anche il convivente può detrarre il 36%

messaggio inserito venerdì 27 gennaio 2012 da Campanellino

[post n° 281781]

anche il convivente può detrarre il 36%

Mi sorge un ulteriore dubbio oltre a tutti quelli per i quali ho postato la domanda precedente: la detrazione del 36% può essere sfruttata contemporaneamente sia dal proprietario che dal convivente (non sposato ma cmq ufficialmente residente) nell'abitazione?

La normativa dice i soggetti che hanno diritto sono:
il proprietario o il nudo proprietario;
¦ il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
¦ chi occupa l’immobile a titolo di locazione o comodato;
Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile
oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese, le fatture e i bonifici siano a lui
intestati.

Il convivente può rientrare in una di queste categorie anche se non è riconosciuto come "familiare"? Cioè tipo può essere considerato titolare del diritto di abitazione (perché risulta ufficialmente residente) oppure perché sia titolare di un diritto reale deve essere stato fatto un atto di qualche tipo???
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Guarda ci avevo pensato anche io. Ma il diritto alla detrazione, che io sappia, spetta al "coniuge" quindi sposato. I "conviventi" nn sono contemplati per le detrazioni fiscali.
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Ma cosa vuol dire precisamente "titolare di un diritto reale di godimento"? Se uno è residente non è automaticamente titolare dei diritti di USO e ABITAZIONE? A dire il vero uno avrebbe addirittura l'OBBLIGO di abitare nella casa dove è residente quindi che senso avrebbe negare che è titolare di questo diritto??????
Non capisco :(
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Campanellino, scusa un attimo, non è che in automatico perchè uno ha la residenza è automaticamente titolare di tutti i diritti sull'immobile come fosse il proprietario anche se non lo è.
Allora uno in affitto, ma con la residenza nell'appartamento, può svegliarsi la mattina e decidere di buttarti giù la casa?!
Io avevo affrontato la questione per quanto riguarda le detrazioni del 55%. Ho fatto una pratica per miei genitori: casa di proprietà di mia madre ma pagamenti con i bonifici da parte di mio padre in quanto "coniuge". Non mi ricordo dove l'ho letto (penso sulle guide fiscali dell'agenzia delle entrate) ma si parlava di possibilità per il "coniuge" e non per il "convivente".
L'agenzia delle entrate l'hai già contattata?cosa ti hanno detto? (io le volte che ho chiamato mi hanno detto di "leggere la guida apposita scaricabile dal loro sito"....)
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Infatti chi occupa l'immobile a titolo di locazione o anche solo comodato ha diritto eccome alla detrazione, non è obbligatorio essere proprietari.
Comunque stamattina sono riuscita finalmente a sentire un commercialista e mi ha detto che anche il convivente ha diritto alla detrazione, purché appunto sia residente, cioè possa provare di abitare lì, al pari di uno che ci abita in affitto e per provarlo ha il contratto di affitto.
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Beh, meglio così!!!!risolve il problema che hanno in tanti penso.Ti ha per caso fornito i dettagli della cosa (riferimento di legge specifico o sito dell'ADE)? dove è scritto?
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Forse già hai consultato la guida dell'Agenzia delle Entrate, cmq ecco il link (se non ricordo male, questo problema viene affrontato in maniera chiara nel documento).
www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/b817df80426dc23e98b59bc065…
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si effettivamente mi ero fissata sulla dicitura "familiare" convivente. Però se uno è convivente ma non familiare detrae lo stesso...ma mi pare di aver capito che deve figurare nell'eventuale contratto di locazione o comodato. Io non davo valore al fatto della sola residenza nell'immobile semplicemente per il fatto che una persona X può occupare abusivamente un appartamento e richiedere tranquillamente la residenza. Il comune gliela dà perchè controlla che la persona viva effettivamente in quel posto (il vigile fa la verifica in loco) ma non controlla a che titolo...
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Guarda il commercialista stesso mi ha detto che molte eventualità non sono specificate nella normativa e quindi bisogna interpretare un po' a buon senso e senza contraddire la normativa stessa. Il caso del convivente è uno, ma ci sono tante altre situazioni in cui non è chiarissimo come procedere. Ad esempio, nel caso di più soggetti che beneficiano della detrazione, non viene specificato poi in quale misura dividere la detrazione tra l'uno e l'altro. Quindi, secondo ciò che sostiene il commercialista, le opzioni più sensate sarebbero:
1) o i pagamenti li fa tutti uno solo e poi si divide la detrazione in parti UGUALI tra i beneficiari indicati
2) oppure, se i pagamenti li fa un po' uno e un po' l'altro, ognuno detrae in base a quanto ha pagato (quindi non perforza in parti uguali)
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ciao Campanellino, grazie, mi hai dato degli spunti interessanti che senz'altro vanno approfonditi.Buon lavoro.
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