TESI DI LAUREA....CRISI TOTALE!!!!

messaggio inserito venerdì 22 novembre 2019 da Giuls

[post n° 426849]

TESI DI LAUREA....CRISI TOTALE!!!!

Cari architetti, non so se questo è il posto giusto per raccontarvi il mio problema, ma dato che sono abbastanza disperata, proverò a raccontarvi la mia storia nella speranza che qualcuno di voi possa capirmi e aiutarmi.
Terminate le superiori (geometri), ho deciso di iscrivermi alla facoltà di architettura (triennale in Scienze dell'architettura, alla Sapienza). All'inizio avevo entusiasmo e tanti buoni propositi, che però sono svaniti pian piano inducendomi a pensare che quella non fosse la mia strada né tanto meno la mia passione, ma ho comunque deciso di proseguire per orgoglio e senso di responsabile, pur affrontando molte crisi davvero pensanti, per cercare di attenuare i miei problemi ho deciso di provare a trasferirmi in un ateneo più piccolo ad una ora da casa....ma il risultato non è cambiato. Pur dovendo integrare esami (assurdo visto che ho cambiato università ma non corso di laurea) con tante difficoltà nell'ottobre 2013 sono arrivata all'agognata laurea triennale. Io avevo capito non fosse cosa per me, ma i miei genitori visti i buoni risultati mi hanno incoraggiato ad iscrivermi alla magistrale, io non volevo ma d'altro canto non sapevo cosa fare, dovevo decidere in fretta (qualche settimana per non perdere l'anno) e non avevo un alternativa pronta che mi aspettava. I miei mi dissero "Sei brava, hai ottenuto ottimi risultati, se molli te ne pentirai per sempre, poi cosa ti metteresti a fare ora? tu iscriviti, anche solo per non avere rimorsi (e così ho fatto) poi se non andrà bene molli tutto, ma almeno ci avrai provato". Mi sono fidata di loro, anche e soprattutto per non deludervi, ma come potrete immaginare, non andò per niente bene. Subito provai a concentrarmi sugli esami, facendo gruppo con delle amiche, non mi piaceva ma tiravo a campare, mi sentivo fuori luogo, non al mio posto insomma, un pesce fuor d'acqua. Con il passare del tempo ovviamente peggiorò la situazione, ogni giorno che passava ero piena di ansia e depressione, ma i risultati comunque arrivarono. In 3 anni ho sostenuto tutti gli esami della magistrale raggiungendo una media finale di 28.5.... (mi chiedo ancora come) ma poi ho necessariamente dovuto approcciarmi alla tesi...scelsi un prof di storia perché pensavo che l'unica opzione per me fosse una tesi teorica dato che non mi sentivo in grado e non mi piaceva progettare...ma da li inizio il vero blocco...non riuscivo a fare niente.. ansia e depressione presero il sopravvento, non sapevo cosa fare, non mi piaceva, non trovavo informazioni, passo del tempo, poi dopo alcune incomprensioni col prof cambiai argomento (che non mi piaceva e mi suggerì lui perché io non sapevo cosa fare). Anche qui provai a concentrarmi, ma niente, ancora crisi, tant'è che nel 2017 decisi di staccare un po partecipando ad un bando (servizio civile) nel mio comune presso l'ufficio urbanistica, fino all'estate 2018. Terminato il lavoro ci riprovai, dopo altri mesi di tentativi inutili e ancora tanta ansia, decisi di cambiare tutto (professore e tema). Siamo arrivati all'estate 2019, dopo tanti dubbi e tentennamenti ho deciso di contattare un'altra professoressa e provare a fare una tesi progettuale. Dopo l'entusiasmo iniziale, tempo un paio di mesi e sono di nuovo caduta nel baratro totale. Oggi ho 29 e mi sembra di aver buttato la mia vita nel cesso, mi sento malissimo e molte volte credo anche di voler morire perché così non riesco più ad andare avanti. Passo le mie giornate a provare di progettare qualcosa, ma appena apro autocad mi sento male, non so cosa fare, non mi vengono idee, e quelle poche che ho non riesco a metterle in pratica perchè penso sempre che siano stupide e banali, intanto il tempo passa e io sono sempre più depressa.....quindi cosa dovrei fare secondo voi??? qualcuno può darmi qualche consiglio??? non so veramente più cosa fare......
