Parole e frasi segnanti che ricordate del periodo universitario.

messaggio inserito venerdì 12 aprile 2019 da Edoardo

[post n° 420397]

Parole e frasi segnanti che ricordate del periodo universitario.

Westwerk - schiera matura – vuoto urbano – necessario ma non sufficiente – omologia di ribaltamento – baukunst - figure del comporre – Wright non è avanguardia, semmai è l’avanguardia di sé stesso – Casa Malaparte era il suo ritratto di pietra – le dà fastidio se fumo? Si abbastanza - cerchio di Mohr – considerate la mazzetta – tiriamo giù le case dei ferrovieri: per fare una frittata bisogna rompere le uova! – le sigma e le tau le lasciamo alla qui presente professoressa B. noi ci occupiamo di altro – ahhhh Zaha… - cos’è questa tavola, un museo, una collezione di quadri? – lei ha fatto un’installazione un po' alla Mario Merz… - tira giù la cordella! – cercate la vena di calcite – è tutta esfoliata! – ha rovinato un bellissimo progetto, in Israele ci sono colle potentissime… perché ha messo quella stecca! – un’architettura si può muovere – una donna non può fare l’architetto! - il diagramma lo vedo da qui: è sbagliato – il nocciolo d’inerzia non è un albero! – ripartite i momenti – non guardate se i vostri amici si comprano la macchina, voi sarete classe dirigente - il mio architetto preferito è Salvador Dalì – una volta negai la tesi a due ragazze perché avevano impiegato troppo poco tempo a dare gli esami – non aprite la porta! E’ il giardino delle tartarughe - Non le posso dare Piazzetta della Passera come tema, la vogliono tutti!
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Schinkel - ijl - mi avete scelto vi fottete - cannone di luce - stecca - resilienza - vedete quelli che dormono a terra nell'atrio delle poste? Sono architetti falliti - nocciolo d'inerzia- energia potenziale - Bauhaus - Sturm und drang - Aldo Rossi - Renzo Piano è un tecnologo - zaha non fa nulla è Schumacher che progetta le curve - città analoga - social housing - pianta prospetto e sezione - questa non si può guardare... - prima o poi ci dobbiamo sporcare le mani - questa è una mucca - dipartimento - corte aperta - Piranesi - centro antico di Napoli - composizione - tema - unità - diciamo - posso fumare ragazzi? - tavola - aprite la finestra - prestazione energetica - progettazione esigenziale prestazionale - quando la finiremo di fingere di formare architetti?! Le va bene 18? Si. Se ne vada.
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questa parete di cemento è ridicola! Nemmeno a Baghdad ci sono
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Ferrara è a forma di salame.

Se uno scarafaggio fosse di seta, mi ci fidanzerei.

Dovete progettare una casa frattale!

Prof (esame di progettazione IV, dopo aver rifatto il progetto 4 volte): non ci siamo, vi do 20 ma sicuramente rifiuterete il voto!
Io e il mio collega, mettendo il libretto sul tavolo: ACCETTIAMO!

Questa casa è troppo poco mossa! (Ero una mezza sega nei laboratori di progettazione)

Commentando il progetto d'esame di progettazione di un mio collega, che aveva fatto una casa a forma di nave (!!!) con tanto di fumaioli (i comignoli) e fili tesi tra i suddetti (inutili, dovevano ricordare le antenne del telegrafo)
Io: E questi fili, sono per il bucato?
Collega (incazzato nero): NO, RICORDANO L'ANTENNA DEL TELEGRAFO!!!
Io: Ah.

Professore, durante un esame di progettazione a un gruppo di colleghi: Qual è la vostra idea progettuale?
Colleghi: La forma organica di una macchia d'olio.
Presero 30 e lode. Ho capito in quel momento che non ero tagliata per fare le "cose da architetto" ma che ero una specie di mezza archeologa mancata.

