a tutti i cervelli in fuga

messaggio inserito giovedì 14 febbraio 2019 da ponteggiroma

[post n° 417902]

a tutti i cervelli in fuga

cosa vi manca di più dell'amata patria? La mamma (o il papà), il cibo, il sole, gli amici, Sanremo, Bruno Vespa, ecc....
Vi siete abituati all'idea che non tornerete più a lavorare qui? Tanto è sicuro che non lo farete; sarebbe da matti vista l'aria che tira.
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e a chi non lo è: cosa pensate che vi potrebbe mancare?
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Io forse non sarò un cervello ma fuggii da Roma da piccolo per andare all'estero in Gallia Cisalpina... vale lo stesso? Abitavamo tutti in zona Appio Latino - Caffarelletta, mi manca l'odore (ed il sapore) della pizza al taglio ad esempio... l'avere una rete di parenti vicino...
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credo dipenda tantissimo dal Paese in cui si va, e da quello che si va a fare e per quanto tempo.
Personalmente in un prossimo futuro è probabile che mi trasferisca per lavoro in Francia (non in modo definitivo), dove sono andata a varie riprese per qualche settimana per lavoro in questi ultimi anni. Ebbene, io non sono una bevitrice di caffè, ma il caffè mi mancherà tantissimo: a Parigi e dintorni ho bevuto i cappuccini peggiori della mia vita.
Mi ritengo anche piuttosto patriottica, ho paura che dovrò ingoiare molti bocconi amari. Certamente non mi mancherà nè Sanremo nè Bruno Vespa nè la tv in generale. La vita di paese (io vivo in un paesino) questo si mi mancherà.
Mia figlia ha vissuto all'estero per un paio d'anni, in due paesi diversi, la prima volta non le è mancato niente, la seconda non vedeva l'ora di tornare.
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ok, ma un conto è trasferirsi con la famiglia e/o per un tempo determinato, altro conto è spostarsi per "ricominciare" una vita partendo da zero. Penso che questo tipo di scelte siano veramente dure e mi piacerebbe avere qualche riscontro reale. Io l'ho fatto a 18 anni, ma rimanendo sempre sul suolo italico ed è stata comunque pesante.
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Difficilmente, a mio avviso e per esperienza, qualcuno ammetterà pubblicamente di aver fatto un cambiamento drastico (per scelta?) dubitando di avere fatto la scelta giusta. I luoghi comuni e l'incensarsi sono in agguato sui forum... per quanto, invece, credo che in privato e con un amico vero tante realtà verrebbero a galla restituendo una percezione più realistica. Lo scrivo perchè spesso neppure gli amici si confidano e si aprono, ma tendono a esibire una maschera... figuriamoci degli sconosciuti qua.

Resto anch'io curioso comunque.
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Quanto è vero Edoardo...
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La mia personale idea che mi sono fatto, vivendo in provincia di Napoli, è che chi lascia la città dove è nato lo fa quasi sempre per esigenze di lavoro, per esigenze relazionali. Chi nasce in un luogo, ha buone relazioni, ha un lavoro stabile, non se ne vai mai o quasi. Che sia il paesello sperduto o che sia Roma, Milano o Napoli stessa.
Altra frequentissima causa di esodo è il voler trovare una occupazione che paghi i sacrifici fatti, per esempio se sono nato a Porto Rotondo, posso anche essere ricchissimo, in una terra florida e in pace con gli amici e la famiglia, ma ho studiato architettura... la vedo dura restare a vivere a Porto Rotondo a vita se sogno di fare l'architetto...
Comunque è sempre una scelta dolorosa. Questo è poco ma sicuro.
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