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Ti serve forse una specie di tutor. Un architetto che ti dia un aiuto al livello didattico e ti faccia ripartire con grinta. Niente paura. Ci sono passati in molti. In principio il problema è: come progettare? Ma progettare una architettura da 0 non vuol dire avere la vena poetica ma avere un approccio alla composizione maturo. Il fatto che tu ti metti su Autocad già rivela parte del tuo problema. Autocad per favore ora lo spegni. Devi prendere la matita e stampare le planimetrie. Devi andare il biblioteca e ricercare sul tema del tuo progetto. Questo per cominciare nella giusta direzione.
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Stai tranquilla, non hai buttato nulla nel ...! Sei stanca mentalmente. Oltre a seguire l'ottimo consiglio di Alessandro, se puoi fai un piccolo viaggio per vedere ed entrare dentro l'architettura; questo ti aiuterà a rendere più concreto il progetto che vedi solo come un disegno su carta.
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Caro Alessandro, grazie per la tua risposta e per i tuoi consigli, forse ho omesso qualcosa nel messaggio iniziale, sicuramente un problema reale è come progettare, perché mi sento ormai "fuori dal giro" visto che non lo faccio da tempo e che non mi piace, ma un altro problema fondamentale è che arrivata a questo punto non sò più cosa fare perché: avendo capito che l'architettura non è la mia strada, ho perso completamente l'autostima (tutti i giorni mi ripeto che non sò fare niente e per questo motivo sono sempre stanca e depressa, non mi diverto più e non ho neanche la voglia di alzarmi dal letto alla mattina) credo di aver buttato 10 anni della mia vita e mi domando tutti i giorni che senso ha continuare visto che con tutta probabilità non farò mai questo lavoro. La verità è che vorrei mollare tutto (da diversi anni ormai) ma non ho il coraggio, visto tutto il tempo e i soldi spesi. Mi sento in un limbo in cui qualsiasi cosa faccio sbaglio...se mollo tutto forse mi sentirò per sempre una fallita... ma continuare a perseverare fino ad ora non ha portato ad alcun risultato, se non perdita di tempo, indipendenza economica che purtroppo non ho (e arrivata a 29 anni la cosa mi uccide) e tantissima ansia.... La mia giornata tipo si svolge così: mi alzo (sono già di cattivo umore), accendo il computer, apro autocad o comunque roba relativa alla tesi, ci provo, mi viene l'ansia, "perdo tempo" a cercare un lavoro con la speranza di cambiare vita, cerco concorsi pubblici a cui posso partecipare, non trovo nulla, mi deprimo e riprovo con la tesi, penso troppo (pensieri negativi che mi impediscono di concentrarmi) fino a sera, in cui cerco di non pensarci fino al giorno dopo (molte volte con scarsi risultati) e via che si ricomincia tutto il giorno dopo. Questa è la mia routine da molto tempo, non riesco più a sostenerla, ma non so come fare per provare a cambiare e risolvere i miei problemi.
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Grazie per la risposta Mia, fare un viaggio mi piacerebbe ma non ho la possibilità economica per ora, ma in tutta onestà forse non lo farei per entrare dentro l'architettura, ma piuttosto per uscirne. Non so se hai letto il mio ultimo commento alla risposta di Alessandro, ma il focus del problema è tutto lì....ovvero come riuscire a fare una cosa (la tesi) dopo che ho capito che non mi piace fare architettura, e se è giusto farla solo per senso del dovere e prendere il "pezzo di carta" per far contenti i miei e sentirmi meno in colpa.
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Credo nessuno possa dirti quale sia la cosa migliore da fare.
Fare la tesi?
Non farla?
Sono entrambe domande cui solo tu puoi rispondere. Detto questo io, da architetto, ti dico che se vivi l'architettura con rigetto forse c'è un problema alla base. Io partirei capendo se il tutto sia legato ad un rigetto momentaneo, legato all'impellenza della tesi (che può essere una esperienza estremamente frustrante) o qualcosa di più profondo.
Capito questo e deciso cosa fare se decidi di andare fino in fondo inizia a buttare giù idee e comincia a fare revisioni (vanno bene anche pezzacci di carta alla rinfusa e te lo dico da ex assistente di tesisti) con il professore e gli assistenti, partendo dal presupposto che qualunque progetto parte da qualcosa e anche la cosa, apparentemente, banale può generare un progetto articolato, complesso e dignitoso.
Ma in questo processo, se ci entri dentro, verrai accompagnata dal professore e dagli assistenti devi solo rompere il ghiaccio.

