Rinunciare ad essere dipendenti a contratto

messaggio inserito giovedì 22 ottobre 2020 da Ciffo

[post n° 438541]

Rinunciare ad essere dipendenti a contratto

Ciao a tutti.
Rinuncereste mai, per amore per la libera professione, ad un contratto da dipendente, magari a tempo indeterminato?
Se sì, anche se le condizioni fossero quelle di una finta p.iva?
Ne fate una questione di "libertà", di reddito, di etica....?
Ve lo chiedo perchè in me fare il libero professionista è qualcosa di molto forte, e per l'ennesima volta ho rinunciato a un contratto da dipendente a T.I. anche perchè l'offerta è economicamente e significativamente più vantaggiosa a p.iva, al netto di tutti i costi professionali, contributi e tasse comprese.
Insomma, vi spinge solo la carenza di alternative valide come dipendente, o c'è qualcos'altro che vi rende liberi professionisti?
Grazie a chi risponderà!
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"Rinuncereste mai, per amore per la libera professione, ad un contratto da dipendente, magari a tempo indeterminato?" Bella domanda.. io personalmente ho rinunciato alla libera professione, ben volentieri direi, vengo da finta p.i. con qualche lavoretto mio e sono passato e dipendente, nel mio caso pubblico, ma anche fosse privato la questione non cambierebbe.
Passare dalla vera libera professione a qualsiasi altra forma di dipendenza (tralasciando quella delle sostanze stupefacenti :-D) è strettamente scelta personale, che implica considerazioni, secondo me, molto personali.
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Un mio amico architetto lavorava in un Comune della Lombardia da tre anni, come funzionario tecnico semplice, non dirigente.
Si è licenziato e ora, da tredici anni, fa il libero professionista non rimpiangendo assolutamente la scelta fatta. Sicuramente , penso che sia stato il 2007 quando si è licenziato, erano altri tempi e forse si potevano prendere delle decisioni che oggi risulterebbero azzardate.
La scelta allora effettuata è stata presa valutando i guadagni potenziali dei tecnici liberi professionisti con cui aveva a che fare in ufficio, vedendo quante pratiche e di quale importanza questi depositavano in Comune.
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Se per finta partita IVA intendi che l'assunzione prevede che tu, a fronte di una retribuzione fissa, sia chiamato a firmare, asseverare ed assumerti responsabilità al pari di un libero professionista, direi che la condizione per accettare il nuovo scenario professionale dovrebbe essere uno stipendio decisamente adeguato.
Ad onor del vero, solitamente, la finta partita IVA è esattamente l'opposto, ergo un libero professionista che lavora esclusivamente per una committenza, ma considerato che parli di contratto deduco tu intenda la mia prima lettura dello scenario.
In ogni caso, è tutta questione di priorità. Benessere psico fisico, indole, necessità di portare a casa uno stipendio, ecc. Fermo restando che all'assunzione di responsabilità dovrebbe sempre corrispondere un adeguata retribuzione, diversamente tanto vale fare il povero, ma essere liberi (liberi di spirito, liberi fisicamente e liberi professionisti).
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Io rinuncerei subito! Ovvio! A cosa rinuncerei? Ad una finta libera professione con finta partita iva pagata a ore, con obbligo di presenza in ufficio.
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Rinuncerei a fare la professione e vivere più serenamente anziché sopravvivere con le mie passioni. Adesso non è il momento, secondo me, di continuare ostinatamente ad "ardere". Spero che tu non te ne penta tra un po'..
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.....marS hai ragione, ma reputo più pesante il pensiero di....non averci provato. Qualcuno diceva che il rischio più grande della vita è il non rischiare nulla. Preferisco pentirmene, per come sono fatto io, al posto di vivere pensando come sarebbe potuto essere se... .
Rispetto il tuo pensiero, è quello di molti, credo.

