Lo faccio o non lo faccio....

messaggio inserito giovedì 11 aprile 2019 da Leonardo

[post n° 420323]

Lo faccio o non lo faccio....

Ho quasi 29 anni, dopo la laurea ho lavorato complessivamente per circa 1 anno e mezzo fra studi e imprese. Con qualche contatto (soprattutto imprese) ho iniziato ristrutturazioni per conto mio. Lavoricchio, non c'è male, ma da qui a dire che posso fare un passo importante nella vita (traferimento, matrimionio, figli, e simili) ne passa. Con le ristrutturazioni seguo principalmente i cantieri e vado a domicilio dai clienti. A casa ho uno studio abbastanza grande, circa 18mq, ma inizia a stancarmi l'idea di progettare sempre qui e non avere 4 mura in cui far venire clienti e colleghi. Questa cosa però mi ha permesso di mettere da parte qualcosina di soldi e non spendermeli tutti man mano perché come spese, a parte carta e inchiostro, e benzina sono quasi a zero...
Vorrei aprire uno studio o comunque fittare una stanza in uno studio già avviato. Lo faccio o non lo faccio? Serve o finché posso tiro a campare (pensate che alcuni clienti pensano che io abbia un ufficio... hahaha).
Aspetto ancora e metto altro da parte per i momenti negativi o non ci penso più e mi lancio? (sono sotto i 10k annui, e sopra i 6, almeno nei 2 anni precedenti, quest'anno spero meglio).
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Aiutaci a capire. La cifra che oscilla tra i 6.000 € ed i 10.000 € è l'utile o il fatturato?
Nel primo caso, se parliamo di "utile", basta fare un indagine sui prezzi degli affitti (+ spese) per piccoli uffici o postazioni in coworking (+ eventuali spazi comuni tipo sala riunioni) e capire se hai margine e/o quanto sei disposto a sacrificare. In ogni caso preparati a rinunciare, più o meno, a metà del tuo utile (la forbice ampia e le mille variabili non consentono conti diversi da quelli "spannometrici").
Se invece la famosa "cifra oscillante" è il fatturato, non solo non mi capacito di come tu riesca a risparmiare qualcosa, ma mi risulta misterioso come tu faccia vivere. Personalmente, con un sub-affitto di importo ridicolo, stampante, plotter ed altre spese in comune, aggiungendo tasse, contributi, carburante (senza contare usura del mezzo), assicurazione professionale, iscrizione all'ordine ed imprevisti, fatico a restare sotto ai 9.000 € di uscite annue.
Poi, ovviamente, i soldi sono di chi li ha in tasca e io sono l'ultimo al mondo che può permettersi di suggerire agli altri cosa possano o non possano farci. Però so benissimo cosa riesco a fare e non fare con i miei.
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Ciao Leonardo,
sicuramente è un passo importante quello a cui stai pensando. Dovresti, prima di tutto, valutare le tue reali esigenze. E' davvero necessario avere uno studio per l'attività che svolgi? Cioè, è pieno di professionisti che lavorano da casa (anch'io ho fatto così per un periodo) o che hanno convertito parte di essa a ufficio con soluzioni efficaci e dignitose.
