piastrelle ad "S" davanti alla zona operativa della cucina

messaggio inserito domenica 5 settembre 2010 da elena

elena : [post n° 239821]

piastrelle ad "S" davanti alla zona operativa della cucina

Buongiorno a tutti. Sto ristrutturando casa e pensando di mettere il parquet in tutta la casa. In cucina mi hanno consigliato di fare una "S" in piastrelle in tinta con top e schienale davanti alla zona operativa della cucina. Da una parte l'idea mi attira dal punto di vista pratico ma esteticamente non so se la soluzione mi convince al 100%. Voi cosa mi consigliate?
Grazie mille
Giuseppe :
Carissima Elena ti conviene pensare alla praticità e non all'estetica.
Ily :
Io mettrei le piastrelle in TUTTA la cucina: e se ti cade la bottiglia del vino o dell'olio dalla tavola cosa fai?
carmen :
Ho legno su tutti i pavimenti della mia casa compreso la cucina e i bagni e non ho mai avuto problemi di macchie, certo che devi prendere il legno più consono ad esempio se prendi quelli già verniciati e prefiniti non ci son problemi nel togliere macchie di unto o di vino. consiglio il legno che è molto più caldo.
elena :
grazie a tutti per i consigli, vi farò sapere al più presto la mia decisione. Volevo avere proprio dei consigli da chi il parquet in cucina ce l'ha già Tu carmen che tipo di essenza prefinita hai scelto?
Grazie a tutti
carmen :
ciao Elena io ho scelto, ancora qualche anno fa, acero canadese quello chiarissimo, è un'essenza media come resistenza, listoni lunghi 2,5 mt, larghi circa 20 cm ed è verniciato e finito. per le gocce d'acqua non ho mai avuto problemi nè in cucina nè in bagno. per la pulizia uso quei prodotti per parquet che si trovan nei supermercati e a volte solo acqua tiepida. L'unico problema come tutti i legni è che bisogna fare un po' di attenzione alle scarpe coi tacchi, a spostare mobili a tutti quei sassolini che potrebbero incidere il legno. eventualmente ti consiglio di star attenta al grado resistenza di ogni essenza. Ovvio che magari i listoni sbiancati in rovere o non finiti son più eleganti, ma son anche più difficili da tenere...
Ily :
Scusate se mi intrometto... ma secondo me ogni materiale (da sempre, fin dalle prime capanne di fango) ha il suo uso specifico, che in un certo senso costituisce anche una parte rilevante della "grammatica" della definizione e percezione degli spazi.
Ecco, secondo me il parquet in cucina stride fortemente, a meno di non trovarsi in una baita tirolese. Senza contare che è anche difficile da gestire... e che quindi potrebbe complicare le operazioni di "rigoverno" della cucina stessa.
carmen :
Penso che si dovrebbe far meno i filosofi, i sofisti o altro e ogni tanto calarsi nella realtà odierna!
Forse se tutti noi vivessimo ancora nelle capanne con i pavimenti in terra battuta sarebbe una buon cosa, ma purtroppo le epoche che avanzano e i materiali, sempre più vari e diversi, che abbiamo a portata di mano, fan si che tutti noi ci "imbastardiamo" a discapito della nostra iniziale primordiale esistenza! Purtroppo o per fortuna?
Ma una scopa in mano per pulire qualche briciola che cade o uno strofinaccio per smacchiare qualcosa siamo o non siamo capaci di usarli?
O l'architetto è quell'essere che deve rimanere puro sotto ogni aspetto ed esonerato nei miseri lavori manuali casalinghi?
Ily :
X Carmen

Appunto, siccome io detesto spazzare la cucina impazzirei se un architetto mi proponesse il parquet anche li ;-)
Il fatto è che la ceramica si smacchia molto più facilmente del parquet, che si riga (e in cucina ovviamente striscio le sedie sotto il tavolo tre volte al dì, giusto?)
Se in cucina si è "sempre" messo un pavimento facilmente lavabile un motivo ci sarà...
carmen :
se tu fossi un cliente: poveri noi chi ci troviam davanti!
se tu fossi un architetto: forse qualche corso d'aggiornamento, qualche viaggio dai paesi nordici a quelli più a sud... qualche lettura su usi e stili architettonici passati e presenti non ti farebbero granchè male!
penso che la poca conoscenza, la chiusura di mentalità e visioni troppo ristrette di ciò che abbiam attorno contribuiscono alla poca qualità del prodotto che noi possiam offrire...
Ily :
X Carmen

Se tu fossi un cliente: "poveri noi chi ci troviam davanti"

Perchè, chiedere all'architetto un bel pavimento che non si righi è reato di LesaArchitettura? Mia madre in illo tempore ha preteso un muro in vetrocemento tra cucina e soggiorno perchè non voleva i libri puzzolenti di fritto ;-)

Se tu fossi un architetto...

