Ridere per non piangere

messaggio inserito martedì 8 ottobre 2019 da ArchiFish

ArchiFish : [post n° 425264]

Ridere per non piangere

Vorrei proporvi un paio di riflessioni sulla tragicomicità della realtà professionale in cui viviamo. Sarebbe gradito il vostro contributo.
Luogo: piccolo paese di provincia.
Protagonista: architetto diversamente giovane che fa trekking per smaltire qualche chilo di troppo.
Premesse: per non soffrire troppo la solitudine della camminata, da buon tecnico, costui opta per percorsi che prevedano il transito davanti a quanti più cantieri possibili (non più di una decina per 3500 abitanti).
Amara scoperta: amici di famiglia, ex amici d'infanzia, titolari di attività delle quali è stato cliente da sempre, ex compagni di classe (e rispettivi parenti), tutti o quasi che hanno pure messo mi piace sulla pagina Facebook dell'architetto stesso, hanno da breve intrapreso opere di ristrutturazione, ampliamento, restauro, rifacimento tetti, ecc. Operazioni tutte affidate ai soliti due "geometri di paese". Tecnici che da una trenitna d'anni esprimono la loro professionalità tramite un cartello di cantiere compilato nelle prime due o tre righe ed operando scelte architettoniche insufficienti persino per un diploma serale da geometra alla CEPU.
Spunti di riflessione: Come fanno, quei due geometri, a monopolizzare l'edilizia di un intero Comune, quando, a sentire le voci da bar, il 70% degli abitati dello stesso ha di che lamentarsi per il loro operato? Come fanno ad accalappiare il restante 30% di abitanti che ancora non è rimasto scottato, considerando che fanno ricorso al marketing come un bradipo potrebbe far ricorso alla fisica quantistica? Perchè mai, avendo un amico architetto, un potenziale committente si rivolge ad un geometra (senza nulla togliere alla categoria) che conosce solo per "fama"? Ma soprattutto, tu, potenziale cliente, perchè ca@@o spandi "Mi Piace" come fossero letame sul profilo Facebook, Instagram, Houzz, Archisio, PornHub, ecc del tuo amico architetto, se poi ti rivolgi ad un impresa composta da 2 profughi delle ex repubbliche sovietiche che si appoggiano ai soliti due geometri?
Leonardo :
Presto detto. C'è un pregiudizio enorme sulla figura dell'architetto, quale tecnico caz**** che prende il triplo del geometra per fare pacchianate. Non sempre è così, ma spesso, e nei paesi piccoli il ricambio è poco.
eli71 :
Peccato che non sia vero che il geometra si fa pagare meno dell'architetto, anzi. Io stenderei anche un velo pietoso sull'accuratezza dei geometri nel fare le pratiche. Negli ultimi anni mi sono capitati spesso fra le mani i disegni fatti dai geometri per pratiche precedenti.....ce ne fosse stata una senza errori. L'ultima che mi è capitata per un impatto acustico mi danno i disegni e scopro che nè lo stato di fatto ne quello di progetto corrispondono allo stato reale e i prospetti avevano i punti cardinali invertiti......e questi il lavoro ce l'hanno sempre....sob
arch_mb :
Io ricordo sempre una ex compagna di classe delle elementari, che a una cena mi raccontò di essersi fatta fare il progetto della sua nuova casa singola dal "giometra" di paese. Mi disse che il "giometra" l'aveva fatta scegliere tra tre soluzioni (!) che riutilizzava, in serie, per gli interventi di nuova costruzione (!!). Tra l'altro, una porzione della casa è nata abusiva, "che tanto poi si mette a posto". Era un abuso paesaggistico; non so come sia finita. Alla mia domanda sul perché si fosse rivolta a tale personaggio, pagandolo tra l'altro non poco, mi disse che "è quello che fa passare le pratiche in ufficio tecnico". Evidenzio che l'amica è una persona istruita.

Di quella categoria (geometri) c'è una percezione distorta che i.m.h.o. è frutto: di decennale azione di lobbying (quella parola di cui gli ordini non conoscono il significato, che ha permesso ai geometri di fare i progettisti), di un'abitudine tutta italica a livelli bassissimi di professionalità, e di un modo di pensare, mi spiace dirlo ma lo penso, clientelare. Tradotto: ce la fa il vecchio volpone, l'architetto dove vuoi che vada.

