REGOLAMENTAZIONE PER ARCHITETTI EXTRACOMUNITARI

messaggio inserito sabato 2 maggio 2009 da mauro

mauro : [post n° 196391]

REGOLAMENTAZIONE PER ARCHITETTI EXTRACOMUNITARI

Ciao a tutti
la mia domanda e' la seguente: un cittadino extracomunitario che ha conseguito la laurea in architettura presso il proprio paese, una volta giunto in Italia, in regola ovviamente con tutti i permessi, puo' fare domanda per l'iscrizione all'albo degli architetti ed esercitare la professione oppure ha bisogno necessariamente della cittadinanza italiana? Se la risposta e' negativa, ovvero che non puo' iscriversi all'albo, mi chiedo, di cosa ha bisogno per la legge italiana per esercitare la sua professione di architetto nel nostro Paese? Grazie mille!
lolo :
Fino a qualche tempo fa so che i cittadini extracomunitari per poter iscriversi all'ordine dovevano fare l'esame di stato come noi italiani.
Dovresti informarti all'ordine della citta' in cui risiedi in Italia. Inoltre credo che anche la laurea debba essere riconosciuta...
In bocca al lupo
poipoi :
dato che hai bisogno di fare l'esame di stato, piuttosto che a un Ordine devi rivolgerti all'Ufficio Esami di Stato.
Non c'è bisogno della cittadinanza italiana.
archi :
Prima devi far riconoscere il titolo di studio da un universita' italiana, poi puoi iscriverti all'ordine previo esame di stato. Il percorso e' fattibile ma la burocrazia e' micidiale.
^noel^ :
Chiedo una cosa però sugli architetti comunitari.
Vista la libera circolazione delle persone, un architetto iscritto all'ordine di una qualche città ad esempio in Francia, avrebbe un qualche beneficio dall'ottenere anche l'iscrizione all'albo di una qualche città in Italia?
KITTY :
una mia amica argentina, sposata con un italiano e regolarmente laureata al suo paese ha dovuto sostenere esami in più (scienze delle costruzioni, restauro ecc...), ridare la tesi e poi farsi l'esame di stato...
Una cosa che a me pareva assurda ma probabilmente è riconosciuta la laurea solo in alcuni paesi...
poipoi :
x ^noel^
non c'è alcun vantaggio.
Ma mi pare di aver capito che in determinati casi ci sia un obbligo. Se vuoi assumere un incarico pubblico diretto, un architetto comunitario o extracomunitario deve essere iscritto, anche temporaneamente, a un ordine italiano.
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