi, soprattutto tenendo conto che in Italia gli studi che si occupano di restauro sono solo quelli dei tuoi insegnanti ed il Mibact, che prevalentemente ai giovani affida collaborazioni per la catalogazione) non troverai più un lavoro se non nel settore del restauro. Non sei più credibile come progettista anche se hai lavorato contemporaneamente in studi che si occupavano di progettazione (ovvero di impaginare disegni fatti da altri e di ripiastrellare bagni), anche se sai fare rendering, anche se sei laureato in progettazione.
Insomma è una strada di sola andata, senza un ritorno anche se sei un architetto come tutti ed hai studiato le stesse materie degli altri. All'estero sono un più indietro di noi ma si sta formando un mercato nel settore della conservazione, ma il fatto che loro abbiano standard di accreditamento diversi dai nostri, ci rende difficilmente appetibili anche alcuni di noi potrebbero avere l'accreditamento quasi in automatico.
Gli studi post-laurea, sempre per esperienza personale, equivalgono ad infettarsi di peste piuttosto che essere riconosciuti come competenze sfruttabili.
Secondo me l'architetto progettista in Italia non esiste più, quindi la vedo molto difficile intraprendere anche quella strada.
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