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Concordo sul "provarci" e non avere rimpianti per non aver colto potenziali o presunte opportunità. Però ti consiglio di darti delle scadenze, qualche annetto, dopodiché fai delle scelte più realistiche. Speriamo, comunque, che qualcosa sia cambiato ... ovviamente in meglio naturalmente.
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Ma un contratto a tempo indeterminato part time? Che ne dite? :-))
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È il binomio migliore, quello di un pt 20 h e p iva.... a patto che il pt sia pagato almeno 8/900 euro, sennò, per quanto mi riguarda, io penso sia meglio provare a investire il tempo in toto a p iva. Privarsi di 20h per 500 euro.... è dura
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Ciao,
sono recentemente entrato nella p.a. chiudendo p.iva (60% finta, 40% vera) dopo 10 anni. Motivazione: la libera professione mi piaceva ma arrancavo da sempre e non vedevo prospettive future accettabili, essendo troppo al di sotto del fatturato di 40k su cui ci siamo già confrontati. Cambiare era necessario; ora è tutto nuovo (mansione, contesto, dinamiche, ecc.), vedrò nei prossimi mesi come mi trovo.
Da cosa scrivi sembra che la tua condizione di p.iva sia economicamente sostenibile e ti piaccia molto; inoltre pare che tu sia assai consapevole e preparato sulla gestione economica di una p.iva. Se è così fai assolutamente bene a provarci, ma concordo con marS sul darti obiettivi e scadenze.
Come piano B per il futuro (sperando non ti serva) tieni presente che entrare nella p.a. non è impossibile, almeno attualmente: c'è grande bisogno di personale per cui ci sono più concorsi rispetto agli scorsi anni e si utilizza molto anche lo scorrimento delle graduatorie.
In bocca al lupo
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Non so esattamente a cosa rinunciavi tu, io ci ho rinunciato, un posto a t.i. che mi stava portando all'esaurimento anche perchè (non so se sei maschio o femmina) in quel campo lì, donna, giovane, che dimostra 800 anni in meno di quelli che ha, con capo nato ricco da far schifo della serie "io sono io e voi non siete un ...", che erano lì tutti a rubare lo stipendio, tutto dovuto ecc. ecc.. diciamo che era la combo perfetta.
Avevo 35 anni e ancora niente figli, mi sono detta "o ci provo adesso o non ci provo più"
Ha fatto tutto da sprovveduta, lo ammetto, l'anno dopo ho avuto mia figlia, ho fatturato per 3 anni cifre davvero ridicole e ho vissuto in pratica con il TFR dei 7 anni di t.i.
Gli ultimi due anni sono stati un po' più decenti, quest'anno se non fosse stato per il covid sarebbe andata anche meglio, speriamo nel 2021.
Tornerei indietro solo per lo stipendio fisso una volta al mese, perchè 1700 euro puliti 13esima e 14esima sarebbero oro, se di contraltare si venisse trattati come essere umani e non come delinquenti...

questo è .
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E' un bel quesito Ciffo.... ed è pure maledettamente difficile da affrontare....
Ognuno di noi ha chiaramente una personalissima chiave di lettura sull'argomento, in base alle proprie attitudini, esperienze ed aspettative.
Personalmente sono vent'anni che esercito la libera professione alternata da soddisfazioni e difficoltà come tutti d'altronde.... ma se dovessi fare un bilancio oggi, direi, traendo spunto dal tuo post:
... questione di "libertà" = ni, non c'è tutta quella libertà che uno crede nella libera professione.
... questione di "reddito" = no, sono dell'idea che uno stipendio fisso e sicuro sia decisamente meglio. Le spese nella libera professione (studio proprio) sono un massacro.
... questione di "etica" = bah... dipende dai punti di vista...
Una riflessione a mio avviso importante da fare è su come, purtroppo, la libera professione abbia l'insana capacità di assorbire totalmente il tuo tempo di giorno, di notte, di sabato, di domenica e durante le ferie....per la gioia tua e dei tuoi familiari.

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Adam, caspita, che scelta coraggiosa. Complimenti! farcela nella libera professione, soprattutto de VERA libera professione, è quantomai complesso. Io stesso sono al mio quinto anno di prove, con non poche problematiche e un full time da dipendente che mi sorregge, che appunto..sto lasciando in favore di quest'altra proposta che mi è stata fatta. La proposta che mi è stata fatta, come scrivi, è sostenibile, e mi permette anche di vedere le cose in modo diverso, soprattutto per quanto riguarda le possibilità che posso offrire alla mia famiglia (ho una compagna e una bimba di 5 mesi). Certo, i contro non sono pochi ma... lo considero un salto in positivo, abbastanza importante, anche perchè in questo studio l'amministrazione è un pò particolare e non adotta il solito trattamento barbino che viene dato anche alle finte p iva (ferie non pagate, malattia non pagata, etc). E' un pò anomalo, da questo punto di vista, tanto che..mi ha fatto propendere per accettare. Grazie per la dritta sul piano "B".
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Non c'è dubbio, Sclerata, che le condizioni economiche fossero dignitose, per come scrivi. Certo però che essere trattati così,,per me non può essere ripagato da nulla. Puoi farlo per qualche anno ma..credo che sia una questione di dignità, quindi per me hai fatto benissimo a lasciare. 7 anni di resistenza sono tanti, complimenti! Forza, in bocca al lupo!
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ciao beach, ho inserito "liberta", "reddito", "etica"...ma se ne potrebbero aggiungere tante altre. hai ragione, spesso anche nella VERA libera professione non si è così liberi ma... credo molto di più di una posizione da dipendente. Idem per la questione dle reddito: se hai uno studio è proprio un massacro, io ho la mia piccola postazione a casa, ma non potrei sostenere i costi di studio. Hai ragionissima sulla riflessione che fai sul quanto tiprende la libera professione. Io stesso vivo dei momenti di "scontro" a casa per questo, non è per niente facile e ..sì, è qualcosa che impegna spesso anche i weekend, che per me è terribilmente entusiasmante ma...mi rendo conto che trovare una conciliazione con la famiglia è durissima.
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Ciffo un appunto sulla libertà... certo è innegabile che qua devo renere conto solo a me stessa, ma solo in teoria. Libertà di uscire 10 minuti a comprare il pane se a casa non ce n'è più, ma quest'anno per esempio non ho fatto un giorno di ferie.

