...ce risemo!

messaggio inserito mercoledì 12 giugno 2019 da InGeoAlessio

[post n° 422224]

...ce risemo!

...come vanno ‘sti “rooftop”...fanno a gara a chi riesce a partorire idee di siffatta insensatezza (tra cui il buon Fuksas che dopo l’obbrobrio di via Tomacelli a RM ci riprova)...
https://www.ingenio-web.it/23427-notre-dame-dopo-lincendio?utm_term=…
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oooosssignore!
(è proprio il caso di dirlo)....
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...@fulser...brava!...è proprio così...senza contare che io sui “rooftop” me ce ‘mbriaco...ma con la scusa poi andrei sicuramente giù in confessionale a raccontare al padre curato i miei peccati...
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beh fulser, un bell'appalto però
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ponteggi altrochè... la prossima settimana sono a Parigi, già che ci sono vado a prendere le misure.... per portarmi avanti... ho già in mente struttura in acciaio e alluminio, vetri selettivi.... il problema sarà lo scolo delle acque, ma con quelle pendenze che ci vuole....

A perte gli scherzi, Geo, io andavo a Notre Dame ad accendere le candele per propiziare l'aggiudicazione dei lavori, adesso dove vado?
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aiuto...
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Quello che avevo da dire a suo tempo lo dissi qui... Ovviamente senza permettermi di suggerire "come" restaurare Notre Dame.
https://www.teknoring.com/news/beni-culturali/notre-dame-incendio-re…
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1) Le cacche di piccione (ed altri volatili)
2) Le piogge piene di sabbia del deserto (e conseguenti necessità/soluzioni di pulizia, valevoli anche per le cacche di cui sopra)
3) L'effetto serra (interno alla cattedrale, non quello planetario).
Sono solo i primi tre dubbi che mi sorgono quando vedo certe coperture vetrate. Ma forse è un problema mio che sono tarato sulla committenza plebea.
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4) L'archistar che parla di luce dal cielo all'interno della cattedrale trascura alcuni dettagli insignificanti:
a - Notre Dame è dotata di volte strutturali in pietra del tipo a crociera, volte ancora tutte in piedi tranne tre;
b - le volte crollate dovranno essere ricostruite uguali - no cemento armato! - per motivi di funzionamento statico di una cattedrale gotica;
c - in una cattedrale gotica la luce deve entrare dalle pareti laterali e non dall'alto, pena lo stravolgimento completo della concezione architettonica dell'edificio.

Quindi detta archistar:
1) non sa come è fatta una cattedrale gotica;
2) non conosce i principi base dello stile gotico (esame di storia dell'architettura antica e medievale);
3) non conosce la reale entità dei danni (bastava una ricerca di minuti 15 sui principali quotidiani on line in lingua a scelta).
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Un plauso a Ily che solleva finalmente tematiche non certo trascurabili. In primo luogo quelle strutturali ed in secondo quelle del rispetto di una tipologia architettonica ben definita.
In tal senso mi stupisco, ma non troppo, di come, a parole, tutti gli illustri colleghi "archistar" si professino strenui difensori della storia di un fabbricato, al punto tale, in certi contesti, di ritenere meritevoli di tutele alcune ignobili modificazioni, orrende cementine, parquet farciti di tarli, tessiture murarie compromesse, salvo finire per dimenticarsene al momento di dar sfoggio dei propri arditi "gesti tecnici".
Per indole, sono uno di quelli convinti che spesso si finisca per tutelare e assoggettare a vincoli edifici che, seppur di pregio, con un patrimonio storico-architettonico come quello europeo, potrebbero essere tranquillamente trascurati o comunque assoggettati alla semplice sensibilità di chi desidera porvi mano. Sono convinto che con un regime di tutela meno esasperato, avremmo qualche edificio in più oggetto di operazioni di recupero (cui si finisce spesso per rinunciare a causa dei costi e dei vincoli), forse meno crolli in caso di terremoto e perchè no, un po' più di lavoro per tutti. Dopo tutto, se tutti, da sempre avessimo ragionato come fanno ora certe soprintendenze, vivremmo ancora in accampamenti romani restaurati e/o combatteremmo le guerre coi muli. Ciò nonostante, ritengo che l'identità di una cattedrale gotica andrebbe rispettata a costo, se non del falso storico (che potrebbe essere lecito), quantomeno di sacrificare la "firma autografa" di chi avrà la fortuna di intervenire. Non credo sia questa l'occasione per lasciare un impronta progettuale identificativa del progettista più che del risultato.
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Io ci farei una pista da sci: la neve come sinonimo di candore e purezza... la discesa come antitesi dell'ascesa (skilift), il dualismo degli sci come icona del rapporto padre-figlio e del Mistero della Trinità... et voilà, les jeux sont faits!
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