Commentando il progetto per un esame di progettazione di un collega, che aveva fatto una casa in duplex senza scala, ma con pertica e scala di corda
Io: Ma la scala?!?
Collega: Non serve, è la casa per un istruttore di fitness, usa la pertica o la scala di corda.
Io: E quando deve portare della roba al primo piano, tipo un mobiletto o la biancheria pulita?
Collega: .....
E lì la mia idea che i laboratori di progettazione erano aria fritta completamente svincolata dalla realtà si rafforzò ulteriormente. Per la cronaca, non ricordo il voto del collega ma non venne bocciato come meritava.
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Proiettività e prospettività, Benvenuti nello spazio, La ricetta per dimensionare una trave, Prendiamo un bacarozzoide ed applichiamogli una forza F, Se ne vada via, Questo spazio non è fruibile, Le do 29, Ma lei che scuola ha fatto? Si vada a vedere qualcosa di Alvaro Siza, Ci vediamo alla cascina, Che facciamo stasera? Non posso devo studiare. C'hai nna sigaretta?
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che bravi a ricordarvi! io ho proprio rimosso ma sicuramente ne avrò sentite......:-))))
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Una per tutte: "avchietttuva è una facoltà costosa, è pev i benestanti, se non avete denavo fate qualcos'altvo", della serie "Parco Sempione": "Un bvindisi a mia madve, che ha tvombato e ha fatto un figo come me"
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Mi ricordo una lezione di progettazione di elementi costruttivi, in cui il prof. continuava ad asserire che l'acciaio fonde a 350°. Ad un certo punto uno studente alzò la mano e gli disse: "Professore, ci metta un 1 davanti al 350°, altrimenti qua la gente comincia a pensare che se ci fosse un incendio, crollerebbe tutto in un attimo" (le strutture delle facoltà sono prevalentemente in acciaio)
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Un compagno di corso, il giorno prima dell'esame di valutazione economica del progetto (estimo), mentre ripassavamo una mole infinita di dispense, esasperato scatta in piedi dritto come un palo e urla in mezzo all'aula studio piena "Honolulu, arrivo!!!" (cit.)... Purtroppo non è decollato come un razzo fuori dalla finestra, ma ha fatto capottare mezza facoltà che ancora si narra la leggenda...
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Che miniera di aneddoti... "Honolulu, arrivo" è roba fine...
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frasi segnanti non ne ricordo molte, ma più o meno sono sempre quelle:.... questo progetto è una coglionata pazzesca....che scuole ha fatto....ecc. Personalmente ad analisi matematica, primo tentativo, il prof mi ha detto che da uno scientifico si aspettava di più (e la tipa dipo di me, boccoloni biondi e tette in evidenza, ha preso 22, sbagliando di rispondere alla domanda "significato geometrico della derivata prima di una parabola").
Sono ex IUAV, quindi Venezia, quindi canali, è rimasta celebre "vuole un 17 asciutto o un 18 bagnato?" con conseguente volo del libretto dalla finestra (girava questa voce, ma non so se sia vera);
....invece sicuramente vera: ad un esame di storia dell'architettura contemporanea con un grande luminare, la studentessa ha detto "la signorina Van Der Rohe", al che il docente ha detto "COME??" e l'altra "la signorina Van Der Rohe". Ha preso, giustamente, 12. Ero nell'aula accanto, la voce si è sparsa in pochi secondi.
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"la signorina Van der Rohe" girava anche a Firenze, così come anche la diceria di libretti lanciati fuori dalle finestre.
Anche io come kia ho rimosso, ma leggendovi qualcosa in comune c'era sicuramente.
@Red: per chi non conosce la citazione "Honolulu, arrivo", si può avere una spiegazione? :-)
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eli, la citazione è tratta dalla spada nella roccia, la dice merlino!
la signorina van der rohe girava anche al polimi, per il resto ho rimosso le arguzie sentite!
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davvero girava da voi? Quando il mio amico me l'ha raccontata non potevo crederci, è talmente assurda! Lui stesso era sconvolto, stava aspettando il suo turno per l'esame, io invece avevo l'esame con un altro docente nell'aula a fianco.
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Fulser, anche io ex Iuav. Pensandoci meglio, il libretto in canale poteva volare solo ai Tolentini perchè ce ne era uno proprio dietro. A Santa Marta invece no, sarebbe stato un lancio troppo a lungo raggio. :-)))
Comunque quella della facoltà costosa venne fuori anche durante un mio laboratorio del primo anno (per inciso, odiai proprio quel corso dal tema di progetto al prof, agli assistenti tutti).

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E infatti kia, viene proprio da Venezia.. Chissà se era lo stesso corso :-)
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@arch_mb magari era lo stesso corso! ci fecero progettare una tomba di famiglia.....allegria!!!
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il mio prof di laboratorio 2 e seguenti nonchè relatore della tesi si faceva capire quasi senza parlare.
Se andava bene: presentavi il progetto, lo guardava e diceva "che caxxo è sta roba?" se alla tua risposta ribatteva altro era una revisione da considerarsi positiva.
Se andava male: presentavi il progetto, lo guardava, ci faceva una croce sopra con la penna rossa e ti ridava il foglio senza dire una parola.
Lo stesso lanciava improperi ed insulti al collega del laboratorio nell'aula di fronte "Se volete progettare facciate lunghe 400 metri andate da quel coglione di fronte" (c'era la moda di progettare sti edifici lunghi 8 km completamente fuori scala che imperversava)

Un altro prof di una materia inutile del 4°anno facendo vedere delle diapositive disse che il grattecialo della AT&T erano le torri gemelle.


