Varianti, Fine Lavori E DATE

messaggio inserito martedì 16 settembre 2008 da nik

nik : [post n° 173176]

Varianti, Fine Lavori E DATE

Vogliamo parlare di DIA IN VARIANTE?
Se sul modulo fornito dal Comune per la DIA trovate la seguente dicitura:

Il sottoscritto __ DICHIARA
[...]
3. Che il presente progetto:
-- varia il precedente protocollato al n. __/__ di cui costituisce variante, pertanto
[...]
-- si dichiara ai sensi e per gli effetti dell'art. 41.2 della L.R. 12/05, rientrando le opere nella fattispecie del suddetto articolo, l'avvenuta esecuzione delle opere in variante.

e considerando che l'articolo succitato (molto simile all'art. 22(L).2 del DPR 380/2001) recita così:

L.R. 12/2005 (Regione Lombardia)
Capo III - Denuncia di inizio attività Art. 41. (Interventi realizzabili mediante denuncia di inizio attività)
[...]
2. Nel caso di interventi assentiti in forza di permesso di costruire, è data facoltà all'interessato di presentare denuncia di inizio attività per varianti che non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modifichino la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterino la sagoma dell'edificio e non violino le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire. Ai fini dell'attività di vigilanza urbanistica ed edilizia, nonché ai fini del rilascio del certificato di agibilità, tali denunce di inizio attività costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruire dell'intervento principale e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.


vi sembra giusto presentare la DIA come VARIANTE FINALE e poi (attesi comunque 30 giorni) la fine lavori con la variazione catastale riportando come data di fine lavori una data PRECEDENTE alla presentazione della DIA?
A me sembra più che logico, ma in Comune sostengono che in questo modo ci si "autodenuncia" perché, secondo loro, bisognerebbe presentare la variante PRIMA di eseguire le opere, attendere 30 giorni (fermando il cantiere??) e poi fare i lavori oggetto della DIA in variante. Alla fine chiudere i lavori.
Secondo me è senza senso.
Io ho presentato la DIA in luglio, barrando tranquillamente la casella "si dichiara l'avvenuta esecuzione delle opere in variante", quindi non ho intenzione di mettere la data di oggi sulla fine lavori, ma una data di fine giugno, per coerenza.
Oltretutto mi chiedono -con lettera- di presentare la comunicazione di inizio lavori per questa DIA, come se proprio non avessero letto "avvenuta esecuzione"...
Non ho voglia di andare a litigare in Comune, ora voglio solo fare la variazione catastale (sulla quale pure si indica QUANDO si sono compiute le opere) e chiudere i lavori con data di giugno.
Voi che fareste?
toni :
in realta' quello che hai dichiarato tu e' ammissibile in una sanatoria e non in una variante in corso d'opera.
nik :
che tu non abbia letto bene la domanda o i riferimenti di legge..
il capitolo del permesso in sanatoria è un altro.
stiamo parlando di VARIANTI a PdC da presentare prima della dichiarazione di fine lavori.
le "varianti in corso d'opera" non esistono più almeno dal 2001 (data del TU DPR380).
dna :
l'istituto della variante finale, non esiste, in quanto non puoi per la legge fare una variazione ad un progetto se questa non è approvata. la variante finale, è una cosa che alcuni tollerano, altri no.
se tu depositi una dia, dove dichiari che le opere sono già state fatte, è automatico che è posta in sanatoria, anche se non lo scrivi. se poi accatasti oggi con data a giugno, comunque sei in mora per ritardato accatastamento, in quanto devi accatastare entro 15 gg. fai le tue valutazioni... buon lavoro..
nik :
per quanto riguarda il catasto hai ragione, ho parlato poco fa col geometra che mi fa le schede e mi ha detto: mettiamo la data di oggi.
per il resto: come ho scritto, è proprio SUL MODULO DEL COMUNE che è scritto "dichiara l'avvenuta esecuzione etc", io ho solo dovuto barrare la casella.
pertanto, cadrei in contraddizione scrivendo sulla fine lavori che i lavori sono finiti oggi!!
delli :
a mio avviso la 'soluzione' sta nel comma 2 della LR 12 che tu citi: "Nel caso di interventi assentiti in forza di permesso di costruire, è data facoltà all'interessato di presentare denuncia di inizio attività per varianti (......)
Ai fini dell'attività di vigilanza urbanistica ed edilizia, nonché ai fini del rilascio del certificato di agibilità, tali denunce di inizio attività costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruire dell'intervento principale e POSSONO ESSERE PRESENTATE PRIMA DELLA DICHIARAZIONE DI ULTIMAZIONE DEI LAVORI

