Cosa fa un architetto/ Aiuto nel cambio di facoltà

messaggio inserito martedì 28 ottobre 2014 da Peppe21

[post n° 350281]

Cosa fa un architetto/ Aiuto nel cambio di facoltà

Buongiorno e scusatemi per il post magari un pó' troppo banale.
Sono uno studente di economia, che sta iniziando ad essere incuriosito dall'architettura.
Purtroppo però, essendo già al secondo anno, un cambio di facoltà sarebbe un grosso salto buio e vorrei capire bene diverse cose prima di avventurarmici.
Non mi é mai interessata profondamente l'architettura, passavo intorno ad edifici, belli o brutti che siano e non li vedevo nemmeno, poi un giorno iniziai piano piano ad appassionarmi, ad accorgermi dei piccoli dettagli, a pensarci su, a commentare uno o l'altro edificio e via dicendo...
Ora sono davvero confuso. Vedo l'architettura più come una forma d'arte che come un lavoraccio come tanti, e magari mi sbaglierò.
Qualcuno potrebbe farmi chiarezza? Sarebbe possibile in caso scambiarci qualche mail inerente i miei dubbi? La mia mail é: email
Vi ringrazio davvero tanto per il vostro aiuto.
Buona giornata.
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Oggi come oggi, di artistico nel lavoro di un architetto ci sono solo le imprecazioni, fidati :P

A parte la battuta (che poi tanto battuta non è) se fossi al tuo posto, credimi, non penserei neanche alla lontana di abbandonare economia per studiare architettura. Se ti appassiona la materia puoi studiarla da te e farne un hobby. Poi, ovviamente, dipende da, da quanto è grande la tua nuova passione, dalle tue disponibilità economiche, sempre sia il periodo post laurea in cui verrai sfruttato e sottopagato (se sei fortunato!)
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Oh mamma mia, ma che ti salta in mente? Per farti un'idea ben chiara di cosa facciamo dalla mattina alla sera e di tutti i problemi che al momento riguardano questa professione ti basta leggere qualche post di quelli che trovi qui in bacheca. Una buona parte di noi fa molta fatica a sbarcare il lunario per cui, a meno che tu non odi totalmente la tua facoltà e sia pervaso dal sacro fuoco dell'architettura al punto da non potere proprio fare altro, io ti sconsiglio vivamente di fare questo passaggio. Fare l'architetto (per la maggior parte di noi) non significa affatto fare l'artista, ma risolvere problemi concreti e molto terra terra, relativi a permessi, normative, vincoli, ecc. e soprattutto significa votarsi alla precarietà perché negli studi di progettazione il dipendente non esiste. Economia non sarà il massimo della vita se ti senti un creativo, ma ti apre molte porte diverse a livello lavorativo, mentre architettura ti blinda abbastanza dietro ad una preparazione molto specifica per cui fare altro diventa poi molto difficile.
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quoto Biba in toto. L'interesse nuovo per le cose che ti circondano tienilo come passione personale da approfondire con letture, documentari, viaggi, mostre, ecc.ecc. Fidati che è la cosa migliore..
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"...Oggi come oggi, di artistico nel lavoro di un architetto ci sono solo le imprecazioni..."
Giuro che questa me la stampo e la affiggo nello studio, meravigliosa!
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Io ti direi: prima finisci economia e poi ti iscrivi architettura, così saprai meglio destreggiarti fra pratiche, pratichette, agevolazioni fiscali, IVA, non IVA , studi di settore, detrazioni, bonus, normative....e poi magari, fra una scartoffia e l'altra, avrai 5 minuti per fare l'architetto vero e proprio (sempre che il cliente poi non vada dal geometra credendo di risparmiare!!).
A buon intenditor...
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L'Architettura E' (anche) una forma di "arte", scaturita da una scelta di progetto. Anche la pensilina di Nervi dello stadio Franchi è un'architettura e rappresenta non solo tecnica ma anche arte, anche se l'arte pura forse non era il fine. Cosa fa l'architetto? Pochissimi, quasi nessuno fa l'architetto... l'architettura come la intendi tu è un interesse, forse un hobby ...al quale dedicarsi magari se non si ha bisogno di portare a casa soldi per vivere. La cosa meravigliosa è che tale hobby, se hai c... ...apacità può addirittura diventare un lavoro, dopo.
Praticamente, come lo intendi tu, ovvero "fare architetture", è un mestiere estremamente élitario. Il resto è giungla di pratiche & lavori tecnici strappati ad altri tecnici magari non laureati. In questo regime "non artistico" la figura più potente è l'ingegnere.
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Peppe21 la tua posizione è molto vicina a quella di Carlo di Inghilterra ma lui di mestiere fa il principe (e ha oltre 65anni) se hai le sue possibilità puoi fare l'amante dell'arte del costruire. buona fortuna
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La butto lì: e se ti laureassi in economia e poi facessi il commercialista specializzato in pratiche per iscritti all'Inarcassa? ;-))
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Beh, vediamo di consigliare questo GIOVINE VIRGULTO confuso :D
Allora, che dire...
1) Intanto, si rischia di rimanere disoccupati e sottopagati anche colla laurea in economia, che attualmente risulta piuttosto inflazionata... Se uno davvero oggi volesse trovar lavoro pare che sia necessario iscriversi a una facoltà scientifica "pesa", tipo fisica o matematica. In secondo luogo, oggi chi è che assume un neolaureato? Nessuno. Perciò, anziché fare la finta partita Iva un neolaureato in economia si ritroverà probabilmente sballottato da uno stage pagato male a uno pagato peggio.