Quando esercitavo la libera professione, a me una volta dissero che "sono troppo rigida" perché volevo far fare un'autorizzazione paesaggistica in area vincolata. Così siamo messi. Il mio Veneto è terra di grande ignoranza e atavica sfiducia nelle istituzioni statali, ma penso che spostandosi la situazione non cambi molto.
Leonardo :
Verissimo. Infatti io sempre dico che a mettere di mezzo un architetto si risparmia, sul lavoro e sul progetto e sulla burocrazia. Mi prendono per pazzo, ma io lo penso sul serio. Anche riparare i danni ha un costo. E non vi dico quanto mangiano le imprese senza il tecnico che fa la DL. Non tutte, per carità, però il cliente dovrebbe saperlo e mettersi al sicuro..
Alessandro :
Posta la figura di un architetto nell'immaginario collettivo italiano, valuta come ti presenti tu dai tuoi conoscenti, costruisci la tua figura come di un tecnico vincente che ha le soluzioni che altri non sanno neanche immaginare. nella tua pagina fb non pubblicare più foto della casa di Les Corbusier, ma articoli sulla nuova CILA o su come si può sanare un abuso o su come i geometri fanno danni. Vedrai che al bar gli stessi discorsi smuovono gli animi più diffidenti.
carlo :
arch_mb:
i 3 pacchetti di case "tutto incluso" proposti dal geometra non comprendevano la parte (importante) di richiesta di autorizzazione paesaggistica, perchè non poteva firmarla. E' scattato quindi l'abuso paesaggistico. Ma ovviamente al cliente non l'ha detto (perchè richiesta di autorizzazione = soldi in più da pagare) e gli ha fatto credere "che tanto poi si mette a posto".
E questo, detto tra di noi, può anche succedere facendo firmare la richiesta da un architetto (compiacente? amico?) come integrazione.
Ma i tempi si allungano, soprattutto se si considera il passaggio in Soprintendenza.
Qualche aggiunta alla parcella vuoi che il geometra non la metta?....."per pagare la consulenza dell'architetto, dovuta a questo piccolo imprevisto"
Così il cliente paga di più, avendo un progetto approvato molto dopo il tempo previsto...
"Eh ma il geometra fa passare le pratiche in ufficio tecnico, si risolve..."