Faccio un'altra considerazione sull'ultima parte del tuo post. Fatturando 10k all'anno, vuol dire che tra tasse, contributi e spese, te ne restano + o - la metà in tasca con cui vivere. Anche trovando soluzioni valide di co-working (preciso che non me ne intendo) non so se si riesca a scendere sotto i 300 €/mese di affitto... Non conosco la tua situazione privata (vivi ancora con i tuoi? Vivi da solo? Paghi già un affitto?), però credo che la tua sia ancora prematura come scelta, perchè non ci stai dentro con i conti. Se però hai qualcosa da parte che vuoi investire e qualcuno che ti copre le spalle e la capoccia (i tuoi vecchi), allora provare non nuoce... In bocca al lupo!
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Archifish chiaramente parlo di utile... che dirti, io riesco a mettere da parte, ma non è che ho iniziato ieri eh... conta che non ho vizi particolari, cerco di andare a cena fuori solo nei fine settimana e più di un caffè ogni tanto e qualche week-end fuori non faccio. Come dice Red, il mio dubbio è se ne vale veramente la pena.
Per ora vivo coi miei, la scelta sarebbe più un motivo di evasione che altro... E poi in realtà non so se facendo questo passo riesco anche a catturare maggiore clientela... questo era il dubbio. Chiaro che se non cambia nulla tra lavorare da casa e lavorare in studio forse converrebbe continuare così, ma io ne faccio da un lato una questione di vita, mi darebbe un po' di ossigeno, dall'altro una questione professionale, di come porsi anche col cliente... Lo so che non guadagno molto ed è una scelta se vogliamo avventata, ma è anche pesante restare nella stessa situazione... La via di mezzo potrebbe essere cercare un amico collega in condizioni simili, di avvio della professione, e dividere con lui. Per altre spese tipo plotter ecc ma dai, quando occorre vado in centro stampa... 5-10 ance 20 euro alla volta non sono la fine del mondo. Di solito per una ristrutturazione di piccole e medie dimensioni me la cavo con gli A3. E poi Archifish, sono sotto i 35 anni e nei primi anni di iscrizione a cassa e iva, pago 1/3 dei contributi, non sono moltissimi onestamente
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Dipende molto dal contesto.
Nelle grandi città ci sono molte realtà che permettono soluzioni con pagamenti flessibili e personalmente li trovo una vera e propria manna dal cielo per noi professionisti.
Informati un pò perchè ci sono molti coworking che offrono sale riunioni a tempo, scrivanie, interi uffici arredati e molti consentono l'uso "a consumo". Questo significa che se hai bisogno di un appoggio per la giornata, per incontrare clienti, lavorare vicino ad un cantiere seduto ad una scrivania e non alla feltrinelli random o al tavolo di un bar vai, paghi e te ne vai.
E' una soluzione sconveniente se ti serve un appoggio fisso, ottima se hai bisogno della scrivania/locale riunione qualche volta a settimana/mese che ti consente anche di tagliare tutte le spese accessorie (e le rogne) di utenze, pulizie ecc.