ovvero: tu presenti sì una DIA come variante finale (non sostanziale) a lavori in esecuzione autorizzati con PdiC ma devi farlo PRIMA della fine lavori: ERGO.... la tua data di fine lavori dovrà essere SUCCESSIVA alla data della DIA... anzi: successiva alla data di attivazione della DIA ovvero 30 giorni dopo....
e questo perchè il tuo provvedimento originario era il PdiC e se tu dichiari che i lavori sono finiti oggi, non puoi domani presentare la DIA in variante.....
con la fine lavori partono i 15 gg per richiesta agibilità (e relative schede catastali)
questo, almeno, è come la gestisto io...
bye bye
Patty :
concordo pienamente con Delli...
nikosky :
...bhe vorrei vedere che concordi....delli ce se magna a colazione...prova a di de no!!!! grrr

saluti a tutti
nik :
benissimo delli, quindi metto la data di oggi come giorno di ultimazione lavori (la DIA in variante è di luglio ed i 30gg sono trascorsi abbondantemente).. il mio dubbio era dovuto alla dicitura "dichiara l'avvenuta esecuzione" sulla DIA in variante...
la scheda catastale sarà presentata insieme alla fine lavori.
ho delle perplessità sulla richiesta di agibilità.
in comune mi hanno detto che in questo caso "non sarebbe obbligatoria, però..."
se io non la chiedo e poi tra un mese mi sanzionano perché si ricredono e decidono che è dovuta?!
delli :
in che senso non è dovuta? hai fatto un PdiC per lavori di semplice manutenzione che non richiedono agibilità?
comunque se vuoi tu presentala comunque... non è che te la rifiutano e al limite tu hai comunque un timbro di protocollo che ti tutela (anche in futuro nel caso i tuoi committenti dovessero vendere... meglio avere documenti in più che non averne affatto)
bye bye
nik :
bah, è una pratica davvero poco comprensibile pure per me.
il progettista ed ex-direttore lavori è "scappato" e a me il proprietario ha chiesto di chiudergli regolarmente la pratica, avendo lui pagato pure già gli oneri, nonchè i lavori...
io mi sono fatta impietosire, ma se tornassi indietro mollerei tutto!
trattavasi (quella a firma dell'altro architetto) di una DIA onerosa, non di un PdC.
appartamentino-ino-ino con sottotetto non abitabile soprastante.
il proprietario voleva inizialmente solo rifare il tetto perché ammalorato (mantenendo imposte, colmo, pendenze), poi s'è fatto prendere la mano e ha chiesto di demolire parte della soletta tra appartamento e sottotetto, per realizzare un ripostiglio chiuso ed un microscopico "spazio hobby" spp (bassissimo, ma utilizzabile) aperto sull'appartamento di sotto.
questa era la pratica inizialmente, da quello che sono riuscita a capire.
quando l'ho visionata in comune sono rimasta senza fiato: un disegno scarno, nessun estratto di mappa, di PRG, nessun allegato, uno schifo. non so come abbiano potuto accettarla e non so nemmeno come l'abbiano gestita e come, quanto e perché ci siano stati oneri.
oltretutto c'erano degli errori di cui non s'era accorto nessuno (ad esempio RAI troppo elevati: lo "spazio hobby" ed il rip. nel sottotetto non potevano avere RAI>1/30).
io sono "arrivata" quando il proprietario era nel pieno delle sue indecisioni e abbiamo concluso così: niente più ripostiglio ma unico spazio aperto, spostamento di un velux.
ero andata a parlarne in comune e solo allora si erano accorti che il progetto non andava bene (!) e che rinunciando al ripostiglio e spostando il velux si risolveva tutto.
"fate la variante" avevano detto.
in merito all'agibilità, come ho detto, avevano detto che non era obbligatoria (sic).