2) Come purtroppo dicono molti, il lavoro dell'architetto non è un gran che. O meglio, non lo è fare il collaboratore di studio sottopagato, ma anche fare lo stagista sottopagato o l'impiegato in balia del capo ignorante è micidiale, per cui secondo me alla fine non fa una gran differenza. Oddio forse un impiegato col contratto a td di sei mesi in sei mesi è un po' più tutelato, nel senso che ha la tredicesima, il tfr e in genere uno stipendio decente (diciamo mille euro netti) e spesso anche gli straordinari pagati.

3) Di cosa si occupa un architetto, cosa fa un architetto... Può fare moltissime cose: ci sono i classici progettisti, cioè quelli che progettano edifici o ristrutturazioni di interni, e questa è la cosa a cui uno pensa subito riferendosi a un architetto. Poi ci sono gli architetti strutturisti (non molti in verità), che calcolano strutture e fanno collaudi statici: in questo caso il lavoro è identico a quello di un ingegnere edile. Ci sono poi architetti che scrivono articoli su tematiche tecniche e professionali per riviste di settore, e questo è un lavoro particolarmente interessante (parlo per esperienza personale). Ci sono poi gli architetti restauratori, che si occupano di edilizia antica (e questo è il mio campo di specializzazione), sia progettando gli interventi di restauro veri e propri, che studiando l'architettura storica (materiali, tecniche costruttive, tipologie eccetera): in questo caso, bisogna avere una cultura generale piuttosto vasta e interdisciplinare (anche se sostanzialmente umanistica) e ovviamente essere molto appassionati della materia. Abbiamo poi architetti che si occupano di perizie (per danni o di stima), e gli urbanisti, esperti nella pianificazione del territorio.
Diciamo che ciascuno di noi ha una preparazione base in tutti questi ambiti, e poi si specializza in uno o più campi. Tendenzialmente però un architetto libero professionista fa un po' di tutto, in base a quello che gli capita e che vuole il cliente...
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domanda: "cosa fa un architetto?" risposta: "fa tutto tranne fare l'architetto"........tra pratiche fiscali, Enea e chi più ne ha più ne metta....
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...fa anche lo psicologo perchè a volte capitano clienti veramente suonati e devi veramente avere una pazienza infinita. Insomma, un mestiere multidisciplinare. E per finire, fa il dispensatore di "consigli"...gratis per tutti.
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Mah, da quello che vedo, economia dove ci sono delle aziende funziona sempre (certo, se non ci sono le imprese è dura...). Dalle mie parti, tra le ceramiche, la tetrapak e le aziende meccaniche tutti cercano gente di economia e ing. gestionale, preferibilmente neolaureati perché hanno degli sgravi.
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Kia, ma cosa vuol dire "fare l'architetto", secondo te?
Perché io dopo 14 anni non l'ho ancora capito :D
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Tanto, Peppe, chunque può tacciarsi di far el'architetto dilettante. Io mi sono da poco dovuta "sciroppare" un'insegnante che ha progettato la casa all'amico, ristrutturato l'appartamento al fratello, dato consigli di arredamento a chiunque... Insomma la laurea in architettura è un optional.
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Cosa un architetto? pepina ... Questa settimana ti riposi?
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Che tu faccia il commercialista o l'architetto, il barman acrobatico o il lavavetri a grandi altezze..., cerca di farlo al meglio e poi pensa che alla fine il lavoro è soltanto lavoro..., e il lavoro è solo un "mezzo", uno "strumento", per raggiungere beni primari più importanti: la libertà, la felicità..., la serenità.. Adesso hai 20 anni.., a 30-35 anni sarai un'altra persona..., a 40 anni potresti anche essere sposato 2 volte e aver promesso amore eterno almeno a due donne..., a mio parere non ha molto senso mettersi dei paletti, farsi delle fisime, cercando l'indirizzo di studi più adatto a te.., fai quello che ti senti, quello che pensi si adatti più a te come persona..., e se ti sbagli non casca il mondo, avrai tempo e modo di cambiare strada se lo riterrai opportuno.. Lo capirai più avanti. Buona fortuna
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io non sono del tutto d'accordo. Il lavoro non è solo lavoro, e se non ti piace non lo farai mai al meglio, e non raggiungerai mai nè serenità, nè indipendenza economica, nè felicità. E' vero che si può cambiare, ma è una faccenda difficile, che dipende dal carattere della singola persona, dalle circostanze, da un'infinità di fattori, e francamente la società italiana la vedo molto provinciale, molto chiusa e troppo strutturata per permetterlo agevolmente. Si deve sputare sangue anche lì.
