CILA SUPERBONUS

messaggio inserito martedì 1 giugno 2021 da Aeffepi

Aeffepi : [post n° 447621]

CILA SUPERBONUS

Non so quanto abbia semplificato agli effetti tale decreto semplificazioni. Si sentono troppi punti di vista discordanti.
Da ultimo questa specificità che riporto e per la quale gradirei altri pareri. Questi dicono:
"conviene asseverare la legittimità urbanistica secondo i criteri evidenziai nel decreto anche in Cila poichè non facendolo e riportando i soli atti legittimanti si assevera implicitamente la rispondenza di un' infinità di altre norme (conformità strutturale, paesaggistica ... )". Ciò che non conosco è da dove provenga tale rispondenza implicita. Mi sapete essere di aiuto?
archspf :
Quando si presenta una qualunque partica che richiede Asseverazione del tecnico, questi sta dichiarando implicitamente nella stessa che l'intervento compiuto (risultato della "sovrapposizione" di ante e post) è conforme alle norme urbanistiche e di settore. Rimango perplesso che ci si pongano ancora tali quesiti, dati per consolidati da ormai almeno un ventennio di buona prassi.
ArchiFish :
Il problema vero è che la deregulation introdotta e che consente di non asseverare la conformità in caso di CILA per Superbonus, fa a cazzotti con quanto prevede la modulistica e quanto pretendono (giustamente) gli uffici comunali. Il fatto che il committente si avvalga di un incentivo fiscale nulla ha a che fare (se non marginalmente) con la mera presentazione di una pratica edilizia. Pratica nella quale, per quanto ai fini del superbonus non sia richiesto, è ancora necessario asseverare la conformità urbanistica/catastale.
Storia a parte, poi, le ripercussioni di titoli edilizi presentati in assenza di conformità con lo stato legittimo, in caso di compravendita o di interventi successivi/futuri extra-bonus oppure ancora di interventi extra-bonus contestuali a quelli incentivati.
Tutto cambia, ma nulla cambia. Se si vuole dormire sereni e tutelare il committente, le verifiche devono essere tali e quali a come avrebbero sempre dovuto essere e l'eventuale regolarizzazione pre-intervento, quantomai necessaria.
arch_mb :
Ma esatto. L'ente pubblico continuerà a verificare la conformità dello stato di fatto rappresentato con quello assentito, come ha sempre fatto. E continuerà a bloccare i casi non conformi, chiedendo la regolarizzazione; non vedo come si possa pensare altrimenti, o come un ufficio potrebbe fare altrimenti. Cosa fa, si gira dall'altra parte perché un cittadino vuole godere di un beneficio fiscale? (tra l'altro, consideriamo un attimo l'aberrazione etica di questa presunzione)
A me sembra una manovra che risponde in modo goffo a un problema arrivato a Roma malposto: la questione della responsabilità del progettista. Se togliamo la parola "assevero" dal modulo, magicamente la tua responsabilità si dissolve. Peccato che la faccenda sia ben più complessa di così
arch_mb :
... E aggiungo un'altra cosa: stanno mettendo mille toppe per salvare la situazione, ma la questione di fondo è che una percentuale che va dal 90 al 99% del patrimonio edilizio italiano ha almeno un abuso, e molti sono abusi non sanabili, per le vigenti leggi. E tu Governo piazzi un mostruoso incentivo a termine su questo materiale di base? Ma ottieni per forza una miscela esplosiva.
Finché non si trova una soluzione per chiudere la questione della non sanabilità delle preesistenze, quella che davvero blocca il settore e tra le altre cose mette in croce gli eredi incolpevoli, possono mettere tutte le toppe che vogliono... hai voglia!
Scusate la foga ma l'argomento mi fa saltare sulla sedia ogni volta
archspf :
@arch_mb condivido pienamente lo sfogo e lo sconforto soprattutto nel fatto che almeno due categorie di persone già hanno elogiato la manovra come una manna dal cielo e le altre non hanno altro da fare che andare contro logica:
a) i committenti ed in generale chi non si occupa (si dovrebbe dire chi non ne capisce) di urbanistica
b) i faciloni e gli sprovveduti che come facevano nei tempi non sospetti ora torneranno alla carica
c) chi ha preso per operativo un decreto che intanto dovrà recepire la consueta conversione e che soprattutto dovrà permettere agli enti di adeguarsi.

Già ci arrivano i primi commenti, chi da una parte e chi dall'altra:
"visto architetto ora è tutto più semplice, basta una Cila" e io sottolineo che nel 90% dei casi era sufficiente anche prima...
oppure
"ora anche noi con i soli interventi impiantistici dobbiamo presentare una pratica"

Ma veramente le persone pensano che stiamo al mercato e che una materia così complessa e contraddittoria come l'urbanistica possa essere semplificata con 3 righe si un decreto?

Io continuerò a fare quello che ho sempre fatto: verifiche preliminari, sanatorie se necessario/possibile, e pratiche per quel che sono realmente.
ponteggiroma :
concordo archspf, stamattina sono già stato contattato da un cliente cui avevo rifiutato il 110% per evidenti abusi esterni ed interni, il quale a seguito di mia ennesima risposta negativa, ha detto: "ah vabbé ma allora dillo che non vuoi lavorà". Ecco questi sono i danni che combinano i c.d. semplificatori: io passo per stronzo e loro sono quelli che invece ti aiutano
ArchiFish :
La verità, caro ponteggiroma, è che ci vorrebbero tempo da perdere e p@lle a sufficienza per:
1) mandare la gente aff@nculo
2) perlustrare il territorio in cerca di cartelli di cantiere che avrebbero potuto essere "nostri", ma sono diventati di qualcun altro più "disinvolto" e poi far fioccare denunce e segnalazioni (così poi, anche la committenza, si rende conto che il burocrate semplificatore, in realtà non ha aiutato nessuno)
Purtroppo viviamo in mondo diverso e chi è professionale, una volta su mille incassa l'onore della propria rettitudine, le restanti 999 incassa qualcosa nel didietro. Riassumendo: cornuti e mazziati.
desnip :
Pare stiano "modificando la modulistica Cila" per adeguarla a questa "semplificazione"...
Io sto affacciata a guardare. A parte il fatto che quando si parla di modificare i moduli passano mesi, ma voglio proprio vedere cosa si inventano...
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