se posso non richiederla sono più contenta, anche perché non vedo l'ora di uscire da tutta 'sta questione (mille liti e problemi di cui non sto a dire) e temo che chiedano nuove cose (solo con me si sono ricordati di chiedere un milione di allegati e dichiarazioni che al vecchio progettista non avevano chiesto!) oppure che, con un sopralluogo, vedano cose che non vanno (il proprietario ci ha messo un letto sopra: sono stufa di litigare...).
delli: secondo te devo proprio chiedere 'sta agibilità???
delli :
ma... se la consistenza dei lavori è di questo tipo... anche no! di fatto ha pagato gli oneri per l'utilizzo della porzione di sottotetto prima non abitabile... e fin qui ci siamo!
sul fatto che le opere possano 'influire sulle condizioni di cui al comma 1' (art 24 co 2 lett c) ovvero modifiche alle 'condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati' in maniera tale da rendere necessario un nuovo certificato di agibilità....... dipende da quanto restrittiva è l'interpretazione che se ne da!!
se rifai il tetto influisci sulle condizioni di risparmio energetico (per esempio) oppure aggiungendo uno spazio abitabile in una zona che prima non lo era influisci sulle condizioni di igiene e salubrità (altro esempio).....
insomma: sei in una casistica un po' nebulosa e quindi, se UT non lo ritiene necessario, fai solo variazione catastale (quella sì perchè cambia consistenza) e chiudi i lavori senza agibilità.... valuta un po' tu come procedere
bye bye
nik :
se dovessi interpretare la normativa in modo restrittivo, secondo me la condizioni sono variate, come giustamente dici tu.
ma la consistenza delle opere è talmente esigua..
il problema (come sempre) è che alcuni tecnici comunali sono molto preparati, altri incredibilmente zucconi.
mi capita molto spesso che le richieste più "stringenti" arrivino da quelli meno preparati, purtroppo... con i quali non si riesce nemmeno a ragionare!
non so quanto possa contare ciò che mi è stato detto a voce dal tecnico comunale (in gambissima) con cui avevo parlato..
io ora non chiedo l'agibilità, se poi prende in mano la pratica una altro, mi auguro che mi faccia la richiesta prima di mandarmi l'eventuale sanzione!
grazie delli, sempre preziosissima!
delli :
per il discorso dei 15 gg per richiedere l'agibilità.... potresti fare, insieme alla fine lavori e al catasto, una dichiarazione sulla conformità delle opere e la salubrità degli ambienti, dichiarando che le modifiche non sono sostanziali e non richiedono il rilascio di un nuovo certificato di agibilità.... in questo modo ti 'tuteli' da eventuali sanzioni per tempi non rispettati: se tu protocolli questa dichiarazione loro sono obbligati a dirti 'ok' oppure 'non va bene, presenta agibilità'
se si svegliassero un domani dicendo che la vogliono... la si fa ma non dovrebbero sanzionarti (in teoria.... poi ogni comune fa storia a se... come sempre)
bye bye
nik :
buona idea!
è inutile che ti ripeta quanto sei un mito, già lo sai!
;-)
P.S.: ho letto che c'è chi si offre di lavorare per te gratis!!!
io fortunatamente ne ho da lavorare, però sarebbe molto bello incrociarti, prima o poi!
se non ho capito male la tua zona non è troppo distante dalla mia...
delli :
io sto in provincia di lecco ma 'bazzico' anche milano, bergamo e varese...... se sei di queste zone un'occasione per un caffè al volo la si può anche trovare :)
bye bye
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