Certo Peppe può anche cambiare e studiare architettura, ma che abbia ben chiaro, al di là di quello che fa (o dovrebbe fare) l'architetto materialmente, che il settore è in una fase di cambiamento epocale.
Già trent'anni fa si diceva che gli architetti in Italia erano troppi e che la professione, a livello globale, era una professione per ricchi. Kahn non ha costruito neanche una cuccia per cani prima di compiere quarant'anni, e così molti altri dei dell'architettura, lo manteneva la moglie. Figuriamoci ora. Questa dovrebbe essere una cosa chiara fin dal primo anno di studi, francamente mi sorprendo sempre quando sento molti neolaureati che cascano dal pero credendo di uscire dall'università e trovare lavoro in uno studio. Spero che ormai siano consci tutti che non funziona così, specialmente ora; ma che sia chiaro che già non era così nemmeno quando ho iniziato gli studi io, nel pleistocene.
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@giulio, mi riposo? Oggi è giovedì mica venerdì! :)
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" il lavoro è soltanto lavoro..., e il lavoro è solo un "mezzo", uno "strumento", per raggiungere beni primari più importanti"
Non sono d'accordo. Sì, il lavoro è solo un lavoro quando ti serve un mezzo per sopravvivere e pur di farlo va bene qualunque cosa.
Ma se si ha la fortuna di fare un lavoro che ti piace ANCHE è tutt'altra cosa. Si può essere sereni anche se bisogna stringere la cinghia per tirare avanti.
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no, scusate, "il lavoro è solo lavoro" se non si investono 5 o più anni di università. Lo posso capire se me lo dice qualche amico che dopo le superiori è andato subito a lavorare e una cosa valeva l'altra.
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Ribadisco la mia opinione, il lavoro è solo lavoro, poi è talmente ovvio che lo consideravo sottinteso che è meglio fare qualcosa di pacevole e gratificante, piuttosto che addattarsi a qualsiasi cosa, comunque è soltanto la mia opinione poi ognuno la vede come vuole, non sono interessato ad un contraddittorio infinito su questo argomento e su questo post.
peppe21 nel suo messaggio esprime un dubbio/incertezza riguardo al suo percorso di studi, con la mia risposta volevo trasferire a peppe21 soltanto il mio pensiero (quindi discutibile e contestabile): le certezze, le idee, le aspirazioni, i sogni, i desideri, le ambizioni di un ragazzo di 20anni o poco più..., andranno poi a scontrarsi con quello che peppe21 sarà diventato quando sarà...peppe30..., peppe35...., o peppe40.... Le certezze che sta cercando ora, o che potrebbe avere ora: "voglio fare l'architetto!"..."voglio fare il commercialista!"..."voglio fare il pompiere!"..., non è detto che siano ancora le stesse certezze che lo stesso peppe avrà a 30 anni, a 35 anni o a 40 anni.. A mio modo di vedere il lavoro peppe21 lo costruirà attorno a se stesso, come fanno tutti, mano a mano che gli anni passano..., quando peppe da ragazzo diventerà prima giovane uomo..., poi uomo..., adattandolo a quello che peppe21 diventerà. Quindi che scelga architettura o continui con economia, cerchi di farlo al meglio delle sue possibilità che tanto poi non è detto che quella sarà la sua vita, non è detto che gli studi fatti andranno a rispondere perfettamente alle sue esigenze presenti e future, ed è molto probabile che non andrà neanche a soddisfare tutte le sue aspettative. Anche leggendo le varie risposte date dagli altri utenti non mi sembra di vedere tutta questa magnificenza e tutto lo splendore che ci si aspetterebbe di trovare nel realizzare l'attività per la quale un professionista ha studiato tanti anni. Per questo motivo rimango della mia idea, il lavoro è solo lavoro, si cerca di fare quello che si può al meglio delle proprie possibilità, poi sarà la stessa vita a dirti se avrai fatto bene le tue scelte o le avrai sbagliate, ma le risposte non le avrai certo a 20anni, a 20 anni puoi anche sbagliare..., in fondo di tempo per cambiare strada ne avrà ancora parecchio. Saluti
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e meno male che non eri interessato ad un contraddittorio infinito...!
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Sarò sintetico:
L'architetto......fa il geometra.
;-)

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@gianni896: il tuo post mi è piaciuto, aggiungo, se mi permetti che nel mio dialetto il "lavoro" si dice "fatica" che già indica che c'è da sudare... poi ti chiedo ma se peppe21, passa a 30, 35, poi 40 tu che già stai a 896 quanta esperienza hai fatto!!
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...pensa che a palermo si dice "travaglio"
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