Infatti sono un architetto.
Gli stili architettonici passati li conosco bene e non ho mai sentito di pavimenti di parquet in cucina (tranne nelle case platform dell'arizona ai tempi del far west). Sulle tendenze contemporanee: alcune archistar hanno fatto bagni con finestre più grandi della vetrina di un negozio, e allora?
Inoltre non è detto che quello che va di moda adesso sia ancora attuale tra dieci anni (ad esempio).
O che quello che va bene in una casa tutta di legno nel texas vada bene anche nell'appartamento INACASA ereditato dal nonno (o peggio ancora, nella casetta a schiera del centro storico). O che le soluzioni e i materiali tipici di Amsterdam o Marrakesh vadano bene anche per Siena o Bologna.
Sull'interior design minimalista e "spigoloso" che va di moda adesso (tipo le cucine tutte laccate e cromate da abbinare ai pavimenti di resina, o i muri gialli fosforenti e verde marcio, case viste coi miei occhi) non mi pronuncio perchè semplicemente non riuscirei a vivere in ambienti del genere.
Se poi un cliente, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, vuole le piastrelle muccate in bagno, o un muro arancione a pallini verdi, io glie lo inserisco nel progetto (dopo aver cercato più volte di dissuaderlo, ovviamente), perchè comunque poi negli ambienti ci dovrà vivere LUI. Meglio le piastrelle muccate, che un cliente che mi chieda di scegliergli anche il colore degli asciugamani (rigorosamente coordianto colle piastrelle) e lo stile dello scolapasta.
Ily :
X Carmen

Se tu fossi un cliente: "poveri noi chi ci troviam davanti"

Perchè, chiedere all'architetto un bel pavimento che non si righi è reato di LesaArchitettura? Mia madre in illo tempore ha preteso un muro in vetrocemento tra cucina e soggiorno perchè non voleva i libri puzzolenti di fritto ;-)

Se tu fossi un architetto...

Infatti sono un architetto.
Gli stili architettonici passati li conosco bene e non ho mai sentito di pavimenti di parquet in cucina (tranne nelle case platform dell'arizona ai tempi del far west). Sulle tendenze contemporanee: alcune archistar hanno fatto bagni con finestre più grandi della vetrina di un negozio, e allora?
Inoltre non è detto che quello che va di moda adesso sia ancora attuale tra dieci anni (ad esempio).
O che quello che va bene in una casa tutta di legno nel texas vada bene anche nell'appartamento INACASA ereditato dal nonno (o peggio ancora, nella casetta a schiera del centro storico). O che le soluzioni e i materiali tipici di Amsterdam o Marrakesh vadano bene anche per Siena o Bologna.
Sull'interior design minimalista e "spigoloso" che va di moda adesso (tipo le cucine tutte laccate e cromate da abbinare ai pavimenti di resina, o i muri gialli fosforenti e verde marcio, case viste coi miei occhi) non mi pronuncio perchè semplicemente non riuscirei a vivere in ambienti del genere.
Se poi un cliente, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, vuole le piastrelle muccate in bagno, o un muro arancione a pallini verdi, io glie lo inserisco nel progetto (dopo aver cercato più volte di dissuaderlo, ovviamente), perchè comunque poi negli ambienti ci dovrà vivere LUI. Meglio le piastrelle muccate, che un cliente che mi chieda di scegliergli anche il colore degli asciugamani (rigorosamente coordianto colle piastrelle) e lo stile dello scolapasta.
carmen :
x ili
ps.
ti consiglio, per citarne alcuni, di farti qualche giretto nei paesi del nord, tipo svezia norvegia finlandia, per poi passare magari dalla germania, dalla polonia, o in certi paesi lettoni, scendi poi in austria...visitati anche il tirolo e l'alto adige e se riesci...mettici pure dentro qualche paesino nordico della spagna. Tanto per non andar troppo lontani...
E senza tirar in ballo famigliari a cui penso che lo scopo dello scritto iniziale sia ben altro, consiglierei più apertura mentale e soprattutto quando si viaggia, non soffermarsi solo sulle camere da letto, ma cercare di prendere una visione più ampia dei luoghi in cui magari siamo ospitati che comprende ad esempio cucine tinello od altri locali del vivere quotidiano!
Per fortuna che anche i committenti possono scegliere tecnico e tecnico in base ai loro gusti!
Avvisami quando qualcuno risponde
Non mandarmi più avvisi

Se vuoi essere avvisato quando qualcuno interviene in questa discussione, indica un nome e il tuo indirizzo e-mail.