A prescindere da tutto però, qualora tu senta un disagio interiore montante ed incontrollabile fatti aiutare, parlane con i tuoi e rivolgiti anche a figure professionali che possano aiutarti in questo momento difficile.
Parli di cose pesanti tipo voglia di morire, ansia e depressione quindi è imperativo che trovi la forza di esternare queste difficoltà e ti faccia aiutare da chi ti è vicino e ti vuole bene. Sono certo che chi ti sta intorno sarà pronto ad aiutarti a risollevarti. Fallo, perchè è davvero importante.

Un abbraccio.
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Chiedi aiuto a uno psicologo, non c'è niente di male a trovarare uno specialista che ti aiuti a superare questo momento.
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Si uno psicologo ti può dare una buona spinta, se è uno capace. Ad ogni modo secondo me tu devi vedere le cose un po' da lontano. Non fare la tesi non ha senso. Chiudi quello che hai quasi finito. Poi però non stare più ad ascoltare i tuoi familiari ma cerca di capire cosa vuoi fare veramente nella vita. Allora sarai finalmente felice. Anche li uno psicologo bravo ti può sbloccare. Comunque vedi che la maggior parte degli studenti arrivati alla tesi si bloccano, è una cosa totalmente normale.
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Durante gli studi, sono stato sul punto di mollare, non tanto per mancanza di "vocazione", quanto, piuttosto, per colpa di un sistema universitario che era giunto al punto tale di farmi sentire in parte inadeguato e ampiamente fuori luogo. Non che mi mancasse autostima, ma non mi riconoscevo in un contesto che puniva gli eccessi di concretezza e premiava, con totale mancanza di meritocrazia, l'assurdità, la volubilità e il manierismo (non solo progettuali). Ho deciso di perseverare, proprio per non buttare nel cesso gli sforzi fatti fino a quel momento.
Ora, pur rendendomi conto dei miei limiti, ho capito che, in fondo, ho fatto bene a non mollare. Perchè il mestiere dell'architetto, nonostante la congiuntura socio-economica non lo consenta appieno, è ciò che vorrei fare per vivere (non è certo ciò che vorrei fare nella vita, ma bisogna accontentarsi).
Cosa ha a che fare tutta questa premessa con la tua condizione? Semplice; il "non mollare".
Hai sostenuto uno sforzo apparentemente insostenibile e ne porti i segni. Chiudi il cerchio, se davvero non vuoi avere rimorsi in tema di anni buttati nel cesso. Cosa vuoi mai che sia una tesi, in confronto ad un intero percorso universitario affrontato contro voglia. Vivila come una sfida, non come una costrizione. Come uno schiaffo morale al tuo subconscio che vorrebbe farti abbandonare ora che il traguardo è ben in vista. Vivila con distacco, come se fosse un lavoro (il tuo primo o il tuo ultimo incarico in campo architettonico).
Prepareresti per anni una maratona e abbandoneresti la gara al quarantunesimo chilometro? Io, piuttosto, lo percorrerei trascinandomi sui gomiti.
Poi, se a differenza del sottoscritto (scemo illuso e sognatore), capirai (l'hai già capito) che l'architettura non è la tua strada, cambia strada, inventatene una nuova, ma se non altro non avrai lasciato nulla in sospeso. Avrai una ragione in meno per autoflaggellarti. Gli anni di sofferenza non saranno mai sprecati perchè avranno prodotto un risultato finale concreto (il famoso "pezzo di carta").
Nel cesso, come molti di noi vorrebbero fare ogni santo giorno, tutt'al più, ci butterai una laurea, non certo gli anni spesi per ottenerla.