Altrimenti senza andare su coworking veri e propri cercati una scrivania. Su Roma ce ne è per tutti i gusti e tutte le tasche, se poi la dividi con un collega (fate tipo due giorni per uno a settimana e alternate i mercoledì) puoi trovare qualcosa anche a meno di 100€/mese.

In termini di captare nuovi clienti anche qui dipende dal contesto. I coworking permettono di conoscere molte persone e quindi aprono a possibilità di collaborazioni, ma ovviamente non parliamo di certezza.
Lo stesso dicasi per la scrivania fissa in uno studio.
E' però un investimento di tempo e di denaro, non è che prendi la scrivania ed automaticamente converti in clienti.

Tutto questo vale se non hai colleghi presso cui appoggiarti "gratuitamente" o magari con piccoli scambi professionali, altra via percorribile.

Detto questo da collega quasi coetaneo ti dico che secondo me non vale la pena lo studio fisso, inteso come spesa fissa, non ne vale la pena per come lavoriamo e anche per la direzione in cui va il mercato.
Può funzionare come side-business ma non mi pare si stia parlando di questo.
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Leonardo, scusa, ho capito male io, o tu alla soglia dei 30 anni vivi in casa con i tuoi e credi che il problema sia la mancanza di uno studio tuo?
Scusa la schiettezza, ma non credi piuttosto che il problema vero sia la mancanza di una "vita privata" tua?
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Quoto ponteggiroma, perchè al di la delle questioni squisitamente lavorative, la questione sembra un altra, ovvero che con 6/10 mila all'anno metti fossero anche netti, nella migliore delle ipotesi, non hai alternative serie di uscire dalla quattro mura dei tuoi genitori, e come dici tu, la famiglia non te la costruisci di certo, tralasciando che per pagare solo l'affitto di fatto ti mangi l'utile, ammesso (e te lo auguro) che possa aumentare in ragione del maggiore lavoro che avrai, ma ripeto, la famiglia non la fai, e se sei fidanzato, e minimamente sogni di fartela, mettilo in conto, e metti in conto di abbandonare la professione se lei non ha un lavoro stabile e remunerativo.
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scusa, ma i 10 mila che citi sono il netto che ti resta dopo le tasse o quello che accantoni ogni anno una volta pagate tasse e spese professionali, e quindi dedicati solo alle tue spese personali di svago?
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Non pretendo di fare i conti in tasca a nessuno, ma la verità è che, ora come ora, un ipotetico "forfettario" che esercita la libera professione in una qualsivoglia sede (che non sia la stanza nella casa di famiglia) per guadagnare (utile netto, quindi) quanto un operaio, deve fatturare almeno 30.000 € all'anno. Con una cifra del genere si può pensare di permettersi una stanza in subaffitto o un piccolo ufficio, di pagare tutte le spese indispensabili e/o obbligatorie per esistere e magari avere anche un vita al di fuori del "nido" in cui si è venuti alla luce (vita da operaio, ben inteso, con serie preoccupazioni per far quadrare i conti ogni fottuto mese ed il triplo delle responsabilità civili o penali ad ogni timbro che si mette).
Ciò premesso, ci son parecchie approssimazioni che potrebbero risultare molto pesanti sul bilancio. Non parlo di uscire di casa, farsi una vita, avere una fidanzata, farsi una famiglia, mantenere un ipotetico figlio. Parlo di questioni inerenti la professione. Di licenze per software che costano qualche migliaia di euro all'anno (ed ora, che piaccia o no, sono tutte o quasi in abbonamento, senza possibilità di usare quelle vetuste), di assicurazioni professionali che possono costare 300 €, ma anche 1500 €, di spostarsi quotidianamente anche di pochi chilometri con un automobile spendendo, in un anno, almeno un migliaio di € in carburate + bollo + assicurazione + tagliandi + pneumatici (e che prima o poi andrà sostituita).
Ripeto, non pretendo di fare i conti in tasca a chicchessia, ma spesso trovo interventi davvero distanti dalla realtà o comunque analisi molto parziali. Che i fatidici 8000 € di Leonardo (ho fatto la media) siano l'utile o quanto risparmia, poco importa, resta il fatto che considerando tutti gli aspetti "sorvolati" della vicenda, quella cifra è destinata ad assottigliarsi parecchio o addirittura a sparire. Se invece, tutti le variabili sovente dimenticate, sono state conteggiate, allora direi che Leonardo fattura già qualcosa in più dei fatidici 30.000 € annui e il problema di aprire uno studio o meno, è solo una questione di come vuole porsi sul mercato a livello di immagine ed operatività.
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Non voglio sembrare presuntuoso e mi associo a quanto osservato, per esempio, da ArchiFish. Qui non si tratta di fare la morale (come succede altrove) ma di mettere a nudo la sostenibilità di tale scelta se ci si mantiene da soli e non si è mantenuti. Io lo ammetto senza vergogna: ora che ho il bimbo piccolo mi faccio dare un aiutone dai miei suoceri sennò sarebbero caxx.. malgrado mia moglie sia impiegata regolare. Non avere entrate regolari e pagare scadenze regolari, se non si hanno rendite, può essere micidiale a meno che non si riesca ad ingranare fatturati alti con continuità per riempire i forzieri.