Ily :
Ho lavorato da un geometra per sette anni e ho imparato tanto, soprattutto a essere un tecnico e non un'architetta e basta. Quindi non ho pregiudizi nei confronti della categoria.
Comunque, ecco due miei casi recenti:
1) Cliente si fa fare il progetto da geometra, mentre io mi occuperò della parte burocratica. Geometra che ci mette mesi e mesi con conseguenti ritardi sui lavori.
2) In un evento facevo consulenze estemporanee di progettazione. Arriva una coppia e mi sottopone due idee per la propria casa: il progetto del geometra e il progetto modificato da loro stessi (o forse da un collega architetto da loro contattato). Il progetto del geometra era assurdo dal punto di vista distributivo: una marea di spazio mal sfruttato, stanze con spigoli inarredabili, camere anguste con cabina armadio ancor più angusta e così via. Il progetto sistemato invece era perfetto e io non l'ho toccato.
sclerata :
come Ily anche io ho lavorato da un geometra un paio di anni per cui non mi viene da fare "di tutta l'erba un fascio" però mesi fa ho fatto il progetto per la ristrutturazione di una casa vacanza a una coppia di anziani. Al momento di far fare i preventivi sulla base del mio computo, tra le varie impresa interpellate c'era anche l'impresa X. Mi chiama un giorno un tale geometra Y che prima mi fa i complimenti e si spertica su come era fatto bene il computo (va beh) e poi mi dice che lui collabora con l'impresa X (cioè gli mette giù i prezzi). Qualche giorno dopo vengo a sapere che l'impresa X ha chiamato i clienti mandando il loro preventivo e dicendo che se avessero fatto fare i lavoro a loro avrebbe seguito tutto il loro mirabolante geometra Y, che non avrebbero dovuto pagare la direzione lavori perchè io diventavo inutile.
Cioè, capiamoci. Credo di aver detto tutto.
E per fortuna che i clienti sono gente che ragiona, perchè al momento in cui gli hanno detto che risparmiavano qualcosa... hanno vacillato un po'.
Pensate l'italico medio...
ArchiFra :
amici hanno casa di famiglia al grezzo da ristrutturare. mi chiedono soluzioni.
io gliene faccio 3 (stupidamente, perchè erano amici, non faccio il disciplinare).
non solo non mi pagano il lavoro, ma passano la soluzione scelta al geometra del loro paese, che prende paro paro i miei disegni e li sbatte nel pdc.
non segue i lavori, risulta come DL ma non si fa mai vedere, lascia fuori la sismica, i cementi armati e la prestazione energetica.
mette fuori una parcella di 20 mila euro a fronte di un importo lavori di 80 mila.
a distanza di 10 anni, salta fuori che non ha mai fatto le pratiche del catasto nè ha chiuso il pdc, che nel frattempo è scaduto e i lavori non risultano mai finiti.
ora sono nella merda.
carlo :
ArchFra:
Successo anche a miei conoscenti.
Il problema è che nel frattempo è morto il geometra e non esiste più lo studio...
Edoardo :
Due le cause, una socio-economica e l'altra tecnica. Prima: non esiste una classe di giovani borghesi in Italia, a meno che non lo facciano coi soldi di papà-mammà. Ovvero i soldi li hanno gli anziani e decidono loro. In Cina o in paesi in crescita esistono invece nuovi borghesi 30-40 enni vergini e coi soldini LORO. Seconda: quasi la totalità degli interventi è compromesso se non da pratiche precedenti con un tecnico "storico" locale, risalenti a decenni fa magari, da vincoli sulla vendita del terreno... sul quale ha le mani in pasta il Rais dello paesozzo arricchitosi (quale vecchio geometra ricco non ha comprato terreni per farseli mettere sotto?). Quindi anche gli interventi papabili sono vincolati da interessi.
ArchiFish :
Puntualizzo, a scanso di equivoci, che il mio post semi-serio non ha alcun intento denigratorio o dispregiativo nei confronti della figura professionale generica del geometra. Ho circostanziato, contestualizzando, il racconto proprio per sottolineare due "mali" atavici che affliggono la nostra professione.
Il primo è rappresentato dal "cartello" dei progettisti locali (uno, due, tre, difficilmente di più) che, in taluni contesti, possono pure essere architetti o ingegneroni di vecchio corso, non solo geometri, con intrallazzi che spaziano dalla locale sede di partito a C.L., passando per la coop edile e/o il Pincopallino Club con attività serale a base cibo, beneficenza e scambio di mignotte (o mogli).
Il secondo è costituito dai meccanismi mentali che governano la psiche dell'italiano medio. Meccanismi che lo inducono ad operare scelte di dubbia logica ed in antitesi tanto con il proprio interesse, quanto con i "like" che dissemina durante le scorribande sui miseri profili social degli amici architetti. Follia ed incoerenza, in pratica.
Detto ciò, sottolineo che il vostro gradito parere, come da tradizione, non serve a me. Il racconto non è in alcun modo autobiografico, ve lo garantisco. Chiedo, ovviamente, per conto di un amico!
Edoardo :
Hai ragione, ma in una società ferma purtroppo è normale. Nulla si muove, i soldi ce l'ha chi li fece negli anni giusti, e in quegli anni c'erano altri tecnici o il tecnico BOSS. Se son vivi oggi van da loro, sennò van dai figli. Quindi bisogna proporre qualcosa di diverso e convincere chi ha i soldi ad investire sul tuo progetto. Questo sempre al netto della "storicità" di un bene immobile su cui si interverrebbe la quale, presumibilmente, è stata da tempo appannaggio del tecnico monopolizzatore. Ovviamente qualcosa di nuovo puoi proporlo a gente giovane, più facilmente, che non a persone anziane già abituate al tecnico anziano. Orbene: come si calamita una clientela e con cosa? Cosa offri di più? Un progetto bello che però non passa? (altro terrore/tabu della committenza)... conosci giovani che hanno indipendenza economica su centinaia/milioni di euro? O se li devono far dare da chi decide? Purtroppo è così. In una società dinamica, viva, ci sarebbero ben più spazi perchè ci sarebbe maggiore emancipazione della clientela "aperta" o "accessibile". Anch'io ovviamente non sono autobiografico.
ponteggiroma :
certo che se l'arch in questione invece di fare trekking giocasse a calcetto non avrebbe più questi problemi
carlo :
ponteggiroma: dipende da chi sono gli altri giocatori
Alessandro :
Calcetto? Briscola o bocce!
Ily :
Ultimamente sono diventata cinica, cattiva e intollerante con chi chiede consigli a persone competenti, e poi fa di testa sua credendosi tremendamente furbo.
Perciò davanti a un caso come questo:

"amici hanno casa di famiglia al grezzo da ristrutturare. mi chiedono soluzioni.
io gliene faccio 3 (stupidamente, perchè erano amici, non faccio il disciplinare).
non solo non mi pagano il lavoro, ma passano la soluzione scelta al geometra del loro paese, che prende paro paro i miei disegni e li sbatte nel pdc.
non segue i lavori, risulta come DL ma non si fa mai vedere, lascia fuori la sismica, i cementi armati e la prestazione energetica.
mette fuori una parcella di 20 mila euro a fronte di un importo lavori di 80 mila.
a distanza di 10 anni, salta fuori che non ha mai fatto le pratiche del catasto nè ha chiuso il pdc, che nel frattempo è scaduto e i lavori non risultano mai finiti.
ora sono nella merda"

Dico: BEN GLI STA!!!
Con un tecnico serio e competente - anche un geometra eh! - avrebbero risparmiato un monte di soldi e adesso avrebbero una bella casa perfettamente in regola. Ma loro erano furbi, si si.
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