PS
Sono consapevole di non averti fornito alcuno spunto sulla tesi, ma spero di averti fornito qualche spunto di riflessione per vedere la questione sotto una luce diversa (e pretendo che tu lo faccia, visto quanto ho scritto, altrimenti mi inca@@o).
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Dato il tuo post, penserei a come laurearmi velocemente e chiudere la tesi senza passarci troppo tempo dietro. Laurearti in architettura non ti vincola in nessun modo a fare l'architetto, ma avere una laurea può aiutarti per aprirti un percorso lavorativo; ci sono tantissime persone laureate in architettura che poi hanno cambiato strada, per cui non ti devi sentire costretta, anzi pensa ale possibilità che possono venire dopo la laurea e concentrati su quello.
PS. Ho avuto una storia simile alla tua solo al contrario, nel senso che io voglio fare l'architetto ma non trovavo uno straccio di lavoro decente, neanche spostandomi in diverse città, per cui mi sembrava di aver buttato via soldi e tempo, e sono stata costretta a fare altri lavori che non riuscivo a sopportare
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Trova un professore che ti faccia preparare una tesi veloce, prendi quei pochi punti che ti daranno e cerca lavoro in altri campi.
Da me chi voleva fare presto chiedeva al professore di cartografia tematica ad esempio, anche chi non aveva fatto l'esame.
Informati, troverai anche tu chi ti farà risparmiare tempo
In bocca al lupo!
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Vorrei ringraziarvi tutti, in primis per l'interessamento al mio problema, cercherò di riflettere sui vostri consigli e se possibile di farne tesoro.... Come qualcuno di voi ha ipotizzato, ho paura di aver maturato un vero e proprio rigetto verso l'architettura... questo potrebbe essere il motivo per cui non riesco a concentrarmi sulla tesi. In realtà spero di sbagliarmi, perché so benissimo che (ragionando lucidamente) l'opzione migliore sia quella di chiudere questo ciclo della mia vita e cercare di fare questa maledetta tesi... il problema sta tutto nel capire come mettere in pratica ciò....
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" mi domando tutti i giorni che senso ha continuare visto che con tutta probabilità non farò mai questo lavoro.": consolati, molti di noi laureati in architettura non facciamo in realtà l'architetto... Quindi stringi i denti e cerca di portare al termine il percorso. Ce la farai, visto che sei stata capace di prendere un'ottima media studiando una cosa che non ti piace.
Fai come dice Archimamma, cerca il prof che ti fa fare la tesi più veloce e dopo incomincia a cercare la tua strada. In bocca al lupo.
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Ciao Giuls, probabilmente ci siamo incontrati alla triennale (anch'io Sapienza SdC) e condivido con te anche il percorso da geometra. Anch'io ho perso sin da subito l'entusiasmo pur finendo con medie di tutto rispetto e tesi non progettuali da 110 e Lode sia nella triennale che nella magistrale. Personalmente ho colmato la perdita di entusiasmo lavorando come geometra per tutta la durata dell'Università e alla fine ho impiegato 7 anni per concludere il mio percorso e alla prima sessione utile mi sono abilitato. Alla fine ho capito che chi mi aveva fatto perdere l'entusiasmo erano stati i "grandi" professoroni, tutti sedicenti architetti che gettavano su di noi le loro frustazioni e forse è per questo che ad oggi continuo di fatto a fare più il geometra (con soddisfazione) che l'architetto. La progettazione non è l'unico campo d'applicazione dell'architetto...ce ne sono molti altri (restauro, tecnologia e sostenibilità, urbanistica...e molto altro ancora) sta a te trovare quello giusto.
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