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Non voglio sembrare presuntuoso e mi associo a quanto osservato, per esempio, da ArchiFish. Qui non si tratta di fare la morale (come succede altrove) ma di mettere a nudo la sostenibilità di tale scelta se ci si mantiene da soli e non si è mantenuti. Io lo ammetto senza vergogna: ora che ho il bimbo piccolo mi faccio dare un aiutone dai miei suoceri sennò sarebbero caxx.. malgrado mia moglie sia impiegata regolare. Non avere entrate regolari e pagare scadenze regolari, se non si hanno rendite, può essere micidiale a meno che non si riesca ad ingranare fatturati alti con continuità per riempire i forzieri.
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Scusate ma in che mondo vivete... da giovane laureato io conosco praticamente tutti i miei coetanei che vivono a casa con i genitori... tutti. Solo chi è all'estero no, o chi è diplomato e lavora da quando ha 18 anni. E poi volete dirmi un metodo migliore per cercare di farsi un nome? Il dipendente allo studio secondo voi paga di più? Ma dove vivete, bah
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Tra le altre cose il mio discorso era proprio in prospettiva... nel senso, visto che ho iniziato la professione e tutto sommato riesco a sopravvivere, come posso fare per svoltare ed uscire da queste 4 mura che piano piano diventano sempre più soffocanti? Se avete idee migliori sono bene accette. Ad ogni modo, con il dipendente in studio non mi convincerete mai. I concorsi li proverò certamente anche a costo di eliminare la professione. Ho voglia di vita. Già ora che mi muovo più libero rispetto ai tempi in studi mi sento meglio, ma voglio evadere... di andare all'estero senza sapere già dove è una cavolata grossa, tra l'altro ho una cara fidanzata e nessuna intenzione di restare solo
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Io te lo sconsiglio, le spese fisse son quelle che uccidono a meno di non avere già un'attività avviata, è una cosa che funziona più per il geometra di paese, piuttosto investi in strumentazioni e formazione
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Ah Leonardo, qui è tutta una questione di priorità. A prescindere da quello che fanno quelli della tua età, che è relativo, io di una cosa sono certo, che a trent'anni ancora in casa con i miei avrei rischiato seriamente di commettere un parricidio.
In merito alla tua domanda specifica, se ritengo che uno studio sia propedeutico al reperimento di nuova clientela, secondo me la risposta è no, nella maniera più assoluta.
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Pontè tocchi una nota dolente. Per questo mi sono risentito. A maggior ragione perchè ho una ragazza e questo stallo non lo sopporto più. Io me ne voglio andare, prima possibile, ma non trovo alternative migliori che provare a mettermi in proprio. Servono soldi, purtroppo, altrimenti già ero chissà dove.
A sentire le vostre risposte quasi quasi faccio il contrario.. continuo a ingranare così e mi trovo un posto dove vivere e lo studio me lo faccio li come ora me lo faccio a casa...
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E per chi è partito facile con la filippica, io proprio perché ho pensato subito al lavoro ho anche stretto la cinghia al massimo per mettere qualcosa da parte...
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Leonardo, noi vorremmo sapere in che mondo vivi tu... parlo per ragionamento, non per rimproverarti o per filippica, sei anagraficamente adulto, professionalmente un neonato. ora da buon neonato hai voglia di crescere, ma da buon adulto, devi renderti conto della realtà che ti circonda e delle tue possibilità.
Se hai possibilità di crescita ben venga, ma come hanno detto altri colleghi qui sopra, se non fatturi, non ci andrai mai fuori casa, se ti avanzano una media di 8000 euro all'anno, ora, che di fatto spese non ne hai, cosa mai ti rimarrà con uno "studio"da mantenere, metti fosse anche una postazione in coworking, ti mangi metà dell'utile attuale solo per pagarti la sedia dove lavori.
Per non essere teorico, ti descrivo il mio vissuto.
tra i 35 e 40, sposato, 1 figlio sotto anno.
appartamento dei miei, (sopra i miei) ristrutturato con soldi miei, no affitto no mutuo.
lavoro in studio a p.i. e qualche lavoretto mio in passato, ma negli ultimi anni nessuno (ripeto NESSUNO)
fatturo lordo attorno ai 20k.
due auto (una mia una di mia moglie).
moglie disoccupata da 1 anno (sai, contratto a termine... figlio.. nessun rinnovo) e con figlio piccolo anche nel ricco nord est fai fatica a trovare lavoro.
fino a prima del matrimonio risparmiavo, eccome, almeno 10k all'anno.
dopo il matrimonio il risparmio è calato.
nell'ultimo anno, non ho avanzato nessun euro, nel senso che il saldo del mio conto è sceso rispetto ad un anno fa oggi. e la tendenza è questa, se non peggiorativa.
qualche problema di salute che spero ora risolti.
ora non passa giorno che mi sveglio e mi dico deve cambiare qualcosa.. deve cambiare qualcosa, ma non cambia nulla.
non voglio annoiarti con la mia storia, che magari a te sembrerà patetica, ma occhio, che se non decolli e fatturi e fatturi tanto, la tua prospettiva va verso questa strada.