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comunque questi aneddoti e citazioni la dicono lunga sulla professionalità e serietà dei docenti di questa pseudofacoltà.
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L'intervento che più mi fa pensare al mio passato, pur non essendo una "frase segnante", è quello di ponteggiroma.
Se penso a quanto di sbagliato, malato, distorto ed irrazionale ci sia nelle eccellenti facoltà che abbiamo frequentato, non posso fare a meno di domandarmi a che livelli di professionalità e "professionismo" potremmo essere se il tutto fosse stato votato al professionalizzare, al formare, al renderci pronti a rivestire i ruoli che la società ci dovrebbe/potrebbe attribuire.
Per carità, ho avuto docenti eccellenti, ma anche tanti corsi utili a formarmi più come tuttologo, psicologo, antropologo, economo, esteta ed estetista, che non come architetto. Ho anche sprecato troppo tempo e denaro con personaggi che facevano della cattedra il loro regno, auto-incoronandosi imperatori. Eminenze che mi mandavano a comprare oggetti senza senso per concretizzare esercitazioni fatte di terra per fiori, filo da cucire e foglie d'oro sulla base di due parole scritte in verticale su un foglio (senza dirci da cosa partire e dove arrivare).
Sono stato valutato in base ai gusti personali insindacabili di un giudice/giuria/docente, anziché per il lavoro svolto, la puntualità e l'impegno. Sono stato bocciato, all'esame di non so più nemmeno cosa, perchè il mio progetto teneva conto degli aspetti strutturali del fabbricato riportando, in planimetria, i pilastri dove più o meno potevano essere necessari."Cosa Sono questi puntini?...Pilastri?...ma chissenefrega dei pilastri!...Il progetto fa scifo!"| [cit.]. Persino ai bambini si insegna che qualcosa può non piacere, ma "fa schifo", riferito all'altrui lavoro, può risultare irrispettoso e mortificante.
Sono stato criticato ed insultato (da chi probabilmente non ha mai progettato nulla nella vita) perchè i corridoi sono uno spreco di spazio e perchè i balconi sono inutili (all'architetto non deve interessare dove l'abitante dell'immobile stenderà i panni).
Ho dovuto rincorrere, pur abitando a 100 km dall'università, chi avrebbe dovuto guidarmi nella stesura di una tesi, sentendomi dire (quando non mi dava buca): "Con questo tema non so dove andremo a parare" e quindi: "Meglio iniziare di nuovo" (rubandomi, di fatto, 18 mesi di vita).
Ho vissuto la contraddizione di chi, nel mondo del lavoro, sostiene che l'università deve formare professionisti (e si lamenta di non trovarne di qualificati) e chi, nel sistema universitario, si ostina ad affermare che l'università deve insegnare tutto fuorchè un lavoro (testuali parole). Grazie al cielo, anzi, grazie a me, prima del PoliMi ho fatto l'istituto per geometri e almeno so cosa sia un mattone forato, perchè diversamente, l'unico vero sapere trasmessomi dal sistema universitario, sarebbe il cosiddetto "saper stare al mondo" nell'eccezione talvolta più "bastarda" del termine. Di certo ho imparato a sopportare abusi e soprusi, a far buon viso a cattivo gioco, a dire alla gente ciò che vuole sentirsi dire, a gettare nel cesso i principi e sovente il concetto di meritocrazia, lubrificando bene la lingua per leccare culi.
Non so voi, ma ho il difetto, da sempre, di badare al sodo, al concreto, specie nelle questioni della vita. Ho la presunzione di credere che necessariamente, questa condizione, non debba essere in antitesi con l'architettura e l'edilizia. Forse ora le cose stanno cambiando e vedo uscire dagli atenei, personaggi probabilmente un po' meno scafati sulle brutture della vita, ma con più di qualche competenza informatica e tecnologica spendibile sul mercato del lavoro.
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@kia, infatti io sono vecchio (antico) ordinamento, per quelli come me Tolentini era LA sede, con Ca' Tron per urbanistica e Badoer per storia; infatti quella di storia è successo a Badoer (si entrava dal lato dell'archivio storico), nelle 2 aule appena dopo la prima rampa di scale, dove adesso credo ci sia una aula convegni.
Tutto il resto (Santa Marta) per noi era terra straniera.
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Come in tutto... ci sono i seri e i meno seri, i "professionali" e i meno "professionali"... trovo anzi che una varietà di materie e di soggetti come quelli incontrati serva a far maturare maggiormente il senso critico rispetto ad una giustafacoltà di robot automatici che insegnano solo un certo tipo di materie, benchè rette e giuste. Il problema fu, per me, la disorganizzazione della didattica e mia di conseguenza... piuttosto che il livello didattico e la qualità dei corsi: ogni primadonna tirava l'acqua al suo mulino e al suo dipartimento in guerra con gli altri, e spesso per assecondarli bene si perdeva molto tempo in ottica "fare il massimo numero di esami nel più breve tempo possibile".