Faccio consulenza per la sicurezza a diverse imprese e quando ti chiedono di fare un certo POS (roba da frustrati mentali, ci sono in giro CSE, anzi, più i loro assistenti a dire il vero, che hanno richieste assurde) che alla fine della fiera ammonta a 300 pagine VERE (non tirate fuori con un programmino) ... quando serve, serve, di solito per ieri.
E ti trovi giornate intere perse dietro alle elucubrazioni mentali di gente che in un cantiere non c'è mai stato, e non sa come si fanno le cose.
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la risposta la trovi dentro di te, ma purtroppo è quella sbagliata....
op. cit.
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ahahah grande Ponteggi!
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Sclerata, certamente, capisco bene ciò che dici. Tuttavia...ti rendo noto che molte richieste del mio lavoro da dipendente...sono per ieri, diciamo..8 su 10. Purtroppo è il concetto di base che manca, questa non è questione di avere o meno la p.iva, di essere o meno liberi professionisti. Manca la consapevolezza della qualità delle cose, del tempo che ci vuole affinchè ci sia!
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Non rinuncerei per niente al mondo all'essere il capo di me stessa...
Però è facile parlare così non avendo figli e avendo una casa di proprietà da poter sfruttare pure per il lavoro. Mi rendo conto che in altre condizioni mi darei il classico "pizzico sulla panza".
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Ciffo,
la tua storia ormai mi incuriosisce, fammi capire meglio (se posso): lavori come impiegato full time (tipo di azienda? mansione?) ma da alcuni anni fai anche il libero professionista con partita iva fuori dagli orari da dipendente, è corretto?
Ora ti offrono un lavoro come collaboratore con p.iva (anche qui: tipo di azienda? mansione?), la proposta è sostenibile e ti attira e quindi vuoi provarci lasciando il posto fisso che hai da tempo, esatto?
Da ciò che hai scritto credo che tu faccia bene a provarci.
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Io ho rinunciato due volte lo scorso inverno. La prima volta perché essendo direzione di cantieri all'estero, avevo capito che come dipendente sarei potuta tornare a casa un we sì ed un we no, ma alla fine del cantiere mi sarei sognata di restarci per una o due settimane. Poi mi sono resa conto che ho fatto bene perché il titolare si comportava coi dipendenti come il padrone della loro vita. Quindi arrivato il momento di mandarlo a navigare, è stato più semplice per me che per gli altri. La seconda volta, invece, mi è stato proposto con insistenza il contratto a tempo indeterminato, in ufficio e con benefits e buono stipendio. Tralasciando che a tradimento, quando avevo già interrotto l'altro rapporto e dopo un preliminare impegnativo firmato, mi hanno strappato la firma per un determinato e per condizioni peggiorative, ai limiti della truffa, ho mandato a navigare questi dopo due settimane esatte, francamente fregandomene di restare senza. Come responsabile dell'ufficio tecnico, dopo che avevo fatto delle rimostranze per aver subito atti di razzismo da un subappaltatore (e per questo lo volevo fuori) con cui il titolare mi aveva usata per rimetterlo in riga poiché lui ne era incapace, dopo insubordinazione che è costata a me ed altri di respirare fibre di amianto, mi sono sentita urlare dietro che lui - il titolare - se ne fregava altamente della mia salute. Misura colma. Senza considerare gli altri comportamenti che mi hanno fatto sentire un suddito...
Francamente in Italia nel nostro settore può essere problematico persino avere un lavoro da dipendente. Ci sono tanti imprenditori con la testa piccola piccola. Meglio la libertà della collaborazione libero professionale.
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Ciffo se il tuo problema è quello di fare consegne da oggi per ieri come dipendente, preparati perché da libero prof le dovrai fare da oggi per l'altro ieri, se vuoi campare. In merito alla predisposizione per la libera prof, mi sento di condividere desnip, dopo 4 anni da dipendente per datori di lavoro a dir poco invasati ho deciso che non avrei mai più accettato di lavorare da sottoposto per nessuna ragione al mondo.
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Ponteggi, è il quinto anno di libera professione, don'worry, ne sono consapevole ma..ci son cose che, come descrivi tu stesso, sono semplicemente distorte.
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Adam purtroppo attualmente non posso sbilanciarmi. Posso solo dirti che l'azienda che lascio è grande e quella dove vado non lo è. Passo da un ruolo molto operativo ad un altro che ha uan parte operativa ed una parte di controllo.
Quello che deduci è corretto, tranne il punto sul lavorare da dipendente da tempo: no, ho fatto cinque anni di p iva e un annetto, questo, da dipendente e p iva nei ritagli di tempo (molto ritagli).
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dani.elle, grazie del tuo commento, di queste storie ne sento tante, ma non riesco mai ad abituramici. Pazzesco, non so che dire, se non che hai fatto benissimo!
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dani.elle a me è successo qualcosa di simile: l'unico contratto da dipendente che mi hanno offerto (diciamo costretto, per la verità), a t.i., mi ha costretta a scappare dopo pochi mesi.
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