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d.n.a. non me la prendo assolutamente... Dalla mia parte c'è che anche io, come te, non avrei bisogno un domani di fare mutuo per la casa, se resto nella città in cui abito. Oltre questo rendite non ne ho. Accetto di buon grado i consigli, mi sa che l'ho sparata grossa e mi conviene continuare ad accumulare per poi lasciare direttamente casa per una casa nuova... inutile spararsi i soldi conservati solo per lo sfizio di lavorare fuori casa e poi ritrovarmi tra 2 anni con meno soldi di ora.
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Sono l'ultima persona al mondo che può permettersi di fare paternali sulla necessità d'indipendenza, proprio perchè, pur essendo più vecchio di Leonardo, vivo una situazione analoga alla sua.
Ad oggi, ho deciso di sacrificare tutto per provare a fare il fottuto mestiere per cui ho studiato. Ho deciso di sopportare l'insopportabile condizione di restare sotto al tetto familiare, ho consapevolmente accantonato la necessità fisiologica di avere una vita mia ed una mia indipendenza economica per non dovermi rimproverare di aver mollato. Non c'è giorno che non mi sorga il dubbio di essere un coglione per non aver lasciato perdere l'edilizia gettandomi nell'attività artigianale di famiglia (autoriparazioni+gommista+centro revisioni) ben avviata. Nella vita è questione di priorità, nel senso che, alcune volte, se si vuole, se si accetta il compromesso e se qualcuno ci "spalleggia", si deve essere abbastanza forti per accantonarle e provare a credere in un disegno a lungo termine.
Se si è dotati di una morale, il senso di colpa per l'approfittare di un contesto familiare che consente di provare a credere in un sogno è pesante, tanto quanto la consapevolezza di vivere una condizione che, vada come vada, finirà per influire sul proprio futuro (gli anni passano veloci e la speranza di prendere l'aereo, fa perdere molti treni che non ripassano).
Avere una famiglia che ti permette di "provarci" è un lusso, ma è comunque un lusso amaro, una gabbia dorata che impone tante rinunce (a meno di non essere uno spudorato approfittatore senza scrupoli).
"C'è chi contribuisce al tuo mantenimento, sei un privilegiato", penserete.
Certo, ne sono consapevole, sono un privilegiato che quando gli altri escono con "qualcuna" pensa che quella "qualcuna" se uscisse con me, farebbe una vita di merda e si dovrebbe pagare da bere (quindi meglio lasciar perdere e non condannare una povera ragazza). Un privilegiato che quando gli amici si sposano, fa l'invitato, quando gli amici fanno il padre, fa il padrino, quando gli altri vanno in vacanza, li saluta mentre partono. Un privilegiato che non ha avuto un mentore professionale da cui ereditare sapere e studio (il mio s'è sparato sommerso dai debiti lasciandomi nella "cacca" e portandosi nella tomba qualche migliaio di euro di compensi che non vedrò mai). Un privilegiato che non ha "conoscenze" o uno studio di famiglia già rodato.
Eppure , fin che posso, ci provo.
Per cui, come dicevo, sono l'ultimo che può giudicare Leonardo, ma della tematica me ne intendo. Non mi lamento, non pretendo commiserazione, ma sono consapevole di cosa significhi una situazione di "limbo".
Ogni giorno vivo il conflitto tra il continuare a provarci per non buttare nel cesso il mio passato e il tirare lo sciacquone per partire da zero (che poi, corrisponderebbe comunque nel proseguire l'attività di famiglia e di fatto, approfittare di una "pappa già pronta").
Lo ribadisco, non giudico, ma so fare beni i conti, fin tanto che si tratta di economia spicciola. Con un fatturato poco al di sotto dei 30.000 € ci si può permettere la vita, a malapena, di un operaio pagato 1.350 € al mese (con tredicesima, mutua, ferie pagate). Se non si arriva a fatturare 20.000 € o 25.000 €, non ci si può permettere una vita propria. Cosa farei se fossi in Leonardo? Farei due conti e se i quattrini sono sufficienti, me ne andrei a vivere da solo (o con la ragazza, così si dividono le spese), seguitando a lavorare da casa, quella nuova.
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A un mio amico ha pagato la casa "di design" il marito. Se la sono fatta su misura ma lui ha progettato tutto secondo il suo "linguaggio", pure gli arredi, e ora utilizza la dimora come autopromozione. Un bell'investimento-regalo!
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Leonardo, ma perchè separi lo studio dalla abitazione? carcati un appartamento dove vivere e anche ricavarti uno studio per ricevere, no? sarebbe decisamente la soluzione migliore.
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Lo Studio mi sembra un falso problema.
Se hai 29 anni e guadagni 5.000 euro l'anno la vedo dura.
Come fai a vivere?
Come Architetto non vale la pena continuare e trovare un lavoro in Italia è quasi impossibile a meno che tu non voglia entrare in un call center.
Forse l'alternativa sarebbe quella di emigrare.
Non saprei dove; forse America del Sud?
Sei ancora giovane; potresti farcela.
In bocca al lupo.
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