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Sul rispetto dei professori bisognerebbe scrivere un libro... Quanti esami o lezioni cancellate senza preavviso! Per me, che facevo la pendolare Bologna-Ferrara significava perdere una mattina secca, quindi risolvevo portandomi dietro un libro da studiare, ma le bestemmie dei miei compagni che venivano APPOSTA da Urbino e zone limitrofe (perdendo due giorni per niente) me le ricordo ancora.
Professori che a revisione non ti davano spiegazioni e non valutavano le scelte TECNICHE ma i gusti personali: più una casa era assurda e incostruibile, più piaceva al professore.
A progettare davvero ho imparato fuori, nello studio di un geometra: ho progettato case e appartamenti, negozi, un bar, la cucina di una trattoria, un centro estetico, un poliambulatorio e una palazzina per uffici, senza seghe mentali (scusate il francesismo) sui frattali e le macchie d'olio, le case senza scale o a forma di trousse da trucco. Ma pensando alla praticità e all'uso razionale dello spazio.
La progettazione ad architettura, almeno nei primi anni 2000, era solo aria fritta: infatti ai laboratori studiavo mentre aspettavo il turno a revisione e facevo il minimo per passare l'esame, di solito con un voto sul 25. Ma non facevo le notti: mai fatta una.
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... Però l'università è sempre l'università, e non è una facoltà di ingegneria. Concordo con Edoardo quando dice che era necessario ampliare l'orizzonte per far nascere un senso critico. A me la facoltà è servita a questo, e se cerco la differenza tra il mio approccio e quello di un geometra - con tutto il rispetto per i geometri -, la trovo lì.
Quello che si potrebbe obiettare, e che io personalmente obietto, è come nella culla del lato dicamo "artistico", immaginifico, della facoltà, sguazzassero un gran numero di personaggi di grandissimo ego, dubbia correttezza e soprattutto le cui intemperanze non erano compensate da pari valore professionale. Ho frequentato un anno in Francia, lì hanno una serie di altri problemi, ma quello dei Tromboni con il grande ego, no. Infatti ho imparato moltissimo.
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Io no Ily, i corsi mi hanno dato tanto e sono felice di quelle esperienze. La realtà professionale è e deve essere complementare... sennò si fanno le scuole professionali non l'Università. Piuttosto è l'osmosi tra il mondo professionale e quello accademico che non viene favorita con la tesi e prima della tesi. Io, ad esempio, renderei obbligatorie delle esperienze in studi aziende e trasformerei tali stage in CFU. Poi, nella nostra Terra dei Cachi, renderei obbligatori i contratti di lavoro per chi non è più stagista universitario e "collabora" a tempo pieno in uno studio/azienda rivedendo completamente le aliquote IRPEF e abbattendo il costo del lavoro ...ma questo è altro tema. Giusto oggi si parla di aumento certo dell'IVA.
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ferma restando la professionalità della maggioranza nonché le caratteristiche peculiari di questa facoltà, non credo proprio che in altre tipo: ingegneria, fisica, matematica, ecc... ci sarebbe stato posto per cazzari di questa portata
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L'ego non è solo cazzeggeria ma è anche voler imporre esami specifici al primo anno solo perchè il proprio dipartimento ha raggiunto la presidenza, andando a stravolgere le gerarchie e gli equilibri e sottraendo energie ad altri esami/laboratori fondamentali. Chi ha studiato architettura pensando poi di fare ingegneria ha sbagliato tutto, mi dispiace per lui. Io venivo dallo scientifico (con voti anche buoni) e sapevo che non era ingegneria, anzi i due esami di analisi matematica ad architettura li trovai una bella palla al piede e non erano certo un test a crocette. L'insieme di tutto per me fu un arricchimento (meno per le tasche)... piuttosto era la mancanza di armonia e interdisciplinarietà a logorare. Ricordo chi rifiutò di fare 2 anni di tesi di restauro per buttarsi a fare una tesi su una tuta da motociclista... data l'enorme durata di un corso caotico come quello. E ricordo pure una che aveva preso 110 e lode con tesi in restauro piangere in autobus perchè doveva fare un corso di CAD per trovare uno straccio di lavoro in quanto la sua tesi magnifica non se l'era fumata nessuno.
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A parte tutto ragazzi, devo dire che almeno una cosa l'abbiamo imparata in questa cavolo di facoltà, anche se non tutti: a disegnare!
Sto cercando di raccapezzarmi con il rilievo fatto da un ingegnere e inviatomi oggi pomeriggio e c'è da mettersi le mani nei capelli!
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a me viene in mente una sola: genius loci.
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